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Vulcano - Isolano con un infarto e alla guardia medica l'elettrocardiogramma non si può eseguire perchè la macchina è guasta.

L'elisoccorso non è potuto neppure intervenire perchè già impegnato per un incidente stradale con feriti.

Fatto sta che la moglie lo ha imbarcato sull'aliscafo ed all'ospedale di Milazzo è stato diagnosticato l'infarto. Con l'ambulanza ha raggiunto il policlinico di Messina.

"L'odissea" è accaduta a R.F., 53 anni, di Vulcano. Nel pomeriggio si era recato alla guardia medica per dei dolori al petto e formicolio al braccio sinistro. In quel momento era in corso un intervento con l'elisoccorso per un incidente stradale.

Il vulcanaro ha raggiunto il medico all'elipista di Vulcanello e viste le condizioni del paziente il dottore si è premurato di trasferirlo nel presidio sanitario. Ma ecco la sorpresa: l'elettrocardiogramma non si poteva effettuare perchè la macchina è guasta. 

A quel punto la moglie con molto coraggio lo ha imbarcato sull'aliscafo e ha raggiunto MIlazzo. Al pronto soccorso hanno confermato l'infarto in corso  e d'urgenza con l'ambulanza è stato trasferito al policlinico. 

Alle Eolie - se si sta male - ormai non resta che pregare e affidarsi al "Padre Eterno"...

L'intervista a Don Lio Raffaele, parroco di Vulcano e anche di Pianoconte

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LIPARI - Il parroco eoliano, Lio Raffaele, ha scritto al presidente della Repubblica e al governatore della Sicilia per denunciare le carenze della sanità nell'isola, dove un abitante di Vulcano, con un infarto in corso, non ha potuto ricevere le prime cure perché l'apparecchio per l'elettrocardiogramma era guasto e l'elisoccorso era impegnato a soccorrere dei feriti di un incidente stradale.
   La moglie del paziente ha imbarcato il marito sull'aliscafo di linea e l'ha portato a Milazzo, dove gli è stato diagnosticato l'infarto. Da lì l'uomo è stato trasferito in ambulanza al Policlinico di Messina e operato.
   "In questo caso - dice don Lio - ci siamo affidati al Padreterno ed è andata bene. Ma possiamo continuare a vivere in queste condizioni?". Nella lettera indirizzata anche al presidente del consiglio e al ministro della Sanità, il sacerdote ha aggiunto che "non si chiede nulla di eccezionale, se non i servizi essenziali di giorno e di notte con professionisti seri al servizio di questa umanità che vive nelle isole tra mille difficoltà. E' l'ora di mettere fine agli interminabili viaggi della speranza verso gli ospedali di Patti o di Messina da parte di bambini, anziani, interre famiglie con gravi disagi di carattere economico, di separazione e smembramento di famiglie anche per lunghi periodi". (ANSA)

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