EVENTI

Lipari - sabato 21 settembre alle ore 17 con partenza da Marina Corta si svolgerà la 20a edizione della ricorrenza dello "Sposalizio dei Faraglioni"

Da un'idea dell'artista Gery Palamara, è organizzata dal Notiziario delle Eolie online, in collaborazione con il Comune di Lipari, assessorati della cultura e dello spettacolo. 
Lipari, nuovo appuntamento per la ricorrenza dello "Sposalizio dei Faraglioni". E che sorprese...

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di Antonio Mazzeo 

Salina - Un’inchiesta giudiziaria su un inverosimile numero di illeciti amministrativi si abbatte come uno tsunami sull’isola di Salina,

Eolie (84 gli indagati, tra cui i due ultimi sindaci di Santa Marina Salina, ex assessori, alcuni tecnici ed impiegati comunali), ma la macchina burocratica trova le energie e il tempo di attingere al magrissimo bilancio comunale e liquidare un contributo a favore di un promoter di eventi culturali, il cui nome compare nella lunga lista degli indagati.

Il 20 agosto scorso la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ha emesso l’avviso di conclusioni indagini per l’inchiesta Isola Verde con la contestuale notifica dei capi d’imputazione (l’atto è stato depositato in cancelleria giorno 27, mentre la notizia criminis era di pubblico dominio il 30).

Mercoledì 4 settembre, con determina della Responsabile del settore amministrativo del Comune di Santa Marina Salina, Anna Maria Carugno, sono stati liquidati 6.000 euro all’Associazione Prima Sicilia di Messina (“presidente e legale rappresentante il signore Massimiliano Cavallaro”), organizzatrice del MareFestival Salina-Premio Troisi 2019, tenutosi nell’Isola dall’11 al 14 luglio.

Secondo quanto riportato nella determina, la rendicontazione delle spese da parte dell’associazione era stata protocollata in Comune il 30 agosto 2019. Quattro giorni prima, l’amministrazione di Santa Marina Salina aveva liquidato altri 6.000 euro all’Associazione culturale Onde, con sede a Milano, quale contributo spese per l’organizzazione del Salina Festival, tenutosi dal 24 al 28 luglio.

Legale rappresentante di Onde è ancora “Massimiliano Cavallaro” (in verità il nome esatto è Massimo Cavallaro e la sede associativa corrisponde al luogo di residenza del professionista di origini messinesi). In questo caso la rendicontazione era stata presentata e protocollata in Comune il 31 luglio. Era stata la Giunta comunale guidata dal sindaco Domenico Arabia (uno degli indagati eccellenti di Isola Verde) a deliberare il 3 luglio precedente la concessione dei due generosi contributi, in tutto 12.000 euro che, dato il numero di abitanti nel piccolo centro eoliano (poco meno di 900), vuol dire un obolo di 13 euro e 50 centesimi pro capite a favore delle due associazioni rappresentate dal signor Cavallaro.

Quello dall’amministrazione di Santa Marina Salina non è l’unico contributo pubblico per l’organizzazione dei due importanti eventi. Il 14 agosto, anche il vicino Comunale di Malfa ha deliberato l’impegno e la contestuale liquidazione di 3.000 euro a favore dell’Associazione Onde per il Salina Festival.

C’è poi il patrocinio oneroso della Regione Siciliana; per l’edizione 2018 del MareFestival e del Salina Festival, l’Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo ha versato 10.000 euro alle due associazioni, mentre dai fondi di rappresentanza del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’on. Gianfranco Micciché, sono stati attinti altri 1.000 euro per il Premio Troisi (Ass. Prima Sicilia). Ciononostante, sul sito ufficiale del MareFestival si legge che l’evento, “patrocinato dal Comune di Santa Marina Salina, è sostenuto prevalentemente da imprenditori sensibili alla cultura e alla promozione turistica del territorio”. 

Pure il nome del promoter degli eventi estivi a Salina compare nel lungo elenco degli indagati di Isola Verde. Il Pubblico ministero del Tribunale di Barcellona ha contestato a Massimo Cavallaro, congiuntamente all’ex sindaco-dominus di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo, i reati di cui agli artt. 319quater e 312 del codice penale, in quanto (Lo Schiavo) “agendo in qualità di primo cittadino ed in tale veste pubblico ufficiale, abusando della sua qualità o dei suoi poteri –

e segnatamente prospettando a Cavallaro che se non avesse ristampato i volantini pubblicitari del festival da quest’ultimo organizzato sull’isola, dacché riportanti un’immagine creata da Sergio Santamarina, portatore di idee politiche contrarie allo stesso sindaco ed oppositore dell’amministrazione comunale, avrebbe fatto sì da ostacolare la futura organizzazione del festival, induceva Massimo Cavallaro a ristampare detti volantini e così a dargli l’utilità consistente nel vantaggio politico correlato al danno derivatone al Santamarina per la mancata pubblicità legata alla distribuzione dei volantini”. 

La vicenda risale all’edizione 2014 del Salina Festival ed è ricostruita nell’informativa sui presunti atti illeciti perpetrati a Salina dall’allora sindaco Massimo Lo Schiavo & C., redatta nell’ottobre 2017 dalla Compagnia dei Carabinieri di Milazzo.

“Il sindaco ha ottenuto la fiducia dei cittadini mediante promesse di assunzioni e/o incarichi ma soprattutto grazie ad una politica volta a favorire l’abusivismo edilizio e ad ostacolare, anche abusando dei suoi poteri, quei pochi che si permettevano di criticarlo o schierarsi palesemente contro di lui”, annotano gli inquirenti.

“E’ il caso di Sergio Santamarina, proprietario del locale Le Papagayo e contrario alla politica dell’amministratore, nei confronti del quale venne emanata un’apposita ordinanza sulla proroga degli orari di diffusione di musica e imponendo all’organizzatore di un festival, patrocinato dal Comune, la rimozione, dalla locandina di pubblicizzazione dell’evento, di un immagine creata appunto dal Santamarina”.
“Il Comune di Santa Marina Salina da qualche anno, patrocina una manifestazione culturale denominata Salina Festival e per l’anno 2014 ha stanziato per tale opera un contributo di 5.000 euro”, si legge ancora nell’informativa.

“L’organizzatore dell’evento, tale Massimo Cavallaro, per promuovere la manifestazione aveva preparato una brochure con un quadro del signor Sergio Santamarina, artista, da anni residente a Santa Marina Salina ed in contrasto con la sua amministrazione. Il sindaco, venuto a conoscenza della cosa, contattava immediatamente il Cavallaro, minacciandolo di non fargli più fare il festival e diffamando lo stesso Santamarina”.

Le intercettazioni. Illuminante in tal senso un colloquio tra il primo cittadino ed il legale rappresentante delle associazioni Prima Sicilia e Onde, intercettato dai Carabinieri il 15 luglio 2014 e riprodotto nell’informativa Isola Verde. “Te lo metto così”, esordiva Lo Schiavo. “Tu lo sai che sono molto schietto e sincero: ho visto il manifesto e che venga messa praticamente in prima istanza l’immagine di un dipinto fatto da una persona che discredita costantemente l’amministrazione comunale di Santa Marina Salina, anche con atti vandalici, non mi piace”. “Mi dispiace moltissimo, ma io non so assolutamente nulla”, rispondeva Cavallaro.

Lo Schiavo: “Eh, ma tu prima di fare il festival nel mio Comune…. Allora dovresti, come avevi buona abitudine prima, venire a discutere, concordare, perché così, io la figura di quello che praticamente si prende gli insulti delle persone e paga per poi dargli visibilità, non l’accetto, non l’accetto, sono molto amareggiato… Il fatto che tu non sei venuto neanche una volta, qui a definire alcune cose come si faceva gli altri anni”. Cavallaro: “Mi dispiace moltissimo, Massimo.

Purtroppo non sono potuto venire, purtroppo”. Lo Schiavo: “E non si fanno i festival allora, Massimo, quando non si possono fare delle cose concordate. Io non sono solamente l’ente rogatore della pecunia… Io sono una persona che con te ha lavorato per disegnare questo festival, per quanto è possibile il mio grado di conoscenza”. Cavallaro: “Ma io, Massimo, perdonami se ti interrompo, ma io ho condiviso a gennaio-febbraio il programma con Linda (Linda Sidoti, al tempo assessore di Santa Marina Salina nda)”.

Lo Schiavo: “Ma, il programma, il programma non è che significa praticamente mettere, alcune cose…”. Cavallaro: “Ma c’era il quadro, il quadro c’era, cioè io ho scelto un quadro, non ho scelto la persona, Massimo eh… E’ un’opera d’arte”. Lo Schiavo: “Di una persona che comunque nei nostri confronti, sta facendo le peggiori cose, quindi, oltre il danno anche la beffa (…)

Io sono stato costretto a fare una denuncia ai Carabinieri, per alcuni atti che vengono fatti sul mio territorio, di cui non conosco l’artefice… Premesso questo, ma se due più due fa ancora quattro in matematica lo posso intuire, dopodiché, dico la merda continua che spara contro i miei assessori e contro di me a più non posso, sinceramente…”.

Cavallaro: “Massimo mi dispiace moltissimo… Credi nella mia totale buona fede, io ho scelto un artista, cioè ho scelto un volto che mi piaceva rispetto al tema del festival”. Lo Schiavo: “Poi le cose si incancreniscono, io continuo, per il ruolo che rivesto a fare, buon viso a cattivo gioco, però doveva avere lui la sensibilità di dirti guarda che sto facendo il pezzo di merda contro questa amministrazione, doveva avere questa sensibilità”. Cavallaro:

“Ti dico che è veramente un fulmine a ciel sereno, ma io ti prego comunque anche di una cosa, per quanto lo sforzo ti possa sembrare strano, cioè l’immagine che io ho scelto, l’ho scelta a prescindere dal fatto che l’abbia da lui o da un’altra persona, perché era funzionale a questo tema della manifestazione. Non c’è nient’altro, quindi anche tu liberati dal legame con la persona”.

Lo Schiavo: “Massimo, ma liberati di che cosa? Ma se uno continua a sputare fango contro un’amministrazione che ha sempre cercato nei limiti di quello che è possibile fare di tutelare tutti quanti, che mi devo sforzare? Non per qualche cosa, per l’amor di Dio, io mi rendo conto delle tue difficoltà di essere presente…”. Cavallaro: “Ma tu lo che non ci crederai, io l’ho fatto anche perché, quando ho visto che tu non mi rispondevi, ho detto bè, avrà tante di altre, altre priorità a cui pensare, per cui giustamente ha delegato a Linda… E come hai notato io non ti ho chiamato proprio, ho parlato con Linda”.

Lo Schiavo: “Però, io dico, neanche una volta a venire qua… A parte che Linda neanche aveva visto la bozza di questo coso, perché altrimenti immediatamente ti avrebbe detto abbiamo qualche dubbio, non di no, quindi la bozza del manifesto Linda non l’ha mai vista (…) Però tu devi renderti conto, in questa difficoltà a questo punto è meglio che il festival non lo fa più, perché tu non puoi venire, Leni non c’è, Malfa ti dà buca.

Rimane il Comune di Santa Marina Salina, con la buona volontà sempre dimostrata, nonostante le difficoltà enormi in cui ci stiamo ritrovando, perché il primo anno senza bilancio, cerca di sostenere tutto e tutti, ma na bozza, na bozza di volantino all’amministrazione che praticamente paga questo appuntamento, la potevi pure mandare nonostante la tua assenza no? Perché immediatamente ti avremmo detto, mah un confronto, no guarda…

In questo modo, come è stato fatto negli altri anni”. Cavallaro: “Hai ragione sono stato affrettato, sono stato affrettato, non lo so, può essere che siamo arrivati molto in ritardo, non lo so, ehm ehm Massimo, mhmh sì… Io ho continuato a parlare con Linda”. Lo Schiavo: “Sì ma una bozza della brochure, Linda mica l’ha vista, non ce l’hai mandata, altrimenti Linda ti avrebbe detto guarda che forse abbiamo qualche dubbio. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole per l’amor di Dio, ma è ridicolo il fatto che io debba mettere praticamente un quadro riconducibile ad una persona che mi sta facendo i chiodi.

Nel peggiore dei modi, è insopportabile, è insopportabile… Fammi chiudere la telefonata perché sono troppo amareggiato, quindi, poi purtroppo, rischio di…”. Poco dopo la conversazione, Massimo Cavallaro, mediante un sms ed una chiamata, chiedeva al sindaco il permesso per procedere a ristampare il tutto. Ottenuto l’ok, il promotore dei festival, sempre mediante un sms, avvisava Lo Schiavo che il giorno seguente sarebbero arrivate le nuove brochure.

Il primo cittadino contattava allora l’assessore Linda Sidoti per riferirle del cambio di brochure e chiederle di non pubblicizzare le precedenti che vanno buttate. “L’astio del sindaco verso Sergio Santamarina, già danneggiato da un’ordinanza sindacale per la diffusione di musica, in seguito alla quale il locale di proprietà non poteva ottenere deroghe poiché lo spazio all’aperto ricadeva su suolo pubblico comunale, si esplicita anche in seguito ad una lite avvenuta tra quest’ultimo ed il vicesindaco Domenico Arabia”, annotano gli inquirenti. Ti informo che sono stato allacciato dal signor Santamarina.

Alle 16.30 ho appuntamento in caserma x denuncia. Ora basta, scriveva Arabia nell’sms inviato al sindaco. Portati i testimoni – Parla con Terenzio e picchia duro! Ricorda che sei un pubblico ufficiale, l’immediata risposta di Lo Schiavo. “E’ doveroso riportare inoltre anche al fine di far denotare una continuità di gestione tra l’amministrazione Lo Schiavo e l’attuale sindaco Domenico Arabia, ex vice sindaco, che nel marzo 2017, mentre era sindaco facente funzioni, al fine di danneggiare maggiormente il Santamarina, emetteva una nuova ordinanza sulla diffusione di musica, ancora più restrittiva nei confronti dei locali che utilizzano spazi all’aperto in concessione e cioè soltanto Le Papagayo”, concludono gli inquirenti. 

L’informativa Isola Verde si sofferma incidentalmente sui festival di Salina anche relativamente ad un’altra ben più complessa vicenda su cui ha indagato la Procura della Repubblica di Barcellona, relativa alla realizzazione di un controverso piano di lottizzazione di un complesso turistico nella fragile località di Lingua, sempre a Santa Marina Salina.

“Il terreno dove deve sorgere l’opera è di proprietà di Mario Primo Cavaleri, giornalista della Gazzetta del Sud (in pensione da fine dicembre 2018, Nda), che da anni frequenta l’Isola di Salina ove il figlio, Massimo Cavaleri (in verità, lui sì, Massimiliano, Nda), è organizzatore del MareFestival, manifestazione artistica che riscuote un buon successo e che anche grazie alle amicizie del padre, ottiene risalto nella stampa locale e nazionale, assicurandosi, tra l’altro, contributi economici dal Comune di Salina”, riportano gli inquirenti.

Dell’evento estivo, Massimiliano Cavaleri, anch’egli giornalista, è ideatore, direttore artistico nonché instancabile conduttore-presentatore. Cavaleri junior è amministratore unico di Europa Due Media & Congress (già Studio Europa Uno di Mario Primo Cavaleri), agenzia che opera nel settore delle pubbliche relazioni e dell’organizzazione di congressi nazionali e internazionali (tra gli eventi più significativi il vertice del G7 a Taormina nel maggio 2017).

Europa Due Media, in particolare, ha curato le edizioni del catalogo delle ultime sette edizioni di MareFestival Salina – Premio Troisi. In verità, da quanto emerge dalle cronache stampa, sarebbe proprio Massimiliano Cavaleri (e non Massimiliano Cavallaro come si legge invece nella determina del Comune di Santa Marina Salina) a ricoprire l’incarico di presidente dell’Associazione culturale Prima Sicilia, vicepresidente Patrizia Casale, collaboratrice della sezione cultura e spettacoli della Gazzetta del Sud.

E sono gli stessi inquirenti, nell’informativa Isola Verde, a sottolineare come sia stata proprio Prima Sicilia, “il cui presidente si identifica in Massimiliano Cavaleri” ad effettuare il pagamento di 660 euro per il soggiorno di tre giorni in hotel nell’agosto 2014 della neo Soprintendente ai Beni ambientali e culturali di Messina, dottoressa Mirella Vinci, finita anche lei sotto inchiesta per l’affaire della lottizzazione di Lingua promossa dal noto giornalista Mario Primo Cavaleri, padre di Massimiliano. Parafrasando Erodoto, la fretta genera l’errore in ogni cosa…

DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI MATTINA LA NOTA DEL GRUPPO DI MINORANZA GUIDATO DALL'ARCH DOMENICO GIUFFRE' 

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Dopo due ore di Consiglio Comunale, celebrato nella mattinata di ieri su richiesta del gruppo consiliare di minoranza, il Sindaco di Santa Marina Salina ha ribadito la propria intenzione di non dimettersi dalla carica a seguito di quanto emerso dall'inchiesta “Isola Verde” che ha riportato il Comune alla ribalta della cronaca giudiziaria regionale e nazionale. 

“Dopo una delle settimane più difficili e convulse che la storia del nostro paese ricordi, – hanno sottolineato i Consiglieri Domenico Giuffrè, Mariagiulia Romagnolo e Giuseppe Capasso – la grande partecipazione popolare al Consiglio convocato su iniziativa di questa minoranza ha rappresentato l'aspetto positivo della giornata. 

Lo registriamo come un chiaro segnale della voglia dei cittadini, specie in questo preciso momento, di ascoltare risposte decise e concrete da parte di chi ha la responsabilità ed il dovere di amministrare. Le valutazioni politiche che il dibattito di oggi ci lascia in dote – continuano i Consiglieri – non sono però altrettanto positive.

Ci saremmo certamente aspettati un'autocritica più marcata da parte del Primo Cittadino che, a vario titolo, è sulla scena politico-amministrativa locale da quasi tre lustri. Una presa d'atto della situazione che il nostro paese vive al momento, immerso come appare nello sconforto, nella preoccupazione e nella sfiducia ed un'analisi sulle cause, che scavano certamente nel recente passato, sarebbero state ben accolte ed auspicabili. 

Il momento impone scelte politiche forti, estreme e rumorose, almeno quanto il clamore mediatico provocato dall'inchiesta: le dimissioni. E' questo il nostro appello alla responsabilità – continuano i Consiglieri – che rilanciamo al Sindaco Arabia affinchè rifletta attentamente su quello che appare come il definitivo fallimento di una condotta politico-amministrativa che ha contribuito ad alimentare il degrado sociale ed a far crescere timori ed incertezze nei cittadini più di quanto abbia fatto crescere il nostro territorio. 

In due anni di amministrazione, che il Sindaco ha fortemente rivendicato ancora oggi come “sua”, non abbiamo ancora registrato significative e chiare variazioni sul tema. Gli attesi cambiamenti legati alla riorganizzazione degli uffici comunali, più volte annunciati, sono rimasti ad esempio lettera morta, con evidenti e preoccupanti conseguenze sull'operatività dell'Ente. 

A corredo di queste valutazioni indirizzate al Sindaco ed alla sua Giunta – continuano Giuffrè, Romagnolo e Capasso – vanno poi aggiunti alcuni appunti ai colleghi Consiglieri di maggioranza, “i miei Consiglieri” come li ha definiti il Sindaco Arabia in Assemblea per rimarcarne la compattezza. Compattezza che, onestamente, a noi pare inconsistente, considerando che nessuno di quelli presenti oggi ha palesato i propri intendimenti in maniera solenne e nel luogo deputato a farlo. 

Il Sindaco ha affermato che ha una maggioranza compatta ma nessuno dei Consiglieri ha sentito il bisogno di certificare queste sue certezze in Consiglio, di aprir bocca per dire: “non mi dimetto!” e spiegare il perché. Unica voce fuori dal coro, se così si vuol dire, il Presidente del Consiglio che ha rimandato ogni propria decisione sul da farsi, in attesa delle annunciate “azioni concrete” che l'Amministrazione vorrà attuare nel breve per rimettere in carreggiata una macchina comunale che al momento appare quantomeno claudicante.

Una maggioranza compatta quindi, almeno a detta del Sindaco che del Consiglio non fa parte, ma con all'interno una figura, non certo l'ultima per competenza ed importanza, che ha sentito il bisogno di fare qualche piccola precisazione. Che noi registriamo! Con serietà, coerenza e senso delle Istituzioni ci siamo presi alcuni giorni per ponderare una scelta che tenga fede alle nostre idee, alla nostra visione sociale e politica e che sia rispettosa delle istanze che sentiamo provenire da tanti cittadini, desiderosi di riscatto e di comunicare in maniera netta che il loro paese non è quello descritto in questi giorni dai media.

A breve – concludono i Consiglieri di Minoranza – comunicheremo le nostre decisioni che saranno operate, in piena coscienza, nell'esclusivo interesse della nostra Comunità”.

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