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di Stefania Saltalamacchia

A piedi, con al seguito un carretto trainato da un asino, in viaggio da una costa all’altra della Basilicata. A dire Rocco Papaleo è questa una delle prime immagini che vengono in mente, dal film ormai culto, Basilicata coast to coast, che ha diretto e interpretato nel 2010. L’attore e regista lucano, 59 anni, a proposito di «vacanze e dintorni» ha le idee chiare. Anche se quest’estate, spiega, fa eccezione: improvviserà all’ultimo momento perché ha voglia di cantare (la musica è da sempre uno dei suoi chiodi fissi, ndr) in giro per l’Italia. Ma a guardare al passato – racconta in una pausa dalle riprese di Moschettieri del re, diretto da Giovanni Veronesi (al cinema dal 27 dicembre 2018; nel cast anche Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy e altri) – la meta ideale delle sue vacanze l’ha sempre scelta partendo da un semplice teorema: «più è scomoda da raggiungere, più ne vale la pena». Qui i suoi consigli di viaggio.

Ha un posto del cuore?
«Sono un infedele, ho sempre tradito, prima o poi, tutti i luoghi di cui mi ero invaghito. Ho iniziato a far vacanza dalle mie parti, davanti al mare di Maratea, poi mi sono innamorato di Ginostra, la frazione più remota e raggiungibile solo dal mare di Stromboli. Lì ho vissuto delle estati bellissime, ma non torno da quasi 10 anni. Le ultime vacanze le ho trascorse alle isole Tremiti».

Perché le ha scelte?
«Sono approdato lì dopo che me ne aveva parlato un amico. La prima visita è stata come ospite di un festival di Letteratura. Ne sono rimasto incuriosito, mi è venuta voglia di approfondire. Per questo sono tornato, più volte».

Che cosa ama di quelle isole?
«Io a priori sono un fan dell’isola in sé. E le Tremiti sono incantevoli, anche se molto diverse tra loro. C’è San Domino che è la più turistica e poi c’è San Nicola, con la sua splendida abbazia. È la mia preferita. È come se fosse contemporaneamente un po’ cadente e un po’ perfettamente tirata a lucido. Come se fosse un’opera d’arte iniziata, ma non ancora finita. Ti lascia l’idea che, nonostante la grande bellezza, ci sia ancora spazio per costruire. E poi alle 18 c’è già pace, poca confusione, zero movida. Proprio quel che desidero io da una vacanza».

Di cosa ha bisogno?
«Di un posto silenzioso dove potermi rigenerare. Leggere, suonare la chitarra, chiacchierare con gli amici. Per questa ragione amo le isole e ancora di più quelle più difficili da raggiungere. Lì vi arriva solo chi è pronto a rinunciare alle comodità, chi vuole davvero godere di quei luoghi. Devi essere motivato, pronto a superare degli ostacoli. In più ho sempre trovato in quei luoghi persone che in un qualche modo mi somigliano».

Il ricordo più bello che conserva di una vacanza?
«La prima volta che sono andato a Ginostra. Lì una notte ci fu una piccola eruzione dello Stromboli, i lapilli del vulcano vennero giù da tutti i versanti, fu uno spettacolo. E io quella stessa notte feci l’amore con la donna di cui mi ero invaghito quell’estate. Più in generale conservo con affetto tutte le estati trascorse a Ginostra. È lì, per esempio, che mi è venuta l’idea di girare Basilicata coast to coast, il mio primo film da regista».

Che tipo di turista è?
«Piuttosto stanziale (ride, ndr). Quando sono in vacanza non mi piace spostarmi da un posto all’altro, per questo non organizzo mai viaggi itineranti. La mia valigia così è sempre leggera, ho bisogno di poche cose, mi porto dietro l’indispensabile».

La colonna sonora delle sue estati?
«Dipende. Ho sempre cantato ciò che veniva fuori da un determinato momento, magari da una cena tra amici. Non facendo caso a ciò che si ascoltava quel determinato anno. Se devo scegliere una canzone, dico Abbassando degli Avion Travel. Bellissimo ricordo di un’estate a Ginostra con Fabrizio Bentivoglio».

Mi sembra di capire che è un tipo da mare.
«Il mare comanda, sempre. Ma devo ammettere che non mi sono dispiaciuti dei mesi d’agosto trascorsi con la mia ex moglie sulle montagne della Svizzera. Al mare, certo, l’ideale è avere una piccola barca. Io amo le isole con poche spiagge. Sempre per lo stesso motivo: per ritagliarmi un po’ di spazio. La spiaggia… solo se è davvero l’ultima spiaggia»www.(vanityfari.it).

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