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di Gerardo Santomauro*

Sono profondamente rammaricato. Ho visto, come molti miei concittadini, il servizio giornalistico andato in onda il 9 aprile in prima serata nel corso del TG1 delle 20:00 e non posso nascondere il disappunto per le innumerevoli falsità che sono state enunciate dal gestore del servizio idrico integrato che ha installato l’impianto di dissalazione provvisoria.

Chiedo, pertanto, diritto di replica alle falsità riportate dalla giornalista del TG1 la quale, prima di mandare in onda il servizio, non si è premurata di contattare l’Amministrazione Comunale di Ventotene e chiedere se si poteva ritenere soddisfatta dell’installazione e del funzionamento dell’impianto di dissalazione, né si è premurata di accertarsi che quanto riferito da Acqualatina S.p.A. corrispondesse al vero.

Tengo a sottolineare che da ottobre 2018, a causa della pessima qualità dell’acqua che fuoriesce dai rubinetti delle utenze pubbliche e private, è stato necessario adottare un’ordinanza che ha vietato l’uso dell’acqua per usi domestici e per il consumo umano. Sono facilmente immaginabili i danni in termini economici a carico di molti cittadini, soprattutto quelli meno abbienti, costretti ad acquistare acqua in bottiglia per bere e per cucinare e finanche per lavarsi. Non sono ad oggi prevedibili i danni per la salute delle persone, che hanno il fondato timore di patire gravi conseguenze a causa di un prolungato utilizzo di acqua non potabile.

Ciò avviene perché l’acqua che fuoriesce dal dissalatore non è mineralizzata a dovere. Quindi, non è vero che l’acqua dissalata viene immessa nell’impianto arricchita di componenti minerali necessari alla salute.

Quanto alle altre inesattezze riferite nel servizio giornalistico del TG1, abbiamo la documentazione fotografica e le riprese subacquee che testimoniano che la salamoia viene scaricata in mare non al largo, bensì a ridosso della diga foranea all’interno dei massi posti a protezione della stessa, con le immaginabili ripercussioni a danno della fauna e della flora marina, che, come giustamente detto nel servizio, “mal ne tollerano la salinità, dieci volte superiore a quella del mare”.

Viene poi volutamente omesso e sottaciuto che l'opera di presa del dissalatore, per ragioni difficilmente comprensibili, è stata posizionata nel porto, che è notoriamente il luogo dove l'acqua è meno salubre e pulita.

Sia chiaro, l’Amministrazione non è contraria al dissalatore, ma chiede di essere coinvolta nelle scelte che riguardano l’individuazione della corretta ubicazione degli impianti e nella fase del controllo scientifico della qualità dell’acqua, nella massima tutela della salute di tutti gli isolani e dei turisti che frequentano l’isola.

L’Amministrazione di Ventotene ha cercato di contrastare in ogni modo questa operazione, così come è stata condotta, poiché alla luce dei fatti non sembra essere qualificata dal principale interesse diffuso della collettività isolana, certamente sensibile e propensa al tema della riduzione dei costi di approvvigionamento della risorsa idrica, purché questo non si traduca nei fatti, come sta accadendo, in un grave attentato alla salute dei cittadini e alla qualità dell’ambiente, tanto più se si considera che da oltre vent’anni le bellezze naturali dell’isola sono oggetto di specifica tutela prevista per le Aree Marine Protette.

Riteniamo che la televisione pubblica con questo servizio, riportando unilateralmente le menzogne riferite da Acqualatina S.p.A., abbia tradito in modo scandaloso la missione, che la legge le assegna, di effettuare una seria e documentata informazione. Siamo di fronte a un macroscopico travisamento dei fatti, che fanno assomigliare il servizio più a uno spot pubblicitario che a un serio e approfondito resoconto di accadimenti e fatti di rilevanza pubblica.

Ribadisco che sia dato pieno diritto di replica da parte del servizio pubblico della RAI non al sindaco di Ventotene ma a tutta la cittadinanza.

*Sindaco di Ventotene

IL SERVIZIO DELLA RAI

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5c7b9927-0910-429e-9823-c135a1ae4d5a-tg1.html

NOTIZIARIOEOLIE.IT

Non si calmano le acque al Comune di Ventotene per la potabilità dell’acqua erogata nel civico acquedotto. Il Comune non molla e “pec…ca” e “ripec…ca” a tutti gli organi competenti con Procura della Repubblica compresa. Colpa dell’impianto di dissalazione che immette elevati valori in ferro. Esami e contro esami con valori superiori alla norma compresi quelli del Boro. Così il Comune emette ordinanza in data 8. c.m. di non potabilità dell’acqua. Gli utenti sono preoccupati e segnalano. Con la salute non si scherza e visti i contenuti nell’acqua i provvedimenti devono essere …ferrei…In tutto questo incide la condotta che distacca le parti ferrose. Infine lo scarico della salamoia e dei reflui di lavaggio delle membrane puniscono pesantemente l’ambiente. Quando i luoghi e i sistemi sono questi, la gente dice che c’è tanta leggerezza! Sembra la pubblicità di un ex calciatore con l’uccellino e la minerale in mano…

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