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“Gli ospedali privati hanno personale in numero sufficiente a garantire un servizio di qualità e ad ottemperare a tutte le norme sulla sicurezza del paziente e per la riduzione del rischio clinico, come si evince, peraltro, dai costanti controlli cui le stesse sono soggette”. Il presidente di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo, replica al Coordinamento ordini professioni infermieristiche che ha scritto un documento alla commissione Sanità e ai capigruppo dell’Ars in merito al subemendamento in discussione a Sala d’Ercole sulle dotazioni di personale per le case di cura. “L’Aiop ha sempre prestato la massima attenzione alla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini – aggiunge Ferlazzo -. Oggi le strutture private, secondo la legge vigente, hanno obbligo di avere in organico infermieri professionali ed ausiliari socio sanitari, oltre ovviamente ai terapisti della riabilitazione ed alle ostetriche e ad altro personale tecnico, che si aggiunge ai primi (là dove la norma lo preveda per le specifiche discipline esercitate), in numero sufficiente a garantire un servizio di qualità e ad ottemperare a tutte le norme sulla sicurezza del paziente. Peraltro, molte strutture associate, per loro specifiche esigenze assistenziali superano lo standard minimo previsto attualmente dalla legge, non solo relativamente agli infermieri, ma anche agli ausiliari e prevedono anche figure, come ausiliari specializzati e/o O.S.S., ancorché non previste dalla legge vigente, per offrire un servizio di qualità. Qui non si tratta di avere un “minore ritorno economico alla sanità privata”, come presume ed afferma nella nota il Coordinamento OPI, ma della stessa sopravvivenza delle strutture e, quindi, con essa degli attuali livelli occupazionali. Si ricorda, infatti, che la componente di diritto privato del S.S.R. ha come corrispettivo, a fronte delle prestazioni rese, solo le tariffe predeterminate dalla regione, che sono bloccate dal 2007, così come dal 2007 sono bloccati i tetti di spesa, per cui se dovessero aumentare gli standard in maniera esponenziale e, con essi, i costi fissi del personale, che rappresentano il 70% circa dei costi complessivi, moltissime aziende non resisterebbero, in quanto già oggi in equilibrio precario. Peraltro ci troviamo alle prese con il blocco della spesa determinato dal Dl 95/12, del quale auspichiamo una revoca. Un quadro in cui le Regioni meridionali sottoposte ai piani di rientro sono alle prese con risorse economiche scarse. e a fatica possono immaginare percorsi di sviluppo”.

Il presidente di Aiop Sicilia precisa poi: “A ciò si aggiunga che siamo in un momento molto delicato nel quale a Roma è in corso la trattativa per il rinnovo contrattuale, per il quale abbiamo già delle difficoltà, ma per il quale auspichiamo a breve si trovi una soluzione condivisa e che si sblocchi. Il che inevitabilmente comporterà altri costi per le aziende".

L’Aiop chiede alla Regione e all’Ars l’apertura di un tavolo di confronto per discutere del personale della componente di diritto privato del servizio sanitario regionale. Un sub emendamento contenuto nel collegato alla emananda finanziaria regionale 2019, in calendario a Sala d’Ercole, prevede modifiche degli standard di personale infermieristico e parasanitario rispetto a quanto previsto dalla legge regionale che, attualmente, regolamenta le strutture. L’Aiop – che in Sicilia rappresenta 52 aziende sanitarie ospedaliere di diritto privato e 7 RSA, tutte accreditate con il Servizio sanitario regionale, le quali, con circa 7.000 lavoratori, garantiscono 183.000 prestazioni ospedaliere/anno e 1.100.000 prestazioni specialistiche ambulatoriali/anno – ritiene che la proposta di legge creerebbe effetti destabilizzanti sul comparto, in una fase nelle quali i tetti di spesa sono bloccati dal 2007, anno nel quale la regione è entrata in piano di rientro, e si è riaperto, a livello nazionale, il confronto per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro.

In una lettera inviata ai presidenti della Regione e dell’A.r.s., all’assessore alla Salute e alla Sesta commissione sanità dell’A.r.s.,il presidente di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo, sottolinea: “La proposta di emendamento ha suscitato allarme nel comparto in quanto, se dovesse essere approvata in questo momento, rischierebbe di mettere in crisi le aziende.L’Associazione non si oppone, in linea di principio, ad una revisione degli standard di personale contenuti nella legge, consapevole che si tratta di una legge datata che necessita di una manutenzione. Tuttavia, vanno effettuate alcune considerazioni rispetto all’opportunità di rivederla in questo particolare momento storico, nel quale le nostre aziende sono in uno stato di sofferenza e di precarietà: la Sicilia è da 12 anni in piano di rientro, per cui le aziende hanno subito tutte le misure restrittive in esso contenute.

Inoltre, le nostre aziende, per ottenere l’accreditamento istituzionale con la Regione, hanno dovuto adeguarsi ai nuovi standard dell’accreditamento e, recentemente, si sono, altresì, dovute adeguare ai nuovi standard ministeriali del 2015 recepiti dalla regione. Tutto quanto sopra, se da un lato ha aumentato il livello di qualità delle strutture e delle prestazioni, ragione per la quale non possiamo che esserne soddisfatti, ha, dall’altro, richiesto un impegno economico-finanziario non indifferente per la componente di diritto privato del Sistema sanitario regionale, per cui molte aziende sono in sofferenza e/o in equilibrio precario. Ci troviamo, peraltro, in una fase particolarmente delicata e complessa di riapertura delle trattative per il rinnovo contrattuale, a livello nazionale, prova ne è la recente revoca dello sciopero da parte dei sindacati. Il che significa che, tra non molto, come ci auguriamo, si addiverrà ad una soluzione condivisa per lo sblocco del rinnovo contrattuale che, in qualche misura, interesserà le nostre strutture. In considerazione di questo scenario complessivo – conclude Ferlazzo - chiediamo alle Istituzioni di riconsiderare la decisione dell’approvazione del sub emendamento e di aprire un tavolo di confronto per evitare di mettere in crisi un comparto che rappresenta una parte rilevante della realtà sanitaria ed economica della regione”.

---“L’Aiop accoglie con favore ogni provvedimento finalizzato a combattere gli sprechi e a razionalizzare la spesa con l’obiettivo di migliorare il sistema sanitario in Sicilia e rispondere con maggiore efficienza alla domanda di Salute dei cittadini”. Il presidente di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo, plaude all’iniziativa dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, di affidare gli appalti in Sanità alle Regioni le cui centrali acquisti hanno dimostrato di generare importanti risparmi , come ad esempio la Lombardia. Le gare centralizzate consentiranno di realizzare maggiori margini finanziari e di abbattere le spese, , “Ben vengano misure come questa – afferma Ferlazzo -. Da sempre, nel solco di un confronto virtuoso con le istituzioni e la Regione, gli ospedali privati hanno responsabilmente fornito il loro contributo per innalzare gli standard di assistenza nell’Isola e offrire prestazioni di qualità. In un’epoca in cui le risorse economiche vanno gestite con la massima attenzione, auspichiamo che i risparmi realizzati nei prossimi anni possano essere reinvestiti nell’ambito di un ampio progetto di programmazione sanitaria volto al miglioramento del sistema. Un progetto nel quale gli istituti accreditati, sia ospedalieri sia ambulatoriali, auspicano di potere avere un ruolo da protagonisti a tutto beneficio della macchina dell’assistenza in Sicilia”.

---Sanità privata: i sindacati, avendo interrotto le trattative con l’Aris e l’Aiop nazionale per il rinnovo del contratto, annunciano la loro indisponibilità al confronto richiesto dal presidente di Aiop Sicilia. La replica di Ferlazzo: “Occasione mancata per affrontare i gravi problemi dell’intero settore in Sicilia. In discussione le prestazioni e i servizi garantiti ai siciliani e la fuga dei nostri migliori cervelli”.

“In Sicilia c’è ben altro sul quale avviare un confronto costruttivo rispetto al rinnovo contrattuale,che resta un tema che merita il massimo rispetto ma che è di, esclusiva, competenza della Sede nazionale . La decisione dei sindacati di disertare il confronto, chiesto da Aiop Sicilia, per affrontare le criticità del comparto, mi lascia molto perplesso e amareggiato. Evidentemente non ci si rende conto che i problemi che riguardano la sanità in Sicilia sono molto più complessi e strutturati e vanno affrontati, insieme, con la massima urgenza”. Così Marco Ferlazzo, presidente dell’Aiop Sicilia, l’associazione italiana che riunisce gli ospedali privati. Ferlazzo aveva chiesto alle organizzazioni sindacali un confronto per il 6 marzo. Le funzioni pubbliche di Cgil Cisl e Uil hanno annunciato, anche alla stampa, la loro assenza. Tutto questo, a loro dire, in quanto a livello nazionale è stata interrotta la trattativa con Aiop e Aris che riguarda il rinnovo del contratto di lavoro e, dunque, non ritengono ipotizzabile al momento, senza l’intesa sul contratto a livello nazionale, alcun momento di confronto in Sicilia.

“E’ un errore che i sindacati affrontino così la questione – scrive Ferlazzo. Il contratto nazionale è un tema importante e prioritari o, che merita il massimo rispetto e che continuerà ad essere affrontato seriamente e con senso di responsabilità sui tavoli nazionali. Ma, in questo caso, non era il tema del nostro incontro. La sanità privata siciliana affronta un momento di crisi, molto strutturata e profonda, in una regione che è in piano di rientro dal 2007. Il problema che investe l’ospedalità privata - spiega Ferlazzo- è dunque molto più ampio di quanto si pensi. L’ospedalità privata, infatti, ha contribuito, con senso di responsabilità, a tutte le fasi del piano di rientro prima e di accompagnamento dopo, ottemperando a tutte le misure strutturali ed economiche in esso previste. Il che ha comportato ingenti tagli finanziari e la ripetuta rifunzionalizzazione degli ospedali privati accreditati che, tuttavia, hanno continuato a garantire sempre una’attività di servizio adeguata e di qualità.

Adesso siamo preoccupati per quello che deriverà dalla autonomia differenziata delle regioni. Già esiste un divario tra il valore che viene riconosciuto per ogni prestazione erogata, ospedaliera ed ambulatoriale, tra le regioni del sud e quelle del nord, nelle quali si registra un valore di circa il 30% in più. Questo contribuirà ad aumentare il rischio che molte delle nostre professionalità continuino ad andare al Nord o all’estero e che la cosiddetta “fuga di cervelli” e dei “camici bianchi”, anziché arrestarsi, si accentui ancora di più, evenienza quest’ultima che avrà come diretta conseguenza un incremento della mobilità passiva, cioè di pazienti che partiranno verso altre regioni”.

Ferlazzo lancia,quindi, un appello: “Spero, dunque, vivamente che i sindacati rivedano la loro posizione. Da parte mia, sono pronto a convocare un nuovo momento di confronto istituzionale sereno, che abbia riguardo di tutti i problemi che affliggono il comparto nel suo complesso, al fine di affrontare le tematiche e, insieme, trovare soluzioni idonee per garantire un futuro alle aziende e, quindi, ai lavoratori che vi operano, nei confronti dei quali abbiamo un grande rispetto e che consideriamo la nostra principale risorsa. Ritengo che operando in piena sinergia, come sempre avvenuto in passato, e non in contrapposizione, riusciremo ad ottenere i risultati sperati e, dunque, a tutelare i diritti delle aziende, dei lavoratori e dei pazienti, ai quali siamo tenuti ad offrire prestazioni qualitativamente elevate, efficienti ed efficaci.”

Gli ospedali privati associati all’Aiop, che in Sicilia rappresenta 54 strutture, dispongono di 4.362 posti letto e 6906 unità di forza lavoro. Le strutture private nel 2017 hanno erogato 187.394 prestazioni, nei diversi setting assistenziali (ordinario, Day Hospital e Day service), rappresentando il 23,2% del totale delle prestazioni ospedaliere erogate nell’Isola (prestazioni totali 807.316, fonte PROD) 10.527 prestazioni a pazienti provenienti da altre regioni (c.d. mobilità attiva). L’Ospedalità privata, nonostante incida per circa il 12% sul totale della spesa regionale, eroga ben il 23,2% del totale delle prestazioni ospedaliere dell’intera Sicilia. Inoltre le case di cura assicurano alle 389.000 impegnative raccolte nel 2017, presso le proprie strutture accreditate, ben 1.066.000 prestazioni ambulatoriali ai cittadini siciliani.

---L’obiettivo è di porre un argine alla fuga di cervelli dalla Sicilia con un attento e moderno sistema di formazione in campo sanitario. Il protocollo d’intesa tra Aiop Sicilia e Ordine dei medici, a firma dei presidenti, rispettivamente Marco Ferlazzo e Toti Amato, illustrato questa mattina a Villa Magnisi, a Palermo, mira a un complessivo miglioramento dei servizi sanitari in Sicilia per uno sviluppo complessivo del sistema attraverso attività condivise di ricerca, management, formazione, con un occhio attento alla diffusione di conoscenza delle nuove tecnologie e all'orientamento dei giovani studenti dell'ultimo anno delle superiori per una scelta consapevole del loro indirizzo professionale.

Tra le principali attività da realizzare in ambito sanitario, secondotra l'Associazione italiana ospedalità privata e l'Omceo, ci sono progetti di ricerca e sviluppo, con particolare riferimento all'anticorruzione, al diritto ed all'economia e al management con un approccio olistico; iniziative che favoriscono il dibattito tra gli esperti e professionisti della sanità su temi scientifici, giuridici ed economici attraverso l'organizzazione di seminari, workshop e convegni; progetti condivisi con Università e centri di ricerca finalizzati anche a realizzare master, dottorati di ricerca e altre iniziative di alta formazione; formazione dei medici di medicina generale anche nella loro sede di lavoro e percorsi del personale delle aziende accreditate associate per migliorare la qualità dell'assistenza ai cittadini.

"La nostra sanità è un patrimonio che va non solo tutelato, ma arricchito costantemente di conoscenza e di nuove competenze per rispondere realmente ai bisogni di salute. Questo protocollo - ha detto il presidente dei medici siciliani Amato - avvia una collaborazione per fare rete tra pubblico e privato, mettendo a valore le rispettive conoscenze e abilità. E tutte le attività di comune interesse che prevediamo di realizzare sono proiettate alla costruzione di nuovi contenitori pensati per la fruizione di una sanità profondamente cambiata, che in molti casi non tiene conto del ruolo fondamentale dell'esperienza del cittadino e della sua percezione nella fruizione dei servizi sanitari, che restano un bene comune prezioso. Si tratta di un progetto di qualità in Medicina per andare incontro con efficienza e tempestività alla domanda di salute dei siciliani”.

“Il protocollo d’intesa segna l’avvio di un’importante collaborazione nel mondo della Sanità – spiega il presidente di Aiop Sicilia Marco Ferlazzo – e ha come obiettivo, attraverso la formazione e il miglioramento della qualità dei servizi, anche di porre un argine alla cosiddetta fuga di cervelli. Aiop Sicilia rappresenta 54 strutture con 4.362 posti letto e 6906 unità di forza lavoro. Le strutture private nel 2017 hanno erogato 187.394 prestazioni, nei diversi setting assistenziali (ordinario, Day Hospital e Day service), rappresentando il 23,2% del totale delle prestazioni ospedaliere erogate nell’Isola (prestazioni totali 807.316, fonte PROD). L’Ospedalità privata, nonostante incida per circa il 12% sul totale della spesa regionale, eroga ben il 23,2% del totale delle prestazioni ospedaliere dell’intera Sicilia. Inoltre le case di cura assicurano alle 389.000 impegnative raccolte nel 2017, presso le proprie strutture accreditate, ben 1.066.000 prestazioni ambulatoriali ai cittadini siciliani. L’ospedalità privata, in accordo con l’Ordine dei Medici, ha deciso di aprire questa realtà alla formazione dei siciliani con l’obiettivo di offrire una Sanità sempre più di qualità”.

A guidare tutte le iniziative messe in campo su proposta del comitato scientifico e vigilare sul rispetto delle finalità istituzionali del protocollo sarà il consiglio direttivo, composto dai legali rappresenti pro tempere di Aiop Sicilia e Omceo, ovvero i presidenti Ferlazzo e Amato.

 

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