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di Dario Ferrara

Annullata la multa contestata al minorenne
Nonostante la prassi di molti comandi di polizia, l’under 18 non può essere sanzionato in quanto incapace: accertata l’infrazione il verbale va rivolto ai genitori responsabili per «culpa in educando»

Annullata. Addio all’ordinanza-ingiunzione emessa dal prefetto perché il teenager è stato beccato alla guida della microcar senza le cinture o mentre parla al cellulare. E ciò perché il minorenne viene indicato come trasgressore nel verbale, mentre non può essere assoggettato a sanzione amministrativa in quanto incapace. Non conta la prassi seguita da molti comandi di polizia: è impossibile contestare il verbale all’under 18 indicandolo come trasgressore ma, una volta accertata l’infrazione al codice della strada, il verbale di contestazione va emesso nei confronti dei genitori, i quali rispondono a titolo personale per culpa in vigilando e/o educando. È quanto emerge dalla sentenza 619/19, pubblicata dalla sezione civile del giudice di pace di Terracina (in provincia di Latina; magistrato onorario Pietro Tudino).

Responsabili effettivi
Vittoria per il padre del ragazzo, difeso dall’avvocato Roberto Iacovacci. Lo stop al provvedimento della prefettura scatta perché il minore è privo di legittimazione. Quando la violazione è commessa dall’under 18, deve essere redatto prima il verbale che accerta la violazione e poi quello della contestazione, che va rivolta nei confronti delle persone tenute alla sorveglianza dell’interessato. E dunque anzitutto papà e mamma. I quali non rispondono per responsabilità solidale ma vanno considerati - e chiaramente qualificati nell’atto - come effettivi trasgressori ai sensi dell’articolo 2 della legge 689/81: hanno consentito al minore di violare una norma Cds o almeno non lo hanno impedito. È necessario che la polizia indichi nel verbale il rapporto che lega il ragazzo con i soggetti tenuti alla sorveglianza. E dunque non è sufficiente notificare anche i genitori la copia dell’atto di contestazione fatto al minorenne se non risulta accompagnata da specifici elementi rivolti nei confronti degli ascendenti. La prefettura paga le spese di lite.

Va assolto perché in buona fede l’imputato che fa affidamento sulla prassi del Comune
Da valutare l’errore scusabile nella contravvenzione: il reato non richiede il dolo, ma colpa non vuole dire responsabilità oggettiva. Contraddittoria la motivazione sull’elemento soggettivo

L’imputato di lottizzazione abusiva non può essere condannato se risulta in buona fede perché ha fatto affidamento sulla prassi del Comune nel rilasciare i permessi. E ciò perché si deve valutare l’errore scusabile, mentre il modus operandi dell’amministrazione locale incide senz’altro sul legittimo affidamento del privato. Ne consegue che non si può ritenere responsabile l’imputato quando la motivazione risulta contraddittoria perché non si esprime sull’elemento soggettivo del reato. È quanto emerge dalla sentenza 15205/20, pubblicata il 15 maggio dalla terza sezione penale della Cassazione.

Orientamento superato
Accolto il ricorso degli imputati, laddove il sostituto procuratore generale chiedeva l’annullamento senza rinvio per prescrizione con conferma della confisca: sarà il giudice del rinvio a stabilire se sussiste o no il reato, che si estinguerà comunque il prossimo 12 dicembre, salvo ulteriori prescrizioni. È vero, risulta superato l’orientamento di giurisprudenza secondo cui la lottizzazione abusiva si configurerebbe come unacontravvenzione esclusivamente dolosa: può infatti essere commessa anche per colpa dal momento che si consuma per la mancanza di autorizzazione o per il contrasto con la legge o gli strumenti urbanistici. E ciò sia nella forma negoziale che materiale. Ma colpa non vuol dire responsabilità oggettiva. È stato ad esempio ritenuto in buona fede l’acquirente dell’immobile busivo perché ha fatto affidamento sulla prassi comunale di rilasciare le concessioni anche senza il piano di lottizzazione (oltre che sul certificato di destinazione urbanistica allegato al rogito).

Accertamento mancante
Agli imputati, nella specie, si contesta di aver costruito in zona agricola anche se non hanno la qualifica di imprenditori del settore a titolo principale e utilizzando lotti di estensione inferiore al minimo colturale. È tuttavia carente la motivazione della condanna rispetto all’elemento soggettivo del reato. La Corte d’appello affronta la questione della prassi seguita dall’ufficio tecnico del Comune soltanto rispetto al dolo dell’abuso d’ufficio, dichiarato prescritto, risolvendo la questione in modo coerente al tipo di pronuncia assolutoria sul punto. Ma non compie l’ulteriore accertamento che sarebbe stato necessario rispetto alla lottizzazione abusiva. Né approfondisce i rapporti fra il geometra del Comune e i privati. Atti rinviati alla Corte territoriale.

---Rischia una condanna per bancarotta chi ha nel suo studio la sede dell’impresa che si è resa poi insolvente. A maggior ragione se ha poteri di gestione economica e tiene anche la contabilità.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 12912 del 24 aprile 2020, ha respinto il ricorso dell’amministratore di fatto di una impresa che aveva concesso finanziamenti a una società collegata ed era poi fallita.

Gli Ermellini puntualizzano che qualunque obbligo riservato dalla legge all’amministratore di diritto può essere esteso anche a quello di fatto.

E che avere la sede della società nel proprio studio associata a poteri di gestione economica dimostra che è in atto un’amministrazione di fatto.

Sul punto la quinta sezione penale precisa che «nella specie i giudici di merito attribuiscono al ricorrente la veste di amministratore di fatto sulla scorta di vari indici sintomatici costituiti da: la sussistenza di varie società, tra cui la fallita, riferibili ai fratelli e da questi gestite in modo promiscuo; rilevanti finanziamenti erogati dall'imputato in favore della società; la condivisione della proprietà delle quote societarie tra i due fratelli; la circostanza che la sede legale della società si trovasse presso lo studio del ricorrente e che sempre lì veniva tenuta e gestita la contabilità».

In virtù di ciò, conclude la Cassazione, sulla scorta di una motivazione immune da vizi logici, i giudici di merito concludono che all’imputato erano riconducibili poteri di rappresentanza esterna della società, nonché la gestione economico-finanziaria e amministrativa della società fallita, in modo continuativo durante l’intero corso della vita societaria.

Nell’affermare questo principio “Piazza Cavour” ne chiarisce un altro per cui il soggetto che assume, in base alla disciplina dettata dall'art. 2639 cod. civ., la qualifica dl amministratore di fatto di una società è da ritenere gravato dell’intera gamma dei doveri cui è soggetto l’amministratore di diritto, per cui, ove concorrano le altre condizioni di ordine oggettivo e soggettivo, è penalmente responsabile per tutti i comportamenti a quest'ultimo addebitabili, anche nel caso di colpevole e consapevole inerzia a fronte di tali comportamenti.

---Il commercialista che sbaglia la dichiarazione dei redditi del cliente, in questo caso omettendo una vendita immobiliare, è tenuto a versare all’amministrazione finanziaria le sanzioni dovute in seguito all’accertamento con adesione.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 8108 del 23 aprile 2020, ha respinto il ricorso di un professionista.

La terza sezione civile, dunque, ha condiviso in pieno le conclusioni cui è giunta la Corte d’Appello di Firenze che, nel 2018, aveva condannato l’uomo pagare il gap, e cioè le sanzioni ridotte, spiccate dall’ufficio dopo l’accordo con i contribuenti.

Sul punto nella breve quanto interessante motivazione si legge che la Corte territoriale, con sentenza redatta accuratamente, anche nella forma grafica ed espressiva, ed esaustivamente e logicamente motivata, ha addebitato al commercialista le esatte conseguenze del suo comportamento, consistente non nell’intera somma che era stata chiesta dal Fisco ai coniugi bensì quella che essi avevano dovuto pagare a seguito di accertamento con adesione, procedendo, quindi, a scomputare da detta ultima somma quella che l’amministrazione finanziaria avrebbe richiesto se la plusvalenza fosse stata correttamente esposta nella dichiarazione dei redditi e se il prezzo di vendita di lite ottocento milioni non fosse stato rettificato, ossia senza applicazione di alcuna sanzione, perché l’imposta non sarebbe stata evasa. Ora il consulente verserà alla coppia ben 43 mila eu

Ingiustificata la richiesta di denaro anche da parte della donna che dovuto interrompere una gravidanza indesiderata dal partner

Può finire in carcere per estorsione chi minaccia di rivelare la relazione extraconiugale alla moglie sotto richiesta di denaro. Ciò anche se ha dovuto interrompere una gravidanza indesiderata dall’amante.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9750 dell’11 marzo 2020, ha respinto il ricorso di una donna che aveva incassato dall’amante qualche migliaia di euro, minacciandolo di rendere pubblica la loro relazione.

Bene per i Supremi giudici ha fatto la Corte d’Appello a confermare il verdetto della decisione di primo grado, che aveva evidenziato che la tesi difensiva secondo la quale la ricorrente era convinta di avere diritto alle somme richieste (che, secondo la difesa, riteneva le spettassero di diritto) era infondata in quanto non esisteva alcuna pretesa tutelabile; mancava anche il presupposto della richiesta, e cioè il riconoscimento di una somma per non aver portato a termine una gravidanza, presupposto non provato, smentito dalle dichiarazioni dei testi e sul quale nessuna censura vi è in ricorso per sostenere, invece, la sussistenza dello stesso.Cassazione.net

---Condanna annullata per chi detiene animali diversi in un piccolo recinto
Escluso l’abbandono a carico dell’imputato che non ha altri posti dove custodire bovini e vitelli: addio ammenda se non si verifica che i capi di bestiame sono denutriti e non abbeverati abbastanza

Nessuna ammenda è prevista per il reato dell’articolo 727 Cp a chi detiene animali diversi in un piccolo recinto.

Gli “ermellini” hanno annullato con rinvio la sentenza con cui il tribunale condannava un uomo alla pena di mille euro di ammenda per abbandono di animali perché deteneva animali diversi (tra cui bovini e una capra) in un piccolo recinto in condizioni incompatibili con la loro natura e senza un adeguato sistema di abbeveraggio e in uno stato nutrizionale scadente. Osserva il ricorrente che la motivazione del tribunale che disponeva il sequestro amministrativo degli animali era carente, laddove riteneva che gli animali fossero costretti a vivere in un habitat non idoneo, senza spiegare perché tale luogo fosse inadeguato, anche alla luce di quanto affermato da alcuni teste che confermavano che il recinto era abbastanza grande, che c’era un’autoclave collegata al pozzo, e, infine, che lo stato di salute di salute degli animali era buono.

Il collegio di legittimità ritiene fondato il ricorso: il tribunale ha ritenuto provata la penale responsabilità dell’imputato per la contravvenzione a lui contestata «avendo lo stesso ubicato animali di diversa tipologia nella stesso recinto dalla dimensioni modeste e quindi costringendoli a vivere in un habitat non idoneo», senza tuttavia considerare che «il sequestro disponeva la custodia degli animali proprio nel luogo in cui furono trovati, e non emergendo che l’imputato disponesse di altri luoghi dove custodire gli animali stessi». La motivazione non soltanto è «manifestamente illogica, ma anche carente», non avendo accertato «l’eventuale inadeguato sistema di abbeveraggio e l’eventuale stato nutrizionale scadente degli animali, circostanze che pure sono state contestate nel capo di imputazione e che ben possono integrare il reato in questione, purché produttive di gravi sofferenze, ma che il tribunale ha omesso di verificare nel caso concreto». Pertanto il Supremo Collegio ha annullato la sentenza con rinvio per un nuovo esame. Cassazione penale Sez.III n.9371 depositata il 9 febbraio 2020.

Saranno le Sezioni unite civili della Cassazione a stabilire se la sentenza di divorzio su ricorso congiunto delle parti può contenere la clausola che trasferisce l'immobile fra gli ex coniugi, senza che debba intervenire il notaio.Così come per la separazione consensuale. Si fa strada nelle giurisdizioni di merito l'interpretazione per cui il notaio non è insostituibile.

La Cassazione con ordinanza n.32483 del 12 dicembre del 2019 ha statuito che non spetta il risarcimento dei danni per le vittime da tamponamento perchè se non si deposita la radiografia è escluso che il colpo di frusta refertato al pronto soccorso possa essere considerato una lesione micropermanente.

La mera irregolarità urbanistica dell'immoble promesso in vendita non blocca la sentenza costitutiva di trasferimento. L'esecuzione specifica - infatti - è esclusa solo quando il bene oggetto del preliminare è stato costruito in assenza della licenza o concessione edilizia.

Nel caso in esame l'abuso era rappresentato da una tettoia abusiva, a servizio dell'immobile oggetto del preliminare di vendita. Così ha deciso la Cassazione con sentenza n.32225 del 10 dicembre 2019.

---Gli animali non devonoessere esposti ad alcuna sofferenza fisica, altrimenti si rischia una condanna penale.Infatti chi mette in condizioni poco adatte, in questo caso chiusi in gabbie esposte ad intemperie anche se ben nutriti, non viene prosciolto, diversamente da come aveva disposto il giudice del merito, per la particolare tenuità del fatto. Cassazione penale del 9 dicembre 2019 n. 49791.

Assolto l'imputato che non dichiare le perdite nel bilancio della società dai reati previsti per bancarotta semplice e fraudolenta, in quanto i conti dell'esercizio finanziario, non rientrano nei documenti previsti dall'art.216 comma primo l.f. Corte Cassazione seconda sezione penale, sentenza n.37878 del 12 settembre 2019

Il fisco non può sanzionare il contribuente in buona fede.E ciò perchè la sovratassa scatta soltanto quando la parte privata viola la norma tributaria in modo consapevole,a titolo di dolo o colpa;deve invece essere esonorata dal pagamento quando dimostra la propria ignoranza incolpevolecioè che non sapeva di commettere un illecito. Sentenza n.82 della Commissione tributaria del Friuli Venezia Giulia, Sezione seconda. 

La Corte di Cassazione con sentenza 21/09/2017, n. 43160 ha precisato che nel reato di abuso di ufficio il dolo intenzionale va desunto da una serie di indici fattuali, tra i quali assumono rilievo l'evidenza, la reiterazione e gravità delle violazioni, la competenza dell'agente, i rapporti tra agente e soggetto favorito, l'intento di sanare le illegittimità con successive violazioni di legge. Pertanto, il responsabile di un ufficio tecnico comunale è colpevole del reato di abuso d’ufficio per aver rilasciato titoli abilitativi illegittimi per l'esecuzione di lavori di ristrutturazione non consentiti, anche in assenza di accordi collusivi con il privato interessato ed in compresenza di un interesse pubblico

LA BOLLETTA O LA FATTURA NON PROVA IL SERVIZIO DI EROGAZIONE DELL'ACQUA E SOPRATUTTO LE QUANTITà UTILIZZATE DALL'UTENTE.
Corte di Cassazione ordinanza n.17659 del 2luglio 2019

Gli indumenti degli operatori ecologici rientrano tra i dispositivi di protezione individuale e il relativo lavaggio spetta all'impresa.La rimozione legale,infatti, deve essere riferita a qualsiasi attrezzatura o accessorio che possa costituire una barriera protettiva rispetto al rischio per la salute. Cassazione n.16749,ordinanza del 21 giugno 2019

Cass. Sez. III n. 15228 del 28 marzo 2017 (Ud 31 gen 2017) Presidente: Savani Estensore: Aceto Imputato: Cucino. Urbanistica.Falso e domanda per il rilascio del permesso di costruire

Commettono il delitto di falsità ideologica in certificati (previsto dall'art. 481 cod. pen.), e non quello più grave di falsità ideologica in atto pubblico (previsto dall'art. 483 cod. pen.), il professionista che redige planimetrie finalizzate alla domanda per il rilascio del permesso di costruire non corrispondenti alla realtà, ed il committente che le allega alla domanda stessa, giacché dette planimetrie non sono destinate a provare la verità di quanto rappresentatovi, ma svolgono la funzione di dare alla P.A. - la quale resta pur sempre titolare del potere di procedere ad accertamenti autonomi - un'esatta informazione sullo stato dei luoghi. Se dette planimetrie vengono avallate dai dirigenti, ne rispondono in concorso,

La banca risarcisce l'investitore per la perdita del capitale se non lo rende edotto sulle caratteristiche del titolo negoziato anche se al cliente piace andare giù pesante quando compra in borsa : la proprensione al rischio dell'acquirente non esonera l'intermediario dalla prova di avere adempiuto agli obblighi informativisulle caratteristiche del prodotto perchè solo una conoscenza adeguata può determinare l'accettazione consapevole dell'operazione .Inutile altrimenti per l'istitutofarsi confermare per iscritto l'ordine di acquisto. Ordinanza n. 15708 dell'11 giugno 2019 della prima sezione civile della Cassazione.

La vendita sottocosto di un immobile da parte della società desunta anche dai valori Omi giustifica l'accertamento induttivo. Una volta che il fisco ha contestato l'antieconomicità dell'operazione spetta al contribuente fornire le necessarie spiegazioni, in mancanza delle quali scatta la verifica. Cassazione n-15321 del 6 giugno 2019

Nell'ambito di un procedimento per sottrazione internazionale di minori il bambino sradicato unilateralmente dal contesto sociale ove è cresciuto dev'essere sentito dal giudice nonostante i servizi sociali lo abbiano ascoltato. Ordinanza n. 15254 del 4 giugno 2019 ore 18,55 Corte Suprema di cassazione.

La Suprema corte restituisce la patente al condannato per guida in stato d'ebrezza.E senza passare per il giudizio di rinvio.Questo se il condannato ottiene la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità. Cass 31 maggio 2019 n.24385.

Il fisco non può negare all'azienda la detrazione dei costi che etichetta semplicemente come "sproporzionati". L'Ufficio è infatti tenuto a dimostrare l'antieconomicità effettiva delle spese.Corte cassazione,sentenza n.14941 del 31 maggio2019.

 Il lavoratore ha diritto ai permessi retribuiti per assistere il familiare malato anche se produce la sola relazione di ricovero in ospedale: se il datore contesta la sussistenza della grave infermità,infatti ,il dipendente ben può dimostrarla con altri certificati medici nel corso del giudizio. Ordinanza 14794 del 30 maggio2019 sezione lavoro della Cassazione-

L'improvviso bisogno fisiologico è un malessere che giustifica la sosta in corsia d'emergenza.

L’improvviso bisogno fisiologico - anche se non dovuto a malfunzionamento organico - giustifica la sosta in corsia d’'emergenza, per il tempo strettamente necessario a superare l'emergenza stessa, poiché non consente di guidare con la dovuta attenzione in quanto esclude quella condizione di benessere fisico indispensabile per una guida corretta che non ponga in pericolo sia lo stesso conducente ed i terzi trasportati sia gli altri utenti della strada. In tal caso, infatti, il bisogno di minzione integra quel “malessere” al ricorrere del quale il Codice della Strada consente la sosta d’emergenza.

È questo, in sintesi, l'orientamento giurisprudenziale che ha fatto evitare il carcere ad un tassista romano che, per un bisogno impellente - a suo dire legato a problemi di prostata e, quindi, ad un’incontinenza cronica - si era fermato nella corsia d’emergenza del Grande Roccordo Anulare venendo coinvolto in un tragico incidente stradale.

Più precisamente la bizzarra, quanto triste vicenda giunta innanzi alla Quarta Sezione della Suprema Corte di Cassazione vede come protagonista un tassista processato per il reato di omicidio colposo perchè, mentre percorreva il Grande Raccordo Anulare in orario mattutino, decideva di fermarsi, arrestando la marcia del suo taxi in corsia d'emergenza: motivo della fermata era un impellente bisogno fisiologico. Finita l’operazione di “liberazione”, mentre stava risalendo sulla sua autovettura, veniva violentemente tamponato da un motociclo il cui conducente, in esito all'urto, purtroppo, decedeva.

Gli eredi di quest’ultimo hanno impugnato in Cassazione la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Roma, che confermava la sentenza con la quale il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Roma aveva assolto il tassista con la formula "perché il fatto non costituisce reato". Nel rigettare i motivi d'appello degli eredi della vittima, la Corte capitolina aveva attenzionato l'età del tassista (nato nel 1936) e il fatto che egli era affetto da problemi prostatici, per ravvisare nella specie la condizione di "malessere" che legittimava l'imputato a fermarsi in corsia d'emergenza.

La Corte di Cassazione con sentenza del 26 marzo 2019 (Presidente: Izzo Fausto Relatore: Pavich Giuseppe Data Udienza: 19.2.2019) ha rigettato il ricorso proposto dagli eredi precisando il concetto di “malessere” che giustifica la sosta ai fini di quanto stabilito dall'art. 176, comma 5, Codice della Strada secondo cui “Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato sostare o solo fermarsi, fuorché in situazioni d'emergenza dovute a malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza del veicolo medesimo (…)”.

In particolare, sul presupposto che la sosta d'emergenza è giustificata, a norma dell'art. 176 comma 6 del Codice della Strada, per «il tempo strettamente necessario per superare l'emergenza stessa», la Corte di Cassazione ha richiamato l’indirizzo giurisprudenziale della Corte regolatrice (Sez. 4, Sentenza n. 7679 del 14.01.2010, Del Vesco e altri, n.m.) secondo il quale il concetto di malessere che legittima la sosta nella corsia d‘emergenza prescinde da un eventuale malfunzionamento organico, essendo sufficiente l’improvviso bisogno fisiologico che notoriamente fa venir meno quel benessere fisico che consente una corretta guida.

In tal senso nella sentenza si richiama espressamente il principio in base al quale dev'essere «inquadrato il bisogno fisiologico nel concetto di "malessere" che giustifica la sosta sulla corsia di emergenza ai sensi dell'art. 157 C.d.S., comma 1, lett. d) *. Invero, il termine "malessere" non può esaurirsi nella nozione di infermità incidente sulla capacità intellettiva e volitiva del soggetto come prevista dall'art. 88 c.p. o nell'ipotesi di caso fortuito di cui all'art. 45 c.p., bensì nel lato concetto di disagio e finanche di incoercibile necessità fisica anche transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione e quindi in esso deve necessariamente ricomprendersi l'improvviso bisogno fisiologico (dipendente o meno da malfunzionamento organico) che notoriamente esclude quella condizione di benessere fisico indispensabile per una guida corretta che non ponga in pericolo sia lo stesso conducente ed i terzi trasportati sia gli altri utenti della strada».

Aggiunge la Corte che non sussistevano neppure le condizioni nelle quali é prescritto come obbligatorio l'uso delle segnalazioni luminose (c.d. quattro frecce) in base agli artt. 153, 162 e 176 comma 7 Cod. Strada, né quelle nelle quali é prescritto l'uso dei dispositivi retroriflettenti di protezione individuale (c.d. giubbotti catarifrangenti, di cui al comma 4-bis dell'art. 162 Cod. Strada): dalla lettura della sentenza impugnata risulta infatti che il sinistro si verificò in una mattinata di pieno sole, poco dopo le ore 09.00, in un tratto del G.R.A. pressoché rettilineo e quindi con visibilità più che buona.

 Abuso d'ufficio al dipendente comunale che non si astiene in presenza di un interesse proprio. Suprema Corte di Cassazione sentenza del 4 aprile 2019.

Rischia una condanna per evasione fiscale l'imprenditore che non versa le imposte anche se è già intervenuta la sentenza dichiarativa di fallimento. Cassazione 27 maggio 2019 n. 23138

L'imputato non può dolersi con ricorso in cassazione perchè non gli è stata applicata la condizionale se non l ha chiesta nel procedimento d 'appello. Sezioni unite penali della Cassazione, sentenza n.22533 del 22 maggio 2019.

Il cliente ha sempre dirittoad ottenere dal suo istituto di credito i documenti e il rendiconto delle sue operazioni relative agli ultimi dieci anni, anche in corso di causa. GRANDE VITTORIA PER I CONSUMATORI. Corte di Cassazione,ordinanza n.14231 del 24 maggio 2019

E' reintegrato il lavoratore che pure ha scagliatoun oggetto contro il collega.E ciò perchè le due postazioni sonolontane e il dipendente incolpato non aveva davvero intenzione di fargli del male.Scatta dunque la tutela reale ex articolo 18,comma quarto, dello statuto dei lavoratoriche copre anche il fatto sussistente ma privo di carattere di illecità. Sentenza n.14054 del 23 maddio 2019 della Corte Suprema di Cassazione.

Il comune paga all'avvocato l'intero onorario anche se l'impegno di spesa assunto non ha la copertura finanziaria. La nullità di diritto dei contratti degli enti pubblici riguarda, infatti , solo le delibere che implicano un esborso di somme certe e definitive ma non si applica alle controversie giudiziarie. Cassazione prima sezione civile,ordinanza n. 13913 del 22 maggio 2019.

Il Tribunale di Firenze ha ricevuto un doppio premio nell'ambito dell'evento Forum PA 2019. Forum PA è la più importante manifestazione nazionale dedicata alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione da 30 anni, è dal 1990 infatti che sostiene e favorisce l’incontro e la collaborazione tra pubblica amministrazione, imprese, mondo della ricerca e società civile, sostenendo tutti i processi di innovazione che impattano sul sistema pubblico, sullo sviluppo del Paese, sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Il Tribunale di Firenze è stato premiato 2 volte all'interno della categoria "Giustizia, trasparenza, partecipazione e partenariati", per il progetto "Giustizia semplice 4.0" e per il progetto "Tribunale di Firenze Web Tv"

Per quattro giorni Napoli è stata la capitale della trasformazione digitale in Italia. Esperti, politici, giovani sviluppatori si sono alternati tra la sala conferenza dell'Apple Developer Academy di San Giovanni a Teduccio e il palco del Teatro San Carlo per raccontare le buone pratiche della PA italiana. A riunirli in una maratona di creatività è stata Agi Agenzia Italia in collaborazione con la Regione Campania e l’Università di Napoli Federico II.  Di particolare rilievo la giornata "Transformers" dedicata ai 16 campioni della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, presente il Ministro Giulia Bongiorno. L'unico progetto selezionato nel mondo della giustizia è stato quello del Tribunale di Firenze"Giustizia semplice 4.0", presentato durante l'evento dalla Presidente del Tribunale Marilena Rizzo

Il notaio è tenuto al risarcimento dei danni per avere indicato un valore errato del bene nella denunzia di successione anche se il cliente è un esperto. In presenza di un inadempimento specifico ai propri obblighi professionali non è infatti configurabile il concorso colposo del danneggiato. Terza sezione civile Corte di Cassazione, ordinanza 13592 del 21 maggio 2019.

 La colpa della banca che paga un assegno circolare a persona diversa non è oggettiva. Secondo la Cassazione l’Istituto che ha negoziato il titolo può essere ammesso a provare di aver agito con diligenza e che l’inadempimento non gli è imputabile. Ordinanza n. 12984 del 15 Maggio 2019 della Suprema Corte di Cassazione.

L’accertamento induttivo all’impresa in crisi è in conflitto con il principio di eguaglianza. Il fisco si mette contro l’articolo 3 della costituzione se pretende di applicare la reddittività di un impresa in piena efficienza alla società che è ormai alla canna del gas, al punto che il fallimento viene dichiarato nello stesso anno d’imposta. Cassazione ordinanza n.13161 del 16 maggio 2019. Sezione Tributaria.

Stop della revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Dopo la Sentenza della Corte Costituzionale n. 249 del 2017, il provvedimento del fisco dev'essere specifico e puntuale e non può fare riferimento solo al rapporto fra il valore di mercato e quello catastale. Devono essereelencati gli elementi che hanno inciso sulla microzona. Corte di Cassazione orinanza n. 12604 del 10 maggio 2019

 La Corte di Cassazione ha ritenuto essere un atteggiamento immaturo ed infantile quello del prof. che non evidenzia l'intento di appagare gli istinti sessuali con l'alunna minorenne. E stato assolto con tale motivazione dal reato di tentativo di atti sessuali col minore nonostante lo scambio di messaggi amorosi. La Suprema Corte,ha respinto i ricorsi dei genitori di una ragazzina di tredici anni che si costituivano parte civile nel procedimento a carico di un professore assolto dalla Corte d'Appello dal reato previsto e punito dagli articoli 56 e 609 quater del Codice penale.L'imputato aveva inviato all'alunna alcuni messaggi amorosi e l'aveva abbracciata in un'occasione, comportamento interrotto per il tempestivo intervento dei genitori. Cassazione penale del 16 aprile 2019 sentenza n.16484.

L'agenzia delle entrate può iscrivere ipoteca sui beni del fondo patrimoniale per un debito tributario. Secondo il Supremo Collegio spetta al contribuente provare che i tributi inadempiuti fossero da attribuirsi a scopi estranei ai bisogni della famiglia. Corte di Cassazione ordinanza n.7497 del 15 marzo 2019

La volontà del testatore non può essere desunta da una successiva sua lettera dattiloscrittà. Il ricorso a elementi estrinseci al documento, è consentito soltanto per roslvere parole o espressioni dubbiose al fine di ricostruire la volontà del suo autore. Pertanto il giudice attraverso il predetto documento non può giungere al risultato di attribuire alla disposizione testamentaria un contenuto nuovo non espresso nel testamento.
Cassazione sezione civile n.7025 del 12 marzo2019

La Corte Costituzionale con sentenza n.34del 6 marzo 2019 ha dichiarato incostituzionali le norme che escludono l 'equa riparazione della legge Pinto per la causa lumaca se nel giudizio amministrativo è mancata l'istanza di prelievo. E ciò perchè l'istituto, prima della rimodulazione come rimedio preventivo,non costituiva un adempimento necessario ma una mera facoltà del ricorrente; in quanto, un adempimento formale di prenotazione della decisione che non può essere snzionato con l 'improponibilità della domanda di indennizzo.

IMU.La residenza nell'abitazione non sempre dà diritto all'esenzione dell'IMU. La perde la moglie se il marito usufruisce del bonus per un'altra casa. Infatti, secondo gli Ermellini solo uno dei due beni può essere deputato a dimora reale della famiglia.La Corte di Cassazione con ordinanza n.5314 del 22 febbraio 2019, ha accolto il ricorso di un Comune toscano presentato contro una coppia che usufruiva dell'agevolazione, ciascuno nel proprio appartamento. Secondo i giudici di legittimità che hanno cassato la sentenza emessa dai giudici di merito, la casa principale e della famiglia è l'unica ad usufruire del bonus, in quanto la residenza è un parametro che passa in secondo piano.Detta ordinanza in ogni caso è destinata a far discutere-

Annullata la multa e il taglio dei punti dalla patente per eccesso di velocità rilevato dallo scout speed, l'autovelox portatile sulla pattuglia dei vigili che misura l'andatura dei veicoli provenienti in senso contrario, in quanto il Comune non ha dimostrato di avere segnalato la misurazione elettronica sulla strada con visibilità e anticipo adeguati. in questi casi va disapplicato l'art.3 del decreto ministeriale 15 agosto 2007. A tali conseguenze non si sottrae neanche il radar con telecamera installato sull'auto, in quanto rientra fra le postazioni mobili soggetti all'obbligo di segnalazione. Sentenza 119/19,sezione civile tribunale di Paola (Cosenza) giudice dott. Franco Caroleo.

La Corte di Cassazione Sez.III penale con sentenza del 15 febbraio 2019 n 7166,ha statuito che con le nuove disposizioni della legge 242/16 chi coltiva canapa potrà anche non accedere ai finanziamenti europei ma in compenso non commetterà reato se il Thc contenuto nelle piantine, tra lo 0,2 e lo 0,6 ha un effetto drogante. Nel caso, poi di superamento di tale soglia, l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro o decidere di distruggere la coltivazione ma, anche in tale ipotesi, non c'è responsabilità penale dell'agricoltore.

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