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Stromboli - Sin da piccolo Paolo Sorrentino veniva tutte le estati nella vulcanica isola delle Eolie con i genitori, papà Salvatore e mamma Concetta. Affittavano una casa sul mare e rimanevano anche un mese. A giugno e luglio. Evitavano sempre agosto per la gran confusione vacanziera. Fin da bambino appassionato del calcio andava al "San Paolo" per le partite del Napoli. I genitori fino a 16 anni gli proibirono di recarsi in trasferta. Fin quando la grande gioa: in occasione di Empoli-Napoli venne autorizzato dalla famiglia a seguire Maradona e company in trasferta. I genitori partirono per la montagna. L'amico citofonò a casa. "Pensavo che era venuto a prendermi per la partita - disse - invece mi comunicò che papà e mamma erano morti la notte per esalazioni del gas della stufa nella baita di Roccaraso". L'amore per Maradona gli salvò la vita.

Anche in quell'occasione ci fu "La mano di Dio". "È stata la mano di Dio" è il titolo del film che sta girando anche a Stromboli. E fu la risposta dello zio di Sorrentino alla domanda del nipote 16enne "Perché non sono morto pure io…". E Paolo a distanza di 40 anni è tornato ai piedi del vulcano per ripercorrere la sua infanzia e per dedicare un capitolo del film che ripercorre la sua vita. Il primo amore con la ragazzina turista. I bagni a Piscità, le escursioni a Strombolicchio, la scalata sul cratere. Tutte scene che ora rivive nel film. Notte e giorno tra Piscità, Ficogrande e Scari e sulla cima del cratere riaperto in modo del tutto eccezionale. Si lavora sodo fino alle 4 di notte. Anche con un faro potente che da Punta Lena illumina a giorno Strombolicchio. Immagini che fanno sognare. E proprio il ristorante "Punta Lena" di Milena Oliva diventa set dell'opera cinematografica. Viene trasformato in bar con tv dove scorrono le immagini della partita degli azzurri di Maradona.

Quasi tutti gli isolani sono coinvolti come comparse. In contemporanea un pomeriggio vi era la riunione dell'associazione "Amo Stromboli" con il sindaco Marco Giorgianni per discutere delle contro-misre per lo sbarco selvaggio dei 10 mila escursionisti e i presenti non erano piu' di una quarantina. Tutta l'isola si era trasferita a Piscità dove vie il primo "ciak". "Un film intimo e personale - come lo ha definito il regista premio Oscar - un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber di Netflix. "il calcio - ha sempre detto - è paragonabile ad una vera e propria forma d'arte. Per me l'arte sta dappertutto. Nella musica come nel calcio. Il pallone come il cinema. La partita ha molto in comune con il film. Narrazione, tecniche, tattiche e un finale non scontato che nessuno conosce. Il calcio è una bella variazione del cinema e il Napoli è molto di più di una semplice squadra: è religione laica".

Paolo Sorrentino solitamente non si affida solo alle grandi bellezze. Dal suo Vesuvio ha mirato Stromboli per creare un canalone unico per il calciatore più esplosivo e vulcanico che il mondo del calcio ha avuto. L'isola di Stromboli visse, nel 1950, di gloria cinematografica con il film "Terra di Dio" con la regia di Roberto Rossellini. Oggi, a distanza di 70 anni, Paolo Sorrentino è sbarcato nella nera isola. Il destino di avere e dare la parola Dio nel territorio di "Iddu", il vulcano più attivo d'Europa. "Iddu" e Maradona alla fine sono terra e umanità con lo stesso carattere, figli di una napoletanità eolianizzata". Anche perché Stromboli guarda a Napoli e non a Messina, come disse il sindaco Luigi De Magistris al NotiziarioEolie.it. Maradona, il calciatore maledetto, amato e odiato, venerato come un dio ma battezzato ribelle proprio come lo Stromboli. Il caso vuole che la lavorazione del film coincide con la reazione e contestazioni degli abitanti che chiedono al Comune di Lipari una maggiore protezione dell'isola per gli sbarchi selvaggi estivi che trasformano il porto di Stromboli in uno stadio.

Per venerare questa terra di Dio che adesso avrà una mano. "Iddu" è sempre "Iddu" anche per Sorrentino che già riesce ad annusare il calore del vulcano che riscalda come il tifo del pallone. Coincidenze? A Italia-Argentina del 1990 Sorrentino ha dichiarato di aver tifato per gli ospiti: "Non puoi tifare contro l'uomo che ti ha salvato la vita".

Alle riprese notturne ha anche assistito l'assessore alla cultura Tiziana De Luca del Comune di Lipari che ha dato il patrocinio "Sorrentino ha illuminato con un faro e filmato con una cinepresa uno degli scorci più belli al mondo: Strombolicchio,. Non è facile la realtà delle Eolie, fatta di bellezze naturali mozzafiato ma anche di disagi e discriminazioni importanti, ma anche di questi scenari che non hanno prezzo…"

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NOTIZIARIOEOLIE.IT

12 SETTEMBRE 2020

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