tdalmeritaSalina - Domani nella terrazza di Capofaro Malvasia & Resort di Tasca D'Almerita (nella foto), avrà luogo la quinta edizione di Malvasia day. Alle 18 Attilio Scienza terrà il seminario "Le Malvasie prima di Venezia", la storia del vitigno attraverso il Mediterraneo. A seguire, Daniela Scrobogna descriverà "L'armonia della Malvasia: l'aspetto tecnico e organolettico".

I produttori si raccontano: alle 19 il tasting "Le isole della Malvasia". Da Lipari: Tenute di Castellaro; Da Vulcano: Paola Lantieri, Punta Aria; Da Panarea: La Vigna di casa Pedrani; Da Salina: Colosi, Marchetta, D'Amico, Azienda agricola Giona Hauner, Virgogna, Fenech, Carlo Hauner, Caravaglio, Florio, Barone di Villagrande.
La Tenuta Capofaro, con la Malvasia Dolce e Secca (Didyme), diventa il luogo di incontro tra i produttori nella più agricola e verde delle isole Eolie.

Capofaro Space & Sound curerà la selezione musicale di Malvasia day con Rpm, uno degli ideatori di Threes, associazione culturale no profit che ha dato vita a Terraforma, festival musicale all'insegna della sostenibilità e della sperimentazione. Dalle 23 la festa proseguirà nella spiaggia di Rapa Nui.

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I COMMENTI.

di Cristina Marra

Domani ritorna "Malvasia day" sull'isola di Salina.Sarà "Capofaro Malvasia & Resort" il teatro di questo evento che riunirà i principali produttori di Malvasia di Salina. L'evento è stato pensato per celebrare il "nettare" di Salina, l'isola più ricca di vegetazione delle Eolie.
L'isola verde è dal 1981 Patrimonio dell'Unesco e riserva naturale. Terra di eccellenze enogastronomiche, diviticultura estrema, di presidi slow food. Come quello del Cappero, che trova a Salina il centro della produzione italiana di qualità di questo prodotto.
FenechPer un'intera serata gli esperti tecnici delle cantine produttrici dell'isola saranno a disposizione del pubblico di appassionati e intenditori per spiegare le caratteristiche della Malvasia attraverso degustazioni guidate. L'evento sarà aperto al pubblico di intenditori e curiosi, amanti del buon bere e sempre alla ricerca delle migliori espressioni della nostra enogastronomia tradizionale. Questa è l'occasione ideale per visitare l'Isola Verde delle Eolie, Salina. Terra non solo di mare e di coste con tramonti mozzafiato, ma perfetto anche per gli amanti del trekking e delle passeggiate all'aria aperta, e per gli appassionati della barca che possono circumnavigare Salina, in barca o in "gozzo", per scoprire segreti angoli di costa.
Il titolo dell'installazione tematica dell'artista Loredana Salzano che anche quest'anno come di consueto accompagnerá la 5 edizione del malvasia day A Capofaro è " Crateri Contemporanei > Le isole del vino" una trasposizione in chiave contemporanea del "Cratere "classico inteso come coppa simbolo della condivisione del vino, posizionato al centro del Simposio. E allo stesso tempo è un chiaro riferimento ai "crateri vulcanici "quindi alla natura stessa delle isole Eolie. Sette vasi / crateri ,differenti per sagoma e colore, uno per ogni isola, che diventano contenitori simbolici di Malvasia per la celebrazione/ condivisione di questo vino emblema delle Eolie.

RASSEGNA STAMPA. "CORRIERE DELLA SERA".

 

di Luciano Ferraro

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Salina e la Malvasia

Oggi un’isola del Mediterraneo diventerà gialla. Un giallo d’oro e d’ambra, un giallo marziano, il giallo della Malvasia delle Lipari. Quindici vignaioli che tengono a bada i venti delle Eolie si riuniranno, piccoli e grandi, senza le rivalità di un tempo, per far conoscere i loro vini: sarà il Malvasia Day. A Salina, in un giorno giallo come quello che Guy de Maupassant trovò quando sbarcò qui: “Tutto è giallo intorno a me, sotto i miei piedi e sopra di me, di un giallo accecante, di un giallo pazzesco”. Lo scrittore chiama la Malvasia eoliana il “vino dei vulcani”, il suo collega Alexandre Dumas la descrive come “il più eccezionale vino che abbia mai assaggiato nella mia vita”.
I due scrittori non sono così originali: nell’Ottocento la Malvasia delle Lipari, prodotta soprattutto a Salina, veniva esportata in tutta Europa. L’avevano portata i greci, nel 588 avanti Cristo. Il maleducato resoconto dell’Arciduca d’Austria, all’inizio del secolo scorso, informa che alle Eolie “vivevano donne brutte e pelose” che producono un “nettare dolcissimo”.

La Tenuta Capofaro

Dopo che le viti sono sterminate dalla fillossera, un artista bresciano, Carlo Hauner, riprende in mano i vecchi quaderni e libri dei viticoltori e riporta la Malvasia sul trono. La Doc arriva nel 1973. Hauner fa centro, altri lo seguono, facendo un punto di forza aziendale della Malvasia che imbottigliavano per famiglia e amici. Per tutti le stesse regole per la Malvasia in versione dolce: i grappoli vengono fatti appassire al sole sui graticci, viene aggiunto al massimo il 5 per cento di Corinto nero, di origine turca. Il risultato è un vino a volte concentrato, dolce e sapido allo stesso tempo, più fruttato in alcune versioni.

Malvasia Day 2015

L’epica del vino indica come “eroica” viticoltura isolana, con pochi mezzi meccanici a disposizione e la siccità come compagna di molti estati. Si pensa a uomini e donne che si inerpicano con i cesti tra i filari. Una immagine che avrebbe potuto cambiare nel 2001, all’arrivo di Lucio Tasca d’Almerita, l’ex olimpionico di equitazione che guida l’azienda storica del vino siciliano (il padre, il conte Giuseppe, con gli amici della “Panaria film” si divertiva a Salina con le prime riprese subacquee). Ma per uno di quei fatti strani che accadono nel mondo enoico, i grandi “venuti da fuori” sono riusciti a fare squadra riunendo per la prima volta tutti i vignaioli dell’isola.

“Quando abbiamo rilevato le vigne a Capofaro – raccontano i Tasca d’Almerita – ci siamo confrontati con gli altri produttori isolani e con il Consorzio di Tutela: non c’era una linea comune né da un punto di vista tecnico-produttivo, né di comunicazione. Così abbiamo iniziato un processo “sociale”, di empatia tra i produttori di Salina. Nel 2011, al primo Malvasia Day 2011, fu difficile mettere tutti dietro un banchetto, senza poter rispettare l’ordine alfabetico a causa delle vecchie liti mai sanate. Ma domani sera, finita la manifestazione, ceneremo insieme, ognuno con la propria bottiglia, sentendoci parte della stessa missione”.

Oltre ai Tasca d’Almerita di Capofaro ci saranno al tavolo i vignaioli di Salina delle aziende Barone di Villagrande, Caravaglio, Colosi, D’Amico, Fenech, Florio, Carlo Hauner, Giona Hauner, Marchetta, Virgona. Da Vulcano Paola Lantieri e Punta Aria; da Panarea La Vigna di Pedrani; da Lipari la Tenuta di Castellaro.

Il percorso di questo vino nel mondo sarà raccontato dal professor Attilio Scienza che parlerà delle “Malvasie prima di Venezia” sulle tracce del Dna delle uve. Sarà un giorno alla Maupassant, con “il liquido giallo che scorre”.

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