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di Michele Sequenzia 

1) Oggi è Natale.
Ho trovato un amico e non lo avevo mai visto. Non lo conoscevo. Ci siamo incontrati per caso, non sapevo nemmeno il suo nome. Mai visto. “ Ciao , posso scriverti? T’interessa, senti.. ho delle cose da dirti ? Lui mi fa: manda giu’ , ok.” Da quel momento non ho cessato di scrivergli. Mi sono sentito leggero. Mi sono sentito un altro. Piu’ gli scrivevo, piu’ l’amico mi diceva, continua, non mollare: scrivi.
Ho cominciato, e sono da un pezzo nonno, a vivere. Al mattino ho il tempo per riflettere. Cosa posso scrivergli? Cosa gli interessa? Si è formata, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, un corda dura e spessa, quelle che si usano per portare in porto i grossi carichi, le navi da crociera. Quella dei rimorchiatori. Con la stessa corda il mio amico ha legato altri suoi amici. Non li conosco, sono tanti. Sono diventato amico, ognuno scrive quello che gli pare. Tutti amici che non conoscevo. Chi scrive da Vulcano, chi da Panarea. Leggo che spesso da Stromboli, non riescono a muoversi. Persino le navi temono i vulcani.
E’ Natale, come in una grande famiglia. C’è chi scrive dalla Sardegna e chi da Melbourne. Sono famiglie di Eoliani. Ognuno ha la sua storia. Il mio amico racconta . Storie di tutti i tipi. Storie incredibili, spesso dolorose. E’ come un film. C’è gente che soffre, che non ride mai. C’è chi non ha voce. Il mio amico, è riuscito a farci conoscere i nostri amministratori. Quelli che noi abbiamo eletto per governarci e proteggerci. Le persone che hanno compiti enormi. E responsabilità. Le Eolie sono vulcaniche. Si rischia la vita. Gli eoliani sono gente antica, coraggiosa. Di grande umanità. Ogni giorno il mio amico fa delle interviste, annusa l’aria, scruta l’orizzonte, come il medico che va a curare i suoi pazienti. Lo trovi ovunque , anche in mezzo alla bufera, tra le onde e le frane. Oggi le Isole Eolie, sono flagellate da un mare che urla in tempesta. Eccolo. Sta intervistando chi ha non ha piu’ casa. Il mio amico è amico di tutti, ma non di certi. Ogni volta fa una fatica bestiale, lo si capisce.
Lui ha buona volontà, si sente che non lo fa per vanto. Ha le idee chiare, sa domandare con tutto il rispetto. Sa usare modi che pochi sanno. I giornalisti veri sono quelli che vogliono fa capire, che segnano la strada, che parlano chiaro, molti invece ingannano. Sono la maggioranza. C’è molta omertà, ci sono interessi. La buona stampa ne soffre, avvelenata dalla mafia. Cresce un’ immensa ignoranza. Chi legge non è informato. C’è poca democrazia, manca la fiducia. Non c’è sviluppo. Anch’io seguo le sue interviste, e cerco di capire le sue idee. Cosa ha in testa? Ogni volta che l’ascolto imparo da lui. Quello che imparo è la continua stimolazione a conoscere, a capire, a tenere la testa alta, che mi provoca enorme piacere. Durante l’intervista, non sempre, l’attenzione scivola via, il microfono perde intensità, si perde interesse. Ecco che il mio amico riafferra il filo, s’incazza di brutto, si mette a urlare, litiga, si agita, insiste, non molla, anche se davanti a lui c’è il Presidente della Regione. Il giornalista non deve piegare la testa. Deve far conoscere, svelare , mettere a nudo. Un mestiere di enormi sacrifici. Spesso il vero giornalista è come lo stregone delle nostre favole. Il vero giornalista crea l’opinione, non la segue. Non sta a cuccia. Quello che fa il mio amico, mi piace. Mi conforta. Ieri era in Ucraina, oggi è tra le nevi . Sa guardare, sa cogliere. Sa spaziare. Mi indica come partecipare. Senza dominare. Lui è curioso. Domani li mando un mio pezzo. L’ho scritto per lui. Non ho mai immaginato che , davanti a tanta inutile, stampa, di tanti giornalisti, disonesti, servili e dannosi potesse esistere maggior rispetto, cultura, libera espressione, e tanta buona volontà.

2) Con i nostri migliori auguri di Buon Natale a tutti coloro che amano la giustizia, a tutti i Leoni Eoliani, illuminati, instancabili, all’occhio persuasore di Massimo Pagliaro, al coraggioso, socratico Angelo Sidoti, solitari antichi Saggi che con tanto coraggio diffondono un messaggio di pace.

Tutto il popolo del Notiziario delle Eolie, lettori e commentatori, sogna isole felici, buona saggia amministrazione, mari non tempestosi, gesti onesti, scambi pacifici, salute, pace e lavoro.

Possa finalmente splendere, da isola a isola un ampio arcobaleno di luci, sentiero luminoso e ricolmo di sorridenti promesse, di gratitudine e di rispetto. Che vi sia da oggi un nuovo patto creativo, una nuova “Ara Pacis Augustae”, faro di buona vicinanza tra le genti di simpatico aiuto reciproco. 

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