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di Cristina Marra

Franco Vanni - La regola del lupo- Baldini + Castoldi

Stavolta Steno Molteni c'è cascato, il ventisettenne cronista di nera si è fatto ingannare da una bionda e avvenente avvocatessa che per tre notti ha diviso la sua stanza 301 all'albergo Villa Garibaldi e gli ha fatto pure trasgredire la regola "mai con le colleghe giornaliste, con le poliziotte, mai con le avvocatesse", frustato e mortificato da quanto ha origliato da dietro la porta del suo bagno, scende nella hall mentre fuori dalla finestra "la primavera faceva danzare l'aria di Milano". Non troppo lontano da lì, a Pescallo, una frazione di Bellagio, la stagione dei risvegli e delle fioriture regala panorami mozzafiato e colori strabilianti, come quello di una rigogliosa pianta di glicine per anni la salvezza e il talismano dell'ormai anziano pescatore del lago, detto da tutti Santiago che, da quando era ragazzo, con la barca di alluminio, andava a pesca di lucci. Adesso quella pianta con tutta la sua bellezza la detesta, così come il panorama e tutto il resto, gli anni addosso lo hanno cambiato, ma lui accusa quel glicine che "col tempo aveva perso il suo potere di riportare nella sua testa la pace degli uomini antichi". Pace che quella mattina è squarciata da due spari uno dei quali colpisce a morte il quarantenne Filippo Corti sul tender della sua barca ormeggiata sul lago. A bordo tre amici della vittima, i soli sospettati e l'arma rimasta in bella vista. In tempo reale Molteni è avvisato dell'omicidio dal signor Barzini della reception del suo hotel che come in un tam tam aveva aveva ricevuto la brutta nuova dal collega portiere e amico di un albergo di Bellagio, nonchè padre di Steno. La macchina narrativa della seconda indagine di Steno Molteni "La regola del lupo" di Franco Vanni, parte subito come lo fa la sua Maserati Ghibli guidata dall'amico clochard Alberto che lo accompagna per le vie del centro di Milano a indagare sulla vittima e scrivere un articolo particolareggiato per il settimanale "La Notte" . Nello stesso momento sul luogo del delitto arriva il maresciallo Salvatore Cinà, che i bellagini chiamavano Lupo per via di una sua vecchia indagine e che ora, prossimo alla pensione, si trova di fronte un caso apparentemente troppo semplice. Se Cinà con esperienza e col suo modus che lascia trasparire una sicilianità conservata con orgoglio ha a che fare con i tre ricchi sospettati, a Milano Molteni ricostruisce la vita e le abitudini della vittima detta sin da giovanissimo il Filippino, figlio della portinaia di un pregiato stabile del centro che in poco tempo era riuscito a diventare un giovane uomo d'affari e addirittura a comprare quella casa dove la madre lavorava e lui giocava col figlio dei proprietari, Andrea, col quale viveva in simbiosi. Una scalata sociale inarrestabile era stata l'obiettivo del giovane Filippo che con ambizione e determinazione raggiunge successi e conquista un posto nell'alta società che le sue umili origini non gli avrebbero mai permesso di ottenere. Tre amici hanno condiviso con lui successi, potere, vacanze e anche tradimenti, gli stessi che sono a bordo della dodici metri e vedere il suo cadavere riverso sul gommone. Andrea, Marco e Priscilla tre modelli per Filippo, da imitare, da superare e anche da cui prendere qualcosa, a cui sottrarre una caratteristica, una specialità, un sentimento a suo unico vantaggio. Sin da piccolo con loro si sente un randagio, un lupo solitario in mezzo a cani di razza, eppure la sua volontà e determinazione lo rendono piu' forte e anche spietato nelle sue scelte. Vanni ricostruisce la figura di un ragazzo solo che ha la velleità di diventare capobranco e fa muovere a suoi piacimento i tre amici troppo abituati agli agi, troppo addestrati al benessere e al superfluo. Filippo è selvaggio e selvatico e in questo risiede la sua sicurezza nell'affrontare gli ostacoli, non teme ma attacca, non chiede ma pretende o istiga e man mano che Steno raccoglie informazioni prende forma il lato piu' nero della vittima. Sul lago iniziano le indagini, arrivano i Ris e il magistrato e anche la bella Sabine, la fotografa del settimanale con "un'arma segreta" per estorcere notizie e indiscrezioni. Vanni offre al lettore una scena del crimine chiara, pulita, tre possibili colpevoli e diversi occhi e punti di vista su quella barca, non solo quelli di uno strepitoso e sorprendente testimone oculare. L'autore ha una scrittura limpida che non si perde in inutili dettagli o descrizioni e che mette sul tavolo tutti gli elementi come se il lettore fosse insieme a Cinà sulla barca o a Molteni a casa della vittima. La ricostruzione di una storia di ambizione e amicizia, di amore e sofferenza, di solitudine e emarginazione, è fornita con una tecnica a incastri che lascia volutamente qualche tassello fuori posto. I tre amici hanno orchestrato insieme l'omicidio o solo uno di loro ha agito? Tutti avevano un motivo per odiare quell'amico troppo carismatico eppure tutti e tre erano insieme sulla sua barca a festeggiarne il quarantesimo compleanno. Figure comprimarie si muovono nella scena e se Steno alterna l'indagine al suo impegno come barman nell'albergo dove soggiorna a un prezzo di favore, Cinà già pensa ai giorni da pensionato e il lago conserva e custodisce brutture e inciviltà pronte a tornare a galla.

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26 MARZO 2019

 La dottoressa Cristina Marra, già famosa alle Eolie, sarà la responsabile della sezione “Letteratura” di "Globalpres"

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Monica Pais "Animali come noi"- Longanesi

Il primo da cui divenne inseparabile fu "Piccoli animali e animali piccoli", il libro "sottratto" alla biblioteca di Oristano da bambina e mai restituito perchè macchiato col latte e nascosto in soffitta, ben presto i piccoli amici di carta divennero di carne, ossa, peli, piume, squame, perchè il sogno di Monica è stato, sin dall'infanzia, quello di prendersi cura di animali in difficoltà che incrociano il suo cammino e di diventare veterinaria. Monica Pais, veterinaria lo è diventata e anche una delle piu' famose e brave d'Italia, e quel libro sporco di latte lo ha sostituito con il suo "Animali come noi", illustrato da Paolo D'altan, che racconta gli incontri speciali con i "rottami", animali abbandonati, randagi, selvatici, feriti nel corpo e nell'anima, di cui lei si è presa cura negli anni prima a casa e in seguito nell'ambulatorio e nella clinica Due Mari insieme al marito Paolo. Da bambina adotta, cura e ospita nella sua stanzetta "ordinari rottami" come uccelli, gatti e pure pipistrelli, nutre e ridona la libertà a passerotti o cani del canile. La bambina col talento e la passione del veterinario, diventa piu' attiva in primavera, quando "era piu' frequente trovare piccoletti affamati per strada" o li va a cercare prima che loro cercassero lei. Nelle pagine di Monica Pais diventano personaggi il cane gas, il daino Bambi, il cigno Biancaneve, la volpe Rosa Fumetta e tanti altri protagonisti di storie di coraggio, dignità, volontà, fierezza, dolcezza e amore. Diviso in quattro parti, il libro che somiglia a un diario di viaggio con tappe e incontri fondamentali che le hanno lasciato un segno, un tatuaggio sul cuore, è anche un romanzo di formazione all'amore e al rispetto verso creature simili e spesso migliori degli esseri umani che, con generosità e senza secondi fini, sono "maestri di sostegno lungo la strada della nostra esistenza, ci insegnano di nuovo ada ascoltare la natura che batte dentro di noi e ci rimorchiano in porto anche attraverso il mare piu' tempestoso". Dalla sua "malattia" per i cavalli, alla mascotte Frank, all'arrivo di animali selvatici o marini, l'autrice presenta una carrellata di esperienze con esseri meravigliosi, dal cigno nero, al topo, alla tartaruga, al fenicottero, alla donnola e svela aneddoti, sentimenti, lezioni di vita e di sopravvivenza, guidata nel suo percorso da "un gran debito di riconoscenza verso tutte le creature grandi e piccole". Riconoscenza che spinge Monica a lanciare la Onlus "Effetto Palla" dopo aver salvato e adottato una pitbull cresciuta con un laccio stretto attorno al collo che le ha fatto gonfiare il muso rendendole la testa simile appunto a una palla, nome scelto per lei, diventata da subito l'ombra di Monica e la sua sostenitrice. Dal racconto per immagini sui social, dove Monica Pais è seguitissima con i suoi post di denuncia o di ricerca di una casa per i tanti "rottami", a questo libro, l'autrice è instancabile nel prodigarsi per difendere creature di ogni razza e dimensione e nell'aiutarle a ristabilirsi e a reintegrarsi nel loro ambiente naturale e perchè no, a instaurare il giusto rapporto con i proprietari umani che troppo spesso dimenticano di essere animali come loro. 

Longanesi Euro 16,90

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Luca Ammirati "Se i pesci guardassero le stelle" (DeA Planeta)

Samuele ha un rapporto speciale con le stelle, le conosce a fondo, le ammira insieme ai tanti visitatori dell'Osservatorio astronomico di Perinaldo a cui fa da guida, ma le guarda soprattutto in solitudine, sulla panchina del belvedere, "la sua oasi di poesia e pace" e si convince "che tutto andrà bene, qualunque cosa accadrà". Samuele è il trentenne protagonista di "Se i pesci guardassero le stelle" (DeA Planeta) di Luca Ammirati e divide le giornate al mattino da reporter precario per il giornale locale e la notte da astrofilo appassionato all'Osservatorio. Ammirati, responsabile interno della sala stampa del teatro Ariston di Sanremo, ambienta il romanzo tra Perinaldo, il lungomare, il centro storico e i quartieri della città dei fiori che splende di colori e luci e regala non poche suggestioni al protagonista. Si nutre di sogni Samuele Serra, vorrebbe diventare un creativo pubblicitario e, perchè no, trovare la compagna con cui condividerli e relizzarli, ma è ancora solo a raccontare progetti e delusioni a Leo, un amico speciale che lo ascolta a ogni suo rientro a casa. Samuele sente di non aver raggiunto nessun traguardo e di girare a vuoto come fa Leo. La notte di San Lorenzo, all'Osservatorio incontra Emma, una donna bellissima e misteriosa in "una scena dove gli occhi stanno al posto delle parole e l'impulso prevale sulla logica". Emma scompare dopo poche ore per un errore del protagonista. Sarà stata reale o si è trattato di un sogno nella notte piu' bella dell'estate? Ammirati dà una sferzata alla storia e il percorso di Samuele si lega a quello della ricerca della donna che simboleggia il sogno da raggiungere. Con una scrittura delicata e sensibile ai moti dell'anima, agli impulsi emotivi, alle sbadataggini e alle scelte istintive e alle intuizioni del protagonista, spronato dai suoi dialoghi con Leo, l'autore racconta una storia che è lo specchio di un'intera generazione in un romanzo di formazione alla vita ma soprattutto ai sogni "perchè non esistono sogni facili. Esiste solo il coraggio di inseguirli".
Luca Ammirati "Se i pesci guardassero le stelle" (DeA Planeta) euro 16,00

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