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di Massimiliano Cavaleri

“Non è l’azzurro mare d’agosto a travolgere il destino di Sicilia. Mario Primo Cavaleri – firma tra le più smaglianti in tema di analisi della realtà – confeziona in un libro l’argomento cardine di una sfida irrisolta: quella tra lo spirito critico e le famose cose per come stanno”. E’ questo l’incipit della prefazione di Pietrangelo Buttafuoco in “Spalle al mare” titolo che racchiude il senso del racconto di una selezione di accadimenti ripercorsi da Cavaleri per offrire una rilettura di ciò che è stato. Il sottotitolo “1998-2018 Messina e la Sicilia travolte dal solito destino” esplicita già il commento sugli ultimi venti anni, segnati da annunci e ritardi, pigrizia e smarrimento, disorganizzazione e malaffare, legalità nell’illegalità, tendenza al non fare. Dai palazzi del potere siciliano, al governo cittadino. Ponte sullo Stretto incluso.

Uno spaccato su scelte, passaggi significativi, personaggi influenti di quel contesto socio-politico tali da incidere negli sviluppi a venire. Col preambolo di due giganteschi avvenimenti che nel Dopoguerra ci hanno visti primeggiare nella ribalta nazionale e inter nationes: il primo, la specialità dello Statuto siciliano, decretata settantadue anni fa, nel 1946, quando ancora la Repubblica non esisteva; il secondo, l’evento che nel giugno 1955 vide riuniti nella Città dello Stretto sei ministri degli esteri del Vecchio Continente per dar vita al Mercato comune europeo. Momenti il cui germoglio prenunziava frutti fecondi. Nell’incrociare il destino, l’Isola e Messina non hanno colto l’attimo, la dimensione, così i decenni sono trascorsi nell’inaridimento. Congiunzione astrale non propizia? Più sensatamente, rappresentanza politica asservita e inetta vocata a presidiare un sistema ingessato e autoreferenziale, ad interdire ventate di fresca e sana energia, di ingegno innovatore. Dunque lenta decadenza non solo economica, che nel 1998 avrebbe potuto subire una svolta radicale per la Città dello Stretto.

Il racconto si snoda attraverso una serie di episodi: dall’Ars a Palazzo d’Orleans, dalla Real Cittadella ai ministri Martino, da Bill Gates al G7, al Mume. Con curiosità che spaziano dal Tintoretto scoperto da Sgarbi al miracolo di Nello Musumeci.

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Vince Palermo, o meglio una donna di spalle e due uomini che ammirano altrettante fontane monumentali incastonate nei palazzi del noto incrocio del centro storico del capoluogo siciliano "I Quattro Canti": lo scatto, intitolato appunto "Due dei quattro" e firmato da Martina Polito, è una celebrazione in bianco e nero della bellezza, della storia, dell'architettura, un simbolo della nostra terra impreziosito da un'inquadratura dal basso che dà importanza alla protagonista, seppure non vista in viso, quanto all'essenza della Sicilia in grado di venire fuori con forte impatto motivo sullo spettatore. Si è concluso nei giorni scorsi il lavoro della giuria di qualità del contest dedicato all'indimenticato fotoreporter, il maestro Michelangelo Vizzini, che ha visto trionfare il bianco e nero sul colore, nonostante il tema "Donne e Sicilia" fosse utile anche per un tripudio di tonalità che caratterizzano la nostra isola: unico scatto a colori che ha ottenuto un riconoscimento, "Beata Gioventù" di Domenico Piccione, con il premio speciale "Discover Messina Sicily". Seconda classificata invece "A fimmina" di TeresaLetizia Bontà, fotografa che ha vinto anche il premio speciale dell’ambulatorio odontoiatrico Dott. Santo Trovato, main sponsor dell'iniziativa, per lo scatto “Scandalo fu”. Nel primo sono due i soggetti, probabilmente una figlia e un papà anziano, nella cucina di una baracca-grotta dove, tra cassetti sconquassati di un vecchio armadio e varie suppellettili, la più giovane "fimmina", dallo sguardo e bellezza mediterranea, si gira richiamata dalla faccende domestiche mentre sistema un piatto: è il ritratto di una Sicilia povera, che ricorda quando i siciliani scappavano dall'isola tra '800 e '900 per le condizioni di miseria, di una Sicilia legata alla famiglia come alla cucina come alle origini, di una Sicilia che vorremmo non esistesse più e al contrario, in molti paesi e borghi queste fotografie sono realtà odierne.

Terzo posto per “Candore siculo” di Pietro Varacalli: una ragazzina candida, dolce, labbra carnose, lunghi capelli, tunica chiara, sguardo preoccupato o incuriosito chissà da cosa, emerge da un primo piano chiaro-scuro che lascia alle spalle alcuni uomini molto eleganti e di diverse età: un tripudio di contrasto tra bianco e nero, tra donna e uomini, tra giovinezza e persone di altre età, che distratte, non guardano la ragazza, fino al quarto uomo sulla destra addirittura voltato dal lato opposto, quasi un messaggio sociale per dire che spesso la bellezza "sicula", ricca di semplicità, ce l'abbiamo accanto, però non sappiamo apprezzarla.

Il premio Social TempoStretto è stato assegnato a Martina Lisitano con “All’ombra del sole” mentre a “Essenza sicula” di Davide Schillaci il Premio Foto Verticale. Infine il Premio Morgana va a Matteo Smillo con “Momenti del Passato”.

La commissione, composta dai fotografi Mimmo Irrera, Francesco Mento, Alessandro Mancuso, Nanda Vizzini, dal dott. Santo Trovato e dai rappresentanti dell’associazione Morgana Francesca Musarra e Simone Totaro, si è basata su specifici parametri quali attinenza al tema, tecnica fotografica e taglio giornalistico.

La premiazione si svolgerà mercoledì 8 maggio alle ore 18.30 (ingresso libero) nell’Aula Cannizzaro dell’Università di Messina, si aprirà coi saluti del rettore Salvatore Cuzzocrea esarà presentata dal giornalista Massimiliano Cavaleri; tra gli ospiti il vincitore del Premio Vizzini 2018, Carmelo Isgrò e i fondatori della Scuola di fotografia Messina, Anna Venuto e Pietro Cardile.L’evento, coordinato da Mirko e Gaia Vizzini, quest’anno ricorre nel 10° anniversario della scomparsa di Vizzini, e si terrà nell’ambito della “Piazza dell’arte”, promossa dall’associazione Morgana. Al Rettorato inoltre sarà allestita la mostra "Messina com'era" con foto inedite di Vizzini.

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I migranti di ieri e di oggi, i migranti siciliani verso le Americhe e quelli che muoiono in mare e leggiamo sui giornali; osservati dal punto di vista degli animali come fossero uccelli migratori, o dagli occhi di una bambola in braccio ad una bambina su un barcone, o ancora i migranti di un'intervista ad un leghista a metà tra irona e satira o dell'Eneide di Virgilio; una lettera alla mamma o al nonno che non ci sono più; i migranti "intrusi" o vittime di violenze e soprusi in un mare che dovrebbe dare la vita e invece "regala... a gran prezzo" la morte. Sono i migranti pensati, raccontati, vissuti in prima persona dai liceali di Maurolico e La Farina che si sono immedesimati in storie drammatiche quanto vere, con l'obiettivo di vincere la prova letteraria della XVI edizione delle borse di studio Silvana Romeo Cavaleri, istituite dalla famiglia per ricordare una mamma e moglie, dedita al volontariato come dama della Croce Rossa, cui è intitolato l'affaccio sotto il santuario di Cristo Re. Un argomento attuale e complesso sul quale si sono confrontati ginnasio e liceo pronti a elaborare temi, diari, lettere, racconti, saggi brevi, articoli di giornale, poesie, persino "processi": la creatività ha incontrato conoscenze filosofiche e storiche e la commissione giudicatrice, presieduta dai dirigenti scolastici Giovanna De Francesco e Giuseppa Prestipino e composta dalle docenti Tiziana Cacciola, Patrizia Danzè, Antonella Dragotto, Cettina Inferrera, Angela Intersimone, Antonella Vadalà, dai giornalisti Rosalba Garofalo e chi scrive (coordinatore del concorso) ha valutato a lungo i 120 lavori, che sono stati elaborati in tre ore di tempo con tracce segrete fino all'ultimo, alcuni particolarmente lunghi e articolati.

La giuria ha assegnato 10 premi e altrettante note di merito; ai vincitori saranno assegnate varie borse che consistono in buoni acquisto di Explorer Informatica e Albertour Viaggi e Turismo. Ecco la classifica: per il ginnasio, prima Maria Grazia Marchione (premio Istituto polispecialistico COT, II A Maurolico), Irene Pia Monaco (premio speciale AMMI ass. mogli medici italiani Messina, IV A La Farina), Giulia Olivieri (II A Maurolico), Claudio Messina (II C Maurolico), Emanuele Speziale (V B La Farina) e Fausta Perciabosco (Premio speciale articolo di giornale, IV B La Farina). Per il liceo: Francesca Fava (premio COT, III C La Farina), Alessandro Gallo (premio corso per facoltà scientifiche, IV C Maurolico) e Anna Valenti (premio Albertour, III B Maurolico). Il premio speciale per il giornalismo è stato assegnato a Benedetta Catanoso (III B La Farina) che potrà svolgere il praticantato per diventare giornalista pubblicista presso la redazione dell'Eco del Sud. Menzioni speciali per ginnasio a Carola Colajanni, Giorgia Masaracchia, Laura Occhino, Anna L. Ruggeri; per liceo a Laura Muscolino, Elena Mazza, Federica Staiti, Iride Diamante, Elisa Dragotto, Maria Elena Ceccio.

Partner delle Borse, l’Istituto Ibis liceo scientifico Empedocle, diretto da Giuseppe Pedullà, che ogni anno mette a disposizione due corsi di preparazione per le facoltà scientifiche a numero chiuso, uno per il concorso letterario, l'altro per chi risulta primo al test scientifico: assegnatario Antonio Papatolo dell'Empedocle. La premiazione si terrà in occasione della Festa del Medico promossa dall'Ordine dei medici e odontoiatri di Messina, presieduto da Giacomo Caudo, venerdì 10 maggio al Teatro Vittorio Emanuele alle ore 16.30 (ingresso libero). Lo spettacolo prevede premiazioni di eccellenze mediche e odontoiatriche messinesi, gli interventi del comico Sasà Salvaggio e la musica del Nat MinutoliTrio.

 

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