sicilia mater giugno
 

30 Giugno 2020 ore 18,30 Cristina Marra, giornalista, presenta il progetto “Sicilia Niura” in diretta sulla pagina Facebook di Sicilia Mater

La narrativa poliziesca siciliana ha radici profonde e si fa risalire la nascita del filone agli anni Trenta con Ezio D’Errico e il suo commissario Emilio Richard, ma se si fa un passo indietro già Luigi Capuana con “Il marchese di Roccaverdina” (1900) ha gettato le basi per il noir siciliano. Da allora la Sicilia ha avuto grandi voci narrative che hanno intinto l’inchiostro nella Storia e nelle tradizioni dell’isola raccontandone anche mentalità e luoghi del crimine, e facendo emergere la sicilianità più vera.

Sicilia Mater nel suo percorso di promozione, rivalutazione e presentazione dei diversi volti e dei molteplici talenti che la terra di Sicilia offre, per l’incontro del 30 giugno alle ore 18,30 ha scelto di parlare di Giallo e Noir con il collettivo Sicilia Niura e la giornalista esperta di noir Cristina Marra.
Chi l’ha detto che per scrivere bisogna ritirarsi in un eremo, escludere tutto e tutti per partorire il proprio romanzo e farsi spazio fra i lettori in un’impresa solitaria, con il rischio di schiacciarsi l’un l’altro? Chi l’ha detto che cane debba mangiare cane, sempre? Che poi perché mangiarli, i cani? Ci sono quattro cani sciolti della letteratura italiana, ad esempio, che non vogliono sbranarsi tra loro, anzi. Hanno fame d’altro.

Così a Catania nasce il collettivo SiciliaNiura, dall’idea di Rosario Russo, Sebastiano Ambra, Gaudenzio Schillaci e Alberto Minnella, quattro penne, tutte siciliane, legate da una sincera e autentica amicizia e dall’amore viscerale e condiviso per la letteratura noir e per la propria terra.
Cos’è dunque SiciliaNiura? È dissacrare l’immagine lisa di una letteratura che pensa solo per sé, raccontare la Sicilia usando una nuova chiave di lettura, quella del noir siculo; unire le idee e le forze di tutti gli autori siciliani che hanno la voglia e la passione di fare gruppo insieme ai quattro fondatori, e portare avanti il progetto.
SiciliaNiura è un’unica penna, un solo inchiostro, una sola voce, un unico narratore che pensa con più teste. È niura, come la pietra catanese; niura come una parte della storia della nostra terra.

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Barbara Bellomo torna in libreria con “Il libro dei sette sigilli” (Salani) il suo primo thriller dopo i tre romanzi della serialità di Isabella De Clio e lo presenta in diretta facebook con la giornalista Cristina Marra e lo scrittore Marcello Simoni in collegamento dalla libreria Amaddeo di Reggio Calabria il 25 giugno alle ore 18,30.

Il Libro: Gerusalemme. Nell’anno del Signore la profetessa Anna consegna al mondo un libro destinato a cambiarne le sorti. Molti secoli dopo la storia di questo testo leggendario incrocia il cammino di Margherita Mori, scrittrice di successo a¬ffetta da ipermnesia, un disturbo della memoria che la porta a ricordare ogni singolo dettaglio della sua esistenza, anche il più doloroso. Margherita ha da poco pubblicato un romanzo d’avventura, in cui racconta la storia di un libro apocalittico, protetto da sette sigilli e in grado, all’apertura di ogni sigillo, di flagellare la popolazione con terribili catastrofi.

Ma se l’opera è solo il frutto della sua fantasia, perché padre Costarelli sembra essere così interessato, tanto da convocarla con urgenza presso il seminario? Quando, solo due giorni dopo il loro incontro, il religioso muore in circostanze sospette, il tenente dei Ros Erika Cipriani viene incaricata delle indagini. Molte sono le domande che cercano risposta: il Libro dei sette sigilli esiste davvero? Dove può essere stato nascosto? E che ruolo hanno i gesuiti nella ricerca? Tra inseguimenti rocamboleschi, archivi che nascondono insospettabili segreti e chiese dense di mistero, Margherita viene trascinata in una vicenda più grande di lei, mettendo a rischio la sua stessa vita.

L’autrice: laureata in Lettere, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia antica e ha lavorato per diversi anni presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. Attualmente insegna in una scuola superiore. Per Salani ha firmato la serie di Isabella De Clio, l’archeologa protagonista di La ladra di ricordi, Il terzo relitto, Il peso dell’oro. Questo è il suo primo thriller.

 

---Milazzo. Ecco gli appuntamenti del mese di giugno: 

Mercoledì 24 giugno 2020

Vincenzo Consolo nel suo “Il sorriso dell’ignoto marinaio” cosi scrive:
“Ventiquattro di Giugno, San Giovanni. Era per gli Alcaresi la festa del “Muzzuni” e festeggiar soleano nei quartieri quelle piccole brocche e i germogli con canti e danze fino a notte alta. Si scoglievano allor le inimicizie, si intrecciavano gli amori ed i comparaggi”. E A. Buttitta parlando della festa più antica d’Italia, dichiara: “
Questa del Muzzuni non è altro che il fossile vivente di un’antica civiltà scomparsa definitivamente da tutto il bacino del Mediterraneo ed è una fortuna che Alcara conservi, nello scrigno della sua storia, questi riti pagani, perchè sono il documento vivente della nostra radice umana e culturale”.
La festa del “Muzzuni” di Alcara è segno dell’identità di un popolo, identità che affonda le proprie radici nei culti pagani dell’antica civiltà greca: essa è, infatti, un rito propiziatorio offerto alle divinità della natura, Demetra, Kore, Dioniso, Adone per augurare la fertilità della terra e l’abbondanza dei suoi frutti.
Attorno al Muzzuni si canta, si balla, si inneggia all’amore e alla vita, si intonano chianote e ruggere ed inni a Demetra:
 
Sacra dea di la terra, Dimetra,
matri di frummentu e siminati
lu suli così puru la petra,
d’oru vesti li spighi infasciati.
Binidici lu suduri chi s’impetra,
sacri su li fauci e l’arati.
Lu 24 Giugno ‘ntra l’Arcara
Lu Muzzuni è pi tia Dimetra cara.
 
Per celebrare questa giornata, in cui lo stesso progetto “Sicilia Mater” ri-trova alcune delle sue matrici fondanti, ha scelto due straordinarie musiciste: 
Eleonora Bordonaro e Ginevra Eireann.
Attraverso percorsi musicali diversi un omaggio alla dea Madre, una ri-lettura del mito passando dalle sonorità antiche alla musica popolare.
 
Eleonora Bordonaro:
“Una voce che, giocando un po’ con le assonanze tra le parole, potremmo definire luminosa e numinosa: gonfia di luce, dunque (ma di quella luce abbagliante da Sud che nasconde anche lacerti di oscurità, come quella che si incista negli spazi tra le pietre dei muri a secco), e numinosa, perché “abitata da un numen”, un principio del sacro e dello spirituale inebriato di forza, entusiasta, e dunque “con un dio dentro”, sempre rispettando l’etimologia. Eleonora Bordonaro è una di quelle creature musicali che riescono a danzare sull’orlo del precipizio senza mai smarrire il passo e la leggerezza: è una cantante folk sanguigna e terrigna che può concedersi il lusso di una battuta in levare che più reggae non si potrebbe, di procedere nel creare le proprie canzoni come se fosse una cantastorie di duecento anni fa e una sciamana del futuro…” (Guido Festinese su “giornaledellamusica.it)
 
Ginevra Éireann
Dopo gli studi di tripla arpa barocca, per viaggiare dalla musica del rinascimento fino al periodo barocco, nutre un rapporto continuo con l’arpa celtica, strumento nato ai primi del ‘900 “con un suono fresco e brillante“ fino alla scoperta recente del clavicembalo.
Alle sonorità dell’arpa  Ginevra Eireann spesso coniuga anche una voce particolare, che diventa canto sospeso per accompagnare antiche sonate e sorprendenti rielaborazioni moderne. “Le persone mi dicono che quando mi ascoltano suonare e cantare viaggiano per tanti mondi e universi, quello che vorrei fare io con la mia musica sarebbe avvicinare ognuno al suo personale universo, promuovendo un viaggio dentro se stessi”.
 
Sabato 27 giugno 2020

Giusy La Spada e Salvo Presti, curatori di Sicilia Mater incontrano Carmelo Sardo. "il mio mondo è tutto qui. Qui dove sono cresciuti gli ultimi ventidue anni della mia vita buttata via".  Malerba (Mondadori) , la storia di Giuseppe Grassonelli scritta a quattro mani dallo stesso Grassonelli e Carmelo Sardo, giornalista e caporedattore cronache Tg5.  Nascere in una guerra di mafia, veder morire chi ami, dover decidere da che parte stare, decidere di essere uno dei capi della Stidda per una vendetta personale. Essere condannato ad un "fine pena mai", e in carcere la resipiscenza.
 
Martedì 30 Giugno 2020 ore 18,30

Cristina Marra, giornalista, presenta il progetto “Sicilia Niura”.
Chi l’ha detto che per scrivere bisogna ritirarsi in un eremo, escludere tutto e tutti per partorire il proprio romanzo e farsi spazio fra i lettori in un’impresa solitaria, con il rischio di schiacciarsi l’un l’altro? Chi l’ha detto che cane debba mangiare cane, sempre? Che poi perché mangiarli, i cani? Ci sono quattro cani sciolti della letteratura italiana, ad esempio, che non vogliono sbranarsi tra loro, anzi. Hanno fame d’altro.
Così a Catania nasce il collettivo SiciliaNiura, dall’idea di Rosario Russo, Sebastiano Ambra, Gaudenzio Schillaci e Alberto Minnella, quattro penne, tutte siciliane, legate da una sincera e autentica amicizia e dall’amore viscerale e condiviso per la letteratura noir e per la propria terra.
Cos’è dunque SiciliaNiura? È dissacrare l’immagine lisa di una letteratura che pensa solo per sé, raccontare la Sicilia usando una nuova chiave di lettura, quella del noir siculo; unire le idee e le forze di tutti gli autori siciliani che hanno la voglia e la passione di fare gruppo insieme ai quattro fondatori, e portare avanti il progetto.

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