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Lipari - Nella sagrestia della chiesa delle Anime del Purgatorio a Marina Corta è stato presentato il 18' volume del poeta-scrittore Italo Toni.

Il Santo Natale tra fantasie e misteri" è il titolo. Relatori sono stati la giovane studentessa Maria Grazia Natoli, il cultore eoliano Antonio Brundu, l'avvocato Onofrio Natoli e l'architetto Bartolo Favaloro della Pro Loco Eolie. Le interviste. 

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LA NOTA

PRESENTATO A LIPARI LIBRO DI ITALO TONI SUL SANTO NATALE
A Marina Corta di Lipari, nella saletta dell'antica chiesetta dedicata a Maria Santissima della Neve ed alle Anime del Purgatorio, si è svolto, recentemente, l'incontro culturale con lo scrittore e poeta eoliano Italo Toni sulla presentazione del suo 18° libro "Lipari, il Santo Natale tra Fantasia e Misteri" L'evento è stato organizzato dalla Pro Loco Isole Eolie, dal Circolo Artistico Culturale Eoliano, dalla Associazione Santi Cosma e Damiano di Lipari e dalla Biblioteca Comunale di Malfa.
" Questo piccolo romanzo fiabesco- ha affermato Italo Toni- è dedicato a tutti i bambini del mondo ma, soprattutto, ai ragazzi del Continente Africano. Una sera di fine novembre – ha continuato l'autore- osservavo l'universo e ho fatto delle riflessioni sulle grandi cose create da Dio: la natura, gli esseri viventi, i minerali e le tantissime altre cose che servono a tutti gli abitanti della terra per la loro sopravvivenza. Poi ho chiuso gli occhi e ho cercato di immaginare la perfezione del Creato". Con queste parole Italo Toni ha iniziato a descrivere il suo racconto sul Santo Natale a Lipari. Nell'incontro sono intervenuti (oltre all' autore) Bartolomeo Favaloro e Antonio Casilli della Pro Loco delle Isole Eolie, l'avv. Onofrio Natoli, la studentessa Maria Grazia Natoli ed Antonio Brundu, cultore eoliano, giornalista e responsabile della Biblioteca Comunale di Malfa. "Con questo romanzo fiabesco – ha affermato Antonio Brundu nella sua presentazione- Italo Toni riprende e rimarca il suo messaggio di Pace (già espresso in alcune pubblicazioni precedenti) ai popoli del mondo. E sceglie proprio la festività natalizia per rilanciare questo concetto (basato sull'Amore), così vitale ed essenziale, che garantisce l'esistenza e la sopravvivenza del nostro Pianeta Terra. E, guarda caso, l'Angelo che appare in sogno all'autore, lo trasporta proprio sul Pianeta dell'Amore. In questo viaggio- ha continuato Brundu - l'autore ci fa vedere, attraverso una visione, ciò che appare davanti ai suoi occhi: il Firmanento, la Volta Celeste, l'Infinito, l'Universo, le cose create da Dio, la natura e le sue potenzialità, gli esseri viventi e tutto quanto occorre per la loro sopravvivenza e, quindi, la perfezione del Creato stesso. E non a caso il Natale (che risale a piu' di venti secoli fa e si ripete, ogni anno, in tutto il mondo) è la rievocazione, appunto, della Natività di Gesù Bambino, l'Emmanuele (Dio è con noi). Un grande e straordinario evento, che viene vissuto con sentimento, commozione ed interiorità.Il Santo Natale, una nascita tanto attesa- ha concluso Antonio Brundu- che ha dato inizio al principio cristiano della fratellanza universale la quale, a volte, sembra spezzarsi, ma che invece, si rafforza e si manifesta di più, proprio a Natale, il periodo dell'anno che accomuna, maggiormente, la gente in una dolce, reciproca predisposizione, che diventa corale e che unisce i popoli del mondo."Italo Toni- ha affermato la studentessa Maria Grazia Natoli- ci ha stupito ancora, battendo il suo record personale con la pubblicazione di due libri in meno di sei mesi. La sua è una vera e propria vena creativa, che mi ha sempre affascinato per la sua perspicacia. E' l'arte di sognare.A Natale tutti ritorniamo un po' bambini, e immaginiamo un mondo migliore, una festività che sia tale per tutti, ma ci arrendiamo di fronte alle guerre e alla fame che ogni giorno devastano l'umanità. Questa nostra impotenza sfocia talvolta in una vera e propria apatia che ci fa guardare al mondo con uno sguardo rassegnato. Italo è invece un eterno sognatore che ancora una volta ci permette di viaggiare con la sua fantasia in un mondo ideale e di combattere l'indifferenza, il punto di forza dell'ignavia.Volgendo i suoi occhi al cielo come un vero sognatore verrà colto da un evento soprannaturale che inizialmente lo spaventerà ma, dopo aver riposto tutto il suo coraggio nella fede, lo inciterà a scoprire un pianeta del tutto sconosciuto, quello del Santo Natale. Italo parla di "un qualcosa di forte e misterioso che lo trasportava in alto verso il cielo infinito": era l'Arcangelo Michele. Questi lo aveva prescelto per mostrargli il confronto tra le ingiustizie della vita terrena e le gioie di quella ultraterrena. "La vita non è che un sogno di questa eternità" dirà l'arcangelo Michele, poiché l'uomo è disposto a nuocere al prossimo pur di ambire al raggiungimento di una felicità terrena del tutto illusoria rispetto alle gioie del paradiso. "Dio ci giudicherà in base al sogno che avremo fatto sulla madre terra, perché le ingiustizie si ritorceranno sempre contro chi le ha causate".L'arch. Bartolomeo Favaloro ha precisato che la ProLoco Isole Eolie e, quindi, il Comune di Lipari, per tramite dello scrittore Italo Toni ha ricevuto lo scorso 14 dicembre, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, un importante riconoscimento con MENZIONE SPECIALE, nell'ambito della manifestazione nazionale organizzata dall'UNPLI per il Premio "SALVA LA TUA LINGUA LOCALE". L'iniziativa è stata patrocinata dal Senato della Repubblica Italiana, dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Roma. Parole di apprezzamento sono state espresse da Antonio Casilli ad Italo Toni per la pubblicazione del Dizionario Italiano- Eoliano, che è stato inserito nell'elenco del Patrimonio Immateriale dell'Unesco e per il quale è stato consegnato il premio a Roma da Massimo Giletti.

Le foto del libro sono state realizzate da Alessandro Faralla. Si ringraziano, tra l'altro, P. Giuseppe Mirabito per avere messo a disposizione la sacrestia della Chiesa a Marina Corta e Bartolo Ziino dell'Associazione Santi Cosma e Damiano di Lipari.

Nella foto: Lipari- Sacrestia Chiesa Maria Santissima della Neve e Anime del Purgatorio. Da sin.: Bartolomeo Favaloro, Maria Grazia Natoli, Italo Toni, Onofrio Natoli ed Antonio Brundu di Malfa.

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di Italo Toni

Caro Direttore, siamo alle solite per il problema dei rifiuti a Quattropani, in località Tivoli, vicino al mio residence turistico sono smepre costretto a cercare un "Santo in paradiso" che non trovo: da quattro giorni difatti non ritirano la spazzatura vicino il mio "Agriturismo". E' normale in piena estate? Con questo caldo? Con i turisti che girano? E ad agoto cosa accadrà? Non ci voglio pensare... Spero che anche questa volta - tramite il Suo giornale - il mio appello possa essere raccolto. Grazie.

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SATIRA&PIZZINI

Due libraioli quattropanari dicono che Italo Toni per il suo nuovo libro parte dal titolo:“Cerco un Santo in paradiso- Storia di rifiuti, d’acqua e pulizia”...

 

Cerco un Santo in Paradiso, la spazzatura non viene ritirata tutti i giorni. Ogni settimana devo scrivere un messaggio a chi di competenza per un ritiro settimanale, sabato l'acqua non è stata erogata, ho chiesto ad un membro del consiglio comunale per la pulizia di via Quartara che non si pulisce da anni, tutt'oggi non è stata pulita, qui se tutto va bene si lavora 20 giorni, e neanche ce lo permettono creandoci disagi, però le tasse si devono pagare, ecco perchè mi serve un Santo in paradiso.

L'INTERVENTO.

di Salvatore Agrip

A Lami nello spiazzale sotto la chiesa da almeno 15/20 giorni hanno depositato una carcassa di auto e sta li in bella vista. Non sono abituato a fare foto e pubblicarle ma se dovessi mettere a conoscenza tutti quelli che leggono le notizie, di ciò che vedo con i miei occhi, ci sarebbe da far intervenire tutte le istituzioni di garanzia civile, perchè Lipari e il suo territorio abbandonato è divenuto un caso politico non più sostenibile.

 

Catia Toni

L'ultimo libro di Italo Toni dal titolo "Le Isole Eolie paradiso di antichi detti.Ecumu nesci si cunta"verrà presentato prossimamente.Dopo la pubblicazione del dizionario riguardante il dialetto eoliano recuperato, Italo Toni,come sottolinea l'amico Antonio Brundu, "non poteva farci mancare quest'altra importante e basilare raccolta dei detti e dei proverbi eoliani, a completamento di un lavoro meritorio che ci assicura, per il presente e per il futuro, un patrimonio culturale della letteratura popolare eoliana, dove sono racchiusi consuetudini, usi, costumi ed abitudini delle tradizioni tipiche locali isolane." L'autore esprime grande entusiasmo e grande interesse per quest'ultima pubblicazione che gli ricorda più che mai le sue radici, riportando nella premessa iniziale del libro, parole importanti. Da questi detti e proverbi eolianisi può comprendere la saggezza dei nostri avi, ovviamente dietro ogni detto una verità è palesata poiché vissuta in maniera concreta. I proverbi insegnavano, erano avvertimenti, erano saggezza, crescita e parole di conforto sempre adatte ad ogni circostanza.

Italo Toni dice: "il mio obiettivo è quello di non lasciare nel dimenticatoio la cultura del nostro dialetto eoliano , la potenza di un'importante cultura che ci ha cresciuti, anzi farò di tutto per riportarlo alla luce, fargli acquisire il giusto valore e magari riportarlo nelle scuole come base e caposaldo di lavori futuri di ricerca della lingua e delle nostre origini".

A completamento delle premesse iniziali, anche il dott. Renato Candia, esprime apprezzamento per l'opera di Italo usando parole molto incoraggianti: "i detti popolari di una cultura sono il teatro delle sue aspirazioni, sono l'aspetto melodrammatico della sua Storia, dove dietro le cose, le persone e i gesti si nascondono i pensieri. Questo lavoro ne rappresenta i meccanismi, e la sua lettura potrà senz'altro aiutare a comprenderne meglio lo spirito. E a strappare qualche sorriso in più di cui questi nostri tempi non facili hanno forse particolarmente bisogno." Insomma, l'importanza della cultura di un popolo, della sua storia, tramite detti o proverbi o il dialetto stesso che costituisce la prima lingua per interagire e socializzare, è eclatante e basilare persino e soprattutto per costruire se stessi.

Marcus Garvery diceva che "un popolo senza la conoscenza della propria storia,origine e cultura, è come un albero senza radici" e io aggiungerei che le radici rappresentano consapevolezza di sé, sono come le fondamenta per una casa, e appunto come le radici per un albero,di vitale importanza. Le radici non si possono spezzare, né ignorare, non si possono non (ri)conoscere e non amare, ci accompagnano ovunque e dovunque, per tutto il resto della nostra vita, sono parte di noi e della nostra storia e per diventare adulti bisogna fare i conti sempre e comunque con la propria storia.

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