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di Paolo Arena

NO alla capitozzatura, SI ad un Regolamento per il Verde nel Comune di Lipari

Come ogni anno nel Comune di Lipari sono ricominciati i tagli indiscriminati agli alberi che arredano le nostre strade, nonostante da tempo molti cittadini segnalino la scorrettezza del metodo di potatura utilizzato.
La pratica messa in atto viene detta “capitozzatura”: essa consiste nel taglio consistente e generalizzato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami, fino a privare l’albero di tutta o gran parte della della propria chioma.

Tale pratica, purtroppo molto diffusa (non solo a Lipari), è ritenuta da tutti gli esperti scorretta, inutile e dannosa.
Secondo la Società Italiana di Arboricoltura (SIA) infatti “la capitozzatura è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi”.

Ma perché la capitozzatura è una pratica scorretta?
Ce lo spiega sempre la SIA in un opuscolo presente sul proprio sito*, che qui di seguito sintetizziamo.

La capitozzatura è pericolosa.
Il motivo più comune per cui si pratica la capitozzatura è la riduzione delle dimensioni di un albero, nel timore che alberi troppo alti possano costituire un pericolo. In realtà è proprio la capitozzatura a rendere l’albero più pericoloso nel lungo termine: i tagli consentono un facile accesso ai funghi e malattie, provocando cavità e rendendo meno robusta la struttura. L’asportazione di così tante foglie produce una grande quantità di radici morenti che minano l’ancoraggio dell’albero. I rami generati a seguito di un taglio, inoltre, hanno un’inserzione debole e possono facilmente spezzarsi.

La capitozzatura è dannosa per l’albero.
Tagli così radicali attivano un meccanismo di sopravvivenza che consiste nella produzione di rami di lunghezza maggiore ma più esili. Questa reazione di emergenza – che a prima vista potrebbe apparire come un segno di salute - richiede un grande impiego di energia che l’albero preleva dalle sue riserve. Se l’albero non possiede una riserva di energia sufficiente, il rischio che muoia è molto alto. Un albero capitozzato è più vulnerabile agli insetti e alle malattie ed ha un’aspettativa di vita molto inferiore rispetto ad un albero potato correttamente.

La capitozzatura attira insetti fastidiosi.
Alcune persone, per giustificare tale pratica scorretta, lamentano la presenza di insetti fastidiosi sugli alberi. Eppure la causa di ciò può essere proprio la capitozzatura: alcuni insetti, infatti, sono attratti proprio dalle sostanze chimiche rilasciate dalle “ferite” della pianta.

La capitozzatura rende gli alberi brutti.
L’effetto più evidente è banale della capitozzatura è quello di rendere gli alberi brutti, il che è paradossale per delle piante ornamentali. Senza foglie anche per 6 mesi l’anno, un albero capitozzato appare sfigurato e mutilato, mentre nel periodo vegetativo è una palla di fogliame, densa e senza grazia.

La capitozzatura è costosa.
Una pratica inutile e dannosa quindi. Ma anche costosa.
Se l’albero sopravvive, richiederà entro pochissimi anni di essere nuovamente potato. Se l’albero muore – e ciò avverrà comunque prima di un albero correttamente potato - dovrà essere rimosso ed eventualmente sostituito. Un albero sano e ben tenuto può incrementare fino al 20 per cento il valore della proprietà. Sfigurato e mutilato l’albero è considerato solo come una spesa.

Da tutte queste considerazioni, basate su almeno 30 anni di letteratura sul tema, appare evidente che la capitozzatura sia una pratica da rifiutare e abbandonare.
Possiamo anche ammettere che queste informazioni non fossero ancora note, e che per banale abitudine si sia continuato per anni ad attuare questa assurda pratica di potatura.
Ma, adesso che tutti sappiamo, è ora di dire basta.

Ai nostri amministratori e rappresentati locali pertanto chiediamo:

- L’introduzione del divieto di capitozzatura nel territorio comunale e di sanzioni per i trasgressori.

- L’assunzione di maestranze qualificate nel campo della potatura e della gestione del verde e la formazione di quelle esistenti.

- La stesura di un Regolamento per il Verde pubblico e privato che dia delle linee guida per una gestione armoniosa e lungimirante del patrimonio verde comunale, contribuendo al miglioramento del decoro del nostro territorio.

Confidando nel buon senso delle nostre richieste e in attesa di una discussione nelle sedi opportune, ci auguriamo che vengano già da ora fermati gli interventi di capitozzautra che non siano giustificati da straordinarie ragioni di sicurezza e pubblica incolumità.

Sottoscrivono** le associazioni (in ordine alfabetico):

Associazione Nazionale Scuole Italiane – Lipari
Biodistretto Eolie
Centro Educazione Ambientale Eolie
Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani
Confesercenti (Lipari?)
DottEolie
ENPA - sezione isole Eolie
Federalberghi isole Eolie
Idee
Legambiente Lipari
Magazzino di Mutuo Soccorso – Eolie
Marevivo
Nesos – trekking e natura
Scuola in Mezzo al Mare,
Slow Food – condotta isole slow siciliane
Unieolie Lipari
Valentino Uno di Noi

Per rimanere aggiornati sul tema, segnalare alberi sfigurati e potature selvagge e fare proposte, iscrivetevi al gruppo facebook STOP CAPITOZZATURA a Lipari https://www.facebook.com/groups/2711727492200234/ 

*Per consultare l’opuscolo della Società Italiana di Arboricoltura sul tema della capitozzatura: http://www.isaitalia.org/gli-indispensabili/176-documenti/indispensabili/237-perche-la-capitozzatura-e-dannosa.html

**Per ulteriori sottoscrizioni scrivere, un’email a mms.eolie@gmail.com o contattare Paolo Arena al numero 3335264486

Come "Magazzino di Mutuo Soccorso - Eolie" abbiamo sentito il bisgono di scendere in strada per difendere l'esperienza virtuosa di Riace contro chi vorrebbe cancellarla.

Per chi non può recarsi direttamente a Riace per la manifestazione di questo sabato, un appuntamento a Lipari per esprimere solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano e per informare la cittadinanza sulla natura dell'arresto e sul "modello Riace"

Appuntamento Sabato 6 Ottobre alla "Palma" sul Corso Vittorio Emanuele, ore 19:00

---#RiaceNonSiArresta

Solo pochi giorni fa abbiamo riempito la piazza di Marina Corta e l'abbiamo fatta diventare per qualche ora multietnica e colorata, senza differenze di pelle o credo religiosi, di ritmi o sapori. O meglio, una piazza ricca di differenze, ma orgogliosamente tenute insieme. La Festa dei Popoli dello scorso 27 settembre ci è servita proprio a dimostrare la bellezza della diversità e dell'integrazione: una comunità di eoliani e tunisini, srilankesi e tedeschi, francesi e marocchini, colombiani e albanesi, muratori e scienziati, cuochi e medici, bianchi e neri, imam e imbianchini... Niente di futurista: è il naturale evolversi di una società nel terzo millennio, pensiamo noi.

Tra le prossime iniziative avevamo in mente proprio di invitare sull'isola Mimmo Lucano, sindaco di Riace, per farci raccontare la storia della comunità che rappresenta. Ma oggi lo hanno arrestato!

Chi è Mimmo Lucano? Mimmo è l'esempio che accogliere i migranti e permetterne una sana integrazione non solo è possibile e giusto; è l'emblema di come accogliere e integrare serva a ridare speranza futuro e dignità a chi speranza futuro e dignità se li deve cercare dall'altra parte del mare, sì, ma anche a far rinascere comunità, ridare vita a villaggi e borghi abbandonati.

Il modello Riace, che ha portato due anni fa la rivista <> a inserire Mimmo Lucano tra le trenta persone più potenti e influenti del mondo, ci insegna che accogliere significa riaprire scuole e potenziare un ospedale, riaprire la farmacia e il campetto di calcio, ristrutturare case e recuperare mestieri perduti. Tra i “crimini” commessi dal Sindaco di Riace ve ne sono due “gravissimi”: aver creato dei bonus, ovvero dei buoni da usare nelle attività commerciali per acquisti di prima necessità, e aver inventato un sistema di raccolta differenziata usando degli asini, per arrampicarsi su strade non accessibili ai mezzi urbani.

Sia chiaro: le accuse gravi, come malversazione, truffa ai danni dello Stato e concussione, sono cadute perché non erano stati riconosciuti illeciti e nessuno aveva intascato nemmeno un euro. Ma erano tornate utili al Ministro Salvini per insultare Lucano, per dirgli “sei zero” mentre se ne andava a spasso per il Sud a raccontare ai meridionali che i loro nemici sono gli stranieri, non di certo le mafie e la corruzione.

Restano a carico del Sindaco i reati di favoreggiamento dell'immigrazione e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Quest'ultimo, lo abbiamo detto, riguarda il servizio di raccolta differenziata con gli asini; il favoreggiamento dell'immigrazione, invece, consisterebbe nell'aver forzato, insieme alla compagna Tesfahun, destinataria stamattina di un divieto di dimora, le procedure di matrimoni tra stranieri e locali. Non è chiaro quanti siano questi “matrimoni di comodo”, ma è chiaro a cosa servissero: impedire il rimpatrio forzato, la segregazione, la schiavitù e i lager che solo a pochi chilometri da noi, aldilà del mare, sono una realtà perfettamente legale e sostenuta dai governi europei, e il nostro è tra i capofila. Se sono legali i lager libici, in cui quotidianamente si stupra, tortura e uccide chi ha tentato di salpare in cerca di una vita dignitosa, non può che essere illegale Mimmo Lucano. Arrestando lui, si tenta di arrestare un modello di umanità possibile e criminalizzare un modello di accoglienza, convivenza e integrazione.

Se è così, legalità e giustizia non coincidono; se è così, anche noi siamo illegali.

Il Magazzino di Mutuo Soccorso esprime piena solidarietà al Sindaco Lucano e alla sua compagna Tesfahun Lemlem e aderirà alle iniziative e manifestazioni organizzate in tutta Italia per difendere il Modello Riace.

Il prossimo 6 ottobre è prevista una manifestazione proprio a Riace, e anche dalla Sicilia partiranno dei pullman per raggiungere il comune calabrese: nelle prossime ore renderemo note le modalità di adesione e partecipazione.

*Presidente associazione "Magazzino di Mutuo Soccorso"

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