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di Alfio Ziino

Eroi?

Nelle scorse settimane abbiam sentito più di un medico, o infermiere, o operatore sanitario, rifiutare la qualifica di eroe affermando di aver solo adempiuto al proprio dovere in condizioni di certo al fuori dall' ordinario. Appunto, il loro dovere. Un Vigile del fuoco non è preposto soltanto allo spengimento di un fuocherello, essendo chiamato ad intervenire anche in catastrofici incendi che mettono sicuramente a rischio la di lui incolumità. Analogamente dicasi per un Carabiniere che, anche fuori servizio, si oppone alla commissione di un grave reato anche egli rischiando la vita. E così via.

Nessuno di costoro è eroe ritenendo invece tale, a mò di esempio, Salvo D'Acquisto che offrì la propria vita accusandosi (mentendo) di un attentato contro le truppe tedesche così salvando gli ostaggi i quali, per rappreseglia, sarebbero stati altriimenti fucilati. Molto al di là del proprio dovere, anzi al di fuori del concetto stesso di dovere.

Ed allora? quei medici, imfermieri, operatori sanitari, vigili del fuoco, addetti alla sicurezza in genere, se pure non sono eroi, in ogni caso son meritevoli di gratitudine posto che vi è modo e modo di adempire ai propri compiti. Solo l' impegno profuso è già, di per sè, tratto distintivo.

La ragione delle presenti note è presto detta. Chi non ha il senso del dovere, chi non è aduso all' impegno, al sacrificio, alla fatica, trova buon alibi alla propria insufficienza nel qualificare "eroi" coloro che, come detto, si impegnano, si sacrificano, si affaticano, onorando il proprio ruolo semplicemente adempiendo ai propri compiti.

25 aprile

Leggo la nota a firma di Daniele Sequenzia, nota anche essa a magnificazione della ricorrenza del 25 aprile.

Ho altre volte, in passato, espresso il mio pensiero sul punto e non dubito che, con l'andar del tempo, così come è accaduto per gli "infoibati", la verirtà vera, quella sostanziale, verrà fuori.

Iniziamo dai così detti valori della resistenza. Quali? ammesso che, a banda larga, si riferiscano a libertà, uguaglianza, solidarietà e quant' altro, già 250 anni prima ne aveva cantato la rivoluzione francese al contempo decapitando, esiliando, facendo strame di pololazioni della provincia francesce ed alla fine generando la dittatura napoleonica. Nulla, in termini di valore, di cui menare vanto. Quei valori li ha affermarti e praticati, pagandoli con il proprio sangue, a far capo da duemila anni a questa parte, il cristianesimo ed il cristiano. Nè la resistenza, nè altri o altro, hanno nulla da insegnare o semplicemente da dire.

La così detta resistenza non è poi stata un fatto nazionale, A babbo morto, a differenza di Francia, Belgio, Norvegia ed altri, essa si è manifestata ben dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia, più esattamente quando questi erano di fatto giunti in centro Italia. Siciliani, Sardi, Calabro-Lucani, Pugliesi, Campani, di "combattenti per la libertà" non ne han visto l'ombra essendo essi apparsi, in soccorso del vincitore, quando questi era ormai loro prossimo. Salvo i tanti militari che, come a Cefalonia o nei Balcani, si batterono con tutte le forze "per l'Italia e per l'Onore". E salvi gli episodi di eroismo quali il sacrificio di Salvo D'acquisto, Carabiniere, che di certo non pagò con la vita per quegli ipotetici valori ma per mero altruismo.

Una ricostruzione, non sospetta di partigianeria, su atti e misfatti del periodo la offre il libro "Il sangue dei vinti". Chi legge quanto scritto e documentato da un intellettuale di provata fede comunista (ma fino a quando?) avrà visione di omicidi compiuti a sangue freddo sino a ben dopo la fine delle ostilità (molti per mero interesse personale quale l'estinzione di debiti, impossessamento di terre, vendette e simili). O di stragi, quali quella di oltre cento raggazzi, al più, sedicenni, che lasciata la scuola della Marina Militare a Venezia per rientrare nelle proprie case, furono tutti trucidati nel così detto triangolo rosso; o della morte, con maggiore realismo.

Togliatti, Ministro della Giustizia, si precipitò a far proclamare una amnistia per i reati tutti commessi fin dopo la fine della guerra, motivando detta amnistia con la pacificazione nazionale. No. Aveva da preservare un nutrito stuolo di assassini autroproclamatisi partigiani (rossi, va da sè).

Torno all' inizio della presente nota. Non dubito che un giorno, la così detta resistenza, verrà ridotta alla sua verità: una feroce, feroce come tutte, guerra civile che ha interessato il nord e parte del centro Italia. Nulla, nel suo complesso, di glorioso

---Meno siamo e meglio stiamo. Qualcuno ricorderà la trasmissione TV di Renzo Arbore, in seconda serata, che così titolava. Ahimè, la realtà supera la satira. Vi è un pubblico dipendente, notoriamente pagato assai più di qualsiasi altro pubblico dipendente, che non contento di non poter essere trasferito ad altra sede, o destinato ad altre funzioni se non che con il suo consenso, gode della possibilità - che poi è una certezza - di veder incrementato il propio compenso mensile di € 3201,00 lordi. Di più. A detto aumento corrisponde il raddoppio della contribuzione a fini pensionistici.

Ma come fà il pubbico dipendente in parola per godere di tale prebenda? E' semplice: chiede di esser destinato ad una sede disagiata. Beh, il sacrficio c'è dirà qualcuno. Errore. Disagiata non è quella sede che si trovi in un pizzo di montagna, o quella che richieda ore ed ore per essere raggiunta, o in cui si corra il rischio di frequenti infortuni, morte inclusa, sul lavoro. No, no. Sede disagiata può ben essere Milano, o Roma, o Parma, o Napoli e così via. E' sufficiente che l' ufficio ove si chieda di esser destinato abbia un deficit di organico del 20%.

Chi sarà mai tal fortunato? il magistrato. E tenete a mente che per quanto mi consti quasi tutti, forse tutti, gli uffici giudiziari italiani lamentano la carenza di organico e che l'ausilio di "disagiati" - almeno dalle nostre parti - non risulta comportare alcun incremento di produttività.

E' per quanto detto sopra che l' intero ordine giudiziario è perennemente sotto organico ? A pensar male si fa peccato ma, a detta del Presidente Andreotti, spesso ci si azzecca.

Comunque, allo stato, meno siamo e meglio stiamo (stanno).

---Fare di più. È quel che il nostro Sindaco, il Sindaco di Lipari, fa'. Chiunque sia o sia stato un pubblico amministratore sa bene quanto detta funzione, quella di Sindaco appunto, possa essere onerosa e, in tempi quali quelli correnti, in fatto assorbente di ogni umana energia.

Tuttavia il nostro Sindaco trova il modo, quotidianamente, di informarci in dettaglio di quanto intorno a noi avviene. È questo, signor Sindaco, è quanto mai rassicurante.

Grazie

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di Silvana Clesceri

Solidale per chi purtroppo viene infettato dal COVID 19, sono vicina alla popolazione di Salina, perché ho  amici che vivono nell'isola. Sono anche molto legata come località turistica. Un abbraccio al Sindaco di Santa Marina Salina e agli isolani. Voi siete la meta nostra turistica come tutte le altre isole...

 

Incredulità

Accanto all' emozione, per l'uccisione dei due poliziotti nella Questura di Trieste vi è un altro sentire diffuso: l'incredulità.

Passi che ad un tutore della legge venga sottratta l'arma con conseguenze nefaste. Per quel che ricordo più di una guardia giurata è stata uccisa in tal maniera. Ma due agenti di P.S. e per di più uno accanto all' altro! con il secondo che, non intervenendo, ha trovato anche egli la morte. Ed un terzo agente, ferito, che essendo in servizio lo si suppone armato, cosa ha fatto? Sentivo oggi in TV che il Questore di Trieste menava vanto del pronto intervento dei propri uomini che, a suo dire, avrebbero evitato così altre gravi conseguenze. E' probabile. ma della asserita "prontezza" avrebbe potuto fare a meno.

La fondina degli agenti di P.S. è un invito alla sottrazione dell'arma, lo comprende anche chi con pistole e affini ha pochissima dimestichezza o non ne ha alcuna. I Carabinieri hanno ben altro modi di custodire la propria pistola, frutto di certo della loro antica esperienza. Ma, pe l'episodio in questione, accanto alla partecipazione emotiva, l'incredulità resta comunque.

Poveracci

È noto ai tanti c.d. giovani i quali oggi, sulla spinta di una insulsa ragazzina nord europea vanno dimostrando o marinando la scuola qua' e la', che la grande glaciazione, quella che qualche milione di anni addietro ricopri' di ghiaccio la meta' del pianeta terra, venne causata dai gas serra sprigionata da autoveicoli, impianti di riscaldamento, fumi industriali e simili. È anche noto agli stessi che la grande desertificazione, quella che trasformo' la lussureggiante pianura del Sahara in quel deserto che oggi conosciamo, ebbe la medesima causa.

Poveracci. Hanno la gran colpa di non saper ragionare con la propria testa, è vero, ma hanno la disgrazia di avere una banda di docenti incolti, pigri, privi di qualsivoglia approfondimento o aggiornamento culturale (culturale si fa' per dire).

Nessuno di questi pseudo docenti ha spiegato (ma come avrebbe potuto se è il primo ad ignorarlo) che vi è differenza tra mutamenti climatici ed inquinamento ambientale.

Vadano a documentarsi. I mutamenti climatici son dovuti ESCLUSIVAMENTE alla inclinazione dell' asse terrestre. Vedano, sul punto, ad esempio, il professor Zichichi al di là di una miriade di altri fisici, premio Nobel incluso. Ma lo immaginate un docente che, appreso in via casuale si intende, che vi furono grande glaciazione e grande desertificazione, abbia avuto la " curiosità " culturale di approfondire?

Altra cosa è l'altra inquinamento ambientale. Gas, fumi, sversamento di liquidi o materiali nocivi, arrecano danno alla natura e, conseguentemente, a noi stessi. Non esistiamo per servire la natura, ma per salvaguardarla, egoisticamente, per un nostro proprio interesse, il goderne.

Poveracci. Immersi nella ignoranza, strumentalizzati da gentaglia quale la classe dirigente odierna che li loda, li blandisce, al solo fine di distrarli procedendo cosi essi sulla strada della loro incapacità. Leggasi, ma solo a mo' di esempio che' l' elenco sarebbe chilometrico includendovi come atto dovuto tanti pubblici funzionari, leggasi appunto Di Maio e Zingaretti. Renzi? No, non sono renziano, ma un uomo intelligente intelligente lo è a prescindere.

----Il servizio taxi, nel Comune di Lipari, è disciplinato dl "REGOLAMENTO DELL'ATTIVITA' DI TRASPORTO PUBBLICO MEDIANTE TAXI E N.C.C. NELL'AREA METROPOLITANA DI MESSINA", area della quale fa parte, con una cinquantina di altri municipi, il Comune di Lipari. Detto regolamento è stato approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale di Messina del 17 gennaio 2008 numero 11.

Non credo che tale normativa sia conosciuta da buona parte delle forze dell' ordine operanti sul nostro territorio, donde gli scarsissimi controlli effettuati appunto sui taxi. Eppure, nella normativa in parola, son previsti tutte le possibili, specifiche, fattispecie afferenti i profili sia economico-finanziari che di ordine pubblico con l'indicazione delle varie he sanzioni (da comunicare al Prefetto, ove vien tenuto apposito registro) ; sanzioni assai pesanti in caso di semplice recidiva (da qui l'obbligo della comunicazione e della tenuta del registro).

Mi auguro che Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia Municipale si muniscano di copia del citato regolamento, scaricabile via internet.

Un camallo sbeffeggiato

Qualcuno ricorderà la nota di pochi giorni addietro titolata "un camallo", nota nella quale lamentavo, tra l'altro, l'arroganza ed il disprezzo di norme varie, fiscali incluse, da parte dei tassisti nostrani. E ricorderà forse anche il commento del signor Coscione secondo il quale, a prendere il fuoco con le mani, o ad azionare una tastiera, si attende sia sempre che sia qualcun altro a farlo.
Bene. Ieri pomeriggio, nello spazio antistante il terminal aliscafi, contestavo la sosta di un taxi, addobbato a mò di campo rom con stracci e cartoni vari a parabrezza e finestrini, nella zona riservata a carico e scarico (due soli stalli) a passeggeri in arrivo o in partenza. A riprova della arroganza, della ineducazione, dei signori di cui sopra, sono stato verbalmente aggredito con violenza, sottolineata da uno stretto contatto fisico (pochi centimetri), da un paio di codesti consaputi soggetti. Ho reagito in egual maniera, fermo restando il convincimento della altrui villania lì ove venivo accusato di scrivere "cazzate".
Ripeto. Qualche stringente controllo non guasterebbe.

 

Egregio Direttore,

nel nostro bel paese, bello un tempo, chi più strilla finisce per essere esaudito a discapito di chi, con pazienza, affronta quotidianamente le piccole o grandi difficoltà della vita. Ciò accade, soprattutto, quando di mezzo ci si trova una pubblica amministrazione per solito rapace o incapace.
Nello specifico mi riferisco all' isola pedonale ed alla collegata normativa introdotta nella città di Lipari. E così. La totalità delle farmacie, la quasi totalità di esercizi commerciali, di banche, l'ufficio postale, si trovano in zone interdette al pubblico. Con la conseguenza che
un anziano, neanche poi tanto anziano, uomo o donna che sia, non invalido ma di certo non particolarmente vigoroso, si vede preclusa qualsiasi possibilità di acquisto di beni del peso di poco più di un chilo, di ritirare o spedire un pacco o di effettuare consimili attività.
Ma anche a prescindere dalla anzianità, perchè mai si dovrebbe vivere da camallo? dico camallo, non cavallo, cioè da scaricatore di porto, trascinandosi appresso sulla braccia, una sedia o una confezione di vini, o una pagliarella di tre metri per due?.
I provvedimenti da "talebani" sono sempre iniqui. Nulla contro un'isola pedonale purchè la
stessa non mortifichi la generalità dei soggetti ad onore e gloria soltanto di coloro che tanto hanno strillato e non di certo, o non solo, per ragioni "ideali". In conclusione, lasciare libero transito per un paio di ore al giorno, libero non a traffico limitato, coniugherebbe le ragioni di tutti.
Una notazione ancora. Da qualche tempo, la Polizia Municipale sta svolgendo una efficace e meritoria azione di repressione delle violazioni al Codice della Strada che andrebbe però estesa (forse lo è di già, ma non ne ho contezza) allo spregiudicato uso del telefonino da parte di chi si trova alla guida di un auto o moto mezzo; oppure alla verifica dei passeggeri trasportati sui tanti SUV immatricolati come autocarri (da bravi furbetti, per pagar meno tasse) laddove su detti autocarri possono viaggiare soltanto, per espressa disposizione con relativa sanzione del Codice della Strada, dipendenti dell' impresa e/o addetti al carico e scarico; oppure al controllo dei taxi i cui conducenti sembrano esser fuori di testa vuoi per le modalità di guida (arrogante, pericolosa per il prossimo), vuoi per la rapacità dimostrata, vuoi per la totale mancanza di emissione di ricevute. Ma perché non viene imposto l'uso del tassametro? Ed a quel concittadino che lamenta la richiesta di euro cinquanta per esser condotto da Canneto a Quattropani non ho da dire altro se non che chi è causa del suo mal pianga se stesso. Sarebbe bastata una telefonata al 117, la Guardia di Finanza. Che, ad onor del vero, sul punto, ma ben posso non esserne informato, non mi sembra abbia mai svolto alcuna attività di controllo.
*Avvocato 

L'INTERVENTO

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di Francesco Coscione

Condivido pienamente ciò che ha scritto l'Avvocato Ziino riguardo all'isola pedonale e ai controlli. Molti la pensiamo così, me lo dicono quando mi incontrano ma nessuno pone mano a una tastiera, meglio delegare altri a metterci la faccia.

P.S. Il 12 Maggio ho segnalato una perdita d'acqua e una pericolosa buca in località Annunziata: parole al vento da quasi un mese. L'altro ieri incidente al ciclista a causa di una buca: ieri magicamente comparsa di cartelli di segnalazione.
Io questo lo chiamo assoluto menefreghismo e volersi cautelare legalmente. O i cartelli sono stati acquistati stamattina? Per sistemare le altre aspettiamo che ci scappi il morto???
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 Falcone e Borsellino. Due pubblici dipendenti, al pari di carabinieri, poliziotti, guardie di Finanza, deputati alla lotta alla criminalità. Falcone e Borsellino, in particolare, impiegati negli uffici di Procura in quel di Palermo. Si afferma che i due siano stati assassinati per il loro impegno nel contrasto alla mafia. E sarà
pur vero.
Ma, onestamente, mi sono posto, dalla data degli omicidi, una domanda: e' credibile che la mafia, una organizzazione criminale che ci vien dipinta come estremamente abile, capace, lungimirante, nel delinquere ovviamente, abbia ritenuto che il toglier di mezzo, uccidendoli, due sostituti procuratori della Repubblica avrebbe bloccato le indagini, fermato le attività di contrasto alla delinquenza, insabbiato i dati acquisiti?. Avrebbe, cioè, bloccato lo Stato?.
Non lo credo. 
Fermo restando il mio convincimento, il generale convincimento, della onesta' dei due sostituti procuratori, circola un mormorio, che i due, cioe' non siano poi stati parimenti equidistanti nei confronti della mala vita organizzata, della mafia. Una versione simile a quella che ha condotto alla incriminazione del generale Mori: per metter quelli nell' angolo, mi servo, o chiudo un occhio, su quegli altri. E i "quelli" possono pure incavolarsi di brutto.

Perché' no Salvini

Che affermi alcune, o più, cose condivisibili, e' un fatto. Che ne dica altrettante non condivisibili e' anche esso un fatto. La valutazione complessiva e' rimessa alla formazione politica di ciascuno.
Ho sempre militato nell' area di centro destra, area cui Salvini non e' estraneo, ma non lo voterò' per varie ragioni, tutte afferenti le mie personali convinzioni. A quei tanti, pure di area di centro destra, che intendessero invece votarlo, offro però una riflessione. Non votare altre formazioni di centro destra mette Salvini nell' angolo: lo costringe alla alleanza con i 5S, movimento che più' lontano dalla centro destra non si può'. Non credo sia una scelta giusta.

Notre Dame

Non so quanti abbiano notato, ma credo molto pochi stante il generale disinteresse per temi siffatti, dicevo non so quanti abbiano notato "l'accortezza" dei conduttori dei vari TG 
nel nominare, in occasione del recente incendio, la Cattedrale di Notre Dame: simbolo di 
Parigi, simbolo della Francia, storia di questa, monumento mirabile, patrimonio della umanità. Solo un raro accento, un po' a volo d'angelo, al cristianesimo che a Notre Dame 
è legato. 
Il Presidente francese lancia una colletta per la ricostruzione della Cattedrale, ricordando
a se stesso solo in tale occasione che la Cattedrale è monumento di confessione religiosa
e che la laicità dello stato non permette sovvenzioni. Quanta ipocrisia, ma che non desta alcuna meraviglia. E' stata la Francia, e solo la Francia, nella Europa allargata, ad opporsi a che nello statuto della comunità europea venisse inserita l'affermazione secondo la quale
l' Europa ha radici cristiane.
Comunque, a dispetto di quattro spennacchiati galletti (leggasi francesi) e di una schiera di
giornalisti politicamente corretti, Notre Dame è , innanzi tutto, patrimonio dei cristiani, segnatamente dei cristiani cattolici di Francia e non solo. Altri potranno ammirarne la monumentalità, ripercorrerne per interessi storiografici il percorso e gli accadimenti che la coinvolsero. Non altro. La sacralità della Cattedrale non appartiene a costoro.
Un contributo per la ricostruzione? certo, ma al Vescovo di Parigi.

 

 

 Nonna madre della nipote

Leggo or ora tra le ultime notizie Ansa che una sessantunenne donna del Nebraska ha dato alla luce una bambina concepita in vitro per farne dono al figlio gay ed al di lui compagno. Il figlio ha dato lo sperma, la sorella del compagno (marito?) gli ovuli. E' il primo caso di un bambino/a figlio della nonna che lo/la ha portato/a in grembo.

Si tratta di diritti civili?. Personalmente mi ripugna soltanto. E non vi sarà legge al mondo che mi farà credere che due uomini o due donne possano essere mamma e papà. Gay o lesbiche sono e gay o lesbiche resteranno. Schifosi nel caso su riportato.

 

Le nostre vite, le nostre morti

Le nostre vite, le nostre morti. Le prime sono sostanzialmente uguali per tutti. Veniamo al mondo, ci allevano, ci istruiscono, e poi tentiamo di darci da fare con maggior o minor fortuna, frutto questa di una serie di variabili: condizioni di tempo e di luogo, intuito, capacita' personali. In poche parole, nasciamo uguali.

Cosi' pero' non moriamo. Rammento un film "impiccarlo più' in alto" su su, in cima all' albero. Ma perché? Perche' muore di più. E se ne parla di più. Nel 2018 son morte, in Italia, per incidenti stradali, 3478 persone. Sul lavoro, ne son morte 703, fortunatamente nessun magistrato. Nel crollo del ponte di Genova, han perso la vita 48 persone. Bene, questi morti son morti di piu'. Non si fa che parlarne. Un burattino, al secolo Presidente del Consiglio dei Ministri della nostra Repubblica, dichiara che porre la prima pietra per la ricostruzione del ponte e' sì onorare i morti, ma è il simbolo della rinascita dell' Italia. L' Italia rinasce perché si ricostruisce un ponte? Bene, facciamone crollare uno al giorno. Che idiozie. Dicevo che, fortunatamente, non è morto alcun magistrato. E meno male, ci avrebbero rotto i timpani in memoria del defunto, poco, meglio nulla, rilevando quegli altri morti di cui dicevo prima.

Il troppo stroppia. I commenti

Oggi è l'ennesimo giorno della memoria, per non dimenticare la strage degli ebrei operata dai nazisti. Giusto, per non dimenticare. Ma dimentichiamo in completa indifferenza le stragi degli armeni, quelle dei cristiani, quelle di tante minoranze. Dimentichiamo, sopratutto, i campioni degli stragisti e le centinaia di milioni - non sei milioni - di loro vittime: i comunisti di tutto il mondo e tutti quelli da loro ammazzati. I forni dei campi nazisti incenerivano cadaveri. Negli altoforni delle acciaierie di Shangai i comunisti di Mao per tre giorni vi buttarono, vivi, quasi tutti gli abitanti della città'.

A mia memoria, se solo appare su un qualche muro una scritta antisemita, son giorni e giorni di bombardamento mediatico: commenti, dibattiti e quant' altro. E domandandomi perché accada ciò è perché' invece la strage di cristiani in una qualche chiesa riesce a ritagliare una notiziola tra le pieghe di qualche Tg, la risposta che mi viene è quella che - con altre - fu foriera per gli ebrei di tante sventure: il denaro, il potere, di quella che in luogo di una confessione religiosa appare invece una setta.

Amici ebrei, dacché mondo è mondo, il troppo "stroppia". E non datemi dell'antisemita posto che non lo sono affatto.

I COMMENTI

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di Francesco Coscione

Non ho vissuto in prima persona, grazie a Dio, il dramma dell'ultimo conflitto mondiale, ma l' aria di quegli anni mi ha, per motivi familiari, toccato tutta l'infanzia. Ritengo non sia mai "troppo che stroppia" far presente il fatto che a bambini di pochi anni veniva inoculata la tubercolosi, venivano asportate le ghiandole linfatiche senza anestesia e poi venivano lasciati morire attaccati per il collo a ganci da macelleria. E non era la pratica più crudele. Forse molti avrebbero preferito essere bruciati vivi per finire prima. Un passato di connivenze e indifferenza fatto di piazze osannanti può forse essere attutito dalle scuse di un ministro (meglio di niente)? I tedeschi in armi che hanno occupato a Rimini la casa della mia famiglia per farci il loro quartier generale, buttando fuori tutti, non hanno fatto neanche questo. Il problema è che, per le nefandezze che la razza umana ha commesso e commette tutt'ora, dovremmo passare la vita a chiedere perdono e non scusa, che non è la stessa cosa. Oltre ai raccapriccianti fatti che l' avvocato Ziino ha, giustamente, ricordato ci sono anche cento milioni di abitanti delle Americhe che i colonizzatori europei hanno fatto, in vario modo e a vario titolo, morire per impossessarsi di terre e ricchezze e ci sono gli africani che la colonizzazione italiana ha gasato per creare l' impero e il posto al sole. Per non parlare del nostro sud anch'esso colonizzato e taciuto, anzi sovvertito, in tutti i libri di storia del regno e della repubblica. La lista potrebbe continuare quasi all'infinito. "Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro". Abbiamo buttato le nostre radici cristiane nella spazzatura per sostituirle con il nulla assoluto, osanniamo il politico che incarna la nostra rabbia come incitiamo i giocatori di un calcio malato e come pretendevamo pollice verso per vedere sangue al Colosseo. Non vogliamo migranti salvo poi pagarli in nero (!) a stipendi da fame anche nelle nostre morigerate isole. Tornando alla lettera dell' avv. Ziino dico che l'ebraismo è la radice del cristianesimo. Gesù era ebreo. Non pieghiamo le religioni a nostro uso e consumo o valutandole dagli uomini che dicono di appartenervi, i nazisti avevano negli stemmi "gott mit uns" (Dio è con noi) ma certamente non lo rappresentavano.Razzismo e antisemitismo sono presenti anche oggi, o siamo ciechi e sordi? Ricordarlo aiuta a pensare, ammesso che questa società ne sia ancora capace.

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di Michele Sequenzia

Caro Direttore,
Oggi, 28 gennaio, è bene ricordarlo, anche a Trieste è il " Giorno della Memoria ", giorno in cui sono stati uccisi i nostri giornalisti Rai di Trieste, Marco Luchetta, Dario D’Angelo e Alessandro Sasa Ota, caduti nel 1994 durante un servizio che informava l'opinione pubblica, a Mostar, per documentare gli spaventosi effetti della guerra sui bambini. L'evento è organizzato in collaborazione con la Sede Regionale della Rai del Friuli Venezia Giulia, che è presente con propri inviati, a ulteriore testimonianza dell'importanza di fare comunicazione, e ricordare, a 25 anni di distanza i nostri colleghi caduti mentre svolgevano il proprio lavoro, per informare l'opinione pubblica.
E se domani vincessero i " Populisti", il nostro attuale governo, I Salvini-Di Maio- che cosa capita al " Giorno della Memoria"?

In Polonia – fanatici populisti - vogliono distruggere ogni " giorno della memoria", ogni simbolo dei campi di sterminio, ogni angolo di preghiera, ogni ricordo, ardono di rabbia, hanno in odio la Democrazia, l'Unione Europea, Israele, governi democratici. Il loro motto è “ La Polonia ai Polacchi”. Fuori lo straniero. Aspirano, con gioia, a ricominciare a bruciare gli Ebrei. Ucciso a coltellate Pawel Adamowicz, sindaco di Danzica dal 1998 simbolo della tolleranza e del mondo democratico. Anche in Germania ci sono violenti movimenti che si ispirano a restaurare il disumano nazional-socialismo. Fuori lo straniero. Sanguinari movimenti populisti hanno invaso il Continente. La Francia ribolle di odio contro Macron.
Siamo invasi da un nuovo fascismo? Salvini tuona: “ Prima gli Italiani”, come Trump per primo: “ America First”..cioè chiusura e odio verso chi non è dei nostri…vale a dire il debole e il bisognoso, il " diverso", colui che chiede ospitalità, è forse morto? In Italia , in ogni famiglia , anche quelle ben educate, con tanto di professionisti, capi ufficio, capi fabbrica, Alti managers, Alti Ufficiali dell'Esercito, Magistrati, Scrittori , Opinionisti, Giornalisti, Professori e Studenti cosa intendono fare? Fingere di non vedere, di non sentire ?
Vedo e sento molta nostra gente, anche ben educata, seria e composta, responsabile, ovunque essere, alla fine, contro gli " emigranti". Tutta gente, “estranea”, che non piace. Cacciateli via. “ Prima gli Italiani”. Tutti chiusi nel nostro tetro egoismo. E la politica oggi offre uno spettacolo indecente. Avvilente, mostruoso. Ci si insulta, si rinvia e si critica l'Europa. Senza riflettere su nulla. Dietro gli emigranti ci sono tutti gli altri : I " Non Desiderabili". Razza impura. Ormai è guerra aperta in Italia. Non li vogliono. Molti di noi si sentono e si considerano " razza superiore", perché ? Forse auspicano, anche in silenzio, senza farsi scoprire, pur sottovoce, il ritorno dell'Uomo Forte", abbiamo forse bisogno di nuovi campi di sterminio, per stare bene, nuova pacchia per ristoranti strapieni e turisti a milioni?
Le masse, ormai ovunque drogate dall'ignoranza, inondati dalla mercanzia dei gadgets della politica facilona, di tante roboanti promesse, di ottuso nazionalismo, tutto a buon " saldo", a basso costo, che si estende su interi continenti, dagli USA come in Europa, in Turchia, Russia, nei Paesi Arabi-Maomettani, Iraq, Iran, Libia, focolaio di guerre, .. .dove si calpesta la libertà , si tagliano le teste, si stuprano bambine, si da fuoco a tutto, alle chiese, ai libri, ai monumenti, si uccide la Stampa libera, si calpestano le statue, il ricordo , la memoria ovunque il Potere ha in mano l'Economia, l'Esercito , la repressione è continua, oggi devasta il Venezuela, la gente in fuga, stremata , abbruttita, violentata.
Quanti di noi, stanchi e depressi, aspirano all' "Uomo Forte", Colui che” scende in campo “ e sana tutto? E mancano pochi mesi al verdetto. Di quale diplomazia internazionale stiamo parlando? E tutti noi, indifferenti, a guardare dove? Evidentemente negli ultimi venticinque anni il fascismo , non solo non è morto , ma sta ripopolando interi Continenti.

 Chiedo scusa

Chiedo scusa a Tommaso Aniello, meglio noto come Masaniello, capo popolo napoletano nella rivolta della meta' del seicento contro la Corona per l'esosità delle tasse. Gli chiedo scusa per avergli accostato tale Luigi Di Maio, semplice mariuolo, non capo popolo ma imbroglia popolo, falso moralista, bugiardo. D' altronde, "Figghia di iatta, surici pigghia" o " talis pater, talis filius". Il Masaniello era di tutt' altra pasta, non " puzzava" se non del sudore del lavoratore, fattispecie ignota al mariuolo. Ecco la ragione delle scuse.

Una cosa però accomunerà i due. Come ho scritto, Masaniello venne fatto fuori da una giusta schioppettata sparatagli, manco a dirsi vista la gentaglia da cui era contornato, da un sodale. Il Mariuolo verrà tolto di mezzo, mandanti più o meno occulti i compagni Alessandro Di Battista e Roberto Fico, con la fucileria mediatica di "Casa Grillo". Dimenticavo, questi è stato sfrattato. Di "Casa Casaleggio".

Bauscia & Mariuolo

 Nella manovra proposta dal governo Lega - 5 Stelle vi è inserito oltre un miliardo di euro per ristoro ai truffati dalle banche. All'evidenza detta somma sarà pagata da ciascuno di noi e non, astrattamente, dal governo medesimo. Non mi sta bene, e ad esser truffato sono io al pari di Bartolo Biviano, di Mario Profilio, di Giovanna Greco e cos' via. E sono, siamo, truffati da questo governo. Le banche, infatti, son società commerciali, se truffano o falliscono non vedo perché dei danni arrecati debbano rispondere i cittadini che a nessun verso son coinvolti in dette truffe o fallimenti. E quanto ci son costate poi dette banche? I loro "salvataggi" son stati giustificati anche dal mantenimento dei posti di lavoro dei dipendenti. E perché mai? i bidoni dati ai clienti non li ha mica dati né gli amministratori delegati, né i direttori generali, ma gli impiegati allo sportello. Cos'è, non sapevano? comunque, non potevano non sapere. Ed i nostri bravi magistrati (bravi nello specifico si fa per dire), che a loro uso e consumo si sono inventati il concorso esterno in associazione mafiosa, non hanno ipotizzato un concorso esterno dei predetti dipendenti nei falsi, nelle truffe, contestate solo ai dirigenti? E perché detti inaffidabili, disonesti, incapaci dipendenti sono stati "salvati" a mie spese? Governo Renzi, o Governo Bauscia Mariuolo, nulla cambia. Disonesti erano e disonesti restano, loro e coloro che li sostengono. Ma non mi meraviglio. Pensate che tutto ciò, che lo spread, che il deficit di bilancio, che il debito pubblico, interessino a quella marea di nullafacenti che vogliono i settecento euro, hic et nunc?. O a coloro, che poco o nulla avendo lavorato, sbramano di andare in pensione (fatte salve le dovute eccezioni)? Ma almeno in questo vi è un ritorno economico,. Costorio, per come ho osservato in tantissimi anni, schiattano rapidamente (tolti coloro che altrettanto rapidamente rincoglioniscono).

 

Onesta' intellettuale

Onesta' intellettuale. Mi è accaduto di parlarne in passato, ma più che dirne vi ho fatto soltanto riferimento. L' onesta' intellettuale e' una virtù' e, in quanto tale, non molto diffusa. È' cosa ben diversa dalla onesta' intesa in senso corrente: non appropriarti della roba altrui, non profittare del prossimo tuo, sii ligio a leggi e regolamenti. L'onesta' intellettuale e' quella che ti porta a dire, e ad affermare se del caso pubblicamente, che, sullo specifico, non si è capaci, oppure che essendosene occupati, si è errato. Non è facile imbattersi in soggetti che, specie in riferimento alla propria attività lavorativa, affermino o riconoscano questo.

Quanto più' si scalino i cosi' detti gradi della scala sociale e, in particolare di quella scala detta intellettuale, tanto più' e' difficile imbattersi in " intellettualmente" onesti. Un giornalista, un critico d'arte o cinematografico, un magistrato, un notaio, che dica " a questo non ci arrivo", non lo si incontra. Invece si', lo si ritrova, e non stranamente, tra gli esercenti la professione medica, immagino a cagione della posta in gioco, una vita umana.

La coscienza dei propri limiti, con la correlata voglia di apprendere, è per buona sorte diffusa invece tra le classi operaie ove il rivolgersi all'ingegnere, o al tecnico, e' prassi corrente, dandosi cosi' atto, e senza vergogna, di "non arrivarci".

Purtoppo, di intellettualmente disonesti mi accade di incontrarne, nella mia attività lavorativa, in continuo e credo sarà questo, alla fine, a mandar tutti a dare...al diavolo.

Falliti e loro fans

Il movimento 5 stelle parla, ed è, la voce dei falliti e dei frustrati. Il ministro pentastellato della giustizia, sbraita di una sospensione della prescrizione una volta emessa la sentenza di primo grado, cosi' lasciando una miriade di cittadini nel limbo, in attesa di un qualcosa che li prosciolga o definitivamente li condanni. La cosi' detta certezza del diritto. Invece no, il ministro, invece di dare strumenti, o costringere, dei magistrati poco facenti, manda loro a dire " fregatevene " tanto non si prescrive". In altri termini, invece di tentare di sistemare quella scassatissima amministrazione chiamata giustizia, la si invoglia a poco o nulla fare nell' interesse del cittadino. Soccorre, il ministro, dei falliti o, quanto meno, degli incapaci che nessuna scusante possono invocare. L'amministrazione della giustizia e' affidata loro e a loro soltanto, e se i risultati son miseri non hanno con chi prendersela. Alcuni amano dire, da imbecilli, ."ma non vi sono cancellieri!", come se a scrivere sentenze dovessero esser i cancellieri. Se poi intendono di non poter spostare il posteriore dalla sedia per avere il fascicolo, beh, di pagassero un cameriere.

Altri falliti, i destinatari in genere del c.d reddito di cittadinanza. Di per se', soccorrere chi è in difficoltà, non è' idea peregrina. Ma dare un vitalizio a chi il lavoro non lo ha seriamente cercato, anche emigrando perché' no, è premio a falliti o nullafacenti

Altro fallito, pure soccorso dai pentastellato, tale Matteo Salvini. Un trombone, caccerò', ripuliro' quartieri, assicurerò la legittima difesa. Cazzate in bocca ad un c....ne. Seguito, al pari di quel mix di mariolo e Masaniello detto Luigi Di Maio, da una quantità, di nuovi trinariciuti. Odi profanum vulgus et arceo. Orazio, e traduco: odio il popolo ignorante e lo aborrisco. Condivido.

Tamarro&Tamarro

Tamarro, dall' arabo tammar "venditore di datteri". Dal Dizionario Treccani, persona: per lo più di periferia, dai modi e dall' aspetto, rozzi, volgari, villani. Dal Dizionario Corsera: giovane provinciale o di periferia che si sforza di adeguarsi ai modi di vita cittadini, ma sempre volgarmente.

E pensare che mi ero lambiccato il cervello tentando di definire, con poche chiare e concise parole, il duetto Salvini - Di Maio. Facile TAMARRO & TAMARRO. Ma, ahimè, non vendono datteri.

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