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di Michele Sequenzia

Che calvario per ottenere cio’ che è sacrosanto..” la farmacia ne è sempre sprovvista”..
Invece di snellire, curare, intervenire, provvedere, si continua a soffrire. Il diabete è una malattia mortale. Secondo Diabete Italia, la rete delle Comunità Scientifiche e delle Associazioni tra persone con diabete, 3 milioni di italiani hanno il diabete e sono diagnosticati e seguiti: si tratta del 4,9% della popolazione. Si stima anche che 1 milione di persone (1,6% della popolazione) abbia il diabete, ma non sia stato diagnosticato.

Ci sono poi 2,6 milioni di persone che hanno difficoltà a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3% della popolazione. Nel 2030 si prevede che in Italia le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

In circa un decimo dei casi il diabete è di tipo 1, con 84 diagnosi ogni milione di persone in Italia (poco meno di 5 mila casi).
Il numero di persone con questo tipo di malattia rara cresce anche perché ormai è possibile garantire a chi segue le cure un’attesa di vita simile a quella della popolazione generale.
Cosa ci stanno a fare i “ Distretti”?. Chi sono i diretti Responsabili, e di che cosa? Perché tanti ritardi? Tutto resta nel vago, senza logistica, in contraddizione, non aiuta il malato ,peggiora la sua vita ,come se il diabete fosse un semplice raffreddore. Guai a segnalare !
Leggo una assai vaga risposta, evasiva e contorta.

Assai poco professionale. In Italia basta scrivere: “Sembra che le criticità siano state superate. Noi come distretto stiamo curando in contatto diretto con il centro di riferimento del Policlinico per ridurre al massimo i disagi per l’utenza che ha pure l’opportunità di essere seguita da un centro di eccellenza.”
Io di eccellenza, gentilissimo Direttore Distretto Sanitario Natale Bruno, pur in pieno coronavirus.. ne vedo assai poca, quasi niente.

Ps: Cari fratelli miei, grazie delle vostre care parole, tanto care.... del vostro affetto, tanto mi fanno bene..quello che vedo mi rattrista... Usano il Coronavirus per fare i " loro affari sporchi".

Al centro del Circo, il domatore usa la frusta, sa "girare la frittata"..chiaccherare bene.. e noi come tante pecorelle chiediamo..pane..pane....pane..

Reddito di Cittadinanza per il pluriassassino Pietro Maso? Ma chi è Pietro Maso?
Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991, nella sua casa di Montecchia di Crosara ( Verona) Pietro uccise, con premeditazione, entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari al fine di appropriarsi della sua parte di eredità. Rosa e Antonio non morirono subito, come si vede nei film. Il padre rantolava, Pietro e gli altri si diedero il cambio a schiacciargli la testa con un piede finché non smise di respirare. Pietro finì con due sprangate Rosa,mentre un altro provava a soffocare con un sacchetto di plastica. Finito il "lavoro", si cambiarono d'abito e andarono in

discoteca: non li fecero entrare perché era una serata a inviti. In casa di Giorgio i carabinieri trovarono quel che restava della "bella vita": un telefonino, qualche anello d'oro, un orologio Rolex. Pietro sognava una Bmw nera con interni in pelle bianca, da 47 milioni di lire. Giorgio voleva una Lancia Delta integrale. Calcolavano di dividersi un'eredità di un miliardo, forse un miliardo e mezzo. La casa, undici campi coltivati, la vigna, i conti in banca.

Venne arrestato il 19 aprile 1991 e poi condannato definitivamente a trent'anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. Dopo averne trascorsi ventidue da detenuto, è stato rimesso in libertà nel 2013; successivamente è stato ricoverato in clinica psichiatrica dal marzo 2016. Ai suoi complici, Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza, è stata inflitta una pena di ventisei anni, mentre al minorenne Damiano Burato è stata inflitta una pena di tredici anni.

"Io voglio uscire di qui, fra qualche anno. E voglio sposarmi e avere dei figli, e averne uno maschio. Si chiamerà Pietro, anche lui. Così ci sarà ancora, di nuovo, un altro Pietro Maso". Martedì prossimo saranno dieci anni giusti, da quel 17 febbraio a Montecchìa di Crosara, quando un diciannovenne che voleva "la bella vita" trascinò tre amici a "fare un lavoro": "Ghemo de copare gente". …dobbiamo andare ad ammazzare della gente..

Pietro Maso massacrò i genitori per mettere le mani sull'eredità. Fu un delitto epocale. Squarciò un mondo di ipocrisia cattolica/ perbenista, casa e chiesa, la laboriosissima e disanimata provincia veneta, mettendo a nudo uno scenario che faceva paura. Lo chiamarono "terrorismo consumista". Abbiamo chiesto a Pietro Maso, che sta nel carcere milanese di Opera, se voleva - dieci anni dopo - venire allo scoperto e spiegarci che cos'era cambiato. Non ha risposto. Le istituzioni carcerarie e il suo assistente spirituale - don Guido Todeschini - accudiscono questo silenzio. Pensano che il silenzio dei colpevoli sia la migliore delle soluzioni.

"Io voglio uscire di qui, fra qualche anno...": Maso lo disse parecchi anni fa a Gianfranco Bettin che su di lui stava scrivendo il libro "L'erede". Da allora, silenzio. Prima o poi, però, ce la farà ad uscire, magari senza che si sappia in giro. Due mesi fa l'ufficio di sorveglianza di Milano ha incaricato due psichiatri - Franco Martelli e Mario Mantero - di una nuova perizia. A suo tempo Maso evitò l'ergastolo grazie a una sentenza che, disattendendo la perizia d'ufficio di Vittorino Andreoli, lo dichiarò seminfermo di mente: deve scontare trent'anni. Ha chiesto di uscire in permesso, ma gliel'hanno negato. Per la semilibertà deve passare ancora qualche anno.

Potrebbe fare richiesta di accedere al lavoro esterno: in carcere si occupa di informatica. Don Todeschini dice: "Sta camminando". Nel senso che un percorso ce l'ha. Lui Maso una volta ha detto: "A un ragazzo che ha fatto una cazzata bisogna dare un'altra possibilità. Bisogna cercare di capirlo".

In questi tempi di nuove, terrificanti e incomprensibili stragi familiari come quella di Erika, si discute di delitto e castigo. Ci si chiede in che misura espiazione e recupero vadano commisurati, intorno alla vita di un adolescente. Pietro Maso - che aveva allora meno di vent'anni, ma un quoziente d’ intelligenza e una maturità molto al di sotto della norma - è stato giudicato e punito come un adulto. Poi, scardinando la perizia d'ufficio e anche qualche snodo della vicenda, si è stabilito che fosse mezzo matto, e che le aggravanti fossero pareggiate dalle attenuanti.

Che quella strage fosse opera di uno squilibrato ha tranquillizzato un’ intera società - quella della provincia veronese - dove nessuno voleva dover pensare che invece il movente fosse assolutamente "normale", e in qualche modo giustificato: i soldi, la voglia di comprarsi auto di lusso e oggetti firmati. "Nel mese di novembre del 1990 - fu l'inizio della confessione di Maso ai carabinieri - mi è venuto in mente di condurre una vita brillante, e quindi mi servivano molti soldi. Per avere questo denaro, l'unica soluzione possibile era quella di aver subito l'eredità che mi spettava dai genitori qualora fossero morti, nonché mi sarebbe piaciuto di averla intera dovendo così essere costretto ad uccidere anche le mie sorelle".

Era questo il "lavoro" che per cinque mesi andò progettando ai tavoli del bar John di Montecchìa, reclutando complici fra gli amici. Una prima volta apprestarono con due bombole di gas una specie di bomba, per far saltare in aria tutta la famiglia riunita nella villetta di via San Pietro 42. I genitori di Maso trovarono quelle due bombole, Pietro inventò una bugia poco credibile per giustificarle. Da quel momento Rosa, sua madre, non fu più la stessa. Forse cominciò a sospettare. Una seconda volta, dovevano uccidere per prima proprio lei: Pietro guidava, Rosa accanto, e dietro Giorgio Carbognin con un pestacarne in mano. Rosa stava per scoprire che il figlio aveva falsificato un suo assegno: 25 milioni spesi per la "bella vita", un anticipo dell'eredità. Carbognin non ebbe il coraggio di calare il pestacarne. Fino alla sera del 17 aprile, quella del massacro.

Don Guido Todeschini - il prete che da allora assiste Maso - sostiene che bisogna lasciarlo al suo silenzio. Dice anche che il silenzio è per Pietro una parte della pena, ma probabilmente teme che tornare a parlare di lui possa danneggiare "il percorso". Chi ha visto di recente Pietro Maso nel carcere di Opera racconta che ha ancora una attenzione maniacale per il proprio aspetto: mai in tuta da ginnastica, fisico bel allenato. Al processo arrivò a cambiarsi d'abito tre volte nel corso della stessa udienza, aveva un debole per le camicie portate con il "cachecol". Si vestirono così anche i dementi che organizzarono un paio di serate "a tema" in discoteca. Gli ultras del Verona cantavano: "Nella vecchia Montecchìa, iaiaoh/ Maso copa anca so zia, iaiaoh". “ Maso ammazza anche la zia”…

Dieci anni dopo, il silenzio dei colpevoli come Pietro Maso serve a dimenticare. Dimenticare è stata per molti la parola d'ordine fin dal primo momento. Ora Pietro procede sul suo "percorso". La nuova perizia psichiatrica è servita a verificare le sue condizioni, in vista delle prossime tappe. Il permesso di uscita è stato negato. Fra un po' di tempo si dovrà decidere se ammetterlo al lavoro esterno, e fra qualche anno eventualmente alla semilibertà. E il tutto si farà in un ben sorvegliato silenzio. Pietro Maso, il veronese che nel 1991 uccise i genitori a colpi di spranga, ha ricevuto il reddito di cittadinanza, il sussidio riservato dallo Stato a chi guadagna meno di 9.360 euro l’anno. La notizia è contenuta in un articolo del settimanale Oggi, in edicola giovedì. La lista in cui compare Maso, spiega il settimanale, risale alla fine del 2019 e, secondo li suo legale, Marco De Giorgio, se fosse stato concesso, stando alla Legge, il sussidio dovrebbe essere stato sospeso nei mesi corsi. Sarà vero?
Cosa dice la legge? Secondo la Legge gli unici condannati che non possono godere di «pensioni, assegni e stipendi a carico dello Stato» sono quelli che hanno precedenti penali per reati legati alla criminalità organizzata, al terrorismo o per truffa ai danni dello Stato, e Maso non rientra in nessuna di queste categorie. A causa della gravità del reato è interdetto dai pubblici uffici «in perpetuo», conferma il suo avvocato Marco De Giorgio.

Caro Direttore,
Con il Coronavirus si è arrestato il flusso turistico di milioni di visitatori, la miseria incombe su tanti operatori che non hanno ricevuto alcun aiuto, tanto promesso.
Dopo anni di crescita impetuosa, siamo in seria difficoltà. Bisogna che finalmente le autorità territoriali sappiano interpretare e sviluppare le economie locali e le loro basi di consenso. Dobbiamo sviluppare ” progettualità”. Il Turismo ha bisogno di “ propria organizzazione”, di ottime strutture, di operatori competenti. Maggiori investimenti . Si avverte il bisogno di una seria visione globale.

Abbiamo bisogno di sistema intelligente per definire la strategia da seguire e le attività da implementare in un settore trainante. Spesso si criticano le amministrazioni , a che serve l’Assessore al Turismo? Si colpevolizza chi non lo merita. Analizzando la situazione legislativa del turismo italiano, si resta sgomenti di fronte agli ondeggiamenti, alle insicurezze, ai cambi di rotta di governi incompetenti, litigiosi, egoisti, privi di una seria visione politica. Ci sono troppe disfunzioni. Si spende troppo senza ottenere buoni risultati : è come se mancasse una seria, oggettiva condivisione degli obiettivi.
Abbiamo bisogno di una innovativa “ strategia economica e finanziaria”, che rilanci ed attragga forti investimenti e nuovo turismo.

Nella Confederazione Svizzera il Governo sta attuando una serie di aiuti economici e finanziari ai vari operatori del turismo. Istituita da subito “ L'Alleanza del turismo" che difende gli interessi del comparto. Raggruppa la Federazione svizzera del turismo, Gastro Suisse, Hotellerie Suisse, Parahotellerie Suisse, Associazione svizzera dei manager del turismo, Associazione delle aziende svizzere di navigazione, Rete dei parchi svizzeri, Funivie Svizzere, Unione dei trasporti pubblici, Swiss Snowsports e Conferenza dei direttori degli enti regionali svizzeri del turismo.

Nel Canton Ticino, ad Ascona, la nota località turistica sul lago Maggiore si sono ridotte le tasse sui rifiuti e elettricità. Per i ristoratori è stato deciso di raddoppiare le aree per le terrazze di bar e ristoranti, senza dover sborsare un franco in più. Questo permette una maggiore capacità di spazio con le distanze di sicurezza. Inoltre sono disponibili buoni di vario valore ai residenti per attirare turisti e incoraggiare i consumi.

Caro Direttore,
a proposito di Turismo eoliano : mi soffermo su questa affermazione: “E’ ovvio che in questo periodo di pandemia bisogna pensare alla ripartenza e quindi bisogna programmare, coinvolgendo gli albergatori associati alla Federalberghi e non, una intensa promozione turistica per l’anno 2021! Bisogna anche mettere ordine nel settore interno!”

A) Cosa s’intende per “ una intensa promozione”??-Chi paga? Chi investe?
B) Che cosa vuol dire “ mettere ordine nel settore interno”? A cosa si allude? Alle strade? Ai porti? Alle alluvioni? All’Ospedale? Agli insegnanti? Ai trasporti? Ai ristoranti chiusi?

 

Caro Direttore, che fine hanno fatto le varie intercettazioni telefoniche a carico di alti magistrati e il gran baccano che ne è seguito? Perché tanto silenzio? Bastano le magnifiche imprese delle “ Frecce Tricolori “ deliziosamente su e giu’ per i cieli d’Italia, per cancellare il “ malaffare italiano” che impesta i massimi organi della magistratura?

Le conversazioni telefoniche sono state intercettate e rese pubbliche. Il loro contenuto è “ angosciante”. Sono brutte notizie che fanno male. Emerge una vasta rete di collusioni, di “interessi privati” , dove gruppi di “ pressione” offrono, in cambio di amichevoli “ favori “ alte cariche amministrative” in posizioni chiave. Una “ Giustizia “ azzoppata, soggiogata , “ prodotto inquinato”, che opera in un sottobosco di stratificazioni storiche ,partitocrazia di famiglie di clan, che risponde a “interessi privati” di certe lobby, fazioni che si intrecciano con interessi pubblici di pura bottega politica. Nei concorsi pubblici vale la formula “ Ti favorisco”, e tu mi ripaghi con il tuo “ assenso”. Una storia che si perde nella notte dei tempi. Di quale magistrato mi dovrei fidare? Di quale “ Giustizia” stiamo parlando? Anche certa “ stampa”, a trazione governativa, disposta ad ogni trattativa, non è immune, e l’informazione spesso viene opportunamente “deviata”.

Il cittadino non è informato. Viene “ depistato”. Di quale spaventoso virus è affetta la magistratura italiana? Tutta l’informazione ne soffre. Ne soffre il senso di responsabilità dell’intera società civile. Ne subisce pesanti conseguenze il cittadino schiacciato dalla menzogna ipocrita degli illeciti comportamenti amministrativi, della silenziosa corruzione di “ Palazzo” che tace su chi si arricchisce a spese nostre.
Una storia infinita , un cancro che ci divora. Il cittadino è totalmente disarmato di fronte a tali notizie. Leggo che “ L’Associazione Nazionale Magistrati è un’associazione che riunisce oltre il 90% dei magistrati italiani e che al suo interno è divisa in correnti, che a loro volta fanno riferimento ad aree politiche ben precise. Tutta la società che sputa sangue e lacrime da mattina a sera ne soffre. Ci sono state delle intercettazioni telefoniche che hanno messo a nudo il triste mercato delle cariche. Perché ancora oggi tanti segreti? Perché tanta inerzia?

Dicono che il “ Presidente” Presieda. Egli è il Direttore d’Orchestra , con la bacchetta in mano. Il Pubblico assiste impotente. Tutti noi aspettiamo il suo intervento. Per ora la “ Seduta” è stata prudentemente rinviata, si aspetta che tutto venga al piu’ presto dimenticato. Mi chiedo il motivo per il quale il verbale della riunione del Consiglio Superiore della Magistratura tenutasi il 19 gennaio 1988, si concluse con il voto contrario a Giovanni Falcone. Fu scelto il giudice Antonino Meli. Perché tanto “ odioso risentimento” contro Falcone? Nel faldone relativo di 50 pagine è riportata l’esatta trascrizione degli interventi fatti dagli allora componenti dell’organo di autogoverno dei magistrati, che si pronunziarono contro la scelta di Giovanni Falcone. Quanti lenzuoli bianchi alle finestre di Palermo, in ricordo di due eroici magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e quanti lenzuoli bianchi mai visti alle finestre nel resto d’Italia?

 

Caro Direttore,
apprendo dal tuo Notiziario quanto denunciano alcune docenti delle Eolie 'prigioniere' al Nord: "Vogliamo tornare nella nostra terra". Questo è l’appello al governo di sette insegnanti che lavorano ” fuori sede”. Leggo anche: "In esilio da più di cinque anni e nelle nostre scuole le cattedre restano vuote". Altri giornali titolano:” Troppi insegnanti fuori sede sono bloccati e divisi dalle proprie famiglie.

”Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani intende ricordare, come tutti gli anni, l’importanza storica del 2 giugno Festa della Repubblica per tutti gli italiani. Soprattutto per la scuola settore strategico d’ importanza fondamentale per la società e per le insegnanti di ruolo che hanno il diritto di ricongiungersi con i propri familiari dopo tanti anni di sacrifici. Ancora una volta la scuola ne soffre, con forti penalizzazioni, contrasti, e costi crescenti. Dimenticati! Costrette a centinaia di chilometri lontani dai loro affetti più cari. Vittime di strani algoritmi , di confusa mobilità straordinaria, di leggi e regolamenti da rivedere. A questi insegnanti, da troppo tempo viene negata la possibilità di dare ordine e trovare serenità .

A molti di loro è stato impedito di accompagnare nella crescita i propri figli, sacrificandoli alla scuola. Come è capitato molto spesso in questi anni con le assunzioni per la Buona Scuola, sono migliaia di insegnanti rimasti intrappolati dal divieto di spostamento ordinato dal Governo. Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, vista la pubblicazione dell’Ordinanza che disciplina la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2020/21 ha inoltrato una richiesta in cui si chiede al ministro Lucia Azzolina e al premier Giuseppe Conte, in considerazione della situazione di grave emergenza in cui versa il nostro Paese. Si auspica di mettere in campo azioni concrete per permettere il rientro nel proprio comune di residenza dei tanti docenti assunti dalla Buona Scuola e già da cinque anni sparsi senza alcuna logica nelle varie regioni italiane.

Molti insegnanti già da un mese sono completamente divisi, lontani dai propri cari, vivendo situazioni drammatiche .Il CNDDU ritiene fondamentale il superamento dei meri valori numerici determinati dalle percentuali della normativa e in ragione della critica situazione sanitaria.. Che le insegnanti eoliane possano ricongiungersi finalmente con i propri famigliari..
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Caro Direttore
In piena pandemia di coronavirus, la criminalità cresce e trova sempre nuove vittime. Europol segnala un notevole aumento di attacchi cibernetici al fine di impossessarsi dei nostri dati sensibili, sia personali che aziendali. Inoltre, è stato registrato un incremento di criminali attività nel dark web, la proliferazione di autentiche campagne di phishing e la diffusione più ampia di malware. Segnalo di una giovane donna di Reggio Calabria che ieri , si è vista prosciugare il suo conto bancario tramite pochi e rapidi messaggi online.

Le arriva un messaggio proveniente dalla Banca Intesa San Paolo. Il messaggio avverte la proprietaria del conto che “ qualcuno “ da Lugano sta cercando di accedere alla sua carta per prelevare. Passano pochi minuti e, come da manuale, arriva puntuale la telefonata della truffa; una voce distinta di uomo che dice di essere un funzionario di Banca Intesa le chiede se sia stata lei a tentare di prelevare i soldi dal proprio conto. La donna ovviamente, ignara di tutto, dice di no e le viene intimato di cambiare in fretta le sue credenziali e che tutta la procedura sarà conclusa con un codice inviatole sul telefono da comunicare immediatamente al “presunto funzionario” per bloccare ogni nuovo tentativo dei male intenzionati
Ecco la truffa….

La donna, come avrebbero fatto centinaia di persone, ovviamente ignara, presa di sorpresa e nel più grande sconforto e confusione riaggancia il telefono ma è ormai troppo tardi .È un attimo, un flash e il gioco è fatto: quando la donna comincia a sospettare qualcosa e mette giù il telefono per contattare la sede di Bagnara Calabra della Banca Intesa, alla quale allarmata denuncia l’accaduto, da qui ha inizio l’odissea dei giri e dei rimpalli tra Banca e Carabinieri. Nella più totale confusione, quando finalmente la donna riuscirà a denunciare il fatto e di conseguenza poter ricevere i necessari accertamenti dalla banca, sarà già troppo tardi. Il suo conto corrente è stato prosciugato. Fatto sta’ che il numero verde che ha contattato la donna è il numero verde della banca stessa. Gli haker erano già dentro , all’interno del sistema informativo .Gravissimo. . Fonte: Tempostretto di Messina

 

Caro Direttore,
Lipari- Leggo dal tuo Notiziario che dall’8 maggio, la ditta Loveral ha licenziato- senza chiara ragione- tre suoi rappresentanti sindacali: Gianni Cappadona, Bartolo Giunta e Bartolo Mandarano. Sono continui gli attacchi contro i lavoratori. Troppe ingiustizie Mi sento impotente come cittadino della Repubblica Italiana. Quanti medici ed infermieri sono stati mandati a mani nude contro il “ coronavirus”. Senza la minima protezione. Mi sento frustrato. Chi lavora ha bisogno della massima attenzione per il delicato, pesante, rischioso, pericoloso compito. Gli incidenti sul lavoro sono quotidiani. Mi sembra di capire che questi onesti lavoratori, malgrado i loro appelli e segnalazioni, sono stati licenziati solo per il fatto di aver chiesto “ quello chi spetta loro di legge”. Trattati peggio degli schiavi. Confido nella magistratura. Chi lavora ha diritto a tutta la protezione di legge. Ovunque e comunque.

I lavoratori hanno l’obbligo di:
• contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
• osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
• utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza;
• utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;

• segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi, nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l'obbligo di eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
• non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
• non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori
• partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro, ricevendone apposito attestato;
• sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.

Caro direttore,

Dalla Stampa.

Chi amministra la Giustizia in Italia? “Di Matteo contro Bonafede: “Mi ha offerto la direzione del Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) ma dopo minacciose reazioni vertici dei clan mafiosi ha cambiato idea”.

”Il mafioso è come un ragno. Costruisce ragnatele di amicizie, di conoscenze, di obbligazioni.”

Lo afferma Antonino Calderone collaboratore di giustizia di Cosa Nostra.

 

Caro Direttore,
si è sperato che i virus, a forza di “ Decreti governativi” rapidamente si dileguassero. In realtà sono sempre piu’ aggressivi. Per bloccarli occorrono molti investimenti in studi, per laboratori di ricerca, personale medico. Il nostro modello di “ Sviluppo” è in grave difficoltà.. Milioni di persone sono senza futuro. Il sistema produttivo è bloccato. Stiamo tentando chiusi in casa, di sopravvivere. Senza costante controllo, massima attenzione, evitando ogni contatto, siamo condannati. Nessuno si salva. I virus sono devastanti , si modificano e la maggior parte di noi non è immune .Chi puo’ prevedere l'arrivo di una pandemia?
Nel recente passato:

La più severa è stata l’ «influenza spagnola» nel 1918/1919, generata da un virus del sotto-tipo A/H1N1%).Il virus contagiò mezzo miliardo di persone uccidendone almeno 25 milioni, anche se alcune stime parlano di 50-100 milioni di morti. Si calcola che morì dal 3 al 6% della popolazione mondiale. Ancora nel 1957finimo sotto attacco con cosiddetta influenza “Asiatica”, un virus A H2N2.Fortunatamente venne messo a punto in tempi record un vaccino che permise di frenare e poi di spegnere del tutto la pandemia, dichiarata conclusa solo nel 1960. Nel frattempo, però, erano morte due milioni di persone. Sempre dall’Asia, caratterizzata da aree densamente popolate, un’igiene non sempre appropriata e - almeno fino alla fine del secolo scorso - uno scarso livello di strutture sanitarie, nel 1968 arrivò l’influenza di Hong Kong, un tipo di influenza aviaria, abbastanza simile all’Asiatica, che in due anni uccise dalle 750mila ai 2 milioni di persone, di cui 34mila solo negli Stati Uniti.

Nel 2000- Pandemia Sars e “suina”
Nel nuovo millennio il primo allarme mondiale è scattato già nel 2003 per la Sars, acronimo di “Sindrome acuta respiratoria grave”, una forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina. In un anno la Sars uccise 800 persone, tra cui il medico italiano Carlo Urbani, il primo a identificare il virus che lo ha poi stroncato. Risale invece al 2009 l’impropriamente detta “influenza suina”, causato da un virus A H1N1. Enorme l’allarme anche in Italia, dove furono oltre un milione e mezzo le persone contagiate. La paura rientrò quando fu chiaro che il tasso di mortalità era inferiore anche a quello della normale influenza.
Dal dicembre del 2019 siamo nuovamente sotto attacco: il nemico ora si chiama Covid-19. Ci siamo trovati impreparati. Scoppia una spaventosa pandemia in Cina, dilaga un nuovo devastante virus nella città di Wuhan: si tratta di un nuovo coronavirus, che provoca la malattia gravissima rinominata Covid-19 (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata. Non cessano nel mondo i decessi e nuovi ricoveri.
Il nostro futuro : La variabilità genetica dei virus del tipo A (antigen-shift), genererà in futuro nuove varianti virali, contro le quali la maggior parte della popolazione non è immune. Prevedere il momento dell'apparizione di un tale virus non è possibile e di conseguenza anche l'arrivo della prossima pandemia d'influenza.

Attraverso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), i governi mirano a raccogliere una somma iniziale di 7,5 miliardi di euro per sopperire alla carenza globale di finanziamenti.
Si lotta contro il tempo alla ricerca del vaccino. L’acceleratore “Access to Covid-19 Tools (Act)”, è una piattaforma di cooperazione globale che intende dare impulso e potenziare la ricerca, lo sviluppo, l’accesso e la distribuzione equa del vaccino e di altri strumenti diagnostici e terapeutici in grado di salvare le nostre vite. Sosteniamo l’appello all’azione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

 

Caro Direttore ,
le incursioni contro il Tuo Notiziario, alterano la verità, spesso dicono il falso, anche in piena pandemia. Noi lettori siamo impotenti quando leggiamo l’“ excusatio non petita ”dell'assessore” Max Taranto* che assai risentito, rimproverando scrive:

“Premesso che l’articolo è stato creato dal direttore sicuramente perché non porta firma ed io personalmente non ho dato alcuna comunicazione al giornale, ma ringrazio comunque l’autore per l’informazione data, vorrei riferire al consigliere Pellegrino scherzosamente che il teatro concretizza l’esecuzione di un evento spettacolare dal vivo, una rappresentazione teatrale si svolge davanti ad un pubblico ed in passato quando lei e persone vicine sull’argomento eravate attori protagonisti ed io uno degli spettatori la COMMEDIA era davvero DRAMMATICA. “

La vera “ accusatio manifesta”, come rettificato dallo stesso Consigliere Max Taranto ( che continua non scusarsi ), in realtà tutta la colpa è del Covid 19.

---Leggo con interesse quanto segnala l’avvocato Salvatore Leone che denuncia “ le motivazioni ridicole che un professore di diritto censura con la bocciatura del candidato, allora si intravede la stupidità della motivazione. Le relative conseguenze diventano due: o non si è in grado di espletare i compiti del proprio ufficio per sospetta stupidità nell'applicare le norme di diritto oppure esiste la colpa grave o il dolo.”

Chi mai indagherà su questo tristissimo versante degli infiniti abusi di “ Potere”!? E quanti di noi hanno subito pesanti violazioni, persecuzioni, maltrattamenti e violenze?.
In Svizzera ci sono pochi Avvocati. Il sistema svizzero- tedesco da quanto conosco- non è una bilancia “ truccata”. La “ Legge” non è “ strattonata”! Una mia amica tedesca recentemente ha avuto seri problemi con il suo datore di lavoro svizzero che ogni giorno la maltrattava, l’umiliava, la costringeva a subire odiose osservazioni., malvagi commenti.. Per mesi la mia amica ha subito ogni tipo di insulti. “Sei incapace.. non capisci nulla, non sai lavorare, non vali nulla.” Una vita infernale.
Ebbene, la mia amica, al limite di un collasso, si è rivolta alla Autorità Svizzere del comune , gli Uffici sono aperti tutto il giorno, non esistono code, non esistono guardie armate, tutto è aperto, senza obblighi di prenotazioni, si telefona, rispondono subito, si mandano e mail, si è subito ricontattati, non solo in Svizzera, ma in tutta la Germania. Gli uffici funzionano, in parallelo, rapidamente, senza odiosi ritardi, senza lo “ scarica barile”, pur con orari limitati, in presenza di Coronavirus, tutto via telematica. Ebbene, la mia amica , in base alla analisi e alla documentazione medica , ha avuto l’autorizzazione a rimanere a casa, dove si cura, ha diritto al riposo, ha diritto alla protezione di Legge.

Mantiene il posto di lavoro, il suo datore di lavoro è obbligato a versarle per tutto il periodo di cure lo stipendio completo , la mia amica è ora tutelata e mantiene tutti i suoi diritti, come gli obblighi, continua a percepire lo stipendio per altri 5 mesi. Alla fine potrà rescindere dal contratto, senza subire umiliazioni e ricatti, e senza nuove penalità. Attualmente sta contattando chi la potrebbe aiutarla nei prossimi mesi. Il Comune è pronto a versarle una somma per le sue necessità di sopravvivenza. Nessun cittadino rimane abbandonato. Ma qui siamo in Svizzera.

---Vittorino Andreoli e il “ Coronavirus”. ( Il testo qui riprodotto è a firma di Maurizio Battista )
Professor Andreoli, : sta dilagando in tutto il mondo la paura del coronavirus, chiusi in casa, bloccati aerei, strade deserte in Cina, cadaveri lasciati in strada...
Siamo nel XXI secolo ma dal punto di vista della nostra mentalità e delle nostre reazioni siamo nelle stesse condizioni delle pesti manzoniane e questo rinforza quanto sostengo nel mio libro: la paura è il tema di grande attualità. Torna la sindrome del “ noli me tangere” , ci si chiude in casa, c’è il terrore della contaminazione, si vuole scappare. C’è la paralisi. Il momento che stiamo vivendo è quello della peste medioevale.

Professor Andreoli, perché oggi abbiamo più paura di ieri? Che cosa è accaduto?
Oggi non esistono più punti di sicurezza, quelli che ci facevano sentire bene, al riparo, difesi. Oggi non c’è più neppure un luogo che riteniamo sicuro, non ci sono nemmeno gli affetti, sembra non esserci più nulla che tenga. «Il coraggio non mi manca, è la paura che mi frega», diceva Totò. Battuta fulminante, che conferma come la paura cosiddetta difensiva sia in realtà quella che ci dà coraggio, che ci fa agire. Ma oggi la paura è diventata paranoia, anzi «panico»
Si registrano anche gesti violenti, insulti, atti vandalici.....
La paura genera violenza. Quando la paura diventa vero panico, non c’è ragione che tenga, la ragione viene azzerata. La nostra civiltà è riuscita ad evolversi passando dalle pulsioni alle regole civili ed etiche.
Ma istinti e pulsioni prendono il sopravvento, ritornano in primo piano se non sono controllati e la ragione non serve più. C’è da aspettarsi di tutto. Stiamo attenti, perché questo ci può portare a un ritorno all’uomo selvaggio. Di fronte alla paura o si scappa o si attacca.
Ieri ci davano sicurezza la proprietà, il denaro e gli affetti: oggi?
Non bastano più. Prendiamo ad esempio la classe media, che è sparita, siamo diventati invisibili : c’è la paura di un impoverimento generale, basta scendere un po’ nel tenore di vita e ti ritrovi nella povertà. Non ci sono sicurezze. Una volta si faceva un’assicurazione o si mettevano i soldi in banca, ora non ti senti più protetto neppure lì; una volta la sicurezza erano gli affetti, la moglie o il marito, o i figli. Oggi consumiamo gli affetti.. Si buttano via, se ne prendono di nuovi.

La gente ha paura, perché?
Il panico paralizza l’uomo, lo immobilizza, lo rende fermo. Senza spinta». E da qui parte il celebre psichiatra veronese per un’analisi profonda del nuovo male di vivere del nostro tempo: la psicosi del coronavirus è solo l’ultimo esempio di come la paura quando diventa globale è paranoia, panico. Nell’ultimo libro Homo incertus (Rizzoli) lancia un grido di allarme su quello che la nostra società sta diventando, una volta che si sono via via perdute le certezze.
La sua è solo nostalgia o intima osservazione del reale?
No, non è un discorso nostalgico il mio, è l’osservazione di quello che vedo, registro, sento dai miei pazienti che l’uomo di oggi si è rotto. Non ha più appigli.
L’uomo contemporaneo è molto più fragile rispetto a 30, 40 anni fa. Il mondo digitale forse ha aiutato questa evoluzione?
C’è una fragilità enorme, si rompe tutto e non c’è un’area nella quale uno si possa rifugiare per dire: mi sento bene. Parliamo del digitale: tra password, virus, furto di identità furto nei conti correnti: quale fede si può avere nella sicurezza digitale? Uno dei grandi business è la cybersecurity, il che dimostra che se vogliono possono entrare nel tuo mondo digitale. Ti dà sicurezza il fatto che la schermata del tuo pc cambia ogni giorno? O ti fa pensare che qualcuno sappia entrare nel tuo pc?

E la fede religiosa?
Non c’è più neppure quella. Nelle chiese è più facile che si entri per ammirare le opere d’arte che per ascoltare la messa. La sicurezza che dava la fede è venuta meno: una volta a messa andava il 95-96% delle famiglie, oggi il 14%, forse.
L’uomo impaurito, l’uomo incerto che cosa diventa? Che società costruisce?
Diventa paralizzato. Dal punto di vista psicologico l’uomo incerto non fa nulla. E se lo fa, agisce solo perché deve e quindi senza motivazioni e senza passioni. Che non ci sono più. Andiamo quindi verso una
società passiva, ferma, che per paura non prende più iniziative. C’è la paura che se sbagli vieni licenziato, che resti disoccupato e non trovi più lavoro, che ci sia qualcuno che ti giudica.

E il futuro allora?
Ecco, questo è il punto. Si resta concentrati sull’oggi per cercare di migliorare il proprio presente ma si perde di vista il domani. Ti concentri sul presente per cercare di superare la paura, non cadere di nuovo in depressione, stare un po’ meglio. Non è la paura difensiva, questa, ma è una paralisi che toglie il futuro. È panico.
Come gestire questa insicurezza, questa paura?
Sul piano individuale è possibile rassicurare le singole persone, puoi condividere le paure di chi ha attacchi di panico, ma si deve capire che soltanto l’uomo può aiutare l’altro. Qui invece c’è una società spaventata. Una società bombardata da una politica che non lancia messaggi rassicuranti ma di continua contrapposizione. Oggi prevale la cultura del nemico e invece si deve tornare a credere negli altri. Perché l’uomo impaurito, paralizzato, ha bisogno di credere nell’altro, di tornare a fidarsi. Siamo invece senza dialogo e rispetto, quando quello che ci serve è un nuovo Umanesimo, che permette a una comunità di vivere insieme.
La paura è stata cavalcata da molti, è un’arma molto forte...

Certo, la paura è stata un business, è stata cavalcata perché più diffondi la paura, più c’è bisogno poi di un potere forte. E quindi la paura della povertà, la paura della crisi aiuta chi ha il potere, perché è a loro che ti rivolgi quando sei insicuro; una volta ci si rivolgeva al Padre eterno, no? Invece la forza dell’uomo risiede nel bisogno dell’altro. Dobbiamo fare i conti con la nostra fragilità che non è debolezza ma una necessità di sentire i propri limiti, capirli e rivolgersi agli altri: senza gli altri non puoi stare bene.
Lei nel libro usa la parola per-donare, perché?
Perché dobbiamo rivalutare l’economia della gratificazione, facendo del bene, e il per-donare, se si riesce a farlo, significa stare bene. Non si tratta di fare un regalo, ma anzi di dare qualcosa di sè. E senza il rispetto dell’altro viviamo nella nostra chiusura e nell’egocentrismo tanto è vero che anche le città, se viene a mancare questa fiducia, non hanno futuro e vanno in degrado, retrocedono.
Se vogliamo ripartire, dunque?
Ripartiamo dall’uomo che deve aiutare l’uomo. È un errore pensare che separandosi, restando soli, ci si difenda meglio. Non si può vivere senza una società e quindi dobbiamo ragionare come comunità e volare alto. Osservo purtroppo una regressione che ci spinge e ci chiude dentro l’io. Invece o ci riapriamo al noi o andiamo a finire male.

N:B: •Vittorino Andreoli, veronese, psichiatra di fama mondiale, è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Tra le sue ultime opere pubblicate in BUR: Le nostre paure (2011), Elogio dell’errore (2012, con Giancarlo Provasi), Il denaro in testa (2012). Con Rizzoli ha pubblicato decine di saggi. Tra gli ultimi compare L'educazione (im)possibile (2014)

---Caro direttore, riporto un concetto generale della Ue, che supera ogni altra legge nazionale,
interpretazioni superate, .in materia di " difesa della salute":
La salute dei cittadini è una priorità fondamentale dell’Unione europea (UE).

La politica sanitaria dell’UE integra le politiche nazionali per garantire che chiunque vive nell’UE abbia accesso a un’assistenza sanitaria di qualità. I principali obiettivi della politica dell’UE in materia di salute sono: prevenire le malattie, promuovere stili di vita più sani, promuovere il benessere, proteggere le persone dalle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria, promuovere l’informazione e l’educazione in materia...I pazienti non dovrebbero essere privati dei diritti più vantaggiosi garantiti dai regolamenti dell’Unione sul co­ordinamento dei sistemi di sicurezza sociale qualora le condizioni siano soddisfatte.

Pertanto, ad un paziente che chieda l’autorizzazione di ricevere in un altro Stato mem­bro cure sanitarie adatte alle sue condizioni di salute dovrebbe essere sempre concessa l’autorizzazione alle condizioni previste dai regolamenti dell’Unione, qualora le cure in questione siano comprese tra le prestazioni previste dalla legislazione dello Stato membro in cui il paziente risiede e il paziente non possa ricevere tali cure entro un termine giustificabile da un punto di vista cli­nico, tenuto conto del suo stato di salute e della proba­bile evoluzione delle sue condizioni di salute.

 

Caro direttore,

la firma dell'articolo, assai triste, INPGI 2020 è di Aldo Garzia.
Perché tanta scarsa collaborazione, tanti nefasti, odiosi, ignobili, egoismi tra gli stessi " giornalisti" ?

Ma come possiamo chiamarci " cittadini"? cittadini di che cosa?
Dove l'informazione è tutta sotto tutela, non deve far nulla, nessuna critica.. solo starsene, zitta , prona al governo..
invece di denunciare deve starsene a " cuccia"....
Ma quale libertà esiste se si pagano solo i " pennivendoli".. tipo Sanremo, accozzaglia della pessima musica, degenerata, tanto ben pagata.
Ma di quale Stampa stiamo parlando?
Dove si uccidono le voci che ci fanno aprire gli occhi, svelano le tante porcherie del governo,
collegato ai bassifondi del Male, del peggio del peggio, la melma in cui si rotolano , un pieno di gente di pessima morale,
Il Popolo è diventato " Bue".... soggetto passivo.. che non conta nulla...guai a chi alza la voce e denuncia..che mette in guardia..
e allora si " castrano"..., si avviliscono, si puniscono,s' incarcerano..e si uccidono i giornalisti che danno fastidio..ovunque essi siano.

Il magnifico pezzo di Aldo Garzia dovrebbe essere pubblicato su tutti i giornali.
Invece è relegato, invisibile tra gli ultimi. Come cosa da " non pubblicare".

di Aldo Garzia

Che malinconia! Sabato mattina, disciplinatamente, sono andato a votare per il rinnovo degli organismi direttivi dell’Inpgi (l’Istituto di previdenza autonomo dei giornalisti). Ho evitato di votare online: volevo rincontrare colleghi e amici.
Seggio in via Lucina, a un passo dalla Camera dei deputati. File lunghissime per “attivi” e “passivi”, così c’invitavano a fare la fila dividendoci tra chi lavora e chi è pensionato (non c’era un modo più cortese di farlo?). Colleghi sparsi che volantinavano come ai vecchi tempi in cerca di preferenze, spiegando le motivazioni di ognuno. Capannelli animati di discussione lungo la stradina. Particolarmente animati, perché in ballo c’è l’autonomia dell’Istituto o la sua processuale confluenza nell’Inps: gli eletti dovranno provare a fare l’una o l’altra cosa. Altro problema sullo sfondo è pure il destino della Casagit e la sua riforma (la Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti).
Per entrare nel merito, ci vorrebbe spazio e bisognerebbe avere dati e documenti: non è questa la sede. Mi limito ad annotare che la confluenza nell’Inps è probabilmente inevitabile. Però non è questo lo scopo di questa breve nota. Mi limito a segnalare impressioni ricavate dopo due ore di chiacchierate con colleghi e amici in una sorta di rimpatriata elettorale.

La categoria è al collasso. Il lavoro giornalistico è diventato sempre più altro rispetto al passato: precario, sottopagato, a metà tra esperti di grafica e computer. Chi ha un lavoro garantito si sente sott’attacco, ha paura ed è ricattato. Ho incontrato solo amici che mi parlavano delle ristrutturazioni in atto per l’ennesima volta nelle loro testate: stati di crisi, casse integrazioni, prepensionamenti, uso di tutti gli strumenti pubblici previsti come ammortizzatori sociali.
È così per tutti: quotidiani nazionali e locali, tv, agenzie, eccetera. Unici garantiti: gli assunti (non i precari) in Rai e Fininvest, che finiscono per essere tra i pochi le cui aziende pagano puntualmente i contributi all’Inpgi. I racconti sono stati tutti univoci e senza speranza. Eppure c’era ancora chi, tra i capannelli, parlava di come recuperare la “fissa”, la clausola contrattuale che gli editori dicono di aver usato per rendere più dolce la crisi e che i giornalisti hanno visto evaporare.
Nella fila dei pensionati “passivi”, ci si consolava ascoltando i colleghi più giovani: “Forse noi l’abbiamo sfangata. Non possono toglierci la pensione”. “Questo mestiere è morto”, il coro unanime che si sollevava tra gli “attivi”. Tra quest’ultimi, sembrava di ascoltare i commenti di vittime designate al plotone d’esecuzione: licenziamenti minacciati quasi dappertutto con l’unica speranza di trovare soluzioni individuali o di rinvio.
Nei capannelli, riconoscevo a fatica – solo nei colleghi più anziani – la categoria che fino a dieci/quindici anni fa si considerava la più coccolata e privilegiata d’Italia per status e salari. Ricordo ancora le riunioni dopo il 2008 – anno dell’arrivo della drammatica crisi economica che permane – in cui, quasi isolato, segnalavo il pericolo di una decadenza/trasformazione del settore per via delle innovazioni tecnologiche e del tendenziale ridursi al lumicino dei sostegni pubblici all’editoria.
Facevo notare pure le tendenze internazionali: negli Stati Uniti e in Francia i giornali erano in affanno e iniziavano a chiudere sotto i colpi di internet, dovevano cambiare e stavano cambiando. Mi sforzavo di spiegare come i giornalisti erano organizzati in altri paesi (ordine o non ordine di categoria?). Mi sentivo ripetere:
Ma in Italia la politica ha sempre avuto bisogno di giornali e giornalisti, vedrai che alla fine una soluzione si trova. Non drammatizzare.
E così si è andati avanti senza riforma dell’accesso alla professione, con scuole di giornalismo di varia entità, senza prevedere le conseguenze di Internet su giornali e fonti di informazione. Si è lasciato tutto com’era mentre c’era bisogno di una rivoluzione nelle teste e nel lavoro per non morire. Si è confidato in privilegi e tran tran. Il risultato è ora davanti agli occhi di tutti: le edicole chiudono, ogni editore licenzia o minaccia o ristruttura. Al seggio di via in Lucina c’era dunque molta malinconia. E anch’io – pur “passivo” – non mi sento troppo bene, per dirla alla Woody Allen.

---Referendum costituzionale del 29 marzo 2020: la guida al voto domiciliare!
Caro Direttore, per permettere a chi non puo’ recarsi al seggio –per gravi motivi di salute- esiste la possibilità di poter esprimere il proprio voto. Sta di fatto che occorre dimostrare di non poterci andare al seggio ”
Leggo, infatti, che “ In vista del referendum costituzionale del 29 marzo, sulla riduzione del numero dei parlamentari, è ammessa la possibilità di voto domiciliare per gli elettori affetti da grave infermità o in dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali.
a) Le domande possono essere inoltrate dal 18 febbraio ( da oggi) al 9 marzo all'Ufficio elettorale del Comune, allegando, fate attenzione:
b) una dichiarazione che attesti la volontà di esprimere il voto in casa, indicandone il completo indirizzo e un recapito telefonico;
c) il certificato medico rilasciato dal funzionario designato dai competenti organi dell'Azienda sanitaria locale, da cui risulti l'esistenza di una gravissima infermità con prognosi di almeno 60 giorni ovvero la dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tale da impedire all'elettore di recarsi al seggio.
Ma non basta ancora: “ il certificato medico deve essere rilasciato in data non anteriore al 45esimo giorno antecedente la data delle elezioni; bisogna allegare la fotocopia della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento.“ La testimonianza cartacea , ti riporto l’affermazione di un esperto in materia di voto, “è infatti l’unico mezzo possibile per la verifica dei voti in un eventuale conteggio manuale. E in tutti questi casi di possibili contestazioni, si è sempre e comunque all’interno di un seggio elettorale.”

 

Caro Direttore,
leggo tra le molte lettere disperate dei tuoi lettori, un interessante, recente reportage statistico-scientifico sul “ bene prezioso acqua potabile” in Italia , da cui emerge un “ preoccupante quadro di inefficienze”, sprechi e cattiva amministrazione. 
• La disponibilità d'acqua diminuisce ogni anno, le località in emergenza idrica crescono di numero, i costi ed i prezzi dell'acqua sono in rapido aumento.
• La corsa alla cementificazione, all’abusivismo, la corruzione, hanno profondamente alterato l'ecosistema fluviale, come dei mari, impedito il deflusso regolare delle acque, con violente alterazioni del territorio e la scarsa cura delle Amministrazioni, hanno avuto effetti devastanti sugli equilibri del sistema idrogeologico e del ciclo naturale dell'acqua. 
• Il 15% della popolazione italiana, circa otto milioni di persone per quattro mesi l'anno (giugno settembre) è sotto la soglia del fabbisogno idrico minimo di 50 litri di acqua al giorno a persona ( come si lavano i turisti?) . 
• Il 30% dell'acqua potabile che entra nelle condotte idriche si perde per strada, causa scarsa manutenzione, tubature obsolete, rotture, perdite, scarsi controlli, irresponsabilità, l’acqua non arriva nelle case, e si paga salato lo stesso. . 
• Il 40% dell'acqua per irrigazione (pari al 70% medio dei consumi totali) si perde lungo le tubazioni dalle sorgenti, dagli invasi alle prese e agli idranti.
• Il riciclo e il riutilizzo dell'acqua in Italia non sono praticati o se lo sono spesso in modo dispersivo.. 
• In tutto il Bacino del Mediterraneo, Italia compresa, nell'ultimo secolo si è verificata una diminuzione delle precipitazioni estive pari a circa il 20%, accompagnata da un aumento delle temperature di 1,5 gradi C.
• Da anni l’acqua è gestita da una miriade, circa 7 mila enti pubblici e da soggetti diversi attraverso 13 mila acquedotti. Una gestione che fa “acqua.”
• Nonostante la tentata riforma del sistema idrico, soffriamo tutti dii questa assurda frammentazione: non ci siamo dotati di una struttura centrale, ben efficiente, moderna, controllata, permangono gravi diseconomie, soprattutto nei territori delle piccole isole con gravissime conseguenze per la popolazione, penalizzate le attività turistiche/ alberghiere, siamo dipendenti da una gestione/ distribuzione tecnologica/ economica/ finanziaria in continua perdita.

 

Caro Direttore,
se non leggo male, e siamo verso l’estate, con il pienone dei turisti, come vi “ docciate” a Lipari? L’intero sistema idrico delle isole Eolie come funziona, se ognuno fa a modo suo?. Rimane un mistero l’uso / l’abuso dell’acqua. Come state ad “ igiene”, se manca l’acqua? Leggo di continue perdite, tubature vecchie corrose, lavori infiniti, lamentele, ritardi, costi alle stelle, viaggi in Australia, feste e ricompense, banchetti e medaglie, mentre le vecchie fognature eoliane scoppiano , le strade sono piene di buche, il mare ha divelto i muraglioni, si salvi chi puo’ il “ coronavirus” è già pronto, gente che si lamenta, siamo a secco. Mi domando: ci sono dati ufficiali, dettagliati, sui consumi medi mensili, invernali ed estivi e sui costi? Chi paga e chi evade? Chi è responsabile di tanta inerzia?

Perché nessuno ne parla? Il 97% della popolazione è servito da società pubbliche. Leggo che “ per investimenti e ammodernamento delle infrastrutture, oggi obsolete, per la riduzione delle perdite dell’acqua, sono necessari oltre 60 miliardi di euro. Oggi gli investimenti si attestano a 34,4 € per abitante/anno. Sono sufficienti?
Un continuo braccio di ferro tra pubblico e privato: “ l’abbandono dell’attuale modello industriale –pubblico- comporterebbe la perdita di economie di scala e scopo per 40 milioni di euro e un maggior costo del reperimento delle risorse finanziarie per 10 milioni, con un incremento tariffario del 10-15 per cento”. Sarà vero?

Sta di fatto che ” La gestione del servizio idrico è un’attività di tipo industriale e deve essere affidata ad imprese efficienti, tecnologicamente avanzate, ben controllate, con attenzione ai diversi aspetti della sostenibilità e, soprattutto, in grado di finanziare i consistenti piani di investimento necessari. Siamo preoccupati poiché riteniamo che le azioni identificate portino lontano dalle finalità per cui nascono, in un continuo scontro tra opposti interessi”.
Ergo: chi ci rimette è l’utente finale. Senza una goccia d’acqua.

---Caro Direttore,
a proposito di “ Dipendenze vecchie e nuove” , ti segnalo, per i tuoi gentili lettori e commentatori, un interessante documento, molto ben articolato, a livello nazionale, che esamina l’evoluzione delle” dipendenze e deii comportamenti a rischio”.
Non bisogna sottovalutare cio’ che vediamo. I nostri giovani sono le prime vittime. Un problema sociale che richiede la massima cura. Siamo tutti coinvolti.
La Strategia nazionale della Confederazione Svizzera contro le dipendenze, descrive l’orientamento multidisciplinare che caratterizzerà nei prossimi anni ( 2019-2023) la politica svizzera in materia di dipendenze e sostituisce, insieme alla Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (strategia MNT), i programmi nazionali di prevenzione del consumo di alcol e tabacco (PNA e PNT), quelli relativi a nuovi “ media”, l’enorme abuso degli sms e dei selfi, del web, delle play –stations…..delle migliaia di ore insonni nella ricerca del favoloso ”partner”, delle infinite “ chats”..dei tanti falsi miti, che imperversano ovunque, delle trappole , dei “ fakes”..degli astuti “ rapinatori” che ti asciugano il tuo conto corrente, dove basta un “ clik” .e sei fottuto.. ..Con quali i misure vogliamo ridurre i problemi legati alle nuove tendenze verso diversi tipi di giochi e di droghe (PaMiDro)?.

Ma quante sono le “ dipendenze” nel mondo? Quali sono i valori che occorre difendere?
Come cambia la struttura della popolazione ? Con quali mezzi si combattono le “ dipendenze”? Come cambia la funzione educativa, punitiva/ discrezionale, attiva / passiva, quali mezzi si adottano, in relazione alla scolarizzazione/ inserimento dei nuovi flussi migratori? Quali sono i nuovi obiettivi le metodiche, per affrontare le “ dipendenze”? E come vanno affrontate? Nell’attuazione confluiscono inoltre anche le esperienze raccolte nell’ambito del “ Programma nazionale migrazione e salute 2014–2017.” Vengono pertanto create le basi per coordinare meglio, sul piano nazionale e internazionale, i numerosi sforzi e le iniziative comuni finalizzati alla prevenzione e alla riduzione delle dipendenze e dei
comportamenti a rischio.

Nel sistema federalistico della Svizzera operano molti attori nel settore della prevenzione e
dell’aiuto in caso di dipendenza.
Si interviene a livello comunale, cantonale e federale, dal piccolo al grande, comune dopo comune, nell’ambito del sistema sanitario e sociale, così come delle assicurazioni malattie e infortuni. L’intera società ne è coinvolta. Come e cosa fare?
Si occupano di queste problematiche in modo sistematico le importanti Associazioni federali di professionisti in ambito medico, psicologico e sociale, vengono dotate di investimenti e mezzi, strutture di aiuto, organizzazioni sociali, telefoni amico, consultori familiari e organizzazioni di auto-aiuto. Inoltre, si interviene particolarmente nelle scuole, di ogni ordine e grado, come nelle strutture per i migranti, nelle aziende dove esiste spesso uno psicologo, come in ambito famigliare..

Questa vasta, pluriforme molteplicità di attori, pubblici e privati, specialisti, come delle Associazioni culturali e religiose, richiede un tenace lavoro che renda efficace il coordinamento e la cooperazione.
In ultima analisi, oltre alla solidarietà sociale, alla funzione dei media, ai professionisti della cultura, psicologi, politici, giudici, sociologi, insegnanti, Presidi, ogni individuo, ogni cittadino, è tenuto ad assumersi la responsabilità del proprio comportamento. Tre svizzeri su quattro sono favorevoli alla creazione di incentivi che promuovano un comportamento salutare, ovunque possibile, soprattutto in ambito sportivo, società senza scrupoli, spesso coinvolte in gravi fatti di cronaca nera, dove la competizione per i migliori risultati è spinta al massimo.
In ambito sportivo dove si creano aspettative del tutto ingiustificate, sono i giovani le prime vittime di un sistema che li attira con facili promesse di successo e che poi in realtà li sfrutta e poi elimina.

Cio’ testimonia quanto è sentita l’importanza di mantenere un alto livello di vigilanza, anche come Stampa ed Informazione, per preservare la salute soprattutto dei giovani, molto spesso facili prede di pericolose associazioni, che mirano solo al loro profitto.
Attenzione che da anni viene indicata come una delle preoccupazioni principali dell’intera popolazione svizzera. Un’ utile lettura che analizza, indaga, e propone interessanti metodiche, nuovi spazi, di sicuro interesse per chi ha funzioni educative e di controllo.

Fonte: Ufficio federale della sanità pubblica-CH  Per ogni informazione: Casella postale CH -3003 Berna sucht-addiction@bag.admin.ch www.bag.admin.ch/dipendenze

---“Dipendenze”….anche a Lipari e nelle altre Isole Eolie, siamo tutti allarmati , molto preoccupati per i crescenti casi di ”Dipendenze vecchie e nuove”, quali sono i rischi, le politiche, come affrontarle e combatterle?
Caro Direttore, leggo dall’” Arena di Verona” che continua –sulla pelle degli studenti- il braccio di ferro tra, genitori, la Scuola e la Regione Veneto. La droga” miete vittime, nelle scuole il tema è caldissimo.

Il Sindaco di Verona preoccupato, risponde: ” non posso che essere favorevole al “ Drug Test” nelle scuole, anzi, come amministratore della città e anche come genitore faccio un appello: mi auguro che il Protocollo sanitario disposto dal Dipartimento delle Dipendenze sia da tutti valutato come un aiuto nella battaglia alla droga, uno strumento “in più“ offerto in primis alle famiglie, e poi alla collettività, a tutela della salute dei nostri giovani».
Domanda . Sindaco ,lei come la pensa?

Sono contrario alla droga, anche allo spinello. Ripeto, resta comunque il mio più grande “no“ ad ogni tipo di stupefacente. Direi di più: quello che era Verona negli anni ’80, considerata una delle piazze più attive in Europa per lo spaccio e il consumo è stato effetto anche della disattenzione delle istituzioni: bisogna tenere le antenne sempre alte e collaborare, tutti, dalla politica alle forze dell’ordine, dalle famiglie alle scuole, per evitare che i venditori di morte tornino ad imporsi. Mai mettere la testa sotto alla sabbia.
Domanda: “ Sindaco , come padre, autorizzerebbe la scuola a fare il Drug Test ai suoi figli? Certo, anzi, dirò di più: i miei bambini sono ancora piccoli ma, quando arriveranno all’adolescenza, sarò ben contento di sapere che nelle loro scuole si faranno questi controlli. Anzi, ringrazierei presidi, insegnanti e medici per essere al mio fianco nella loro educazione: dove non posso arrivare io, è rassicurante sapere che c’è una squadra che lavora per il benessere dei miei figli. E’ una opportunità non un castigo. In classe non si studia solo ma si affronta anche la realtà di tutti i giorni, parlando ai ragazzi dei pericoli reali della vita, educandoli, facendo sensibilizzazione e anche test di questo tipo. Per aiutarli, per prenderli per tempo, per fare tutti insieme quadrato attorno a chi si è messo in grave pericolo.

Domanda: quali sono i rischi’? Risposta: “ecco che – in mancanza di un programma condiviso- ragazzini di 14, 15, 16 anni –nostri studenti- vengono praticamente abbandonati, schedati come tossici con il rischio di essere segnalati senza appello come assuntori, senza l’offerta di un percorso di cura e recupero. E a noi non andava bene. Il rischio è che secondo noi si correva era la punizione fine a sè stessa, un elenco di buoni e cattivi con la lista di quelli etichettati come drogati tout court. Non è così e siamo i primi, a questo punto, a fare un passo indietro. “
Come la pensano i Presidi? Risposta:

” Temono l’effetto negativo per i loro istituti: temono non sia tutelata la privacy dei dati, dei nomi, degli indirizzi, dei medici, con la perdita di attrattività, buon nome, sicurezza e controllo delle loro scuole. “Il tema è molto caldo. Il Protocollo chiarisce che gli eventuali casi positivi saranno comunicati solo ai genitori e ai ragazzi. Il preside non ne verrà mai a conoscenza. Sarà un “affare“ esclusivo tra Ulss e studente. L’iter è semplice: l’Ulss propone lo “screening” alle scuole, se il dirigente acconsente, si fa, a campione, sempre e solo dopo avere avuto il consenso della famiglia. Anzi, se mamma e papà acconsentono ma il figlio no, vale la sua parola, anche se minorenne. L’aspetto della volontarietà è garantito, così come quello dell’anonimato.”

 

Caro Direttore,
impressiona, spaventa, terrorizza venire a conoscenza di continui nuovi casi di “ coronavirus”. Come difenderci? I miei amici cinesi , una coppia , persone normalissime, sono i miei vicini di casa e sono appena arrivati dalla Cina. Come stiamo affrontando il “ Coronavirus”? Come possiamo difenderci se non investiamo in prevenzione? Quali rischi corriamo? Quale è la politica adottata dal governo in casi di nuove epidemie?
Come stiamo a spesa sanitaria pubblica ? Continua ad essere inferiore rispetto a quella dei principali Paesi europei (2.157 euro a parità di potere d’acquisto contro i 4.285 euro della Germania), sia nella componente pubblica che in quella privata e, negli anni, è cresciuta anche meno del PIL (+ 4,1% a valore nominali rispetto a +8,3%). Lo scenario oggi è caratterizzato da instabilità della programmazione delle risorse con continui tagli al finanziamento programmato, revisione, modificazione. I partiti politici usano la sanità come bandiera di battaglia. Ma non si curano della salute dei cittadini. Ne soffriamo tutti. Scarsa attenzione ai tetti di spesa farmaceutica in crescita ovunque, con l’inserimento del meccanismo del payback.
Carenza dei medici, carenza di assistenza una piaga nazionale, ambulatori stracarichi di persone in cerca di avere un minimo aiuto. Pochi medici . Poche cure. Molti malati e vecchi abbandonati, in netto contrasto con la domanda crescente di servizi sanitari. Condomini pieni di vecchi abbandonati. Si stima che nel 2025 mancheranno 16.700 medici di medicina generale e 22.400 specialisti. La classe medica italiana è anche caratterizzata da un’età media più elevata: il 54,4% dei medici ha più di 55 anni rispetto al 34,8% della media europea.

Disomogeneità regionali che hanno radici profonde e sono rilevabili in numerosi indicatori: livelli di reddito e d’istruzione, stili di vita e status sociale che si riflettono sullo stato di salute psicologico e mentale. Nella Provincia Autonoma di Trento, la percentuale di individui sedentari è minima nella Provincia Autonoma di Bolzano (11%) e massima in Basilicata (62,2%). Anche le risorse destinate alla sanità variano significativamente nel territorio nazionale: le Regioni più ricche del Nord, registrano livelli di spesa sanitaria pubblica e privata superiori alle altre (la spesa totale nella Provincia Autonoma di Bolzano è pari a 3.026 euro, 1.000 euro in più rispetto alla Calabria e alla Campania).

Come stiamo ad invecchiamento della popolazione? Aumentano i vecchi e le malattie dell’età, ed aumenta la spesa. Nel 2018 l’età media della popolazione è stata pari a 45,4 anni, e la percentuale di over 65 ha raggiunto il 22,8%..
Fattori di rischio?
Quali età, alimentazione scorretta, fumo, iperglicemia, alta pressione arteriosa e ipercolesterolemia, comuni a tutte le patologie ad alto impatto per il sistema. Sono soprattutto il sovrappeso/obesità infantile, e la sedentarietà (solo l’8,3% fra i bambini di età inferiore a 15 anni svolge attività fisica moderata contro il 12,5% della Germania).

Patologie croniche non trasmissibili?
Sono responsabili nel 2018 del 93,4% dei decessi e dell’88,4% ,con un’incidenza destinata a crescere con l’avanzare dell’età, essendo l’età media uno dei fattori di rischio più significativi. Nel 2018 le malattie cardiovascolari e i tumori sono state le maggiori cause di disabilità e mortalità. In particolare, le patologie cardiovascolari rappresentano la 1a causa di mortalità e la 2a causa per DALY.

Esitazione vaccinale? Gli italiani dimostrano scarsa confidenza con i vaccini, spesso li rifiutano, manca l’informazione, c’è molta ignoranza, solo 3 su 4 pensano siano efficaci, 1 su 2 ritiene che siano utili solo per i bambini e 1 su 4 pensa che le vaccinazioni raccomandate non siano importanti.

Antimicrobico-resistenza (AMR)? I livelli di resistenze batteriche sono tra i più alti in Europa con impatti sulla salute e sui costi: il nostro Paese è primo in Europa per decessi e DALY causati dall’AMR (rispettivamente pari a 18,2 e 489,2 per 100.000 abitanti all’anno rispetto a una media OCSE di 4,7 e 130,3 per 100.000 abitanti all’anno), ma anche per costi (663.000 dollari PPP per 100.000 abitanti all’anno rispetto alla media OCSE di 232.000).
Difficoltà di accesso all’innovazione. Nel nostro Paese permangono ritardi e disparità sia nella disponibilità che nell’accesso all’innovazione farmaceutica e tecnologica: si perdono 13,4 mesi tra l’approvazione di un farmaco e la prima vendita nel Paese contro i 6,3 del Regno Unito e i 4 della Germania.
Ritardi nella digitalizzazione del sistema sanitario, con un uso dei servizi digitali per la sanità inferiore alla media europea: ad esempio la diffusione dell’e-booking e dell’e-prescription risultano scarse, pari al 10% e al 9,2% rispetto a una media europea del 19,7% e del 38,5%. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è stato attivato molto poco: 2 cittadini su 10 e solo 12 Regioni stanno lavorando all’interoperabilità dei Fascicoli Sanitari Elettronici in uso.

Clima ed inquinamento atmosferico che è considerato dall’OMS come il maggior rischio ambientale per la salute , aumenta il caldo, si modifica l’ambiente, non si respira bene, cio’ causa ogni anno la morte prematura di 7 milioni di persone. L’Italia mostra valori abbastanza alti rispetto ad altri Paesi europei: nel nostro Paese nel 2017 le morti premature legate all’inquinamento sono state 60.600 mentre i DALY hanno raggiunto il valore di 870 per 100.000 abitanti.
L’evoluzione demografica ed epidemiologica sta avendo e avrà sempre maggiori impatti sulla sostenibilità dei sistemi sanitario e di welfare. Già oggi la spesa per sanità,” long term care” e per pensioni è pari al 23,4% e il modello previsionale di Meridiano Sanità sull’andamento della spesa sanitaria rispetto al PIL mostra come al 2050 la sola spesa sanitaria salirà all’8,5% (rispetto al 6,5% del 2018).

 

Caro Direttore, il Vincitore del Festival di Sanremo 2020 è
Antonio Diodato con “Fai rumore”: Si pregano i gentili lettori del Notiziario di ” Fare rumore”
Grazie - Il testo:
“Sai che cosa penso, Che non dovrei pensare. Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un’anima. Ma forse è questo temporale. Che mi porta da te,
E lo so non dovrei farmi trovare. Senza un ombrello anche se
Ho capito che Per quanto io fugga. Torno sempre a te Che fai rumore qui,
E non lo so se mi fa bene, Se il tuo rumore mi conviene Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare. Questo silenzio innaturale.

Tra me e te. E me ne vado in giro senza parlare. Senza un posto a cui arrivare,
Consumo le mie scarpe E forse le mie scarpe Sanno bene dove andare,
Che mi ritrovo negli stessi posti, Proprio quei posti che dovevo evitare,
E faccio finta di non ricordare, E faccio finta di dimenticare.
Ma capisco che,
Per quanto io fugga, Torno sempre a te .Che fai rumore qui, E non lo so se mi fa bene,
Se il tuo rumore mi conviene ,Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare. Questo silenzio innaturale tra me e te.
Ma fai rumore sì Che non lo posso sopportare. Questo silenzio innaturale,
E non ne voglio fare a meno oramai
Di quel bellissimo rumore che fai.”
Antonio Diodato, born 30 August 1981, is an Italian singer/songwriter born in Aosta and has lived in Taranto and Rome. After making his first music in Stockholm, Diodato came back to Italy where he has released 3 albums so far. Diodato has previous experience in the Italian Song Contest, as he participated in the newcomer's section of Sanremo in 2014, placing 2nd. In the same year, he also won 'Best Newcomer' at the MTV Italian Awards. The performer participated again in Sanremo in 2018 with trumpet player Roy Paci and the song Adesso, reaching 8th place among the Big artists.After working as an actor in the film Un'avventura in 2019, Diodato returned to Sanremo for the third time in 2020, winning first place, the Critics Award and the Press Award for his song Fai Rumore.Fai Rumore was written by Diodato and Edwyn Roberts and released on his fourth album, Che vita meravigliosa.

Caro Direttore,
oggi è un giorno assai triste per “ l’informazione”. Chi informa . chi ha coraggio di denunciare, è spesso messo al bando, come un criminale. Perché tanto odio contro “ l’informazione”? Noi tutti piangiamo la morte del dottor Li Wenliang . Questo giovane medico ha capito per primo che tutti eravamo in pericolo. E stato tra i primi in tutta la Cina che ha dato l’allarme. Nessuno lo ha voluto ascoltare. Chi comanda lo ha brutalmente “ eliminato”. Quanto è duro vivere in un sistema politico punitivo, brutale, orrendo che affossa “ l’ informazione”.!. Che punisce il giornalismo onesto, vero, la buona notizia , che avverte del pericolo, che salva le vite umane, mentre chi governa blocca e perseguita chi scrive.

E tutti noi a correre dietro questo ipocrita mondo pieno di falsità, tutti a leccare i piedi dei “ Boss che guidano il Mondo”, come tanti servi della gleba. Il dottor Li Wenliang è un eroe. Aveva notato già a dicembre sette casi di un virus che gli ricordavano la Sars all'ospedale di Wuhan, dove lavorava. Aveva tentato senza successo di avvertire i colleghi, di condividere l'allarme che quei casi sospetti avevano suscitato, ma le autorità locali gli avevano fatto capire che era il caso di non insistere, di smetterla. Li Wenliang è morto per salvare milioni di noi, anche quelli che pensano di non dover esser contagiati. Ma i virus sono potentissimi assassini, che nessuna sistema politico potrà mai sconfiggere. I virus non hanno confini. Wenliang faceva l'oculista, aveva 34 anni. Nell'annunciarne la morte l'edizione online del quotidiano di Pechino Global Times ne ripercorre i suoi ultimi giorni: "Il dottor Li Wenliang è uno degli otto medici che avevano cercato di avvertire i colleghi dell'epidemia di coronavirus ma erano stati redarguiti dalla polizia locale". Subito dopo il quotidiano ha cancellato il tweet sulla sua morte, mantenendo l'articolo sul sito che ne dava notizia, mentre altri media del regime hanno scritto che l'oculista sarebbe ancora vivo ricoverato in terapia intensiva. Quante false notizie di regime.

Li Wenliang aveva diffuso l'allarme in una chat condivisa con alcuni colleghi il 30 dicembre. In seguito era stato convocato dai responsabili dell'ufficio pubblico per la sicurezza, iscritto nel registro degli indagati e messo in guardia dal diffondere "interpretazioni false". Un vera e propria “ esecuzione”. Un mese dopo Li aveva riproposto la sua storia in un post, questa volta da un letto di ospedale dove era ricoverato dopo essere stato contagiato. La sua foto con la maschera dell'ossigeno e il tesserino d'identità erano su tutti i social in Cina. Vergogna per il governo Cinese. Ma era troppo tardi, l’epidemia sta ora investendo interi continenti. Ora tutta la Cina trema, intere città bloccate, regioni tagliate fuori, private di contatti, noi tutti siamo in pericolo, l’intero continente asiatico soffre con la Cina, milioni di uomini e donne bloccati in casa. L'oculista dopo aver dato l'allarme era stato fermato dalla polizia, minacciato. Screditato dalle autorità, arrestato insieme ai sette colleghi che avevano messo in guardia amici e conoscenti. Simbolo del silenzio del governo davanti all'emergenza, stroncato proprio dal virus che aveva cercato di denunciare e combattere.

“Chinese doctor Li Wenliang, one of the eight whistleblowers who tried to warn other medics of the #coronavirus outbreak but were reprimanded by local police, dies of coronavirus on Thursday in Wuhan, the Global Times has learned.February 6, 2020. We are deeply saddened by the passing of Dr Li Wenliang. We all need to celebrate work that he did on #2019nCoV - @DrMikeRyan— World Health Organization (WHO) (@WHO). L’umanità intera piange il coraggio e l’eroismo del dottor Li Wenliang , martire della “ informazione”.

Caro Direttore,
ogni italiano, che canti o non, si sente vincitore, finalista a Sanremo. Il maggior avvenimento dell’Anno 2020. La Rai , viva e vegeta, ha fatto centro, con il suo esercito la Tv incassa, grazie a Sanremo, un surplus di centinaia di milioni di pubblicità. Si brinda fino a Domenica.
Statistiche alla mano, non si contano i vincitori, e tanto meno i vinti. Sanremo non teme il “ coronavirus” che uccide uomini ed animali. . Gli italiani, popolo canoro, lo stanno combattendo. Grazie a Sanremo. L'effetto “coronavirus” , comincia a farsi sentire anche dal punto di vista economico. In un'Italia che non riesce a crescere, in netta recessione, ha archiviato il decennio 2009-2019 tutto, in negativo. Si stenta a respirare. Lo smog fa male.. Ora a preoccupare le nostre imprese è il possibile fermo del gigante cinese verso il quale ci lega un interscambio da 44 miliardi di euro/ anno. Non entra e non esce un cent. Banche a secco. Sanremo vince. I ristoranti italiani sono strapieni. Ovunque il mercato delle canzonette è targato Sanremo, a furor di popolo, invaso ogni bar, la gente balla, cresce musicalmente, milioni di giovanotti, senza futuro, sbraitano da mane a sera, tutti a far ressa per essere tra i primi. Impazziti? Ci siamo finalmente liberati da ogni problema economico. Si galoppa con Sanremo verso picchi di aumenti del PIL. Dei redditi.

Esplodono le pensioni, minime, raddoppiate. Si sta benone.
È evidente che se rallenta la Cina, Sanremo galoppa, e canta vittoria. A maggior ragione dobbiamo vincere in chiave musicale. Ogni cantante usa ogni mezzo , la metrica non esiste, manca l’originalità, il sentimento, i testi diventano incantabili. Non divertono nessuno. Si mescola il vecchio con il trapassato prossimo. Senza risparmio, la RAI spende e spande. Tanto sono soldi nostri. Boom di ascolti. Nessun dorma. Tutti incollati alla Tv. E tanta pubblicità. Una manna. Uno dei maggiori produttori di vaccini del mondo, GlaxoSmithKline, lavora giorno e notte per fermare le epidemie accelerando lo sviluppo dei vaccini con la creazione e la distribuzione di un potente vaccino. L'obiettivo è fornire rapidamente molte dosi appena questo sarà disponibile. Dobbiamo far presto. Quando finirà? Esami di maturità, solo se sai cantare. Non esiste “ coronavirus” che possa frenare l’impeto canoro di Sanremo. Sanremo impazza su ogni rete. Bloccate le strade. Tappeti rossi . Delirio. .Pioggia di fiori. Applausi . Una nuova pestilenza. Raddoppia la tassa di soggiorno. Insomma Sanremo “ tira”. Dal taglio dei Parlamentari al raddoppio degli addetti RAI TV di Sanremo. Non ci preoccupa questo devastante nuova pestilenza, musical-popolare, di chi canta vittoria. E se mancano i medici? In fuga milioni di persone. Interi continenti si svuotano. Aumentano gli scafisti. Mancano le “ mascherine? Vanno a ruba oltre 10 euro. I decessi sono stabili?

I redditi di ristoranti cinesi vanno in cenere. Si chiude. Non c’è da preoccuparsi. Sanremo vigila. Naturalmente ci sono elementi d’ incertezza. Alcuni importanti impatti già si vedono. Federalberghi lancia l'allarme con un quarto delle disdette delle cancellazioni, "i conti sono presto fatti", nel 2019 le reti italiane hanno registrato 4 milioni e mezzo di arrivi dalla Cina. In un solo mese come febbraio 2019, erano ben 4 500 mila. Invece quest'anno non è arrivato un solo cinese. In crisi intere flotte aeree. Tutti i servizi per i tour di gruppo all’estero forniti dalle agenzie di viaggio cinesi, comprese le prenotazioni alberghiere e dei biglietti aerei, sono sospesi. Lo riferito la tv di Stato Cctv, come i tour organizzati all’interno della Cina.
Sanremo ha reagito. Potenza di Sanremo, nessuna epidemia lo preoccupa. Si evita panico e allarmismo. Giovedì , vertice con tutte le categorie del settore al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo per affrontare questa fase di emergenza. Evitiamo allarmi. Colpi duri anche per lo shopping di lusso, della moda delle eccellenze del “made in Italy”, interi comparti in crisi nera, considerando che il turista cinese spende in media, 150 euro in “ shopping” , ed divertimenti al giorno durante la sua permanenza!

Dunque vendite non un calo, ma un totale azzeramento proprio durante il magnifico Capodanno cinese, quando i turisti ,ieri pieni di dollari, oggi non viaggiano . Crollano le prenotazioni, cala il personale. . Non si decolla. Intere regioni chiuse, non si esce. Case chiuse. Non si parte. Malgrado le loro poderose mascherine. Viaggiamo sicuri? Navi turistiche con a bordo migliaia di turisti in quarantena. Caccia al “malato”. Ti controllano la febbre . Il corona -virus non perdona. Ci sono previsioni a tinte fosche che tagliano fuori l'intero mercato della “ Via della seta”, almeno nel primo semestre. E poi, siamo in estate. Ancora più grave se l'Italia viene percepita come un Paese a rischio, in pieno sviluppo turistico, unica speranza di reddito ,con effetti a cascata anche dal resto del mondo. Attenti ai cinesi. L’Africa non ha coperture di nessun tipo. Sanremo è avvertito.

Ma dove è la vera musica italiana? Il bel canto, l’armonia, se gli ospedali non sono in grado di curarti?? Bisogna schermare il Paese. Bisogna “ blindarlo”. Sanremo ha tutta la sua potenza canora. Sanremo ce la mette tutta. Tutti aspettiamo la fine della pestilenza. Fino a Domenica. Sanremo vigila su tutti noi. Poi si vedrà.

 

---Caro Direttore, attenzione alle truffe telefoniche, e ai furti bancari.
L’Agenzia delle Entrate ha informato che in questi giorni stanno circolando delle mail fraudolente, relative alla fatturazione elettronica, con lo scopo di truffare i cittadini. Nel mirino ci sono soprattutto le caselle di posta elettronica certificata di strutture pubbliche, private e di soggetti iscritti a ordini professionali. 
L’hacking dei conti bancari rappresenta una delle più grandi minacce del nuovo millennio. E ora sta emergendo una nuova generazione di cybercriminali sponsorizzati dai governi di Corea del Nord, Pakistan, Cina, Stati Uniti, Russia, Iran e Ucraina. Lo rivela Group-IB, fornitore di soluzioni per la cybersicurezza, nel suo ultimo rapporto annuale “Le tendenze del crimine hi-tech 2018”, presentato in occasione della conferenza CyberCrimeCon18.

Nel mirino, secondo Group-IB, ci sarebbero anche i funzionari statali. Tra le ultime tendenze dello spionaggio virtuale c’è infatti la manomissione di dispositivi domestici con i relativi dati personali. I gruppi di hacker più attivi sponsorizzati dallo Stato, fa sapere Group-IB, provengono da Cina, Corea del Nord e Iran. Nel 2019 sono stati individuati nuovi gruppi di hacker che hanno preso di mira vari istituti finanziari. Fra loro, anche il famigerato “Silence”.

“È uno dei più grandi gruppi di criminali informatici che minaccia le banche a livello globale insieme a MoneyTaker, Lazarus e Cobalt – riferisce Group-IB -. Questi hacker sono in grado di danneggiare istituti di credito, penetrare nei sistemi finanziari e prelevare denaro”.
Per i consumatori la minaccia maggiore è rappresentata dalla clonazione delle carte di credito. Ogni mese vengono scaricati i dati i circa 680.000 carte bancarie e oltre un milione di depositi bancari .Negli ultimi 18 mesi sono stati individuati 18 nuovi troiani per pc come IcedID, BackSwap, DanaBot, MnuBot, Osiris e Xbot.

Quasi l’80% dei siti web di phishing (un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso) si registra negli Stati Uniti. Seguono Francia e Germania.
Secondo il rapporto di Group-IB, i casi di phishing riguardano soprattutto il cloud storage (28%), la finanza (26%) e i servizi online (19%).
L’anno scorso i cripto-mercati sono stati tra i principali bersagli degli attacchi phishing: sono stati rubati 14 scambi di criptovalute, con perdite pari a 882 milioni di dollari. Almeno cinque di questi attacchi risalirebbero agli hacker nord coreani di Lazarus, un gruppo sostenuto dallo Stato.
All’inizio del 2018 è stata individuata una nuova minaccia per la sicurezza informatica globale, rappresentata dagli attacchi ai microprocessori di alcuni gadget. Si tratta di minacce attualmente quasi impossibili da rilevare.

“Nessun software antivirus può essere d’aiuto quando il problema si manifesta livello di hardware”, dice Dmitry Volkov, CTO di Group-IB. “Quando un dispositivo viene compromesso in tale maniera, anche reinstallare il dispositivo o eliminare il disco rigido non risolverebbe il problema.
Non appena ci si collega a internet, un criminale potrebbe avere il pieno controllo di quel dispositivo”. Non sono molti gli hacker in grado di realizzare simili attacchi, ma la situazione potrebbe presto peggiorare, ha fatto sapere Group IB.
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Ci sono truffe di ogni tipo Un modo semplice per difendersi è fare subito attenzione al numero che riceviamo.. Ci si ritrova iscritti, a propria insaputa, a servizi a pagamento attivati semplicemente dopo aver navigato su un sito o dopo aver cliccato, anche involontariamente, su un banner che impediva di vedere ciò che volevamo Lo schema è sempre lo stesso: non concludete nulla al telefono.
Con una email ci invitano, per un motivo o per un altro, a cliccare su un link per inserire dati privati o di pagamento. Lo stesso schema, però, oggi viaggia su un altro canale; i messaggi istantanei su telefono cellulare. Vi prosciugano il vostro conto bancario. Se si riceve una telefonata da un numero sconosciuto e, nel momento stesso in cui rispondiamo, il truffatore fa cadere la linea senza dire una sola parola. Gli hacker non smettono mai di truffare e ingannare le loro vittime.

Questa volta hanno deciso di colpire tutti i consumatori con un conto paypal attivo; le vittime in Italia sono tantissime e le segnalazioni continuano ad aumentare. Il truffatore vuole spingerci a richiamare e, a quel punto, mira al credito telefonico addebitando sul suo numero costi a dir poco esorbitanti per la chiamata. La sempre maggiore diffusione delle app per mobile banking fa sorgere molte preoccupazioni. Le applicazioni oggi presentano falle anche molto gravi. 
Ciò permette ad hacker e cyber criminali di inserirsi nei circuiti bancari e trafugare denaro e informazioni sensibili dai nostri conti online.

Caro Direttore.
Il 2020 si apre con tre pessime notizie:
1 -Milioni di persone ovunque nel mondo sono a rischio di epidemia da “ coronavirus”. Siamo indifesi. Bloccati tutti i voli da e per la Cina. Il Governo ha dichiarato per sei mesi lo stato di emergenza sanitaria. «Una conseguenza dello stato di emergenza globale dichiarato ieri dall’Oms». Il colosso svedese Ikea ha annunciato che chiuderà metà dei suoi negozi in Cina. Saracinesche abbassate anche per Starbucks, che in Cina ha 4.300 coffee shop: “Attualmente abbiamo chiuso più della metà dei nostri negozi in Cina. Anche McDonald ha seguito il suo esempio: ristoranti chiusi in cinque città del Paese. Toyota ha deciso di sospendere fino al 9 febbraio la produzione dei propri modelli. La paura sale di ora in ora.

2- L’Australia oggi è un rogo: oltre alle 29 vittime confermate, milioni di danni, si stima 480 milioni di animali morti nelle fiamme, quelli rimasti uccisi, quelli feriti, quelli che hanno perduto il proprio habitat. Una media di 17,5 mammiferi, 20,7 uccelli e 129.5 rettali per ettaro e moltiplicato questo numero per il totale di terra bruciata. Kangaroo Island, l'isola dei canguri è stata evacuata per l'emergenza incendi. Gran parte della Tasmania è stata avvolta dal fumo degli incendi della costa orientale dell'Australia. La portata della devastazione è enorme e il vento ne porta la testimonianza fino in Nuova Zelanda”.Si viaggia a rischio.

3- L’Uk si separa da oggi dalla UE. I settori più colpiti dalla Brexit saranno quelli del consumer market e della health industry: il 70 e il 67% delle imprese operanti in queste aree affronteranno modifiche dell’assetto operativo e costi aggiuntivi dovuti agli adempimenti doganali. Spese crescenti. In pericolo “ Erasmus”, milioni di giovani perderanno tutto cio’ che abbiamo costruito in anni ed anni di sacrifici. La cultura ne soffrirà, e la Scuola. La percezione di rischio, un ritorno alle “ dogane”, di una Europa disunita, fragile, superata, antistorica, al calo della produzione, alla crescita della disoccupazione, investe l’intero ciclo produttivo delle aziende esportatrici, in parte legato alle merci prodotte in Uk, tanto che un terzo di loro dovrà riesaminare le policy, tutta in divenire, di attribuzione dell’origine dei beni ceduti all’estero.

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Caro Direttore,
Le banche controllano la “ tracciabilità” dei pagamenti. Ma non nelle Eolie . Un mio amico mi chiede: grosso modo un viaggio in Australia di 2 settimane, quanto costa? 
• 1.200€ a testa per i voli , tra i 1.500 e i 2.000€ per l’alloggio (in hotel di media categoria)
• 60€ al giorno / testa per mangiare (andando parecchio al risparmio ovviamente), fanno un altro migliaio di Euro abbondante
• Un 500€ per il noleggio auto (cifra assolutamente variabile in base al numero di giorni e alla zona)
• 150€ di assicurazione
• Spese varie in loco , regali etc…rinfreschi, obblighi di rappresentanza, costi fuori budget, situazioni improvvise, urgenze.. etc.. il cui ammontare è incalcolabile perché, di fatto, del tutto personale
Manca l’Acqua? Manca la Salute? Manca il Trasporto? Poveri noi. Dobbiamo pur sopravvivere, molti lo fanno contro la Legge. Impera l’egoismo… un’ autorevole voce dell’arcipelago si confessa”… . “Magari se ci sono mafiosi alle Eolie si potrebbero sfruttare con questi tour che diventerebbero un valore aggiunto per l’economia eoliana.” E tutti vanno a cena, un posto da favola, vi si mangia bene. Nessuno controlla la “ tracciabilità” se viene dal mare. Quanti sono gli euro “ non mafiosi”? Provenienti da attività commerciali lucrative, con tanto di “ licenza”? E chi non ha la stessa “ licenza”? Sembra un invito ben preciso alla mafia. Milano è tutta mafiosa. Roma lo è sempre stata. Con la mafia si campa bene, al sicuro. Si succhia il sangue degli altri. Ogni euro che circola in Italia contiene 95 centesimi di buoni, sani, onesti propositi mafiosi..

---Da Vulcano , grazie al tuo Notiziario, una voce urla il suo dolore, mi sento impotente, inutile : da tempo si assiste alla divaricazione morale, cancellate le norme, alla castrazione sistematica dei rapporti di “valore”, calpestata l’umanità, anche dei nostri sacri dogmi costituzionali. Che fine stiamo facendo? 
L’intero territorio, non solo a Vulcano, si è desertificato, corrotto, talmente alienato , invivibile. Le nostre sane basi morali sono state cancellate. Quale è il nostro futuro? L’Italia è diventata, Dio non lo voglia, un contenitore di “ Sardine”? Quanto puzza ‘sto pesce! Di quali altri pesci vogliamo imitare la nostra infelice metamorfosi? Pur amando le sardine, non mi sento tranquillo se dovessi nutrirmi di me stesso. 
La nullità dei nostri “ partiti politici”, la vuotezza dei loro programmi, dei loro continui baloccamenti, scempiaggini, con tutte le ridicolaggini dei loro Capi e Capetti, nei loro contorcimenti infantili e irrazionalità, la loro avidità, orrenda ipocrisia, nella loro immensa inutilità, tanto sconfinata, talmente vasta che non bastano gli oceani di Marte per contenerla.

Caro Direttore, 
esiste una statistica ufficiale dei costi e dei finanziamenti, pur anche dei debiti, anno per anno, che indaga sulle “ Trasferte e dei Viaggi dei nostri Amministratori Pubblici per Lavoro e/o per pura Rappresentanza”?
Durante tutta una lunga infinita “ campagna elettorale” sono milioni di euro che vengono buttati via, per non concludere nulla. Peggio è con le “ Trasferte per Rappresentanza”, dove tutti cercano di farsi il loro “ posto al sole”. I Comuni italiani sono oberati da milioni di euro di debiti. E chi indaga?

Sarebbe molto utile mettere freno a tanti inutili debiti. Tema che raramente si affronta e si discute. Mi riferisco a quanto mi succede sui treni che giungono alla dogana di Chiasso. Senza tanti preamboli i nostri poliziotti di frontiera senza mezzi termini ti chiedono: “ Prego, mi faccia vedere quanto denaro ha”. “ Voglia farmi vedere il borsello’” Ha Carte di credito? ….Quanti euro trasporta, quanti euro ha, 10.000 ?”

Ogni viaggio costa molto. Anche quelli di “ Rappresentanza”. Alla fine i debiti aumentano. E chi paga? La tracciabilità non è dunque uno strumento di monitoraggio dei flussi finanziari, ma un mezzo a disposizione degli inquirenti nelle indagini per il contrasto delle infiltrazioni delle mafie nell’economia legale. Tutto il mercato è pieno di denaro “ sporco”. Ma chi controlla i controllori pubblici ?

Leggo che “ Il conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche viene costruito dall’Istat entro la fine del mese di febbraio di ciascun anno al fine di trasmettere alla Commissione UE le statistiche richieste in applicazione del protocollo sui deficit eccessivi annesso al patto di stabilità. Il conto economico consolidato viene redatto a partire dai beni di tutte le istituzioni che appartengono all’aggregato delle pubbliche amministrazioni e, fornisce una rappresentazione economica, consolidata e di competenza, delle principali voci di entrate e uscite.”

Mi sembra di capire che a Lipari non esiste una minima azione di controllo sui conti pubblici..
Tutto finisce nel “ calderone” che alimenta il dissesto? ? Esiste un minimo di “ tracciabilità” del “ viaggio privato” , con tanto di documentazione ? O tutto si trasforma in “ Ordinaria Rappresentanza”?

Caro Direttore,
colgo due notizie dal tuo “Notiziario” e cerco di capire, ma non ci riesco:
• Il viaggio del Sindaco in Australia con la sua famiglia, di 15 giorni... che non comporterà alcuna spesa per l’Ente Comunale, è stato organizzato in modo che coincidesse con diversi incontri volti a rinsaldare il legame con le numerosissime comunità presenti a Sidney e Melbourne.

• Angelo dr. Sidoti scrive preoccupatissimo: “TOTALE NON INCASSATO DAL 2014 COMPRESO STIMA DEL 2019 TRA IDRICO E RIFIUTI EURO CIRCA 20MLN!!!!!!!!!!!!!! RESTA DA COMPREDERE SE E’ STATO RECUPERATO L’ANNO 2013 IL CUI RESIDUO, DA PRECEDENTE RELAZIONE AMMONTAVA A CIRCA 1MLN.”
Ma chi amministra, con tanti milioni di debito,… sa cosa stia facendo?

Caro Direttore,
Non dimentichiamo che Isaac Newton (1642-1727) è stato anche un appassionato studioso del Cristianesimo, il suo” Trattato sull’Apocalisse” è stato tradotto da Bollati Boringhieri nel 1994. Isaac Newton, con accanimento, si oppose ad uno dei pilastri della fede cristiana, il dogma trinitario, che considero’ “un inganno diabolico. ”La decifrazione dei libri profetici lo impegno’ per tutta la vita. Tutti sanno l’importanza degli studi Isaac Newton. Una specie di “ Teologica Newtoniana”. Interprete della natura e delle profezie, in profonda antitesi con i dogmi della Chiesa d’Inghilterra.

Quanto abbia contribuito ad illuminare di nuova luce il cammino della fede e della scienza.” Con le ossessioni ed il metodo implacabile di un genio assoluto, come lo descrive Pier Giorgio Odifreddi” Desidero segnalare peri tuoi gentili lettori due articoli che rivelano la grandezza di Newton. Il primo, a firma di Vincenzo Barone si puo’ leggere sul Domenicale del 3 novembre 2019,”Einstein e l’ecclissi che illumino‘ il mondo“ e il secondo a firma di Massimo Bucciantini “ Il cristianesimo illuminato di Newton“ ,sempre sul Domenicale ( Il Sole 24 Ore) del 5 gennaio 2020.

Caro Domenico Palamara,
tu non devi "umiliarti“, quando scrivi che hai bisogno, tu hai tutti i diritti costituzionali, civili e politici . Tutti per te. Chi è stato eletto dal popolo deve fare di tutto per il popolo, non mentire, non tradire il mandato, ascoltare, fare, realizzare, muoversi, attivarsi, e anche umiliarsi. E non viceversa.
Se invece tu chiedi con “ umiltà”, come fosse un’ elemosina, pensando di non meritarti i tuoi sacrosanti diritti che sono tutti tuoi, che poi sono anche i nostri, di tutti, di tutto il popolo, senza esclusioni, isolani o non, ti ritrovi in pieno medioevo, dove chi comandava non solo ti bastonava a dovere, ti metteva alla gogna, ti espelleva dalla città a suon di calci nel sedere. Oggi è il popolo che ha il potere. Tu hai tutti i diritti di protestare, di esprimere le tue opinioni, di farlo sapere in ogni sede, di far conoscere quanto sei avvilito, quanto sei isolato, quanto soffri .... e che i tuoi diritti sono calpestati.

Caro Direttore,
spesso mi sono chiesto , perché molti anziani italiani, anche miei amici, scoraggiati dalle difficoltà, rinunciano a curarsi o a sottoporsi ad accertamenti clinici? Ci sono circa 3 milioni e 200mila (su 4 milioni di malati cronici) che hanno rinunciato a curarsi. Ogni anno nell'Unione Europea muoiono più di 1,2 milioni di persone prematuramente quando ciò potrebbe essere evitato attraverso una migliore prevenzione delle malattie e interventi di assistenza sanitaria più efficaci ", ha affermato Vytenis Andriukaitis , Commissario per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione Ue che con l'Ocse ha elaborato il Rapporto.

Il Sistema Sanitario italiano è, malgrado ogni governo quasi retaggio dell’Ancien Regime , basato sulle Caste dominanti. Oggi è inquinato, profondamente, dal virus della corruzione. Lo spreco, la cattiva amministrazione, l’incapacità, il disordine, la cattiva volontà, gli interessi “ privati”, calcolato nell’ordine dei oltre 6 miliardi di euro l’anno e pagato di fatto dai contribuenti, con i servizi scadenti, i malati in lista d’attesa abbandonati nelle barelle, le attese di mesi per un intervento, gli ospedali in cui ci si ammala .In Italia si ruba in una Asl su tre. E il 77 per cento dei manager della sanità pubblica ritengono che all’interno della loro struttura ci sia l’ombra delle tangenti. Non sono numeri estratti a sorte, ma arrivano dalla fonte più autorevole in materia: l’Autorità nazionale Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone.”« La Sanità in Italia è diventata il terreno di scorribande da parte di delinquenti di ogni risma». Il motivo è chiaro, visto che si tratta di una torta annuale di 110 miliardi di euro da spartirsi, tra appalti, forniture e prestazioni sanitarie. Una cifra pari al 7 per cento di tutto il pil, in linea con la spesa sanitaria dei paesi dell’Ocse.

Ho avuto la fortuna di essere curato ed assistito in Germania, dove siamo in un altro pianeta. Non si possono fare confronti. I tedeschi si pagano le cure mediche. Se voglio essere curato debbo pagare come tutti gli altri. Circa il 60% della disponibilità finanziaria deriva dai contributi obbligatori e volontari per le assicurazioni sanitarie di legge, circa il 21% deriva dal gettito fiscale generale, il 7% corrisponde alle assicurazioni private, mentre il restante 11% è dato dai pagamenti diretti .

Cosa fa il governo centrale tedesco per la sanità? Stabilisce l’inquadramento politico generale per le strutture ospedaliere, mentre i Läender ( le Regioni) hanno competenza della gestione, del funzionamento ed il finanziamento dei programmi ospedalieri.
Ci sono vari tipi di Ospedale: ospedali pubblici gestiti dallo Stato (41%), ospedali non a scopo di lucro gestiti da enti religiosi o organizzazioni come la Croce Rossa tedesca (31%) ed ospedali privati organizzati come imprese commerciali (28%).Il mio caso: ho scelto la clinica Universitaria di Friburgo , nel Baden, a circa 60 km a nord di Basilea, un ospedale moderno, efficiente, di alta tecnologia, aperto alla clientela internazionale, soprattutto dalla Russia. Mi debbo far operare di aneurisma femorale . Ho fatto tre diversi controlli, molti esami.

Prima si paga, poi si è assistiti. Ieri, su prenotazione che ho ricevuto direttamente a casa, ho incontrato il mio chirurgo, l’ho scelto io, mi ha fatto vedere dove esiste questa pericolosa alterazione, con tutta calma, mi ha spiegato come dovrà intervenire. Un’ incisione, poi una sorta di rete metallica inserita nell’arteria “ammalata”. Con essa si ripristina il flusso di sangue escludendo totalmente l’aneurisma. In aggiunta la rete metallica del flow-diverter agisce come substrato per ricostruire l’arteria. E il mio problema è risolto.

Il mio chirurgo mi manderà tra breve, d’accordo con l’Amministrazione ospedaliera, al mio indirizzo in Germania, ogni dettaglio sull’intervento, tempi, costi e pagamento. Prima ho dovuto compilare diversi formulari. Tutti li debbono fare. Poi ho firmato l’impegnativa. Tutti la debbono firmare.
Mi hanno detto che dovro’ rimanere in ospedale per 6 giorni. Per controllare la reazione del nuovo impianto. Gli ospedali tedeschi , nelle grandi città, hanno piani di sviluppo di svariati miliardi di euro, ovunque si vedono crescere enormi reparti dotati di ogni confort, con il massimo della tecnologia medica. Ci sono ristoranti, negozi, bar, biblioteche, conferenze. Ogni ambiente è a misura d’uomo.

Non ci sono aree depresse, non c’è confusione, non ci sono risse, attacchi ai medici. Il personale è , generalmente, altamente qualificato, plurilingue. S’incontra gente da ogni continente. Ci sono , I reparti di oncologia sono i piu’ avanzati, collegati con i migliori centri di ricerca, con il massimo livello di assistenza. I costi sono controllati al centesimo. Le amministrazioni, non hanno scampo, fanno quadrare i conti. La legge federale del 1989 impone un sistema di bilancio preventivo. Nulla è lasciato al caso. Non ci sono “ tagli”, accorpamenti, castrazioni, riduzioni, pasticci vari. La salute degli Italiani , ridotta ad arma elettorale, per non cambiare niente. La farsa della “ salute” sulla pelle di 60 milioni di italiani. Ed è sempre peggio. In Germania la salute viene al primo posto. In Italia chi ha bisogno, prega , spesso inascoltato. Da noi ci sono infiniti cortei di protesta. Ma si continua a mantenere tutte le disuguaglianze. In Germania non ci sono corsie preferenziali. Tutto calcolato sul flusso di denaro incassato e di quello speso. Cosa ritenuta odiosa dagli Italiani. Senza perdere i diritti di opinione. Tutto, in Germania viene tenuto in equilibrio. Ogni ospedale fa il massimo sforzo per aiutare chi ha bisogno. Non ci sono differenze che premiano tipologie di sesso, età, religione, status, o colore. Non ci sono attese. Non ci sono rinvii. Il personale si prodiga per chi ha bisogno, per non fargli perdere il dono prezioso della salute. I pazienti possono scegliere qualsiasi ospedale; l’ammissione avviene rigorosamente dietro prescrizione, tutto viene controllato.

---Caro Direttore, che pessimo argomento scrivere : si diffida...contro chi, anche per noi ignari, ci fa conoscere " l'altra faccia" della luna!...
i lettori del Notiziario hanno sete di " Verità". Leggono il giornale non per sbadigliare. Se ci sono delle " cose" che non vanno, se Tizio inventa balle, se Caio nasconde le cifre, se Tizio si arroga il diritto di " far tacere la libertà degli Altri" ai Lettori del Notiziario non sta bene.

L'amministrazione è chiarezza. l'Amministrazione è onestà. Ogni cittadino, anche il meno dotato, quello che magari non sa scrivere ha tutti i diritti di chiedere spiegazioni.
E chi amministra deve dargliele, senza offendere chi scrive. Perché chi scrive lo fa con coraggio, con dedizione, con un buon esempio, in piena buona fede, sempre per informare chi non sa.

Certamente c'è sempre la mala fede, convinti di essere nel giusto, lo si accusa di seminare  "falsità°, lo si invita a "tacere". Lo hanno usato tutti i sistemi antidemocratici, e ancora oggi lo sta usando anche il più grande Paese della terra. Noi non lo accettiamo. Questo è un classico esempio di una visione assai poco efficiente, di chi si "protegge" le spalle, ed i "propri interessi".

A noi lettori non piacciono le cose nascoste, non piacciono le " protezioni".
L'unica cosa certa è di mettere sul tavolo tutte le carte, quelle vere, senza fare il gioco delle "quattro carte". Informiamo chi paga, informiamo chi pena, diamo il giusto compenso a chi lo merita, e non "inventiamo", diamo voce a chi chiede.

Senza togliere o dare nuovi Titoli, di Dottore, Avvocato, Presidente, di cui i lettori non sanno che cosa farsene, proviamo a ragionare sui "fatti". E non sulle "opinioni". Se le cifre "ballano" è perché c'è il nostro burattinaio che le fa "sballare".

Caro Direttore,

In Italia, cambiano i governi, ruotano capi e capetti, si vive di ogni espediente, pur di non far nulla. Continua la fuga dei giovani, si emigra per campare. Nei primi anni del’900 nelle fabbriche italiane lavoravano, a mani nude ,senza protezione, il marito , la moglie ed i loro figli, anche minorenni, pur per raggranellare un tozzo di pane nero e due fette di cipolla. Salari da fame. Niente ferie, niente Assicurazione, niente Bonus, niente TFR, niente sindacati, niente di niente. L’orario di lavoro era di 10 ore consecutive , senza sicurezza, polmoni avvelenati, incidenti senza rimborsi. Turni massacranti notturni, e nessun extra per gli straordinari. Oggi, la situazione è peggiorata, ci sono milioni di disoccupati, gente che fugge dalle guerre, la fame attanaglia interi popoli.

La notizia rimbalza anche in Italia. Dopo la Svezia, anche la Finlandia propone l’orario di lavoro che è di 6 ore/ giorno. L’ha deciso la giovane Capo del Governo Finlandese, Sanna Marin . “Credo che le persone meritino di trascorrere più tempo con le loro famiglie, con i propri cari, dedicandosi agli hobby e altri aspetti della vita, come la cultura”, ha detto la Marin. Magnifico: “Una settimana lavorativa di quattro giorni, di sei ore ciascuno, con lo stesso stipendio”!. La proposta, è arrivata in occasione del 120° anniversario dello Sdp, il partito socialdemocratico di cui è leader di fatto. «Perché non potrebbe essere il prossimo passo per la Finlandia.
Grazie alla tecnologia lo “ stress da lavoro” diminuisce, le aziende recuperano le ore non lavorate, si riduce il tempo in ufficio o in fabbrica, aumenta la produttività dei dipendenti. In un altro Paese scandinavo, la Svezia, la giornata lavorativa di 6 ore è già stata approvata nel 2015. In Finlandia si lavora, oggi, in media per 30 ore a settimana.

Secondo gli ultimi dati dell’Ocse, i Paesi europei dove si lavora più ore sono Italia, Grecia ed Estonia. Gli italiani lavorano in media 33 ore alla settimana,( qui in Svizzera sono assai stimati , benvoluti), sette ore in più rispetto alla Germania. In Germania il mondo del lavoro ha una dinamica completamente diversa sa quella adottata in Italia, con vaste zone d’ombra, illegali, di stampo mafioso. Sempre piu’ emerge , governo colpevole, una situazione di disagio, molte aziende sono a rischio, l’intero sistema produttivo è oberato da tasse e balzelli, scarsa produttività. Non ci sono investimenti, manca uno straccio di programma, il lavoro è un caos, sta peggiorando la vita del lavoratori. E' un’Italia operaia in affanno quella che emerge dai tavoli di crisi presso il Ministero dello Sviluppo, dove sono arrivate le ultime due pesantissime emergenze, l’Ilva e l’Alitalia.

La lista evidenzia una galassia di debiti e di cassa integrazioni, impressionante .
Ecco un primo elenco: Ex Alcoa (800 lavoratori a rischio). Whirlpool (430). Piaggio Aerospace (500 in cassintegrazione). E poi Aferpi-Jsw, ex Lucchini (2.000 licenziati in attesa di riassunzione). Bekaert (224 in cig). Mercatone Uno (1.860 licenziati). Manital (in 10mila da mesi senza stipendio). Blutech (700 senza cig). Iveco Defence (740 in cig dal 2016). Abb (annunciati 108 esuberi). Invatec Spa (314 posti a rischio). Semitec (350 dipendenti e commesse a rischio). Csp (130 senza stipendio). Porto Industriale Cagliari Spa (210 esuberi). Pernigotti (100 dipendenti e 150 interinali: raggiunto un accordo per la reindustrializzazione). Comital (cig per 120). Il 2020 , con la pericolosa dichiarazione di guerra del Presidente Trump nei confronti dell’Iran, sta registrando una impennata dei costi energetici, cresce l’ instabilità economico-politica in vari Paesi. Riemergono profondi contrasti nazional-religiosi, crescente disoccupazione, fame e miseria. Anche il terrorismo ha maggiore forza distruttrice, grazie al Presidente Trump ed ai suoi sostenitori di casa nostra siamo tutti esposti ad ogni attacco criminale.

Caro Direttore,

Come vengono “ interpretate le “ mareggiate” in Italia?
Sono forse “ qualitativamente/fiscalmente ” diverse le mareggiate in Liguria rispetto a quelle delle Isole Eolie, in particolare quella recente spaventosa di Acquacalda? Riporto il testo di quanto ha recentemente reso noto (3 gennaio 2020) il Comune di Santa Margherita Ligure: “ Dichiarazione del Vicesindaco di Santa Margherita Ligure Emanuele Cozzio con delega ai Servizi alla Persona, scrive:

“Nonostante il bilancio 2019 del Comune di Santa Margherita Ligure abbia patito le influenze negative dovute alla fortissima mareggiata del 29 / 30 ottobre 2018, che ha prodotto enormi danni, affondate oltre 410 imbarcazioni, divelto ponti, distrutto strade e litorali, inagibili interi quartieri, danneggiato il sistema ferroviario, con pesanti costi per il Comune e per i privati, siamo soddisfatti perché siamo riusciti a confermare il contributo affitti nella sua entità, di 60mila euro, una cifra importante sostenuta soltanto dal comune, per favorire e dare un aiuto alla residenzialità all’interno del nostro comune. La novità è che quest’anno 15mila euro dei 60mila saranno messi a disposizione delle giovani coppie sammargheritesi. “

Mi chiedo: quale manna, di quali straordinari poteri magici finanziari dispone il Comune di Santa Margherita Ligure, che da una immensa disgrazia, danni incalcolabili., sventrati litorali, uragano compreso, li sa , di botto, trasformare in un “ contributo alla residenzialità!?
Risulterebbe, che le “ mareggiate” liguri, non sono poi tanto “male, viste da vicino, sono “ improvvisamente “ positive attività , veicoli di iniziative comunali per rilanciare sostanziosi “ contributi affitti” ( gli affitti , in realtà, a Santa Margherita Ligure, in spopolamento progressivo, sono assai cari, tanto che le coppie da decenni si trasferiscono verso Rapallo abbandonando Santa, Rapallo molto piu economica).

Viene spontaneo chiedersi , perché mai l’amministrazione di Lipari, di valore commerciale incomparabilmente superiore a quello di Santa Margherita Ligure, dotata di una raffinata “ Hotellerie “ al top del massimo richiamo ambientale e paesaggistico, che attira le migliori iniziative, capitali da tutto il mondo, con le migliori Firme , anche in termini monetari non segua il buon esempio di Santa?
A maggior ragione, Lipari egoisticamente non aiuti, con gli stessi larghi criteri fiscali, tali felici “agevolazioni a pioggia”… per le giovani coppie delle Isole Eolie, flagellate da continue mareggiate, la cui popolazione stremata, invivibile inospitale e desertica landa abbandonata.
In sintesi : perché Lipari non intende seguire l’esempio sanmargheritese , la stessa politica di rilancio, agevolando lo stimolo in “ aiuto alla residenzialità, adottata in Liguria ”

 

Caro Direttore,
In Italia delle cose serie si cerca di parlarne poco o niente. Anche nel 2020 il bilancio dell’Inps
( Istituto della Previdenza Sociale) , malgrado cambi ai vertici, giri di poltrone, ristrutturazioni, alchimie, chiuderà ancora una volta in perdita. Il bilancio preventivo per il 2020 segnala un pesante deficit di 6,38 miliardi di squilibrio gestionale. Poche entrate e molte uscite.
Peggio per i futuri pensionati: si prospetta che nei prossimi mesi potrebbe scoppiare il caso del “fondo TFR in gestione”, ossia di quel fondo gestito dall’Inps nel quale finisce trattamento di fine rapporto di quei lavoratori impiegati per aziende con almeno 50 dipendenti. Anche questo “ fondo” se lo stanno mangiando: secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, infatti, questo fondo è ad un passo da disavanzo: su un totale di 36 miliardi di euro versati in questi anni, infatti, c’è un avanzo di appena 1,5 miliardi. Circa 34 miliardi di euro, quindi, sono “spariti”, dove sono finiti? Soldi pagati dai dipendenti, sudati risparmi, speranza di vita, con cui l’Inps avrebbe dovuto assicurare a fine rapporto, la buonuscita dei dipendenti interessati che accederanno alla pensione. Tristi presagi. E addio pensione.

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