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di Angelo Giorgianni

SANITÀ: LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE RAZZA.

Egregio Assessore Razza, negli ultimi mesi ho più volte fatto presente che la sanità messinese avrebbe dovuto fare i conti con una sostanziosa decurtazione delle risorse finanziarie; speravo di sbagliarmi ma, le notizie degli ultimi giorni, purtroppo, mi fanno pensare che potrei anche avere ragione. 

Infatti, ho letto dichiarazioni relative al taglio di oltre 20 milioni di euro di finanziamenti all'ASP 5 di Messina per la nuova pianta organica, con probabili riduzioni di personale e dei servizi negli ospedali della provincia, o addirittura la chiusura di due ospedali, e se ciò dovesse essere vero credo che gli eventuali tagli potrebbero essere, in tutto o in parte, compensati con misure di razionalizzazione della spesa. 

In questo contesto ritengo doveroso proporre un ragionamento condiviso e dare a tal fine il mio modesto contributo.
Al riguardo riterrei essenziale e preliminare il rispetto dei principi di economicità e sana gestione, che impongono di tagliare le spese superflue ed improduttive, gli sperperi, e di rimuovere inutili strutture organizzative. 

Pertanto, responsabilmente, prima di ipotizzare tagli proporzionali alla contrazione della massa finanziaria bisognerebbe provare ad azzerare gli sprechi, razionalizzando le specialistiche e i servizi, evitandone duplicazioni, in particolare, in aree territoriali a facilità di accesso e a "breve distanza di percorsi”. Sprechi che negli ultimi anni hanno negativamente pesato sulle aree più marginali e disagiate della regione e, in modo particolare, sui Presidi Ospedalieri di Lipari e Pantelleria.

Territorio su cui, a mio modesto avviso, bisognava porre maggiore attenzione e investire più risorse. Giusto per fare un piccolo esempio, piuttosto che insistere sul mantenimento del punto nascita di Sant'Agata Militello (300 parti/anno più o meno), a breve distanza da Patti (percorso stradale "facile") dove, peraltro, è impensabile, con le attuali ristrettezze economiche, strutturare una TIN, sarebbe forse più utile utilizzare e investire tali risorse, economiche e umane, in uno dei due Presidi Ospedalieri Insulari, dove spesso le gravide vengono trasferite, quando le condizioni meteo lo consentono, in condizioni drammatiche e con enormi rischi. E nel panorama della rete ospedaliera Regionale di esempi simili ve ne sarebbero tanti altri. 

Con riferimento specifico alla rete ospedaliera messinese, è notorio che l'Ospedale Papardo produce da anni solo debiti, in quanto, essendo Azienda Ospedaliera, è finanziato solo con la propria produzione (tariffazione secondo il sistema DRG), in costante e netto calo per la riduzione delle prestazioni erogate ai cittadini e che nei vari ospedali messinesi vi sono costosissime duplicazione di servizi, superabili con un ampia concertazione.
In questa ottica, è necessaria una visione di insieme sulla provincia di Messina e potrebbe essere utile "redigere" una mappa della sanità provinciale unendo i vari attori (le quattro aziende sanitarie) allo stesso tavolo; se è certo che il Policlinico ha una sua ragion d'essere per la mission rivolta alla didattica e alla ricerca e se è chiaro che l'IRCSS Bonino Puleio deve occuparsi di riabilitazione di eccellenza, quello che non ha senso è che gestisca l'Ospedale Piemonte, con posti letto doppioni di quelli previsti al Policlinico e al Papardo, con duplicazione di risorse mediche e infermieristiche. 

Se è assodato che l'Azienda più grande (ASP 5) che non ha un ospedale in città deve gestire la sanità territoriale e gli ospedali della provincia, non ha più senso l'Ospedale Papardo come Azienda autonoma; sarebbe più razionale che l'ASP gestisca anche l'Ospedale Papardo e l'Ospedale Piemonte.
Si eviterebbero servizi ospedalieri doppioni con notevoli economie sul personale sanitario, si eviterebbe inoltre l'aumento della mobilità passiva; ogni ricovero di un cittadino residente in provincia di Messina al Papardo o al Piemonte grava sulle casse dell'ASP 5 che deve poi compensare le due aziende di riferimento.

Altro beneficio sarebbe il risparmio sulla spesa farmaceutica, in costante aumento; il costo dei farmaci prescritti dai medici del Papardo o del Piemonte è tutto a carico dell'ASP, che sembra abbia difficoltà ad uniformare percorsi diagnostici terapeutici condivisi, e linee guida con personale dipendente da altre aziende sanitarie. 

Credo in conclusione che il legislatore regionale dovrebbe cominciare a prendere in considerazione la modifica della L.R. 5 del 2009, con l’accorpamento dell'Ospedale Papardo all'ASP 5 e con lo scorporo dell'Ospedale Piemonte dall'IRCSS Bonino Puleio alla stessa ASP 5, con riduzione delle Aziende sanitarie da quattro a tre e conseguenti ulteriori sostanziosi risparmi di spesa. In esito a questa operazione, definite le risorse disponibili, bisognerebbe distribuire i tagli tra pubblico e privato, verificando peraltro se il piano Gucciardi, da voi “sùbito” o “adottato” risponde alle indicazioni della Balduzzi anche in termini di ripartizione dei tagli o se ha determinato una sperequazione, da correggere, tra i posti letto tagliati nel pubblico e quelli non tagliati nel privato.

In ogni caso, Signor Assessore, tutti si aspettano da lei che, se dovranno essere adottati tagli, gli stessi, siano rispettosi delle esigenze obiettive del territorio e non della rappresentazione delle stesse proposte dai rappresentanti politico-istituzionali delle varie comunità, perchè scelte sbagliate o peggio “falsate” possono mettere a repentaglio la vita e l’integrità fisica nostra , dei nostri familiari, dei nostri amici, dei nostri conoscenti e comunque di “Persone”.
Di Sanità purtroppo sì può anche morire e lei con le sue scelte professionali può ridurre questo rischio!

LA REPLICA DEI SINDACATI

Le scriventi Organizzazioni Sindacali apprezzano la lettera come sfogo di un cittadino, pubblicata magari perché di un illustre magistrato e politico italiano, ed indirizzata all’Assessore alla Salute avv. R. Razza. Però intendono replicare, e non per sterile polemica, ma perchè da anni Operatori Sanitari e Utenti lamentano la sofferenza in cui versa la Sanità Messinese e perché intendono ristabilire la realtà dei fatti.

Non appare superfluo, qui, ricordare che l’attuale assetto della Sanità Regionale, è iniziato dalla Legge n.5 del 14.4.2009 (Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale) e finalizzato alla razionalizzazione dei servizi e della spesa sanitaria, aveva identificato nella provincia di Messina, oltre all’Azienda Ospedaliera Universitaria G. Martino di Messina, due Aziende Sanitarie (“USL5” e Azienda Ospedaliera “Ospedali riuniti Papardo-Piemonte”);

-successivamente, con la legge regionale n. 24/2015 (Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5) l’ospedale Piemonte veniva accorpato all’I.R.C.C.S. (Centro Neurolesi ‘Bonino Pulejo’ di Messina).

-infine, ai sensi del D.M. 70/2015 , con il decreto assessoriale n.1188 del 29 giugno 2016 la Sicilia ”Sanitaria” veniva suddivisa in 4 bacini, con la penalizzazione della provincia di Messina e dei suoi 600.000 abitanti che hanno subito un’ importante riduzione delle risorse economiche.

A tutti noi, forse, è sfuggito un Suo autorevole intervento durante tutti questi lunghi anni in cui si consumava la sperequazione ai danni della nostra Provincia.

Non si comprendono le motivazioni che hanno indotto, solamente oggi, il Magistrato dott. Giorgianni a improvvisarsi grande conoscitore della Politica Sanitaria Siciliana, al punto tale da essere in grado di elargire ”facili soluzioni” all’assessore R. Razza.

Caro dott. Giorgianni, è notorio che l’Azienda Ospedaliera Papardo produce da sempre solo ”Salute” e non debiti !

L’ospedale Papardo è centro di riferimento per i pazienti non solo della città di Messina, ma anche di tutta la provincia, comprensiva delle isole Eolie e di parte della Calabria:

-Lei non può non conoscere e, spiace a noi doverlo ricordare, che nell’Azienda Papardo esistono consolidate e riconosciute eccellenze, alcune specifiche ed uniche per tutta la Provincia;

– nell’ ottica del Servizio Sanitario reso a tutta la Provincia e non solo alla realtà cittadina, ricordiamo che l’ ospedale Papardo è Sede della Centrale Operativa del 118 che attraverso l’eliambulanza fornisce il servizio emergenziale h 24 a tutti i territori disagiati, Eolie comprese;

– in merito al bilancio economico aziendale, desideriamo ricordarle che nell’ultimo anno con l’attuale management, guidato dal dr. M. Paino, è stato ottenuto un importante aumento della produttività (nonostante la cronica carenza di personale) che ha permesso un risparmio di oltre 4 milioni di euro sull’indebitamento strutturale,

– a seguito dell’aumento di produttività, è stato possibile avviare nuove assunzioni di personale, utili all’ulteriore rilancio dell’Azienda e sono state siglate diverse convenzioni con l’ASP 5, anche a tutela della Cittadinanza Eoliana.

Le scriventi non condividono la sua idea di penalizzare una realtà ospedaliera a favore di un’altra, perché vogliono tutelare, con forza, la salute di tutti i cittadini che insistono sul Territorio provinciale messinese. E non intendono formulare commenti relativi all’errata osservazione riguardante la mobilità passiva intra-provinciale perché, purtroppo, denota una scarsa conoscenza delle norme che regolano la distribuzione della spesa sanitaria.

Per concludere: non vorremmo che certe prese di posizione potessero vanificare l’azione svolta egregiamente dall’Assessore alla Salute avv. R. Razza o, peggio, creare inutili allarmismi o evocare atti di violenza contro il Personale Sanitario.

Firmatari AROI –EMAC G. Leto D. Runci CGIL G. Catalioto CGIL comparto A. Trino CISL C. Casile CISL comparto L. Di Stefano CISL comparto G. Bicchieri CIMO M. Pettinato FASSID O. Ventura Spagnolo FIALS V. Giangreco FVM-FISMU R. Di Carlo NURSIND F. Barbaro NURSING-UP S. Cernuto

INTERVENTO ANCHE DELLA UIL

“Sui tagli sulla sanità a Messina, nella qualità di segretari aziendali UIL FPL area sanità comparto e dirigenza, non riusciamo a comprendere l’assalto violento e prepotente oltre che inqualificabile da parte di un ex senatore nei confronti dell’azienda ospedaliera Papardo“.

Lo scrivono in una nota Corrado La Manna e Livio Andronico della segretaria aziendale Uil-Fpl. 

“L’attuale management con un impegno enorme che ha coinvolto tutto il personale, consapevoli delle difficoltà esistenti ed ereditate dalle precedenti amministrazioni, ha iniziato i percorsi necessari per risollevare dalle polveri il presidio ospedaliero, recuperando oltre cinque milioni di euro ed altri ne verranno recuperati entro fine anno. 

Senza voler rispedire le facili deduzioni (non si sa bene come ottenute) a chi non ha più responsabilità istituzionali ad entrare nel merito, desideriamo far conoscere all’opinione pubblica che, potrebbe risultare frastornata da parte di chi vorrebbe forse “fare terra bruciata ed avvelenare i pozzi” che, l’azienda ospedaliera

Papardo possiede delle specialità importanti tra cui le Unità operative di : Oncologia, Chirurgia toracica, Cardiochirurgia, Utic Emodinamica, Malattie Infettive, Rianimazione con Camera iperbarica, Malattie apparato respiratorio, UTIN,Centrale operativa del 118, etc che garantiscono qualità e professionalità grazie soprattutto agli stessi lavoratori che conformi tra le proprie convinzioni e l’agire pratico EROGANO SALUTE adeguata a soddisfare i bisogni dei pazienti. Sic et simpliciter! 

La città di Messina a differenza di Catania e Palermo è stata depauperata, l’azienda ospedaliera Papardo va ricordato era stata classificata come ospedale di III° Livello per l’emergenza, l’unica per la provincia di Messina ed, è stata declassata non tenendo conto dell’obbligatoria comparazione delle unità operative interessate in merito a produttività ,numero di ricoveri e DRG, soltanto per consentire il mantenimento delle stesse al Policlinico Universitario di Messina sol per garantire l’accreditamento delle scuole di specializzazione. 

Ancora una volta si vuole fare apparire l’accorpamento di una azienda ospedaliera come migliore soluzione possibile per salvarla.
Già qualcuno in passato, ha presentato disegno di legge all’ARS tentando di far perdere la dignità aziendale al presidio ospedaliero Papardo, proponendo di accorparlo al Piemonte. Ne Bis in Idem.

Ci auguriamo di non dover assistere ad un “déjà vu” in quanto, l’Ospedale Papardo oggi è sostenuto dalla professionalità dei dirigenti e di tutto il personale sanitario che, deve essere ulteriormente valorizzato e motivato, improntandolo ad un modello che conduca ad un’unica comune causa determinante ovvero produrre salute. 

Non permetteremo a nessuno di denigrare le specialità e le professionalità interne al Papardo. L’azienda Papardo che merita ancor di più di essere rilanciata per l’azione sanitaria che svolge a DEA di II livello offre un servizio indispensabile a favore della collettività siciliana e calabrese.
Noi ci siamo e non arretreremo di un millimetro, un riconoscimento dovuto che spetta per la complessità e la completezza delle sue strutture assistenziali”.

RINGRAZIAMENTO DEL DIRETTORE GENERALE DEL PAPARDO MARIO PAINO

di Mario Paino*      

Sento il dovere di ringraziare dal profondo del cuore le Organizzazioni Sindacali tutte, le Associazioni di pazienti e numerosissimi privati cittadini che in vari modi hanno ritenuto di far sentire la loro voce a difesa delle prerogative dell’Azienda Ospedaliera Papardo in riferimento a notizie di stampa che si erano espresse per una ipotesi di ridimensionamento.

Non compete alla Direzione Strategica esprimersi su ipotesi di programmazione regionale, che peraltro richiedono tempi logistici di attuazione e di modifiche legislative a vari livelli. Nostro dovere è invece profondere energia e passione per garantire livelli adeguati di assistenza, improntati a criteri di qualità, efficacia, efficienza, garanzia della dignità dell’ammalato.

Tali attestazioni ci motivano a proseguire nell’azione di rilancio intrapresa con elevato spirito di immedesimazione e confortati dalla fiducia e dall’affetto di tanti, a cui va la nostra incondizionata riconoscenza.

Siamo ben consapevoli del ruolo che la nostra Azienda Ospedaliera occupa nel panorama sanitario della nostra provincia, a difesa del diritto alla salute, non soltanto dei cittadini di Messina ma anche di quelli delle zone più emarginate, disagiate e isolate, che più di altri avvertono forte il bisogno di strutture di riferimento dotate di elevate possibilità diagnostico – terapeutiche che possono garantire il trattamento dell’alta complessità. Ci sentiamo impegnati a garantire sempre più adeguate risposte alla crescente domanda di salute sia nel campo dell’emergenza, sia in quello delle discipline specialistiche.

Essere HUB nella rete dell’infarto, essere Spoke nella rete del politrauma, aiutare ogni giorno autorevoli professionisti e operatori sanitari che svolgono egregiamente con elevato spirito di sacrificio e dedizione il loro servizio professionale a vantaggio dei più deboli in numerose branche dalle discipline di Emergenza a quelle dei Servizi, dalla Cardichirurgia alla Oncologia, dalla Chirurgia Toracica alla Ortopedia, dalla Urologia alla Ematologia, dalla Pneumologia alla Chirurgia Plastica, dalla Neurochirurgia alla Chirurgia Vascolare, dalla Neurologia alla Otorinolaringoiatria, dalle

Malattie Infettive alla Pediatria e Neonatologia, dalla Ginecologia alla Dermatologia, dalla Medicina Generale alla Chirurgia ad Alta Complessità, costituisce una ricchezza inestimabile da preservare a beneficio della nostra comunità, difficilmente sovrapponibile con altri gravosi e complessi compiti che attengono alla Medicina Territoriale e comunque a differente profilo gestionale ai sensi del Decreto Legislativo 171 del 04.08.2016 e pertanto di impossibile attuazione a legislazione vigente.

A tale spirito di servizio ispiriamo la nostra azione solo fino a quando il Signore lo vorrà e ci darà la forza (compresa quella di sopportazione delle nefandezze) ben consapevoli di essere ciascuno di noi, solo << strumento perché si realizzi la volontà del Signore che talvolta si serve anche di mezzi insufficienti.

Con animo grato

*Direttore generale Papardo

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