"Ascolta si fa giorno" Rubrica a cura di Gennaro Leone

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di Beatrice Giunta Saltalamacchia

Parola del giorno: coraggio.
Coraggio di non avere paura.
Paura di difendere valori supremi in difesa della società;
paura della morte;
paura di fidarsi;
paura di cambiare: metempsicosi dell’anima.

Trasumanar significar per verba, non si poria; però l’essemplo basti a cui esperienza grazia serba.(Paradiso, canto I).
Mirabile visu, cotal rinacque la ond’egli l’avelse...nasceranno altri uomini come Falcone e Borsellino, come ci insegna la metafora del ramoscello con cui Virgilio leva a Dante la caligine infernale.

La morte di questi magistrati ci insegna che non dobbiamo aver paura, anzi questa ci dà coraggio a comportarci come loro.

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GUARDARE IL PASSATO PER PROGETTARE IL NOSTRO FUTURO

L’epidemia continua a rallentare e i numeri scendono.
Bisogna sapere come finiscono le pandemie che ci hanno sempre inquietato e infuso terrore e disastro nelle varie epoche storiche.
Sembra di vivere nel tempo della nobiltà e del tramonto degli ideali di don Chisciotte o, dell’uomo solo, ma industrioso e intraprendente del secolo successivo, Robinson Crusoe, descritto da Daniel Defoe.

Alla luce del nostro passato, che cosa possiamo fare per accelerare i tempi e migliorare l’economia?
Se noi usiamo distanziamento, farmaci e vaccini, i parassiti della virulenza vengono debellati e si rivolgono altrove.
In questo periodo bisogna Interrogare gli economisti perché sono necessarie nuove politiche. Se la nostra povertà dipendesse da carestia, le categorie essenziali da rispettare per la ripartenza dovrebbero essere: duro lavoro, astinenza e invettiva. Perciò rimbocchiamoci le maniche e ragioniamo seguendo logica e lavoro, ne’ sottomissione assoluta al potere del primo Marcel, “di ogni villan che parteggiando viene”.

Bisogna farsi le proprie opinioni ascoltando gli altri e leggendo tanti giornali così diceva, una volta, da Fazio, Umberto Eco.
Dopo carestie o epidemie la dittatura potrebbe essere dietro l’angolo. Non è questo il caso del nostro Paese, dove esiste una persistente democrazia.
“Un bel dì vedremo - levarsi un fil di fumo - sull’estremo confin del mare - e poi la nave appare. Tutto questo avverrà, te lo prometto”.
Che cos’è il futuro se non il presente tanto desiderato?
Il presente - futuro che stiamo vivendo.

---Riflessione durante il coronavirus

Ormai abbiamo preso l’abitudine a restare in casa, nella gioia e nel dolore.
In questo periodo, molto pesante e molto brutto, vediamo il lato positivo.
Pensare e riflettere può e deve far bene. Proprio quando sembra di avere toccato il fondo, quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita. “Che fantastica cosa è la vita”.

Non sono io a pensarlo, ma lo condivido. Qualsiasi posto bellissimo può essere una prigione se il corpo è sprovvisto dello “strumento testa”. Li’ dentro c’è tutto quello che può esserci utile. Hai le lacrime per piangere e la bocca per ridere e poi ricominci la salita.

“Non credi tu me teco e ch’io ti guide”; e poi “una mano venne dal cielo e in più spirabil aere, pietosa, il trasporto’”.
Non sono nuovi i problemi attuali: detenuti, anziani, lavoro, salute. La pandemia non ha portato niente di nuovo: questi problemi sono frutto di qualcosa che c’era già prima.
Sapevamo già questo: basta riflettere.

 

Pasqua

La Pasqua è un’occasione per riunire le nazioni in quarantena.
Se restiamo chiusi in casa per il Coronavirus, non pensiamo a cose tristi (morte, solitudine); pensiamo, invece, che si tratta di una necessità globale, quella di combattere definitivamente per vincere la pandemia e la morte.

Questo binomio è il dilemma dei nostri giorni.

La solitudine ci insegna, molto spesso, più della scienza.

Nella solitudine di una “selva oscura” l’uomo può ritrovare se stesso e, perché no, la felicità .
Per Giorgio Gaber la solitudine non è una follia, è indispensabile per star bene in compagnia.

Anche la morte si supera con la Pasqua.

La metafora morte-resurrezione insegna che non si muore veramente, che la realtà non è quella che appare a noi, esseri limitati. E con la Pasqua crediamo in questo; infatti si dice: Pasqua di resurrezione.
Ma poi, a che cosa servono gli antichi, se non a spiegare meglio questo concetto? Se c’è la morte non ci siamo noi, e viceversa.
La letteratura è la soluzione morale di tutti i mali, è la serenità dell’animo.
“E tu, onore di pianto, Ettore avrai”, sarai sempre compianto, “finché il sole risplenderà...“Ettore diventa immortale, paradossalmente vince.
Al “Trionfo della morte” e qui ricordiamo i tempi dell’umanesimo, sembra opporsi “I cavalieri della morte”. Abbiamo fatto un salto nel Novecento. Il diavolo-morte si è stancato. Seneca, Petrarca, Sciascia. Sta all’uomo interpretare i vari messaggi.

Con l’augurio che nel raccoglimento della solitudine possiamo tutti vincere, trovare il superamento dell’abbandono e della morte e riscoprire la fede religiosa nel mistero della resurrezione pasquale.

 

Dolore

Si tornerà alla virtù per sconfiggere i postumi del Coronavirus..
Quando si potrà raccontare il dolore, senza provare sgomento e strazio per la ferita, allora si dirà che “saria lungo a dirti; de l’alto scende virtù”(Purg., canto primo).

Quando la pandemia sarà finita, si vedrà come dire e saremo liberi dall’angoscia.
Senza avere una visione distopica della realtà, si può dire che saranno molti i senza- lavoro.
Conteremo e riconteremo i morti per il virus. La contraddizione sui dati diventerà una “danza macabra”. L’unica certezza saranno le molte migliaia di deceduti. Ci chiederemo quanti saranno stati i morti per influenza e quelli per virus, perché i morti effettivi dì Covid sono molti di più di quelli ufficiali.

Si cercherà per il futuro il farmaco della speranza e non ci fideremo delle medicine.
Conteremo i medici morti .
Sarà la logica, non più il dolore a guidarci nei movimenti.

Giorno dopo giorno

Gli sconvolgimenti sociali ci portano a cambiamenti del pensiero?
Il virus sta assestando un colpo mortale al capitalismo?
Il virus ci isola , ma non può uccidere globalizzazione e capitalismo. 
Che cosa ci dice, a questo proposito, il filosofo coreano, Chul Han? 
È certo che nevrosi e psicosi inducono l’uomo a profondi mutamenti del carattere.

Queste e molte altre domande ci poniamo da sopravvissuti al Coronavirus. 
Forse siamo di fronte a un tempo nuovo: allo sconvolgimento sociale che stiamo vivendo, corrisponde un profonda crisi strutturale del pensiero.
Niccolò Fabi : 
-tutto ti sorprende e non ti appartiene ancora;
-tutto il resto è “giorno dopo giorno”, è costruire, ma rinunciare alla perfezione;
-tra il primo tempo e il testamento c’ è giorno dopo giorno.

Civiltà Occidentale

Certi mali ce li cerchiamo noi o sono imprescindibili con il divenire storico e con lo sviluppo della civiltà.

Quello che succede in Turchia è esecrabile, però in un tempo remoto tutto era morale, perfetto. Gli asceti vivevano, di loro libera scelta, nel deserto per scontare le colpe che (non) avevano commesso. Quali colpe, poverini! Ora “ti guarda in seno, s’alcuna parte in te di pace gode”. Questa invettiva era rivolta al Bel Paese, nel canto VI del Purgatorio e non riguarda, nel caso specifico, la Turchia, ma tutti.

Ma stavo parlando della ineccepibile dirittura morale degli asceti, di Ermete Trismegisto, di Palladio di Galazia, e della ineccepibile dirittura morale di molti altri uomini cattolici o laici.
Ora “il tempo passa, fissando qualche video digitale che ci fa partecipare a un mondo virtuale che non c’è e che riesce a distoglierci da quello che c’è e che stiamo distruggendo, nel senso che ci impedirà in maniera sempre maggiore di uscire di casa e di relazionarci, termine che ha, in questo periodo, assunto spesso significato di vita sociale”.

Sembra una profezia, vorrei dire con profonda ammirazione a Vittorino Andreoli e affermo con forza che la civiltà occidentale è in agonia.

---ASP di Messina, al lavoro h24 per permettere un trapianto di rene

Nonostante l'emergenza Covid-19 stia occupando le cronache e le corsie dei nostri Ospedali le altre patologie non sono certo in "quarantena"; in questo momento presso il laboratorio di biologia molecolare dell'Ospedale di Barcellona PG fra gli altri tamponi che si stanno analizzando c'è quello di un giovane paziente seguito dalla U.O. di Nefrologia dell'Ospedale di Milazzo che deve essere sottoposto domani a trapianto di rene presso l'Ospedale di Siena dove c'è un organo compatibile.
"Il nostro paziente - dice il direttore generale Paolo La Paglia - è già in viaggio per Siena con un volo di Stato e grazie al dott. Antonello Calabrò e alla sua equipe in serata l'ASP di Messina comunicherà l'esito del tampone per permettre ai chirurghi di Siena di intervenire immediatamente in piena sicurezza."
Nonostante le critiche ingenerose e i tentativi di delegittimazione l'ASP di Messina c'è.

 

OLTRE DIECIMILA MORTI, QUASI TUTTI DI CORONA-VIRUS

Saldo è la parola del giorno (Radio Tre).
Bisogna stare ben saldi in un momento come questo: piangere in silenzio i morti e stringere i vivi che sono rimasti.

Piccarda e Costanza erano fedeli al loro credo, ma i loro principi non erano ben saldi all’ideale che avevano scelto perché, una volta strappate dal chiostro, non avevano opposto adeguata resistenza alla violenza esercitata su di loro dai parenti, “ma così salda voglia è troppo rada” (Divina Commedia, verso 87 del Paradiso).

Ci rendiamo tutti conto di quanto sia difficile realizzare tutto questo, soprattutto ora che siamo bersagliati da tante verità contrastanti: tutte vere, ma contemporaneamente false.
“Così è, se vi pare”; e l’uomo è nessuno, anzi centomila.

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