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di Gianni Iacolino

Eravamo agli inizi degli anni '70 ,quando mio padre mi mostrò il testo di questa poesia dialettale, composta durante la lunga notte insonne di una calda estate. Calda e con l'aggiunta di qualche ospite, non dico sgradito, ma alquanto invadente, almeno per i suoi gusti. Era quello il periodo in cui si passava da quell'ospitalità programmata ed attesa anno dopo anno per i parenti (anni '50 e '60), ad un andirivieni di conoscenti che volevano visitare le isole, alloggiando comodamente a casa tua.

Quello che per noi figli era motivo di gioia, per i genitori era sempre un sovraccarico di lavoro e spesso anche di preoccupazione. E quindi un susseguirsi di incombenze e sacrifici perché tutto fosse in ordine e l'accoglienza ineccepibile. Capitava, a volte, che l'ospite non fosse proprio simpatico e tutto si complicava dopo pochi giorni di permanenza. Bastano poco meno di tre giorni perché l'ospite si riveli un pesce dall'odore fastidioso. Forse sarà successo qualcosa del genere perché mio padre trovasse l'ispirazione. Buona lettura

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U turismu chi sacciu io’ ! di Giuseppe Iacolino

 

Sintiti cca zu Masi:

iò perdu i senzi liggiennu sti sintenzi

ch’ognunu schiaffa supa a lu giornali

“C’è turismu e turismu “ dici un tali

“problemi su’ chi vannu studiati “

sinnò ‘un si capisci a viritati.

 

Chistu sproloquia ca lu furisteri,

ca a Lipari ‘nni veni e porta pani

ossiginu ‘ddiventa e fa campari,

a chiddu ca voli travagghiari .

Chiddi ‘nsumma chi giranu lu munnu,

e Liparoti ci inchinu la panza

e addrizzanu ‘o Guvernu la vilanza.

 

Vardati sta’ rivista. Chi bravu giornalista !

“ Turismo e’ una follia, ! Guasta l’ecologia ! “

“Cu è chi veni cca, ‘nni suca il crisma dell’identità “

Cu è ch’havi raggiuni nun lu sacciu,

ma iò ddivientu pacciu,

pinsannu a lu turismu da me casa,

chi mi l’assuppu tuttu Austu ‘nchinu,

pi curpa di me soru di Milanu.

 

Cu a scusa di l’auguri di la Pasca ,

‘nt’ Aprili spunta a littra di Francisca :

 

Caro fratello, ricordo ancora…

non vedo l’ora di ritornar.

I bimbi parlano del caro zio,

e tutti esultano la tua bonta’,

la mia Tanuzza ci ha l’anemia :

è malattia, che fa pensar:

per cui, vedendo quel suo pallore:

dice il dottore : ( aria di mar )

Nutro a S. Bartolo culto sincero,

e almeno un cero gli e l’ho da portar !

Accussi’ Francisca, sei figghi e u trunzu du so zitu

di Tanuzza ch’è fatta maggiurenni

du’ continenti smuntanu li tenni

lassanu l’afa di la gran città.

e si venunu a chiantari cca’.

 

Percio’ di me’ vacanzi fazzu menu

supportu cu pascienza;

iò m’addubbu un lettinu ‘nta cantina,

mugghierima ‘n’cuscina

i masculi ‘nta sala

me figghia sutta a scala,

a suorima e u cugnatu

pi duvutu rispiettu

cci sciedu l’usu, da me stanza e liettu.

 

Chiddu chi po’ succedi , nun è cosa,

un casinu diventa la me casa,

unu dormi, l’autru balla,

c’è cu nesci e c’è cu trasi,

c’è cu aggira e tri di notti

picchì u ‘nvitanu on fistinu

i so’ amici ‘o Turmalinu.

 

Cu havi fami s’arrimina,

‘nte pignati da cuscina.

S’unu azzicca ‘nta latrina

pi ddu uri ‘un nesci cchiù.

Chistu picchì s’abbuffanu i raggina,

ca si sprupparu a vigna paru, paru,

a miegghiu ca iò tiegnu o Castiddaru,

I fica , tutti si ll’apparu;

si scularu na’ stipa e vinu

e un sordu cchiù un’haiu ‘nto cantaranu.

 

Po’ si duna u cielu a ‘ntrubbuliari

e si metti a sbrizziari.

Francisca varda fora

“mi pari giunta l’ura, ch’avissimu a smammari “

Lo svago mica è eterno….

“si sa che fine Agosto, è cap’inverno “

 

Suruzza mia , vurrissi riplicari:

E iò c’havissi a diri ?

Pi curpa di sta moda du turismu

Austu ‘nta me casa, è fuocu i ‘nfiernu,

avissi tu a sapiri na’ cusuzza,

chi trasiri ‘un ti voli ‘nta cucuzza,

U vo’ sapiri l’ospiti chi sunnu ?

“ Na cosa modda, cumu a surra i tunnu “

cumu l’anciovarina o la sarduzza:

Dopu tri jorna puzza !

Decine di morti poche ore fa davanti all'isola di Lampedusa. Nessuna meraviglia e tanta indifferenza. Cosa ci si può aspettare da un occidente edonista, ricco ed insensibile? Soltanto altre mattanze e l'indice puntato contro chi cerca di salvarli. Ricordo ancora il senso di incredulità e poi di sgomento nel leggere sul web i commenti dei miei concittadini quando, qualche anno fa, alcune famiglie di siriani , sbarcate di notte a ponente di Lipari, divennero oggetto di rabbia ed invettive da trivio. Triste destino: se riesci a salvarti toccando terrà ricevi insulti, se anneghi solo indifferenza.

---La bufala del premio Nobel Carlo Rubbia che nega il cambiamento climatico – Valigia Blu

https://www.valigiablu.it/carlo-rubbia-clima-bufala/

A Lipari basterebbero molti km in meno e tanta più lungimiranza

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Garda by bike, ultimi lavori sulla pista ciclabile da sogno: in azione operai ed elicottero
Un video-riassunto dei lavori che hanno portato alla realizzazione della "ciclopista dei sogni", come in molti la definiscono. All'inaugurazione ufficiale - prevista per il 14 luglio a Limone sul Garda, nel Bresciano - manca ormai una decina di giorni e cresce l'attesa degli appassionati per l'apertura del primo tratto di Garda by Bike, la pista ciclabile che consentirà di pedalare godendosi una vista mozzafiato sul lago. La pagina Facebook dedicata all'evento inaugurale conta ormai oltre 6200 partecipanti e quasi 162mila persone interessate. GeoRock - l'azienda che ha curato la realizzazione dell'opera e sta dando in questi giorni gli ultimi tocchi ai primi due chilometri aperti al pubblico del maxi anello ciclabile che entro il 2021 circonderà il lago di Garda - ha postato sui social un video che ripercorre l'attività del cantiere.

VIDEO

https://video.repubblica.it/edizione/milano/garda-by-bike-ultimi-lavori-sulla-pista-ciclabile-da-sogno-in-azione-operai-ed-elicottero/309517/310151

NOTIZIARIOEOLIE 16 FEBBRAIO 2017

di Gianni Iacolino

Possibile che a Lipari non si riesca a realizzarne qualche centinaio di metri sotto al Castello ed a Bagnamare? Possibile!

Caro dr. Gianni Iacolino, Da oltre 20 anni ne parlo. Speriamo sia la volta buona. (bl)

I COMMENTI

di Salvatore Leone

-Carissimo Gianni,

complimenti per il suggerimento. Non é mai troppo tardi per fare un percorso pedonale a contatto con il mare per collegare Marina Corta con Sottomonastero e magari Bagnamare con Canneto. Chi dovrebbe autorizzare questo potrebbe gridare allo scandolo come un attentato al "Patrimonio dell'Umanità". Ancor oggi non si è capito come la natura và rispettata, ma un colpo di pennello calato da una mano artistica e senza alcuna speculazione, darebbe un tocco di classe alle nostre isole, permettendoci di vivere come veri isolani e godere delle bellezze che madre natura ci ha regalato. Non modellarle, vuol dire abbandonarle a se stesse ma nello stesso tempo serve il giusto adeguamento con i tempi di oggi per il domani.
Un sincero baciamo le mani.

- di Maurizio Pagliaro

Caro Iacolino dott. Gianni, le passeggiate sotto il Castello, Bagnamare e la pista ciclabile (periplo Pignataro Canneto, diciamo 1 Km,  massimo 1,5 Km) non sono possibili perché, come hai detto in un precedente scritto, sono a basso impatto ambientale e costerebbero troppo poco, in parole povere non sono "mega".  Aspiriamo ai "portoni" ma ci mancano le " finestrelle".

di Francesco Valastro

-1)Carissimo Gianni, senza nulla togliere al tuo suggerimento, ti assicuro che era il mio secondo progetto dopo il ripascimento della spiaggia di Portinenti. Nel leggere il tuo post mi sono però chiesto: ma la domanda è rivolta alla cittadinanza o all'Amministrazione? Tu hai visto come è naufragato miseramente il progetto di ripascimento portato a conoscenza sia della cittadinanza che dell'amministrazione (il minuscolo è voluto). Comunque, la Onlus è ancora in vita, basta modificare lo scopo associativo e lanciare questa nuova sfida.
Tu sei persona stimata e benevisa in Paese e quindi dovresti avere molto più successo di me. Mi impegno pubblicamente a supportarti in tutto ciò che il mio modesto bagaglio di conoscenze mi permette e, in ogni caso, se la mia eventuale presenza dovesse essere scomoda sono disponibilissimo a farmi da parte definitivamente.

-2)Desidero tranquillizzare gli ambientalisti e i gattopardiani. L'eventuale realizzazione avverrebbe con passerelle modulari lunghe 5/6 metri e larghe m. 1,20, in acciaio e teak marino. Ogni modulo richiederebbe quindi la creazione di quattro fori nei quali inserire i tubi di appoggio delle passerelle stesse. Volendo, di tanto in tanto si potrebbero realizzare, sempre con la stessa metodologia, delle piccole piattaforme di sosta. Ritengo che, al momento, scendere nei dettagli sia un'inutile perdita di tempo.  
 

di Michele Sequenzia

Caro Direttore, non perdiamo tempo si puo' fare ! Lipari ne ha estremo bisogno! Ecco alcune foto di Paraggi - Santa Margherita.
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di Bartolo Favaloro
Ho letto il post di Gianni Iacolino.
Interessante, bello, affascinante... Un vero sogno proibito. Se ne parla da una vita. Un sogno che ci ciuta a sperare ed andare avanti in un paese dove nulla accade, nulla si progetta. Di nulla si discute. Dove si discute e si parla di portualità da 40 anni e non riusciamo a muoverci con un misero scirocco di 10 nodi. Dove non si riesce a fare nemmeno l'ordinaria amministrazione. Sogniamo è quello che si può fare...
 
di Bartolo Favaloro
Dove non si riescono a tappare i buchi nelle strade e non si riesce ad arrivare a casa con la macchina, dove prima o poi qualche ragazzo ci lascerà la pelle... 
 
LE REAZIONI NEL WEB
 
Lena Fox: Ancora, ma le strade non si aggiustano mai a Lipari?
 
Maria Rosa Cortese: No! Fanno altre strade...dell'indifferenza!
 
Giovanni Martello: Tranquilli manderemo la Raggi anche a Lipari.
 
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