"BELLI NOTIZI AVIMU"

LA NUOVA PUBBLICITA' VIDEO DEL "NOTIZIARIO"

DA NOI CONVIENE E VA LONTANO...

17553442_769796136510216_3602566133041861377_n.jpg

di Luca Chiofalo

Nella sconsiderata narrazione attualmente dominante, le colpe di ogni male italiano vengono attribuite all’Europa matrigna!
Ma è davvero così?
Oppure le istituzioni europee rappresentano spesso un facile alibi per i politici locali incapaci ed un argomento per chi vuole sfasciare tutto mosso da pericolose ‘nostalgie’...?
Informarsi con scrupolo e costanza aiuta a farsi un’idea.
Questa è la capacita della Sicilia di sfruttare le opportunità che l’Europa offre: meditiamo.

image1.jpeg

NOTIZIARIOEOLIE.IT

----In sintesi...

luca.jpeg

PER LA LETTURA DEGLI ALTRI ARTICOLI CLICCARE NEL LINK LEGGI TUTTO

35059773_10214399735020726_4996144771773759488_n.jpg35145997_10214399772421661_39024755751256064_n.jpg6db204eb-00f1-47bd-a6b1-d777bd7d063b.jpg

Lipari - Gli arancini del "Mancia e Fui" di Liborio Cataliotti&Gianni Mondello fanno il giro d'Italia. Servizio di Sky. Sbarcate per interviste ai "patron", le troupe di Group Marco Polo e Focus.

 

Eolie, territorio del comune di Lipari... 

Un patrimonio naturalistico unico al mondo, storia e tradizioni da vantare e insularità privilegiata da difendere... e invece che facciamo?
Inseguiamo il modello Riccione, con l’aggiunta di un caos per terra e per mare sciocco e inspiegabile. 
I risultati si vedono.
Avremmo già molto da imparare dalla piccola e vicina Salina.
Non meritiamo il luogo straordinario in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere e il privilegio di poter vivere.

In ostaggio dei rancorosi...

La violenza e la volgarità, che dilagano nei post e commenti sui social network, inquietano.
Conoscenti che credevi "maturi", padri e madri di famiglia che augurano la morte e le peggiori sventure a persone che neanche conoscono, che inveiscono violentemente contro chi non la pensa come loro, che condividono post con le volgarità più becere, rivolte ad un "nemico" creato e reso di tutti (del "popolo") da chi usa il web per infamare (spesso con falsità) persone e gruppi sociali e politici. Come se fossero impazziti, esaltati dalla malintesa libertà di poter sfogare gli istinti più bassi e animaleschi...
Fermiamo questo pericoloso delirio collettivo.
Pesiamo le parole. Le nostre espressioni mostrano quello che siamo, ci qualificano.
Si può dissentire e portare avanti le proprie idee anche in maniera civile e moderata.
Chi incita alla violenza e fomenta l'odio non è un uomo stimabile ne tantomeno un leader rispettabile, è solo un miserabile rancoroso: per la serenità e la dignità della vostra esistenza non sostenetelo.
L'odio non ha mai prodotto niente di positivo, anzi, solitamente, genera una reazione uguale e contraria: cioè altro odio.

---Mi chiedo: se i 49 milioni di euro di cui si è appropriata indebitamente la lega -e che la cassazione ha stabilito deve restituire agli italiani- li avesse fatti scomparire il Pd, che sarebbe successo? E ancora, se il segretario (mettiamo Renzi), come ha fatto Salvini, avesse dichiarato di non volerli restituire e che la sentenza è un attacco alla democrazia?
Come minimo, i grillo-fascio-leghisti avrebbero chiesto per Renzi ed i piddini processo in piazza, fustigazione, dimissioni da ogni incarico, ergastolo e revoca della cittadinanza.
Parzialità che si spinge fino al ridicolo e ipocrisia insopportabile!
N.B. Giusto per mancare le differenze... se quei soldi li avesse rubati il partito in cui ripongo la mia fiducia, io avrei preteso la restituzione, le scuse pubbliche e la punizione dei colpevoli.
Facciamo i cittadini, non i tifosi o i sudditi.

Non so se il “campanile” regge...

La Juventus, che può realisticamente e concretamente pensare all'acquisto di Cristiano Ronaldo, (anche se non arrivasse) rappresenta l'Italia di cui andare orgogliosi, quella capace di competere con chiunque. L'Italia che tiene i bilanci in ordine, che programma, si lamenta poco e lavora sodo. Quella che non soffre di invidia o di rancore nei confronti del resto del mondo, ma che si confronta con i migliori e ne ammira e tenta di emulare i successi.
Il passo si può fare lungo quanto è lunga la gamba. L'altra Italia impari.

---Comincia a manifestarsi il governo del nulla...
Dovevano abolire la Fornero al primo consiglio dei ministri, ma...
Dovevano tagliare immediatamente vitalizi e privilegi, ma...
Reddito di cittadinanza e flat tax? Boh, chi vivrà vedrà!
In compenso, abbiamo un ministro dell'interno che, come arma di distrazione di massa, oltre a infierire su migranti disperati e blaterare di schedature etniche (illegali), fa il bullo su twitter rivendicando
l'abbattimento di una casa abusiva da parte di un sindaco leghista, scrivendo: "dalle parole ai fatti, prima gli italiani!" Peccato che nella casa in questione vivesse una 70enne malata di cancro, nata a Pisa e con
600 euro di pensione...
Di Maio, l'altro (oscurato) dioscuro, fa invece compassione per l'irrilevanza e l'approssimazione dei suoi primi passi al governo del paese.
Lasciamo stare, poi, Roma, la Raggi, i collaboratori arrestati ed i ministri che li introducevano, tutti caduti dal pero di una presunta (e insipiente) innocenza, come se non vi fosse responsabilità politica per le
scelte che si fanno. Siamo davvero, nell'inconsapevolezza diffusa di un paese in crisi di cervello, ad un punto di non ritorno; mentre i tanti Travaglio d'Italia si contorcono in una vergognosa esibizione di doppia
morale a difesa dei nuovi (sprovveduti e pericolosi) padroni che si sono dati.
Dovevano salvare (non è chiaro da cosa) il paese: se durano, non resterà
niente da salvare.

---Quello dei migranti provenienti da zone di guerra o paesi instabili e miserrimi, che premono ai confini sud del continente, non è un problema che può essere affrontato dall'Italia in solitudine: bisogna ripartire
assistenza e accoglienza col resto d'Europa. Ma non riduciamo una delle poche cose di cui andare davvero orgogliosi ad un atteggiamento di debolezza... Noi italiani siamo sempre stati più generosi degli altri verso chi soffre; e questo ci è valso il rispetto, la simpatia e la bonaria considerazione del resto del mondo. Conserviamo, pur rivendicando la necessità di essere aiutati nella difficile gestione dell'emergenza
migratoria e facendo valere politicamente le nostre ragioni, il senso di umanità che ci rende un popolo speciale.
"Chi salva una vita, salva il mondo intero"... (Talmud)

L'INTERVENTO

alfio.jpg

di Alfio Ziino

Ad impossibilia nemo tenetur, cioè nessuno è tenuto a realizzare cose impossibili. Ostinarsi ad affermare, come sembra fare il Ministro Salvini, che 500.000 immigrati clandestini (sembra non sia corretto politicamente l'uso di tal termine, diciamo allora irregolari) verranno rinviati nelle loro terre di origine è una baggianata appunto perché cosa impossibile. E di baggianate, posto che la campagna elettorale è finita da un pezzo, non se ne avverte proprio il bisogno. Il Ministro faccia invece quel che è possibile fare. Le Stazioni delle maggiori città italiane pullulano di extracomunitari, dediti al mendicio sempre fastidioso, spesso arrogante o minaccioso, trasformandosi poi le stesse Stazioni in fetidi dormitoi. Idem dicasi per portici e piazze, per un qualunque sottopasso cittadino, parco o villa comunale. Ci liberi dai venditori ambulanti di quel triste tipo a noi tutti noto. Insomma, ci renda, ed è cosa che può far, migliore la vita senza raccontar balle. A regolare i flussi dei migranti avrà comunque agio e modo. Non negando a chi ne abbia legalmente diritto tutto il sostegno dovuto.

35143988_10214399996627266_4132504291103473664_n.jpg

---Contrordine: niente più "impeachment", si torna a trattare. Il Presidente è persona degna. Insulti e minacce solo folklore genuino. 
Un tragica farsa. I populisti sovranisti "brasiliani" sono riusciti a rievocare (con le stravaganze del "contratto", le malcelate intenzioni di preparare un piano B per l'uscita dall'euro e l'irresponsabile tentativo di imporsi al Presidente e scavalcare la Costituzione) lo "scenario greco" per l'Italia, fino a qualche settimana fa impensabile. Si sono fermati, per ora...
Forse, si sono resi conto che stavano davvero sfasciando il paese e qualcuno ha suggerito loro che le responsabilità, prima o poi, diventano chiare anche ai più ingenui e distratti...
Salvini e Di Maio, più che leader di un grande paese occidentale, sembrano capiclasse approssimativi e litigiosi di scuola elementare.
L'Italia deve darsi qualcosa di meglio: farsi sedurre dalle soluzioni facili e puerili, base programmatica di ridicole e pericolose avventure politiche, non risolve i problemi, li peggiora.

L'INTERVENTO

di Alfio Ziino

Fregola. E' venuta loro la fregola, termine che, stando al Dizionario Treccani della Lingua Italiana, sta a significare, in prima battuta, eccitazione sessuale degli animali. Ma visto che mi riferisco a Salvini e Di Maio, pur con le turbative che possa apportare la Meloni, ritengo più appropriato ripiegare sul secono significato che di fregola da lo stesso Dizionario: voglia smaniosa, frenesia. Ed è questa che mi pare abbia colto i due consaputi soggetti che, barbinamente, il Di Maio in particolare, chiedono al Presidente Mattarella, facci fare i ministri, dacci un po' di poltrone, sii comprensivo, gli improperi chi ti abbiam scagliato addosso erano........ scordiamoli tutti. Siam colti dalla fregola (lo siam sempre stati, specie il Di Maio, chè Salvini qualche giro in carrozzella lo aveva pur fatto). Non vedo alcuna dignità in tutto questo, anche quando verranno a dirci che si immolano per il bene del Paese (più un .paesino, ai miei occhi, visti i soggetti cui con il voto sembrano affidare i loro destini.

---Una pletora di politici o pseudo tali che si dichiarano al servizio del "popolo" e vicini ai problemi delle persone.
Che hanno autorità, poteri e mandato per risolvere i quotidiani affanni "popolari", ma che sono talmente inetti o strafottenti da non riuscire a cavare un ragno dal buco.
Provate a chiamare l'ASL di Messina per prenotare una visita specialistica e, se avete mezza giornata di tempo per attendere la risposta di un operatore, l'avrete fissata quando il vostro problema sarà superato per sopraggiunta morte o spontanea guarigione.
Immagino lo sconforto dei nostri poveri anziani e del popolo minuto che non ha "santi" a cui affidarsi. Vergogna!

---In Sicilia, dice la Corte dei conti, il rapporto numerico fra dipendenti comunali e popolazione supera del 45% la media nazionale...

In Sicilia, dice la Corte dei conti, il rapporto numerico fra dipendenti comunali e popolazione supera del 45% la media nazionale. La beffa (oltre al danno) è che i comuni siciliani neanche funzionano: efficienza e servizi prestati ai cittadini sono pessimi.
Comunque, dobbiamo "stabilizzare", cioè assumere, perché il "posto pubblico" (a vita), in Sicilia, è un diritto che prescinde merito, capacità finanziaria e necessità. Le inutili posizioni lavorative
precarie, "oppio dei siciliani", create ad arte ed a uso elettorale, prima o poi, raggiungono il traguardo dell'agognato posto garantito e pubblico.
Secondo l'ultima legge di bilancio regionale, che rimanda riforme e tagli necessari per "regalare" soldi che non ci sono, vi sarebbe l'intenzione di assumerne altri 13000, in spregio ai conti in dissesto e ad una tassazione insostenibile (che non può calare se aumentiamo la spesa corrente pagando stipendi). L'antico vizietto dell'assistenzialismo irresponsabile c'è a destra come a sinistra e finirà per tirare a fondo anche la (sopravvissuta) parte sana e produttiva (privata) di questa disgraziata regione.
Nell'esclusivo interesse di classi dirigenti avide e sconsiderate, è stato fatto scempio dello statuto speciale accordatoci, che doveva essere una "fortuna" ed invece è diventato strumento di rovina.
Vergogna!!!

Lipari, "il pubblico dibattito è morto..."

Guardo il mio paese; e ne percepisco la difficoltà e il declino. Nei modi, nei discorsi delle persone, nei rapporti logorati. Nella confusione tra legittimi e illegittimi interessi e nella pretesa di difendere questi ultimi a danno dei primi.
Il clima è talmente pesante e avvelenato che il pubblico dibattito è morto, non esiste più un sentire comune, un interesse collettivo, non si pensa a soluzioni nell'interesse generale ma ci si preoccupa solo di "occupare" posti e spazi e di conservare posizioni di vantaggio e ruoli pubblici
aldilà dei meriti. Arretriamo inesorabilmente. Perdiamo servizi essenziali e non investiamo in strutture e infrastrutture; ci pregiudichiamo il futuro.
Siamo arrivati, a forza di "favori", a tollerare una diffusa illegalità dall'effetto "normalizzante", perché riduce la libertà di critica, è un implicito ricatto che tiene buono chi sa di non essere in regola e potrebbe subire ritorsioni: uno scempio dell'ordine sul territorio e dell'armonia della comunità.
Fermiamoci e cambiamo.
Altrimenti, distruggeremo lo straordinario territorio che abitiamo e ciò che resta del nostro spirito di (sana) comunità.

---Se Capri prende una simile iniziativa, noi che aspettiamo...?

CORRIERE DELLA SERA

capri-7-17.jpg

L'INIZIATIVA. Capri vuole lo status di «isola svantaggiata». E il sindaco avvia la raccolta di firme per un referendum. Vivere nella patria del lusso sarebbe motivo «grave e permanente svantaggio» sostengono i promotori dell'iniziativa che vogliono la modifica dell'articolo 119 della Costituzione

di Claudia Catuogno

I residenti sull'isola più chic del mondo si sentono gravemente svantaggiati. Così svantaggiati da raccogliere firme per un referendum che modifichi l'articolo 119 della Costituzione, inserendo la seguente dicitura: «Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità e dispone le misure necessarie a garantire una effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuali e inalienabili». Capito? Vivere nell'isola di Tiberio, meta del jet-set e patria del lusso costituisce motivo di «grave e permanente svantaggio». E già immaginiamo come potrebbero reagire gli abitanti dei quartieri«favelas» nelle periferie napoletane. Ma siccome il lusso non cancella i problemi della quotidianità è il sindaco Gianni De Martino a spiegare l'iniziativa.

L'isolamento

«Capri — dice — è l'isola più bella del mondo ma i cittadini sono svantaggiati». Lo «scoglio» circondato dal mare blu sconta una singolare condizione appunto di isolamento. Così il sindaco in persona è sceso in campo con la raccolta di firme per salvaguardare lo "status di isola" e riconoscere ai suoi concittadini parità di diritti e servizi con quelli che vivono sulla terra ferma. Gli isolani doc si dicono penalizzati, vittime di disservizi, sovrapprezzi, limitazioni. E lo conferma proprio il primo cittadino, che ha sposato l'idea dell'Ancim (Associazione nazionale isole minori) e sostiene il referendum per modificare la Costituzione e garantire uguali diritti anche ai cittadini delle isole minori.

Iniziativa anche in Sardegna
La battaglia, partita dalla Sardegna, unisce Capri ed altre 35 isole minori italiane. E sono già tantissimi i residenti che si sono recati in comune a firmare per far si che lo «Stato riconosca il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità» e disponga «misure necessarie a garantire una effettiva parità ed un reale godimento dei diritti individuali e inalienabili». "Chi vive sull'isola deve godere di uguali diritti – spiega il sindaco – ed i servizi garantiti debbono essere gli stessi di cui possono usufruire gli italiani che vivono in città. E mi riferisco alla possibilità di curarsi, di studiare, di non essere sfavoriti per le particolarità territoriali». Perché quello «status di isola» che oggi viene invocato da Capri e dall'Ancim racconta di una separazione sociale, oltre che fisica, che danneggia inevitabilmente gli isolani ed anche i pendolari del mare, ovvero quelle centinaia di insegnanti, professionisti, medici, operai ed impiegati che ogni giorno sbarcano sull'isola.

Le agevolazioni
«Chi sceglie di lavorare su un'isola dovrebbe poter avere delle agevolazioni – continua De Martino – ma ciò non accade, anzi. Si pensi soltanto al costo del biglietto dell'aliscafo che si aggira sui 40 euro al giorno. Anche comprando un abbonamento, una fetta dello stipendio va via per il viaggio e va ad aggiungersi ai disagi che comporta raggiungere l'isola ogni giorno. E questo si traduce nella difficoltà di reperire personale per le scuole, per l'ospedale, per gli uffici pubblici che spesso rimangono chiusi quando siamo isolati. Cambiare l'articolo della Costituzione significherebbe poter lavorare su leggi e regolamenti che vadano ad incentivare con graduatorie ad hoc o punteggi premio chi lavora a Capri o su un'altra isola minore italiana».

L'ospedale ridimensionato
Stesso discorso vale per la sanità in un luogo in cui anche trovare un medico di famiglia diventa un'impresa. «Abbiamo combattuto per salvare l'ospedale Capilupi dal ridimensionamento. È stato sottoscritto un protocollo d'intesa con la Regione Campania che stabilisce alcuni punti fermi a tutela degli isolani ma restano comunque annosi problemi per convincere medici ed infermieri ad assumere un incarico nell'unico presidio che abbiamo per curarci».Non solo. Nella battaglia delle isole minori rientra anche una fiscalità di vantaggio, che potrebbe essere tradotta in una serie di contributi per il trasporto dei beni materiali. «Una bottiglia d'acqua deve poter essere venduta allo stesso prezzo dei supermercati di Napoli – incalza ancora il sindaco — non un euro in più per sopperire agli ingenti costi di trasporto».

Il principato
Sull'ipotesi di un Principato di Capri, vecchio cavallo di battaglia dell'ex sindaco Federico, però, De Martino chiarisce con ironia. «Confido nell'annessione agli Stati Uniti — scherza — in mancanza ci accontentiamo anche del Trentino Alto Adige. No, in realtà noi non vogliamo autogovernarci ma semplicemente che lo Stato ci garantisca parità di diritti». No al principato, si al comune unico, però. «Questa possibilità la vedo già più fattibile. I due comuni sono distanti per certi versi ma è chiaro che i problemi di uno sono gli stessi dell'altro. Fare fronte comune con un'unica voce non è una soluzione da scartare a priori».

MA I VIP PROTESTANO

di Nicola Pinna

Nell'isola dei poveri loro non ci vivrebbero mai, non ci passerebbero neanche pochi giorni di vacanza. Ed è tutta qui la protesta dei vip, di quelli che subito si sono scandalizzati per la richiesta dei residenti dell'Isola azzurra. Il primo a schierarsi contro al riconoscimento di zona svantaggiata è il cantante Peppino Di Capri, uno che della sua origine ha fatto il nome d'arte e il maggior vanto: «Il termine disagiato è sbagliato, danneggia l'immagine di fama nel mondo e non si addice alle bellezze che la natura ci ha regalato. Dobbiamo continuare a essere il paradiso in cui tutti, italiani e stranieri, ambiscono a vivere».

Insomma, di certo non è una questione etica, per cui sarebbe meglio che gli aiuti economici andassero verso zone dell'Italia che stanno decisamente peggio. Il problema, in verità, è tutto legato all'etichetta. E pazienza se vivere in un'isola comporta davvero svantaggi importanti, almeno per la gente comune: «Le problematiche che riguardano sanità, trasporti, scuola e sovraffollamento - dice il cantante - dovrebbero essere risolte dai sindaci».

Un'altro che già si preoccupa affinché non venga sbiadita l'etichetta dorata dell'isola dei paperoni è lo stilista Rocco Barocco. «Come si può dare un nome così negativo ai paradisi che sono le nostre isole? La parola svantaggiata offenderebbe la natura di questi luoghi e non sarebbe capita dagli stranieri che amano e ambiscono a visitare le nostre isole, in particolare quelle del Golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida, non per i loro disagi ma per le loro bellezze e il loro fascino».

Lo status di zona svantaggiata, sottintende il principe delle passerelle, rischia di tenere lontani ricchi e vip che scelgono queste isole per le loro vacanze. «Non vedo nessun svantaggio nell'insularità, se ci sono problemi amministrativi, si trovi un'altra definizione meno denigratoria». Della serie, nessuno si azzardi a far sapere in giro che a Capri - soprattutto chi ci passa l'inverno - si devono scontare gli svantaggi tipici di un'isola. Magari i miliardari si spaventano.(lastampa.it) 

---A quelli che "il sistema fa schifo, l'Italia è marcia, ci vogliono le regole, i politici sono tutti corrotti e pensano agli affari propri, ci vorrebbe 'l'uomo forte' e bla bla bla", gli stessi che poi trovi parcheggiati sulle strisce pedonali o sugli spazi per disabili, a
transitare nelle isole pedonali con veicoli vari, che sorprendi a lasciare spazzatura per strada, che vedi occupare abusivamente spazi pubblici, che si prodigano nell'ostacolare (spesso oltre il lecito) quelli 'bravi' e meritevoli allo scopo di favorire parenti e 'amici' ecc., (che disattendono, insomma, le più elementari regole di ordinata convivenza infischiandosene della 'legalità') consiglio un dignitoso silenzio ed una contrita riflessione.
Rappresentate una concausa del 'disordine' che lamentate e siete un ostacolo al miglioramento del paese... Fate ridere (amaro)!

L'auspicio che ritorna frequente (ma che perde smalto ad ogni ripetizione senza seguito e frutti) è che la Sicilia ed il meridione tutto si reggano sulle proprie gambe per rinascere...
Bello, immaginifico. Ma di quali gambe stiamo parlando? Siamo realisti...
Ci reggiamo sull'assistenzialismo scriteriato e anti-competitivo di Roma (sperando che pure Bruxelles si adegui) a cui non sappiamo e non vogliamo rinunciare, la Regione Sicilia ha 5 volte il numero dei dipendenti della Lombardia (che ha il doppio degli abitanti), una macchina burocratica elefantiaca e inefficiente e buchi di bilancio in quasi tutti i comparti.
Soffriamo, rispetto all'Europa avanzata, un divario 'culturale', reddituale, infrastrutturale e tecnologico praticamente insanabile, siamo piegati alle logiche familiste e di clan e non siamo nemmeno capaci, per ignavia e incompetenza, di dare impulso al settore turistico su cui potremmo davvero far rinascere la nostra economia. Aldilà dei proclami grotteschi e ipocriti, finiamo sempre per votare mezze calzette e traffichini, con la ciliegina sulla torta della recente (ri) elezione di
Micchichè (leggerne la storia personale, se non si conosce) presidente dell'Ars... io resto qui perché amo la mia terra, ma credo sempre meno alla possibilità che la Sicilia si affranchi dalla miseria materiale e morale in cui si trova. Da siciliano, provo pena e vergogna!

----I dipendenti di Palazzo dei Normanni (Regione Sicilia) sono pagati, in media, il doppio di quelli della Casa Bianca (USA).

Il dato è ancora più assurdo se si considera che la Sicilia ha un reddito pro capite di 15.305 euro contro i 46.879 degli Stati Uniti... Dunque, nessuna proporzione tra il guadagno medio di un siciliano e gli stipendi dei privilegiati 'pubblici' della regione.

Se ancora non siete turbati, questa la prima dichiarazione di Miccichè (Forza Italia) appena eletto presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana: "sono assolutamente contrario al taglio degli stipendi alti"!

Io non sono 'populista', di conseguenza non credo che la penosa condizione di arretratezza, disuguaglianza diffusa e spreco indegno di risorse sia solo responsabilità di una classe politica inadeguata, ma anche e soprattutto del disinteresse per la 'cosa pubblica' e del masochismo disinformato e disarmante di molti siciliani.

In ogni caso, a titolo informativo, la coalizione vincente in Sicilia che ha indicato Miccichè presidente è la stessa (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia) che si propone alle politiche del 4 marzo di 'salvare' gli italiani dalle 'angherie europee' e combattere le ingiustizie che li affliggono.

Auguri ai siciliani ed agli italiani che, in buonafede, ci credono.

 

 

Il PD compie oggi 10 anni.
Il PD parla di speranza e progresso, di diritti da estendere e di muri e pregiudizi da abbattere. Gli altri partiti e movimenti, troppo spesso, coltivano odio e paure. Se non per "fede", almeno per buonsenso, menomale che esiste il PD. Auguri!

Guarda i video suIl Notiziario si YoutubeSeguici su  logo facebook-piccolo logo twitter 
Condividi il "Notiziario" pubblica gli articoli sul tuo profilo

Il Notiziario delle isole Eolie online siti utili www.isoleolie.it  vacanzeeolie.it alberghieolie.com

notiziario su youtube