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di Pina Cincotta Mandarano

Ogni eoliano ha un sogno nel cassetto. Essere di Panarea o viverci è il sogno fuori da ogni cassetto ed è la natura a km zero come si usa dire adesso. Il mio sogno è quallo di avere sul molo di Panarea il presentatore Giletti che intervista Di Maio (col permesso di Casalino) e Salvini. Sentire dalle loro voci che nuova Italia ci sarà con questo nuovo governo. Non come promesse ma come certezze garantite dal giornalismo nostro che è quello che regge ancora.

LE RICETTE DI PINA CHE FANNO LECCARE I BAFFI

secondi piatti ===
OVA CCU LATTI (UOVA CON IL LATTE)
Ingredienti: 12 uova, latte q.b.,100 gr. di pecorino o parmigiano grattugiato, 25 gr. di burro, 1 cipolla.
Preparazione: far bollire le uova finché non diventano sode. Tagliarle a metà per lungo, togliere il tuorlo ed impastarlo con un po' di latte, burro e formaggio in modo da ottenere una pasta consistente. Riempire le conchette d'uovo con questo impasto, infarinare e friggere in olio o burro. Aggiungere la cipolla affettata sottile, farla dorare nell'olio rimasto dalla frittura delle uova, versare il latte e l'impasto rimasto. Mettere le uova in un solo strato, farle insaporire per qualche minuto, aggiungere quindi il formaggio grattugiato, tenere sul fuoco per qualche altro minuto e sevire ben calde.
Variante:
Preparando le uova allo stesso modo però senza il latte ed aggiungendo un po' di aceto prima di toglierle dal fuoco otterremo le "ova ncupirchiati" (uova incoperchiate).

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Gli eoliani hanno sempre più pensieri per la testa. Non si capisce però se sono più numerosi al mattino o alla sera. Il fine giornata dovrebbe essere la calcolatrice per aumentarli o diminuirli. Ma questo dipende anche dalla strada che si fa. Diciamo che al momento i nati alle isole Eolie sono ancora in maggioranza fra gli abitanti. Fra poco si avvicinerà l'anno zero. Quello dove finalmente i politici potranno dire di aver vinto. I nati fuori dalle Eolie saranno i viventi più numerosi che abitano nell'arcipelago con l'ospedale dove non si nasce più. Anche questo è un pensiero. A metà fra il mattino e la sera. L'importante é capire perché è nato.

=== altro ===
SALSA PER ARROSTI
Ingredienti: due foglie di menta, una tazzina da caffè di aceto di vino, due tazzine di olio, un pizzico di sale e pepe.
Preparazione: sbattete tutto insieme e versate sul tacchino già cotto.

Panarea è sempre stata un punto d'osservazione molto speciale. Tutti gli eoliani che passano da qui hanno una prerogativa. Devono subito confessarsi con noi che nell'isola bella trascorriamo la nostra vita. Chi mi viene a trovare, senza accettare il caffè, ha solo una premura. Dirmi che ormai le Eolie sono sul punto del non ritorno sotto ogni aspetto. Si ripetono le stesse cose: porti, sanità, trasporti, bilanci comunali, incapacità politica, affarismi, mancanza di tracciabilità, evasione alla tassa di sbarco, incontrollabilità del turismo di massa, appropriazione disordinata di beni demaniali, carenza d'acqua, permissivismo del trasformare strade in discariche, mancanza di rispetto verso l'ambiente e fermiamoci qui. Quando insisto per il caffè mi rafforzano il tutto bevendolo amaro. Che posso fare amici miei?

=== pesce ===
TONNO CON PISELLI
Ingredienti: 6 fette di tonno, 2 spicchi d'aglio, 500 gr di piselli, prezzemolo, olio, sugo di pomodoro, sale, pepe
Preparazione: soffriggere nell'olio l'aglio tritato con il prezzemolo, sale, pepe. Unire le fette di tonno, facendole dorare da entrambe le parti. A metà cottura aggiungere il sugo di pomodoro e finire di cuocere. Togliere le fette di tonno e nel suo sugo cuocere i piselli, poi metterle sopra questi per riscaldarle e servire insieme.

Le reti dei pescatori di Panarea sono sempre piene di buon pescato. Un buon segno per il mare e per chi continua ancora questo duro lavoro. Il merito é sicuramente della temperatura costante del fondale che ha quel caldo vulcanico eterno. E' una mia teoria da cuoca e non da vulcanologa. Basta vedere come il pescato di Panarea ha bisogno di meno tempo di cottura del pescato di Lipari o di Salina.

=== contorni ===
PIPIRUNATA
Ingredienti: Peperoni gialli kg. 1, cipolle gr. 500, pomidoro gr. 500, olio ½ bicchiere, sale q.b..
Preparazione: In una padella abbastanza larga friggete a fuoco vivo le cipolle tagliate fini ed i peperoni tagliati a liste. Salare ed aggiungere la salsa preparata precedenemente con i pomodori pelati. Fare cuocere ancora 5 minuti

Lunga vita politica a Panarea. La politica locale qui viene poche volte. Quando viene, va via subito dopo aver riverito il politico nazionale del momento ma solo quando sono ancora al comando. Poi li dimentica facilmente. Due politici nazionali ancora resistono nella vita politica e nell'amore per Panarea. Prestigiacomo e Casini sono gli eterni eletti che non tramontano mai. Vuol dire che valgono e che da Panarea hanno succhiato quelle buone energie che non si scaricano mai.

=== primi piatti ===
Zuppa di scorfano
Per preparare questa zuppa occorrono un kg di scorfani freschissimi e squamati. In olio d'oliva (circa 2 cucchiai) fate soffriggere due spicchi d'aglio interi che toglierete appena accennano a imbiondire. Aggiungete due pomodori maturi privi di semi e tagliati a piccoli pezzi. Lasciate insaporire e poi unite il pesce. Giratelo due o tre volte, poi versate un bicchiere di vino bianco secco che lascerete evaporare per metà. Condite con sale e un pizzico di peperoncino rosso, quindi aggiungete due litri circa di acqua calda e, a fuoco lento, portate a cottura il pesce. Toglietelo dal brodo, nettatelo di testa, coda, pinne e lische. Riducetelo a piccoli pezzi e riversatelo nel brodo. Tostate delle larghe fette di pane, possibilmente integrale, con le quali coprirete il fondo dello scodelle dopo averle aromatizzate all'aglio. Versate il brodo nelle scodelle e completate con prezzemolo tritato

A Panarea ci sono giorni che non manca niente ed altri giorni che manca tutto. Dipende sempre da come le persone si svegliano. Sicuramente i panorami, la natura e le furbate sono sempre presenti. 365 giorni l'anno, giorno e notte. Panarea non ha mai prodotto sane dimostrazioni di proteste popolari. Forse perché manca un popolo che in questa nota isola è suddiviso per gruppi famigliari dove ciascuno tira dritto per il proprio interesse e non per quello comune.

primi piatti ===
PENNE CON OLIVE, PEPERONCINO E CAPPERI
Ingredienti: 400 gr. penne, 700 gr. di pomodorini freschi, 70 gr. di capperi, 50 gr. di olive nere, peperoncino un pezzetto, 3-4 spicchi d'aglio,olio, prezzemolo, basilico, sale.
preparazione: tenere per un paio d'ore in acqua fresca olive e capperi. Fare rosolare nell'olio l'aglio e il peperoncino.
Quando l'aglio sarà colorito toglierlo e aggiungere le olive, i capperi, il prezzemolo e il basilico. Cuocere tutto a fuoco lento un paio di minuti, poi lasciare raffreddare.

Il mare è il miglior amico delle Eolie. Resta la nostra strada per partire ed arrivare. Con esso devono fare i conti le compagnie di navigazione ma non basta. Spesso gli stessi porti non sono in grado essere tali. Facile arrivare e partire quando il mare é calmo, ma appena si alzano 2 onde l' approdo é affidato al coraggio o all'abilità degli equipaggi. Ma si può andare avanti così? Il mondo turistico è affidato a questi sistemi di trasporto ed i nostri clienti non si possono abbandonare con le valigie in mano nei porti di partenza.

=== primi piatti ===
BADDUZZI DI RISU CCU BRUDU O GANEFFE DI RISU (PALLINE DI RISO IN BRODO)
preparate un classico risotto alla milanese, compreso lo zafferano. Lasciate freddare e ricavarne delle pallottoline della grandezza di una nocciola, che si friggeranno dopo averle passate all'uovo e farina. Si servono con dell'ottimo brodo di carne e parmigiano grattugiato.

L'altro ieri contavo i forestieri che vivono a Panarea. Non avevo altro da fare, il mare era tempestoso ed il vento soffiava continuamente. Ho scaldato la mia mente segnando con la matita il quaderno degli appunti. Così è venuto fuori che gli eoliani puri sono una razza in via d'estinzione non solo perché nelle Lipari non si nasce più. Fateci caso. Gli ultimi 3 sindaci di Lipari non sono nati a Lipari. Le donne straniere presenti sulle isole superano il 10% della popolazione femminile e gli uomini superano il 20% della popolazione maschile. Praticamente ormai alle Eolie c'è un 30% di popolazione forestiera con e senza tracciabilità anche nel settore commerciale. Vuol dire che le isole si sono globalizzate e nessuno studia il fenomeno. Nel bene e nel male.

=== pesce ===
PESCE SPADA "ALLA PINA"
Ingredienti per 4 persone: 600 gr di pescespada, 1 kg di fave fresche, una cipolla, uno spicchio d'aglio, due gambi di sedano, mezzo bicchiere di vino bianco, due cucchiai di pecorino grattugiato, un mazzolino di prezzemolo tritato, brodo, sale q.b.
Preparazione: sgusciare le fave togliendo loro pure la pellicola, metterle in una teglia assieme alla cipolla, al sedano, al prezzemolo tritati ed a più di due tazze di brodo. Fate bollire per alcuni minuti e poi disporvi il pescespada tagliato a fette e interamente coperto di brodo. Insaporire e lasciar cuocere a fuoco lento, aggiungervi il vino e spolverare con pecorino grattugiato e prezzemolo tritato.

Le belle notizie piace darle. Arrivano i sentieri per le isole Eolie. La bella novella è sbarcata a Panarea grazie al duo della Forestale di Messina nelle persone di Cavallaro e Giacoppo. Bisogna riconoscere a questi uomini l'attaccamento professionale alla sentieristica delle isole. Sentieristica utile e necessaria per offrire sempre più alternative al sole e al mare per i nostri turisti che sono poi quelli che ci portano il pane quotidiano e ci aiutano a sbarcare il lunario oltre a creare nuovi posti di lavoro a chi vuole sudare. Tante le forze dell'ordine che guardano alle Eolie. Ciascuno con la propria competenza al servizio degli isolani e dei loro visitatori. Questa deve essere l'Italia che tutti vogliamo.

=== pesce ===
PISCISTOCCU A GHIOTTA
Ingredienti per 4-5 persone: 1 kg. stoccafisso ammollato, 1 kg. patate, 500 gr. passato di pomodoro, 2 cipolle di media grandezza, 50 gr. di capperi, 50 gr. olive verdi, un gambo di sedano, sale, pepe nero o peperoncino, 4 cucchiai d'olio extravergine, un cucchiaino di concentrato di pomodoro.

Preparazione: In un ampio tegame mettete a cuocere la cipolla tagliata a fettine, i capperi, le olive, il gambo di sedano a tocchetti, un bicchiere d'acqua e 4 cucchiaiate d'olio. Aggiungete il concentrato di pomodoro e, quando si è amalgamato, aggiungete il passato di pomodoro fate cuocere per 10 minuti circa. Nel frattempo sbucciate le patate, tagliatele in quattro parti e, dopo averle lavate, aggiungetele al composto. Quando le patate saranno a metà cottura, aggiungete lo stoccafisso tagliato a pezzi, salate, pepate e fate cuocere per altri 15 minuti sempre a fuoco lento. Servite ben caldo con del pane casereccio e del buon vino rosso.

=== contorni ===
PIPIRUNATA
Ingredienti: Peperoni gialli kg. 1, cipolle gr. 500, pomidoro gr. 500, olio ½ bicchiere, sale q.b..
Preparazione: In una padella abbastanza larga friggete a fuoco vivo le cipolle tagliate fini ed i peperoni tagliati a liste. Salare ed aggiungere la salsa preparata precedenemente con i pomodori pelati. Fare cuocere ancora 5 minuti

Il mare brontola che è un piacere e noi a Panarea ci salviamo come possiamo. Pregando e sperando. Quando incontri le persone ci si chiede come si sta da subito. L'isola ha bisogno di un buon pronto soccorso ed almeno due medici esperti in contemporanea. Sia d'estate che d'inverno. Non una buona riserva di sanità ma una riserva buona. Con la salute non si scherza. Le vite umane non hanno prezzo. La voce che non alza la politica locale che ha mandato in dieta sanitaria l'ospedale di Lipari, dobbiamo alzarla noi delle isole periferiche dove ad oggi siamo andati avanti a miracoli. Per l'assistenza sanitaria bisogna ragionare non con la tecnica dei risparmi ma con il buon senso del buon padre di famiglia. Sulla salute non si risparmia.

L'inverno a Panarea è speranza. E' il tempo che porta indietro nei ricordi. Almeno per gli isolani come me che sono in attesa che l'isola faccia passi avanti e non indietro. Inutile avere l'Ufficio Postale se poi resta chiuso per mancanza di personale alla faccia della disoccupazione. Inutile avere tante corse di mezzi navale se poi il porto non è in grado di farli attraccare. Cose spicciole e pratiche di vita quotidiana che noi abitanti giornalmente viviamo per 365 giorni l'anno. Noi non abbandoniamo Panarea anche se spesso Panarea è abbandonata a se stessa ed al coraggio di chi dice le cose "papale papale". Invitandomi a scriverle in tutte le salse.

Mi appassiona sempre più la trasmissione televisiva "Non è l'Arena". Fu una persona di fuori a farmela scoprire. All'inizio pensavo ad una battuta sulle pasticcerie di una volta di Lipari che erano Subba e Arena. Quest'ultima era quella che forniva quasi in esclusiva Panarea. Con qualsiasi tempo e con le barche del rollo "a durcera" Arena, forte della sua dimensione fisica enorme, partiva felice caricandosi almeno due cassate preparate del marito che invece era sempre dentro al suo laboratorio del Pozzo. Mio padre che aveva il negozio accanto spesso faceva uno scambio merci. Carne per dolci. Fessta per l'uno e per l'altro. Altri tempi, altra vita ma sempre bella visto che ogni dolce ricordo, direttamente o indirettamente, ci porta ai tempi passati anche per imparare.

Il mio affetto va ancora ai Militari che con quelle navi Adige, Mincio e Po ci dissetavano in tutte le isole. Quando arrivavano e scaricavano l'acqua era una festa, Finalmente scompariva la sete. Quelle divise bianche, candide come la pomice o la neve, quante sofferenze ci hanno tolto. Noi abbiamo patito la vera sete. Le nostre cisterne vuote e poi piene. L'acqua si riempiva col secchio che quando si tirava su emanava freschezza ma stanchezza alle braccia. Bisogna aver vissuto quei periodi e raccontarli per non dimenticare. L'acqua di allora sapeva di sacrificio e eroismo. Quella di oggi è acqua malata. Quante amicizie nascevano con "sicciu e corda".

Gli anni passano ma posso dire che a Panarea il tempo si è fermato su molte cose. Ben 40 anni fa mio padre cadendo da un tetto doveva essere soccorso e trasportato in qualche vicino ospedale. Il medico presente sul posto aveva fatto il possibile per tenerlo in vita ma doveva essere trasportato in ospedale urgentemente. Il mare in tempesta ed il molo al buio impediva alle unità navali di approdare. Quando tutto sembrava perso spuntò dal buio un mezzo della Marina Militare che con una coraggiosa manovra riuscì a prelevare mio padre imbarellato e traportarlo all'ospedale di Messina. Un miracolo doppio per il mio povero genitore. Il mio scoramento è che ancora oggi il molo è sempre al buio. Scusate il disturbo per la domanda, ma chi deve illuminarlo?

Mi hanno appena detto che il 2018 sarà l'anno del cibo italiano per dedicarlo a G. Marchesi, padre della cucina italiana. Onore al Prosecco e alla Matriciana che sono sulla strada dell'ingresso all'Unesco. Ormai il cibo italiano e una "scriticchiata" continua e perpetua. I suoi studi di mercato hanno trasformato il cucinare in prodotto e non i prodotti in cucinato. Il mangiare é passato dal nutrimento al gusto e i clienti sono diventati tutti buon gustai. Io, che mi porto anche la cucina a letto, penso come la cucina possa lottare contro gli sprechi. L'unica cosa che mi fa paura é quando la politica entra in cucina. Ho paura di fare la fine del cibo e scomparire in un boccone. Gli squali non si possono cucinare perché sono protetti. Sono diventati politici.

Oggi è venuta la mia amica parrucchiera. Mi vuole bene e ama la mia ricciolinità. Abbiamo parlato di quello che continuamente vediamo a Panarea. Non solite cose ma cose d'amore, di Natale, di auguri dell'ultima sfornata di "pani caliatu, sasizza di casa e nacatuli buoni". Ma l'argomento più bello è l'albero di Natale della chiesa fatto davanti alla chiesa e con l'aiuto di tutti i fedeli che adesso col nuovo prete vedono nuova luce brillare. Ma la nostra lingua batte dove il dente duole. Perché? Perché la Chiesa da il buon esempio. Quale? Cambiare serve. Auguri e Buon Anno

Panarea è sempre stata l'isola dei Vip ma anche del popolo che li ammira e li cerca. A Panarea la caccia ai Vip inizia con le mani piene di macchine fotografiche, telefoni pronti allo scatto e carta e penna per gli autografi. Spesso questo popolo entra anche nel mio locale per questa caccia che, diciamocelo pure, a quasi tutti i Vip fa piacere. La gente per i Vip dimentica anche i panorami. Il Vip è la caccia al tesoro di questa epoca. Devo confessare che io senza essere Vip, ho frequentemente richieste di foto e di autografi. Senza montarmi la testa io sono solo Pina senza il la davanti al nome.

Adesso che nell'aria girano i soldi per pulire i sentieri, sicuramente anche Panarea tira un sospiro di sollievo.
Io li ricordo tutti e li conosco a memoria per averli percorsi anche a piedi nudi e per scommessa. Con le mani davanti agli occhi. Li conosco passo-passo. La sentieristica di Panarea è importante, i turisti ci vanno e spesso si perdono e poi ci ritornano lo stesso. Durante l'ultima estate ricordiamo almeno due salvataggi fatti dai carabinieri in condizioni estreme. I sentieri servono anche per raggiungere in tempo eventuali zone a rischio incendi oltre a fare da frangi fiamma. Tutto serve e questa volta i soldi sono arrivati grazie alla tassa di sbarco e di colui che è riuscita a farla passare dal governo. Onore al merito prima dei fatti.

Per la storia della mia famiglia devo dire che mia madre era gia salita con il biglietto in mano sulla nave per l'Australia. Ma un attimo prima che la nave mollasse le cime, tornò sulla scaletta in versione discesa rapida. Fu una scelta che oggi, a distanza di quasi un secolo, i fatti danno ragione a quella decisione di cuore e di vita. Quel momento mi accompagna ogni sera a letto. Giusto per cospargere la giusta polvere dei ricordi e dell'eolianità che ancora io e mio marito ci portiamo dietro e dentro la nostra vita di coppia felice.

Quando i miei genitori hanno deciso di diventare emigranti e lasciare Lipari, scelsero Stromboli. Non riuscendo a trovare una buona affinità con "Iddu" tornando indietro per Lipari, per sbaglio ci fermammo a Panarea. Da qui non ci siamo mai più mossi. Qui siamo rinati o nati due volte. Io mi sento quest'isola sotto i piedi, mi ha subito dato stabilità, vita nuova e attaccamento alla bellezza naturale. Ho Panarea nel mio sangue, dentro la mia testa e per tutto il corpo. Non volevo niente di più e niente di meno. Quello che ho è mio, non devo niente a nessuno, anzi in tanti devono molto alla mia famiglia. Questa è Panarea, dove un sassolino è solo mio.

Adesso che c’è il tempo per i preparativi, mi rivolgo agli uomini del mare, al signor Ammiraglio che è venuto a Panarea. Desidero la partecipazione della Marina Militare per la protezione delle coste, per impedire ai barconi e alle barche miliardarie di avvicinarsi alle coste di Panarea. Devono stare a debita distanza, devono rispettare la natura perché anche lei ha i suoi limiti. Sopra e sotto il mare. La salvezza del mare è la nostra salvezza e se non si protegge, noi pagheremo questo assalto dei banditi del mare, nuovi predoni o pirati che dir si voglia che da molto tempo fanno quello che non dovrebbero fare.

 

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