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Ordinanza Sindacale sul regolamento cimiteriale comunale

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LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO clicca qui 20170518 Ordinanza - ALBO.pdf

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di Peter Tesoriero

Grazie Bartolino. Molto interessante. C'e' pero un errore... Purtroppo non sono un nativo di Panarea. Sono nato a Sydney in 1934 e c'ho sempre vissuto. Mio padre (nato in 1908) lascio' Panarea quando aveva solo 16 anni. I nonni e tutti i parenti son emigrati in Australia e son tutti morti e sepolti in Australia. La mia prima visita a Panarea era nel 1968. Prima di incominciare i miei studi all'università' di Sydney, non sapevo nemmeno una parola di d'italiano ne di dialetto. Mi madre, nata in America da genitori eoliani, parlava sempre in inglese. Mi son fatto italiano e eoliano appositamente con molta fatica. Quindi nonostante il fatto che mi sento cento per cento eoliano, non posso dire che sono un nativo. L'Ansa si riferisce ad un caso di usucapione successo a Barcellona Pozzo di Gotto. Mentre c'e sempre la possibilità che qualcuno prendesse la nostra proprietà con usucapione, volevo piuttosto lanciare l'allarme contro quest'edifico clandestino del forestiero in un'area protetta. Cambiando l'argomento per un momento, vorrei suggerire qualcosa alle autorità". Perché non mandare su un "drone" per fotografare la condizione attuale della costruzione che avevo visto su Google Earth? Sarebbe poco costoso.

---Egregio dott. Leone, Sono un eoliano di Panarea che ha vissuto tutta la sua vita in Australia senza però mai dimenticare le nostre isole ma rimanendo ad esse legate affettivamente e culturalmente e di tanto in tanto vi faccio ritorno approfittando del fatto che sono pensionato anche se ho ormai 83 anni.

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Ho scattato questa fotografia usando il mio iPhone. E' un dettaglio di un immagine  di punta Milazzese sopra il villaggio preistorico a Cala Iunco  Panarea.
Sopra si vede le mura di un edificio ormai crollato che apparteneva a mio nonno e suo cognato. Gli eredi sono numerosissimi. Direi più cento persone. Da anni sono molto preoccupato per la possibilità che qualcuno lo prenda in usucapione per farne una speculazione edilizia che distruggerebbe uno dei siti più importanti della nostra storia ed anche uno dei più belli. Recentemente, un parente, parecchie anni più giovane di me, e' andato  a Panarea per la prima volta. Mentre stava vistando i ruderi, ha fatto la conoscenza di uno straniero che lo ha incantato e convinto, parlandogli in inglese, che sarebbe un buonissima idea se noi tutti ci  mettessero in società con lui in un progetto per ricostruire l'edifico rurale  dei nostri avi.  Anni fa, io stesso avevo incontrato questo signore che mi aveva fatta una proposta simile. Mi aveva fatto vedere dei ruderi di un’altra proprietà che lui sosteneva di avere   appena comprato.  Quando l’ho conosciuto io, aveva fatto ben poco. Ma ora mi risulta che i lavori sono andati avanti. Io li seguo su Google Earth e vedo che progrediscono. Mi dicono che quel signore per incrementare i lavori si fa portare i materiali con l’elicottero.  Nella foto che le invio e che ho ripreso da   Google Earth si nota una nuova costruzione ed i sentieri ben delineati che non apparivano ancora alcuni mesi fa. E' chiaro che si tratta di un graduale sviluppo clandestino. Questo signore è così fiero di quello che sta facendo che sta cercando sfacciatamente di convincere i miei parenti ingenui che sarebbe un ottima idea se noi facessimo lo stesso in società con lui. Mi ricordo di aver letto qualcosa sul “sacco di Vulcano”. Questo mi sembra molto peggio. Siamo vicinissimo al villaggio preistorico. E' una zona che dovrebbe rimanere intatta senza nessun intervento privato. E' certo che gli abitanti del villaggio preistorico usavano questa zona per coltivare i loro raccolti. E possibile che ci siano degli arnesi ancora sepolti  in quella zona. Dobbiamo lasciarla per gli archeologi del futuro.Inoltre anche se non sono antichissimi, i muri a secco sono di importanza storica.  Volevo convincere i miei parenti di donare la nostra proprietà al FAI. Anche se alla fine si convincessero, rimane il fatto che è stato già realizzato, senza che sia intervenuto qualcuno, un edificio mostruoso che va crescendo ogni anno. Sicuramente è abusivo ma perché le autorità non fanno niente. Sarebbe un disastro se un bel giorno ci fosse un amnistia.  Voglio credere che l’Italia di oggi non e più una “nave senza nocchiere in gran tempesta” . Mi aiuti dottore a salvare le nostre isole! Cordiali saluti.
 
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PANAREA - Dall'Australia nota su internet che il suo rudere di Panarea ereditato insieme a tanti altri parenti, sta divenendo un grande edificio in un'area protetta. Peter Tesoriero, 83 anni, di Sydney, ma nativo della piccola isola eoliana, ha lanciato l'allarme in una lettera inviata al "Notiziario delle Eolie online", riproponendo la questione dei "ruderi d'oro" che, abbandonati dagli eoliani emigrati, sono passati ad altri proprietari attraverso l'istituto dell'usucapione. Un fenomeno su cui indagò in passato la procura di Barcellona Pozzo di Gotto.
"In località Punta Milazzese, sopra il villaggio preistorico a Cala Junco - scrive Peter Tesoriero - esistevano le mura di un edificio ormai crollato che apparteneva a mio nonno e a suo cognato. Gli eredi sono numerosissimi, direi più di cento. Da anni sono molto preoccupato per la possibilità che qualcuno lo prenda in usucapione per farne una speculazione edilizia. Recentemente, un parente parecchi anni più giovane di me, è andato a Panarea per la prima volta. Mentre stava vistando i ruderi, ha fatto la conoscenza di uno straniero che l'ha invitato a metterci in società con lui per ricostruire l'edifico dei nostri avi. Anni fa, io stesso avevo incontrato questo signore che mi aveva fatta una proposta simile. Ora mi risulta che i lavori sono andati avanti e io li seguo su Google Earth. Mi dicono che quel signore per incrementare i lavori si fa portare i materiali con l'elicottero". "Volevo convincere i miei parenti a donare la nostra proprietà al Fai. Rimane il fatto che è stato già realizzato, senza che sia intervenuto qualcuno, un edificio mostruoso che va crescendo ogni anno. Sicuramente è abusivo, ma perché le autorità non fanno niente?". (ANSA).
 
LE REAZIONI NEL WEB
Immagine del profilo di Michele Giacomantonio, L'immagine può contenere: una o più persone, primo piano e spazio all'aperto
 
di Michele Giacomantonio
 
Sul giornale on line di Bartolino Leone è apparsa questa lettera che mi ha molto colpito. E' possibile che il nostro patrimonio naturalistico e storico è così trascurato che il primo venuto se ne appropria e lo degrada? E dobbiamo aspettare che un nostro eoliano in Australia ci venga a rimproverare? Spero che quanto meno i vigili facciano una ispezione, che la Procura si muova, che i carabinieri intervengano se c'è da intervenire. Signor Sindaco, la prego metta questo problema fra le sue priorità.
 
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Salvatore Agrip: 
Dott. Giacomantonio, malgrado tutto... la sua preziosa sensibilità non tramonta mai
 
Immagine del profilo di Enzo Donato, L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso
 
Enzo Donato: 
Anche la mia voce, controllare, anche in Soprintendenza, grazie
 
I COMMENTI
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di Michele Sequenzia
 
Difendiamo il nostro territorio. Sono rimasto affascinato dalla bellissima fotografia di Peter Tesoriero. Condivido le sue preoccupanti segnalazioni come le pessime notizie circa la devastazione, lo scempio di un sito archeologico di rara bellezza unico al mondo, testimoniano il progressivo decadimento morale e culturale di questa Italia. Un patrimonio che non ha prezzo. Dimenticare il passato dei nostri Padri spalanca la porta alla nostra miseria. Sono i giovani d'Italia che debbono tornare a credere e a lottare. 29 gennaio, 2016 Gli studiosi europei e stranieri riuniti in Roma nella sede del Reale Istituto d'Olanda in occasione del convegno internazionale "The State of the Samnites / Lo Stato dei Sanniti" (28-30 gennaio 2016) esprimono grave preoccupazione per le sorti dell'archeologia a seguito dei provvedimenti governativi intesi ad abolire gli uffici dello Stato italiano con competenza specifica ed esclusiva sulla cura unitaria dei monumenti antichi, delle collezioni pubbliche di antichità e del patrimonio archeologico ancora inesplorato. Verrebbero così disattesi modelli amministrativi e forme di cultura giuridica che hanno ispirato l'ordinamento delle antichità in molte parti del mondo. Questo indiscusso e plurisecolare primato rischia di perdersi persino a Roma, che ha avuto come prefetti alle antichità Raffaello, per "lo haver cura che quello poco che resta di questa antica madre della gloria et nome Italiano ... non sia extirpato in tutto", e Johann Joachim Winckelmann, il fondatore dell'archeologia moderna. Motion approved by the Conference on January 29th, 2016.

di Francesco Rinauro

Caro Bartolino, vivo a Stromboli da 35 anni, sono da sempre un grande amante del mare, della natura, appassionato delle Eolie e difensore della loro magnifica bellezza e dell'ambiente che le circonda. Conosco Derek, lo straniero a cui si riferisce l'articolo da quando ho cominciato il nostro comune mestiere di comandante del Diporto. Conosco molto bene anche il rudere in oggetto molto prima che Derek avesse la fortuna di comprarlo e trasformarlo in un piccolo paradiso. Comprendo i sentimenti di Peter, che senza la possibilità di venire sul posto attraverso Google Earth controlla i terreni di proprietà della
famiglia ed è preoccupato per un abuso edilizio ed uno scempio di quello che è sicuramente un paradiso archeologico e naturale. Vorrei poter tranquillizzare lui e quelli che come lui sono preoccupati per questo. Il piccolo rudere, ne sono testimone come del resto tutti gli abitanti di Panarea che amano Derrek e il suo progetto, è stato restaurato con amore
senza l'uso del cemento, che non è mai arrivato in questo luogo. Intorno al rudere sono state create delle zone di ombra, tutto con materiali di recupero, e con tantissimo amore e duro lavoro il terreno della proprietà è stato abbellito con piante da frutto, e piccoli interventi che lo hanno reso di una bellezza indescrivibile, dove amore e natura si fondono in un'armonia indescrivibile. Non ci sono stanze da letto, ne altre costruzioni nuove, tranne la dimora di due o tre asinelli, che vivono poi in libertà, gioia di piccoli e grandi, che passeggiando hanno la fortuna di vederli. Piuttosto che condannare, inviterei chi ha dubbi di venire a conoscere questo posto meraviglioso, e a non rovinare con critiche e fastidiose denunce l'entusiasmo di chi ha saputo cogliere l'essenza di questi luoghi e far diventare realtà un piccolo sogno, che viene condiviso con
tutti gli isolani e turisti e farlo diventare ancora piu bello. Sono a disposizione per maggiori chiarimenti e testimonianze. Sinceramente con amore. Francesco Rinauro Via Nunziante 26 98050 Stromboli Tel 337952701

di Carmelo Scaramozzino*

Nessun abusivismo! e soprattutto nessuna speculazione!!!!
Pieno rispetto della natura e degli esseri viventi. Andateci per vedere come quel posto abbandonato è diventato un paradiso. Asini, anatre, galline, cani, gatti.. una sintonia naturale.

*Medico veterinario Reggio Calabria +39 3405147196

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di Enrico Lipparini

Gentile Bartolino,
Le invio alcune foto che meglio delle parole illustrano la situazione riguardo il presunto abuso perpetrato al piano del milazzese dai proprietari del terreno regolarmente acquistato e non usucapionato. Nella
prima foto si vedono i proprietari Derek e Jenet davanti al piccolo rudere (una decina di metri quadrati) da loro restaurato. Tutto tranne che una villa! Nella seconda foto si vedono i loro tre asinelli nel loro recinto
in mezzo alla macchia mediterranea. Infine l'ultima foto vede un gruppo di isolani e turisti che sono andati a trovarli e si bevono un bicchiere insieme ai proprietari godendosi le bellezze del posto. Andate a trovarli
e capirete che si è veramente trattato di un equivoco. Cari saluti

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----Gentile Bartolino,
Le scrivo in relazione all'articolo apparso sul Notiziario eoliano sul presunto abuso edilizio nella zona protetta del milazzese dell'isola di Panarea. Ho una casa di vacanza a Panarea da ormai cinquanta anni e conosco i proprietari del terreno con piccolo ambiente di cui stiamo parlando da quando sono arrivati a Panarea per motivi di lavoro. Derek e jenet sono due persone adorabili e correttissime che mai farebbero gli abusi di cui sono erroneamente accusati senza evidentemente cognizione di causa. Chiunque vuole visitare la loro proprietà regolarmente acquistata si può immediatamente rendere
conto che non hanno praticato alcun abuso. Hanno semplicemente restaurato il piccolo rudere che hanno trovato e che era a conoscenza di tutti con materiali trovati sul posto e con tecniche antiche e sopratutto non aggiungendo nessun nuovo
locale. Nel loro terreno hanno poi piantato alcune piante lasciando intatta la macchia mediterranea che c'era in origine. Il risultato è un piccolo paradiso aperto a chiunque li voglia andare a trovare, pieno di animali da cortile e con tre bellissimi asinelli. Purtroppo l'articolo apparso nel suo Notiziario è una falsa notizia che rischia di creare solo degli equivoci.
Distinti saluti Enrico Lipparini Via bolognini 84, 38122 TRENTO

di Lorenzo Vielmo

Gentile Sig. Tesoriero, condivido la sua legittima preoccupazione scaturita da un timore sul diritto di proprietà ma mi sembra di capire dal suo racconto, che il "forestiero" a latere abbia rappresentato una volonta' collaborativa nel recupero del vostro fabbricato piuttosto che intenti criminosi di usucapione. Forse lei disconosce che in questo paese democratico esiste il libero arbitrio che le consente per le vie ufficiali, senza il clamore dei social, di far valere i suoi diritti. L'australianita', seppur richiami nel pubblico nostalgiche commozioni, non l'autorizza comunque ad esternare sportivamente sibilline allusioni sull'operato delle persone. Che sia vero o falso quello che lei scrive, non c'e' logica che la giustifichi, la gratuita delazione dedicata allo stupore e' di moda mentre le vere emergenze considerate un cancro ineluttabile rimangono alla merce' dell'indifferenza. A prescindere da questo aspetto, mi perdoni, ma di cosa sta parlando? Conosco perfettamente la realta' di punta milazzese e ritengo che questo "forestiero", sicuramente per noi di Panarea meno forestiero di lei, abbia apportato un plus valore all'isola d'innegabile rilevanza. Ad iniziare dalla semplice presenza che garantisce un controllo del territorio sugli incendi boschivi, il mantenimento della sentieristica, lo sviluppo di nuove tecniche di agricoltura, l'ecosostenibilita' nell' allevamento di animali ecc. Come le ha descritto compiutamente il C.te Francesco e il Dott. Veterinario, il Sig. Derrek sta probabilmente continuando quello che avete lasciato, ha realizzato negli anni una micro fattoria dove oche, galline, faraone, quadrupedi vivono liberi in perfetta armonia. Un progetto di vita dedicato alla natura, nel rispetto delle regole, e' assolutamente invidiabile e degno di ammirazione.

di Pietro Caspani

Gentilissimo sig. Leone, buongiorno
Ho letto l'articolo a riguardo mi permetto solo di riportare la mia personale esperienza. Sono un semplice turista o forse meglio dire un turista semplice, che per l'unica e agognata settimana di ferie estive desidera vedere, assaporare cose semplici, naturali. Alla ricerca di una piccola isola italiana dove non ci fossero automobili e che si potesse girare a piedi la scorsa estate sono finito a Panarea. Ho conosciuto cosi' J. e D. i proprietari di "Villa Libertà" che a tutto assomiglia tranne ad una villa, il concetto di villa è presente solo nei cuori dei proprietari e poco importa se tutto quello che oggi si vede è poco più di un rudere semplicemente sistemato con materiali locali e di recupero. Non conosco e non mi sono informato sulle normative che regolano l'urbanistica a Panarea, non ho verificato se J. e D. siano gli effettivi proprietari dell'immobile e come lo abbiano acquisito, non ho verificato se hanno mai ottenuto un permesso per poter eseguire quei piccoli lavori di manutenzione, non sono cose che personalmente mi interessano. Di certo so che J. e D. sono due persone semplici, profondi amanti dell'isola e rispettosi della natura, con una filosofia di vita da invidiare ed imitare, dubito fortemente abbiano in mente strane speculazioni o scempi edilizi, se le interessa approfondire l'argomento l'invito che le faccio è di andare a verificare di persona quanta poesia vi sia in quel luogo dove ai miei occhi nulla era in contrasto con la meravigliosa semplicità della natura circostante. cordiali saluti

Pietro Caspani via Roma 84/b 23033 Grosio (SO)

di John Kaisner

Caro Bartolino, l'Acqua è vita.
Di recente è stato sottoposto alla mia attenzione il fatto che la proprietà denominata "Villa Libertà" sull'isola di Panarea sia divenuta oggetto di analisi minuziosa, solo apparentemente comprensibile.
Tuttavia, quale progettista e docente di permacultura, per giunta residente in Sicilia, mi soffermerei su alcuni punti che possano spiegare le ragioni dell'iniziativa di Derek e Jenny [proprietari di Villa Libertà, NdT].
Non c'è alcuna nuova sorgente d'acqua.
Benché si possa discutere sul fatto che lo scioglimento della calotta polare stia riversando enormi quantità di acqua negli oceani, in realtà viviamo sostanzialmente con le stesse scorte d'acqua che esistevano al tempo dei dinosauri. Il problema è che oggi la Terra ospita 7.6 miliardi di abitanti
Il nostro rapporto con questa risorsa naturale tanto preziosa deve però adattarsi ad ogni rapido cambiamento di situazione. Il pianeta si sta inaridendo.
Quando il concetto di "riscaldamento globale" fu recepito dai maggiori Stati del pianeta, con termini più congrui e con un approccio più accurato venne definito il principio di "desertificazione globale".
Panarea si trova a meno di 500 chilometri dal Nordafrica, con l'adiacente deserto del Sahara, ovvero dalla regione più arida del pianeta Terra.
La desertificazione sta letteralmente dietro la porta di Panarea.
I deserti avanzano, sono stati definiti "killer silenti" e costituiscono il nucleo della crisi immigratoria europea, la causa principale delle conquiste di territori in Africa, degli spostamenti di masse e delle guerre. Solo nel giro di un anno, 15.908 ettari di terreno - un tempo coltivabile - sono diventati deserto  

http://www.theworldcounts.com/counters/degradation_and_destruction_of_ecosystems/interesting_desert_facts 

mentre stiamo qui a scrivere. A questo si aggiunga il fatto che una moltitudine di popoli di tutto il pianeta, che un tempo si consideravano al sicuro all'interno dei propri confini urbani, oggi deve fronteggiare una notevole riduzione della preziosa risorsa che è l'acqua.

Ecco il link di un articolo intitolato "Le 11 città più esposte al rischio di esaurimento dell'acqua potabile. Il caso di Città del Capo" http://www.bbc.com/news/world-42982959

Pertanto, tutte le soluzioni che potrebbero neutralizzare questo "killer silente" e furtivo [la desertificazione, NdT] dovrebbero essere accolte a braccia aperte da quei Paesi che vogliono considerarsi difensori dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Al momento gli abitanti di Panarea, con il loro boom economico legato al turismo, sono totalmente assoggettati al trasporto settimanale di acqua potabile tramite nave cisterna, che viaggia da Napoli ovvero coprendo una distanza di 300 chilometri!
Ormeggiate al porto locale, le navi scaricano milioni di litri d'acqua nelle cisterne comuni. L'acqua è poi diramata alle cisterne dei residenti, di ristoranti, aziende, uffici pubblici.
Se questa dotazione di acqua venisse interrotta per qualsiasi ragione, l'isola si renderebbe di colpo completamente inabitabile. Ma non sarebbe il solo caso... Le più famose destinazioni insulari in tutto il pianeta stanno operando nella stessa esatta maniera, ed è il motivo per cui queste isole – considerate come microcosmi – rappresentano il modello del progetto per il futuro del nostro Pianeta. Visitate "Villa Libertà".
Villa Libertà non è dipendente da questa acqua importata. Sorge in una zona disabitata dell'isola, dove non arrivano i tubi della rete pubblica. I proprietari Derek e Jenny sono già in grado di coltivare alberi da frutto, di allevare api e asini, di creare giardini a impianto sia idroponico che terrestre, in un'area che altrimenti sarebbe desolata.
Come fanno a ottenere tutto questo senza accedere alla fornitura d'acqua settimanale importata dalle navi cisterne? La risposta sta nella Permacultura.
Villa Libertà è un "sito dimostrativo di permacultura", il che significa che contiene le risposte su come dovremo vivere in un pianeta dove il deserto sta sopravanzando. La permacultura fu elaborata in Australia negli anni Ottanta. Il termine deriva da "agricoltura permanente", [in inglese "permanent agriculture" PERMAnent AgriCULTURE, NdT ] e costituisce un progetto di metodo sostenibile il cui obiettivo è insegnare come risolvere i problemi ambientali che abbiamo noi stessi determinato. Derek e Jenny raccolgono dalle precipitazioni atmosferiche l'acqua che usano.
L'acqua piovana è quindi conservata in una serie di cisterne, che alimentano le pompe con l'impiego della gravità o dell'energia solare.
Il risultato è la sostenibilità idrica. Il che rende Villa Libertà un indispensabile sito di apprendimento per le future generazioni.
Quindi per tornare al problema iniziale... è facile interpretare male le cose che vediamo ogni giorno. Quello che a qualcuno appare come un obbrobrio, un pugno nell'occhio oppure un'invasione del paesaggio, potrebbe invece dimostrarsi come la soluzione per fronteggiare una ben più seria crisi globale. Credo sia questo il caso di Villa Libertà. Invece di tentare di osteggiarla o eliminarla, il Comune di Panarea (Lipari ndd) dovrebbe agevolarne lo sviluppo, considerarla come "sito dimostrativo" per il quale è nata, integrarne le soluzioni con le strutture esistenti sull'isola.
L'acqua è Vita. Vi prego di considerare il mio come un invito... un invito per il cambiamento e per la vita.
Cordialmente

Per la traduzione si ringrazia la professoressa Lina Paola Costa

---Dear Caro Bartolino, Water is Life. Recently it was brought to my attention that the property known as Villa Libertà on the Aeolian Island of Panarea has come under scrutiny. On the surface, this scrutiny may seem justified. However, as a Permaculture design and teacher, as well as a resident of Sicily, I would make a few points that may help to justify Derek and Jehnny's intervention. There is no new water. Though one could argue that the melting of the polar ice caps is releasing otherwise solidified quantities of water into our oceans, we are basically operating with the same supply of water that existed on the planet at the time of the dinosaurs. The only difficulty is, the Earth is now host to 7.6 billion residents. Our relationship with this precious resource must be adapted to ever more rapidly changing circumstances. The planet is drying out. At a time when the concept of Global Warming has finally been accepted by nearly every major government on this planet, a more apt and accurate approach to our current condition would be to call it "Global Desertification". Panarea is located less than 500 kilometers from North Africa, and the subsequent Sahara Desert, which is the driest region on the planet. Desertification is literally at Panarea's back door. Deserts are growing. They're called the silent killer. They are at the heart of the European immigration crisis, as they are the leading cause of African land grabs, population displacement, and war. At this writing, 15,908 hectares of once arable land have been transformed into desert this year (http://www.theworldcounts.com/counters/degradation_and_destruction_of_ecosystems/interesting_desert_facts) In addition, great populations across the planet, once considered safe within the confines of cities are now finding themselves with severe shortages of this precious resource. Here is a link to the article entitled "The 11 cities most likely to run out of drinking water - like Cape Town" (http://www.bbc.com/news/world-42982959) Therefore all solutions which may help end this surreptitious killer should be welcomed with open arms by any country who considers itself an advocate of reversing climate change. At present the population of Panarea, and thus its booming tourism business, is wholly dependent on the weekly shipments of potable water from Naples, 300 km away. Docked at the local port the ships deposit millions of liters of water into the community cistern. The water is then pumped uphill into the cisterns of the residents, restaurants, businesses, and government offices. If this supply of water were to be interrupted for any reason, the island would quickly be rendered completely uninhabitable. But they are not alone. Most popular destination islands across the globe operate in exactly the same manner, which is why these islands, which function as valuable microcosms, hold the design key to our planet's future. Enter Villa Libertà. Villa Libertà is not reliant on this water. It is located on an uninhabited zone of the island, where the water pipes do not reach. Yet the owners, Derek and Jehnny are able to successfully grown fruit trees, raise bees and donkeys, and cultivate gardens (hydroponic and terrestral) in an otherwise desolate location. How are they able to do these things with no access to the imported water shipments each week? The answer is Permaculture. Villa Libertà is a Permaculture demonstration site, which means it holds the answer to how we are to live in a planet which is being overtaken by desert. Created in Australia in the 1980's, Permaculture (which derives its name from Permanent Agriculture) is a sustainable design methodology whose aim is to teach us how to fix the environmental problems we've created. Derek and Jehnny harvest all the water they use from rainfall. The water is stored in a collection of cisterns, then fed via gravity or solar-powered pumps as needed. The result is water sustainability. This makes Villa Libertà an indispensable learning site for generations to come. So to return to the issue at hand... It's easy to misinterpret the things we see each day. What might appear to one person an eyesore or an encroachment on the landscape, might actually prove to be the solution to an ever more serious global crisis. I believe this is the case with Villa Libertà. Rather than attempting to eliminate it, the Commune of Panarea should nurture its development, see it for the demonstration site that it is, and integrate found solutions into the island's existing infrastructure. Water is life. Please see this for the invitation that it is. An invitation for change and for life. Sincerely,

John Kaisner Cartesiano, Sicily

IL PUNTO E VIRGOLA

A Panarea, Capo Milazzese, allora esiste il miracolo eoliano. Senza l'"eolianaustraliano" PeterTesoriero non avremmo mai conosciuto gli "angloeoliani" Derek e signora con i loro asinelli e gli altri animaletti amici di casa. Da questa coppia d' inglesi possiamo imparare, tanto anzi si dovrebbero proporre isolani modelli. Ma al signor Tesoriero diamo atto di un attaccamento senza interesse alla terra natia dei suoi genitori. Lui, figlio di emigranti, voleva regalare al Fai questo rudere che sembra comprato, recuperato alla vecchia maniera e che pochi eoliani conoscevano. Nel valorizzare il momento chiediamo e speriamo di mostrare le foto di questo rinato modello storico-colonico di Panarea dove i veri gioielli non sono le ville con i rubinetti d'oro ma queste costruzioni di cui si parla da lontano e da vicino.

"LOVERAL", SOCIETA' DI COSTRUZIONE E SERVIZI AMBIENTALI CON SEDE A PATTI

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LOVERAL S.R.L. 
Società Unipersonale Via Regina Elena, n°3 98066 - Patti (ME) C.F. & P.I.: 02135460836
 
Contatti:  tel & fax: 0941 / 241060 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

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