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di Pina Cincotta Mandarano

A Panarea la Chiesa ha sempre vissuto di fede pendolare. Oggi abbiamo il nostro don Giovanni che ci nutre nel modo giusto. La rimessa a nuovo della Chiesa di San Pietro è una mossa storica che fa degli isolani e degli amici di Panarea un vero segno di un credo che esisterà sempre. La casa del nostro Santo Protettore ha ancora bisogno di rimodernare l’interno. Per questo bisogna fare dei piacevoli sforzi per completare e ridare splendore al 100 per 100 alla casa della nostra religione. Un onore per Panarea aver dato questo segnale facendoci il segno della croce.
 
LE RICETTE DI PINA CHE FANNO LECCARE I BAFFI
=== secondi piatti ===
COSTATE DI MAIALE RIPIENE
Ingredienti: Costate di maiale sei, tritato di maiale gr.200, fegato di maiale gr.200, salame gr.50, caciocavallo fresco gr. 100, uova sode due, cipolla una, vino rosso un bicchiere, olio, sale, pepe.
E’ questa una famosa ricetta del paese di Chiaromonte Gulfi, divenuto per la sua specialità una delle mete predilette dei buongustai siciliani.
Preparazione:Le costate di maiale dovranno essere piuttosto doppie e aperte a libro. Non si dovrà però togliere loro l’osso. Preparate un impasto col tritato, il fegato sminuzzato, sale, molto pepe e un sorso di vino rosso, e ponetene un cucchiaio tra le due fette di ogni costata, insieme al formaggio fresco, le uova sode e il salame affettati. Richiudete le costate e cucitele in modo che il ripieno non fuoriesca. Soffriggete in tegame la cipolla grattugiata con olio, aggiungete le costate, sfumate col vino e coprite di brodo. Lasciate cucinare coperte per circa un’ora. Servire con contorno di riso condito col sugo della carne e pezzetti di fegato.
Pina
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La vera gente di Panarea ha sempre lavorato pensando al futuro dei propri figli. Il grido é stato sudore e cemento legale per conservare sull'isola l'unione familiare. Purtroppo lo Stato, con le sue tasse esagerate, non valuta i sacrifici e pensa che sia oro tutto quello che luccica. Invece é uno splendente amore di famiglia costruito anche con tante rinunce anche quando c’è il chiaro di luna.
=== primi piatti ===
TAGLIATELLE AL TONNO
Ingredienti: 600 gr di tagliatelle, 150 gr di tonno sott'olio, 90 gr di burro, 3 acciughe, salvia, aglio, olio, sale, pepe
Preparazione: rosolare nell'olio le acciughe diliscate, unire la salvia, due spicchi d'aglio e il tonno tagliuzzato. Lessare le tagliatelle, scolarle e metterle in una zuppiera. Versarvi il soffritto di prima, il pepe, mescolare bene e servire.
 
 
Anche a Panarea si cerca di capire come offrire posti di lavoro. Ma pur volendolo fare si nota come manca personale specializzato. Per meglio dire gente di mestiere. Ovvero non si vedono giovani che "vannu o mastru" per imparare l'arte e il famoso mestiere. Non é il telefonino che puo' dare l'artigianalità alle Eolie. La scuola da sola non può bastare. Certi modi di lavorare s'imparano sul campo. Con la pazienza, la volontà e l'educazione se c'è ancora qualcuno che l'insegna e qualche altro che vuole impararla. Anche politicamente parlando.
 
=== altro ===
MOSTARDA
Ingredienti per 1 litro di mosto già pronto: 4 cucchiai di amido, 100 gr. di mandorle sgusciate, tostate e macinate, 1 cucchiaio di cannella macinata, 2 chiodi di garofano.
Preparazione: Il mosto bisogna prenderlo mentre si pigia l’uva nel palmento e prima che esso cominci a fermentare. In ogni 10 litri di mosto, metter 60gr. di cenere di viticci bruciati e farlo bollire per circa venti minuti; lasciarlo quindi riposare per 24 ore in recipienti di creta perché la cenere possa sedimentare nel fondo. Così il mosto è pronto per fare la mostarda quando si vorrà.
in ogni litro di mosto (che si filtrerà dentro un imbuto con una pezzuola fitta) mettere 4 cucchiaiate d’amido che si farà sciogliere bene e ripassare dentro l’imbuto con un’altra pezzuola pulita perché non restino grumi.
Ora mettere sul fuoco il mosto, versato in una casseruola e rimestare sempre, come quando si coagula un budino.
Quando si sarà addensato, lasciarlo bollire qualche minuto e poi versarlo negli stampi leggermente inumiditi con acqua.
Superiormente spolverizzarvi mandorle tostate e macinate, un po’ di cannella in polvere (se si vuole si possono adoperare pezzetti di chiodi di garofano).
 

Le gocce d’acqua che cadono su Panarea danno quel senso di freschezza che induce a restare col naso contro i vetri. Appannandoli per farci vedere nel nostro immaginario una Panarea fuori dal comune. Quasi l’isola del sogno che tutti vorremmo e che frequentemente disegniamo nella nostra testa ferma spesso a quel passato che si rimpiange e che non torna più. Panarea non deve fare nessun passo indietro ma non si può continuare a chiedere sacrifici alla sua vera gente indicando i giovani ed il loro futuro. Tutti sappiamo che sono solo parole inutili.

=== pesce ===
PESCE SPADA "ALLA PINA"
Ingredienti per 4 persone: 600 gr di pescespada, 1 kg di fave fresche, una cipolla, uno spicchio d'aglio, due gambi di sedano, mezzo bicchiere di vino bianco, due cucchiai di pecorino grattugiato, un mazzolino di prezzemolo tritato, brodo, sale q.b.
Preparazione: sgusciare le fave togliendo loro pure la pellicola, metterle in una teglia assieme alla cipolla, al sedano, al prezzemolo tritati ed a più di due tazze di brodo. Fate bollire per alcuni minuti e poi disporvi il pescespada tagliato a fette e interamente coperto di brodo. Insaporire e lasciar cuocere a fuoco lento, aggiungervi il vino e spolverare con pecorino grattugiato e prezzemolo tritato

 

 

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