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di Pina Cincotta Mandarano

Panarea continua ad essere sulla bocca di tutti. Nel bello e nel cattivo tempo. In pochi si chiedono che tempo fa perché ciascuno di noi non guarda mai in cielo ma guarda solo il porticciolo per capire chi arriva e chi parte. Giusto perché è il nostro termometro per impastare il pane e venderlo tutto. I conti adesso bisogna saperli fare perché nessuno differenzia le attività stagionali che scompaiono da quelle che restano aperte per dare un servizio a 360 gradi all’isola.

LE RICETTA DI PINA CHE FANNO LECCARE I BAFFI

Zuppa di piselli e verdure fresche 

Ingredienti: 150 gr. di piselli secchi, 100 gr. di pancetta, 3 carote, un porro, gambo di sedano, una cipolla, prezzemolo, una tazza di riso, sale e pepe.

Mettete a mollo la sera prima i piselli. Preparare un brodo con i dati e cuocere dentro tutte le verdure, i piselli e la pancetta, il brodo dovrà coprire tutte le verdure. Salate, pepate e cuocere a fuoco basse per circa due ore. Aggiungete poi il riso, quando questo sarà cotto la minestra è pronta. Servire bollente.

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Lo Stato ha fatto bene a ricordarsi di Stromboli stanziando subito una cifra importante sulla quale sono puntati gli occhi di tutti. Perché spesso e volentieri certe somme si sciolgono come neve al sole senza recuperare neanche l’acqua. Quello che avvenne a Stromboli è giusto definirlo danno naturale e speriamo si sappia presto per cosa verranno spesi questi soldi. Non vorremmo che sia l’elemosina ed arrangiatevi poi.

 

=== antipasti ===
BURRO AL FORMAGGIO MANDORLE E PISTACCHI (Da spalmare sulle tartine)
Ingredienti (per 4 persone, 20 minuti + 2 ore di riposo): 100 gr. di burro, 100gr. di brio o formaggio molle, 15 mandorle, 15 pistacchi, 1 rametto di timo.
Preparazione: togliere il burro e il formaggio 2 ore prima dal frigorifero. Mettere il burro in una terrina e coprirlo. Tagliare il formaggio e trasferirlo in un’ altra terrina. Scottare le mandorle in modo da togliere la pellicina, sgusciare i pistacchi e pulire i rametti di timo. Lavorare il formaggio e aggiungere il trito di mandorle pistacchi e timo, continuare a lavorare per 10 minuti. Unire il burro morbido alla crema di formaggio ottenuta. Lavorare fino ad avere un burro cremoso da spalmare.

Possiamo dire che col nostro cibo casalingo e puramente italiano molta gente ci marcia. L’artigianalità da cucina non potrà mai diventare industria. E’ il caso di quel signore che prima si è arricchito con gli elettrodomestici ed adesso con il cibo e le bevande. Se ha venduto la sua fabbrica d’acqua minerale di Cuneo all’americana Coca Cola ha fatto bene però. Perché l’acqua è un prodotto che si può produrre solo in loco e la produzione non si potrà mai spostare. Al limite sposteranno la sede fiscale all’estero. Perché ogni acqua toglie sete e sede.

=== pesce ===
TONNO IN SALSA VERDE
Ingredienti:: 1 Kg.di tonno, un bicchiere di aceto bianco, 200 gr. di mollica di pane, 1 uovo, 50 gr. di capperi, 4 acciughe sott’olio, un mazzetto di menta, un mazzetto di prezzemolo, alloro, olio, sale. Preparazione:: lasciate il pezzo di tonno sotto l’acqua corrente in modo che perda il sangue, mettetelo in un tegame coperto di acqua con un paio di foglie di alloro, aggiungete il bicchiere di aceto e salate. Lasciate cuocere per circa venti minuti; appena cotto togliete dal tegame e lasciate raffreddare. Tagliatelo a fette sottili e disponetele in un piatto. A parte preparate la salsa verde. In una terrina mettete il prezzemolo e la menta sminuzzati, le acciughe sciolte nell’olio, i capperi e la mollica di pane imbevuta di aceto e strizzata, amalgamate il tutto e aggiungete l’olio, sempre rimestando con un cucchiaio di legno; unite il tuorlo d’uovo sodo e il sale. Appena la salsa sarà diventata consistente versate sulle fette di tonno e servite freddo

I maghi delle strategie turistiche, quelli che parlano di masse da smaltire e turisti di classe da catturare possono tranquillamente restare in vacanza a Panarea. Qui non c’è bisogno di nessuna strategia di mercato. I clienti si selezionano da soli. La gente capisce se può venire a Panarea e molti sono quelli che sanno comportarsi civilmente. Il resto andrebbe assecondato col numero chiuso e controllati a vista durante la loro permanenza. Questo dovrebbe essere compito del Comune. Ma campa cavallo che l’erba cresce e turista lascia le tracce.

=== pesce ===
CALAMARETTI AL VINO BIANCO
Ingredienti: 1 kg di calamaretti, 1 spicchio di aglio, 1 bicchiere di vino bianco secco, un ciuffo di prezzemolo, 1/2 limone, sale, pepe, peperoncino rosso, olio
Preparazione: lavare e pulire i calamaretti e farli sgocciolare, in una casseruola mettere una tazza di olio e l'aglio schiacciato togliendolo quando è fritto. Aggiungere i calamaretti e far cuocere. Quando è asciugato il liquido mettere poco per volta il vino e far cuocere per 15 o 20 minuti a seconda della grandezza. A cottura ultimata aggiungere il succo del mezzo limone e servire caldo.

Normalmente o giustamente ogni isola delle Eolie ha un suo fascino particolare. Tutte diverse e niente di uguale. Salvo la natura vulcanica e non selvaggia. In questi contesti, spesso invidiati dal mondo turistico, Panarea ha sempre avuto un passo in più. Non come isola migliore ma come isola più graziosa. Un fazzolettino che si porta sempre all’altezza del cuore. Eppure Panarea è l’isola controllata a disco orario, a tempo. Solo chi paga può dire e vedere certe cose.

Vermicelli saporiti 

Ingredienti: 400 gr. di vermicelli, 40 gr. di burro, 2 wurstel, 70 gr. di prosciutto cotto, 200 gr. di piselli, olio, prezzemolo, un uovo, sale, pepe, formaggio.

In un tegame mettere l'olio, il burro, i piselli, i wurstel, il prosciutto e lasciate rosolare per un quarto d'ora dolcemente aggiungendo anche due cucchiate d'acqua, il prezzemolo e il pepe. Intanto fate lessare i vermicelli e quando sono al dente li togliete e li scolate unendoci il sughetto preparato e il tuorlo d'ovo sodo sminuzzato con abbondante parmigiano.

Il turismo passato da Panarea ha lasciato tanta polvere di stelle che ogni isolano ha raccolto con la santa pazienza di sempre. Una spolverata all’estate 2019 per ricordare i momenti più belli ma anche quelli più brutti. Posso dire che la gente ormai si divide in 2 categorie: chi ci tiene ancora alla dignità e chi invece se ne frega e si abitua al brutto, all’orrido. Questo perché essendoci tanto bello a Panarea, il brutto può anche trovare i suoi spazi.

=== dolci-dessert ===
DOLCE AL CIOCCOLATO FONDENTE
Preparazione: tagliare 300 gr. di cioccolata in piccoli pezzi. Fondere dolcemente con 125 gr. di burro e poi mescolare con 4 tuorli di uovo, 2 c.d.m. di zucchero, 1 c.d.m. di farina. Montare i 4 bianchi di uovo ed incorporare al miscuglio.
Cottura: 18 minuti al forno a 180 gradi (th.7). Lo stecchino deve essere ancora appiccicoso alla prova).

Ormai il lavoro, anche a Panarea, lascia lo spazio ai conti e ai resoconti per guardare se tutti i sacrifi fatti hanno dato i risultati sperati. Al confronto degli altri luoghi turistici, il lavoro a Panarea costa il doppio. Sia come sudore che come valore economico. Tenendo presente che tutti sono abituati a saper far tutto per avere quella specie di autosufficienza che evita di essere presi per il collo. Lavorare a Panarea sia da dipendente che da imprenditore merita più di una medaglia.

=== contorni ===
POMODORO AL FORMAGGIO
Preparazione: calcolate un pomodoro a testa. Scegliete pomodori tonti, sani, tutti uguali. Divideteli a metà e disponeteli in un tegame con la parte tagliata rivolta verso l’alto. Tritate un bel pugno di prezzemolo, riempitene i pomodori, mettete su ciascuno un pizzico di sale e una goccia d’olio, coprite tutto con delle rotelline di formaggio groviera, Spargete un poco d’olio sul fondo del tegame, copritelo con un coperchio, mettetelo sul fornello con fiamma bassissima per 20 minuti circa. Il formaggio fonderà piano piano e i pomodori formeranno un delizioso sughetto adatto anche agli stomaci più delicati.

Ormai si pensa solo alla vendemmia eoliana. Dai pochi cofani d’uva di Panarea con le vigne contate e numerate come quelle nuove di Stromboli si arriva a Lipari e Salina dove l’uva cresce in quantità industriale per invadere il mondo. Ormai vino e malvasia delle isole Eolie vanno oltre al prodotto di nicchia. Certificato e non. Spesso ci sono le bottiglie vuote con l’etichetta giusta e studiata e altre volte solo bottiglie vuote senza etichetta per dare più un valore artigianale al prodotto. Sono due strategie dove bisognerebbe capire chi sono le vittime e chi i fortunati.

melanzane alla povero diavolo 

Ingredienti: Un kg. e mezzo di melanzane, spicchi d'aglio, una cipolla, tre patate, sale e pepe, 150 gr. di olio d'oliva, un cucchiaino di prezzemolo tritato.

Far spurgare con il sale le melanzane a tocchetti. Lavarle e scolarle. Poste in una casseruola aggiungere il pomodoro a tocchetti, la cipolla, l'aglio, le patate pelate e tagliate a tocchetti, olio, sale e pepe. Cuocere il tutto e poi far riposare per un quarto d'ora circa.

Panarea inizia elegantemente a svuotarsi. Gli stagionali del turismo intascano la paga, e se superato l'esame, ricevono la promessa del contratto per il prossimo anno. Anche con il personale, come con i clienti, viene un magone alla gola per la partenza. Tutta gente con la quale si é diviso sudore, gioia e rabbia per il lavoro che da noi é sacro. Perché ci ricordiamo ancora oggi quando non c'era. Il lavoro va preso quando c’è e fatto con tanta coscienza.

La televisione inizia leggermente a prendere il posto del vociare turistico. La gente comincia a dimenticare Basiluzzo e vuole vedere Salvini, Di Maio, Conte, Meloni e Berlusconi e soprattutto conoscere i volti nuovi del governo che sicuramente arriveranno a Panarea ospiti su barche padronali o intestate ai vari testa di legno o società dei paradisi fiscali. Ormai i ricchi italiani sono stranieri e prima o poi avranno anche il cognome e nome affittato nei paradisi fiscali. Le tasse sono troppe e pagarle diventa un vizio.

 

=== secondi piatti ===
TACCHINO ALLO CHAMPAGNE
Ingredienti per 8 persone: un tacchino (3 kg.), 150 gr. di salsiccia, 2 tartufi, 2 bicchieri di champagne, rosmarino, salvia sale, pepe, olio,.
preparazione: sventrare e fiammeggiare il tacchino, poi lavarlo e asciugarlo. Con un coltello staccare la polpa dall’osso alle estremità della coscia, per evitare che i tendini stringano la carne ritirandosi durante la cottura. Mettere nell’interno una presa di sale, un’abbondante pizzicata di pepe, la salsiccia senza pelle, il rosmarino e la salvia. Cucinare l’apertura, adagiare il tacchino in una teglia larga, salarlo, mettere un po’ di olio e circondarlo con fiocchetti di burro. Porre la teglia in forno e far cuocere prima a fiamma vivace poi più bassa per circa un’ora. Irrorarlo con lo champagne ed unire i tartufi tagliati a fettine e continuare la cottura per circa un’ora e trenta minuti bagnando spesso il tacchino con il sugo di cottura. Al momento di servirlo eliminare la salsiccia e gli aromi.

La lunga estate di panarea ormai giornalmente tende ad accocciarsi. Noi abbiamo visto tanta gente a Panarea. Assenti non giustificati i politici del posto ed i loro consulenti, aiutanti, portaborse e mestieranti vari. Gli isolani con i Carabinieri si sono fatti in 4 e forse anche di più per far filare l’isola al meglio, per sbrogliare intricate matasse e sbolognare le cose poco piacevoli altrove. Panarea non vuole medaglie ma dignità e rispetto per tutte le persone e per il territorio.

=== secondi piatti ===
TACCHINO ALLO CHAMPAGNE
Ingredienti per 8 persone: un tacchino (3 kg.), 150 gr. di salsiccia, 2 tartufi, 2 bicchieri di champagne, rosmarino, salvia sale, pepe, olio,.
preparazione: sventrare e fiammeggiare il tacchino, poi lavarlo e asciugarlo. Con un coltello staccare la polpa dall’osso alle estremità della coscia, per evitare che i tendini stringano la carne ritirandosi durante la cottura. Mettere nell’interno una presa di sale, un’abbondante pizzicata di pepe, la salsiccia senza pelle, il rosmarino e la salvia. Cucinare l’apertura, adagiare il tacchino in una teglia larga, salarlo, mettere un po’ di olio e circondarlo con fiocchetti di burro. Porre la teglia in forno e far cuocere prima a fiamma vivace poi più bassa per circa un’ora. Irrorarlo con lo champagne ed unire i tartufi tagliati a fettine e continuare la cottura per circa un’ora e trenta minuti bagnando spesso il tacchino con il sugo di cottura. Al momento di servirlo eliminare la salsiccia e gli aromi.

Due chiese e due misure. Panarea ha tutti i buoni motivi per pregare i Santi nelle sue chiese. A Panarea con una mega colletta e tanta buona volontà del parroco si é aggiustata la chiesa del Santo Patrono San Pietro che si festeggia in pompa magna il 29 giugno. L’altra chiesa della Madonna Assunta, nota come chiesa vecchia, situata vicino al vecchio serbatoio dell' acqua, mostra tutti i segni dell’abbandono. Bisogna organizzare ancora altre collette? A Filicudi invece hanno più forza per ottenere fior di finanziamenti per la loro chiesa. Che facciamo due chiese e due misure?

=== secondi piatti ===
COSTATE DI MAIALE RIPIENE
Ingredienti: Costate di maiale sei, tritato di maiale gr.200, fegato di maiale gr.200, salame gr.50, caciocavallo fresco gr. 100, uova sode due, cipolla una, vino rosso un bicchiere, olio, sale, pepe.
E’ questa una famosa ricetta del paese di Chiaromonte Gulfi, divenuto per la sua specialità una delle mete predilette dei buongustai siciliani.
Preparazione:Le costate di maiale dovranno essere piuttosto doppie e aperte a libro. Non si dovrà però togliere loro l’osso. Preparate un impasto col tritato, il fegato sminuzzato, sale, molto pepe e un sorso di vino rosso, e ponetene un cucchiaio tra le due fette di ogni costata, insieme al formaggio fresco, le uova sode e il salame affettati. Richiudete le costate e cucitele in modo che il ripieno non fuoriesca. Soffriggete in tegame la cipolla grattugiata con olio, aggiungete le costate, sfumate col vino e coprite di brodo. Lasciate cucinare coperte per circa un’ora. Servire con contorno di riso condito col sugo della carne e pezzetti di fegato.

Fa sempre piacere leggere tutto il Notiziario anche più volte al giorno. Vedo che gli articoli del dottor Angelo Giorgianni lasciano il segno perché toccano sempre argomenti vitali per le isole Eolie. Possiamo dire che dalle sue parole si capisce l'attaccamento per le Eolie e per il popolo. Lui scrive, conoscendo anche le leggi sui diritti e sui doveri in perfetta sintonia con le esigenze del posto. Certa politica ascolta e riflette, altra gira le spalle senza capire che così facendo si fa il male di tutti. In attesa del giorno del giudizio che prima o poi dovrà arrivare. Intanto anche Panarea paga un prezzo altissimo per la situazione dei medici che non possono fare i miracoli e spesso gli tocca fare delle scelte. Questo o quello.

Piselli e patate

Ingredienti: Un kg, di piselli, un kg. 1,5 di patate, due cipolle, un misurino d'olio, 50 gr. di burro, sale e pepe.

Fate rosolare le cipolle finemente, aggiungere due bicchieri d'acqua. Quando bolle calare i piselli e farli cuocere a fuoco lento fino che sia evaporata tutta l'acqua. A parte scaldate le patate e a mezza cottura sbucciarle e tagliarle a quadretti. Prendere una teglia, ungerla e aggiungerci i piselli e le patate e porla al forno e far rosolare, condire con sale e pepe.

Siamo tutti isolani fortunati. Siamo circondati di vulcani sopra e sotto il mare. Giornalmente gli scienziati scoprono catene di nuove vulcani che ci danno un significato ottimistico per il futuro delle isole. Tutti vulcani naturali, di quelli buoni che a tutti i costi vogliamo far diventare cattivi. Cattivo è invece l’uomo che crea dei vulcani innaturali con i rifiuti e quello di Lami è un esempio veramente catastrofico. Tutti sapevano quando era nato, come era cresciuto e speravano nell’accaduto. Fin quando è esploso nel modo più naturale. La mano dell’uomo crea e distrugge.

=== pesce ===
PESCE STOCCO CON PATATE
Ingredienti: kg. 1 di pesce stocco, due tazze di salsa di pomodoro, una cipollina fresca, una foglia di alloro, un pugnetto di prezzemolo, una costa di sedano, olio, sale, peperoncino.
Preparazione: soffriggere tutto insieme poi aggiungere delle patate novelle tagliate in due, circa un chilo, e infine circa un chilo di pesce stocco già ammollato. Coprire tutto con acqua e fate cuocere sul fuoco moderato per circa venti minuti, finché le patate saranno cotte. Prima di togliere la pentola dal fuoco, aggiungere un po' di olive, capperi e uvetta.

C’è molta gente che a Panarea salta con e senza musica indipendentemente dall’età e dal valore culturale. Tutta gente riposata per le vacanze che si allungano in questo pezzettino di paradiso dove il mare è blu e i cibi su certe tavole sono genuini come una volta. Selezionati prima di metterli in pentola. Io alla mia età non salto, al limite e con dispiacere salto qualche piattone di pasta per mantenermi nel giusto peso e cerco di muovermi per vedere il nostro bel comune cosa fa per Panarea. Vedo che salta quasi tutto ma continua a mangiare con la tassa di sbarco. Sempre un 4 salti in padella prima della brace.

=== pesce ===
FRITTELLE DI NEONATA
Ingredienti: 900 gr di neonata di sarda, 400 gr di farina, 1 spicchio d'aglio, un mazzetto di prezzemolo, sale, pepe. 600 gr di olio di semi
Preparazione: dopo aver pulito la neonata, mescolare delicatamente in un piatto con il prezzemolo tritato, lo spicchio d'aglio pestato, un pizzico di sale, pepe, 5 gocce di succo di limone, la farina. Friggere la neonata versandola a cucchiaiate in una padella con olio caldo.

Le bianche case di Panarea appartengono al vero colore dell’isola. Di giorno e di notte. Danno proprio l’idea che lo smog è lontano anni luce dall’isola divina chiamata in tanti modi. Si lascia intendere che il candore abita qui. Poi c’è chi usa la candeggina per eliminare macchie e zozzerie causate da chi si finge di appartenere ad un posto semplicemente meraviglioso come questo.

=== dolci-dessert ===
VASTEDDUZZI o NACATULI (Dolci natalizi)
Ingredienti:
per la pasta - kg.1 farina, 250 g. di strutto, 200 g. di zucchero, 3 uova intere, 2 tuorli.
Per il ripieno - 1 kg. di mandorle sgusciate, acqua di mandarino (vedi ricetta), 200 g. di zucchero, cannella e chiodi di garofano tutto ben tritato.
Preparazione: Per preparare la pasta bisogna impastare insieme tutti gli ingredienti, poi allargare per ottenere una sfoglia molto sottile, che va tagliata a piccoli quadrettini (o altre forme) di grandezza di 3 cm per 3 cm circa.
Per preparare il ripieno bisogna tritare molto fine le mandorle. Poi aggiungere gli altri ingredienti e impastare tutto insieme. Al centro di ogni quadratino di pasta mettere un po' di ripieno e coprire con un'altra sfoglia di pasta leggermente più grande della base e unire insieme come un raviolo. Infornare a 110 gradi e cuocere finché i dolci diventano dorati.

A Panarea continuano ad arrivare gli echi della vicina Salina dove da quello che si legge i capperi e la malvasia erano alibi per coprire un certo via-vai di personaggi non eoliani che riuscivano a gestire cose in modo non leale… In questo momento, nell’attesa di conoscere gli esiti dei Tribunali, passeranno gli anni. Ma quando si è sempre detto come mai i professionisti che operano in quei comuni sono sempre gli stessi, per giunta arrivano fuori dalle Eolie, la domanda merita ancora una sana risposta e l’interrogativo non è mai stato chiarito. Qualche motivo ci sarà pure.

Fagioli alla paesana

Ingredienti: 500 gr. di fagioli, 200 gr. di cipolline, mezzo litro di brodo, uno spicchio d'aglio, 50 gr. di burro, 30 gr. di farina, mezza tazza di salsa, erbe aromatiche, sale e pepe

Cuocere i fagioli in qualche tegame di terracotta con le erbe aromatiche. Nel frattempo tritate le cipolle e fatele rosolare nel burro caldo e cospargete di farina, bagnate con il brodo e dopo qualche istante unite la salsa di pomodoro e una puntina d'aglio, salate, pepate e lasciate ridurre il liquido di metà. Quando i fagioli saranno cotti colateli e passateli al setaccio, uniteli alla salsetta e serviteli su una fetta di pane casareccio.

Panarea continua la sua vita nella normalità del bello dove in pochi si danno un bel da fare per controllare quello che non dovrà mai scomparire e quello che non dovrebbe mai comparire. I due punti sono fondamentali vista la lontananza politica dall’isola. Questo vuol dire che se tanto mi da tanto finirà che per tanto tempo resteremo a guardare e riferire quel tanto che basta.

=== pesce ===
BACCALA’ CON I CAPPERI
Ingredienti: 800 gr. di baccalà (già ammollato), 1 cucchiaio di capperi, 1 carota tritata fina, 1 spicchio d’aglio tritato, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai di olio, pepe.
Preparazione: fare soffriggere in una pentola l’olio con l’aglio, il prezzemolo e la carota. Aggiungere i capperi e il baccalà. Fare insaporire, poi versare il vino e lasciare cuocere per circa 10 minuti. Disporre i pezzi di baccalà in un piatto di portata e versare sopra il fondo di cottura.

I nostri antenati hanno sofferto alle Eolie ma in tutta coscienza ci hanno lasciato un tesoro dentro un paradiso. In quanti ci siamo accorti di questo lascito importante? In pochi perché da queste isole continuiamo a prendere senza nulla dare. Anzi più che prendere direi arraffare nel termine più brutto della parola. La verità è questa e non solo per Panarea che non vuole scarti, anzi deve riggettarli con tutte le sue forze che sono rimaste a disposizione dell’isola.

=== primi piatti ===
LINGUINE AL PESTO EOLIANO (Con verdura di campagna)
Ingredienti (per 4 persone): 300 gr. di rapuddi, 150 gr. di finocchietto, 100 gr. di borragine, 100 gr. di zozzini, 30 gr. di spinaci, olio extravergine d’oliva, sale e peperoncino.
Preparazione: lavare bene le verdure, asciugarle e pestarle sino a ridurle in un pesto, aggiungere piano piano l’ olio e il sale.
Scolare le linguine e condirle con il pesto spolverando con poco pane grattugiato tostato.

Panarea è l’isola che rilassa anche quando si lavora. Ma è necessario ascoltare e vedere cosa succede anche intorno alle altre isole. Parlando e ascoltando vedo facce sbalordite quando si parla di tutte queste associazioni, apparentemente benefiche, che ultimamente sono spuntate come i funghi intorno alle Eolie. Dovrebbero servire per il bene delle Eolie e degli eoliani ed invece alla fine servono solo per quei pochi eoliani naturalizzati politici e per richiedere fondi, soldi ed ogni altra forma di benessere da spartire solo in certi posti. Tutto a posto?

 

=== dolci-dessert ===
FRITTELLE DI RICOTTA
Ingredienti: 400 gr di ricotta, 50 gr di uva passa, 20 gr di farina, 3 uova, 2 cucchiai di rum
Preparazione: versare la pasta, ottenuta lavorando gli ingredienti, a cucchiaini nello strutto bollente e servire le frittelle ottenute calde cosparse di zucchero.

Quando si vive a Panarea si capiscono quasi tutte le lingue del mondo. Qui ci sono i poveri del mondo ma passano anche i ricchissimi della stessa nazione di quesi poveri. Panarea dovrebbe avere una bandiera del mondo perché il mondo spesso è qui. Questo mi diceva sempre quell’indimenticabile personaggio, anche politico, che fu Spadolini quando, fra una parmigiana e l’altra ed un pezzo di pane filone, mi voleva accanto per darmi i suoi pensieri. Ed io ascoltavo per poter trasmettere un giorno anche questo.

Pasticcio di patate 

Ingredienti: un kg di patate, 100 gr. di parmigiano, un uovo, 20 gr. di burro, un quarto di latte, un cucchiaio di farina e 100 gr. di prosciutto cotto.

Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle. Preparare una besciamella con 20 gr. di burro, un cucchiaio di farina, il latte e un pizzico di sale. A fine cottura aggiungere il formaggio e un tuorlo di uovo. Mescolare il tutto alle patate. In una teglia imburrata versare dentro metà dell'impasto, il prosciutto e ancora patate. Infornare a fuoco moderato per circa 30 minuti.

Tutto cambia e niente cambia. La vita spesso ci riserva un menu fisso al quale tanta gente si rivolge per risparmiare. Ma spesso il menu fisso, con gli anni, aumenta il prezzo. Prendiamo il menu politico. Indipendentemente da chi sta in cucina e chi sta alla cassa i prezzi aumentano sempre, mangiano solo quelli che cucinano ed alla cassa fanno pagare sempre anche quelli che restano col piatto vuoto. Lo dicono pure a Panarea dove si sentono certi discorsi che mettono i brividi.

PASTICCIO DI SARDE
Ingredienti: 300 gr di sarde, 50 gr di farina, un ciuffo di prezzemolo, un misurino di olio, sei uova, un limone, sale, pepe, latte
Preparazione: spinare le sarde e metterle a marinare nel succo di limone per non meno di due ore. In una terrina a parte rompere le uova, aggiungere la farina, il sale, il pepe, il latte ed il prezzemolo tritato ed amalgamare il tutto. Unire le sarde e gettare il composto in una padella con olio caldo. Far dorare le due parti e servire.

Panarea ogni mattina si sveglia con un pensiero fisso. Andiamo al porto e vediamo chi c’è e chi arriva. Quel pezzo di cemento e ferro sul mare è il primo desiderio del giorno. Il punto d’incontro ed il motivo di vita di noi isolani. Su quel porto avviene di tutto perché è il nostro respiro, la nostra piazza, il nostro ritrovo. Chi sbarca e arriva per la prima volta, solitamente pensa che sia un normale porto senza sapere che mette piede nel cuore dell’isola bella. Ecco perché va difesa la dignità del posto.

=== primi piatti ===
SPAGHETTI CON NERO DI SEPPIA E PISELLI
Ingredienti: 500 g. spaghetti, 500 g. seppie con le borse del nero, 400 g. piselli freschi sgranati, una cipolla, 4 pomodori pelati, prezzemolo, farina, vino bianco, oli, sale e peperoncino.
Preparazione: rosolare nell’olio la cipolla affettata, il prezzemolo tritato, le seppie a listerelle nettate dall’osso e dalla borsa del nero che va messa da parte. Unire i pomodori fatti a pezzi, i piselli, il peperoncino a pezzetti, un po’ di farina, le borse del nero delle seppie schiacciare, il sale e una spruzzata di vino bianco. Lessare al dente gli spaghetti e ripassarli nel tegame con la salsa scura.

Panarea é un’isola da sogno. Bella da morire ma che giornalmente invita a non illudersi e illudere. La moda dei ladri di barche è arrivata anche qui. Però i birbantoni sono stati subito acciuffati e a volte intimoriti dalla presenza dei carabinieri. Fortunatamente c'é chi fa buona guardia mentre contemporaneamente bisogna regolare il traffico turistico ed acchiappare l'imbianchino della nostra strada. Artista sciagurato dei nostri tempi.

=== pesce ===
TONNO CON LA CIPOLLA
Ingredienti per 4 persone: 800 gr tonno, 4 cipolle, 1 cucchiaio di capperi, 1 ciuffo di menta, 1 bicchiere di olio di oliva, mezzo bicchiere di aceto, un po’ di farina, sale e pepe q.b.
Preparazione: Tagliare il tonno a fettine e metterle per un’ora in acqua e sale, scolarle, passarle nella farina, friggerle con mezzo bicchiere d’olio. Affettare la cipolla sottile e friggerla nel rimanente olio. Appena dorata, aggiungervi i capperi, il pepe, la menta e l’aceto; mescolare e versare il tutto sopra le fettine di tonno. Sistemarle in un piatto da portata e servire anche freddo

Dicono che quando si vive da isolani a Panarea, il paradiso é su questo mare. Ma se questo é il paradiso perché non si tratta da paradiso invece di lasciare libertà di brutto comportamento? In giro si sente tanta “bugiarderia” con l'eco che non ritorna. Perché bisogna decifrare quello che si ascolta e mangiare come si deve, dove si vede e cosa si vede.

=== pesce ===
INSALATA DI PESCE STOCCO
Ingredienti: 500 g. di pesce stocco, 100 g. di capperi, due tazzine da caffè di olio, succo di due limoni, un pizzico di origano, una costa di sedano a pezzettini, sale.
Preparazione: scottare alla griglia il pesce già ammollato, tagliare a pezzettini e servire dopo aver ben mescolato tutto insieme con l'olio, il sale, il succo di limone, i capperi, l'origano e il sedano.

Ormai siamo pronti ad entrare nel mese più bello dell'anno per Panarea. Settembre é il mese in cui entrate ed uscite creano il vero rapporto di merito per chi ama difendere la qualità del proprio lavoro con il rispetto assoluto del lavoro e dei lavoratori. La dignità nel piatto é nel modo di presentarsi con il vero grande rispetto per tutti. Indipendentemente dall'età, dalla classe sociale e dal portafoglio. Da domani si cambia come tutti gli anni di vita dell’isola che vive davanti a Stromboli.

=== secondi piatti ===
CARNE ALLA PIZZAIOLA
Ingredienti: 900 gr. di carne colarda a fette, 500 gr. pomodori pelati, olio, origano, sale, pepe, 2 spicchi d’ aglio a pezzettini.
Preparazione: mettere la carne con tutti gli ingredienti in una padella larga, coprire con un coperchio e fare cuocere per un’ora circa

Per Panarea l'estate é un affare. Sia per i turisti che per i residenti. Ogni cosa non ha mai un prezzo. Ma semplicemente un costo certo che si basa sulle tasse che gli onesti dell'isola pagano tutto l'anno. Quasi una punizione per avvantaggiare chi non paga, chi elude, chi crea immondizia anche davanti ai luoghi sacri che dovrebbero essere splendidi e splendenti. Anche per rispetto. Gli ingombri puzzolenti che si chiamano rifiuti non son degni per la signora del turismo che é Panarea. Ma anche in questo c’è latitanza.

=== primi piatti ===
LENTICCHIE PICCANTI
Ingredienti: 500 gr di lenticchie, 200 gr di salsiccia, 4 pomodori, aglio, una cipolla, prezzemolo, sale e pepe

Mettere a bagno le lenticchie la sera prima. Il mattino metterle in una pentola con dell'acqua fredda e lasciatele bollire per mezz'ora con un cucchiamo d'olio. Mentre cuociono tritate una cipolla e l'aglio e fateli rosolare nell'olio aggiungendo i pomodori, il peperoncino e il sale. In questa salsa metteteci le lenticchie e lasciatele cuocere ancora per mezz'ora. Tagliate la salsiccia e mettetela nella minestra.

Possiamo dirlo a voce alta. Ormai da Panarea sono passati tutti. I ricchi del mondo che valgono più dell'Italia. Quelli che potrebbero comprarsi la bellezza di Panarea in un colpo solo. Poi magari potrebbero tagliare l'isola a pezzettini e venderla sotto vuoto o sott'olio. Io ci scherzo ma é proprio così. Chiedetelo al re del lusso che puntualmente tutti gli anni butta ancore e forse soldi nell’isola dove la bellezza si beve e non la si costruisce.

Triglie a bagnomaria

Ingredienti: 1 kg di triglie, 50 gr di pangrattato, origano, prezzemolo, 1 limone, olio, sale, pepe 
Preparazione: mettere le triglie lavate in un piatto. Versare sopra un po'di olio, pangrattato, origano, agio tritato, prezzemolo, succo di limone, sale e pepe. Coprire bene il piatto e metterlo sopra una pentola di acqua bollente. Servire dopo un quarto d'ora.

  

 

 

 

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