aangsidotin.png  di Angelo Sidoti

Caro Direttore,

da tempo nella Zona di Porticello si manifesta un certo interesse di terzi, vedi proprietà Italpomice Spa in liquidazione da destinare alla realizzazione di un complesso turistico (progettista Ing. Carnevale), il deposito di Punta da Castagna (concesso in uso nel 1982 alla Ditta Pumex e ubicato in area vincolata) oggetto di ipotesi realizzo di una elisuperficie (promotore Ing.Carnevale e relativo Comitato) e per ultimo il pontile galleggiante da realizzare alla foce di un torrente in area ad ALTO dissesto idrogeologico in località Porticello (progetto La Cava Group).

Oggi vorrei fornire ai lettori alcune informazioni riguardo il sito di Acquacalda, in aggiunta a quelle già rese in passato (vedi relazioni periodiche inviate al Sindaco da consulente volontario) riservandomi di richiedere al Comune per questo sito e per gli altri in argomento accesso agli atti per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti:

Con ordinanza n.00817/2019 del TAR di Catania del 16.04.2019, i giudici dispongono di acquisire dal Soprintendente di Messina protempore per la prossima udienza fissata nel mese di febbraio 2020:

a) copia integrale dell’istanza illo tempore presentata dalla ricorrente per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica di cui trattasi, corredata di tutti i documenti alla stessa allegati;

b) relazione illustrativa relativa ai fatti di cui è causa, corredata di documentati chiarimenti in ordine al fatto se gli immobili oggetto dell’intervento edilizio di cui trattasi e destinati alla parziale demolizione e ricostruzione (secondo la relazione tecnica allegata all’istanza di rilascio del nulla osta della Soprintendenza e all’istanza di rilascio del permesso di costruire), ricadano o meno nella zona di vincolo di inedificabilità assoluta dei 150 metri dalla linea della battigia e se ciò sia stato o meno rappresentato dalla ricorrente nell’ambito del procedimento che ha condotto al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica prot. n. 9416/7-4263-15U del 4/12/2015.

Ricordo a tutti che il procedimento riguarda il rilascio del titolo edilizio per la realizzazione di un complesso turistico residenziale attraverso il recupero e la ristrutturazione di fabbricati in attesa dell’approvazione di un piano urbanistico esecutivo (PUE) nel sito della Cava di Acquacalda in concessione a Italpomice Spa oggi in liquidazione.

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lo scorso 08.08.2018 richiedevo informazioni al Dipartimento Regionale dell’Ambiente – Demanio Marittimo nella persona dell’Ing. Nicocia, in merito al progetto relativo alla realizzazione di alcuni pontili in Località Porticello; quindi procedevo di conseguenza a richiesta di accesso agli atti, di cui ancora dispongo, delegando un professionista di mia fiducia per l’interlocuzione con il funzionario.

Nella suddetta richiesta, precisavo che il progetto ricadeva in “area a rischio idrogeologico e ricadente in zona industriale”.

Oggi rilevo dal sito del Comune di Lipari che in data 10.06.2019 lo stesso Ing. Nicocia, con ordinanza n.14, alla pagina n.21 identifica l’area di Porticello quale sito di attenzione come “pericolosità”. Ovvero dispone che nelle aree demaniali marittime che interferiscono con le aree di dissesto idrogeologico censite nel P.A.I (…..) e caratterizzate da una pericolosità P4 (molto elevata) e sito di attenzione è vietata la sosta ed il transito di persone ed autoveicoli ed ogni altra attività incompatibile con lo stato di dissesto accertato o esistente.

Attendiamo, pertanto, altri sviluppi…… ma soprattutto il rispetto di quanto disposto e un controllo vigile da parte dei soggetti preposti al controllo del territorio.

Ripeto quello che in due anni di studio abbiamo più volte discusso e accertato in occasione dei diversi Workshop sul tema delle Cave di Pomice, insieme a cinque Atenei italiani e stranieri (di cui una centro di eccellenza Cattedra UNESCO), con i loro docenti, noti paesaggisti, critici del settore, professionisti, storici e testimonial di alto profilo. L’area di Porticello/Acquacalda deve essere oggetto di una profonda riflessione in senso generale; interventi singoli distaccati da un quadro generale di sviluppo servono solo ai singoli ma non alla collettività.

 

---In questa sede rappresento qualche informazione di carattere generale in merito al piano economico finanziario, che è stato approvato dal Consiglio Comunale il 27 ottobre scorso, ed in merito alla gestione dei rifiuti delle Eolie.

Prima, però, evidenzio qui di seguito qualche dato rilevante:

-       costo complessivo del servizio nel triennio è stimato in circa 16mln Euro (con un grande punto interrogativo sulla questione del trasporto rifiuti per l’anno 2020 al di fuori delle isole Eolie);

-        prelievo dai fondi derivanti dal contributo di sbarco nel triennio per circa 800 mila Euro (si attende, in merito a tale punto, risposta alla mia richiesta inviata a mezzo PEC al Ragioniere Generale);

-        entrate provenienti dai contributi Conai nel triennio per circa 400 mila Euro; dato quest’ultimo che corrisponde al 2% scarso del costo del servizio.

Il costo del servizio è stato, peraltro, oggetto di dibattito e di approfondimento da parte dell’organo di controllo dell’Ente. Riporto testualmente le dichiarazioni rese dai Revisori del Comune di Lipari:

“il piano finanziario per l’esercizio 2020, non è congruo con le relative spese per il trasporto dei rifiuti, infatti il pareggio per l’esercizio 2020 viene garantito dall’omissione dell’entrata del contributo regionale (in quanto non previsto dalla LR 8/2018) e dall’omissione delle spese di raccolta e trasporto indicate solo per Euro 140.000 con una variazione in meno di Euro 2.213.644,30 rispetto all’esercizio 2019 e di Euro 2.961.893,85 rispetto al 2018”.

Non congruità, omissioni di entrate e omissione di uscite. Frasi molto forti.

In sintesi: per pareggiare i conti del 2020 è stato rimosso il contributo regionale e le collegate spese di trasporto; di conseguenza non vengono sostenuti costi per il servizio di trasferimento rifiuti dall’arcipelago verso la terra ferma, se non in misura di Euro 140.000.

A questo punto una domanda nasce spontanea: i rifiuti restano sulle Isole? Come vengono stoccati e poi smaltiti? Ma soprattutto che fine fanno una volta raccolti?

Tutto ciò appare surreale. Ritengo, tuttavia, che dietro a tale situazione vi siano dei validi motivi che, mi auguro, vengano resi pubblici quanto prima così che si possa trovare una - mi auguro valida - giustificazione alla criticità riscontrata.

Di contro il Consiglio Comunale di Lipari ha approvato il piano dei rifiuti, nonostante sia stato reso parere “non favorevole” da parte dell’Organo di Controllo e non sia stato reso parere dal Ragioniere Generale, il quale resta a guardare.

Anche il Sindaco ha fornito le sue osservazioni, trascritte a verbale, dichiarando di “non essere in sintonia con il parere apposto dai componenti il Collegio dei Revisori”. Se non è Lui in sintonia con il suo Organo di Controllo chi altro?

Siamo sicuri che la strada intrapresa è quella giusta? Da quanto leggo mi sembra che ci siano pareri discordanti. Quali gli effetti, con quali ricadute e in quanto tempo?

Fatta questa breve premessa, peraltro non di poco conto, vi rappresento alcune prime riflessioni su alcune voci che compongono il PEF in argomento:

-        sgravi e quote di inesigibilità: Euro 60.000 su un ruolo complessivo di un triennio di circa 10mln, corrispondente quindi al 0,60%. Una percentuale molto bassa se teniamo conto che il Comune di Lipari riscuote mediamente il 50% dal ruolo TARI;

-        Ruolo TARI: le entrate del 2018 ammontano ad Euro 3.293.000; si è rilevato per tale entrata un incremento rispetto al 2017 di Euro 204.000. Il maggiore incremento rispetto ai ruoli registrati negli anni precedenti. Quali sono i motivi?

-        Costo previsto, di Euro 30.000 per il triennio, per la consulenza esterna in merito alla redazione delle tariffe; per tale voce di costo ci si chiede: qual è il fine e/o lo scopo di tale spesa?

Le restanti riflessioni verranno rappresentate nella prossima puntata.

Vi lascio con un piccolo memo: prestiamo attenzione quando richiamiamo la legge regionale n.9/2010 onde evitare effetti diversi da quelli attesi.

 

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