EVENTI

Lipari - sabato 21 settembre alle ore 17 con partenza da Marina Corta si svolgerà la 20a edizione della ricorrenza dello "Sposalizio dei Faraglioni"

Da un'idea dell'artista Gery Palamara, è organizzata dal Notiziario delle Eolie online, in collaborazione con il Comune di Lipari, assessorati della cultura e dello spettacolo. 
Lipari, nuovo appuntamento per la ricorrenza dello "Sposalizio dei Faraglioni". E che sorprese...

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di Gesuele Giampino

FALSO PEPE: (Schinus molle) appartenente alla famiglia delle anacardinaceae. Ha origini tropicali, cresce maggiormente in America Latina. Un albero sempre verde ed abbastanza longevo, non supera gli otto metri di altezza. È conosciuto per il suo uso culinario dalle bacche, che hanno un aroma simile al pepe. Da consumare con moderazione perché contengono sostanze leggermente tossiche. Alle isole Eolie vengono utilizzati come alberi ornamentali per decorare ville e strutture ricettive, vista la sua crescita simile ad un salice piangente ed una chioma vasta da un verde intenso. A mio avviso sarebbe un miglioramento anche del verde pubblico urbano. Uno dei falsi pepe più belli di Italia si trovava, nel chiostro di San Francesco a Sorrento, di cui ne parlò Alberto Angela nel programma televisivo "Meraviglie la penisola dei tesori ". Ahimè recentemente tagliato dalla sua conformazione distorta. Inutili furono i paletti di legno a sostegno per il tronco, che non giustifica l'intervento sconsiderato delle motoseghe. Se pur a volte infastiditi a raccogliere le loro foglie, ostruendo la vista delle nostre finestre, a volte anche per causa di capitozzature selvagge, gli alberi sono un bene prezioso di cui per la nostra esistenza è indispensabile.

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CEDRO DEL LIBANO (cedrus libani) appartenente alla famiglia delle pinacee. L'albero per eccellenza grazie al suo legno pregiato, specialmente per la costruzione di strumenti musicali, fu citato varie volte, nei versetti della bibbia. I suoi rami che costituiscono la pianta, prendono la forma tutti insieme di un bellissimo candelabro. Essendo una gymnospermae non ha né fiori, né frutti ma stroboli (pigne) . La foresta di cedri considerata fra le più belle al mondo, ma anche patrimonio dell'UNESCO è in Libano: "foresta dei cedri di Dio". E' rappresentata anche nella bandiera libanese. I cedri eoliani non sono molti esemplari, ma i più conosciuti sono i diciassette situati negli scavi archeologici in via Guglielmo Marconi a Lipari. Appaiono come dei fratelli che si tengono per mano. In attesa di crescere. Vista la loro giovane età, diventare maestosi e di infinita bellezza. E chissà un giorno anche monumentali. Infine come si narrava nella bibbia "sarò come rugiada per Israele. Esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un un'albero del Libano"  (osea 14, 6-7).

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Frassino ossifillo (fraxinus angustifolia) appartenente alla famiglia delle oleacee. Per gli amici eoliani è (l' amannu). Il suo legno fin dai tempi antichi, serviva per realizzare manici di zappe, badili, martelli e quant'altro potesse soddisfare il far bisogno edile o agricolo. Per le sue capacità di robustezza è allo stesso tempo leggero e flessibile. Un legno tenace e resistente a qualsiasi avversità; il frassino è un albero che all' isole Eolie non viene curato come negli anni passati, a causa prevalentemente del poco utilizzo del suo legno, salvo qualche artigianato locale. Gli esemplari che mi hanno colpito di più, sono qelli della scalinata di Alcudi che porta alla montagna, un viale che sembra il dipinto di un pittore, che unisce arte, natura e paesaggio. Con le loro giovani chiome cercano di rendere meno faticosa la salita; rinfrescano l'ambiente circostante. Far sostare gli ospiti e bere un sorso d'acqua e permette di ammirare con stupore e gioia, quel che la natura ci regala ogni giorno sensa chiedercelo.

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Tamerice: (Tamarix) appartenente alla famiglia delle tamaricaceae. La più utilizzata è la Tamarix gallica, una varietà molto comune è chiamata anche volgarmente, scopa marina, per la sua resistenza alla salsedine. Le Tamerici eoliane sono di gran lunga presenti in tutti i litorali dell' arcipelago fra cui menzionero' la zona di Porticello (ex cave di pomice) un viale gradevole nei pressi della spiaggia, qualche superstite nel lungo mare di Canneto, visto che nel 1981 ci fu una grossa mareggiata spazzandone via molti esemplari, e ancora a Marina lunga con i pochissimi esemplari che fanno da decoro, assieme alle palme whashintonia, infine anche un bellissimo esemplare a Filicudi porto. È un albero che alle Eolie sta scomparendo, ma sarebbe il più efficace visto la sua ornamentalità e che vede post invernale che si affaccia in primavera, sbocciare dei splendidi fiori bianchi o rosa. La sua ombra abbassa la temperatura degli ambienti circostanti. Vigoroso, resistente non richiede una particolare cura, ma ha solo bisogno di sole e mare gli elementi fondamentali per chi viene in vacanza nelle isole. La Tamarix sarà li a dare il suo contributo e il...benvenuti.

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Lentisco (pistacia lentiscus) appartenente alla famiglia delle anacardinaceae. Il lentisco, per gli amici u (listincu) all'Eolie è sempre stato il protagonista delle scogliere e non solo, ma ciò che lega questo arbusto all'Eolie era la sua utilizzabilità, assieme allo giunco (juncus effusus), anticamente venivano realizzate le Nasse, che a sua volta venivano calate nei fondali marini affinché venissero catturati pesci di varie specie per il fabbisogno eoliano. Il lentisco presenta una ramificazione molto fitta ed una vegetazione densa. E' sempre verde. Da notare i suoi frutti rossi che alla fine, della maturazione assumono un colore nero; possono essere utilizzabilo con un processo particolare degli ottimi oli balsamici e rinfrescante per la pelle. Dal suo tronco gli antichi greci estraevano la sua lacrima una resina pregiata chiamata mastice di chios. È ' arbusto perfetto come porta innesto dei pistacchi; creare delle siepi geometriche particolarmente sagomate; molto resistente ad un ambiente con scarso drenaggio, non richiedente molta cura ed è resistente alle potature drastiche non (capitozzature); può raggiungere i 5 metri di altezza e chiome fitte da centinaia di metri cubi.

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Platano: (platanus). Il platano occidentale, originario del nord America, appartenente alla famiglia delle plantanaceae, viene utilizzato come ornamentale, per parchi, viali,giardini arredo urbano. Per le sue notevoli dimensioni, che raggiunge facilmente i 30 40 metri di altezza e la sua capacità di assimilare molta anidride carbonica e resistenza allo smog delle grandi città. Furono messi a dimora milioni di platani, nell'epoca fascista, fortemente voluti da Mussolini, per decorare l'arredo urbano. A Lipari ne sono rimasti pochi esemplari, di cui otto nella frazione di Pianoconte. C'è da menzionare il platano di piazza Santa Croce di fronte la chiesa di Pianoconte con i suoi 260 cm di circonferenza e circa 12 metri di altezza; ancora però per lui la strada è lunga per essere censito monumentale, visto che il minimo è 430 cm, ma ci sono tutte le credenziali, per un prossimo futuro.

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Pino marittimo (Pinus Pinaster) appartenente alla famiglia delle pinaceae; è un albero sempre verde, che cresce prevalentemente nelle coste mediterranee. Alle Eolie fa da ornamento nelle ville e nelle strade dell'arcipelago. Il pino marittimo, la sua maggiore problematica; a livello urbano, fa delle radici non particolarmente profonde, quindi è consigliabile non fare opere di scavo in prossimità del raggio di almeno 3 metri dalla pianta; per evitarne perdita di stabilità o eventuali dissesti radicali, successivamente possibili carie. Il pino marittimo è una delle piante più belle esistenti in natura, per la sua chioma formata da aghi rigidi verdi, la corteccia è grigia in età giovanile, rossiccia e poi solcata con l'avanzare del tempo. Infine è l'albero che messo a dimora nei punti giusti, e anche a mio avviso nei punti panoramici del nostro splendido arcipelago saprà dare un tocco di eleganza e raffinatezza in più.

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Pino  domestico  (Pinus pinea) appartenente alla famiglia delle pinaceae è l'albero che più  di tutti  da vita, ai boschi  eoliani con la sua splendida forma globosa. La sua fitta chioma composta da aghi flessibili, strobili dette anche pigne, i suoi semi pinoli vengono utilizzati in cucina. La potatura del pino, apparentemente semplice, ma allo stesso tempo complessa, deve far si che l'aerodinamica della pianta non deve essere intaccata. Si avrebbe la  perdita di  stabilità,  rischi di cedimenti apicali, distaccamento branche nei peggiori casi crolli improvvisi. Consiglio a mio avviso la rimozione del secco, branche che potrebbero essere pericolanti e rispettare in tutti i casi la sua forma a globo.

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Carrubo (Ceratonia siliqua) è l'albero che vige assieme all'ulivo una alleanza fitosociologica per la sua somiglianza floristica ed ecologica. Sparsi per l'arcipelago anche nei punti più disparati; assumono a suo tempo un vigoroso ruolo a livello paesaggistico: con le sue folte chiome sempre verdi e le sue branche che sembrano state scolpite da un artista. A livello idrogeologico con le sue forti radici trattenendo acqua, eviteranno smottamenti e frane incamerando a sua volta all' interno del tronco che servirà da risorsa nei periodi di siccità. I loro frutti le cosiddette "Vajane" dei baccelli verdi, con la maturazione assumono una colorazione marrone. In passato dopo una lunga è faticosa giornata di lavoro prevalentemente venivano utilizzati per sfamare gli asini, insieme a Erba, paglia e fave.

 

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Eucalipto: eucalyptus appartenente alla famiglia delle mirtacee, originario dell'Australia è una pianta molto presente nelle alberature stradali dell'arcipelago; per la sua chioma folta è sempre verde. Il genere eucalyptus raccoglie circa 500 specie fra piante ed arbusti, il più utilizzato all'Eolie e il camaldulensis il cosiddetto eucalipto rosso, si possono notare le sue foglie lanceolate da cui si ricavano degli ottimi oli balsamici. L'eucalipto è un albero che può raggiungere i 100 metri ma all'Eolie, questo fattore non sussiste al massimo può raggiungere i 40. L'eucalipto come tante altre specie di alberi non va assolutamente capitozzato, lo stress della capitozzatura causa un dissesto radicale al che le radici sono impegnate a ricostruire la chioma e riportarla agli stadi iniziali, che poi sarà una chioma molto debole è costituita da germogli irregolari; avremo a causa di questo fattore l'innalzamento del manto stradale.

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Robinia pseudoacacia: la robinia pseudoacacia appartenente alla famiglia delle fabaceae. Alle Eolie è molto presente, di Lipari nella zona nord occidentale ed è sparsa per tutta l'isola  è anche nel resto dell' arcipelago. E' un albero molto resistente forte e vigoroso. All'eolie per gli amici gli viene attribuito il nome di "sinirizzo " per le sue spine molto belle ma assai dolorose. Il suo legno è ottimo per le bio masse e anche prevalentemente per il compost visto che è un legno tenace , flessibile, elastico contenente molto carbonio e associato a scarti vegetali e residui di cibo che c'è azoto.

Va a formulare grazie alla fermentazione termofila un compost di ottima qualità a mio avviso. La robinia esteticamente col suo fiore bianco arricchisce e rinfresca i nostri paesaggi primaverili ed estivi , un albero che può vivere fino ai 200 anni raggiungendo anche i 30 metri di altezza ; che dire " sinirizzo " ad oggi e chissà per quanti anni ancora resterai l'amico degli amici floreali.

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FICO BIANCO: il fico bianco (ficus carica domestica) con i suoi frutti è stato fonte di reddito, per molte famiglie eoliane (essiccazione, confetture, prodotto fresco). È una pianta a mio avviso umile, coltivata fin dai tempi antichi.

Non richiede molte cure e ha una frutificazione che germoglia e si forma a maggio, si raccoglie da giugno fino ai primi di settembre. I fichi secchi furono per secoli il nutrimento insieme ai legumi di molte famiglie eoliane. È stato anche fonte di ispirazione per un noto proverbio eoliano "si vo nvitari l'amicu carni di vacca e ligna di ficu".

Per info 3318874800

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ULIVO: (Olea Europea) appartenente alla famiglia delle oleacee, l'ulivo è l'albero da frutto più presente delle Eolie. Si estende per la maggior parte nella costa occidentale liparota. Un albero maestoso e millenario; come è noto che gli olivi più vecchi del mondo si trovano in Libano, le cosiddette 16 sorelle che vantano la veneranda età di 6000 anni. Anche alle Eolie sono presenti esemplari millenari di infinita bellezza; ad oggi una delle minacce più frequenti specialmente negli esemplari più giovani e la rogna d'ulivo , ( pseudomas savastanatoi ) un infezione batterica causata da potature troppo drastiche che causano ferite alla pianta , sbalzi di temperatura ( grandinate, gelate, forti raffiche di vento). La cura per attenuare questo fenomeno sono dei cicli di poltiglia bordolese da non effettuare nei freddi periodi invernali.

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A Roverella di San Calogero: scendendo per San Calogero prima di arrivare al palazzo si possono notare lungo un viale privato, due giovani esemplari di Roverella (Quercus Pubescens). Una rarità per le Eolie con le sue folte chiome da una pennellata in più al meraviglioso paesaggio che si affaccia su Pianoconte ed uno scorcio di Vulcano.

Anche la Roverella ha la sua storia: un legno duro che si usava per fare le traverse ferroviarie, costruzioni navali, edilizia. Gli antichi greci la elogiavano come albero di maestà e di forza; la affiancarono a Zeus e la usarono per la costruzione della clava di Ercole.

A mio avviso sarebbe l'albero giusto per un rimboschimento alle Eolie.

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Leccio (Quercus Ilex), un albero spontaneo sempre verde che cresce maggiormente in Europa e America Latina.

Appartiene alla famiglia delle Fagacee ed è un albero molto rinomato. Si trova anche nei boschi di Lipari, specialmente a Pirrera, Punto Corvo.

E' una pianta ricca di storia perché all'epoca si usava per fare le architrave.

Oggi è poco curata e quasi inesistente nei giardini pubblici.

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