michele sequenziadi Michele Sequenzia

Caro Direttore, anche noi… “ restiamo in attesa degli indirizzi politici che a tal fine devono essere forniti”(sic!) . Che fine hanno fatto i solleciti, le accurate analisi, i grafici, a cura del dr. Angelo Sidoti , pazientemente esaminate entrate ed uscite, passività ed attività, costi e benefici, di cui l’intera comunità eoliana dovrebbe esserne grata? Come dovrebbe funzionare una buona amministrazione? Esistono le coperture o siamo in “ profondo rosso”? Sono i cittadini di Lipari e di tutte le altre Isole che vogliono sapere che fine fanno i loro sudati contributi . Come l’Amministrazione spende il denaro pubblico? Chi ne gode, nel meccanismo degli interessi di parte.. e chi viene invece sistematicamente escluso? Come stiamo con il “ nuovo piano economico finanziario”, per copertura costo trasporto via nave , per “ Contributo di Sbarco”? Trovo esorbitante il costo …. 53% costo personale, e solo 47% costo servizi! ….” evidenzia un disastro altro che miglioramento nella gestione dell'area bilancio più volte annunciato nelle interviste pubbliche”…. Cosa vuol dire: “appalti sottosoglia” ?

Ti trasmetto il testo del messaggio del sindaco di Capranica ( Viterbo) ai suoi concittadini.

“Cari concittadini l’amministrazione comunale ha deciso di pubblicare periodicamente online i dati più importanti relativi al Bilancio del nostro Comune. La vostra partecipazione è il motore della vita pubblica del Paese, e il nostro obiettivo è quello di garantire una maggior trasparenza, stimolando una sana comunicazione con tutta la comunità.
Siamo certi che la condivisione delle informazioni possa rendere tutti più consapevoli e più vicini alla gestione della nostra amministrazione. Fare il Sindaco, così come fare l’amministratore di un Comune, non è semplice. Occuparsi della propria comunità comporta responsabilità e scelte, specie nella valutazione di come destinare al meglio le risorse, spesso limitate, presenti nel bilancio. Decidere quali sono le priorità del Paese, in quali settori investire, chi tassare in misura maggiore o definire i casi di difficoltà sui quali intervenire rientra tra le competenze dell’amministrazione comunale, eletta da voi cittadini ogni cinque anni.
A fine mandato sarete sempre voi a decidere se le l’operato di questa maggioranza e le scelte fatte siano state le scelte giuste. Noi ci auguriamo che il nostro lavoro ed impegno venga recepito, certi di mettere sempre al primo posto il bene della Comunità. Buona lettura.” Firmato: Il Sindaco Pietro Nocchi

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2019. VIOLENZA SULLE DONNE DIRITTI E TUTELA.

A Torino, l’Associazione “Mosaico – Non siamo sole - Azioni per i Rifugiati”, con la sua presidente Ruth Kiyindou , organizzano sabato 9, alle ore 10   presso la Casa Valdese in Corso Vittorio Emanuele , 23 una giornata di informazione e sensibilizzazione sui temi del diritto, assistenza e protezione internazionale di tutte le donne rifugiate . All’incontro interverranno Francesca Paltenghi - rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite – UNHCR- , che approfondirà il diritto allo status di rifugiata in relazione alle donne vittime di violenza, Maria Grazia Tripodi curerà gli aspetti legali, Patrizia Mathieu quelli medici, Daniela di Rosa tratterà la protezione internazionale dell’ immigrazione, Graziella Povero gli aspetti sociali e il rapporto con gli assistenti sociali, mentre Cinzia Dolcini con i suoi allievi offrirà una dimostrazione pratica delle principali tecniche di autodifesa. L’iniziativa si pone quale fine principale quello di fornire strumenti di informazione, sensibilizzazione e confronto tra cittadini coinvolti a vario titolo nel contrasto al fenomeno della emarginazione sociale e sulla violenza sulle donne. L’appuntamento torinese intende sviluppare maggiore consapevolezza , partendo dal vissuto quotidiano, nella ricerca condivisa di soluzioni ai propri bisogni in termini di autonomia lavorativa, abitativa e di inclusione sociale, come dalle riflessioni e dalle necessità sollevate dalle donne rifugiate. L’incontro intende dar vita ad un dibatto in seno alla società civile torinese e fornire informazioni pratiche sui diritti di tutte le donne e sugli strumenti di tutela a loro disposizione. 

La Regione Piemonte sarà presente con Monica Cerruti, il Comune di Torino con Sonia Schellino e con la testimonianza di Blessing Nwafor, moderatrice la giornalista Lidia Catalano.

Per ulteriori informazioni: mosaico@mosaicorefugees.org.

Per contatti: Tel. 349 722705 (Berthin Nzonza)- 328 1159369 (Colette Meffire) - 329 7109768 (Ruth Kiyindou)

Corso Vittorio Emanuele II, 23 – 10125 Torino. Sito: www.mosaicorefugees.org

E-mail: mosaico@mosaicorefugees.org - Codice Fiscale: 9768322001012

---Leggere Curzio Malaparte (il cui vero nome è Kurt Erich Stuckert nato a Prato il 9.6.1898 e morto a Roma il 19 luglio 1957), è come entrare nelle viscere del popolo italiano, coglierne tutte le sue contraddizioni e ambiguità. Curzio Malaparte, direttore della Stampa di Torino, nel 1931 pubblica,” Tecnica del colpo di Stato.”. 
Immediata è la sua espulsione dal Partito Nazionale Fascista , cacciato da giornale, messo al confino. Malaparte descrive Benito Mussolini come “un concentrate tutte le peggiori forze che agiscono inconsciamente nei bassifondi della psicologia del popolo italiano».
Nel libro, Adolf Hitler, il dittatore tedesco, viene definito un «Giulio Cesare in costume tirolese» e vi si teorizza l’arte del rovesciamento di qualsiasi regime, in odio all’umanità, alla democrazia.Anni assai dolorosi per gli italiani, senza la libertà. Il fascismo è intollerante. Personalità non grate al regime, quali Giovanni Amendola, Giacomo Matteotti, Piero Gobetti, Giovanni Minzoni, Carlo e Nello Rosselli, Antonio Gramsci sono immediatamente messe sotto accusa, private della libertà, e mandate al confino. Il fascismo è stato al tempo stesso crudele strumento di organizzazione del potere assoluto e dispositivo di massima repressione del dissenso. »
Malaparte aveva scritto un testo rimasto inedito riportato oggi in libreria dall’editore Passigli, “Muss. Ritratto di un dittatore”, nel quale Malaparte, esprime tutto il suo dissenso rispetto all’interpretazione del partito fascista, come tentativo di fenomeno di modernizzazione futurista del Paese, a guida Partito Unico. Malaparte, invece, sa cogliere tutte le distorsioni di quella “ tecnica persuasiva a dominio unico ” della carota e del bastone”, imponendo fin dall’ infanzia a tutti gli italiani il “saluto fascista”, braccio destro teso in avanti, in ogni classe, fin dall’infanzia, in ogni scuola, in piedi, sull’attenti, urlando forte “ Viva al Duce”, poi con il “ Sabato Fascista”, anche a tutte le giovani “ italiane”, costringendo all’obbedienza maestri ed alunni, con l’osservanza pedagogica di “ Libro e Moschetto, Fascista Perfetto”. 
Il 5 ottobre del 1933, Curzio Malaparte viene arrestato su denuncia di Italo Balbo e inviato al confino nelle isole Eolie, a Lipari. Nel luglio del 1934, su interessamento di Galeazzo Ciano, lo scrittore viene trasferito a Ischia e in ottobre a Forte dei Marmi. Il 12 giugno del 1935 rimesso in libertà nel marzo del 1936. Durante il confino, innamorato delle Isole Eolie, scrive: “M'è caro ormai l'esilio, mi son care ormai quest'alte rupi e queste rive gialle di zolfo e di ginestre".
Come Malaparte , molti dissidenti italiani patiscono il confino. Antifascisti vengono inviati a San Nicola nelle Tremiti, a Ponza, a Pisticci ( Matera) , costretti ai lavori forzati di bonifica idraulico-forestale e sistemazioni dei terreni paludosi e insalubri. Altri al Castello di Ventotene, ( oggi Latina), molti nell’isola di Ustica, dove sono sepolti circa trecento cittadini libici che furono arrestati e confinati nell’isola dal 1911 alla fine degli anni Trenta. 
In un solo giorno, il 29 ottobre del 1911, a Ustica furono fatti sbarcare 920 libici fatti prigionieri durante le sanguinose repressioni italiane, seguite a una ribellione a Sciara Sciatt, durante la quale furono massacrati centinaia di bersaglieri italiani. La rappresaglia del governo guidato da Giolitti fu terribile: furono eseguiti arresti di massa e impiccagioni, e quasi un migliaio di persone fu arrestato e “confinato” a Ustica, dove c’erano già altri confinati italiani, ergastolani e molti detenuti politici. 
Cosi altri italiani al confino, privati della libertà, a Lampedusa, Pantelleria e Favignana, ovunque il fascismo usa ogni mezzo contro i dissidenti, luoghi di prigionia, di patimenti, di sofferenze. Tra i più noti: Giorgio Amendola( figlio di Giovanni)i, Sandro Pertini, Pietro Nenni, Mauro Scoccimarro, Giuseppe Romita, Pietro Secchia, Umberto Terracini, Nello Traquandi, Vincenzo Calace, Francesco Fancello, Lelio Basso, Pietro Longo. 
Dopo la turbolenta seduta a Roma del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio ’43, l’Italia entra nel periodo piu’ nero del ‘900. Inizia una feroce, assurda guerra fratricida tra gli stessi italiani, fascisti contro antifascisti, fuga da Roma di Re Vittorio Emmanuele Terzo che abbandona gli italiani alle truppe di Hitler, si liquefano gli Alti Comandi militari italiani, gli americani impongono la resa senza condizioni, inizia l’ occupazione militare di Roma sotto l’Alto comando della Wehrmacht. 
Iniziano fucilazioni di civili inermi, caccia spietata all’ebreo si formano ovunque bande armate di comunisti e democristiani, nasce la Resistenza, tra delazioni, processi sommari, si commettono ogni sorta di delitti, caos totale nella amministrazione, iniziano persecuzioni di massa. Al nord nasce la nasce la “ Repubblica di Salo”, ultimo rifugio di Mussoli. Da sud le armate di Liberazione combattono quelle tedesche. Roma “ Città aperta”. Enormi stormi di “Fortezze volanti” Anglo-Americane bombardano giorno e notte città, porti, impianti, ferrovie, riducono l’Italia in cenere, enormi, spaventose sono le perdite tra i civili inermi. Italia “ Anno zero”, il popolo stremato, alla fame. Mussolini in fuga verso la Svizzera, viene arrestato e giustiziato a Giulino di Mezzegra. Malaparte decide di scrivere un ulteriore saggio su Benito Mussolini,” Il Grande Imbecille “che è pubblicato da Passigli.

----Genova, a che punto sono le indagini sul Ponte Morandi? - E’ di ieri la notizia che Michele Donferri Mitelli, direttore responsabile per la “Maintenance e investimenti esercizio di Autostrade per l’Italia“, alta carica pubblica, di massimo livello, cui comporta l’obbligo di rispondere in prima persona davanti ai giudici sul crollo del 14 agosto 2018 del Ponte Morandi, non ha fatto alcuna dichiarazione, si è avvalso della facoltà di non rispondere, come hanno fatto, finora, quasi tutti gli altri indagati convocati in Procura a Genova. Dal 2013 ad oggi Autostrade per l'Italia ha realizzato 4 miliardi di utili , contro 2,52 miliardi di manutenzioni.
Le indagini procedono a tutto campo. Il “ dossier Ponte Morandi “ è ancora tutto da analizzare, occorre fare piena luce. Evitare l’insabbiamento. Oggi i magistrati hanno una ventina di responsabili sul registro degli indagati. Si tratta di decine di dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia, Spea Engineering, ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Provveditorato alle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta. Nel frattempo I tecnici svizzeri hanno ultimato le indagini sui pezzi di ponte crollati. 
Sta di fatto che tali analisi in lingua tedesca non sono “ valide”, dato che Società Autostrade rifiuta la traduzione dal tedesco in italiano. Evidentemente ci sono delle cose poco chiare. Ci sono termini che nelle due lingue possono significare due cose diverse, debbono essere tradotti meglio. Ci sono dei punti oscuri. Valutazioni morfologiche, minimi dettagli, che fanno la differenza. Esempio due morfemi (uno lessicale e l'altro grammaticale), chi ha la precedenza, dato che "i morfemi non sono sempre elementi posizionali ma fattoriali delle parole"? Oggi tutto torna in alto mare. Ci si chiede come mai il Ponte Morandi sia crollato, chi doveva fare manutenzione, chi doveva controllare la manutenzione, chi ha omesso, chi ha mentito, chi ha alterato, nascono nuovi dubbi si aprono nuove inchieste. "I materiali d’acciaio e di calcestruzzo del Morandi - si legge nel dossier svizzero - sono di ottima qualità. Il problema non è stato questo, ma l’interazione con l’ambiente e i processi corrosivi. Tutto si complica per difetti legati al modo di costruire e per la difficoltà obiettiva di poter rilevare processi di degrado all’interno del calcestruzzo. Ma perchè allora il ponte Morandi è caduto, travolgendo 43 vittime innocenti? Chi ha ragione? E chi ha torto? Non fanno luce le varie versioni “ tecniche”, sempre in divenire. Società Autostrade vittima di colpe altrui? E’ meglio andarci cauti e rifletterci sopra. Sono tesi validissime che intendono fare luce, scoprire chi ha giocato sulla vita degli altri, mentre si allungano i tempi di “ analisi e contro analisi ”. Perché il Ponte è caduto? E’ questa la domanda che circola da agosto 2018 nelle aule del Tribunale, mentre si rafforza la tesi di una “proroga dell’incidente probatorio perché – secondo la Società Svizzera autrice del dossier “ Cause tecniche- costruttive che hanno causato la caduta del Ponte Morandi”….prende tempo e precisa che… .”Non ci era ancora stata data la possibilità di salire sul ponte per ragioni di sicurezza. Ora, invece, arriva luce verde e procederemo a breve. Potremo di conseguenza dare seguito ai nostri rilevamenti necessari e completare l’incidente probatorio.” Intanto ci sono tante famiglie senza casa. Chi s’interessa di loro? Genova è divisa in due. L’accusa è di omicidio stradale e disastro plurimo , con l’aggravante della colpa cosciente.

---Caro Direttore, il governo diviso su tutto, cosa succede domani in Piemonte se Di Maio , alleandosi con i “ gilet gialli”, bloccasse con la forza la TAV Torino-Lione? Proprio ieri, Matteo Salvini, indossando divisa di poliziotto, visita, rilancia e promuove la continuazione del cantiere della TAV? A Chiomonte, alta val di Susa, è lotta aperta tra Di Maio e Salvini. Nuove provocazioni, scontri, bagarre, urla e strepiti, lancio di sassi, insulti, cariche di polizia, odiose ripicche. Dal 2012 il cantiere di Chiomonte è sito di interesse strategico nazionale. Sono impegnate 460 imprese , di cui 211 (43,23%) Provincia di Torino, e 67 (13,06%) della stessa Valle. La Torino-Lione, innovativo progetto strutturale per i trasporti UE, fa parte di un futuro asse che ci collegherà con la Francia e quindi verso il nord europa , la Polonia ed oltre.La nuova linea ferroviaria Torino-Lione copre un tracciato lungo circa 270 km – di cui il 70 per cento (189 km) in territorio francese e il 30 per cento (81 km) in territorio italiano – che interessa complessivamente 112 comuni. Una arteria che apre nuove vie di sviluppo, realizzando enormi benefici al traffico ferroviario, e non su strada, con collegamenti rapidi tra Italia, Francia e Spagna e resto di Europa. 
Di tutto altro parere Luigi Di Maio, che nega persino l’esistenza del tunnel. Due posizioni opposte, Salvini contro Di Maio, due capi di movimenti antitetici, oggi in guerra, si scatenano, pronti a darsi battaglia. Oggi tutta l’Italia è in rotta di collisione. Due concezioni dello sviluppo in profondo disaccordo, cozzano violentemente nel tunnel piemontese le loro teste. Di Maio, fuori di se, urla e strepita..” non faremo come le peggiori lobby di questo Paese che vogliono che si inizi a fare la Tav Torino Lione, che è a zero come cantiere, noi siamo con il popolo italiano". È lungo l'elenco delle proteste e delle azioni violente, contro la Torino-Lione. Le popolazioni della valle sono esasperate, sono contrarie, non la vogliono. Due blocchi che si fronteggiano. Le prime opposizioni contro il progetto risalgono al 2 marzo 1995 a Sant'Ambrogio di Torino. La tensione cresce con l'accordo siglato a Torino nel 2001 tra i governi di Italia e Francia e si impenna con gli espropri dei terreni per la realizzazione dei primi sondaggi e dei primi lavori. Fin dall’autunno 2005 scoppiano tumulti, nuovi scontri tra i manifestanti schierati a difesa dei terreni della Val Susa e le forze dell'ordine. Nel 2006, nuove proteste contro la linea ad Alta velocità, contestata la fiaccola olimpica in viaggio verso Torino, costretta a deviare dal suo percorso in valle per evitare pericolose azioni di commando anti TAV. 
Non sono mancati atti vandalici contro esponenti politici, sedi di partito, giornalisti, osservatori, odiose scritte, intimidazioni, con una serie di attacchi della sede Pd di Roma. Inoltre, sempre i No Tav, hanno fatto ampio uso ogni tipo di ordigni, bastoni, anche di bottiglie incendiarie, mazze ferrate, sassi, esplosivi , piazzati sui binari delle reti ferroviarie di Firenze, Bologna, altre sulla linea del Brennero e sulla Roma-Napoli. Tutto da rifare. Investimenti buttati al vento. La Lega rilancia la strada del referendum. Torino è divisa in due. La Regione ed il suo Presidente sono per la Tav, il Sindaco di Torino è contrario. 
Intanto Torino ed il Piemonte ne soffrono, si disinveste, si fugge via. Il Piemonte regione periferica? Dove è finito il triangolo industriale Milano, Torino Genova? Il governo Conte penalizza il futuro di intere generazioni. Valli e città, stabilimenti, attività e ricchi territori quasi non appartenessero allo stesso Stato. Ma chi comanda in Piemonte? Cresce la miseria ovunque. Ormai non c’è piu’ lavoro. Oggi la Tav Torino –Lione è ancora tutta in alto mare. Un progetto alla deriva, senza governo, che costa milioni di euro, di sacrifici di tanti lavoratori. Oggi Di Maio, odiosamente sconfessando tutta la sua linea politica, cerca consensi, voti, si allea con i rivoltosi, distruttori, odiosi, “ Gilet Gialli”? Vogliamo sfidare la Francia? Fare guerra a Macron? Intanto cinque milioni di italiani hanno molti dubbi, poco convinti, sul reale beneficio del “ reddito di cittadinanza”, miserabile specchietto per le allodole, e continuano a vivere in miseria.

----La nostra Rai TV Tre –Agorà, sul tema Venezuela oggi, ha trasmesso una breve intervista con l’Ambasciatore del Venezuela in Italia, Julian Isaias Rodriguez Diaz. Emerge, inutile negarlo, il Venezuela è al centro di un nuovo pericoloso conflitto geopolitico, con effetti devastanti sulla vita di milioni di persone. Chi ha ragione? Chi ha a cuore la democrazia e le sorti democratiche del Paese , nel quale risiedono più di centomila nostri connazionali, che hanno fatto crescere l’intera nazione Venezuelana, lavorando duramente in un clima difficile, milioni di discendenti di italiani, oggi privati di tutto, in fuga dal Venezuela, non può rimanere in silenzio. 
Leggo e riporto per informazione: “ La verità è che oggi il popolo venezuelano per mangiare dipende dai pacchi Clap ( Stamped with the faces of Maduro and Chavez, the CLAP boxes usually contain rice, pasta, grains, cooking oil, powdered milk, canned tuna and other basic goods. Recipients pay 25,000 bolivars per box, or about $0.12 at the black market rate. That is a godsend in a country where the minimum monthly wage is less than $2 at that rate - and would be swallowed up by two boxes of eggs or a small tin of powdered milk. Inflation, at more than 4,000 percent annually according to opposition data, is pulverizing household income), venduti dal governo di Maduro a “prezzo politico”. I venezuelani, oggi sono stati ridotti ad una nuova spaventosa forma di schiavitù. Lo Stato decide per loro cosa mettere nello stomaco, cosa mettere nel pacco e a quale prezzo farlo pagare. E per il governo l’interesse principale è quello politico, di controllo, di imposizione, perché i Clap sono un ferreo strumento di controllo sociale. Non mi voti? Non ti alimento. Arrangiati. In alternativa si trovano altri prodotti da comprare, ma sono accessibili solo a coloro che dispongono di dollari, perché con uno stipendio mensile in valuta locale si può comprare unicamente un pollo o un chilo di formaggio, nient’altro! 
Si aggiunga che mancano le medicine, la gente muore , si ammala, milioni di bambini soffrono, vecchi ed ammalati abbandonati, il servizio di acqua potabile viene erogato poche ore alla settimana, quello dell’energia elettrica soffre per continue interruzioni, gli ospedali sono carenti di ogni cosa, molti degli autobus dei servizi pubblici sono inservibili e vengono sostituiti da camion, che caricano i passeggeri sul cassone all’aperto. La corruzione e la delinquenza dilagano.
E noi che cosa stiamo facendo? Sono cose che sembrano fuori dal mondo, ma che sono drammaticamente reali. E chi le nega, o è un perfetto ignorante, o è in totale mala fede. Il problema del Venezuela è la fame, una fame che fa morire la gente. Mi è capitato tante volte di vedere bambini che cercano nella spazzatura e lottano con i cani per prendere gli scarti di cibo. I cani e i gatti per strada sono sempre meno, chi non sa come sopravvivere li usa per sfamarsi. La gente è arrivata a mangiarsi anche gli animali dello zoo di Caracas».
Nei prossimi giorni e settimane gli avvenimenti in Venezuela determineranno il futuro di quel paese e dobbiamo augurare che possano svolgersi senza ulteriori spargimenti di sangue, perché di sangue purtroppo ne è già corso troppo. Dalle centinaia di morti e dimenticati più di vent’anni fa nei due tentativi di Chavez di colpo di stato, fino ai molti assassinati ancora oggi tra i manifestanti, spesso giovani studenti, colpiti dalle forze di polizia e dalle bande armate del regime, che sparano ad altezza d’uomo. Ucciderne uno per educarne cento. Ucciderne mille, per tener soggiogato un popolo.
In questo frangente, appare disgustosa e inaccettabile la posizione del governo italiano, che non ha voluto prendere posizione tra Guaidò e Maduro e pilatescamente vuole lavarsene le mani. Con questo l’Italia sta facendo una pessima figura tra le nazioni democratiche, dato che Guaidò ha ricevuto il riconoscimento della stragrande maggioranza dei governi dei paesi americani ed europei. Ovviamente la politica ha un peso determinante. Vince chi offre di piu’. Basta pagare. E si chiudono gli occhi. Questo contrasta con la posizione della comunità italiana in Venezuela, che si è chiaramente manifestata a favore di Guaidò e per il ripristino della democrazia, di un minimo di diritti, dopo che per vent’anni aveva dovuto soggiacere in silenzio, dato che il regime era riuscito, almeno fino allo scorso anno, a mantenere una parvenza formale di governo democratico.
“La maggioranza venezuelana merita l’appoggio dell’Italia. E noi cosa facciamo? Ognuno pensa al proprio tornaconto di voti. Non lasciamoci ingannare dalle contrapposte manifestazioni di piazza di questi giorni, del governo e dell’opposizione. C’è chi vuole Maduro, malgrado tutto.. I manifestanti oppositori al regime di Maduro sono centinaia di migliaia in ogni città del Venezuela. Il governo ha potuto –con fatica- convocare solo alcune migliaia di manifestanti a Caracas, la metà dei quali erano militari obbligati, sotto paga, a cui era stato ordinato di manifestare. Tutte le inchieste attendibili dimostrano che i seguaci del chavismo ormai non superano il 15% della popolazione.
In Italia, anche in questa circostanza, la presenza dei Cinque Stelle al governo si sta dimostrando assai pernicosa e rivela la sua vera natura, di movimento estremista di tendenza russofila. che simpatizza per un regime totalitario, antilibertario, fa mancare il riconoscimento e l’appoggio a chi in Venezuela, tra mille difficoltà e sofferenze, sta lottando per il ripristino della democrazia.
Il grande maestro del liberalismo Frederich August von Hayek, già settat’anni fa, avvertiva che con la pianificazione e il controllo economico la società è destinata al fallimento, all’inevitabile fine delle libertà e all’instaurazione della dittatura.
Come Hayek ammoniva, il chavismo ha dimostrato ancora una volta che implementando uno statalismo dirigista, che controlla l’economia, cio’ che fai, cio’ che leggi persino cio’ che pensi, si aboliscono la libertà, la proprietà privata, il pensiero, la personalità, la creatività, l’indipendenza della giustizia, cresce l’odio per il diverso, per chi non si conosce, si sviluppano corruzioni, mafie, collusioni, imbrogli, inefficienza produttiva, e si instaura il dispotismo, l’assolutismo. La miseria. 
Hayek ebbe la fortuna di vivere fino a veder crollare l’impero comunista dell’Urss e, nell’ultima prefazione del suo ammirevole libro “La via della schiavitù”, scriveva che “La disfatta del socialismo ha soltanto consentito, a coloro che si danno la pena di preservare la libertà, un attimo di respiro per riesaminare le nostre ambizioni e fare a meno di tutti quegli aspetti dell’eredità socialista che costituiscono uno spaventoso pericolo per una società libera”.

----“Si rischia, a giusta causa, di svuotare le nostre isole di quelle vitali generazioni di giovani che preferiranno attraversare il mare e andare fuori dal territorio eoliano pur di realizzare il loro sacrosanto diritto all’istruzione, tutto questo a carico delle famiglie che dovranno affrontare ulteriori disagi e annessi sacrifici”…
Quanto è duro, infelice il cammino dello studente in Italia! E quante fatiche per chi insegna? Quanto è difficile trovare un posto di lavoro! Leggo che, in contro tendenza, per sperare in una vita migliore, è inarrestabile la fuga dei nostri migliori cervelli all’estero. Nel 2017/18 gli studenti italiani arrivati nei Paesi Bassi sono stati 4.077, con una crescita del 272% rispetto a quattro anni prima!!
Continua la fuga dall’Italia di chi non vuole essere disoccupato a vita, se ne vanno i migliori, i piu’ preparati, quelli che non hanno bisogno di aiuti, e nemmeno del triste, miserabile “ reddito di Cittadinanza”, una trovata per “ avere voti”, specchietto pere le allodole, misura iniqua, che produce solo miseria. Il governo riduce invece che aumentare i posti di lavoro. Fenomeno spaventoso è il rapidissimo aumento dei numerosi italiani in fuga dall’Italia verso le scuole in altri paesi in Europa. 
Oggi si contano 9.499 gli studenti italiani negli atenei di Gran Bretagna, sono 8.064 quelli nelle università austriache 8.064, tra cui molti italiani altoatesini, 6.729 in Francia , in Germania 5.657, in Svizzera 4.826. E da noi chi resta? La mia amica architetto, 24 anni, non trovava nulla in Italia, solo sfruttamento. Oggi viaggia tra Londra e l’Australia, ha trovato casa e marito. 
Nelle Fachhochschulen ,l’offerta universitaria è in Germania assai ampia e articolata. S’impernia non solo su un numero elevato di atenei, ma anche su una notevole varietà di tipi di istituti universitari, cosa che non trova un vero e proprio analogo nel sistema italiano. Più in particolare, in Germania si possono trovare: 107 università (Universitäten), 216 università di scienze applicate (Fachhochschulen), 52 istituti superiori di formazione artistica, cinematografica e musicale (Kunst-, Film- und Musikhochschulen) Sono percorsi di apprendimento, specializzazione diretti a soddisfare la domanda , trovare lavoro, simili ai nostri Istituti tecnici superiori, varati nel 2010 e ancora oggi in fase embrionale. La Germania, registra un numero di iscritti oltre a 800mila studenti.. Il mercato tedesco ne assume a migliaia/anno. Circa l’82% dei neodiplomati trova lavoro, nel 90% dei casi, coerente col percorso di studi. 
Concentrati soprattutto nelle grandi regioni industriali, con direttrici di studi su tecnologia avanzata, sviluppo a livello mondiale. Una scuola che forma per il lavoro. Non una scuola chiusa su se stessa, ottusamente in difesa dei suoi “ interessi di casta”. Occorrono iniziative, ricerche, scambi di formazione in vari paesi del mondo. Bisogna diventare moderni. Competere a livello internazionale, conoscere piu’ lingue. Gli istituti superiori di formazione professionale (Fachhochschulen), chiamati spesso anche università di scienze applicate (University of Applied Sciences), rappresentano la giusta soluzione per coloro che prediligono uno studio orientato alla prassi. Essi offrono una formazione diretta alle applicazioni concrete del mondo del lavoro. Gli istituti superiori di formazione artistica, cinematografica e musicale (Kunst-, Film- und Musikhochschulen) sono indicati per coloro che desiderano realizzare uno studio artistico o comunque creativo. Chi studia, s’impegna, non vuole finire disoccupato, vuole ottenere riconoscimenti, sviluppo, reddito e futuro. E il governo Conte dove sta guardando?

---Cosa succede oggi in Venezuela? Quali sono gli aiuti concreti del governo Conte? Quale è la posizione ufficiale del governo? Quanti sono gli italiani bloccati e senza viveri? Chi può, scappa. Chi resta, cerca di sopravvivere . Le compagnie aeree internazionali non volano più su Caracas, le tratte rimaste hanno costi proibitive e sono vuote, proprio come l’aeroporto. Così in tanti attraversano a piedi il confine con la Colombia, accanto a chi fa il viaggio in giornata, solo per andare a comperare qualcosa da mangiare. Chi decide di trasferirsi prova a vendere tutto, appartamento, ogni cosa. Anche se trovare qualcuno disposto a comprare è quasi impossibile. «A inizio marzo con mia figlia Erika e suo marito Carl raggiungeremo i nostri parenti a Milano - racconta, circondata da pile di documenti e scatoloni destinati ai mercatini -. I ragazzi sono abbastanza giovani per costruirsi una nuova vita. Dobbiamo scappare, perché questo è un Paese senza futuro».

In Venezuela sono bloccati molti italiani che non possono più uscire dal paese per mancanza di mezzi e per problemi di passaporto. È gente italiana che ha contribuito tantissimo alla costruzione del paese, che ha lavorato fino a spezzarsi la schiena per la propria famiglia e per il bene del Venezuela. Adesso sono vittime del collasso del paese, molti di loro sono ridotti a mangiare forse una sola volta al giorno. Nel giro di tre anni, in tre milioni di Venezuelani e non, hanno lasciato , sono fuggiti via dal Venezuela prostrato anche dall’emergenza umanitaria. L’80 per cento è rimasto in America Latina, in Colombia, Perù ed Ecuador. Dalla fine del 2017 tutto è peggiorato. Buona parte dei 2.199 chilometri di confine tra le due nazioni è prigioniero della foresta, il flusso s’è indirizzato nell’unico spiraglio. Pacaraima. Da qui sono passate 176mila persone tra 2017 e 2018. La metà s’è fermata. Pochi, per un Paese con oltre 200 milioni di abitanti. Molti per il Roraima, l’estremità più settentrionale del Brasile nonché la più povera. Per questo, l’impatto dell’immigrazione è stato forte.
Tanto che l’ex governatrice Suely Campos aveva ottenuto la chiusura della frontiera. Riaperta 24 ore dopo per ordine della Corte Suprema. «È innegabile che la pressione sui servizi scolastici e sanitari si sia fatta sentire. Un terzo dei bimbi nati nei reparti maternità della capitale dello Stato, Boa Vista, sono venezuelani. Al contempo, però, gli immigrati hanno dato un contributo importante allo sviluppo regionale. Fino a un anno fa, Uber non esisteva e le case erano sfitte: ora non c’è n’è una libera», spiega Francesca Bonelli, coordinatrice di emergenza dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur).

Lo Stato di Maduro non paga i laboratori che producono i medicinali e tutti gli altri fornitori del settore sanitario, e il risultato è la cessazione delle forniture. Ad aggravare la situazione c’è il sistema di controllo dei cambi: farmacie e ospedali non hanno moneta forte per potere fare acquisti all’estero e mantenere le minime dotazioni dei loro depositi. Le imprese farmaceutiche venezuelane non hanno più accesso alla materia prima per produrre medicinali perché non hanno accesso ai dollari al cambio ufficiale. E il cambio al mercato nero è 270-280 mila bolivares per dollaro, che è quasi il salario minimo mensile!
Quali conseguenze ha tutto ciò sulla popolazione, sulle condizioni di salute generali?
Tutti i giorni in Venezuela abbiamo denutrizione e recrudescenze di malattie prima sotto controllo come tubercolosi, malaria, morbillo, difterite, scabbia. Non riusciamo più a curare il cancro e le malattie cardiovascolari. Cosa intende fare il governo Conte? 
Perché è tanto difficile inviare aiuti umanitari in Venezuela?

Perché il regime di Maduro non accetta di proclamare lo stato di emergenza umanitaria, e pertanto gli organismi internazionali non possono usufruire delle facilitazioni del canale umanitario che viene aperto quando c’è lo stato di emergenza. Pertanto l’unico mondo di fare arrivare aiuti è attraverso fondazioni come la nostra, in modo clandestino, senza autorizzazione del governo. Non posso raccontare come facciamo a fare arrivare gli aiuti, perché verrebbero intercettati. Grazie alla collaborazione di persone molto impegnate ad aiutare il Venezuela ci riusciamo. Se si mandano aiuti a istituzioni in forma ordinaria, si rischia che vengano bloccati alla frontiera, sequestrati e poi fatti sparire. Cioè rubati.
Dopo quattro anni di attività, qual è il vostro bilancio? Quanti aiuti siete riusciti a inviare, quante persone ne hanno tratto beneficio? E chi vi ha aiutato nella vostra azione?
Abbiamo inviato 227 mila chili di materiali sanitari: medicine da ricetta, farmaci da banco, attrezzature sanitarie come stampelle, sedie a rotelle, attrezzature ospedaliere, pannolini e pannoloni, omogeneizzati, ecc.: tutto quello che ha a che fare con la salute. Abbiamo aiutato 90 istituzioni che non hanno vincoli né con lo Stato, né col settore privato. Per esempio aiutiamo la Caritas venezuelana, che ha una convenzione con Alionlus e con la Caritas italiana. Non sappiamo quante persone abbiamo raggiunto, perché le istituzioni nostre partner hanno organizzazioni molto estese: la sola Caritas Venezuela gestisce 20 banchi farmaceutici.

Che posto ha l’Italia ?Un posto importante, perché l’Italia è il primo paese per quantità di aiuti raccolti, supera gli Stati Uniti, il paese dove c’è la sede centrale di AHV. E sono aiuti che non provengono dal governo, ma da comunità e gruppi. In Italia troviamo molta attenzione e buona volontà da parte di organizzazioni come la Caritas, il Banco Farmaceutico, l’onlus Le Medicine, ecc. Grazie alla collaborazione dell’Associazione latinoamericana in Italia (Alionlus), riescono a farci arrivare le medicine, a Miami o direttamente in Venezuela. L’unico problema è che abbiamo molte medicine dall’Italia, ma il trasporto è molto costoso. Di fatto molte medicine non ci sono ancora state inviate per mancanza di denaro con cui pagare il trasporto aereo, che è molto oneroso: parliamo di 10 euro al chilo ad ogni invio! La classe media venezuelana, entro la quale gli italiani erano numerosi, è praticamente scomparsa, è stata ridotta in povertà dalle politiche della narcodittatura che è diventato il Venezuela. Non dimenticateli.

Caro Direttore, 
Ogni giorno la Tv, la Stampa, l’informazione ci segnalano che “ la legalità trionfa ovunque”. Ogni giorno la Polizia, in varie parti del mondo, arresta persone “ equivoche”, spazza via clan mafiosi, managers, amministratori, delinquenti, teppaglia, VIP, collegati a vario modo con il “ Potere”, spesso protetti da potenti gruppi parlamentari, clan mafiosi, onorevoli ministri, capi di Governo.
In realtà non succede proprio niente, dato che immediatamente il sistema rinnova se stesso, nuovi eletti prendono il posto dei vecchi. Con le nuove Elezioni il circuito degli interessi non cambia, anzi peggiora. la Politica crea nuove aspettative che poi sono sempre le stesse di prima. Cambia solo il nome. Viva Caio, Viva Sempronio, il marciume resta allo stesso posto. Praticamente noi tutti siamo costretti quasi immersi in una vasta palude d’interessi di cui non conosciamo nulla, tutto il contrario di cio’ cui aspiravamo. Ci dibattiamo, per sopravvivere, lottiamo, tra assurde connivenze, tra politica, criminalità organizzata, politici corrotti, dove tutto rimane esattamente come prima. .. 
Cosa significa essere “ Onorevole” oggi ? “L’ Onorevole”, scritto da Leonardo Sciascia nel 1964 è un testo che la Nuova Compagnia Teatrale aveva allestito con la determinazione di inserirlo in progetti a favore della legalità, dello Stato di Diritto, testo che avrebbe dovuto far alzare l’attenzione, pungere l’opinione pubblica, da presentare soprattutto nelle scuole e all’estero per il Teatro Stabile di Catania. Ma chi legge oggi un sol libro di Sciascia?
“ L’Onorevole” fu poi ritirato dal cartellone della stagione per le troppo evidenti , quanto imbarazzanti somiglianze con un potente politico del partito di maggioranza del tempo. Il Potere non si tocca. In tutti questi anni il testo è stato portato in scena solo tre volte e senza troppo successo. Lo scrittore attraverso i continui richiami al Don Chisciotte, ci fa riflettere su chi detiene il potere, lo usa a suo piacimento, per goderne, essere ammirato, imponendo la sua volontà, anche fuori dalla legge. Chi ha coraggio di mettersi contro “ l’Onorevole”? 
Ambientata dall’autore in una Sicilia del dopoguerra, opera che si può estendere a qualsiasi ambiente politico, “ L’onorevole” è un coraggioso “morality play” con un tocco dove la magia di Pirandello sembra incontrare l’amico Brecht. La scalata al potere del professor Frangipane, uno del popolo, che passa da una condizione di umile insegnante, che vive con passione il suo ruolo di educatore cercando di trasmettere il suo amore per i classici e soprattutto per il Don Chisciotte. Eccolo, invece, immerso in un ruolo che non lo convince. Tutto il contrario di quanto pensasse, di quanto amasse, egli si sente mutare, sconfitto nei suoi ideali, spaesato in un mondo ambiguo, quasi imprigionato, obbligato, senza volontà, in una nuova posizione esistenziale fatta di intrighi di opportunismi, tra gente meschina, immorale. Lo spettatore attraverso i vari personaggi adoranti “ l’Onorevole”, ne coglie le ambiguità, le falsità, i giochi di parole, le invenzioni , le brutalità le contraddizioni, in uno spiazzante finale metateatrale, che evidenzia il naufragio della morale e dei suoi detrattori in una passerella di protagonisti imbellettati e compiacenti tutti proni al potere dell’Onorevole”. Sciascia commentava: “È vero che L’onorevole è una piccola cosa, valida più ‘sul terreno della provocazione che su quello del! ‘arte, ma l’essenziale funzione del teatro, dico io, non è quello della provocazione?” 
Solo in Italia esiste “ l’Onorevole”, titolo che suona falso, ammiccante, quanto odioso, ipocrita inchino, di fronte al quale il cittadino si sente miserabilmente sottomesso, Onorevole che poi spesso si rivela un misero procacciatore d’affari. Un mezzano. In tutti questi anni il testo è stato portato in scena solo tre volte e abbastanza in sordina: è un testo su cui è necessario riflettere e far riflettere e che la Nuova Compagnia Teatrale aveva allestito con la speranza di inserirlo in progetti a favore della legalità da presentare anche nelle scuole e all’estero Attraverso il percorso in tre atti di crescente intensità drammaturgica, narra la vicenda di un modesto e onesto insegnante di liceo, il professor Frangipane, consacrato e moralmente dannato da una repentina elezione al Parlamento. Egli cede alle lusinghe del mellifluo e insinuante monsignor Barbarino e di un notabile del luogo, che lo convincono a candidarsi alle elezioni politiche del 1948. In seguito alla sua elezione, si assisterà alla scalata al potere di Frangipane che abbandona la sua passione per i classici e per le “humanae litterae”, da un calcio al Bello e al Buono, e con loro rinnega ogni resistenza verso qualsivoglia compromesso che un tempo riteneva politicamente ripugnante.

Caro Direttore, 
se Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019 , il governo investe nuove risorse, ma come si vive nel resto d’ Italia? Basta la sola cultura, per chi ha la fortuna di poterne godere ? Bastano le “ Città d’Arte”? Come si campa senza lavoro? Come si campa con il “ Reddito di cittadinanza”? 
Come stiamo a competenze scientifiche e tecnologiche, industria ed artigianato, crescita e sviluppo, investimenti lavoro e reddito? O ci bastano antiche abilità manuali di una ricca, stupefacente creatività diffusa, immenso patrimonio storico, che da sempre caratterizza la popolazione italiana? Come riuscirci se continua la pessima ripartizione delle risorse tra le università nazionali, che per anni ha colpevolmente impoverito la ricchezza e le potenzialità l’università meridionale, che tende ad incrementare i divari anziché attutirli.
La criticità nei campi della formazione, della cultura e in ricerca e sviluppo ed il calo dell’efficienza nell’erogazione dei servizi. 
Crescente “circolo vizioso di una perversa immobilità sociale”: 
• il 40% dei giovani la cui famiglia di origine ha bassi livelli di istruzione non consegue titoli superiori alla licenza media. Solo il 10% raggiunge la laurea.
Nel frattempo, la quota dei laureati al Sud scende al 14,6%.
Il Sud ha perso rispetto al 2006 il 22,4% degli immatricolati residenti. Chi non studia non continua a migliorarsi, avrà una marea di problemi in ogni giorno della sua vita. Oggi chi studia ha il problema di confrontarsi con altri popoli. Chi sa avanza , compete, mentre chi non sa rimane al palo. Inutile andare sul mercato del lavoro con bassi risultati scolastici. Nessuno ti cerca. In Sicilia, l'abbandono scolastico è alto, Caltanissetta e Catania superano il 25%, mentre Ragusa tocca il 23,8%, Enna (22,9%), la città metropolitana di Palermo (20,4%) e Trapani (20,3%). Messina e Agrigento, presentano una quota di abbandoni attorno al 16%. In Campania, il dato medio regionale è del 19%, cresce al 22% di Napoli.
Anche in regioni più virtuose soffrono. Firenze (6,4%), Pistoia (8,3%), Pisa (8,50%) e Grosseto (8,8%). Al contrario Siena (18,5%) e soprattutto Arezzo (22%) presentano valori più simili alle province del mezzogiorno. In Liguria, analogamente, convivono Imperia (22,3%) e La Spezia, con una quota di abbandoni inferiore al 5%.
Oggi siamo ultimi in Europa per quanto riguarda la popolazione dai 25 ai 64 anni che possiede un titolo di studio terziario, vale a dire almeno una laurea. E non si trova lavoro. E lo studio costa fatica e tanto denaro. Chi studia che futuro avrà? Scarsa cultura, peggiora la vita. I nostri laureati sono meno del 20% della popolazione. Dietro la Grecia e la Romania. Dietro agli Stati Uniti e il Regno Unito, Paesi in cui alla laurea ci è arrivato il 46% della popolazione.
Se la domanda è scarsa l’offerta lo è ancora di più: i laureati in Italia non hanno gran mercato , la loro preparazione è scarsa, non serve, gli imprenditori non sanno che farsene, e molti sono penalizzati. Gli stipendi sono assai bassi. Malgrado continui nuovi governi il problema occupazionale è stagnante, se non in recessione. Abbiamo un sistema produttivo fermo. E se ti assume, cerca di pagarti meno. L’Italia è l’unico paese ad aver visto decrescere, negli ultimi venti anni, gli occupati in posti ad alta specializzazione. Come stiamo a manager che sappiano il loro mestiere? Le professioni a media-alta qualifica non arrivano nemmeno a coprire il 40% dei posti disponibili. Gli stranieri che studiano meglio ci rubano il lavoro? Cresce la nostra disoccupazione, la Slovacchia ci ruba le imprese? I cinesi dominano il mercato e impongono le loro merci, copiano i nostri marchi ? Mangeremo pizze “made in china” ? I nostri migliori Marchi lentamente finiscono in mani straniere. Fabbriche prestigiose falliscono. Aumentano i conflitti. Il governo non risolve. Si vive male. Non c’è futuro. E dove andiamo a finire? Mancano i fondi. Mancano i mezzi. Tutto viene rinviato. Le pensioni sono a rischio. Chi difende il lavoro, chi protegge, chi aiuta, chi stimola chi studia in Italia? Chi dobbiamo ringraziare?

Caro Direttore, 
vista dall’alto la Penisola , isole comprese, tra frane e terremoti, cenere e lapilli, è piena di vecchi ponti, antichi viadotti, bretelle, sottopassi, svincoli, che permettono traffici che alimentano i mercati , danno pane e lavoro. Dal 14 di agosto tutto è fermo. Genova e il suo porto hanno debiti per 700 milioni di euro. Il traffico sta calando, i negozi falliscono. Si scopre –grazie al ponte Morandi- che mezza Italia ha bisogno di pesanti ristrutturazioni, di tante nuove opere, di tipo molto avanzato, innovativo, l’intero sistema viario, Roma stessa, è al collasso, le buche sono ovunque. . Oggi due corsie sono superate, il traffico pesante è aumentato del 200%, tutto pesa di piu’, il cemento è marcio, cedono i muri, pencolano pericolanti le strutture portanti, si aprono ovunque vuoti e buche. La magistratura ha ordinato il divieto di transito. E la gente non sa dove andare. Si temono altre frane. Il governo guarda alla luna, non sa che fare. Non ci sono soldi, siamo a secco. Siamo carenti e continuiamo a non fare nulla. Sembra che la nuova linea ferroviaria- TAV - tra Torino e Lione, asse portante per le merci da e verso il centro Europa..nord europa, Germania, Polonia, URSS..sia-per il governo- una opera inutile, dannosa, e costosa. Non serve a nulla. Regione Piemonte in guerra con il Comune di Torino. Il Comune non la vuole nemmeno dipinta. Bordate di insulti . Referendum per la TAV. Tutto senza un minimo criterio di analisi. Solo sporca politica. Sei con noi o contro di noi? Sembra che faccia crollare ( secondo il governo) il gettito fiscale del traffico su strada. E poi è piena di amianto. Non la vogliono fare. Abbiamo fatto un contratto con la Francia. Ora, al governo non frega nulla se ci costa un patrimonio se non la facciamo. E tutto resta campato in aria. Si teme la diminuzione dei pedaggi autostradali. Il ministro Toninelli forse è sponsor di compagnie petrolifere, fabbricanti di Tir , auspica piu’ pedaggi, piu’ inquinamento , piu’ smog? 
E’ ovvio che molte opere infrastrutturali realizzate nel campo delle ferrovie, delle metropolitane e dei trasporti pubblici, nuovi trafori, nuove linee transcontinentali, nuovi treni, nuovi motori, nuovi aeroporti, nuova strategica logistica, del “ just in time”.. del “ porta a porta”.. hanno dato lavoro e grande sviluppo.
Grazie alle quali anche noi ci siamo tutti modernizzati. Le grandi reti metropolitane di New York, Londra, Parigi, Mosca, Madrid, concepite fin ad inizio dalla prima metà dell’Ottocento hanno fatto crescere enormemente l’economia. Hanno avviato una poderosa trasformazione ,uno sviluppo immenso. In compenso quanto capitale immateriale si è creato, si è aggiunto come benessere a queste metropoli? Quanto ne hanno aumentato la produttività, la libertà di movimento, la cultura dei cittadini? Oggi 2019 dovremmo –sulla base dei costi-benefici governativi - chiudere tutti i treni per pendolari italiani, far portare in tribunale i libri a tutte le società di trasporto pubblico che nei casi migliori non superano il 50 per cento dei costi coperti da ricavi prodotti dai passeggeri. E quanto ci costano i trasporti, navi e traghetti via mare? Trenitalia, Frecciarossa ? E quanto ci perde Alitalia? Per non parlare delle linee di trasporto bus e le linee metropolitane i cui costi di investimento hanno tempi di ritorno praticamene inestimabili e risultano di fatto non-finanziabili con soli capitali privati. Guardiamo al futuro. L’alta velocità Napoli-Bari sarebbe uno spreco assoluto e che il sud non di cemento avrebbe bisogno, ma di innovazione tecnologica. Forse un invito a sostituire la linea ferroviaria con un’autostrada “digitale” ? E mafia e camorra che imperversano ovunque ,come la mettiamo? Argomenti che dovrebbe portarci a fermare ogni investimento al nord come al sud. Quale sarebbe l’analisi costi/benefici delle innumerevoli piste ciclabili, mai realizzate, negli ultimi 20 anni? E le auto elettriche, di cui si parla da decenni ? A che punto sono?

 

Caro Direttore, leggo quanto scrivono Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici .Che cosa ne pensano i tuoi lettori ? Quale è la loro opinione? 
Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l'euro e il dialogo sociale, nonché per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Tutte le economie dell'UE sono destinate a crescere quest'anno 2019 e l'anno prossimo, il che porterà ad un aumento dei posti di lavoro. Tuttavia, l'incertezza e i rischi, sia interni che esterni, sono in aumento e iniziano a rallentare il ritmo dell'attività economica.
Dobbiamo restare vigili e intensificare gli sforzi per rafforzare la resilienza delle nostre economie. A livello di UE ciò comporta l'adozione di decisioni concrete sull'ulteriore rafforzamento della nostra Unione economica e monetaria. A livello nazionale, diventa ancora più urgente costituire riserve di bilancio e ridurre il debito, garantendo al tempo stesso che anche le fasce più vulnerabili della società possano godere dei benefici della crescita”.
Domanda: e da noi, con il governo Conte, diviso su tutto, ci sarà un miglioramento? Esprimete la vostra opinione.
Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “L'economia europea mantiene un andamento positivo, con una graduale flessione della crescita. Questa situazione dovrebbe confermarsi nei prossimi due anni, alla luce del fatto che la disoccupazione continua a scendere a livelli mai registrati da prima della crisi. 
Il debito pubblico nella zona euro continuerà a scendere, mentre il disavanzo resta nettamente al di sotto dell'1% del PIL. In un contesto internazionale sempre più incerto, i responsabili politici, sia a Bruxelles che nelle capitali nazionali, devono puntare a far sì che la zona euro sia forte abbastanza da far fronte a ciò che avrà in serbo il futuro”.
Domanda : e per noi, con la massa crescente dei senza lavoro e di poveri pensionati, cosa ci riserba il futuro? Che ne pensate?

 

Caro Bartolino,
Per Natale voglio anch’io una bomboletta urticante. Per sicurezza. Non c’è ragazzino che accanto al telefonino non abbia una o due bombolette di spray urticanti. Per difesa, o per bullismo? Migliaia di fanciulle, minorenni, appena svezzate, se lo tengono stretto lo spray urticante, a portata di mano. Ce ne sono di ogni tipo e forma. Il mercato ne è strapieno. Le vendite vanno a gonfie vele. Il mercato è libero, nessun controllo. In Svizzera sei registrato, ti possono rintracciare. In Italia no. Per sicurezza, si entra in discoteca solo se si ha ben carica la bomboletta urticante. Meglio averne due. I prezzi vanno da euro 19.90 per Top Como a 39.90 per Pepper Gun. Centinaia le offerte, le promozioni, i ricicli, . ….Chi controlla il contenuto ? Dentro alle bombolette che tipo di “ spray” ci mettono? Quale veleno? Nessuno lo sa. Nemmeno Salvini. Discoteche, non biblioteche, assicurano un sano divertimento, un moderno processo formativo, evolutivo, sempre piu’ alla moda. Da noi le discoteche abbondano. Ce ne sono ovunque anche in edifici , insani, insicuri, in luoghi disabitati. Le famiglie ci mandano, appena possono, i loro figli. “ Vai a divertirti, te lo meriti”. Scalpitando i teneri minorenni si precipitano in discoteca, la mamma : “ ti sei preso la bomboletta urticante”? Mi raccomando.
Le discoteche sono a pagamento, con prenotazione obbligatoria, per entrare il costo è di pochi euro, ma il salasso arriva quando hai sete. Non bastano 30 euro. Poi si riempiono oltre misura, anche di tanti abusivi. Ti trovi stritolato dalla calca. Non sai come girarti. Dentro, circola di tutto. Con la musica ossessiva al massimo, si suda, si urla, cresce la sete, spunta il mix energy drink e superalcolici. Non hai tempo di riflettere. Nelle bevande, spesso , si nascondono droghe, come ecstasy, Lds, Pcp, Ghb, Sped, Special K,. Tutto per eccitare i peggiori istinti. Chi gestisce la discoteca sa manovrare i tuoi appetiti. Ti incanta con le sue offerte. Chi le gestisce sa come rifornirsi per la clientela crescente.
Chi frequenta una discoteca rischia la vita. Le discoteche oggi sono luoghi insicuri, pericolosi.. Spesso scoppiano risse, accoltellamenti, bastonature, feriti. Molti sono i furti. Vere e proprie aggressioni contro le ragazzine, le piu’ ricercate sono le minorenni. In estate gli stupri, le violenze, non si contano.
Riporto la Cassazione 24 ottobre 2011 n. 3116:” Anche gli spray a base di sostanze urticanti sono stati considerati aggressivi chimici se idonei a compromettere l'integrità dell'organismo umano, anche solo in via temporanea (vedi recentemente Sez. I, n. 6106 del 13.1.2009).
L'articolo 2, comma 3, della legge n. 110 del 1975 include in via generale le armi ad emissione di gas nella nozione di armi comuni da sparo. In applicazione di tale norma la Corte ha più volte ritenuto che anche le bombolette di gas -lacrimogeno o paralizzante - dovessero rientrare nel fuoco di tale normativa (vedi sez. I, n. 44994/07 e sez. I, n. 21932/06). Dunque gli spray offensivi sono armi da guerra se contengono aggressivi chimici o biologici con spiccata potenzialità offensiva, ed armi comuni da sparo negli altri casi, ed il loro porto in luogo pubblico è soggetto alle sanzioni previste dalla legge n. 895/67. “
Tutti i nostri figli e nipoti sono in pericolo. Lo spray urticante è una arma letale.
La Lombardia è la Regione piu’ insicura d’Italia, per l’altissimo numero di crimini.
Il Ministro Salvini chiuda tutte le discoteche italiane che vendono la morte , insicure, inagibili. Faccia piazza pulita della mafia che le finanzia. Le trasformi in tante belle, sane, intelligenti biblioteche. Avrà milioni di voti.

---- “ Io sto con Fredy”..Armiamoci e partite…sparo io, tu no! Grande scontro tra italiani oggi su RAI TV TRE .. “ Agorà”, urlacci e provocazioni, di nessuna utilità…senza capo e ne coda..solo enorme confusione... italiani divisi su tutto, “ Decreto sicurezza” ..tutto il contrario del ..” bene comune”…
Siamo di ritorno…al governo dei “ Vendicatori””….”I Magnifici Sette”.. da una parte chi vuole armare tutti per sparare a vista “ agli altri” ( oltre il 98% dei social )…urlano invettive..: “ io sto con Freddy… e faccio fuoco. .bum morto ammazzato...) …applausi.. dicono che “ ha fatto bene a sparare” , che a loro volta ( gli sparati) non dovrebbero-per legge- indossare armi. La nuova legge del governo italiano : Io sparo , lo ha deciso e votato Il 98% del governo. 
Questi italiani “ figli del diritto”, oggi al governo.. inferociti, vedono pericoli ovunque.. uccidono il prossimo ... e ne sono felici....sono gli stessi italiani, nati ed allevati nel ventennio di Benito Mussolini…Lui si che ne capiva..” l’aratro ( del contadino) traccia il solco, ….la spada ( polizia militarismo, forze armate ) lo difende. Dove è finita la “ Civiltà del Diritto”?? A che serve “ studiare”?? 
Donald Trump ha le idee chiare. . “ shoot you first , tha’s fine”.

---Caro Direttore,

lo leggo dalla Stampa:

S.O.S…, truffe in aumento,
“Un pensionato viaggia sulla statale 29, diretto a Santena (TO). Gli si affianca una Golf di colore grigio con a bordo due uomini. Uno di questi gli ha mostrato un “ falso”tesserino: «Siamo carabinieri, accosti». L’uomo si ferma e mostra i documenti. «Dobbiamo fare una perquisizione domiciliare» dice uno dei due. «Perchè?» domanda il pensionato. «Glielo diremo una volta a casa». . Il pensionato risale sullo scooter e si avvia seguito dall’auto dei malviventi. Una volta arrivati a casa a Santena i due dicono al pensionato: «Stiamo indagando su una partita di banconote false. Il numero della matrice comincia con S. Se ha dei soldi in casa ce li mostri» ordinano. La vittima aveva ritirato negli ultimi due mesi cinquemila euro perchè aveva in programma di partire per un viaggio. Va a prenderli e li mostra ai truffatori. Mentre questi esaminano le banconote il pensionato comincia ad avere qualche dubbio: «Non mi convincete, chiamo il 112, ridatemi i soldi». A questo punto, i finti carabinieri, vistosi scoperti, spruzzano uno spray urticante sul viso del pensionato e fuggono. Bastano pochi minuti e si dileguano. Quando la vittima si riprende dei malviventi e dei soldi non c’è più traccia. I carabinieri della compagnia di Chieri stanno indagando, in queste ore passano in rassegna le telecamere in zona. La vittima ha descritto i truffatori: due uomini di mezza età, parlavano italiano correttamente.

---Caro Direttore, cresce ovunque l'insofferenza per il " turista -massa".
Il problema richiede risposte urgenti, concrete a tutti i livelli amministrativi e governativi.
Riporto ciò che leggo dalla stampa.
" La settimana scorsa, a Barcellona , 11 città europee si sono date appuntamento per fare fronte comune contro il fenomeno. Si tratta della SET – Rete di Città del Sud d'Europa di fronte alla Turistificazione, in spagnolo: Red de Ciudades del Sur de Europa ante la Turistización.
La nuova piattaforma-a livello europeo- raggruppa entità private, gruppi, e collettivi spontanei, di varie opinioni, non istituzionali e indipendenti, tutti accumunati dalla protesta contro il turismo di massa. Una rete, nata l'anno scorso dopo un forum a Palma de Maiorca, di cui fanno parte 16 città dell'Europa meridionale: Barcellona, Venezia, Firenze, Valencia, Girona, Malaga, Palma de Mallorca, Madrid, Lisbona, Donostia/San Sebastián, Siviglia, Ibiza, Pamplona, Malta, Tarragona e le isole Canarie.
Siamo alla lotta di classe, tra chi può godere di posizione dominante, strategicamente posizionato tra i flussi del ricco turismo di massa, e chi continua a solo a guardare. Tra chi gode e vive tra un continuo, sicuro flusso di reddito, tra imbarcazioni di lusso, gente di classe superiore, chi non trova lavoro, pena e non mangia. Dove l'economia tira, i profitti sono ingenti, il pubblico ne è attrattato, affascinato, si vende di tutto, anche senza licenza, tutto è scandalosamente permesso. E poi si scoprono i cumuli di rifiuti per terra e nel mare. Antichi monumenti vengono depredati, l'ambiente diventa una pattumiera, i vandali la fanno da padrone. E i danni sono a carico nostro. E i poveri contribuenti diventano schiavi del turismo e pagano .
Per attirare turisti il mercato esige di far loro permetter ogni tipo di abuso? In Svizzera ciò non sarebbe mai permesso. I turisti che amano la Svizzeera sono forse diversi da quelli che arrivano in Italia?

Ovviamente è chiaro l' interesse politico nel manovrare la nuova, potente lobby - industria-turismo-massa-mondiale,renderla sempre più unica padrona, favorendo l'investimento di enormi capitali finanziari, dove il fisco spesso lascia correre, e dove una limitata élite ne gode i frutti. Il fenomeno sta crescendo ovunque.

Innanzitutto politicamente il nuovo governo quello che vuole farsi chiamare... " del cambiamento" che cosa intende " cambiare"? Intende forse continuare a mantenere l'uso improprio , speculativo del patrimonio pubblico, che permette ad una classe dominante di usare a suo piacimento, libera da intralci, inestimabili beni della collettività nazionale, sottratti alla comunità dei semplici cittadini-contribuenti, oberati da tasse, sempre assenti dal banchetto, dai posti di governo e di comando , privati dei loro diritti non godendo di alcun beneficio?
Venezia, ad esempio, con oltre 25 milioni di visitatori all'anno, migliaia su grandi navi, oltre agli "escursionisti giornalieri" che trascorrono tra le isole in laguna, ristoranti , bar e musei, negozi e boutique almeno 24 ore, è oggi sono un enorme problema politico-sanitario - oltre di sicurezza nazionale anche a causa di una assoluta mancanza di controllo- regolamentazione fiscale, che alimenta una economia basata sulla permessività e sull'evasione contributiva.
Come controllare e bloccare il flusso? Recentemente sono stati posizionati ovunque i tornelli blocca-turisti. Il Comune vuole ridurre l'enorme fiume di turisti - giorno e notte- che ogni estate indonano le calli. Non si respira. Tutti in fila lungo percorsi alternativi per raggiungere Piazza san Marco.
In Spagna, Daniel Pardo fa parte dell'Assemblea de Barris per un Turisme Sostenible (ABTS) di Barcellona, dove solo a giugno sono attesi più di 800mila visitatori secondo stime del municipio. "A Barcellona puntiamo ad una politica globale di riduzione del settore turistico".
Lo scorso maggio, il sindaco della città, Ada Colau, ha presentato la "Strategia di Gestione del Turismo Territoriale", un programma che mira, tra gli altri obiettivi, a lavorare a livello territoriale per ridurre gli effetti negativi sulla popolazione residente.
Il tema è sentito a tutte le latitudini anche commerciali. Ovunque l'opinione pubblica sta reagendo contro il turismo di massa, come viene concepito oggi.
L'impresario Pau Guardans, di Único Hoteles, ha spiegato al First Barcelona Global Summit che, tra gli obiettivi della sua attività c'è anche quella di incrementare l'impatto economico dell'industria turistica tra i vicini e trovare formule di migliore convivenza anche dal punto di vista di equità fiscale. Sabato scorso, proprio nel giorno finale della 108ª riunione del consiglio consultivo della Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), a Donostia/San Sebastián, la piattaforma Bizilagunekin ("Con i vicini", in basco) ha convocato una manifestazione di piazza. Anch'essa è parte della rete SET che proprio nella città basca ha presentato il suo manifesto e punta, a lungo termine, a riunirsi almeno una volta all'anno."
E cosa state pensando di fare per tentare di arginare nelle Isole Eolie - meravigliose farfalle delicate posate sul mare- , il prossimo arrivo di masse di turisti assai disordinate, incivili e prepotenti?

Sto leggendo i tanti commenti..chi in odio a Mattarella ...chi lo vuole cacciare, chi lo insulta, chi invece ha le idee ben chiare.. .. apriamo bene gli occhi e svegliamoci, attenzione: gli ottantacinque giorni di controversie politiche del duo Salvini-Di Maio - perfetti imbroglioni- hanno inciso non poco sulle tasche degli italiani. Solo negli ultimi 20 giorni, tra titoli di Stato e perdite in Borsa sono stati bruciati 20 miliardi di euro di sacrifici e lavoro..
E in tre settimane ogni italiano -anche chi non ha niente- ha perso duemila euro. .
Leggo che: ".... una famiglia tipo, composta da due adulti e due bambini, è - grazie a Lega e m5s ....più povera di circa ottomila euro.
Nel complesso, il valore finito in fumo tra titoli di Stato, obbligazioni emesse dalle aziende, e azioni in Piazza Affari è di addirittura duecento miliardi: quasi il doppio delle risorse che il "contratto di governo" che con tanta falsità si proponeva di distribuire in cinque anni.
Costoro , liberi da ogni controllo, agiscono come fossero dei capi assoluti, insultando chi non la pensa come loro, capi dei capi, politici mafiosi, in odio alla democrazia, ai diritti, forti dei voti .. intendevano ( e intendon tuttora) attentare allo Stato, alla sicurezza. all'economia, e alla democrazia.
Il Piano B dei signori leghisti--( quello di cui noi non si doveva sapere nulla) ..con a capo il super ministro Professor Savona ..... che sarebbe scattato notte tempo, senza far rumore, contro ogni forma e controllo democratico e di ogni legge, esiste tuttora ...nelle loro teste..è nel loro prossimo programma elettorale.... mira alla totale defenestrazione dei nostri risparmi e la morte dell'Euro. Un vero massacro . Fermiamo da subito questo odioso Colpo di Stato.

---Mi auguro che il professor Giuseppe Conte sappia da subito coraggiosamente dotarsi di ottimi , capaci, lungimiranti, intelligenti, vigili e severi ministri, che diano speranza di giorni migliori a milioni di italiani oggi ridotti in miseria.
Tutti noi guardiamo con fiducia al nuovo governo. Il problema diventa serio , se invece i suoi due " Padrini" gli imporranno " il pizzo ". Vogliamo cozzare contro l'iceberg " Europa", distruggere anni di duro impegno di milioni di italiani, metterci di punto in bianco contro solenni trattati internazionali, non tenendo conto che esistono USA e Cina pronti a far di noi un solo boccone? Ma ci rendianmo conto che questo è follia?
Vogliamo uscire dall'euro e trovare domani mattina subito il kg di pane a 100 dollari ?
E se il suo nuovo ministro dell'economia ci imponesse di autodistruggersi abolendo l'euro, o peggio ancora staccarsi brutalmente dalla Madre Europa, ultimo nostro rifugio, Unica Nostra Patria fin dai tempi di Carlo Magno?
Al momento noi del popolo, siamo in attesa di:
A) poter uscire di casa senza essere derubati, stuprati, svillaneggiati, o assassinati, poichè le nostre abitazioni sono diventate insicure, le nostre vie pericolose, i posti di lavoro sempre più rari ed insicuri , i trasporti vecchi insufficienti ed inquinanti, l'aria irrespirabile, i nostri mari hanno perso ogni bellezza, i rapporti sociali sempre più difficili, litigiosi, confusi, odiosi, rancorosi ovunque siamo immersi nella malavita nostra ed internazionale, covi di terroristi, di derelitti, assieme ai vasti traffici illeciti di tanti veleni che imperversano sull'intero territorio, saccheggiando la nostra cultura, la nostra scuola, i nostri beni, il nostro futuro, stanno ammorbando le nostre famiglie, i nostri figli, assieme alla spaventosa corruzione in ogni angolo della nostra publica amministrazione che turba ogni villaggio e comunità.
B) poter essere liberi di noi stessi, di poter esprimere ciò che ci preme, di non essere schiavi del " mercato", di banche e banchieri, di tanti bilanci truccati , falsificati, di comodo, di essere oberati da una amministrazione incapace, lenta e decrepita, odiosa ed ipocrita, di vivere in ansia, di non essere sicuri del domani, di soffrire ogni angheria da parte dei poteri forti, della Casta dei ricchi speculatori, di coloro che detengono il Potere, che non condividono le ristrettezze, che producono solo miseria, di non trovare giustizia, di essere sfruttati per un pezzo di pane, dei tanti che non versano le loro tasse, dei tanti che speculano sulla vita dei tanti italiani costretti alla miseria. Siamo fortunati di vivere in un meraviglioso territorio, ricco di ogni bene, un vero paradiso terrestre, che ogni altro popolo ci invidia.
La colpa è tutta nostra se non siamo capaci di amarlo, rispettarlo e capirlo. Non c'entrano un fico secco i Trattati di Roma, e l'Unione Europea, e nemmeno la Germania o la Francia.
Siamo noi i suoi peggiori detrattori, siamo noi gli unici colpevoli della nostra egocentrica immaturità.

Il nostro ringraziamento vada innanzitutto al Presidente della Repubblica per il suo generoso, instancabile impegno nella difesa della nostra Costituzione.
Ringraziamo il professor Giuseppe Conte per aver accettato l'incarico ( con riserva) quale nostro "avvocato" difensore dei nostri diritti e dei nostri doveri.
Una domanda : quanto ci costa questa nuova parcella?
** il 24 maggio 1918..." II Piave mormorava,calmo a placido al passaggio dei primi fanti, il ventiquattro maggio:
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera, per far contro il nemico una barriera..."

Caro Direttore,
sto leggendo un interessante saggio che propongo ai tuoi gentili lettori. Si tratta del libro dal titolo " La congiura dei somari" , edito da Rizzoli e scritta da Roberto Burioni, medico e professore universitario di microbiologia e virologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Da quanto osservo , nell'altalenante pasticcio costituzionale di sali e scendi, di lunghe elaborate nebulose tattiche per poter giungere ad accoppiamento spesso " extra vagina", costretto da vergognose copule, embrione pasticciato da una pluralutà di padri, non credo che gli italiani si siano resi conto di essere stati turlupinati e doppiamente fregati.
"Un somaro – scrive Burioni – è un essere tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate.
Non avendo l'idea della complessità delle cose, le immagina semplicissime e quando incontra qualcuno che gli svela la sua profonda ignoranza, lo apostrofa come superbo, borioso, non rispettoso delle opinioni altrui.
Il fatto è che la scienza , soprattutto quella che riguarda il governo dei popoli, assai complessa e delicata, irta di ostacoli, non è di per sè democratica , come malamente oggi la si cerca di gabbare, perché la velocità della luce non si decide per alzata di mano".

 

---"La stampa ed i giornalisti sono sempre al Servizio per far emergere la Verità, per informare l'opinione pubblica, con occhio vigile e cuore fermo, senza mirare a riconoscimenti o premi, senza trarne alcun vantaggio personale".
Stiamo molto attenti e vigiliamo sui nostri figli.
Papa Francesco durante il suo viaggio in Cile a metà gennaio, aveva incontrato decine di giovani vittime di gravissimi abusi sessuali, aveva anche difeso il vescovo di Osorno Juan Barrios, sospettato di aver nascosto la verità sulle violenze da parte di padre Fernando Karadima, condannato in Vaticano nel 2011. Francesco ha subito disposto un'indagine affidata in febbraio all'arcivescovo Charles Scicluna: 64 testimoni sentiti a Santiago del Cile, 2300 pagine. Prima dei vescovi, ha ricevuto le vittime. Cruz, James Hamilton e José Murillo hanno accusato in particolare i cardinali Ricardo Ezzati, arcivescovo di Santiago e Francisco Javier Errázuriz, l'emerito che fa parte del «C9» del Papa: «Sono criminali». Errázuriz non ha presentato rinuncia perché è in pensione e a Roma si è mostrato indignato, «mi diffamano, il Papa ha detto che l'ho informato bene».
Su un quotidiano cileno si legge: "De 15 a 17 de maio, foram convocados 34 bispos do Chile para se reunir com o papa Francisco depois dos graves erros e omissões na gestão dos casos de abusos sexuais, sobretudo em relação ao caso de Juan Barros, acusado de encobrir o sacerdote Fernando Karadima. Todos os bispos chilenos apresentaram sua renúncia ao papa Francisco pelos casos de abusos sexuais, depois de terem se reunido com ele durante três dias no vaticano, anunciaram em uma nota conjunta."
A conclusione del vertice straordinario in Vaticano il Papa ha immediatamente convocato tutti i vescovi accusati di abusi sessuali a Roma per affrontare il gravisssimo scandalo dei tanti preti pedofili cileni che stanno causando all'intera comunità cristiana danni e pregiudizi. Tutto ciò è emerso da una serie di precise indagini coordinate e da testimonianze incontrovertibili. Sta di fatto che i 34 vescovi cileni hanno rassegnato in blocco le loro dimissioni nelle mani di Francesco, che deciderà il loro destino. La Conferenza episcopale del Cile chiede perdono alle vittime dei sacerdoti abusatori e ringrazia la stampa internazionale per il «servizio alla verità».

Caro Direttore,
Negli ospedali siciliani arriva il 'Bed manager', commenta Fsi-Usae: ''Bene, ma non è sufficiente a garantire sicurezza",
Ma chi è e cosa fa il " Bed manager"? Si tratta di un nuovo presidio ospedaliero che avrebbe il compito di - non appena ricevuta la chiamata da parte del paziente, di attivarsi e verificare la disponibilità immediatamente del tuo letto ospedaliero.
Da domani si cambia: il " Bed manager", al fine di non intasare con lunghe code i pronto soccorso, interviene fin dal momento della chiamata al 118. I tempi si dimezzano solo se si razionalizza, si interviene a monte al fine di ottimizzare l'afflusso dei pazienti, sempre più numerosi, che intasa spesso il Pronto Soccorso. Da domani tutti i pazienti in entrata saranno monitorati con tempestività al fine di ridurre al minimo i loro tempi di attesa.
Il "Bed manager" sarà sempre coordinato con tutte le chiamate del 118 . Si tratta di una figura manageriale di infermiere esperto, competente, preparato, con esperienza, che conosce i vari protocolli . Il " Bed manager" si coordina con l'intera struttura ospedaliera, indirizza, segue il paziente e sa dove e come attivare il sistema nel miglior modo possibile per ogni tipo d'intervento, di visita, di controllo, spesso urgente, di cui ha bisogno
Di fatto l'utilizzo del "Bed manager" ha il compito di far diminuire i tempi di attesa e degenza media in Pronto Soccorso, spesso sovraffollato, ridurre eventuali errori dovuti a ritardi o disguidi dei vari ricoveri. Si tratta di una innovativa figura di professionista infermiere, retribuito adeguatamente che gestisce il delicato percorso fin dall'entrata in cura del paziente, che necessità da subito fin dall'arrivo in ospedale di una rapida diagnosi al fine di raggiungere al più presto la migliore struttura medica assistenziale. Più presto è meglio è.
I diritti del malato, inoltre, consistono in una serie di princìpi generali che i servizi sanitari sono tenuti a fare rispettare, secondo quanto stabilito dal modello ministeriale di Carta dei servizi pubblici sanitari.
•Articolo 1 - Il paziente ha diritto di essere curato e assistito con premura e attenzione, nel rispetto della dignità umana e delle proprie convinzioni filosofiche e religiose.
•Articolo 2 - In particolare, durante la degenza ospedaliera ha diritto a essere sempre individuato con il proprio nome e cognome anziché, secondo una prassi che non deve essere più tollerata, con il numero o con il nome della propria malattia. Ha, altresì, diritto a essere interpellato con la particella pronominale "Lei".
•Articolo 3 - Il paziente ha diritto di ottenere dalla struttura sanitaria informazioni relative alle prestazioni dalla stessa erogate, alle modalità di accesso e alle relative competenze. Lo stesso ha il diritto di poter identificare immediatamente le persone che lo hanno in cura.
•Articolo 4 - Il paziente ha il diritto di ottenere dal sanitario che lo cura informazioni complete e comprensibili in merito alla diagnosi della malattia, alla terapia proposta e alla relativa prognosi.
•Articolo 5 - In particolare, salvo nei casi di urgenza in cui il ritardo possa comportare pericolo per la salute, il paziente ha diritto di ricevere le notizie che gli permettano di esprimere un consenso effettivamente informato prima di essere sottoposto a terapie o a interventi; le dette informazioni debbono concernere anche i possibili rischi o disagi connessi al trattamento. Ove il sanitario raggiunga il motivato convincimento dell'inopportunità di un'informazione diretta, la stessa dovrà essere fornita, salvo espresso diniego del paziente, ai famigliari o a coloro che esercitano la potestà tutoria.
•Articolo 6 - Il paziente ha, altresì, diritto di essere informato sulla possibilità di indagini e trattamenti alternativi, anche se eseguibili in altre strutture. Ove il paziente non sia in grado di determinarsi autonomamente, le stesse informazioni dovranno essere fornite alle stesse persone di cui all'articolo precedente.
•Articolo 7 - Il paziente ha diritto di ottenere che i dati relativi alla propria malattia, e ogni altra circostanza che lo riguardi rimangano segreti.
•Articolo 8 - Il paziente ha diritto di proporre reclami che debbono essere sollecitamente esaminati, ed essere tempestivamente informato sull'esito degli stessi.

Ovviamente ci si aspetta un calo del sovraffollamento nei locali ospedalieri. Occorre far presto e bene. Si continua a segnalare, tuttavia, che gli ospedali siciliani non siano sicuri. Esistono gravi criticità e carenze di sicurezza. Spesso i pazienti rimangono isolati, lamentano la poca assistenza, spesso di notte, il personale è scarso, i ricoverati si sentono senza protezione. Il problema è urgente. Grazie alle numerose denunce è stato presentato un disegno di legge per l'istituzione di adeguati posti di polizia negli ospedali di primo e secondo livello.
Fonte: Palermomania.it 

---E i Turisti dove li mettiamo? Lipari, che cosa intende promuovere? Venezia li blocca?
Firenze ama i turisti e ha sviluppato un innovativo sistema di trasporto verso la Città.
Stop al traffico in città.Dal 2 maggio 2018 tutte le linee FlixBus giornaliere e di interconnessione avranno come fermata il parcheggio Villa Costanza di Scandicci, l'infrastruttura gestita da UniPark, società del Gruppo CFT, raggiungibile sia dall'autostrada A1 che dal centro della città con una corsa di appena 22 minuti sulla linea T1. Le tratte notturne continueranno invece a partire dalla fermata di piazzale Montelungo.

Viaggiare in bus, o in auto. Tutte le strade portano a Firenze che si collega strategicamente con l'Europa: accordo siglato tra FlixBus, leader europeo della mobilità in autobus, e Villa Costanza, l'innovativo parcheggio scambiatore autostradale auto-tramvia scelto come nuova autostazione per le oltre 100 connessioni e i nuovi collegamenti internazionali diretti con, Praga, Barcellona e Spalato. Sono 487 i posti auto complessivi di cui 10 per disabili. Le tariffe della sosta sono state elaborate per offrire soluzioni vantaggiose e flessibili in grado di soddisfare diverse esigenze.
Si va da 1 euro per la prima ora, a 2 euro fino a 4 ore, 4 euro fino a 8 ore, 7 euro per l'intera giornata.

C'è inoltre la possibilità di attivare abbonamenti mensili (30 euro) e annuali (500). Si può pagare direttamente dentro la struttura o con telepass. Prevista la sosta anche di bus turistici (25 stalli): grazie a un accordo tra Unipark e Eurolines-Baltur oltre 40 linee interregionali e internazionali si potranno fermare qui a una tariffa super scontata, 100 euro al giorno.

Una media di 160 presenze giornaliere, praticamente raddoppiate in circa sei mesi. I dati sono emersi durante l'incontro di aggiornamento sullo sviluppo del parcheggio scambiatore di Villa Costanza, il primo "Drive and Tramway" d'Italia, grazie al quale si può lasciare l'auto in sosta senza uscire dall'Autostrada, salire in tramvia e raggiungere il centro di Firenze in pochi minuti.
Una soluzione che abbatte i costi. Migliora la vita.
Gratis i primi 30 minuti.

Andando a letto, riflettendo, non riuscendo a prendere sonno..."Non so per voi che avete la pazienza di leggermi, ma per me tutto quelle sante, brave regole del " buon vivere " che abbiamo " trasmesso" ai nostri figli sono sbagliate. Anzi sono- oggi- un controsenso.
Ci siamo impegnati per anni nell' " educare" , pensando di stare nelle " norme" ed è stata una vera catastrofe.
E voi che cosa fate?

Ma non ci rendiamo conto che tutto il " panorama" , l'intera struttura dei rapporti umani sono cambiati? E tutto muta rapidamente. I futuri genitori dovranno fare i conti con enormi trasformazioni sociali, inevitabilmente scontrandosi con una nuova generazione, i cui interessi sono totalmente diversi dai vostri. Che cosa vale la pena di insegnare?
Quale sarà il futuro del legame più solido che sostiene l'intero assetto famigliare? La domanda: "Perché avere figli? Una impresa titanica, affrontare mille e mille sacrifici e impegni se poi noi genitori che cosa contiamo?.
Che cosa oggi apprendono dalla scuola? e dalla famiglia? Ma è sicura la scuola, dove ognuno entra armato? Dove si picchiano, si insultano gli insegnanti?
Come si fa ad insegnare loro , se non si sa che cosa? Come possiamo vivere senza regole, dove tutto diventa confuso, labile? Se tutto diventa il contrario di tutto.

In un mondo sempre più volgare, ignorante, malvagio, violento, i nostri figli come potranno vivere?.
Il sistema lo vuole. La politica rappresenta il peggio del pegggio, con le massime istituzioni sempre piu' incapaci di gestire il potere, se non succubi dei peggiori nemici della democrazia, esasperando i rapporti sociali. I conflitti tra i partiti , la profonda disunione, i loro falsi messaggi, le loro ipocrite azioni, non sono dinamiche democratiche , sono atti criminali, che alterano la volontà del popolo. Il sistema dovrebbbe funzionare per creare il " buon cittadino". In realtà forma solo degli " utli idioti", una massa di cittadini passivi e conformisti, che votano per il partito che maggiormente sembra promettere.. e li attira nella sua trappola mortale. Come formare un governo in mezzo a tanta ipocrisia? E tutti noi diventiamo vittime. Non siamo piu' cittadini.. Siamo tante mosche già prese nella rete del ragno. Ecco che nostro figlio diventa sempre più qualcosa che non ci appartiene, non è nostro, ma individuo da " sfruttare", un semplice ingranaggio, spesso inascoltato, non un essere umano al quale dare attenzioni, cure e amore.

E cosa offre questa società , di cui ogni giorno vediamo la spaventosa, orrida faccia.
Tutto ciò porta a una maggiore diffusione dei semi dell'egoismo e dell'individualismo più sfrenato come nell'ambito dei rapporti familiari e personali. Famiglie, dove una volta regnava la pace, diventano covi di conflitti. L'intero corpo sociale si ammala di miseria morale che non potrà che dare frutti velenosi .Un altro capitolo che diventa area di contrasti profondi è il momento del fidanzamento . O peggio del matrimonio. Che ne so io di quella donna? Se sei tu che hai scelto quell'uomo o quella donna io che c'entro? Magari lo hai fatto di testa tua. Hai chiesto il mio parere? Perché io dovrei fingere di accettare cio' che non mi piace ? Posso forse legarmi e affezionarmi a questa persona che magari mi detesta? Come posso fingere a mia volta? Ecco un perfetto sconosciuto/a, che si è inserito/a, nella nostra famiglia, senza il nostro volere. Parenti una volta uniti, diventano tanti serpenti.

E ancora: "Dato che tu non hai chiesto o ascoltato il mio parere su quella persona, se questa non ti sta più bene, litigate ogni momento, vi insultate, vi odiate, perché io dovrei dispiacermi e preoccuparmi? Sono impotente. Sono stanco ed avvilito. Sono vecchio.
Vi prego: evitate di coinvolgermi nelle vostre beghe.

---Macron e la May bombardano le " armi chimiche" in Siria.
E noi con chi stiamo?
Gentiloni non sa che pesci pigliare. " datemi un cambio, uno straccio di sostituto". Alfano è in ferie, mentre volano missili di Trump?
Cosa fanno i vertici della Repubblica. "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur": resta tutto come prima, non è che una farsa.
Nessuno sembra in grado di tracciare una ben che vaga soluzione, già defunta sul nascere.Tutto sta diventando buio pesto.

Una Italia con i massimi vertici che si baloccano con vinti e vincitori, tutti in totale disaccordo, in costante contraddizione, obiettivi in contrasto con la " politica del fare" .Capi partito ombrosi, testardi ed incapaci.

Illuminante è il non funzionamento delle " consultazioni" , una lunga agonia, di una impotenza progettuale del " saper gestire", onde progettare il potere di fare, di decidere, di programmare. Dove andiamo a sbattere?
Si apre una profonda frattura tra la volontà popolare che ha espresso cosa vuole, e chi vuole al governo, e le Istituzioni, le potenti lobbies di potere, che da sempre hanno governato, facendo il bello e cattivo tempo, secondo i loro programmi, imponendo le loro maggioranze.
Oggi mirano ad un ennesimo compromesso. L'occasione buona è proprio l'attacco in Siria.
Avremo -da subito- un governo su misura del Presidente. Buttate nell'immondizia le elezioni.
Ciò fa aumentare il profondo malessere dell'intera società, che si riflette interamente sulla crisi esistenziale dello Stato.

Caro Direttore,
leggo i commenti e riascolto le varie interviste rilasciate durante il recente Convegno di Napoli sul tema che interessa l'intero pianeta Terra.
Inutile nascondere che da quanto sappiamo siamo tutti a rischio , da nord a sud, isole comprese. Questa mattina Rai Tre comunica -secondo uno studio svedese- metà pianeta Terra non avrà più acqua entro il 2030. E quali sarebbero le strategie del governo dopo il 4 marzo? Non ho letto una sola parola, come se non esistesse.
Anche da noi il Po, che da vita all'intero ecosistema della pianura , è semepre più a secco. Non piove. L'estate , oggi fa paura, le piante seccano, si bolle, l'aria è velenosa. Si spera nel mare, che possa ridarci l'acqua, ma subito nascono altre grane, e ripiovono critiche, mentre i costi salgono, nessuno sa se l'acqua che beviamo sia buona e sicura.
Si sentono molte serie preoccupazioni, sono state avanzate delle proposte , confusamente si sono denunciati costi, malfunzionamenti, incuria, insipienza, speculazioni ed indagini. Mafie e Gomorra sono in azione.

L'acqua continua mancare. E da quanto si legge ovunque le città sono sempre più sporche, la " monnezza" aumenta. Tutto condito da tante indecisioni, pessima politica, scarsa attenzione. E chi paga, siamo sempre noi.
Sempre più brutti e sporchi.
Cosa vogliamo fare? E' a tutti noto che la "crisi idrica da termpo era prevedibile ed evitabile è dovuta a politiche scellerate che hanno consegnato ai privati la gestione delle risorse idriche senza mai pretendere una costante manutenzione e controllo delle reti e degli invasi. Così come quella dei rifiuti, frutto di anni di speculazioni che hanno visto la politica al servizio dei signori delle discariche senza nessuna programmazione per implementare il riciclo ed il riuso dei rifiuti."
Concreta è la posizione di Rosalba Giugni , Presidente di Marevivo , preoccupata della salute del mare, sempre più aggredito dagli interessi egoistici dell'uomo. L'architetto Giuseppe Taverna, responsbile gestione ed attuazione del servizio idrico integrato della Regione Sicilia che cosa sta realizzando concretamente? E come pensate voi che vivete di turismo, e grazie al turismo e di solo turismo, di soddisfare la domanda? Chi mai berrà l'acqua che non sa di nulla? E' evidente che abbiamo bisogno di una seria politica che faccia tornare pubblici i servizi essenziali, che serva non solo a garantire la collettività nei suoi diritti, ma anche ad evitare che i privati si arricchiscano sulla pelle dei cittadini».

Cosa possono fare i Sindaci dei vari comuni delle Isole? Poco o nulla ,come sembra di capire dall'intervento del Sindaco di Lampedusa,piuttosto deludente.
Stimolante è intervento della Dottoressa Giannina Usai, che ha saputo dare indicazioni, tracciando sinteticamente la necessità di un serio piano idrico/rifiuti su base nazionale.
Vogliamo fare insieme un salto all'indietro nella storia della Sicilia e della gestione dell'acqua ..oltre mille anni fà? E noi pensiamo di essere, saggi, innovativi, moderni, intelligenti e tecnologicamente avanzati?

" Siamo nell'anno 973...Il viaggiatore e geografo iracheno Ibn Hawqal, quando la Sicilia è governata dagli arabi, provincia del califfato Fatimida in visita a Palermo scrive:
"Scaturiscono intorno a Palermo acque abbondanti, che scorrono da levante a ponente, con forza da volgere ciascuna due macine; onde son piantati parecchi mulini su quei rivi.
Dalla sorgente allo sbocco in mare son essi fiancheggiati di vasti terreni paludosi, i quali dove [producono] canna persiana, dove fanno degli stagni, dove [dan luogo a] buone aie di zucche. (...) scaturiscono intorno a Palermo altre fontane rinomate (...) nella campagna meridionale, la Fawàra piccola e la grande; la quale sgorga dal naso della montagna, ed è la più grossa sorgente dell'[agro palermitano]. Servon tutte queste acque a [innaffiare] i giardini. (...) L'irrigazione de' giardini si fa più comunemente per mezzo di canali; chè molti giardini va, oltre i campi non irrigui, si come in Siria e in altri paesi.
Fonte: "(E Gabrieli - U. Scerrato 1979, pag. 734). "La maggior parte dei corsi d'acqua a nord della città sono impiegati per l'irrigamento dei giardini per mezzo di norias." (Abderrahman Tlili 1987, pag. 109.

Caro Direttore,
si avvicina il 4 marzo. Mi chiedo: come voteranno gli italiani all'estero? Gli italiani iscritti all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) sono oltre 5 milioni. "Italia Chiama Italia" informa che gli italiani nel mondo, oriundi compresi, sono circa 75 milioni. Oggi questi italiani, raro capitale umano, continua ad essere assai poco considerato, abbandonato a se stesso, dimenticando l'enorme potenziale ricchezza che rappresenta per l'Italia.
Siamo ricchi e non lo sappiamo.
Abbiamo bisogno di buoni managers. Un prezioso capitale umano, uno sterminato numero di imprenditori, studiosi, scienziati, professori, avvocati, medici, attori, scrittori, come ristoratori, artigiani, studenti etc..in ogni continente.

Sono anni che vivo tra Germania e Svizzera, tra Westfalia e l' Argovia, mi sono trovato immerso in una cultura concreta che predilige l'onestà, il lavoro, la serietà, dove non si tollera il disprezzo, l'incuria e la superficialità, ho incontrato italiani impegnati nel campo della cultura, dirigenti di azienda, managers, come tanti lavoratori , studenti , pendolari.
Ovunque gli italiani sono considerati sinonimo di bravi, onesti e capaci lavoratori. Dobbiamo ringraziare i nostri amici all'estero che hanno saputo impegnarsi, lavorano, producono, creano e costruiscono il futuro dei loro figli.
La situazione, al contrario, in Italia , oggi, è assai preoccupante.
Ovviamente se incoraggiata, come fanno altri paesi con i loro espatriati, questa forza italiana ricca d'iniziativa, plurilingue, preparata, potrebbe apportare ancora maggiore cultura , conoscenza e ancora più ricchezza, investimenti e posti di lavoro attraverso promozioni di inizitive economiche-culturali . Da quanto leggo non esiste alcun progetto governativo per realizare tutto ciò.

Il 4 marzo che cosa succede? Ecco il giorno che dovrebbe rappresentare un reale, concreto riconoscimento del valore politico-economico di tutti gli italiani all'estero, parte integrante della migliore Italia. Il nostro candidato eletto all'estero non sarà solo il deputato degli italiani , mero rappresentante i loro interessi , ma potrà essere un nostro ambasciatore fra l'Italia e gli altri espatriati nei vari paesi, ciò per poter contribuire insieme alla crescita culturale, dare preziosi suggerimenti e futuro ai nostri giovani, produrre nuovo benessere.
Ad oggi, i partiti italiani piuttosto egoisti, blindate le liste, divisi su tutto, hanno forse comunicato chi saranno i candidati in tutte le varie circoscrizioni?

----In Italia è tempo di elezioni politiche. I vari partiti, liste e listoni,mostrano il loro vero egoistico volto: affamatori, turlupinatori, megalomani folli.

Il benemerito Sultano - Presidente turco Erdogan , oggi ospite in una Roma blindatissima, accolto in Vaticano, e dalle massime autorità civili e militari repubblicane , mentre il suo esercito massacra i nostri amici curdi .

Un pazzo criminale avvolto nell'Italico -Tricolore , lanciata a folle velocità la sua automobile, in pieno centro cittadino spara raffiche di pistola verso i passanti , inneggiando alla " razza bianca", cercando di " stendere" più " neri" che può.

Un povero, miserabile profugo di origine nigeriana, noto spacciatore di droga, con tanto di permesso di soggiorno, circuisce ed abusa di una bella giovane ingenua ragazza italiana, la droga, l'uccide, la fa a pezzi, la squarta e ne nasconde i resti in due trolley,

A Torino, dove governa il 5 Stelle , nessuno controlla il limite di velocità : in pieno centro in una via trafficata da mane a sera , piena di gente , una donna sul marciapiede viene , in pieno giorno, spinta violentemente, cade a terra finisce stritolata sotto le ruote e massacrata per oltre trecento metri , resta ore abbandonata come un rifiuto sull'asfalto, mentre un carosello di auto-camion continua a passarci sopra, senza che nessuno se ne accorga.

---Chi ha lavorato a Torino tra Corso Marconi -sede centrale - e Mirafiori – impianti automobilistici- ha vissuto sulla propria pelle quali fossero le mire di Carlo De Benedetti che , dal 1974 al 1976, è stato presidente dell'Unione Industriale di Torino, ed il suo tentativo di controllare la Fiat.
Compagno di scuola di Umberto Agnelli, l'ing. Carlo De Benedetti giovane imprenditore rampante – possiede l'azienda paterna, la Gilardini - conquista la fiducia del fratello maggiore l'avvocato Gianni Agnelli che, nel giugno del 1976, gli propone di entrare in Fiat come Direttore Generale accanto a Romiti. Ottimo negoziatore, intelligente, spericolato, astuto quanto basta , Carlo De Benedetti accetta ma vuole la sua parte di comando di azionista Fiat.
L'avvocato Gianni Agnelli -convinto di aver fatto un buon affare- ha stima di De Benedetti, cede alle sue pressioni, acquista la stessa Gilardini di De Benedetti, una fiorente azienda operante nel settore della componentistica auto. Versa nelle mani di De Benedetti un sostanzioso pacchetto di azioni Fiat pari a circa il 5% del capitale sociale della sua Fiat.

Una volta in Corso Marconi, De Benedetti , spinge sull'acceleratore, non perde tempo e comincia a " tagliare" molte teste del vecchio management torinese
A De Benedetti non basta: mira a conquistare la maggioranza delle azioni Fiat, ha forse l' intenzione di rovesciare la " Dinastia Agnelli "?
La Fiat stessa è in difficoltà, il suo management è antiquato, sta cedendo quote di mercato, non ha modelli vincenti , manca di una moderna struttura operativa , soffre di un forte indebitamento, ha poca efficienza, gode di scarsa pianificazione, non ha logistica, non ha marketing, continua ricevere sovvenzioni dal governo di Roma.
De Benedetti conosce bene tutte le debolezze del mercato azionario italiano, si rende conto della debolezza della Fiat, sa dove mettere le mani, ha fiuto. In passato ha acquistato con pochi soldi molte aziende " decotte", male amministrate, che non se la passavano bene e le ha ristrutturate e razionalizzate inserendole nella sua azienda di cui ha il controllo con il 60% delle azioni.

Ma il suo soggiorno a Corso Marconi è di breve durata. L'idillio dura poco: tre mesi e la luna di miele con la dinasty piemontese dell'auto finisce. De Benedetti si dimette. Sulla vicenda si fece in quei mesi una varietà sconfinata di ipotesi. La più suggestiva riferiva di una scalata tentata dai due fratelli (Carlo aveva portato alla corte degli Agnelli anche Franco), alla Fiat con l'appoggio di una cordata svizzera. La verità, al riguardo, probabilmente non è ancora stata scritta.. Gli Agnelli, su indicazione di Mediobanca affidano la guida unica del gruppo automobilistico all'altro astro nascente del gruppo: Cesare Romiti che resterà al comando, imperatore indiscusso...

---l Nuovi Contributi per avviare Imprese al Sud Italia
Il dottor Angelo Sidoti ci ricorda una massima per la sana gestione dei nostri affari:
" L'aspetto organizzativo di un Ente, privato o pubblico, risulta oggi essere l'aspetto più strategico da gestire. Da esso discendono, ruoli responsabilità e analisi dei processi interni efficienza nella programmazione e quindi elevata possibilità di raggiungere risultati positivi. "
Colgo l'occasione per segnalare che Il Ministero per la coesione territoriale ed il mezzogiorno, ha emanato il bando Resto al Sud, a sostegno dell'imprenditoria giovanile nelle regioni dell'Italia meridionale.Il Bando Resto al Sud: al via le domande a partire da oggi 15 gennaio 2018. Oggetto: Contributi per avviare imprese al Sud.

Il bando è dedicato ai giovani imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni in possesso dei seguenti requisiti:
• residenza nelle regioni di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 91/2017 (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) al momento della presentazione della domanda, o nel caso in cui vi trasferiscano la residenza da altre regioni d'Italia entro sessanta giorni, oppure entro centoventi giorni se residenti all'estero, dalla comunicazione del positivo esito dell'istruttoria.
• Non essere già titolari di attività d'impresa alla data del 21 giugno 2017.
I giovani imprenditori interessati potranno presentare la domanda esclusivamente in formato telematico, per mezzo del sito appartenente al soggetto gestore Invitalia, dalle ore 12.00 del 15 gennaio 2018.

Le domande saranno valutate secondo l'ordine cronologico di invio, si consiglia pertanto di presentare la domanda il primo momento utile.

L'agevolazione consiste in un finanziamento pari a un importo massimo di € 40.000 per il singolo soggetto, cumulabile fino a un valore di € 200.000 nel caso in cui l'istanza sia presentata da più soggetti costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria. Il finanziamento risulta così articolato: 35% a fondo perduto e 65% finanziamento a tasso zero.

L'area Credito, Finanza e Confidi di Confindustria Bergamo si rende disponibile a offrire assistenza a supporto delle aziende per la predisposizione della domanda di agevolazione.

La scheda riassuntiva del provvedimento agevolativo è disponibile sul portale FinAgile all'indirizzo www.finagile.it. (Agevolazioni – Imprenditoria giovanile, femminile e start up – Incentivi nazionali).

---Canoni RAI TV : multe, mazzette e manette.

Amico caro, se non paghi il canone Tv entro marzo 2016... ti becchi una multa da 500 euro.

A Prima Pagina questa mattina il governo, in aggiunta...ti vuole ammanettare, come un delinquente...e mandare in carcere se non paghi il canone RAI TV. Bella Italia.

Se invece a casa hai una connessione internet, la Rai offre anche un servizio on demand...su richiesta...Veramente non capisco che cosa ? Demand a chi? Dicono che, per pura ipocrisia, basterà compilare un’autocertificazione e dichiarare di non possedere né tv né Internet, per essere risparmiati dalla tassa. Ma se oggi si spingono a far crescere i consumi, si vuole ricominciare a spendere...internet è ovunque..oggi..le connessioni elettroniche sono vitali per tutti..nel pianeta terra...in ogni continente...sui mari e sui monti...anche volando...Senza internet non si campa...

Accidenti al Progresso italico...E’ ancora da definire, però, il destinatario a cui inviare la richiesta di esenzione: se alla propria compagnia elettrica, oppure alla Rai, o infine all’Agenzia delle Entrate che avrà poi il compito di controllare eventuali morosi. Caos totale. Poche idde ma confuse. Vivere in Italia è ardua fatica..una burocrazia asfissiante...da abolire...

Dal governo fanno sapere che la strada più semplice appare quella della società fornitrice, perché conosce già la condizione abitativa e consumi del cliente, se è residente di prima o seconda casa, proprietario o semplice locatario. Bravi. Che caos di attribuzioni. Quanti costi inutili.

Leggo dal web:" Ma quanto ci costa la Rai TV? Con i suoi 13 mila dipendenti in organico (meno della metà a Mediaset, quasi 4 mila a Sky) di cui 1.700 giornalisti ripartiti in 14 strutture, tra redazioni e strutture corrispondenti, in più 40 mila collaboratori, 21 sedi regionali, 14 uffici di corrispondenza, 13 canali televisivi e 5 radiofonici.

Tra il 2006 e il 2010, la Rai ha perso quasi 260 milioni di euro nonostante gli enormi tagli ai costi inutili.Situazione che rimane pesante con debiti per 800 milioni di euro. Per far fronte a questa situazione, la Rai è costretta a continui debiti. Ha sempre fame. Non è mai sazia. Tg1 ad esempio lavorano 141 giornalisti, il doppio che al Tg5. Stessa situazione a Tg2 (123 redattori) e Tg3 (98).

Nessuno batte il Tgr che con i suoi 657 redattori batte tutti i record. Un esercito che dovrebbe essere in grado di abbattere qualunque altra testata giornalistica. E invece che cosa propone la RAI? Perchè non elimina le strutture obsolete, taglia gli appalti esterni che aumentanto i costi di produzione, mentre Mediaset e Sky grazie ad investimenti mirati riescono ad avere ricavi positivi. Oltre all'organico RAI anche i costi del personale sono pesanti. Ed io pago!

Basti pensare che il costo medio di un dipendente Rai è di 89 mila euro/ann , 30 mila in più dei dipendenti Sky. Per non parlare degli stipendi dei vertici aziendali. Augusto Minzolini, ex direttore Tg1, aveva ottenuto un compenso di 550 mila euro all'anno a differenza di un direttore di testata Sky che al massimo guadagna tra i 150 e i 350 mila euro. Se a questo aggiungiamo i contratti faraonici di Fabio Fazio (2 milioni) Floris (450 mila euro) e al ex dg Lorenza Lei (quasi 500 mila euro) si riesce a capire come mai la situazione del carrozzone Rai sia sempre più pesante. Ed io pago!

Leggo che "....lo stipendio annuo del direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto: 650 mila euro. Niente bonus per risultati, nessun legame tra retribuzione e obiettivi dell’azienda.

E   Renzi sa quanti sono i pensionati italiani che sono sotto i 500 euro/ mese? E sono alla fame! Come fanno a sopravvivere?

La presidente RAI Monica Maggioni.....300.000 euro/anno..più 66.000 euro come consigliere .... fanno 366.000 euro....Ecco perchè la Maggioni ha molte idee..vuole rivoluzionare la RAI..entro tre anni... darle una " nuova mission"..far fuori i " partiti"..cambiare i " vertici"...insomma.. dice che bisogna cambiare il mondo che sta tutto attorno alla gran torta della   RAI ...ed io pago! .

Che è quanto guadagnava, prima di lei, nel 2014 Anna Maria Tarantola, che però a quel reddito cumulava la pensione da ex vicedirettore della Banca d’Italia. E che a inizio mandato prendeva ancora di più, 448 mila euro/anno ....

E' sempre festa per chi governa ...la RAI Tv...ecco perchè i debiti RAI TV non finiscono mai..

 

 

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