michele sequenziadi Michele Sequenzia

Macron e la May bombardano le " armi chimiche" in Siria.
E noi con chi stiamo?
Gentiloni non sa che pesci pigliare. " datemi un cambio, uno straccio di sostituto". Alfano è in ferie, mentre volano missili di Trump?
Cosa fanno i vertici della Repubblica. "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur": resta tutto come prima, non è che una farsa.
Nessuno sembra in grado di tracciare una ben che vaga soluzione, già defunta sul nascere.Tutto sta diventando buio pesto.

Una Italia con i massimi vertici che si baloccano con vinti e vincitori, tutti in totale disaccordo, in costante contraddizione, obiettivi in contrasto con la " politica del fare" .Capi partito ombrosi, testardi ed incapaci.

Illuminante è il non funzionamento delle " consultazioni" , una lunga agonia, di una impotenza progettuale del " saper gestire", onde progettare il potere di fare, di decidere, di programmare. Dove andiamo a sbattere?
Si apre una profonda frattura tra la volontà popolare che ha espresso cosa vuole, e chi vuole al governo, e le Istituzioni, le potenti lobbies di potere, che da sempre hanno governato, facendo il bello e cattivo tempo, secondo i loro programmi, imponendo le loro maggioranze.
Oggi mirano ad un ennesimo compromesso. L'occasione buona è proprio l'attacco in Siria.
Avremo -da subito- un governo su misura del Presidente. Buttate nell'immondizia le elezioni.
Ciò fa aumentare il profondo malessere dell'intera società, che si riflette interamente sulla crisi esistenziale dello Stato.

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Caro Direttore,
leggo i commenti e riascolto le varie interviste rilasciate durante il recente Convegno di Napoli sul tema che interessa l'intero pianeta Terra.
Inutile nascondere che da quanto sappiamo siamo tutti a rischio , da nord a sud, isole comprese. Questa mattina Rai Tre comunica -secondo uno studio svedese- metà pianeta Terra non avrà più acqua entro il 2030. E quali sarebbero le strategie del governo dopo il 4 marzo? Non ho letto una sola parola, come se non esistesse.
Anche da noi il Po, che da vita all'intero ecosistema della pianura , è semepre più a secco. Non piove. L'estate , oggi fa paura, le piante seccano, si bolle, l'aria è velenosa. Si spera nel mare, che possa ridarci l'acqua, ma subito nascono altre grane, e ripiovono critiche, mentre i costi salgono, nessuno sa se l'acqua che beviamo sia buona e sicura.
Si sentono molte serie preoccupazioni, sono state avanzate delle proposte , confusamente si sono denunciati costi, malfunzionamenti, incuria, insipienza, speculazioni ed indagini. Mafie e Gomorra sono in azione.

L'acqua continua mancare. E da quanto si legge ovunque le città sono sempre più sporche, la " monnezza" aumenta. Tutto condito da tante indecisioni, pessima politica, scarsa attenzione. E chi paga, siamo sempre noi.
Sempre più brutti e sporchi.
Cosa vogliamo fare? E' a tutti noto che la "crisi idrica da termpo era prevedibile ed evitabile è dovuta a politiche scellerate che hanno consegnato ai privati la gestione delle risorse idriche senza mai pretendere una costante manutenzione e controllo delle reti e degli invasi. Così come quella dei rifiuti, frutto di anni di speculazioni che hanno visto la politica al servizio dei signori delle discariche senza nessuna programmazione per implementare il riciclo ed il riuso dei rifiuti."
Concreta è la posizione di Rosalba Giugni , Presidente di Marevivo , preoccupata della salute del mare, sempre più aggredito dagli interessi egoistici dell'uomo. L'architetto Giuseppe Taverna, responsbile gestione ed attuazione del servizio idrico integrato della Regione Sicilia che cosa sta realizzando concretamente? E come pensate voi che vivete di turismo, e grazie al turismo e di solo turismo, di soddisfare la domanda? Chi mai berrà l'acqua che non sa di nulla? E' evidente che abbiamo bisogno di una seria politica che faccia tornare pubblici i servizi essenziali, che serva non solo a garantire la collettività nei suoi diritti, ma anche ad evitare che i privati si arricchiscano sulla pelle dei cittadini».

Cosa possono fare i Sindaci dei vari comuni delle Isole? Poco o nulla ,come sembra di capire dall'intervento del Sindaco di Lampedusa,piuttosto deludente.
Stimolante è intervento della Dottoressa Giannina Usai, che ha saputo dare indicazioni, tracciando sinteticamente la necessità di un serio piano idrico/rifiuti su base nazionale.
Vogliamo fare insieme un salto all'indietro nella storia della Sicilia e della gestione dell'acqua ..oltre mille anni fà? E noi pensiamo di essere, saggi, innovativi, moderni, intelligenti e tecnologicamente avanzati?

" Siamo nell'anno 973...Il viaggiatore e geografo iracheno Ibn Hawqal, quando la Sicilia è governata dagli arabi, provincia del califfato Fatimida in visita a Palermo scrive:
"Scaturiscono intorno a Palermo acque abbondanti, che scorrono da levante a ponente, con forza da volgere ciascuna due macine; onde son piantati parecchi mulini su quei rivi.
Dalla sorgente allo sbocco in mare son essi fiancheggiati di vasti terreni paludosi, i quali dove [producono] canna persiana, dove fanno degli stagni, dove [dan luogo a] buone aie di zucche. (...) scaturiscono intorno a Palermo altre fontane rinomate (...) nella campagna meridionale, la Fawàra piccola e la grande; la quale sgorga dal naso della montagna, ed è la più grossa sorgente dell'[agro palermitano]. Servon tutte queste acque a [innaffiare] i giardini. (...) L'irrigazione de' giardini si fa più comunemente per mezzo di canali; chè molti giardini va, oltre i campi non irrigui, si come in Siria e in altri paesi.
Fonte: "(E Gabrieli - U. Scerrato 1979, pag. 734). "La maggior parte dei corsi d'acqua a nord della città sono impiegati per l'irrigamento dei giardini per mezzo di norias." (Abderrahman Tlili 1987, pag. 109.

Caro Direttore,
si avvicina il 4 marzo. Mi chiedo: come voteranno gli italiani all'estero? Gli italiani iscritti all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) sono oltre 5 milioni. "Italia Chiama Italia" informa che gli italiani nel mondo, oriundi compresi, sono circa 75 milioni. Oggi questi italiani, raro capitale umano, continua ad essere assai poco considerato, abbandonato a se stesso, dimenticando l'enorme potenziale ricchezza che rappresenta per l'Italia.
Siamo ricchi e non lo sappiamo.
Abbiamo bisogno di buoni managers. Un prezioso capitale umano, uno sterminato numero di imprenditori, studiosi, scienziati, professori, avvocati, medici, attori, scrittori, come ristoratori, artigiani, studenti etc..in ogni continente.

Sono anni che vivo tra Germania e Svizzera, tra Westfalia e l' Argovia, mi sono trovato immerso in una cultura concreta che predilige l'onestà, il lavoro, la serietà, dove non si tollera il disprezzo, l'incuria e la superficialità, ho incontrato italiani impegnati nel campo della cultura, dirigenti di azienda, managers, come tanti lavoratori , studenti , pendolari.
Ovunque gli italiani sono considerati sinonimo di bravi, onesti e capaci lavoratori. Dobbiamo ringraziare i nostri amici all'estero che hanno saputo impegnarsi, lavorano, producono, creano e costruiscono il futuro dei loro figli.
La situazione, al contrario, in Italia , oggi, è assai preoccupante.
Ovviamente se incoraggiata, come fanno altri paesi con i loro espatriati, questa forza italiana ricca d'iniziativa, plurilingue, preparata, potrebbe apportare ancora maggiore cultura , conoscenza e ancora più ricchezza, investimenti e posti di lavoro attraverso promozioni di inizitive economiche-culturali . Da quanto leggo non esiste alcun progetto governativo per realizare tutto ciò.

Il 4 marzo che cosa succede? Ecco il giorno che dovrebbe rappresentare un reale, concreto riconoscimento del valore politico-economico di tutti gli italiani all'estero, parte integrante della migliore Italia. Il nostro candidato eletto all'estero non sarà solo il deputato degli italiani , mero rappresentante i loro interessi , ma potrà essere un nostro ambasciatore fra l'Italia e gli altri espatriati nei vari paesi, ciò per poter contribuire insieme alla crescita culturale, dare preziosi suggerimenti e futuro ai nostri giovani, produrre nuovo benessere.
Ad oggi, i partiti italiani piuttosto egoisti, blindate le liste, divisi su tutto, hanno forse comunicato chi saranno i candidati in tutte le varie circoscrizioni?

----In Italia è tempo di elezioni politiche. I vari partiti, liste e listoni,mostrano il loro vero egoistico volto: affamatori, turlupinatori, megalomani folli.

Il benemerito Sultano - Presidente turco Erdogan , oggi ospite in una Roma blindatissima, accolto in Vaticano, e dalle massime autorità civili e militari repubblicane , mentre il suo esercito massacra i nostri amici curdi .

Un pazzo criminale avvolto nell'Italico -Tricolore , lanciata a folle velocità la sua automobile, in pieno centro cittadino spara raffiche di pistola verso i passanti , inneggiando alla " razza bianca", cercando di " stendere" più " neri" che può.

Un povero, miserabile profugo di origine nigeriana, noto spacciatore di droga, con tanto di permesso di soggiorno, circuisce ed abusa di una bella giovane ingenua ragazza italiana, la droga, l'uccide, la fa a pezzi, la squarta e ne nasconde i resti in due trolley,

A Torino, dove governa il 5 Stelle , nessuno controlla il limite di velocità : in pieno centro in una via trafficata da mane a sera , piena di gente , una donna sul marciapiede viene , in pieno giorno, spinta violentemente, cade a terra finisce stritolata sotto le ruote e massacrata per oltre trecento metri , resta ore abbandonata come un rifiuto sull'asfalto, mentre un carosello di auto-camion continua a passarci sopra, senza che nessuno se ne accorga.

---Chi ha lavorato a Torino tra Corso Marconi -sede centrale - e Mirafiori – impianti automobilistici- ha vissuto sulla propria pelle quali fossero le mire di Carlo De Benedetti che , dal 1974 al 1976, è stato presidente dell'Unione Industriale di Torino, ed il suo tentativo di controllare la Fiat.
Compagno di scuola di Umberto Agnelli, l'ing. Carlo De Benedetti giovane imprenditore rampante – possiede l'azienda paterna, la Gilardini - conquista la fiducia del fratello maggiore l'avvocato Gianni Agnelli che, nel giugno del 1976, gli propone di entrare in Fiat come Direttore Generale accanto a Romiti. Ottimo negoziatore, intelligente, spericolato, astuto quanto basta , Carlo De Benedetti accetta ma vuole la sua parte di comando di azionista Fiat.
L'avvocato Gianni Agnelli -convinto di aver fatto un buon affare- ha stima di De Benedetti, cede alle sue pressioni, acquista la stessa Gilardini di De Benedetti, una fiorente azienda operante nel settore della componentistica auto. Versa nelle mani di De Benedetti un sostanzioso pacchetto di azioni Fiat pari a circa il 5% del capitale sociale della sua Fiat.

Una volta in Corso Marconi, De Benedetti , spinge sull'acceleratore, non perde tempo e comincia a " tagliare" molte teste del vecchio management torinese
A De Benedetti non basta: mira a conquistare la maggioranza delle azioni Fiat, ha forse l' intenzione di rovesciare la " Dinastia Agnelli "?
La Fiat stessa è in difficoltà, il suo management è antiquato, sta cedendo quote di mercato, non ha modelli vincenti , manca di una moderna struttura operativa , soffre di un forte indebitamento, ha poca efficienza, gode di scarsa pianificazione, non ha logistica, non ha marketing, continua ricevere sovvenzioni dal governo di Roma.
De Benedetti conosce bene tutte le debolezze del mercato azionario italiano, si rende conto della debolezza della Fiat, sa dove mettere le mani, ha fiuto. In passato ha acquistato con pochi soldi molte aziende " decotte", male amministrate, che non se la passavano bene e le ha ristrutturate e razionalizzate inserendole nella sua azienda di cui ha il controllo con il 60% delle azioni.

Ma il suo soggiorno a Corso Marconi è di breve durata. L'idillio dura poco: tre mesi e la luna di miele con la dinasty piemontese dell'auto finisce. De Benedetti si dimette. Sulla vicenda si fece in quei mesi una varietà sconfinata di ipotesi. La più suggestiva riferiva di una scalata tentata dai due fratelli (Carlo aveva portato alla corte degli Agnelli anche Franco), alla Fiat con l'appoggio di una cordata svizzera. La verità, al riguardo, probabilmente non è ancora stata scritta.. Gli Agnelli, su indicazione di Mediobanca affidano la guida unica del gruppo automobilistico all'altro astro nascente del gruppo: Cesare Romiti che resterà al comando, imperatore indiscusso...

---l Nuovi Contributi per avviare Imprese al Sud Italia
Il dottor Angelo Sidoti ci ricorda una massima per la sana gestione dei nostri affari:
" L'aspetto organizzativo di un Ente, privato o pubblico, risulta oggi essere l'aspetto più strategico da gestire. Da esso discendono, ruoli responsabilità e analisi dei processi interni efficienza nella programmazione e quindi elevata possibilità di raggiungere risultati positivi. "
Colgo l'occasione per segnalare che Il Ministero per la coesione territoriale ed il mezzogiorno, ha emanato il bando Resto al Sud, a sostegno dell'imprenditoria giovanile nelle regioni dell'Italia meridionale.Il Bando Resto al Sud: al via le domande a partire da oggi 15 gennaio 2018. Oggetto: Contributi per avviare imprese al Sud.

Il bando è dedicato ai giovani imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni in possesso dei seguenti requisiti:
• residenza nelle regioni di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 91/2017 (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) al momento della presentazione della domanda, o nel caso in cui vi trasferiscano la residenza da altre regioni d'Italia entro sessanta giorni, oppure entro centoventi giorni se residenti all'estero, dalla comunicazione del positivo esito dell'istruttoria.
• Non essere già titolari di attività d'impresa alla data del 21 giugno 2017.
I giovani imprenditori interessati potranno presentare la domanda esclusivamente in formato telematico, per mezzo del sito appartenente al soggetto gestore Invitalia, dalle ore 12.00 del 15 gennaio 2018.

Le domande saranno valutate secondo l'ordine cronologico di invio, si consiglia pertanto di presentare la domanda il primo momento utile.

L'agevolazione consiste in un finanziamento pari a un importo massimo di € 40.000 per il singolo soggetto, cumulabile fino a un valore di € 200.000 nel caso in cui l'istanza sia presentata da più soggetti costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria. Il finanziamento risulta così articolato: 35% a fondo perduto e 65% finanziamento a tasso zero.

L'area Credito, Finanza e Confidi di Confindustria Bergamo si rende disponibile a offrire assistenza a supporto delle aziende per la predisposizione della domanda di agevolazione.

La scheda riassuntiva del provvedimento agevolativo è disponibile sul portale FinAgile all'indirizzo www.finagile.it. (Agevolazioni – Imprenditoria giovanile, femminile e start up – Incentivi nazionali).

---Canoni RAI TV : multe, mazzette e manette.

Amico caro, se non paghi il canone Tv entro marzo 2016... ti becchi una multa da 500 euro.

A Prima Pagina questa mattina il governo, in aggiunta...ti vuole ammanettare, come un delinquente...e mandare in carcere se non paghi il canone RAI TV. Bella Italia.

Se invece a casa hai una connessione internet, la Rai offre anche un servizio on demand...su richiesta...Veramente non capisco che cosa ? Demand a chi? Dicono che, per pura ipocrisia, basterà compilare un’autocertificazione e dichiarare di non possedere né tv né Internet, per essere risparmiati dalla tassa. Ma se oggi si spingono a far crescere i consumi, si vuole ricominciare a spendere...internet è ovunque..oggi..le connessioni elettroniche sono vitali per tutti..nel pianeta terra...in ogni continente...sui mari e sui monti...anche volando...Senza internet non si campa...

Accidenti al Progresso italico...E’ ancora da definire, però, il destinatario a cui inviare la richiesta di esenzione: se alla propria compagnia elettrica, oppure alla Rai, o infine all’Agenzia delle Entrate che avrà poi il compito di controllare eventuali morosi. Caos totale. Poche idde ma confuse. Vivere in Italia è ardua fatica..una burocrazia asfissiante...da abolire...

Dal governo fanno sapere che la strada più semplice appare quella della società fornitrice, perché conosce già la condizione abitativa e consumi del cliente, se è residente di prima o seconda casa, proprietario o semplice locatario. Bravi. Che caos di attribuzioni. Quanti costi inutili.

Leggo dal web:" Ma quanto ci costa la Rai TV? Con i suoi 13 mila dipendenti in organico (meno della metà a Mediaset, quasi 4 mila a Sky) di cui 1.700 giornalisti ripartiti in 14 strutture, tra redazioni e strutture corrispondenti, in più 40 mila collaboratori, 21 sedi regionali, 14 uffici di corrispondenza, 13 canali televisivi e 5 radiofonici.

Tra il 2006 e il 2010, la Rai ha perso quasi 260 milioni di euro nonostante gli enormi tagli ai costi inutili.Situazione che rimane pesante con debiti per 800 milioni di euro. Per far fronte a questa situazione, la Rai è costretta a continui debiti. Ha sempre fame. Non è mai sazia. Tg1 ad esempio lavorano 141 giornalisti, il doppio che al Tg5. Stessa situazione a Tg2 (123 redattori) e Tg3 (98).

Nessuno batte il Tgr che con i suoi 657 redattori batte tutti i record. Un esercito che dovrebbe essere in grado di abbattere qualunque altra testata giornalistica. E invece che cosa propone la RAI? Perchè non elimina le strutture obsolete, taglia gli appalti esterni che aumentanto i costi di produzione, mentre Mediaset e Sky grazie ad investimenti mirati riescono ad avere ricavi positivi. Oltre all'organico RAI anche i costi del personale sono pesanti. Ed io pago!

Basti pensare che il costo medio di un dipendente Rai è di 89 mila euro/ann , 30 mila in più dei dipendenti Sky. Per non parlare degli stipendi dei vertici aziendali. Augusto Minzolini, ex direttore Tg1, aveva ottenuto un compenso di 550 mila euro all'anno a differenza di un direttore di testata Sky che al massimo guadagna tra i 150 e i 350 mila euro. Se a questo aggiungiamo i contratti faraonici di Fabio Fazio (2 milioni) Floris (450 mila euro) e al ex dg Lorenza Lei (quasi 500 mila euro) si riesce a capire come mai la situazione del carrozzone Rai sia sempre più pesante. Ed io pago!

Leggo che "....lo stipendio annuo del direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto: 650 mila euro. Niente bonus per risultati, nessun legame tra retribuzione e obiettivi dell’azienda.

E   Renzi sa quanti sono i pensionati italiani che sono sotto i 500 euro/ mese? E sono alla fame! Come fanno a sopravvivere?

La presidente RAI Monica Maggioni.....300.000 euro/anno..più 66.000 euro come consigliere .... fanno 366.000 euro....Ecco perchè la Maggioni ha molte idee..vuole rivoluzionare la RAI..entro tre anni... darle una " nuova mission"..far fuori i " partiti"..cambiare i " vertici"...insomma.. dice che bisogna cambiare il mondo che sta tutto attorno alla gran torta della   RAI ...ed io pago! .

Che è quanto guadagnava, prima di lei, nel 2014 Anna Maria Tarantola, che però a quel reddito cumulava la pensione da ex vicedirettore della Banca d’Italia. E che a inizio mandato prendeva ancora di più, 448 mila euro/anno ....

E' sempre festa per chi governa ...la RAI Tv...ecco perchè i debiti RAI TV non finiscono mai..

 

 

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