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di Angelo Sidoti

3' PUNTATA

Dal contenuto della delibera della Corte dei Conti possiamo rilevare il metodo con cui viene gestito il nostro Comune nonché le criticità che emergono dalle valutazioni effettuate dai giudici contabili.

Da anni leggo gli atti deliberativi dell'ente e delle società da esso partecipate e, purtroppo, non rilevo miglioramenti significativi anzi molte volte i rilievi sono sempre ripetitivi.

L'aspetto organizzativo di un Ente, privato o pubblico, risulta oggi essere l'aspetto più strategico da gestire. Da esso discendono, ruoli responsabilità e analisi dei processi interni efficienza nella programmazione e quindi elevata possibilità di raggiungere risultati positivi.

Fatta questa breve premessa, continuiamo ad analizzare il contenuto della deliberazione della Corte dei Conti al rendiconto del 2014 emessa in data 15/11/2016.

I prossimi 3 punti li riunisco in unico commento, essendo gli stessi di carattere tecnico, e, mi limiterò a richiamare esclusivamente i titoli e le motivazioni del giudice contabile.

Ecco i prossimi 3 motivi:

- Il saldo negativo di parte del capitale;

Rilievo: "L'ente deve comunque impegnarsi per assicurare il rispetto degli equilibri di bilancio".

Ci sono due precisazioni su questo punto molto importanti:

1) Il richiamo all'art.81 della Costituzione dove l'amministrazione pubblica viene invitata a rispettare questo articolo ("Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico").

2) Viene precisato che le deduzioni rappresentate dall'Ente "non sono peraltro accompagnate da idonea documentazione"... Questa carenza risulta essere più sostanziale;

- In merito ai flussi di cassa si rileva un fondo cassa finale quasi interamente vincolato;

Rilievo: "Una più attenta programmazione finanziaria e una più elevata percentuale di riscossione delle entrate avrebbero poi permesso maggiore disponibilità per effettuate spese assistite da finanziamenti con vincolo di destinazione, cosi da non incorrere nei limiti imposti dal patto di stabilità".

Anche in questo punto ci sono alcune riflessioni da fare:

1) Una più attenta programmazione finanziaria .... Questa precisazione fa emergere la presenza di elementi che possono/devono essere migliorati;

2) Elevare la percentuale di riscossione delle Entrate .... Su questo tema sappiamo che l'Ente è in forte ritardo (Es. Idrico e continuo ricorso ad anticipazioni). Ricordo una delibera di qualche anno fa dove veniva fissato un parametro per l'incremento delle entrate nella misura dell'1%. Di sicuro bisogna alzare l'asticina del volume delle riscossioni.

- Vi è una significativa divergenza tra entrate e spese aventi carattere non ripetitivo (presenza di oneri straordinari)

Rilievo: "L'attenta programmazione finanziaria e una più elevata percentuale di riscossione avrebbero consentito di evitare tale criticità".

Insomma ci viene indicato cosa fare per smarcare queste criticità ma non si riesce a venire fuori da questa situazione. Per quale motivo!!!!!!?

2' PUNTATA

Andiamo al secondo motivo contenuto nel provvedimento della Corte dei Conti del 2016:

Superamento delle soglie fissate dai parametri di cui al D.M. 18/02/2013, peraltro più volte rilevati dal Ragioniere Generale come da ultima sua relazione del 15/11/2017 relativa alla verifica degli equilibri finanziari del III Trimestre 2017 (Delibera di Giunta del 06/12/2017).

Non mi soffermerò sui singoli parametri ma soltanto sulle motivazioni espresse dall'Amministrazione.

"Il Comune in memoria non ha contestato la criticità", di conseguenza conferma l'esistenza di alcune inefficienze rappresentate dai seguenti motivi/spiegazioni (direi ormai note da tempo):

1) Ritardo degli incassi per ICI – IMU e Tarsu e per proventi del servizio idrico integrato (da relazione periodica del Rag. Generale 15/11/2017 "il servizio idrico continua ad avere difficoltà per le proprie riscossioni);

2) Superamento della soglia del parametro relativo ai volumi dei residui passivi dettato dalle partite impegnate in prossimità della fine di ogni esercizio e al prelievo dello Stato sugli incassi IMU

3) Incremento procedimenti di esecuzione forzata

4) Consistenza debiti fuori bilancio

Queste le osservazioni del Sezione Controllo:

"Il Comune è tenuto ha espletare in maniera puntuale le attività di accertamento tributario e a procedere in modo solerte alla riscossione coattiva". Inoltre, ha l'obbligo (non facoltà) di vigilare sull'efficienza e sulla tempestività del recupero crediti.

"E' necessario assicurare la tempestività dei pagamenti, al fine di evitare procedure di esecuzione forzata, che comportano per l'amministrazione un significativo aggravio di costi per spese legali e interessi"

"Occorre contenere il fenomeno dei debiti fuori bilancio".

Certo che richiamare tra le motivazioni il prelievo dello Stato per l'IMU, che non è esclusiva del Comune di Lipari bensì di tutti i Comuni d'Italia, mi sembra molto riduttivo. Inoltre, il persistere di queste osservazioni è facilmente riscontrabile dalle stesse relazioni del Ragioniere Generale, che forse dovrebbe utilizzare termini più tecnici che politici per rappresentare lo stato di fatto della situazione finanziaria dell'Ente anziché "suicidio assistito in termini di gestione di cassa".

1' PUNTATA

Qualche consigliere comunale durante la discussione in aula dell'approvazione del rendiconto del Comune di Lipari ha fatto un breve accenno su un deliberato della Corte dei Conti del 2016 la n. 298/2016/PRSP.
La Corte dei Conti a seguito di memorie depositate dall'Amministrazione in data 11.11.2016, riepilogava in n.12 punti le proprie valutazioni.
Soffermiamoci oggi sul primo punto.
1) il ritardo nell'approvazione del rendiconto rispetto al termine di legge.
Deduzione (giustificazione) del Comune: "il ritardo nell'approvazione del rendiconto è derivato dalla mancata tempestiva ricezione delle schede di riaccertamento dei residui da parte dei diversi responsabili di settore e, sopratutto dalle difficoltà interpretative connesse alla nuova normativa contabile".
Valutazione (parere) della Corte: "i termini sono fissati dalla legge e non sono derogabili da mere situazioni ostative di fatto, che richiedono maggiore impegno amministrativo e idonea capacità organizzativa".
I termini utilizzati dal giudice contabile sono molto esaustivi:
- termini fissati dalla legge inderogabili;
- maggiore impegno amministrativo dell'Ente;
- idonea capacità organizzativa.
Direi che le giustificazioni rappresentate dall'Ente siano state rigettate dalla Corte anzi abbiano messo in evidenza alcune criticità/carenze che la stessa organizzazione pubblica si trascina da anni.

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Eolie Servizi Spa la Società mista del Comune di Lipari che ha registrato più perdite di tutte le partecipate, a seguire Sviluppo Eolie Srl (tralasciando Lipari Porto Spa).

Alcuni dati:

- Perdite maturate di circa 900mila Euro (quota pertinenza Comune di Lipari 500 mila Euro);

- Partecipazione in Eolie Acquedotti in liquidazione di 26mila Euro, il cui valore "forse" sarà recuperato; diversamente rappresenta un'ulteriore perdita;

- Crediti e Debiti che forse riusciranno a compensare; diversamente rappresenta un ulteriore rischio.

Domanda: chi dovrebbe rifinanziare la società? Il Comune?

---Alla cortese attenzione del Sindaco Marco Giorgianni

Oggetto: Realizzazione del programma di riqualificazione e recupero sostenibile delle aree di cava dell'Isola di Lipari.
Egregi Tutti,
la presente relazione è da ritenersi un'integrazione di quelle redatte nelle date 08.02.16, 26.03.16, 18.06.16 e 17.01.17 – trasmesse queste a mezzo email al Sindaco del Comune di Lipari e, per conoscenza, agli organi di stampa del territorio – al fine di rendere pubbliche le attività condotte dal Consulente Volontario, Dott. Angelo Sidoti, sul tema dello "Sviluppo e della gestione dell'Accordo per la realizzazione del programma di riqualificazione e recupero sostenibile delle aree di cava site nell'isola di Lipari".

Nell'espletamento del mandato ricevuto, il cui termine è scaduto in data 12.06.17, il Sottoscritto ha interloquito con la struttura comunale – nella persona di funzionari e di dirigenti - con Enti e Organizzazioni del Territorio, con la Curatela Fallimentare e, infine, con importanti Atenei Universitari, sia italiani che esteri, Centri di Ricerca e Ordini Professionali.
Dopo una prima attività di ricognizione, sono state intraprese importanti relazioni con il sistema Universitario e con strutture private; si è ritenuto opportuno richiedere il supporto di tali Enti poiché gli stessi possiedono cognizioni e strumenti in grado di fornire un valido supporto all'Amministrazione, aiutandola e supportandola nell'individuazione di idee progettuali da sviluppare nell'area oggetto di intervento.

In particolare, gli Atenei coinvolti sono i seguenti:
- Unesco Chair SITI, Cattedra Unesco, del Politecnico di Torino, convenzione del 25.10.16;
- Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi Urbani DASTU e Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni AUIC, convenzione del 03.11.16;
- Dipartimento di Management della Facoltà di Economia, convenzione del 23.12.16.
Con la collaborazione di queste strutture e con l'interesse manifestato da altri soggetti privati loro tramite (esempio: Westminster University di Londra, Chambers University of Göteborg, Urban Future Organization), sono stati organizzati sul Territorio due Workshop sul tema della RiRiconversione delle Cave di Pomice:
- Il primo tenutosi a Lipari dal 19-24 settembre 2016 dal titolo "Future Lights on a Vulcanic Landscape";
- Il secondo avviato a Lipari il 03 novembre 2016 dal titolo "Between the wrinkles of an unexpected glacier – Lipari discovering white pumice quarries." che si concluderà il prossimo mese di ottobre 2017.

Il contenuto dei suddetti Workshop vengono pubblicati sul sito "parcogeominerariopomice.it" – sito creato e gestito dal Consulente Volontario - al fine di rendere pubblico di volta in volta lo svolgimento delle relative attività.
Per quanto riguarda i rapporti con la Curatela della società Pumex Spa, rappresentata dal Prof. Massimo Galletti, questi si sono limitati ad una mera richiesta di accesso alle aree per i sopralluoghi effettuati durante i due Workshop nonché all'attività legale avviata dall'Avv.to Antonio Vitrano del Foro di Messina relativa alle azioni di rivendica e/o restituzione di fabbricati e terreni che sono state proposte tramite due distinte istanze di insinuazione al passivo fallimentare.
Allo stato attuale l'attività di recupero immobiliare dal Fallimento versa in uno stato di stallo stante che il G.D. non ha ancora fissato l'udienza per la trattazione di tutte le istanze tardive di insinuazione al passivo, ivi comprese quelle presentate dal Comune di Lipari.
Sul tema della messa in sicurezza delle aree di cava di Porticello, ho ricevuto in data 16.06.17, dietro mia sollecitazione, copia del verbale redatto in data 11.04.17 presso il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana.

L'amministrazione comunale in occasione di questa riunione veniva rappresentata dall'Avv.to Gaetano Orto.
A conclusione dell'incontro venivano indicate le azioni da intraprendere che di seguito si elencano:
- Intervenire sulla curatela fallimentare;
- Definire cosa occorre in termini economici per

intervenire con un'azione risolutiva;
- Segnalare la problematica e informare opportunamente il Dipartimento Territorio e Ambiente;
- Trasmettere tutte le ordinanze emesse per avere contezza di ciò che già è stato fatto;
- Effettuare una quantificazione dei costi dell'intervento in modo da verificare le ricorse economiche disponibili;
- Verificare il progetto autorizzato dalla Soprintendenza; se vi sono opere strutturali da effettuare e/o se per la regimentazione delle acque viene interessato un corso d'acqua è necessario coinvolgere l'Ufficio Genio Civile in relazione al R.D. 523 sulle opere idrauliche.

Il tema della messa in sicurezza è stato oggetto di studio e di analisi fin dall'inizio del mandato e successivamente approfondito in forma didattica in occasione dei due Workshop. Sono stati stimati tempi di intervento di due anni e costi per la messa in sicurezza definitiva dell'Area di circa 5mln.
Per quanto riguarda le azioni da intraprendere nei confronti della Società Italpomice Spa, è stato conferito incarico all'Avv.to Antonio Vitrano per la valutazione della sussistenza delle condizioni per la dichiarazione di fallimento della stessa società nonché per la predisposizione e proposizione dell'istanza di fallimento, ad oggi non ancora depositata.
Da quanto consta al Sottoscritto, il relativo parere (che conclude con una valutazione di fallibilità della Italpomice Spa) è stato trasmesso all'Amministrazione tramite comunicazione pec del 07.04.17; da tale data il legale è in attesa di ricevere dalla stessa Amministrazione la documentazione attestante le ragioni di credito vantate nei confronti della società.
Sempre per ciò che concerne la Italpomice Spa, il Sottoscritto ha provveduto, in data 16.06.17, a richiedere formalmente all'Ufficio legale del Comune informazioni in merito allo stato del procedimento amministrativo di rilascio del titolo edilizio per la realizzazione di un Complesso turistico-residenziale in località Acquacalda.

All'esito di tale richiesta, l'Ufficio comunale ha provveduto, in data 27.06.17, a trasmettere al Sottoscritto gli atti endoprocedimentali del III° Servizio Urbanistica prot. n. 3147 del 10.02.17 e prot. n. 5597 del 10.03.17, nei quali (pur prendendo atto della decisione assunta in merito dal Tar di Catania) viene esplicitata la persistenza delle ragioni ostative al rilascio della concessione edilizia, in ragione della sua attuale incompatibilità con le prescrizioni dettate dal vigente P.R.G.
Nessuna attività è stata svolta dal sottoscritto sulle materie oggetto di estensione di incarico vedi determina n. 7 del 13.02.17 (Terme di S. Calogero e Cave di Caolino), se non limitata ad una breve attività di ricognizione documentale.

Le attività che si consiglia di affrontare nei prossimi 6 mesi sono le seguenti:
- dare immediato riscontro alle azioni suggerite dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile in merito alla messa in sicurezza delle aree di cava:
- definizione di tutte le problematiche riguardanti la Società Italpomice Spa;
- chiusura del Workshop organizzato con la collaborazione del Politecnico di Milano prevista per il mese di Ottobre 2017;
- verifica con gli organi competenti del Sistema di Governo del Sito Unesco Isole Eolie;
- verifica dell'esito dell'Istanza presentata ai sensi della L.77/2006;
- incontri con i portatori di interesse per tracciare linee guida per la redazione di un Piano di Sviluppo Turistico dell'Arcipelago; tale attività, ritenuta necessaria da tutti i Soggetti coinvolti nel progetto fino ad oggi;
- proseguire con le attività di ricognizione del sito delle Terme di S. Calogero e delle Cave di Caolino.
- incontri preliminari finalizzati alla stesura di un Bando Internazionale.

 
 

 

---Ogni tanto dedico un po' di tempo ad effettuare alcune ricerche sul Comune di Lipari. I temi di tali ricerche sono sempre gli stessi, ossia gestione finanziaria dell’Ente e Partecipate.

Per quanto concerne il tema delle Partecipate ho inaspettatamente trovato, in quanto era all’oscuro della sua esistenza, il piano di razionalizzazione delle Stesse redatto in data 28/04/2016. Ritengo che tale piano dovrà essere riaggiornato interamente, magari con qualche specifica maggiore, ma di tale aspetto si parlerà più avanti.

Sul tema Corte dei Conti, invece, ho letto una sentenza interessante, la n.3/2017 del 05.01.2017, le cui Parti in causa erano la TRIBUTI ITALIA SPA ed il Comune di LIPARI.

Ho sempre detto che l’argomento della riscossione andrebbe monitorato e presidiato con più attenzione visto il continuo ricorrere ad anticipazioni, alla pessima percentuale di incasso dei tributi, alle questioni del contenzioso, dell’elusione e dell’evasione.

Vi rappresento solo in sintesi la questione TRIBUTI ITALIA SPA. La G.d.F. di Genova nel 2010 accertava l’omesso riversamento ai Comuni Siciliani di una somma complessiva di Euro 17.765.252,50; di tale somma complessiva la quota del Comune di Lipari ammontava ad Euro 279.346,10 oltre interessi e spese.

Per quanto attiene in particolare il Comune di Lipari, veniva riscontrato che la Ausonia Servizi Tributi Spa - poi San Giorgio Spa, ora Tributi Spa - aveva ottenuto in concessione i servizi per l’accertamento e la riscossione della TOSAP, dell’imposta di pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni. In tale occasione, veniva altresì rilevato che il medesimo Comune non aveva riversato nelle casse comunali, per gli anni 2008 e 2009, la somma complessiva di Euro 279.346,10.

Tale era la motivazione per la quale furono avviati gli accertamenti da parte della Procura Contabile, necessari per accertare eventuali responsabilità.

La controversia viene definita con l’emissione di una sentenza di condanna della Società TRIBUTI ITALIA SPA, in amministrazione straordinaria, al pagamento in favore del Comune di Lipari delle somme di Euro 278.692,10 oltre interessi e spese.

In vista di quanto avvenuto a suo tempo, mi auspico che nel prossimo futuro - spero però non molto lontano - si prendano le dovute precauzioni nell’affido all’esterno della gestione della riscossione, ossia che si opti per l’incasso esclusivo diretto da parte dell’Ente ed al riversamento al soggetto deputato alla riscossione dei propri compensi con cadenza mensile. Si dovrebbe, a mio parere, valutare anche l’ipotesi di conferire delega all’incasso al concessionario, previo rilascio di una garanzia fideiussoria escutibile a prima richiesta di un importo pari ad almeno due volte il valore medio mensile dei tributi comunali (ma per sicurezza opterei sempre sull’incasso diretto del Comune).

In ultimo, faccio presente che è obbligo prestare molta attenzione agli obblighi di riversamento di “tutte” le tipologie di tributi nelle casse dell’Ente, soprattutto quando questa attività è demandata a soggetti esterni all’Ente.

 

---Molte volte dal confronto dei risultati economici di aziende che appartengono allo stesso settore emergono diversi modelli di gestione. Prendiamo ad esempio i quattro Comuni Eoliani e l’analisi delle principali spese dal bilancio preventivo del 2015 (unico dato al momento comparabile): Costo del personale incidenza sul totale delle spese correnti: - Comune di Leni 41% - Comune di Malfa 39% - Comune di S. Marina Salina 23% - Comune di Lipari 22% Con molta probabilità nei Comuni più piccoli i servizi vengono prestati prevalentemente da personale diretto che da soggetti esterni da qui la percentuale più elevata rispetto al Comune di Lipari. Il dato però di S. Marina risulta non essere in linea con quelli degli altri due Comuni dell’Isola di Salina.

Costo dei servizi incidenza sul totale delle spese correnti: - Comune di Lipari 64% - Comune di Malfa 42% - Comune di S. Marina Salina 39% - Comune di Lenii 26% Il Comune di Lipari tra costi per servizi e personale registra una incidenza sul totale delle spese correnti dell’86%, con circa Euro 7,3 mln nelle funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente (il 41% delle spese correnti). E’ inutile ripetere che la riduzione di questa voce di costo potrebbe portare grossi benefici al bilancio comunale.

Ultimo dato: su entrate stimate per sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada di Euro 120.000 (circa 10 euro ad abitante residente e 20 euro a nucleo familiare … come per dire tutti bravi ragazzi a Lipari) solo Euro 15.000 vengono destinati a investimenti. In conclusione: non appena approvano i dati del 2016 aggiorniamo tutto!! Magari riscontriamo delle novità. Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa (Gregg Easterbrook).

IL PUNTO E VIRGOLA

Salina, la torta del torto

Tutti sanno a memoria che l’isola di Salina é la più verde e la più tranquilla delle Eolie che non si accorgono neanche di possederla. A prima vista! Ma con qualche ventata di valutazione e confrontando la superficie territoriale moltiplicata per il numero di abitanti, il totale esposto é la litigiosità. Il rapporto superficie-abitanti supera di gran lunga l'isola di Lipari. Analizzando una percentuale di liti salta all’occhio come Salina ha scambiato la torta con il torto. Il Tar di Catania spesso mette in mostra questi risultati antieconomici per l’isola-giardino fiorito d’Italia. Sindaci non  arrendevoli si appellano pure per le cause dove l’unica certezza é la sconfitta . Vedere per credere. C’é una manica larga nelle liquidazioni dei compensi ai legali a differenza del Comune di Lipari che applica una propria determina con compensi ai minimi. Si sono sentite parcelle, andate in porto per il porto, da 100 mila euro per cause perse (ormeggio a parte). Dalla sera al mattino che ha sempre l’oro in bocca insieme alla torta che ha il sapore del torto. Alla prossima specifica.

---Ricordate alcuni giorni fa avevo pubblicato alcune riflessioni sul tema delle società partecipate del Comune di Lipari, soffermandomi in particolare sulla obbligatorietà di costituzione di un fondo vincolato (richiamato sia dalla relazione sugli equilibri finanziari del Ragioniere Generale come anche dal Revisore Unico).

Ho effettuato una piccola ricerca e dalla deliberazione della Corte dei Conti Sezione delle Autonomie del settembre 2016 riscontro il riferimento normativo.

Il presupposto per la costituzione di un fondo vincolato in caso di perdite reiterate nelle società partecipate è la presenza, nell’ultimo bilancio disponibile, di un risultato di esercizio o un saldo finanziario negativo, non immediatamente ripianato dall’ente partecipante (art. 1, co. 551, l. n. 147/2013) (vedi nota 1)

A regime, l’importo accantonato nel bilancio di previsione sarà equivalente al risultato negativo non immediatamente ripianato, in proporzione alla quota di partecipazione.

In sede di prima applicazione, il legislatore ha previsto un accantonamento crescente per gli anni 2015, 2016 e 2017, distinguendo tra organismi che, nel riportare una perdita nell’ultimo bilancio disponibile, hanno peggiorato i conti e quelli che li hanno migliorati rispetto alla media del triennio precedente (art. 1, co. 552, l. n. 147/2013)28 (vedi nota 2).

Per dirlo in parole brevi: Nel 2018, sulla base delle risultanze ad oggi disponibili relative ai bilanci del 2014, il Comune di Lipari dovrebbe accantonare nel proprio bilancio circa 760 mila Euro al fondo vincolato pari alle perdite maturate di propria pertinenza ed escluso quelle della Società Lipari Porto Spa, in considerazione dell’impegno assunto da Condotte (ripiano delle perdite fino ad Euro 1.000.000).

Ma l’impegno dell’Ente potrebbe essere sicuramente maggiore visto che negli anni 2015-2018 alcune partecipate registreranno ulteriori perdite e Condotte non dovrà più provvedere a ripianare i risultati negativi nella Lipari Porto Spa per conto del Comune, avendo completato l’intero finanziamento di Euro 1.000.000.

Intanto nel prossimo bilancio di previsione del 2016 troveremo la quota di accontamento del 50% al fondo vincolato.!!!

Nota 1)

Con riferimento alla generalità degli organismi, per perdita di esercizio si intende il risultato netto di esercizio di cui all’art. 2425 c.c. (voce 23); valore che prende in considerazione sia la gestione caratteristica sia quella non caratteristica, che comprende le poste finanziarie (interessi, perdite su cambi, svalutazioni di partecipazioni, etc.) e quelle straordinarie (plusvalenze, minusvalenze, etc.), oltre alle imposte. Un diverso criterio è previsto per le società che svolgono servizi pubblici a rete di rilevanza economica, ivi compresa la gestione dei rifiuti. Qui per risultato di esercizio si intende il risultato operativo lordo (MOL), dato dalla differenza tra il valore e il costo della produzione. Si prende, pertanto, in considerazione un risultato parziale della complessa attività societaria, ossia la sola gestione “caratteristica”.  Per le società holding e per quelle operative che detengono partecipazioni in altre società, redigendo il bilancio consolidato, è precisato che il risultato di esercizio da prendere in considerazione è quello relativo al bilancio consolidato stesso.

Nota 2)

La prima situazione comprende le ipotesi degli OO.PP. che hanno fatto registrare una perdita dopo precedenti bilanci in utile oppure che hanno riportato un risultato negativo superiore alla media del triennio precedente. In questi casi, la quota da accantonare nel bilancio di previsione 2015 dell’Ente partecipante è pari al 25% del risultato negativo conseguito nell'esercizio precedente dall’organismo. A scorrimento, le quote di accantonamento saranno pari al 50% per il 2016, e al 75% per il 2017, sempre con riferimento alle perdite riportate dall’organismo partecipato nell’esercizio precedente.

---Continuiamo la nostra analisi a puntate sullo Stato Finanziario del nostro Comune cosi come viene rappresentato dal Ragioniere Generale e dal Revisore Unico.

Al verbale sugli equilibri finanziari del III Trimestre dell’annualità 2016 vengono allegati i prospetti relativi agli specifici equilibri previsti per legge.

I parametri sono otto (lettera a,b,c,d,e,f,g,h) e per due di questi (lettera e-f) il risultato è di SQUILIBRIO.

Soffermiamoci oggi brevemente sul controllo relativo all’Equilibrio tra entrate a destinazione vincolata e correlate spese.

Stiamo parlando della tanto discussa imposta di sbarco.

Lo squilibrio di questo parametro è riconducibile al mancato riversamento e/o contabilizzazione di tutti gli incassi dell’anno. Il Ragioniere Generale prevede un rientro di tale parametro negativo a seguito dei flussi turistici e relativi riversamenti delle compagnie di navigazione. Presumo che questo recupero avvenga nel periodo relativo all’ultimo trimestre visto che la situazione contabile al 30/09/2016 è la seguente:

-        Entrate al 30/09/2016 Euro 243.900,00

-        Spesa    al 30/09/2016 Euro 721.529,88

-        Squilibrio di Euro (477.629,88) pari a circa il 66% della spesa sostenuta.

A tal proposito il revisore unico invita chi di competenza ad “intervenire, se del caso, tempestivamente, sulle compagnie di navigazione affinché provvedano al riversamento degli incassi nei termini previsti dall’apposito regolamento”. Ovvero entro il quindicesimo giorno del mese successivo?

Gli articoli che richiamano gli obblighi in capo alle compagnie di navigazione (soggetti delegati alla riscossione) sono l’art.7 e 8 del regolamento disponibile al seguente link:

http://www.comunelipari.gov.it/lipari/images/regolamenti/reg_imp_sbarco22072015.pdf

Ricordo agli interessati che sono previste anche delle sanzioni in caso di mancato rispetto di quanto dettato dal regolamento.

---Non ricevendo da mesi notifiche sul monitoraggio dello stato delle partecipate del Comune di Lipari dagli archivi di Cerved (mi risulta che molte società non hanno ancora depositato i bilanci del 2015, ma probabilmente le banche dati da me consultate non sono ancora aggiornate), in data odierna, approfittando della pubblicazione della delibera di Giunta avente per oggetto “Controllo degli equilibri finanziari”, ho dato uno sguardo alla relazione stilata dal Ragioniere Generale e a quella stilata dal Revisore Unico.

I contenuti non riportano nulla di nuovo, ovvero da anni le criticità sono sempre le stesse. Per utilizzare le stesse parole del buon Subba “solo due delle cinque soluzioni prospettate per affrontare il tema della carenza di liquidità dell’Ente si sono concretizzate”.

Rilevo innanzitutto come l’unica assenza rilevata è stata quella dell’Assessore delegato all’area legale e contenzioso, personale, bilancio e finanze, tributi, patrimonio, servizi idrici elettrici e fognari, il quale ricordo non prese parte nemmeno nella precedente riunione nel corso della quale venne approvato il bilancio triennale e vennero discusse la valorizzazione e le alienazioni del patrimonio immobiliare.

La mia precisazione non vuole essere di sicuro un rimprovero, ma a mio parere sarebbe opportuno che gli Assessori partecipino alle riunioni nelle quali vengono trattati temi relativi alla propria delega. Ciò posto, sono sicuro che l’Assessore abbia discusso in precedenza con il Dott. Subba i contenuti della relazione.

Oggi mi soffermerò esclusivamente sul tema delle Società partecipate, visto che da cittadino ho affrontato più volte l’argomento in questi ultimi 4 anni, sulla premessa del Ragioniere Generale “tutte le società partecipate registrano perdite e questo non può non serie preoccupazioni per la salvaguardia degli equilibri economici dell’ente”.

Questa dichiarazione trova le sue fondamenta nell’obbligo dell’Ente di costituire un fondo vincolato sulle perdite maturate dalle partecipate. A questo punto mi domando: a quanto ammonta l’attuale rischio dell’ente per perdita maturate dalle partecipate?

Nel 2014 avevo ipotizzato una stima di circa 700mila euro; stima nella quale era escluso Lipari Porto Spa considerato l’impegno assunto dal Socio Condotte.

Tuttavia, presumo che la stima del fondo non venga calcolata sulla base dei criteri che vengono utilizzati per le Società private. Quindi mi rivolgo al Subba chiedendo a quanto ammonterebbe il fondo stimato nel bilancio di previsione del 2016 (ormai consuntivo) e se le azioni correttive dallo Stesso richiamate sono state poste in atto.

Le seguenti sono invece le note del Revisore Unico sul tema partecipate:

1) definire celermente le procedure di liquidazione in corso. Su questo punto aggiungerei che nel caso in cui l’esito sia negativo si dovranno avviare le procedure obbligatorie previste per legge al manifestarsi dell’impossibilità di soddisfare i creditori. Su tali argomenti è necessario sensibilizzare i Liquidatori ad osservare quanto previsto dalle norme in materia;

2) la riconciliazione dei debiti e dei crediti tra partecipate e Ente. Ritengo che questo secondo punto sia molto delicato, soprattutto se dai controlli scaturissero significative differenze negative.

Mi scuso per l’argomento trattato, che per molti potrebbe apparire noioso, ma ho sempre espresso il mio parere e mi piace continuare a farlo.

Nei prossimi articoli affronteremo altri temi attenzionati dagli organi dell’Ente.

 
 Egregio Direttore,


come promesso, fornisco risposta alla Sua nota “controcorrenteoliana”.

Prima però ritengo doveroso fare una piccola premessa generale. Da cinque anni scrivo su temi che riguardano la gestione della P.A., analizzando in particolare i risultati economici raggiunti dall’Ente e dalle Sue partecipate.

Nonostante le mie analisi dipartono da “dati oggettivi e ufficiali” nessuna corrente politica, nè di maggioranza nè di opposizione, ha “mai” prestato attenzione ai temi trattati presentando emendamenti o interrogazioni nelle opportune sedi.

Per tale motivo sono giunto alla conclusione di non dedicare ulteriore tempo e denaro per questi approfondimenti, tenuto altresì conto dell’impossibilità di reperire dati aggiornati; gli ultimi dati interamente disponibili riguardano infatti l’anno 2014.

Ciò posto, rispetto a quanto tratto da questa informativa, non mi resta che confermare quanto in precedenza comunicato:

-       Perdite maturate complessivamente dalle partecipate Euro 2.421.324;

-       Perdite maturate complessivamente dalle partecipate nel 2014 Euro 299.735;

-       Perdita di valore maturate complessivamente dalle partecipate Euro 579.838.

La maggior parte delle Società partecipate del nostro Comune sono in fase di liquidazione, anche da diversi anni. Sono tuttora attive la SRR Scrl, sulla quale ho rilasciato diverse informative, e la LIPARI PORTO Spa, sulla quale effettuerò alcune riflessioni qui di seguito, poiché è l’unica società della quale dispongo i dati di bilancio ricavati dal portale “Cerved”.

L’esercizio 2015 della Società Lipari Porto Spa registra una perdita di 47.785 euro; il Patrimonio Netto, di Euro 930.277 diminuito di Euro 69.723 rispetto al Capitale Sociale iniziale di Euro 1.000.000.

Come noto il capitale sociale della Stessa è così formato: Euro 700.000 apporto di denaro della Condotte Acqua Spa ed Euro 300.000 conferiti a fronte di un diritto reale di godimento sugli immobili.

Per dirla in breve, negli ultimi 3 anni, la Società si è “bruciata” Euro 700.000 di risorse in denaro da capitale inziale ed Euro 425.000 sul finanziamento infruttifero gratuito, garantito dalla Condotte D’Acqua Spa a copertura delle perdite.

Tali esborsi corrispondono a compensi distribuiti ad un CDA per circa Euro 600.000, a pagamenti effettuati nei confronti del Socio di Maggioranza per Euro 400.000 e la restante parte per altri investimenti e spese correnti.

Insomma, in base a tali dati, si rileva uno sperpero di quasi Euro 1.200.000 che, sicuramente, non è da imputare all’attuale Amministrazione.

In considerazione di quanto sopra rilevato, appare doveroso trovare, in breve tempo, una soluzione per la LIPARI PORTO SPA al fine di scongiurare che la stessa venga posta in liquidazione, con conseguente avvio di inevitabili azioni legali nei confronti dei Soci della Società.

L’unico suggerimento che lo Scrivente può fornire all’attuale Presidente è quello di affidare anche il controllo contabile ad un Revisore Unico. E’ quantomeno opportuno ridurre e/o azzerare l’onere di Euro 14.200 della Società di Revisione PWC. La spese per compensi a cariche sociali verrebbero ulteriormente ridotte. Tenuto conto che la Società non ha ancora intrapreso la propria attività, allo stato non vi sono volumi che giustificano l’intervento di una società esterna.

IL PUNTO E VIRGOLA

Caro prof. Sidoti,

intanto complimenti per il lavoro svolto. Prima come giornalista (ti abbiamo definito “Il Sole 24 delle Eolie) e oggi come consulente volontario del sindaco di Lipari. Le Tue qualità per l’inserimento tecnico nella macchina comunale erano già state individuate in anteprima anche dal sindaco di Santa Marina Salina.

Con il Tuo commento su un nostro giornaliero “Controcorrenteoliana” i nostri lettori ringraziano e prendono nota che alla politica degli errori ed alla politica della perdita dei soldi pubblici (pagati dagli isolani che solitamente li tirano fuori dalle proprie tasche) non frega niente a nessuno. L’obiettivo di mettere tutto a tacere accomuna maggioranza e minoranza. Anche Tu ti sei stancato. Veramente? Alla prossima. (bl)

---Guardate bene la formazione dei costi e le fonti di copertura contenute nel PEF (Piano Economico Finanziario) della SRR 2015.
Al netto del contributo nave Euro 2.986.507,48
In assenza di contributo (evento prevedibile) Euro 5.046.507,48
Differenza da reperire per copertura del costo del servizio Euro 307.566,88. Chissà se questa somma è stata recuperata dai diversi Consorzi.
Ma facciamo un esempio più semplice. Se non facciamo distinzione di sorta tra cittadini,imprese,artigiani associazioni e consideriamo solo il numero di famiglie o cittadini del nostro comune.
Totale costo Euro 2.986.507,48/12.547 abitanti Costo per abitante Euro 238,02
Totale costo Euro 2.986.507,48/6.344 famiglie Costo per nucleo familiare Euro 470,76.
In caso di mancata erogazione del contributo nave ATTENZIONE i costi procapite si RADDOPPIANO.
INTANTO PAGHIAMO BEN 159MILA EURO/ANNO PER ONERI AMMINISTRATIVI SRR.

 

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