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C’è una Sicilia turistica che cresce in silenzio. E’ quella del turismo extralberghiero, un universo variegato che va dalle dimore storiche ai campeggi, dai rifugi di montagna ai B&B, dagli agriturismi ai parchi camper o di case sugli alberi. Proprio a questa Sicilia turistica si rivolge la Bte, la prima Borsa interamente dedicata al Turismo extralberghiero, ideata da Confesercenti Sicilia e co-organizzata quest’anno insieme all’assessorato regionale al Turismo. Scopo della Borsa, giunta alla terza edizione, è fare incontrare i gestori delle strutture siciliane con buyer provenienti da tutta Europa e dai paesi extraeuropei dove più forte è la domanda di turismo alternativo, di tipo culturale, esperienziale e naturale che al format alberghiero preferisce dimensioni più intime che lo mettano a contatto con il territorio. Oltre cento i gestori di strutture extralberghiere che hanno aderito e che incontreranno 20 buyer provenienti da Russia, Francia, Germania, Inghilterra, Polonia, Danimarca, Lituania, Belgio, Italia, Repubblica Ceca e Olanda. Ai buyer è stato dedicato anche un educational tour alla scoperta di alcuni siti culturali e naturalistici tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. Il tour si avvale della collaborazione di Coopculture che gestisce la biglietteria e i servizi alcuni tra i maggiori siti culturali dell’Isola tra cui la Valle dei Templi e il Chiostro di Monreale. E proprio Monreale "cuore" dell'itinerario Arabo Normanno dell'Unesco, sarà per il secondo anno consecutivo, la location della Bte. I B2B si svolgeranno dalle 10 alle 19 al Complesso Monumentale Guglielmo II. “Una scelta che apprezziamo – dice il sindaco Piero Capizzi – Mettere a disposizione i nostri spazi per promuovere cultura e turismo in Sicilia è non solo motivo di orgoglio ma un’occasione per mostrare il nostro territorio a operatori di tutto il mondo”.
“C’è un grande fermento negli ultimi anni che arriva dal territorio – dice Vittorio Messina, presidente di Assoturismo nazionale e di Confesercenti Sicilia - Tanti giovani decidono di investire sul turismo e su luoghi poco conosciuti della nostra Isola. La Borsa vuole essere un’occasione per rafforzare queste spinte che partono dal basso e che intercettano una domanda internazionale rappresentando una grande potenzialità di crescita e sviluppo”. Un’occasione per rafforzare il sistema turistico e creare una Rete tra le associazioni datoriali e istituzioni in grado di accelerare i processi. Punto di partenza, lo studio elaborato dall’Osservatorio turistico sull’Economia delle Isole che mette a confronto l’andamento del comparto nelle Isole dell’area Euro-Mediterranea, mostrando punti di forza e di debolezza della situazione siciliana. “I dati – dice Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie – evidenziano che l’Isola ha una potenzialità di crescita enorme, soprattutto nelle zone interne e per quanto riguarda il turismo en plein air che in altre realtà insulari, come ad esempio la Corsica, costituisce una voce importante di arrivi e presenze”.

Presenti anche diversi operatori turistici eoliani. Ha presenziato la liparota Dominga Monte, dirigente provinciale di Confersenti di Messina nella foto insieme a Michele Sorbera, direttore della Confesercenti regionale, Daniele Andronoco, direttore provinciale e Alberto Palella, Presidente confesercenti Messina 

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Oggi la Sicilia conta 5500 strutture extralberghiere e lo scorso anno sono stati poco più di un milione i turisti che hanno scelto una struttura ricettiva extralberghiera per un totale di 3 milioni di notti vendute.  Il comparto extralberghiero è cresciuto di due punti percentuali in più rispetto alla ricettività turistica nel complesso (12 per cento rispetto al 10 per cento). “Come assessorato al Turismo – dice l’assessore Sandro Pappalardo - in questi mesi abbiamo avviato un’interlocuzione a 360 gradi con associazioni, realtà del territorio, segmenti del turismo culturale e esperienziale finora inesplorati perché siamo convinti che solo unendo le forze si può diventare concorrenziali in Europa e nel mondo, sapendo bene che quello che non manca alla Sicilia sono le risorse di cui dispone. La Bte serve a rafforzare questa rete e promuovere meglio un comparto che ancora è poco conosciuto”.
Proprio nell’ottica della Rete e del “Sistema Turistico” la Bte 2018 ha previsto un’area dedicata ai Parchi regionali, un patrimonio di bellezza e di esperienze naturalistiche che in altre regioni e in altre Isole hanno innescato la ripresa economica anche in aree che rischiavano di svuotarsi. E’ il caso della Corsica, prima per turisti nell’extralberghiero nel raffronto tra le Isole dell’area Euro-Mediterranea e simile per tipo di risorse naturali alla Sicilia. “I Parchi siciliani hanno ormai raggiunto la maturità – dice l’assessore al territorio e Ambiente Toto Cordaro -  Come assessorato puntiamo a creare un sistema integrato, non solo tra i parchi stessi ma con Istituzioni culturali come la Fondazione Unesco per fare decollare il turismo open air che, è dimostrato, è quello che più si sposa con la destagionalizzazione e con periodi di lunga permanenza. Chi viene qui deve sapere che oltre al mare e all’Etna può scoprire parchi naturali, parchi fluviali, alberi millenari, tradizioni culinarie e culturali e trovare un territorio pieno di storia e fermenti nuovi”.
“L’Isola sta imparando finalmente a fare sistema – aggiunge Aurelio Angelini, direttore Fondazione Unesco Sicilia - E' indubbio che il riconoscimento UNESCO fa da spinta e propulsore al turismo anche di coppie, piccoli gruppi, giovani che quasi sempre scelgono sistemazioni extralberghiere. Lavorare insieme, proporre percorsi alternativi, scoprire aree vicine o legate ai tour ufficiali, è di certo auspicabile per tutti, pubblico e privato”. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Barone, direttore de La Rotta dei Fenici, itinerario culturale del Consiglio d’Europa: “I percorsi che dobbiamo immaginare in un mondo sempre più globale devono guardare a dimensioni più ampie e recuperare storie e identità millenarie come quella del Mediterraneo su cui può essere costruita un’offerta turistica sinergica”.
Media partner della Bte per il secondo anno consecutivo il mensile PleinAir, dal 1971 la rivista di riferimento per chi pratica la vacanza all'aria aperta, o meglio quel 'Turismo secondo natura' che fin dalle origini rappresenta e sintetizza la linea editoriale della testata. “La Sicilia – dice il caporedattore Michela Bagatella - è una regione che offre opportunità innumerevoli e di altissimo livello per il nostro target di turisti un segmento peraltro in costante crescita a livello nazionale ed europeo. È per questo che abbiamo deciso di investire in questo progetto promuovendo la Borsa - ma soprattutto quest’isola e il suo inestimabile patrimonio d'arte e natura - come meta da scoprire per i nostri lettori, che qui possono contare su una crescente attenzione da parte degli operatori locali verso un'ospitalità camper friendly diffusa e destagionalizzata”.
I DATI DELLO STUDIO OTIE
La ricettività extralberghiera in Sicilia vale oggi 120 milioni di euro (stima Otie sul 2017) e pesa sul sistema di accoglienza extralberghiero nazionale per il 2 per cento in termini di presenze. Il comparto ha però grandi margini di crescita come testimoniano i trend europei e nazionali. In tutta Italia la spesa per alloggi extralberghieri (escluse le strutture open air) lo scorso anno è aumentata del 44 per cento rispetto all’anno precedente superando i 3 miliardi di fatturato. Impennata maggiore ha avuto su scala nazionale il turismo en plein air (+71%) con un fatturato di circa 346 milioni.
La Sicilia insieme alla Sardegna detiene già un primato rispetto alla percentuale di strutture extralberghiere sull’offerta turistica totale (pari all’81%) e guida la classifica delle Isole Mediterranee. A seguire ci sono le Isole Ionie - il cosiddetto Eptaneso formato da Corfù, Paxos, Leucade, Itaca, Cefalonia, Zacinto, Cerigo – (80%); le Canarie (76%); il sistema delle isole Greche del Nord Egeo (72%); Creta (67%), le Baleari (48%); la Corsica (45%); Malta (10%); Cipro (0%). Il quadro cambia se si guarda però al numero di posti letto. Canarie, Corsica e isole dell’Egeo Meridionale sommano in fatti il 50% dei posti letto delle Isole Euro-mediterranee, mentre la Sicilia, nonostante la sua vastità territoriale e ricchezza culturale e ambientale, appena il 10 per cento. Per comprendere il margine di crescita possibile del comparto basta comparare i dati con altre isole dove l’offerta turistica extralberghiera è stata affiancata da un lavoro costante di promozione e comunicazione sui mercati interessati. Alle Canarie, arcipelago di medie dimensioni con un’estensione complessiva di quasi 7500 chilometri quadrati, si concentra il 34% degli arrivi registrati complessivamente in tutte le isole osservate con riferimento al comparto extra alberghiero, che in termini assoluti equivale a più di 4 milioni di turisti. Quattro volte più che in Sicilia dove a scegliere l’extralberghiero è 1 milione di turisti. Sempre le Canarie detengono il primato di notti nell’extralberghiero (33 milioni) sul totale delle Isole Euromediterranee, mentre la Corsica è tra tutte, quella in cui l’incidenza dell’extralberghiero sull’industria ricettiva locale raggiunge i livelli più alti (70% delle presenze e 50% in termini di arrivi). Profondamente diversa anche la durata delle vacanze di chi sceglie le strutture extralberghiere. Breve in Sicilia (3 notti), prolungata alle Canarie (8 notti). I termini assoluti quasi 3 milioni di presenze in Sicilia contro gli oltre 33 milioni delle Canarie.
Anche per quanto riguarda il tasso di occupazione dei letti il confronto aiuta a raddrizzare la rotta delle scelte politiche. A fronte di isole come le Canarie e Malta che hanno tassi di utilizzazione del 53% e del 45%, Sicilia e Sardegna si fermano al 10%. Segno che tanto c’è ancora da fare sulla destagionalizzazione e che restano inesplorate ampie zone interne ricche di storia, tradizioni e cultura.
Per quanto riguarda il turismo en plein air, il modello è la Corsica dove si concentra il 46,3% dei posti letto complessivamente esistenti nei contesti insulari analizzati e dove è stato portato avanti un lavoro di valorizzazione delle aree interne e delle risorse naturali. Un patrimonio di cui anche la Sicilia è ricchissima e che rappresenta una grande potenzialità per il futuro. Lo scorso anno il comparto, dopo il crollo degli anni scorsi, ha iniziato una lenta risalita (+4% in termini di numero di strutture). Rispetto alla domanda di turismo all’aria aperta, la Sicilia conta l’11,5 per cento di presenze rispetto alla Corsica. In Sicilia il 2017 si è chiuso infatti con circa 500 mila presenze, a fronte dei 4,3 milioni dell’Isola francese.  C’è un risveglio di attenzione per l’offerta del turismo en plein air, e una domanda in aumento che non trova però strutture adatte soprattutto nelle zone interne.

 

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