
I Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica di Messina, con cui è stata disposta la misura cautelare in carcere nei confronti di un 59enne di Taormina, già noto alle Forze dell’Ordine, sul cui conto il Giudice ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di incendio boschivo aggravato dal grave danno ambientale e dalla determinazione di un pericolo per gli edifici.
Il provvedimento cautelare parte dall’attività investigativa condotta dai Carabinieri della Compagnia di Taormina, che ha permesso di documentare le condotte dell’indagato, quale presunto autore dell’incendio di vaste proporzioni che nelle giornate del 25 e 26 luglio 2023 ha interessato le aree di Taormina, Castelmola e Letojanni, le cui fiamme avevano distrutto e causato ingenti danni a coltivazioni e aree boschive, oltre che il danneggiamento di fabbricati presenti nei terreni e di parti che lambivano l’autostrada A18, con la momentanea interruzione del tratto autostradale tra Roccalumera e Taormina. Dalle indagini si evince che l’uomo ha innescato l’incendio con il fine di bruciare i terreni perché si rigenerasse nuova erba da poter essere sfruttata per il pascolo, nonostante i fondi non fossero di sua proprietà ma solo limitrofi ai suoi possedimenti.
A conferma delle intenzioni dell’indagato di sfruttare economicamente le zone distrutte dal fuoco, le indagini hanno fatto emergere come lo stesso avrebbe accompagnato alcune persone nei terreni di cui vantava la piena disponibilità aiutandoli a scaricare capi di bestiame affinché gli animali rimanessero lì per il pascolo.
L’arrestato era inoltre già stato coinvolto in diverse vicende giudiziarie: il 13 marzo scorso era stato sottoposto a misura cautelare in carcere nell’ambito di una vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, per estorsione aggravata dalla finalità di agevolare l’associazione mafiosa.
Spacciava in casa, tenendo d’occhio la zona con un impianto di videosorveglianza: arrestato cinquantunenne
I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno arrestato un 51enne messinese, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
Ad operare sono stati i Carabinieri della Stazione di Bordonaro e del Nucleo Radiomobile di Messina che, durante un servizio di appostamento, predisposto nei pressi dell’abitazione del 51enne, domenica sera hanno bloccato l’uomo mentre si trovava sul pianerottolo di casa sua a parlottare con un altro individuo a cui cedeva una dose di crack, in cambio di 25 euro.
Ritenendo che l’indagato potesse detenere altra droga in casa, i militari dell’Arma hanno deciso di perquisire la sua abitazione, all’interno della quale, nel salone, hanno scoperto un articolato sistema di videosorveglianza, realizzato con il verosimile intento di osservare i movimenti dinnanzi all’abitazione, in modo da poter spacciare senza essere scoperti. Sono stati altresì trovati e sequestrati residui di cocaina, recuperati dal pavimento del bagno, nonchè la somma di 3.500 euro, in banconote di vario taglio, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio.
Il 51enne è stato arrestato e ristretto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice del Tribunale di Messina ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, diponendo a carico del 51enne la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. La droga recuperata è stata inviata ai Carabinieri del RIS di Messina per i relativi accertamenti di laboratorio, mentre l’acquirente, una volta identificato, è stato invece segnalato alla Prefettura di Messina quale assuntore di droghe.
