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Dopo un autunno di sofferenza è morto a Cagliari l'ing. Vincenzo Cincotta, originario di Lipari..

Lo piangono la moglie Franca, i figli Cinzia e Gianmarco, il nipotino Giovanni.

Partecipano al cordoglio, affranti:
- i cugini eoliani, Giuseppina, Nino, Anna, Lorelisa con Enrico, Lina Paola e Anna Maria Costa;
- i cugini di Messina, Santino, Giusy e Giovanni Liotta, con Sergio, Clarastella, Carmelo e Anna Maria Ferreri.

Ai familiari le condoglianze del Notiziario

 

IL CORDOGLIO

di Lina Paola Costa

Vincenzo Cincotta è deceduto a Cagliari, eoliano per storia familiare e per fervida scelta. 

Ci lascia una persona vulcanica, creativa, innamorata di Lipari tanto da aver voluto nel tempo radicarsi sempre più alla ricerca delle origini della sua famiglia (i Cincotta di Stromboli e i La Cava di Lipari) e costruendo una serie di relazioni, chiacchiere, iniziative, piante da curare, terrazzi da godere, per tornare spesso durante l’anno, anche con il tempo proibitivo, i voli con scalo e le lunghe attese nei viaggi di andata e ritorno in inverno.

Aveva viaggiato il mondo intero, aveva implementato l’agenzia di navigazione del padre che nel dopoguerra portò a Cagliari “i bastimenti” carichi della pomice di Lipari, aveva intessuto amicizie con l’intellighenzia sarda e imprenditori di tutto il mondo, stupendosi come un fanciullo per una luna piena che brillava sulla baia di Canneto Agliozzo o per un’alba contemplata da Bagnamare.
Vincenzo Cincotta era intraprendente e anche intransigente, chiedeva il massimo a se stesso e agli altri, ma proprio per questo aveva raggiunto molti dei suoi obiettivi, seppure il principale fosse da sempre quello di stare in famiglia.

La propria bellissima famiglia, residente a Cagliari, e quella allargata per la quale chiamava a raccolta tutti i cugini estate dopo estate, puntata dopo puntata, pizza dopo pizza, cannolo dopo cannolo, senza mancare mai di far visita alla cugina decana, Giuseppina, che è andato a trovare più volte fino all’ultima permanenza a Lipari…
Era intraprendente, aveva voluto sfidare l’erta roccia di Agliozzo, costruire piccole dimore là dove i suoi avi coltivavano viti, piantare lecci e rosmarini cascanti dove sembrava vincere solo la pietra impenetrabile.
Aveva voluto creare gemellaggi multiformi tra Eolie e Sardegna all’insegna di un’idea di insularità dinamica e scambievole, per tutelare con orgoglio il suo stato di “oriundo” come amava dirsi, sintetizzando questi sentimenti in due pubblicazioni: «Con il favore di Eolo» e «Le isole degli dei».

Era talvolta categorico, con idee e programmi ambiziosi, selettivi, talvolta poco concilianti, ma che non intaccavano il tratto da gentleman speso nelle piccole cose.
L’ultimo stupore manifestato era quella di aver scoperto l’esistenza di statuine di Shardana al Museo di Lipari, dal quale era scaturito un progetto di festa culturale sui popoli del mare, rimasto sospeso…
Ora espettiamo le sue spoglie a Lipari.
Era un cugino caro, che ci mancherà molto e che teneva unita un’intera stirpe, guardando sempre verso orizzonti ampi e moderni dai suoi giovani settantacinque anni.

di Giacomo Biviano*

ADDIO VINCENZO......
Sono profondamente addolorato per la morte dell'Ing. Vincenzo Cincotta, originario di Lipari. Ha amato queste isole e suoi abitanti con tutto se stesso. Ultimamente vi trascorreva diversi periodi dell'anno risiedendo nella sue amate case di Bagnare e Agliozzo. Promotore di un aeroporto a Lipari attraverso il sostegno finanziario e la creazione di una società ad hoc, con annesso studio di progettazione finanziato dallo stesso.

Ultimamente era stato l'artefice di uno evento teatrale nella sua Cagliari dal titolo "Tra Ichnusa e Lipari", particolarmente apprezzato dagli abitanti e grazie alla collaborazione della compagnia teatrale piccolo borgo antico. Ha cercato in tutti i modi di contribuire alla sviluppo del territorio eoliano del quale si sentiva parte e figlio. Il Signore accolga la tua anima tra i giusti. Le mie più sentite condoglianze a tutta la famiglia.

*Presidente consiglio comunale

di Gianluca Veneroso

BUON VIAGGIO, VINCENZO!

Ci piace immaginarti tra le barche di un "tuo" cantiere o su una nuvola non lontana dagli scogli di quella casa eoliana tanto amata. Ovunque tu sia, ingegnere, padre, nonno, sposo attento, ma soprattutto AMICO, ci mancherai! Pignolo ma umile, preciso ma sognatore, impegnato ma non per questo sfuggente, in te - figlio ed erede di due isole magiche - il calco raro di uno spirito imprenditoriale "guadagnato" con sudore e intelligenza, fatica e sagacia, braccia e mente.

Quando, due anni fa, io, Tindara e Angelino ti abbiamo incontrato, dopo mesi di valzer burocratici, non sapevamo CHI aspettarci. Due battute ed.... è stato amore a prima vista. Abbiamo amato quel tuo accento imbastito di sillabe sarde, distanti e ca-den-za-te, frammischiate a un liparuoto spicciolo mai sopito ed esibito a suon di U VISTI, U FICI, U CANUSCIU D'I QUANNU ERA NICU.

Ci siamo persi nei tuoi gustosi aneddoti di viaggio, vita, mare, lavoro, famiglia....specchi lucenti di un successo meritato e condiviso. Ci siamo invaghiti del tuo immancabile presenziare a teatro e del puntuale resoconto di cosa ti avesse colpito ed emozionato tra una commedia e un dramma. E che dire poi degli sforzi ( finanziari e culturali) con cui hai portato il nostro PICCOLO BORGO ANTICO tra i fenicotteri, le chiese, gli echi punici, bizantini e catalani di una ospitalissima Cagliari! Gli occhi ridenti, azzurri, vivaci con cui scrutavi il mondo restano un prezioso lascito per chi ha incrociato le tue rotte. Buon viaggio, allora!

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di Alberto Biviano*

IL Rotary Club di Lipari - Arcipelago Eoliano con sincera commozione esprime il cordoglio per la dipartita dell’Ing. Vincenzo Cincotta, persona di grande spessore umano, sempre generoso è disponibile oltre che rotariano. I soci, il direttivo ed il presidente Alberto Biviano si stringono attorno alle famiglie in questo momento di dolore e sofferenza.

*Presidente Rotary Club di Lipari

di Massimo Ristuccia

Un ricordo dell’ing. Cincotta, recentemente scomparso, lo avevo conosciuto soltanto pochi anni or sono, per caso, parlando di “”Pomice”” in quell’occasione mi regalò un libro, che tratta un po’ la storia della sua famiglia ed in altra occasione altro di genere diverso. Da allora ogni volta che ci incontravamo a Canneto si fermava sempre a salutarmi, si scambiava qualche parola, mi aveva invitato a casa sua ma i giorni sono pochi e si corre sempre. Mi resta un ricordo di una persona generosa con cui è stato un piacere discutere anche con idee diverse sempre in modo rispettoso. 

di Felice D'Ambra, 

Carissimo Vincenzo ho appreso della tua scomparsa, mi sono dispiaciuto tantissimo. Non sapevo del tuo ricovero in ospedale, poiché questa pandemia, ha cambiato il nostro modo di vivere fra gli amici e anche fra parenti. quando qualche settimana fa, ho sentito al telefono tuo cugino Nino Costa, lui mi ha chiesto tue notizie.

Gli ho risposto che da parecchio tempo non ti avevo sentito e neppure visto quest’estate a Lipari. Mi è sembrato molto strano, anche perché ci incontravamo spesso all’Aeroporto di Catania, quando rientravamo a Cagliari.

Vincenza mi diceva che lui, come me, era un emigrante, e che quando avremmo fatto quest’anno la manifestazione nella serata di Marina Corta, sarebbe voluto essere presente per la” Festa dell’Emigrante”.

Caro Vincenzo hai fatto tanto, hai creduto tanto di poter far volare gli Eoliani di Lipari con il tuo progetto dell’Aviopista, o Aviosuperficie, purtroppo devo dire, che non avevi fatto il conto con il pensiero negativo dei nostri paesani liparoti, che non hanno saputo; apprezzare il progetto, in quanto non hanno visto di buon occhio la possibilità di un piccolo aeroporto, però si lamentano sempre, quando restano a Milazzo e devono andare a dormire in albergo e non solo..

Ormai tutto è finito, tu sei tornato dal padre tuo e nulla ha più importanza, il tuo progetto resterà nella memoria di tutti quelli che hanno sperato in un miracolo, quello di poter un giorno sorvolare con un aereo il cielo Eoliano di Lipari, che non fosse solo l’elicottero del 118.

Le mie sentite condoglianze alla Consorte Sig.ra Franca alla figlia Cinzia, al figlio Gianmarco, al nipotino Giovanni, a tutti i famigliari e parenti. 

Addio mio caro amico, riposa in pace.

Cagliari, Vincenzo Cincotta sul "palcoscenico" per raccontare le radici eoliane di famiglia

Lipari, "l'Avaro" del "Piccolo Borgo Antico" ha conquistato la Sardegna grazie alla famiglia di Vincenzo Cincotta

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