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di Luca Chiofalo

Non solo Capitale Italiana della Cultura 2022, adesso pure prima isola con popolazione completamente vaccinata dai 18 anni in sù, quindi già in condizione di offrire garanzie agli operatori e ricevere in sicurezza i turisti.

Procida (circa 10000 abitanti) oltre alla dovuta ammirazione, comincia a suscitarmi un sentimento che non conoscevo: l’invidia…!

Quale sarà il segreto dei successi dell’isola campana?
Forse una classe dirigente e politica all’altezza del ruolo, oltre ad una popolazione che ne segue la visione illuminata?
Varrebbe la pena fare una gita di istruzione…

Isole di Sicilia. Covid: intesa tra Figliolo e Musumeci, al via vaccinazione  

Partirà il 6 maggio, la nuova fase della campagna vaccinale in Sicilia annunciata, durante una conferenza stampa, dal presidente della Regione Nello Musumeci. D alle ore 20 di giovedì sarà possibile, dunque, per tutti i soggetti compresi nella fascia d’età tra i 50 e i 59 anni, effettuare la prenotazione per la vaccinazione sulla piattaforma nazionale. Le somministrazioni, effettuate con il siero di AstraZeneca, cominceranno da giovedì 13 maggio e seguiranno l’ordine di prenotazione.
Per quanto riguarda, invece, i soggetti con patologie pregresse nella fascia di età compresa tra i 50 e 59 anni – secondo quanto previsto dalle raccomandazioni del Piano nazionale – le vaccinazioni saranno effettuate, a partire dal 7 maggio, durante gli open day organizzati negli Hub e nei Punti vaccinali dell’Isola, con il siero di Pfizer-Biontech. Per tale categoria di soggetti non sarà necessaria la prenotazione.
Musumeci ha comunicato l’avvio delle vaccinazioni anche nelle isole minori, per tutta la popolazione di età superiore ai 18 anni. Si comincerà venerdì da Lampedusa, Linosa e Salina, cui seguiranno, a partire dal 10 maggio, le restanti isole, con ordine legato alla minore densità di popolazione.
«Ho sentito il generale Figliuolo – dice il presidente della Regione - che mi ha assicurato il varo di un Piano, nelle prossime ore, proprio per le isole minori. Sono contento di questa convergente operatività e non è escluso che unità militari possano contribuire alle vaccinazioni nelle piccole comunità già in questo fine settimana».

Il videomessaggio del sindaco Marco Giorgianni su vaccini e differenziata 

 

AZIONE-Isole e vaccinazione di massa: “Bene Musumeci”

“Accogliamo con grande soddisfazione la decisione del Presidente Musumeci di aprire, da

 
domani, alle vaccinazioni di massa per le isole minori”, così il referente di Eolie in Azione e responsabile organizzazione provinciale messinese del partito di Calenda, Francesco De Pasquale. 
“Non più tardi di una settimana fa avevamo incalzato e chiesto a gran voce al Governo regionale di procedere in questa direzione, in considerazione delle grandi fragilità che caratterizzano i sistemi sanitario e infrastrutturale delle nostre isole siciliane. 
Due punti sui quali, certamente, la pandemia ha acceso fortemente i riflettori. E non è più tempo di nascondere la testa sotto la sabbia: certe criticità, adesso, vanno affrontate una volta per tutte, con massima urgenza e profonda serietà. Da troppo tempo gli isolani sono trattati, inaccettabilmente, come figli di un Dio minore”, prosegue il responsabile provinciale organizzazione di Azione.
“Intanto, applaudiamo alla scelta di buonsenso del Presidente Musumeci, auspicando una sempre maggiore attenzione per la Sicilia tutta e per i suoi territori con bisogni speciali e urgenti; e, in special modo, per quelli che sono zone di frontiera (come ad esempio Lampedusa) o i centri di grande affluenza turistica. Una politica seria non è certamente quella che attende inerme si verifichino le tragedie prima di intervenire. Dunque, se è possibile, tentare di ridurre i rischi (e conseguenti costi) non solo è giusto ma assolutamente doveroso”, conclude De Pasquale.

Lipari, da lunedì volontari per la pulizia delle spiagge

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di Luigi Sabatini*

L’associazione Balneare delle Isole Eolie è lieta di comunicarvi che a far data dal 08.05.2021 incomincerà la campagna di pulizia di quelle spiagge difficilmente raggiungibili, site nel Comune di Lipari, tutti coloro che vorranno partecipare a tale iniziativa, sia singola persona che Associazione potranno contattare la sig.ra Michela La Greca al numero 333.3844985 al fine di meglio organizzarci nella logistica e negli spostamenti.
Il primo appuntamento e fissato per giorno 08 c.m. alle ore 09.00 presso porto Pignataro.
Si fa presente inoltre che tale evento sarà organizzato nel rispetto delle normative anti covid19 vigenti.
Ringraziamo anticipatamente quanti vorranno unirsi a tale iniziativa.
La nostra gratitudine va infine all’ufficio Circondariale Marittimo Guardia Costiera di Lipari ed al Comune di Lipari per la loro collaborazione.

*Presidente

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500.000…

Era l’obiettivo, da molti giudicato impossibile da raggiungere, di vaccini inoculati quotidianamente che il generale-commissario Figliolo aveva perentoriamente, come si addice ad un militare di rango, fissato
per la fine di aprile.

Ci siamo arrivati ed è una iniezione di speranza e fiducia per tutto il paese.
Non siamo fuori dai guai, ma mettendo gli uomini giusti nei posti giusti (Draghi in primis), un “sistema” traballante come quello italiano ha dato segnali di efficienza,
affidabilità e rigore.

Ci serve l’ottimismo, ci serve credere che volontà e capacità di uomini e donne possano cambiare in meglio
le cose.
Ne abbiamo bisogno come Italiani e forse ancor di più come Eoliani.
Credere fermamente di poter superare zavorre e ignavia, facendo scelte consequenziali, agevola l’opera.
Buon primo maggio!

 

LE CLIENTELE, IN POLITICA, NON HANNO MAI RAGIONE.

La politica clientelare, soprattutto al sud, è un triste retaggio storico che ci accompagna da sempre.
Ma oggi si è passato il segno, perché piazzisti (politici) e clienti (elettori) hanno perso il senso della misura che contraddistingueva le passate generazioni.

Quel modo di concepire l’attività politica è difficile da superare, ma la stretta attualità, con l’evidenza di problemi ingigantiti, ne sancisce il fallimento: illegalità crescente, servizi peggiorati e bilanci sempre più difficili da quadrare, con la beffa che anche il guadagno spicciolo dei furbi che “usano” la macchina pubblica e la politica per vantaggio esclusivamente personale è spesso eroso dalle gravi difficoltà del “sistema Eolie”.

Ai futuri candidati Sindaci il buonsenso imporrebbe di costruire un progetto politico-amministrativo che guardi oltre le singole fortune. Riusciranno a resistere alla tentazione di blandire l’elettorato con le solite e calibrate (a seconda dell’interlocutore) promesse e resistere alle pressioni dei predatori che tentano di spacciarsi per imprenditori?

Colui o colei che porrà attenzione alla qualità dei servizi al cittadino, si impegnerà a restituire piena capacità operativa agli uffici più esposti e vitali per presidiare la legalità sul territorio e l’equità, che vorrà dare alle Eolie un orizzonte turistico finalmente d’avanguardia, puntando sulla protezione e valorizzazione del nostro preziosissimo patrimonio ambientale e su un potenziamento sostenibile di infrastrutture, trasporti e accoglienza, sarà il mio candidato.

Pensare che il governo italiano (peraltro, con quasi tutti i partiti dentro) voglia uccidere l’economia del paese va oltre il complottismo più creativo, arriva all’idiozia cosmica.

Ci potranno essere stati e ci saranno degli errori sui singoli interventi, ma la prudenza sulle riaperture è dettata da “scientifiche” considerazioni circa i rischi di una rapida e incontrollabile risalita dei contagi e delle ospedalizzazioni.

Vogliamo aprire tutto oggi e richiudere tra 1 mese?

Non credo.

L’ emergenza è mondiale, ma neppure questa volta una parte di italiani riesce ad affrancarsi dal provincialismo di visione e giudizio: basterebbe osservare l’asprezza delle misure restrittive di altri paesi con economie vicine ma più grandi della nostra (tipo Francia e Germania) per comprendere che non si può scherzare col fuoco, pena un peggioramento repentino della situazione e compromissione delle aspettative di ripresa economica.

Con cifre ancora attorno ai 500 morti quotidiani, è cinica e fuori luogo la protesta scomposta.

Vivo anch’io le difficoltà derivanti da un’economia dimezzata e dalle prospettive incerte, ma continuo a credere che anche una sola vita umana salvata valga di più del fatturato perduto.

In ogni caso, sia chiaro che, se non si riparte in sicurezza e con alta percentuale di persone già vaccinate, il problema Covid e le sue ricadute su vita ed economia non vedranno soluzione definitiva.

N.B. I ristori non saranno adeguati, ma sono il rovescio della medaglia di un paese con infedeltà fiscale e debito pubblico tra i più alti al mondo in rapporto alla popolazione. Qualunque politico regalerebbe i soldi per ottenere consenso, ma i soldi non ci sono ed i debiti “costano”. Anche a chi pensa erroneamente che quelli di stato (o comunali...) non siano affar suo.

 

Il cambio di passo c’è stato.

Dopo oltre un anno di incertezze e sofferenze diffuse, grazie all’accelerazione della campagna vaccinale, possiamo ragionevolmente sperare di uscire presto dall’incubo Covid.

I paesi più avanti con la vaccinazione, come l’Inghilterra, hanno abbattuto morti e contagi e cominciano ad allentare le restrizioni. Prima dell’estate riapriranno praticamente tutto.

A noi, con ancora decine di migliaia di contagi e centinaia di morti quotidiani, toccano ancora un paio di mesi di sacrificio, ma le previsioni, se forniture di siero e vaccinazioni rispetteranno le attese, fanno sperare (come ha detto il ministro leghista al turismo) in un’estate migliore di quella passata.

“Passaporto” sanitario per spostamenti sicuri e, forse, vaccinazione anticipata per tutti gli abitanti delle isole minori potrebbero darci un’ulteriore spinta per ripartire presto col turismo e lasciarci alle spalle il periodo più difficile della nostra storia recente.

L’ultimo sforzo...

 

PER ASPERA (tributi) AD ASTRA!
Siamo in pandemia e non si parla d’altro, ma proviamo a vedere oltre: parliamo dei soldi, quelli pubblici, quelli di tutti.
Senza equità impositiva e recupero delle somme non pagate dai furbetti, le difficoltà per le casse comunali e per la redazione di bilanci “verosimili” cresceranno...
Tradotto: minori servizi e prelievo medio in aumento.
I tributi e i canoni locali hanno previsioni di incasso puntualmente non rispettate ed elusione ed evasione crescenti.
Non è un fenomeno iniziato con le difficoltà della pandemia, ma si
trascina, peggiorando, da molti anni.

Come si fa a non percepire la profonda ingiustizia e non provare vergogna se un pensionato che percepisce 800 euro al mese (o anche meno) onora con rigore le proprie scadenze e, invece, grandi “utenze” e “signorotti” accumulano insoluti o evadono quanto dovuto alle pubbliche amministrazioni sperando nel colpo di spugna che cancelli il debito o nelle carenze
nell’accertamento e riscossione degli enti pubblici?
Superata l’emergenza Covid, se non si inverte l’andazzo, si finirà per convincere anche il cittadino “onesto” a cambiare atteggiamento: perché essere tra i fessi che pagano quando i furbi che non contribuiscono quota parte al costo della macchina pubblica la fanno franca?
Non si tratta di perseguitare qualcuno, soprattutto se in difficoltà, si tratta di ristabilire un principio di giustizia.

La forsennata corsa alle poltroncine di palazzo per le amministrative del prossimo anno sarà animata anche dalla voglia di abolire iniquità e squilibri attuali o si continuerà a tollerare il “privilegio” di pochi a danno di molti?
Mah... la “statura” dei prossimi candidati sarà un indizio...

 

Per non esporre i nonni e le persone fragili a gravi rischi.
Per dovuto rispetto agli oltre 100000 morti italiani causa covid.
Per evitare ulteriori restrizioni.

Perché anche giovani e individui in salute possono sviluppare forme severe di infezione.
Per non compromettere la campagna vaccinale.
Per non privare ancora i nostri bambini e ragazzi della scuola e della “socialità”, fondamentali per la loro crescita.

Per sperare di vivere un’estate quasi normale.
Servono altri motivi per convincerci a rispettare con rigore le disposizioni per il contenimento del contagio e smetterla con le feste, i pranzi di gruppo, gli assembramenti al bar o per strada e le sciocche lamentele…?

 

Come auspicato circa un mese fa con la segnalazione sulle pagine del “notiziario” di un articolo che illustrava il modello greco, i Sindaci delle isole minori italiane sembrano muoversi verso la richiesta di vaccinazione di massa delle loro comunità. 

Questa soluzione ci metterebbe presto al riparo dagli enormi rischi sanitari che corriamo data la carenza di strutture e ci consentirebbe di essere una meta sicura per i flussi turistici che a breve si rimetteranno in moto.

Spingere forte, dunque, se la strada è percorribile.
Intanto, bisogna purtroppo notare che, “nel silenzio”, aumentano i contagi ma non diminuiscono gli assembramenti ed i comportamenti a rischio…
Non ha senso ma sembra tollerato. 

Eppure, noi ed il resto della Sicilia stiamo reggendo l’urto del virus meglio di quasi tutto il resto d’Italia in questa fase, perché compromettere una situazione al momento gestibile senza essere obbligati a chiusure radicali? 

Perché rimandare ad un eventuale aggravamento della situazione (cioè chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati) controlli più rigorosi sul rispetto delle disposizioni anti contagio, consentendo, frattanto, ad un manipolo di sprovveduti di mettere a rischio l’intera comunità?
Il buonsenso sia il “senso” del momento…

 

L’emergenza sanitaria da Covid-19 non è finita, anzi negli ultimi giorni sembra che in Italia vi sia una recrudescenza dovuta alle varianti.
Osservando però i luoghi di ritrovo della nostra bella e rilassata isola (come altrove) sembra che pochi se ne preoccupino.
Assembramenti (con mascherina optional) da seduti, in piedi e, se si può, anche da sdraiati...
Bene. Se questo è l’approccio alla libertà concessa di muoversi e sedersi ad un bar o su una spiaggia, si spiega il perché le restrizioni ed i controlli rigorosi sono assolutamente necessari per questo scriteriato popolo di eterni bambini.

Evidentemente, non è chiaro che ci vuole poco a tornare in guai seri (come se gli attuali non fossero abbastanza); il centro-nord Italia, con molti centri tornati in zona rossa, lo dimostra.
Non sia mai, ma se scoppiassero focolai, ci fossero casi “seri” (considerate le nostre strutture sanitarie per noi ingestibili e pericolosissimi) e ci trovassimo obbligati a chiudere tutto, con chi
dovremmo prendercela?

Con le istituzioni (aguzzine o lassiste a seconda dell’umore dello scemo di turno che commenta) o con gli atteggiamenti imbecilli di chi gioca, spensierato, col fuoco e rischia di bruciare tutti?
Ai posteri (di senno) l’ardua sentenza...

N.B. Oltre ai rischi sanitari, usate la testa anche pensando ad altre conseguenze: auspicando che gli spostamenti saranno consentiti, per salvare almeno una parte della stagione turistica dobbiamo mantenerci quasi indenni dalla diffusione del virus... altrimenti, potremo ripiegare sul reddito di cittadinanza o sulla questua.

L'INTERVENTO

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di Francesco Coscione

Ho letto, approvando e condividendo, lo scritto di Luca Chiofalo titolato molto sapientemente "gli imbecilli dello struscio". Qualche giorno fa avevo anche io evidenziato questi comportamenti evitando di entrare nei particolari ma bene ha fatto Luca a porre l'accento su una realtà evidente... forse soltanto a noi due. Pretendiamo, facendone cavalli di battaglia, le vaccinazioni di massa nelle isole minori perchè viviamo di turismo, colpevolizziamo governi, regioni e sindaci se chiudono le attività e le zone, ce la prendiamo con le forze dell'ordine se non elevano contravvenzioni (agli altri!) ma poi basta che vediamo giallo per dedurre che possiamo fare tutto. Dopo un anno non abbiamo capito che le vaccinazioni sono un aiuto ma, ancora, non la soluzione. La soluzione siamo noi! Se teniamo la mascherina tutti, almeno quella chirurgica non quella fiorata di stoffa tanto carina, se osserviamo le distanze e ci laviamo e/o disinfettiamo le mani le probabilità di infezione sono prossime allo zero. Una cosa che vorrei evidenziare è che se ci troviamo in auto con colleghi di lavoro, la mascherina è obbligatoria e che molti si sono infettati proprio in queste occasioni. Purtroppo la parola obbligatorio per l'italiano si traduce con: vediamo come posso fregare la legge. Il risultato è che non solo ti freghi tu ma, purtroppo, freghi anche gli altri.

AVVISO AGLI STUDENTI E FAMIGLIE AI DOCENTI AI COLLABORATORI SCOLASTICI SCUOLA MEDIA DI MALFA

SI COMUNICA Che il giorno 1° marzo 2021 avrà inizio il CORSO PON “PIU’ ITALIANO SEMPRE PIU’ INSIEME 2” Rivolto agli studenti della classe 3^ Scuola media di Malfa Con il seguente calendario ed orario: Tutti i lunedì dalle 13,30 alle 15,30
Docente: prof.ssa Teresa Oliviero Tutor: prof.ssa Rosangela Ziino
IL DIRIGENTE SCOLASTICO Prof.ssa Mirella Fanti

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Il piano della Grecia per diventare Covid free (e le isole che lo sono già)

Immaginate un luogo dove poter passeggiare senza mascherine, senza igienizzante, senza distanziamento sociale. Un posto dove potersi baciare, ballare, uscire a cena e, magari, inciampare in qualcuno senza paura d’essere infettati. Sarebbe un posto al riparo dalla pandemia globale che ci ha paralizzati per un anno, un paradiso Covid free. Bene, invece di sognare l’utopia sanitaria c’è chi sta lavorando per realizzarla: il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs.

Mentre il Paese ellenico aveva retto bene alla prima ondata grazie a chiusure precoci, la seconda ondata seguita all’afflusso del turismo estivo è stata durissima. «Il picco dei contagi d’autunno sembra scavallato in tutta Europa» calcolano i matematici del Consiglio Nazionale delle Ricerche. In tutta Europa, tranne che in alcuni Paesi tra cui proprio la Grecia. Martedì la regione di Atene è tornata in lockdown rigido con anche le scuole serrate completamente. Eppure il piano per avere isole immuni alla pandemia da offrire sul mercato del turismo internazionale è una priorità nazionale, il governo ci lavora sul piano sanitaro e su quello diplomatico.

La Grecia ha vaccinato poco meno del 5 per cento della popolazione al ritmo di 5mila al giorno, 3mila meno del previsto. Si è vaccinato il personale sanitario e ora si stanno vaccinando gli over 80. Si cominciano a prendere appuntamenti per i cittadini sopra i 60 anni. Più o meno il ritmo è quello di tutto il resto d’Europa con i ritardi dovuti alla mancanza di dosi. Nonostante questo, però, in Grecia un pugno di isole sono già oggi Covid free. Tutti gli abitanti di Meganisi, Kalamos e Kastos sul Mar Ionio e Ikaria nell’Egeo sono stati vaccinati. Greci e stranieri residenti. Poche migliaia di persone, ma su quelle isole le potenzialità ricettive si contano a decine di migliaia. Per ogni isolano vaccinato vanno calcolati almeno 10 potenziali turisti durante l’intera stagione.

La vaccinazione a tappeto prosegue isola per isola, appena si trovano le dosi sufficienti per tutti. «Vuoi mettere – spiega entusiasta Alypios Tsagaris, albergatore di Rodi – se potessimo dichiarare che in tutta l’isola non ci sono e non ci possono essere infezioni perché siamo tutti vaccinati? Basterebbe che i turisti che arrivano in traghetto o in aereo provassero di essere sani o a loro volta immunizzati dal vaccino, che la vita qui potrebbe tornare assolutamente normale, tutto come prima di questo maledetto Covid».

«Quest’anno ci sarà una grande richiesta di viaggi e dobbiamo farci trovare pronti. Dobbiamo riuscire a garantire che le isole siano sicure – ha detto il premier conservatore durante la visita ad un ospedale -. Chi lavora negli hotel, nella ristorazione, nella nostra industria del turismo dovrà essere protetto, più saranno i vaccinati e più visitatori avremo». Per un turismo fuori dall’incubo Sars-Cov2 il primo ministro sta insistendo in Europa e fuori per il varo di un «passaporto sanitario internazionale». L’ha fatto anche durante una video conferenza con il presidente cinese Xi Jinping. «La Grecia vorrebbe la creazione di un certificato di vaccinazione. Questa sorta di “passaporto sanitario” può diventare uno strumento per facilitare i viaggi e permettere ai turisti cinesi di venire in Europa in totale sicurezza». Magari proprio sulle isole greche liberate dal Covid.

La Grecia è appena dopo l’Italia il Paese che ha visto il Pil diminuire di più in Europa con un calo del 10%. Il crollo del turismo ne è la causa prima. La proposta greca del passaporto sanitario ricorda quella del governatore sardo, Christian Solinas, agli esordi della pandemia. Forse vaccinare l’intera Sardegna o la Sicilia, isole da milioni di abitanti, è un obbiettivo troppo ardito per le vacanze di Pasqua. Ma l’idea di esportare il progetto greco a Eolie, Egadi, Pontine, magari persino l’Elba e altre nostre piccole isole potrebbe essere utile anche per il nostro turismo.(corriere.it)

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