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Nelle isole minori di Sicilia è partita la “crociata” per far riaprire i punti nascite che sono chiusi. Il giovane Francesco Corrieri di Lipari da poco sposato ha indetto una petizione che in pochi giorni ha già raccolto circa 500 firme. “E’ stata ideata per sollecitare la riapertura dei punti nascita delle isole minori di Sicilia e devo dire che cresce di giorno in giorno – dice - sappiamo che i problemi della sanità sono molti, alle nostre isole servono ambulanze, posti letto, personale, trattamenti per malati oncologici ecc. Dobbiamo sempre richiedere le attenzioni di chi ci amministra per far sì che questo della sanità, sia non uno dei problemi, ma il principale dei problemi da risolvere”.

“ Il Comune – spiega l’assessore della salute Tiziana De Luca - ha fatto istanza in numerose occasioni affinché questo governo regionale attivasse la procedura di richiesta al Ministero, come prevede la legge, di deroga di chiusura del Punto Nascita di Lipari. Inaccettabile tale discriminazione per le Eolie rispetto ad altri territori sulla terraferma per cui la Regione Siciliana ha operato in senso contrario, a dimostrazione che la scelta non poggia su una garanzia di sicurezza dettata dal numero dei parti ma su una mancata volontà di investire sulla Sanità eoliana ampiamente e notoriamente depotenziata”.

A Lipari si è anche protestato in consiglio comunale. Era stato richiesto di invitare sull’isola il presidente della Regione Musumeci e l’assessore Razza. Il 10 agosto il presidente del consiglio comunale Giacomo Biviano, Pd, ha fatto partire l’invito, ma fino ad ora non ha avuto risposta. Spiega Biviano “Sui punti nascite in Sicilia ci sono molte incongruenze è aperto a Nicosia, in terraferma a due passi da Enna, con 120 parti l’anno ed è stato riaperto a Bronte e si mantiene chiuso a Lipari dove in media ogni anno venivano effettuati i 120 parti”. Gesuele Fonti, di Forza Italia, aggiunge: “ribadiamo l’invito se non vengono dimettiamoci. Non è ammissibile che per il museo della pomice e il parcogeominerario è venuto di gran corsa e non ha voluto discutere di sanità che qui è in agonia”.

In prima linea sono i comitati “Voglio nascere a Lipari e non posso”, “L’ospedale non si tocca” e “Io sono Lorenza”. Si ricorda che piu’ volte in emergenza negli ultimi mesi in ospedale ci sono stati dei parti regolari, ma alcune mamme hanno anche rischiato di partorire durante il volo con l’elisoccorso e addirittura anche sull’aliscafo. C’è stata una signora che sulla pista di Vulcano era in attesa dell’elicottero ma il bimbo non ne ha voluto sapere di aspettare ed è nato ancor prima che atterrasse il velivolo.

“Certo è vero che la Regione alle partorienti da un contributo di 3 mila euro per i parti a Patti, Messina, Milazzo o Catania. Ma si consideri lo stress che si vive fuori da casa, le spese, l’appartamento, le preoccupazioni per il covid – puntualizza il consigliere di maggioranza Peppino Grasso – senza dimenticare che nella carta d’identità già da molti anni non risulta nati a Lipari…”.

Se alle Eolie il bimbo ha rischiato di nascere sull’elisoccorso a Lampedusa è invece nato durante il volo verso Agrigento. E’ accaduto il 24 agosto scorso. Un anno prima era anche accaduto ad una migrante. Lampedusa è altra isola con il punto nascite chiuso e anche qui la tensione è forte tra gli isolani per sollecitare il governo regionale ad attivarsi.

Anche a Pantelleria la “febbre è alta” è piu’ volte le donne sono scese in piazza su input del comitato “Per il mio parto io non parto”. “Per la comunità – dicono in coro - non è solo un problema economico legato agli elevati costi degli spostamenti totalmente a carico di chi deve partorire, ma anche una perdita dal punto di vista affettivo e di legame con il proprio territorio. La caratteristica di abitare su un’Isola che dista circa 180 km dalla terra ferma, dovrebbe bastare a giustificare la volontà di avere un punto nascite aperto ed efficiente. A questo va sommata l’esigenza socio-culturale di voler partorire nella propria Terra, affiancate dai propri affetti, nel proprio ambiente domestico. Per garantire la continuità di appartenenza e di radicalità al proprio territorio alle generazioni future.

Per scongiurare lo spopolamento che ne consegue. Per non gravare sull’economia familiare che il trasferimento sulla terraferma inevitabilmente comporta. I costi che una famiglia pantesca si trova ad affrontare di fronte a un parto fuori sede sono notevoli considerando che la partoriente ha l’obbligo alla partenza almeno un mese prima la data presunta del parto. Costi per l’affitto di un alloggio, il vitto, i viaggi per i famigliari che a turno le stanno vicino. Spese che il rimborso/contributo del decreto Gucciardi del 27 Aprile 2017 non è in grado di coprire. Per non considerare il disagio emotivo, fisico e psicologico che non ha valore di rimborso. Le restrizioni sui viaggi e tutte le precauzioni adottate su piano nazionale, per scongiurare la diffusione del contagio da Covid-19, a quanto pare, non è valida per le gestanti di Pantelleria, costrette a organizzare partenze non programmate, in un momento così delicato”. Insomma, paradisi estivi che d’inverno diventano inferni. 

DA MESSINA IN LINEA SALVATORE MERLINO

L'INTERVENTO

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di Salvatore Merlino*

Tanti anni fa oramai, si rimodulò il piano sanitario regionale che portò alla chiusura di tanti punti nascita, tra cui Lipari. Da allora è passato, come già detto, tempo…

Sfugge comunque ai più, che proprio a seguito delle chiusura dei suddetti punti, alcuni deputati o Sindaci si batterono per avere modifiche al piano che consentissero il permanere di alcuni siti. E così avvenne…..

Cito un esempio a caso, il Comune di Bronte, dove la classe politica, dura, forte, capace e combattiva, rappresentata prevalentemente dall’on. Pino Firrarello, la spuntò, e salvo il punto nascite della cittadina…..

Non credo si possa dire lo stesso della classe politica locale, intendendo la rappresentanza anche regionale della nostra provincia… Certo si avvicinano le elezioni regionali, e qualche deputato in carica raccoglierà la palla al balzo, e dopo anni di tranquillo e sereno sonno, si farà paladino della battaglia per Lipari…anche se svegliato da un lungo letargo lo spero, per tutti coloro che vivono le Eolie…..

*Ingegnere

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