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Sorpassiamo ogni frontiera. Con questa speranza ci troviamo oggi a scrivere una lettera aperta alla popolazione di Vulcano: parenti, amici, conoscenti vicini e lontani; un popolo variegato unito dentro il perimetro della nostra meravigliosa isola. Tutti vicini, seppur così distanti. Lontani da troppo tempo perché divisi da rivalità, interessi, competizioni e amarezze così antiche, che a volte non ricordiamo neanche perché son nate. Nel bene o nel male, qui siamo e qui resteremo per il resto dei nostri giorni; ma se riusciamo a ricongiungerci, saranno sicuramente giorni più luminosi.

Si dice che dalle crisi nascono le più fertili innovazioni. Questo sta accadendo anche a Vulcano, terra afflitta da tante difficoltà, ma piena di energie che possono far scorrere nuova linfa vitale per il bene dell’isola e della sua comunità. La Fucina di Efesto è nata proprio in tale contesto; lo sconforto ha fatto sì che un gruppo di vulcanari e amici di Vulcano si riunissero per capire come affrontare lo scenario emergenziale e la valanga di fango mediatico che ci ha colpito all’inizio di Giugno. È stata la paura di perdere un anno di lavoro e l’incertezza sul futuro ci hanno fatto iniziare a dialogare con istituzioni vicine e lontane che non sempre considerano le conseguenze delle loro politiche.

Di fronte alle prime notizie infondate sulla pericolosità di passare una vacanza a Vulcano e la chiusura della spiaggia di Levante ci siamo messi a pensare e a fare. Insieme agli enti competenti, abbiamo capito che era meglio una spiaggia monitorata, piuttosto che chiusa sulla carta, ma accessibile a tutti senza alcun controllo. Da lì in poi non ci siamo più fermati. Questo processo ha dato l’impeto per darci da fare, perché Vulcano non può sopravvivere senza elementi attrattivi quali il cratere e i fanghi. Il sole e mare son belli, ma possiamo fare molto di più per attrarre turisti da tutto il mondo, e non solo nei 20 giorni attorno a Ferragosto. Ci voleva qualcosa che regalasse un po’ di cultura e ci siamo inventati un ciclo di conferenze aperte al pubblico e gratuite. Ci voleva arte, e abbiamo organizzato un paio di spettacoli con artisti venuti da lontano. C’era bisogno di ecologia, e abbiamo organizzato delle giornate di pulizia delle spiagge insieme e per i bambini.
Il perché di tutto questo??? Perché la nostra isola se lo merita.

Per il prossimo anno e per il futuro abbiamo tantissimi progetti, pensati non per l’arricchimento personale, ma per il bene comune di tutte e di tutti. Per realizzarli, già da oggi in molti sono a lavoro. Vogliamo rivalorizzare i sentieri naturalistici, inaugurare un museo, aprire una biblioteca, pulire le coste, far nascere un punto informativo turistico, organizzare laboratori e corsi formativi per bambini e giovani e pubblicare libri e documentari su Vulcano, oltre ad organizzare diversi eventi, sagre, fiere e festival. Cosa c’è di male? Questi progetti aumenterebbero il turismo e lo sposterebbero a mesi in cui l’isola è deserta; farebbero crescere le nuove generazioni in un ambiente socio-culturale stimolante; arricchirebbero il patrimonio materiale e immateriale dell’isola; valorizzerebbero le sue bellezze naturali, la sua storia e le sue tradizioni; darebbero un futuro più splendente a Vulcano, ai suoi abitanti e al futuro dei loro figli.

Qui non ci sono partiti politici, non ci sono vecchi e nuovi comitati, non ci sono isolani e stranieri, non ci sono interessi nascosti, non c’è un ‘voi’ e un ‘noi’, non c’è nessuna volontà di vivere un’isola dove c’è chi vince e c’è chi perde. L’unico desiderio qui è quello di andare avanti, crescere, e migliorarci; un desiderio di essere sempre di più e sempre più uniti per il bene di Vulcano. Per tutti questi motivi, scriviamo oggi questa lettera e ci rivolgiamo umilmente a tutti coloro cha ancora non si sono avvicinati alla Fucina di Efesto, perché per far risplendere l’isola ci vuole l’appoggio di tutte e di tutti, soprattutto dei più giovani. Che sia questo un movimento fatto da chi ama Vulcano, con chi ama Vulcano e per chi ama Vulcano. Creiamo insieme un futuro che fino ad oggi non potevamo neanche immaginare.

Grazie per il tempo che avete dedicato a questa lettura, vi aspettiamo!

Barcellona-Milazzo-Lipari, operazione antimafia Dinastia: richieste 19 condanne

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di Leonardo Orlando

Chieste dure condanne per gli ultimi eredi della “Dinastia” mafiosa che avrebbero operato prevalentemente nel traffico di sostanze stupefacenti. I magistrati della Procura distrettuale antimafia, Francesco Massara e Fabrizio Monaco, hanno richiesto ieri al termine della requisitoria nel processo scaturito dall'operazione antimafia Dinastia portata a termine all'alba del 28 febbraio 2020 dai carabinieri del Ros e delle Compagnie di Barcellona e Milazzo ed estesa anche a Terme Vigliatore e alle isole Eolie, la condanna per diciannove dei venti imputati che hanno scelto, nella fase dell'udienza preliminare, di essere processati con il giudizio ordinario davanti ai giudici del Tribunale di Barcellona. Solo una la richiesta di non doversi procedere: è quella nei confronti dell'unica donna imputata perché nel frattempo il reato contestato si sarebbe prescritto.

La richiesta di pena più elevata formulata dai magistrati della Dda è stata quella nei confronti di Francesco Duilio Doddo, 57 anni di Milazzo, per il quale per il quale sono stati invocati 30 anni di reclusione; è di 18 anni di reclusione invece la richiesta per Francesco Turiano, 36 anni di Messina; di 17 anni la condanna chiesta per Edmond Ndoj, 41 anni di origini albanesi e residente a Milazzo; 16 anni richiesti poi per Marco Formica, 32 anni di Milazzo; di 16 anni di reclusione l’istanza per Filippo Torre, 55 anni di Barcellona, inteso “u Cinisi”; 15 anni di reclusione chiesti per Simone Mirabito, 30 anni di Lipari; 15 anni anche per Luciano Fugazzotto, 57 anni, inteso “u Cinisi”, di Barcellona; 13 anni di reclusione per Tindaro Giardina, 34 anni inteso “u Scabbaglieddu”, di Barcellona, divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia; la richiesta di 13 anni di reclusione ha riguardato invece Alessio Catalfamo, 35 anni, di Castroreale all'epoca dell'arresto residente in Gran Bretagna; 12 anni chiesti per Giuseppe Torre, 26 anni di Barcellona.(gazzettadelsud.it)

Lipari, "Volontari Eroi": ripulita anche l'area limitrofa la scuola Elementare

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Lipari - Continua il volontariato di Isabella Cullotta, Bartolo Cappadona, e un operaio di Nuccio Russo,

Inizio anno scolastico..per la sicurezza dei bambini effettuata la pulizia dell'area adiacente la scuola elementare.

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