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«Magico. Può sembrare un cliché, ma nessun'altra parola può descrivere le Isole Eolie della Sicilia». La Fodor's Travel Go e No list del 2020 incorona Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano fra le mete in cui andare assolutamente l'anno prossimo.

«Con bagni termali di fango gorgogliante, vulcani attivi, acque turchesi scintillanti e prelibatezze da buongustai per soddisfare i palati più esigenti, le Eolie sono il parco giochi estivo degli italiani», si legge nella motivazione. «Ci sono così tanti posti tra cui scegliere. Con le sue sorgenti di acqua dolce, Salina è l'isola più verde. In lontananza si trova Stromboli, con le sue spiagge di lava nera. Alicudi e Filicudi sono senza auto e le più incontaminate. Lipari, la più grande, combina fattorie, spiagge e ristoranti. Panarea è l'isola del jet-set nota per le sue lunghe giornate in stile Ibiza mentre è l'odore di zolfo ad accogliervi all'arrivo su Vulcano, dove i viaggiatori possono concedersi bagni terapeutici di fango caldo>.

Nell'elenco delle 52 destinazioni della Go List, le Eolie sono in buona compagnia, dalle Faroe al Masai Mara in Kenya, passando per l'Andalusia.

Ma non sono tutte rose e fiori. Fodor's ha anche parallelamente stilato una No List 2020, con tredici posti da riconsiderare nell'anno a venire, non tanto perché non sono all'altezza della loro fama quanto per i loro problemi di sostenibilità ambientale e con il turismo. Insomma, come la dicono loro, «luoghi che non ti vogliono (o che ti vogliono in dosi più piccole e migliori)». - QUI L’ELENCO COMPLETO (clicca qui)

Amsterdam, Venezia, Machu Picchu, Koh Tachai e Santorini sono entrati a far parte di questa lista nel 2018, a cui nel 2019 si sono aggiunti l'Isola di Skye, l'Isola di Pasqua, Dubrovnik e Maiorca. E per il 2020, la lista si espande di nuovo con Barcellona, Big Sur in California, il tempio di Angkor in Cambogia, Bali, l'Hanoi Train Street e le barriere coralline della Florida e del Messico. 

Ma il disonore massimo va al Cervino, definito addirittura «Il posto che potrebbe ucciderti». «Non diversamente dal monte Everest - nella nostra No List del 2018 - è tempo di riconsiderare i grandiosi sogni di conquistare la natura. Quindi è tempo di smettere di salire sul Cervino», si legge nella motivazione. «Sette scalatori del famigerato picco hanno perso la vita nel 2019 cadendo a morte. Nel 2018 sul Cervino si è portato via 11 vite. "La montagna è diventata troppo instabile e quindi troppo pericolosa per essere un'attrazione turistica scalata da un sacco di gente ogni giorno", ha detto una guida al quotidiano di Zurigo Tages-Anzeiger. E anche se le autorità non hanno intenzione di chiudere il Cervino, la questione cambia se a dirlo sono i diretti interessati. Quando le guide locali chiedono ai funzionari di chiudere la montagna per conto del pubblico, chi sono i visitatori per mettere in discussione la loro competenza?>, si domandano gli esperti di Fodor's Travel.(lastampa.it)

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