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di Francesco Corradino

Fondatore di Imperatore Travel, da decenni punto di riferimento nel mondo dei tour operators italiani, Luigi Polito guarda a una stagione 2020 indubbiamente difficile, ma che potrebbe anche essere vista come una grande opportunità.

«Dobbiamo riorganizzarci per valorizzare le risorse del sistema-Ischia. L’asticella tra i competitors del turismo si alzerà notevolmente. Ma non si tratterà di una corsa ad abbassare i prezzi, bensì ad elevare la competitività attraverso maggiore qualità. Non più soltanto accontentare il cliente, ma sorprenderlo»

«Siamo in una crisi di dimensioni mondiali. Per il momento mancano ancora i protocolli per affrontare in concreto questa fase 2 – afferma Polito – e il settore turistico è forse il più esposto alle conseguenze dell’emergenza: la filiera del turismo comprende numerosi operatori, diversi interlocutori. Certo, la voglia di ripartire c’è da parte di tutti: dagli addetti ai lavori ai clienti. Ma c’è da considerare la complessità delle varie fasi, a partire dall’aeroporto ai trasporti fino all’Hotel, e poi dei servizi annessi che il cliente acquista, in primis la ristorazione, la spa, e tutti gli altri servizi dove c’è potenzialmente contatto sociale. Di qui l’importanza dei protocolli che vanno ripensati». Ed è anche su questo punto che non c’è ancora una linea direttiva chiara per il settore: «Gli stessi esperti non sono concordi circa le modalità di convivenza col covid19 fino a quando sarà trovata una cura o un vaccino, e ovviamente al momento non abbiamo test sicuri per rendere l’isola d’Ischia un posto Covid-free. Sono esigenze molto sentite: i nostri addetti hanno contatto diretto coi clienti, c’è bisogno di un minimo di serenità e sicurezza, da garantire con dei controlli preventivi che almeno riducano il rischio. Quest’ultimo ovviamente ci sarà sempre, fin quando il virus circolerà, ma almeno l’intero sistema del turismo potrà ripartire. C’è poco altro che si possa fare».

Polito non è drastico nel definire come ormai persa la stagione 2020, cosa che già altri hanno invece ritenuto: «La verità è che navighiamo a vista. Certo, come si suol dire, la speranza è l’ultima a morire. Dobbiamo senza dubbio prepararci, perché se al momento non ci sono le condizioni, esse potrebbero esserci tra qualche settimana. Dobbiamo essere fiduciosi per una possibile riapertura. Poi c’è quello che possiamo chiamare un piano B: non dobbiamo sprecare tempo ed energie, ma costruiamo insieme il futuro dell’isola».

«È il momento di mettere in campo una progettualità a largo raggio per l’isola d’Ischia, a livello di infrastrutture, di mobilità, di depurazione e abbattimento dell’inquinamento marino, di rinnovamento delle strutture alberghiere, di rilancio del termalismo, che potrà mutare radicalmente anche le prospettive dei giovani»

L’imprenditore specifica: «Dobbiamo far sì che Ischia diventi un cantiere, lavorando a un progetto di sostenibilità per l’isola. Questa disgrazia rappresentata dall’emergenza sanitaria si è abbattuta sull’industria turistica, ma non ha distrutto le nostre bellezze: anzi, con questo blocco forzato, il nostro mare è diventato ancora più bello, e così anche le altre bellezze naturali. Dobbiamo riorganizzarci per valorizzare tutto questo. L’asticella tra i competitors del turismo si alzerà notevolmente: la concorrenza sarà spietata. Ma attenzione: non si tratterà di una corsa ad abbassare i prezzi, bensì ad elevare la competitività attraverso maggiore qualità. Non più soltanto accontentare il cliente, ma sorprendere il cliente». Questo innalzamento della qualità, secondo Polito, non deve limitarsi alle sterili dichiarazioni, ma a un tavolo operativo da convocare il prima possibile». L’obiettivo è un ripensamento radicale del turismo locale: «È il momento di mettere in campo una progettualità a largo raggio per l’isola d’Ischia, a livello di infrastrutture, di mobilità, di depurazione e abbattimento dell’inquinamento marino.

Ma parlo anche del rinnovamento delle strutture alberghiere, del rilancio del termalismo. Di qui l’importanza della formazione del personale, sulla quale investire». Come verranno finanziati questi cambiamenti, lo spiega lo stesso Polito: «È fondamentale avere chiaro cosa si vuole fare, avere dei progetti. Tra qualche mese saranno a disposizione grandi finanziamenti europei: è un occasione irripetibile, unica, in grado di cambiare realmente le prospettive dei giovani. Non più mero assistenzialismo, ma autentico sviluppo». In sostanza, un 2020 che nonostante la crisi potrebbe segnare davvero un cambio di passo, un’occasione per mutare il volto del turismo isolano come lo abbiamo fin qui concepito. «Sarà comunque necessario un duro lavoro, fatto di molta umiltà, curiosità – aggiunge Polito – e dei valori delle persone che intendono scendere in campo mettendo in gioco le proprie competenze e capacità, senza pensare al proprio esclusivo interesse».(ilgolfo24.it)

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