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Islands of Sicily, la DMO delle Isole di Sicilia, torna a partecipare ad una fiera internazionale all’estero dopo il lungo stop dovuto alla pandemia e lo fa scegliendo una delle principali fiere turistiche a livello mondiale: il World Travel Market di Londra (1-3 novembre).

Un WTM ridimensionato e a tratti piuttosto fiacco rispetto alle precedenti edizioni, complice la pandemia e la Brexit. Dal’1° ottobre, infatti, per entrare in UK è necessario il passaporto anche dai paesi EU oltre alle diverse incombenze legate al covid-19: 4 pagine di modulistica (Passenger Locator Form) da compilare, la necessità di prenotare/acquistare prima della partenza un test in UK da un provider selezionato e da effettuare entro 48 ore dall’arrivo, oltre ad un ulteriore test nelle 48 ore precedenti il rientro, da corredare, ovviamente con relativa Certificazione Verde.

Forse anche per questi motivi, la presenza di operatori siciliani presso lo stand Sicilia è risultata essere pressoché nulla, vista anche un’organizzazione last minute e la momentaneamente ridotta offerta di connessioni aeree dirette tra Sicilia e la capitale inglese.

La tre giorni di fiera della DMO è stata garantita grazie a un desk presso lo stand della Regione Sicilia in area ENIT. Il prodotto Sicilia in UK vive di luce propria; si tratta probabilmente dell’unica regione italiana ad avere un brand universalmente riconosciuto. Questo, giustificherebbe una presenza mediatica ed investimenti ben più importanti anche in considerazione del fatto che quello britannico rappresenta per la Sicilia dai tempi del Grand Tour un mercato di assoluto rilievo: tra i primi 3 in termini di presenze negli anni pre-pandemia. Tali investimenti sarebbero necessari anche alla luce di quanto proposto dall’ENIT con uno spazio espositivo importante ma privo di eventi o di occasioni mirate di incontro che si è acceso un minimo - con rilevanza quasi esclusivamente interna - solo in occasione della conferenza stampa del Presidente Palmucci alla presenza del Ministro del turismo Garavaglia che ha poi passato in rassegna con grande disponibilità tutte le postazioni delle regioni presenti in fiera.

I segnali registrati al WTM sono di ottimismo ma di grande incertezza rispetto ai tempi della ripresa e a come risulterà mutata l’industria turistica nel post pandemia, soprattutto, rispetto al turismo internazionale.

In quest’ottica - dichiara Christian Del Bono, Presidente di Islands of Sicily, la DMO delle isole minori della Sicilia - abbiamo ritenuto importante con la presenza al WTM contribuire a dare un segnale positivo e di grande volontà di recuperare gli imprescindibili flussi turistici provenienti dall’estero che in tempi pre-pandemici incidevano per circa il 50% sulle presenze turistiche della nostra regione e di molte delle sue isole minori.

L'INTERVENTO

BILANCIO POSITIVO DELL’ITALIA CON ENIT AL WTM DI LONDRA CHE TORNA DOPO DUE ANNI. I TURISTI DAL REGNO UNITO AI PRIMI POSTI DELLA CLASSIFICA ITALIANA: OLTRE 13 MILIONI DI NOTTI

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L’Italia ha partecipato con successo al Wtm (World Travel Market 2021) che si è svolto all’Excel Centre di Londra dall'1 al 3 novembre, per la prima volta dopo due anni in presenza con tutte le regioni italiane e con il coinvolgimento di oltre 130 stakeholders. Il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha inaugurato lo stand Italia insieme al Segretario Generale del Unwto Zurab Pololikashvili, al Console Generale d’Italia Marco Villani, all' Amministratrice delegata Enit Roberta Garibaldi, al Presidente dell’Agenzia Nazionale del Turismo Giorgio Palmucci e al consigliere Enit Sandro Pappalardo. L’Italia con Enit ha messo insieme gli operatori del settore e concentrato il dibattito sui trend turistici futuri attraverso vari incontri promossi, tra gli altri, dalla direttrice Marketing e Promozione Enit, Maria Elena Rossi. I turisti dal Regno Unito sono ai primi posti della classifica italiana.

La spesa turistica dei viaggiatori dal Regno Unito si aggira intorno ai 3,8 miliardi di euro e aumenta tendenzialmente del +7%. Le regioni su cui investono di più gli inglesi sono Lazio (655,3 milioni di euro), Lombardia (536 milioni di euro) e Campania (514 milioni di euro) che acquisiscono il 45% circa del totale della spesa. Gli alberghi e villaggi turistici percepiscono il 55,2% della spesa totale dei viaggiatori da UK pari a 2,1 miliardi di euro (+1,1%). Seguono l’ospitalità di parenti e amici con 564,7 milioni di euro (+28,6%) e gli agriturismi e B&B con 473,4 milioni di euro (-2,6%). I tipi di vacanza prediletti sono: culturale per cui si spende il 36,7% del totale della spesa, circa 1,4 miliardi di euro. Segue la vacanza balneare con circa 600 milioni di euro (+3,7%). La spesa per la vacanza sportiva cresce del +27%, passando da 44 milioni di euro a 56 milioni di euro, l’incremento più elevato. Sono 13,7 milioni le presenze negli esercizi ricettivi da UK in Italia.

Ai primi posti il Veneto (con 2,6 milioni presenze), la Campania (1,9 milioni) e la Lombardia (1,6 milioni) che accolgono il 44,6% delle notti totali. In Calabria si verifica la crescita più alta dei flussi turistici (+44,3%). Gli inglesi preferiscono l’accoglienza in hotel, infatti con 10 milioni di presenze, gli alberghi ospitano il 73,5% del totale. “Un nuovo inizio che porta con sé valori rinnovati su cui puntare – commenta il Presidente Enit Giorgio Palmucci – un revenge travel che segna il grand ritorno al viaggio dopo un anno di limitazioni e che vede i turisti più motivati che mai. Si torna a parlare di incoming e l’Italia è la seconda destinazione più cercata in Europa (12,2 mln di voli ricercati) e la terza nel mondo” conclude Palmucci

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