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di Gaetano Sardella

In Cattedrale abbiamo iniziato il triduo Pasquale. Colgo l'occasione per porgere al Direttore ed agli amici del Notiziario gli auguri Pasquali.

La pandemia che ancora miete tante vittime e ci impegna ad essere attenti e rispettosi della disposizioni di legge quest'anno non ci impedisce di raccoglierci in Cattedrale.

Devo essere sincero tanta gente in questo tempo difficile si raccoglie in preghiera nelle Chiese.

Che la Pasqua riaccenda la speranza nel cammino dell'umanità. Anche il nostro Dio in Gesù ha il volto dell'umano dolore.

Stupiamoci ancora sostando davanti al Crocifisso e impariamo da Lui Uomo-Dio la lezione del servizio e dell'attenzione ai tanti Crocifissi delle nostre città.

Resurezzione che si trasformi in rinnovamento personale e comunitario.

Lipari Risorgi.Auguri a tutti amici vicini e lontani.Vi aspettiamo nella casa di San Bartolomeo per la Pasqua.

PASQUA. Tre donne, di buon mattino, quasi clandestinamente, in quell'ora in cui si passa dal buio alla luce, vanno a prendersi cura del corpo di Gesù, come sanno, con il poco che hanno. Lo amano anche da morto, il loro maestro, e scoprono che il tempo dell'amore è più lungo del tempo della vita, mentre passano di sorpresa in sorpresa: «guardando videro che il grande masso era già stato spostato». Pasqua è la festa dei macigni rotolati via, delle pietre rovesciate dall'imboccatura del cuore, dall'ingresso dell'anima. Stupore, disorientamento, paura, eppure entrano, fragili e indomite, incontro a una sorpresa più grande: un messaggero giovane (il mondo intero è nuovo, fresco, giovane, in quel mattino) con un annuncio che sembra essere la bella notizia tanto attesa: «Gesù che avete visto crocifisso è risorto». Avrebbero dovuto gioire, invece ammutoliscono. Il giovane le incalza «Non è qui».

Che bella questa parola: "non è qui", lui c'è, vive, ma non qui. Lui è il vivente, un Dio da sorprendere nella vita. C'è, ma va cercato fuori dal territorio delle tombe, in giro per le strade, per le case, dovunque, eccetto che fra le cose morte: "lui è in ogni scelta per un più grande amore, è nella fame di pace, negli abbracci degli amanti, nel grido vittorioso del bambino che nasce, nell'ultimo respiro del morente" (G. Vannucci). E poi ancora una sorpresa: la fiducia immensa del Signore che affida proprio a loro così disorientate, il grande annuncio: «Andate e dite», con i due imperativi propri della missione. Da discepole senza parole, a missionarie dei discepoli senza coraggio. «Vi precede in Galilea». E appare un Dio migratore, che ama gli spazi aperti, che apre cammini, attraversa muri e spalanca porte: un seme di fuoco che si apre la strada nella storia.

Vi precede: avanza alla testa della lunga carovana dell'umanità incamminata verso la vita; cammina davanti, ad aprire l'immensa migrazione verso la terra promessa. Davanti, a ricevere in faccia il vento, la morte, e poi il sole del primo mattino, senza arretrare di un passo mai. Il Vangelo di Pasqua ci racconta che nella vita è nascosto un segreto che Cristo è venuto a sussurrarci amorosamente all'orecchio. Il segreto è questo: c'è un movimento d'amore dentro la vita che non le permette mai di restare ferma, che la rimette in moto dopo ogni morte, che la rilancia dopo ogni scacco, che per ogni uomo che uccide cento ce ne sono che curano le ferite, e mille ciliegi che continuano ostinatamente a fiorire. Un movimento d'amore che non ha mai fine, che nessuna violenza umana potrà mai arrestare, un flusso vitale dentro al quale è presa ogni cosa che vive, e che rivela il nome ultimo di Dio: Risurrezione.

Una Pasqua diversa quest'anno. Abbiamo scelto nel rispetto delle disposizioni di legge di volerci bene e di restare a casa. Ne stiamo vedendo lentamente il frutto e speriamo bene.Non ci saranno a Lipari processioni e folclore religioso tanto caro alla  pietà popolare.

Ma solo celebrazioni nelle Chiese chiuse con pochi fedeli. Il nemico invisibile il Covid19 contagia e miete migliaia di vittime. Tutto questo ci fa pensare e riflettere sul senso e il valore della vita . Stiamo riscoprendo un altro virus contagioso che è la solidarietà , l'attenzione all'altro sopratutto se fragile,piccolo,infermo,anziano,malato.Tanti perdono la loro vita per salvare quella di altri.

Anche a Lipari tanti segni umili e preziosi di un volontariato laico e cristiano che ama la città e la serve.Risorgere significa rinascere ogni giorno.La Pasqua torna a ricordarci con le Chiese chiuse , con il suono delle campane e con la celebrazione della Eucaristia che il nostro Dio è in mezzo a noi a gioire con chi è nella gioia e a piangere con chi è nel pianto. Ci riprenderemo , ci rimetteremo in cammino. E forse capiremo un po di più che non possiamo essere felici da soli.

È vero se vogliamo arrivare i primi correremo da soli ma se vogliamo arrivare lontano dobbiamo camminare insieme prendendoci per mano.A te direttore carissimo e a tutti i lettori del Notiziario vicini e lontani una Santa Pasqua nel segno della solidarietà che è sempre contagiosa.

AUGURI