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di Carlo D'Arrigo*

Il pazzo, pazzo clima degli ultimi anni

Prendo spunto da un allegro post apparso su facebook: “…questo riscaldamento globale non va bene, meglio farlo autonomo così chi sente caldo accende il ventilatore e chi sente freddo si accende la stufetta…”. A ciò si aggiunge che l’Unione Europea desidera (anzi, vuole a tutti i costi) abbassare il tenore di CO2 (anidride carbonica) nell’aria. Quest’ultimo, di certo, non è un post ma una pretesa, “forse” logica. Nascono le Hybrid car per abbassare la CO2, una complicazione tecnologica pressoché inutile come lo è lo “start and stop”, già implementato in tutte le auto col medesimo fine. E, naturalmente, onerosa per la presenza di una costosa batteria al litio (per fortuna di soli 11 Ampere/ora, e quindi non “tanto costosa”) e la presenza di un ulteriore piccolo motore elettrico che si attiva alla partenza. Ciò per limitare le emissioni del motore termico che, alla partenza, sono maggiori. Ma servono tutte queste alchimie? A mio avviso bisognerebbe ingigantire la ricerca sulle auto totalmente elettriche e, in specie, sulle batterie di grande autonomia.

Ma perché tanta masturbazione mentale? Tutto ha origine dalle fake news sul riscaldamento globale. Si, perché a dire di scienziati di tutto rispetto (non da tv) il riscaldamento globale antropico, sostenuto dalla voce popolare e dai media, non esiste. Un documento dello scorso anno dal titolo “Clima, una petizione controcorrente”, e firmato da un centinaio di veri e autorevoli scienziati nostrani, tra cui Uberto Crescenti, Presidente della Società Geologica Italiana, Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera all’Università di Ferrara, Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica all’Università di Modena e Antonino Zichichi che tutti conoscono, si affanna a mostrare l’inesistenza di tali cambiamenti climatici. Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo cui il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0.9°C, osservato a partire dal 1850, sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 derivanti dall’utilizzo dei combustibili fossili.

Questa è, invece, la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare enormi danni in un imminente futuro, a meno che drastiche e costose misure di mitigazione non vengano immediatamente adottate. E così numerose nazioni hanno aderito a programmi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sono pressate, anche da una martellante propaganda di ignari giovani e giovinette, ad adottare esigenti programmi per salvare il Pianeta. Peraltro questi comportano pesanti oneri sulle economie dei singoli Stati aderenti, come abbiamo visto per le auto.

Al contrario, la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale che i modelli matematici non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico osservato nell’ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non sono realistiche. I modelli di simulazione climatica non riproducono la variabilità naturale osservata del clima e, in modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni. Questi si sono ripetuti ogni mille anni circa e includono il ben noto Periodo Caldo Medioevale, il Periodo Caldo Romano, ed in genere ampi periodi definibili anomali.

Questi periodi del passato sono stati anche più caldi di quello di oggi, nonostante la concentrazione di CO2 fosse più bassa dell’attuale, e sono correlati ai cicli millenari dell’attività solare. Questi effetti “ciclici” non sono riprodotti dai limitati modelli previsionali. Ma ancora l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante, al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta. In giusta quantità si, ma non dipende da noi. Differente è la situazione nel microclima dove topici eventi inquinanti possono interagire col nostro organismo o sistema di vita. Così non starò in una stanza chiusa con una stufa a combustione ed eviterò di respirare i gas di scarico quando sono in auto incolonnato per strada. Ma questa è l’eccezione che conferma le regole.

*Fisico, Consulente di Acustica del Comune di Lipari carlodarrigo47@gmail.com

“STUPIDITA’ INFORMATICA” CON SPECULAZIONI GRATUITE - Le parole di Davide Casaleggio  

"Oggi grazie alla rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività. Il superamento della democrazia rappresentativa è quindi inevitabile".

Il Parlamento - sostiene ancora Casaleggio - ci sarebbe comunque con il suo primitivo e più alto compito: garantire che il volere dei cittadini sia tradotto in atti concreti e coerenti. Tra qualche tempo è possibile che non sia più necessario nemmeno in questa forma. Tutto avverrebbe attraverso la Rete: consultazioni, votazioni e atti referendari.

Son questi i concetti incriminati che han messo Davide Casaleggio, guru e uomo chiave del movimento Cinque Stelle, alla gogna. Con tanta speculazione i detrattori dell’odierno Governo hanno rievocato l’era fascista e le parole di Mussolini che nel 1922 si presentò alla Camera dei deputati con questa frase: “Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il parlamento e costituire un governo composto esclusivamente di fascisti”.

Ma gli stessi detrattori dimenticano che l’Aula, oggi, non è né sorda né grigia. Oggi, infatti, mancano quei catalizzatori indispensabili che hanno permesso nel ’22 la nascita della dittatura e la nascita di un uomo solo al comando. Le opposizioni, da destra a sinistra, hanno approfittato consapevolmente interpretando tanto detto da Casaleggio come la volontà di un “uomo solo al comando”. E si è, ancora, approfittato della credulità della gente comune, quella che sente i TG di sottofondo ma non ascolta, ascolta ma non elabora e così prende fischi per fiaschi.

Tanto l’importante non era commentare l’idea di Casaleggio, sicuramente mal espressa, ma trovare un appiglio per dir male di Lui e dei suoi “amministrati”. La verità è più semplice. Davide Casaleggio è un giovane nativo digitale interessato più alla Rete che alla storia, tanto meno quella fascista che, probabilmente, nemmeno conosce.

Possiamo serenamente catalogare come “nativi digitali” i nati dagli anni ottanta e Davide Casaleggio è del 1976, quando i computer e internet cominciavano ad entrare prepotentemente nella vita di tutti noi. E allora Casaleggio vuol fare il dittatore? Ma nemmeno per sogno! Nella sua testa c’è solo un’App. Lui applicherebbe un’App a tutto, anche per accendere una lampadina. Oggi tutto passa attraverso un’App, e lui è semplicemente un App-dipendente.

Non so se le mie considerazioni sono più o meno lenitive per quanto si è detto sui media, ma certamente non fanno del guru di Cinque Stelle un politico, semmai un comune informatico. L'uso massiccio delle tecnologie informatiche sta mandando il nostro cervello all’ammasso, non lasciamoci prendere dagli allarmismi. L’opposizione faccia si l’opposizione, ma senza approfittare.

 

 

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