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di Angelo Sidoti

Caro Direttore, 
ho predisposto la seguente nota al fine di rappresentare, a memoria di Tutti, l’importante attività che è stata svolta negli anni 2016-2017 dal Sottoscritto, anche grazie al supporto di qualificati soggetti, sul tema della riqualificazione delle Cave di Pomice.
Nell’ambito dell’incarico ho interloquito con la struttura comunale – nella persona di funzionari e di dirigenti - con Enti e Organizzazioni del Territorio, con la Curatela Fallimentare e, infine, con importanti Atenei Universitari, sia italiani che esteri, Centri di Ricerca e Ordini Professionali. 

Questi gli Atenei con cui il Comune di Lipari ha stipulato delle convenzioni: Unesco Chair SITI, Cattedra Unesco, del Politecnico di Torino -Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi Urbani DASTU e Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni AUIC - Dipartimento di Management della Facoltà di Economia.

Nel corso dei due anni di attività, rispetto ai suddetti Atenei, si aggiunsero altresì: la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria e di Palermo, la Seconda Università degli Studi di Napoli di Architettura, Università degli Studi di Enna Kore, la Westminster University di Londra, Chambers University of Göteborg e lo studio di architettura Urban Future Organization dell’Arch. Claudio Lucchesi; importanti furono le partecipazioni del Prof. Luigi Prestinenza Puglisi, saggista, critico e storico dell'architettura italiana, e della nota Paesaggista, Erika Skabar, che ha collaborato anche con Renzo Piano.

I lavori condotti produssero due Workshop a tema il contenuto è stato pubblicato sul sito “parcogeominerariopomice.it” – sito creato e gestito dal Sottoscritto al fine di rendere pubblico lo svolgimento delle relative attività https://parcogeominerariopomice.it 

 

Visti i contenuti innovativi, lo stesso progetto fu presentato durante i lavori di alcuni congressi internazionali: 

1. Convegno Internazionale “Turin SMART Tourism” 23 e 24 novembre 2017 “Case History Cave di Pomice”;

2. STATI GENERALI DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE VENEZIA: 25 – 27 ottobre 2018 "Settori e paesaggi della produzione"

3. XI Giornata Studio INU/11° Inu Study Day: 14 dicembre 2018 INTERRUZIONI, INTERSEZIONI, CONDIVISIONI, SOVRAPPOSIZIONI. Nuove prospettive per il territorio; A tutte queste attività, si aggiungono decine di tesi di laurea dissertate dagli studenti del Politecnico di Milano nel laboratorio “Pumice industrial sites in Lipari: valorization project in the framework of Unesco geopark”. 

Per contro, mi preme precisare come nessuna attività fu svolta dal Sottoscritto relativamente all’oggetto di estensione di incarico - Terme di S. Calogero e Cave di Caolino - a causa delle interlocuzioni tra il Sindaco e il Sig. Nino Paino, in rappresentanza del Centro Studi. 

Ma d’altronde cosa ci si può aspettare dai Personaggi che furono coinvolti dalla Commissione Unesco e dal Prof. Aurelio Angelini in occasione della redazione del Piano di Gestione Unesco (strumento di programmazione oggi forse totalmente inapplicato e superato) ed individuati come partner per la Realizzazione di un Museo della Pomice a Lipari in località Acquacalda in proprietà eredi Ferlazzo; progetto che, peraltro, non ha mai visto la luce (vedi piano di gestione Unesco). 

Caro Direttore, la mia non è una lotta personale, ma solo l’esternazione di un profondo rammarico: tutto il lavoro svolto negli anni è andato, purtroppo, perduto in quanto è stato ignorato, e (direi) addirittura cancellato, dalla stessa politica che ne era stata promotrice per il sol fine di “accontentare” il sostenitore di turno. 

Oggi, dopo quattro anni dal mio incarico e dopo ben 14 anni dalla chiusura delle cave e 21 anni dal riconoscimento del sito Unesco Isole Eolie, gli stessi soggetti che hanno “fallito” nella realizzazione del Museo della Pomice di Acquacalda e che hanno "interrotto” il percorso virtuoso intrapreso nel corso del mio mandato, intendono riprendere i lavori coinvolgendo anche media e istituzioni a loro molto vicini. 

A mio avviso, l’interesse di Questi è spendere centinaia e migliaia di Euro per studi di fattibilità da affidare all’”amico di turno” altamente specializzato, il quale produrrà un “qualcosa” per la buona riuscita della campagna elettorale e/o per la conclusione di un buon affare.

Concludo con due note di colore; 

1. l’annuncio del costituendo Parco Geominerario di Caolino è avvenuto nell’aprile 2017 con l’annunciata nomina di Mario Tozzi direttore scientifico successivamente alla mia estensione di incarico del febbraio 2017;

2. testimoni possono dimostrare che nel gennaio 2018 eravamo praticamente pronti ad inviare al Ministero Ambiente le schede RENDIS, così come convenuto a seguito dell’incontro intercorso a Roma con il Ministro Galletti. 

Lascio a Lei immaginare ciò che è avvenuto successivamente oppure può domandarlo al Primo cittadino o, addirittura, al Sig. Nino Paino del Centro Studi.

Dopo 10 anni di analisi e approfondimenti su varie tematiche che riguardano il Comune di Lipari sono tante le criticità che ho riscontrato e sulle quali lo stesso Ente ha fatto orecchio da mercante:
trasparenza degli atti amministrativi: sono sempre maggiori gli atti che in parte vengono oscurati per privacy secondo il mio modesto parere ingiustificatamente (vedi dati del personale prima visibili etc etc);
trasparenza dei dati economici finanziari dell'Ente: l'Ente risulta essere tutt'oggi intempestivo nella pubblicazione dei propri rendiconti oltre che delle relazioni periodiche sugli equilibri finanziari e dei referti obbligatori sul controllo di gestione;

trasparenza dei dati delle società controllate: Società partecipate da decenni poste in liquidazione di cui non si ha alcuna informazione. Alcune di queste anche oggetto di procedure concorsuali e/o fallimentari e/o in palese stato di insolvenza;

gestione delle entrate correnti: la gestione delle entrate sia da parte di questa amministrazione che di quella precedente è totalmente inefficace e intempestiva. Da ciò si determina un mancato incasso di mln di euro pari al totale delle entrate comunali di un anno intero (una finanziaria del bilancio comunale);
gestione integrata dell'idrico: totalmente fuori controllo sia nella gestione amministrativa (ritardi ed errate fatturazione), che nel recupero del tributo e infine anche nel contenzioso legato alla gestione del

dissalatore;
gestione integrata dei rifiuti: quest'anno si è toccato il fondo per inefficienza del servizio oltre che degrado del territorio. Vanno ricercate le responsabilità anche all'interno dell'ente e nelle sue società controllate deputate alla redazione del piano di ambito e del piano economico finanziario;
gestione del contributo di sbarco: una entrata che doveva soddisfare esigenze legate al settore del turismo si è invece trasformata in una forma di ammortizzatore sociale delle casse comunali;
gestione del contenzioso: totalmente inefficace e intempestivo. Lo dimostrano i risultati del mancato incasso della gestione corrente e il proliferare dei debiti fuori bilancio;
strumenti di programmazione: totalmente assenti. Una gestione dell'Ente legata all'emergenza e provvedimenti sindacali di somma urgenza;
promozione turistica: totalmente assente e priva di un piano di sviluppo turistico strategico, basato su dati oggettivi, analisi delle esigenze del territorio, piani di sviluppo sia di infrastrutture che di sistema per favorire investimenti sul territorio.
Potrei continuare all'infinito nell'evidenziare le criticità esistenti, ma per oggi mi limito a soffermarmi su quelle più rappresentative.

 

Dopo aver accertato, facendolo già presente nelle puntate precedenti, la situazione disastrosa in cui versa la gestione del servizio idrico integrato derivante dai mancati incassi per circa 7milioni di euro al 31.12.2017 (si veda relazione del Ragioniere Generale) oltre la presumibile mancata fatturazione dei consumi 2016 e 2017 (ad eccezione per le prestazioni inerenti al servizio autobotti) ritengo appropriato analizzare in questa sede le entrate derivanti dalla riscossione della tassa smaltimento rifiuti.

Prima però, una breve premessa sullo stato di fatto delle entrate derivanti dalla gestione rifiuti:

-        Entrate previste 2013-2017 Euro 14,5milioni circa

-        Incassato Euro 7 milioni circa

-        Da incassare Euro 7,5 milioni circa

Si evince come la percentuale media dell’incasso risulta essere, al 31.12.2017, pari al 49%.

In sintesi, per i seguenti servizi:

  • Idrico integrato: al 31.12.2017 è stato rilevato un mancato incasso di circa 7,2mln; a tale importo tuttavia occorre aggiungere le entrate di competenza 2018, stimate in 2mln. TOTALE CREDITI 9,2MLN
  • Smaltimento Rifiuti: al 31.12.2017 è stato rilevato un mancato incasso di circa 7,5mln; a tale importo tuttavia occorre aggiungere le entrate di competenza 2018, stimate in 3mln. TOTALE CREDITI 10,5MLN

VI RENDETE CONTO pertanto che NEL CORSO 2018, ESCLUSIVAMENTE PER QUESTI DUE TRIBUTI, SONO IN SOSPESO POTENZIALMENTE PIU’ DI 20MLN AL LORDO DEGLI INCASSI INTROITATI DAL COMUNE DA GENNAIO AD OGGI.

Di conseguenza ne discende che anche le entrate derivanti dalla gestione dei rifiuti determinano uno sforamento di alcuni parametri di strutturale deficitarietà (nr.2 e nr.3) vedi relazione sul controllo degli equilibri finanziari del II Trimestre 2018.

Così facendo si deve ricorrere, in maniera sempre più notevole rispetto al passato, alle anticipazioni di cassa del Tesoriere; condotta questa che è stata oggetto di rilievo da parte dell’organo di controllo il quale l’ha definita un indicatore di criticità degli equilibri di bilancio e della gestione”.

Chissà quindi quale somma il nostro Ragioniere Generale dovrà accantonare nel rendiconto in fase di stesura del fondo crediti di dubbia esigibilità con riferimento alla gestione del servizio idrico e della tassa di smaltimento rifiuti. Quanti milioni di Euro???

A noi cittadini non ci resta che pagare non solo il costo del servizio di raccolta, ma anche gli oneri di gestione delle società SRR e della liquidazione della EX ATO.

LA REAZIONE 

Cari Angelo e Bartolino,

visti gli importi incassati (pochi) e visti gli importi non incassati (tantissimi) é più facile far pubblicare i nomi di quelli che pagano che di quelli che non pagano. Se giustizia si vuole.

Complimenti e buon lavoro.

Lettera firmata

 

 

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