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di Michele Sequenzia

Leggo con vivo interesse quanto scrivono sul tuo Notiziario i Tuoi lettori, Francesco Finocchiaro, Gianni Iacolino e Salvatore Granata.
Sono voci "forti e chiare"

Siamo immersi in una spessa nube di menzogne. Apprendo da loro verità che vengono -per puro opportunismo- politicamente..nascoste.

Grazie al Tuo Notiziario, tutti noi respiriamo aria pulita. Ci liberiamo dal Male. Apprendiamo solo certezze.

Siamo consapevoli dei nostri doveri e diritti.
Le risposte delle varie Autorità Sanitarie , scritte tutte sullo stesso modello, di solidale incompetenza.. sono " rebus indecifrabili".
Scritte in una lingua sconosciuta.

Cari saluti dalla Clinica Universitaria di Freiburg-Germania

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 Caro Direttore, 
trasmetto, per i tuoi lettori, una interessante opportunità di carriera:
Si tratta di un comunicato per la Selezione Docenti Accademia della P.A. 
La Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, in vista dell’apertura delle sedi dell’Accademia della PA in tutto il territorio nazionale, ricerca e seleziona personale per singole docenze in specifiche materie delle Autonomie locali da svolgersi presso le Accademie della PA e per le attività di assistenza nelle procedure complesse nei Centri di Competenza.
Leggi il comunicato completo
Sede Legale Via G. Nicotera n. 29 – 00195 Roma tel. 06.3242351 - 06.3242354 fax 06.3242356
info@gazzettaamministrativa.it 
pec: fondazionegari@pec.itsito: www.gazzettaamministrativa.it

Caro Direttore,
“ Decreto Semplificazione”.
Leggo di continui scambi di cortesia tra Amministratori Pubblici, scontri al “ calor bianco”.. Altolocati che passano il loro tempo a “ darsi importanza”…..sbeffeggiano, bacchettano gli “ inferiori di grado”, “ non accettano critiche”… a che frega loro se tu non hai il medico che ti cura l’aneurisma? Loro non hanno mai colpa. Insultano il Buon Senso Civile, non sanno produrre che maggiori costi e nuovi disastri, portano le loro “ Pratiche” tramite Avvocato, in Tribunale. Governo di incompetenti, inutili e costosi..

Sento dire , su ogni TG, che…Bisogna, semplificare snellire, sburocratizzare, eliminare, digitalizzare, aiutare il cittadino, facilitare, …. . Ecco cosa mi è successo oggi .
Telefono per poter ottenere informazioni ad uno Ufficio Statale della mia città, un importante Centro che dipende dal Ministero della Sanità, chiedo di per parlare con il Responsabile per informarlo del mio stato di necessità , dovendomi sottoporre urgentemente ad un intervento chirurgico , salva vita.

Pronto, le passo l’Ufficio….attendo, non c’è nessuno….poi . hanno sbagliato, aspetti, ok, io non so nulla.. ho capito ma io non sono l’Ufficio che lei ha chiesto, aspetti, ecco è in linea , parli, non ho capito bene, ripeta, lei dove abita, in quale via, mi dica io debbo riferire, ma questo non è l’Ufficio Estero. Ma perché mi chiede? 
Ritelefono, una, due , tre volte. Mi agito, mi sgolo, io mi chiamo Michele Sequenzia, abito in via, sono ammalato, sono in ospedale, rischio la vita, debbo operarmi subito….mi dica a chi debbo rivolgermi per il documento che mi necessità,….. .non abbia fretta, parli chiaro...Le passo l’Ufficio. Non risponde nessuno.

Caro Direttore,

il 4 luglio è una data fondamentale per tutti gli uomini liberi.
Nel lontano 4 luglio 1776, il Congresso degli Stati Uniti approvava la Dichiarazione di Indipendenza dalla Gran Bretagna. 
Nasceva la Costituzione degli Stati Uniti d’America che è ancora oggi la legge fondamentale del sistema di governo federale statunitense.

Già dal 1765 il governo inglese imponeva alle colonie americane pesanti restrizioni : esempio, ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali , era sottoposto a un tributo, di bollo. I coloni si rifiutarono di ottemperare all’ iniqua legge del governo di Londra, decisero di darsi una propria libera costituzione. Non siamo coloni, siamo liberi cittadini. Nasceva cosi’ la più antica costituzione nazionale scritta .

Contro ogni autoritarismo, si aprirono infiniti spazi alla creatività umana, al commercio, alla libera iniziativa, vengono abolite inique restrizioni, si cancellano distorsioni.

Tutti gli uomini godono degli stessi diritti, sotto una unica legge, in autonomia. La nuova costituzione definisce i principali organi di governo e le relative giurisdizioni, nascono per la prima volta i diritti basilari dei cittadini. Thomas Jefferson (1743-1826) afferma:“

Noi sosteniamo che queste verità sono per sé evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono dotati dal Creatore di certi diritti inalienabili, tra i quali sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità, e che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini e governi ,che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che, ogni qualvolta una forma di gover4no diventi perniciosa a questi fini, è nel diritto del popolo di modificarla o di abolirla. “

“I have no fear that the result of our experiment will be that men may be trusted to govern themselves. “ Thomas Jefferson, 2 July 1787. Autore della Dichiarazione d’Indipendenza. 
La Costituzione degli Stati Uniti d’America (1787) e la Carta dei Diritti (1791)

Con tale Dichiarazione tredici colonie inglesi : New Hampshire, Massachussets, , Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord e del Sud, Georgia, unite da un comune patto, si autoproclamano americane, non suddite, rinnegano la loro appartenenza all’Impero Britannico.

Nascono gli Stati Uniti d’America. Dal punto di vista politico e filosofico, con tale Dichiarazione, dopo anni di brutale oscurantismo, intolleranza, schiavitu’, dominio, nascono fondamentali diritti di ogni cittadino, base di ogni democrazia,..
Queste innovative , rivoluzionarie idee si diffusero ovunque a livello internazionale, influenzando popoli e governi , in modo particolare la Rivoluzione Francese del 14 luglio 1789. 

Caro direttore,

Brutti tempi per tutti. Anche per la Svizzera.
Vorrei tanto descrivere cio che ho visto e vissuto da alcuni mesi negli ospedali tedeschi. E come si è trattati.
Vorrei scrivere cose che in Italia si cerca di fare, ma che in Germania non si fanno.
E si fanno con criteri precisi. Ci sono leggi che si rispettano, non si subiscono.
Non vorrei passare per nemico dell'Italia.
Quello che ho vissuto con le ASL torinesi dal gennaio 2020 mi basta.

Al contrario vorrei che si finisse per trattare gli Italiani come un Popolo di Sudditi. Di poveri accattoni. Quando sono amnalati.
Questo è assai grave.
Vivere in Italia, sei costretto a fare i salti mortali, dei sacrifici, in cerca di un Santo.. protettore.di uno che ha potere..che smuova le acque.
.del Pezzo da Novnta, amico dell'Onorevole, Grazie.." la favorisco"..vedrà aggiusto io ..non abbia problemi, ci vediamo in barca..
quello a cui dare opportunamente il mio Voto, Le son grato Onorevole..mi ha salvato la vita..

Lei cerchi di farmi avere il Posto..debbo sistemare mia figlia..Ecco come si vive., ci si arrangia..E via con i medici " raccomandati" 
assai poco aiutato se hai dei seri problemi di salute,
con un governo che non sa dove andare. Solo chiacchere.

Non voglio essere il Giudice di Nessuno. Ma quello che ho vissuto personalmente vorrei che almeno fosse di stimolo a tutti gli amici che vivono situazioni
mediche , con problemi di interventi spesso urgenti, di esami e cure che in Germania sono condotti in modo assai competente diretto,
dove si cerca di fare presto e bene,
non esistono i nostri "ritardi e le lunghe attese". " non c'è posto"...ma se vai privato ti trovo subito il letto. Domani stesso. E la gente paga, pur avendo già versato..
Questa è la Legge in Italia?
Perchè tante distorsioi in Italia? Chi sta male ha bisogno di aiuto subito, non dopo 6 mesi.

La medicina in Germania è cosa seria. Tutto fatto con estrema cura " teutonica".. economica. E poi si critica la Merkel.
Tutti debbono assicurarsi. Se non sei assicurato, devi pagare. E caro.
La Sanità in Germania è fatta per dare aiuto a chi ha bisogno. Immediato. I medici sono seri. La Sanità non è un optional che si usa quando serve e lo si butta via quando è scomodo. Poi si scopre che mancano i respiratori.
In Italia la salute dei cittadini è curata forse come in Germania.? Ho passato una pessima esperienza a Torino, con chi dirige l'Ospedale Molinette.
Assai poco professionle. Disgustoso.

Ho una breve esperienza in Germania,almeno per quello che ho vissuto, condiviso con altri con la struttura sanitaria tedesca che è immensa,
moderna, efficiente, dinamica, molto ben dotata articolata, ha ogni mezzo moderno ,ha medici competenti, personale preparato, aggiornato, giovane, tantissimi giovani,
moltissimi studenti, che si preparano sul campo, sono molto seri almeno per quanto mi riguarda.Non so di altri casi.
Ho visto come vengono assistiti gli ammalati, questo mi basta.

Caro Direttore,
ma quanti sono i nuovi poveri a causa del Coronavirus? Ci sono persone che fino a febbraio scorso pensavano di non avere bisogno di aiuto , poi si sono ritrovati disperati al banco dei pegni. Già prima dell’emergenza Covid-19, il 25% degli italiani riteneva di non poter affrontare una spesa imprevista di 800 euro senza indebitarsi e un terzo delle famiglie non possiede liquidità necessaria per vivere più di tre mesi senza cadere in povertà.

Adesso la situazione è precipitata e ha travolto collaboratori domestici, precari, migliaia di stagionali, molti operai ancora oggi in cassa integrazione, imprenditori, liberi professionisti. Chiusi gli stabilimenti . Molti altri dovranno fare i conti con una stagione turistica mai avviata. La crisi ha colpito pesantemente i trasporti, molti sono stati licenziati. Una crisi infinita. E gli oltre 3 milioni di lavoratori con contratti in nero, sfruttati e mai registrati, che fine fanno?

A questo esercito di «nuovi poveri» si potrebbero aggiungere almeno 75 mila piccoli commercianti, la metà dei 150 mila che secondo i dati della Confesercenti non ha riaperto. 
Il numero delle persone che si è rivolto alla Caritas è più che raddoppiato e il 98% di chi ha chiesto aiuti lo ha fatto perché «sta vivendo problemi di lavoro e occupazione», il 69,3% ha seri problemi familiari mentre il 65,3% segnala criticità legate all’istruzione. Come fare con i figli? 
Sei su dieci hanno problemi di affitto, non possono pagarlo, e il 58% soffre di problemi di salute. Il 100% ha chiesto aiuti alimentari.

Chi riceve cibo gratis può usare i risparmi per pagare le bollette e altre spese, ma non tutti sono in grado e la crisi si aggraverà dopo l’estate visto che la maggior parte delle vittime sono state persone anziane che spesso contribuivano al sostegno di figli e nipoti. Molti di noi temono di non farcela. Ora siamo piu’ soli e piu’ poveri. I problemi maggiori arriveranno a settembre quando finiranno i pochi risparmi e l’effetto del sostegno pubblico sarà esaurito.

Caro direttore,

con le prossime vacanze aumenta di molto il rischio di " trasferimenti" di malati da Coronavirus.
Se Palermo comincia a stare meglio, a Milano i casi di Covid 19 sono ancora molto alti. 
Ti allego, per i tuoi lettori, gli ultimi dati disponibili della Regione Sicilia, a confronto con la Regione Lombardia..

Fonte: Ministero della Sanità
Numero ricoveri con sintomi: Sicilia: 39- Lombardia 2.660-
Persone in terapia intensiva Sicilia 6- Lombardia 96-
Persone in isolamento domiciliare: Sicilia 808-Lombardia 15.541-
Persone " positive": Sicilia 853-Lombardia: 18.297
Persone dimesse: Sicilia 2.223-Lombardia 55.967-
Casi totali: Sicilia 3.454-Lombardia 90.581-
Numero tamponi : Sicilia 168.562- Lombardia 836.313
Casi testati: Sicilia: 142.495- Lombardia 496.273-
Persone decedute: Sicilia 278- Lombardia: 16.317.

Dove è finita la Sanità Italiana ? 
Perché non facciamo una bella pulizia generale, ospedale per ospedale, e mandiamo a casa chi non ha funzionato ? Da quanto leggo non si vuole fare nulla, tutto rimane al suo posto. Dal tuo Notiziario leggo , in sintesi, che “: Gli scienziati non sanno come è arrivato il virus. Non sanno se tornerà. Non nascondo che ho paura a vivere in una società di affaristi, siano essi di destra di centro o di sinistra, che a fronte di 33.000 morti pensa solo a fare soldi.”

Non dobbiamo dimenticare quando eravamo in piena pandemia e nessuno è intervenuto: Ricordo di aver letto che:” Gli ospedali oggi sono i maggiori focolai di contagio. Bisogna bonificarli, intervenire sul personale, puntare sui tamponi. Ci vogliono mezzi. Invece qui non accade nulla di nulla». E si va avanti improvvisando e con la solita buona volontà. «Ci siamo inventati una specie di telemedicina che non c’era. Manca il personale. Occorrono ottimi infermieri. Ricevevamo oltre 80 chiamate al giorno. Intasati , sovraccaricati. Non si respirava. Urlavamo :“ State a casa”. E le ambulanze arrivavano a decine. È stato un lavoro enorme, senza mezzi, allo sbaraglio. Nessuno ci ha aiutato.. Non sapevamo dove mettere i morti.-

Mancavano le bare. Uno sforzo che abbiamo fatto grazie alla disponibilità di tutto il personale del comparto». E la Regione? «La loro sconfitta più grossa è stata quella di non essere riusciti ad ammettere che avevano dei problemi. Non ascoltavano , non rispondevano. E intanto la gente moriva. Sono stati reticenti nel dire che avevano difficoltà». Un inferno.
E allora ognuno ha fatto come sapeva. Avevamo la morte addosso. «A metà marzo c’era già alta l’emergenza Covid e noi lavoravamo, a mani nude, con poche mascherine chirurgiche. Ne abbiamo ricevute di “ carta”, venivano dalla Cina. Senza la minima sicurezza. Invece ne fanno arrivare solo 230 al giorno: non basta, non possiamo resistere.”. 
Già nel 2019 non avevano fatto richiesta e per noi non ce n’erano». E adesso? «Abbiamo visto le prime Ffp2 un paio di settimane fa.. E i tamponi, erano necessari, erano pochi. Eravamo a pezzi. . «Servirebbe una mappatura generale. Ma nessuno aveva i mezzi. Mancava tutto. Occorre una valutazione del rischio per medici e dipendenti. Siamo rimasti soli. “

Caro Direttore, 
leggo con particolare interesse, il dr. Angelo Sidoti e le sue brillanti analisi economiche / finanziarie, molto accurate, animate dai migliori sentimenti di cittadino scrupoloso, stimolo per le Amministrazioni, con ampi spazi di ragionamenti degli andamenti economici da inserire nel ponderoso Manuale “ Scienza delle Finanze”. Notiamo che nelle isole Eolie ci sono nr. 8.216 Contribuenti che producono un Reddito Complessivo IRPEF di Euro 133 Mln. E quanti non versano nulla?

Mentre tutti attendiamo il “ Recovery Fund” , di cui è necessario mettere in moto il motore, ad oggi mancano strategie e piani di pronto intervento che spieghino quali riforme e investimenti bisogna mettere in campo per stimolare la crescita e contrastare la crisi innescata dalla pandemia coronavirus. Se non ci sono riforme, precisi obiettivi d’investimento, efficienti controlli fiscali e monetari, volontà di fare, non ci saranno i soldi. Questa è la realtà.
Se il governo Conte non promuove tempestivi innovativi obiettivi strategici, corredati da progetti di riforma, che rilanci il sistema, ora deficitario , pesantemente arretrato, l’UE non puo’ finanziarci. Restiamo nudi e crudi.

Si chiude. Molti di noi che hanno investito con enormi sacrifici, sono destinati a chiudere. Il piatto del nostro frugale desinare, ormai ridotto ad un volgarissimo “pizza a domicilio Uber Eats”. Sfruttato e sottopagato. Una desolazione . Se manca il gettito fiscale , si ferma tutto. Se vogliamo salvarci bisogna correre. Tirate le somme, si salvi chi puo’.

Caro Direttore,
“Leggo e riporto per i tuoi lettori del Notiziario delle Isole Eolie un interessante “ ricostruzione” della storica “Impresa dei Mille”, che illumina “ l’altra faccia della Luna” di cui non si fa menzione sui libri di “ Storia Patria” Fonte “ I Nuovi Vespri”

“L’ 11 Maggio del 1860 con lo sbarco di Garibaldi a Marsala inizia l’invasione del Sud e la sistematica colonizzazione della Sicilia. Uno sbarco che come tutto il resto della spedizione dei Mille da Calatafimi alla presa di Palermo sarà una indegna sceneggiata caratterizzata da squallidi episodi che in termini militari si usano definire di “intelligenza con il nemico”.
E di intelligenza con il nemico, a differenza di quanto da sempre ci è stato propinato dalla storiografia ufficiale, è macchiato ed inficiato lo sbarco dei garibaldini a Marsala.

Basta rivisitare obbiettivamente le cronache dello sbarco indisturbato della camice rosse di quel lontano giorno alle ore 13 del 11 maggio 1861 per rendersi conto dell’accordo sottobanco tra Garibaldini e gli ufficiali della marina borbonica che avrebbero dovuto ostacolare e non lo fecero se non in ritardo ed a sbarco avvenuto e tutto questo con la complicità degli inglesi che avevano un forte radicamento economico a Marsala con una notevole presenza di loro bastimenti ancorati in quel porto.

Non a caso, da parte di Garibaldi, essendo tutto, con chiare complicità, preparato a dovere, si scelse di sbarcare a Marsala. Le due navi il Piemonte ed il Lombardo, precedentemente prese a Genova non requisendole “manu militari” (come falsamente viene raccontato dalla storiografia ufficiale), ma pagate attraverso una fidejussione di 500mila lire (una somma enorme per quei tempi) dagli industriali fratelli Antongini alla società Rubattino, entrano senza colpo ferire nel porto di Marsala, come anzidetto, alle ore 13 iniziando, indisturbate, a sbarcare il loro contingentamento mentre le navi della marina borbonica, la corvetta a vapore Stromboli e la fregata a vela Partenope al comando del capitano Guglielmo Acton che si erano lanciate, con colpevole e sospetto ritardo, all’inseguimento del Piemonte e del Lombardo giungendo in vista del porto di Marsala alle ore 14 pomeridiane rimanevano inattive ed assistendo allo sbarco.

Restare a guardare: un bel modo davvero per impedire un’aggressione armata al territorio sovrano delle Due Sicilie. Tutto andava svolgendosi secondo il programma da parte del comandante Acton, personaggio di dichiarata e manifesta complicità ed “intelligenza con il nemico”. Guglielmo Acton successivamente, ricompensato da tale vergognoso comportamento e tradimento, diverrà ufficiale di grado superiore della marina-italo piemontese. Il tradimento alla fine paga.

Ecco quanto scrive al proposito il capitano Marryat ufficiale della Marina inglese, presente e testimone degli avvenimenti di quel giorno, in un suo rapporto che lo si può considerare un vero e proprio atto di accusa nei confronti dell’incomprensibile atteggiamento di Acton:
“L’altro vapore era però arenato (si tratta del Lombardo che Bixio aveva mandato a schiantarsi contro il molo) quando i legni napoletani furono a portata con i loro cannoni. I parapetti erano già calati ed i legni a posto. Noi aspettavamo e seguivamo – prosegue Marryat nel suo rapporto – con ansietà per vedere il risultato della prima scarica (che ovviamente non ci fu). Invece di cominciare il fuoco, abbassarono un battello e lo mandarono verso i vapori sardi ma, a nostra sorpresa, ecco che il vapore napoletano spinge la sua macchina verso l’Intrepido (una nave inglese), anziché impedire più oltre lo sbarco della spedizione”.

Di una chiarezza disarmante, il rapporto di Murryat sulla espressa volontà di Acton, che ha ritardato il suo intervento per non ostacolare lo sbarco dei garibaldini giunti sani e salvi a terra e senza un graffio. Solo alcune ore dopo a sbarco avvenuto e dopo che l’ultimo garibaldino avrà messo piede sul molo di Marsala ed assicuratosi che non vi fossero più ostacoli di sorta allo sbarco degli invasori, Guglielmo Acton si deciderà troppo tardi, bontà sua, a fare fuoco. Risultato, molti dei colpi finirono in mare, uno uccise un cane che fu l’unica e sola povera vittima di quella giornata e altri ferirono di striscio due garibaldini.

A dimostrazione della sua intelligenza e complicità con il nemico dopo il finto cannoneggiamento, il comandante Acton non si preoccupò minimamente di fare sbarcare gli equipaggi delle sue navi per combattere ed inseguire i garibaldini che poterono così entrare a Marsala indisturbati.

Con questo atto di ignavia e di tradimento iniziava in Sicilia l’impresa dei mille. Le battaglie-farsa caratterizzate da tradimenti e corruzioni si ripeteranno poi a Calatafimi e più avanti nella presa di Palermo. Protagonisti i generali Landi a Calatafimi e Lanza a Palermo.
Entrato a Marsala Garibaldi troverà, tranne il console inglese Collins e qualche rappresentante della stessa colonia inglese presente in quella città, una popolazione ostile ed avversa alla sua venuta. Altro che accoglienze trionfali che falsamente riportano i testi della storiografia ufficiale e scolastica!

Ecco quanto scrive Giuseppe Bandi, uno dei maggiori protagonisti ed agiografo dell’impresa garibaldina nel suo libro I Mille al proposito della fredda accoglienza ricevuta dalle camice rosse a Marsala da parte della popolazione locale:
“Appena entrato in città, qualche curioso mi si fè incontro, che udendomi gridare: spalancò tanto d’occhi e tanto di bocca e poi tirò di lungo. Le strade erano quasi deserte. Finestre ed usci cominciavano a serrarsi in gran fretta, come suole nei momenti di scompiglio, quando la gente perde la tramontana. Tre o quattro poveracci mi si accostarono stendendo la mano e chiamandomi eccellenza, non altrimenti che io fossi giunto in città, per mio diporto, ed avessi la borsa piena per le opere di misericordia. Si sarebbe detto che quella gente, colta così di sorpresa, non avesse capito un acca del grande avvenimento che si compiva in quel giorno”. (Purtroppo i siciliani e i meridionali lo capiranno molto bene sulla loro pelle negli anni a venire e sino ai nostri giorni).

Questa l’autorevole è testimonianza dello scrittore e ufficiale dell’esercito garibaldino Giuseppe Bandi sulle “entusiastiche” accoglienze dei cittadini di Marsala all’ingresso di Garibaldi nella loro città. Garibaldi nella sua breve sosta a Marsala incontrandosi poi con il Sindaco ed i decurioni della città non perderà tempo a pretendere che gli consegnassero il denaro contenuto nelle casse comunali. La stessa cosa farà poi depredando ed appropriandosi indebitamente del denaro contenuto nelle casse del Banco di Sicilia a Palermo 5 milioni di ducati (corrispondente a 82 milioni di euro dei nostri giorni) e giunto a Napoli fece altrettanto con il Banco di Napoli impossessandosi di 6 milioni di ducati (equivalenti a 90 milioni degli attuali euro) depositati nella capitale del Regno delle Due Sicilie.

Così, con questi atti di pirateria e con il saccheggio e la spoliazione sistematica del Sud iniziava la predatoria spedizione dei Mille tanta cara e tanto celebrata dalle menzogne dei nostri storiografi e dai nostri risorgimentalisti.

Caro Direttore,
In Germania blocco totale delle vacanze estive almeno fino a metà giugno. Turisti e non-turisti, tutti con la mascherina. Obbligo di coprirsi naso-bocca nei negozi, sui mezzi pubblici e a bordo dei treni a lunga percorrenza .Le multe per chi non rispetta la regola vanno dai 25 ai 10mila Euro. L’ammontare delle sanzioni varia da regione a regione. Berlino non prevede sanzioni economiche e affida alla responsabilità di ciascuno il ricorso alla mascherina. I municipi di Berlino offrono gratuitamente 90mila mascherine in tessuto. Altre 45mila mascherine saranno distribuite a partire dal 30 aprile.

Che cosa succede in Italia? Quando tutti potremo avere una mascherina? Leggo che: Domenico Arcuri, commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, comunica che dal 4 maggio 2020 ci saranno 12 milioni di nuove mascherine al giorno. Dal mese di giugno 18 milioni; dal mese di luglio 25 milioni; quando le scuole cominceranno a settembre potremmo distribuirne almeno 30 milioni al giorno.

La variabilità di prezzo è sensibile, si va da un minimo di 1,10 euro al pezzo a un massimo di 3,90 euro. Per una mascherina chirurgica si va da 25 centesimi fino a 2 euro. Anche per le mascherine FFP2 senza valvola : da 1,60 euro fino a un massimo di 9 euro . Per quelle con la valvola, si può spendere da un minimo di 2,16 euro al pezzo a un massimo di 16,70 euro. I tempi di spedizione restano lunghi. Con il prezzo fissato a 50 centesimi/ mascherina molte aziende micro e piccole imprese si trovano spiazzate, non remunerate, con nuovi costi, dopo aver convertito le loro produzioni in dispositivi di protezione, come le mascherine, investendo tempo, risorse e mantenendo a rischio, al lavoro parte delle maestranze e attivi gli impianti.
Protestano i farmacisti spiazzati dal nuovo prezzo.

L’annuncio del prezzo fisso a 0,50 cent ha provocato la rivolta di molte imprese che hanno investito , ora non sono in grado di fornire le mascherine a un prezzo competitivo. Dal commissario Arcuri e dal governo si attendono risposte concrete, la gente protesta, crescono timori, insicurezza, si continua con annunci teorici, spesso contradditori, che non tengono conto dei bisogni, generando ulteriore caos. Chi acquista sa almeno da che cosa lo proteggerà la mascherina?

---Un gruppo di avvocati – che si definiscono «vecchi, ma ancora molto attivi nella vita professionale e sociale in tutt’Italia» - ha scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte, «alla luce di un possibile diseguale trattamento degli anziani in “fase 2"» e quindi, «in fin dei conti, di uguaglianza e libertà». «La lettera aperta al (collega) presidente Conte – scrive in una breve introduzione l’avvocato Nicola Bianchi, uno dei firmatari –, al di là del caso specifico, mostra la trama di un bel ragionamento giuridico ma soprattutto sollecita lo Stato (oggi si direbbe la “politica”, così squalificata) e pretende, giustamente, di mettere il dovuto equilibrio e la giusta proporzionalità nella compressione dei diritti nei quali siamo vissuti, dalla Costituzione in poi, senza quasi renderci conto. E la data, così vicina al 25 aprile, viene bene e ci ricorda i sacrifici, i dolori e le lotte di chi ci ha preceduto, ridonandoci libertà».

Caro Presidente Conte,
siamo un gruppo di avvocati, ex consiglieri del CNF, di cui avrà ricordo per averci frequentato all’epoca della prestigiosa presidenza Alpa, taluno suo collega accademico, tutti nel pieno esercizio dell’attività forense, attivi nella vita sociale, anagraficamente appartenenti alla cd. terza età.
Con preoccupazione e incredulità apprendiamo della possibilità di escluderci dal ritorno, seppur graduale, a una vita controllata garantita agli altri. 
Non contestiamo la legittimità dei Suoi precedenti provvedimenti, ma siamo sicuri che la Sua sensibilità, umana e di giurista, è a disagio di fronte alla paventata discriminazione basata sull’età, o, peggio, sulle condizioni di salute, tale da impedirci l’esercizio dei nostri elementari diritti costituzionali.

Non siamo vettori di infezione perché di una certa età, ovverosia non lo siamo più di chiunque altro; i nostri dati anagrafici non predispongono alla trasmissione del virus, semmai sono fattori statisticamente causa di una sua maggiore letalità. La discriminazione, dunque, non è funzionale alla salvaguardia della collettività essendo evidente che ci si vuol imporre la protezione da, o di noi stessi, obbligandoci a star bene al prezzo della libertà, prezzo la cui congruità dovremmo essere noi a poter valutare.
Se la discriminazione si giustificasse con i costi delle nostre eventuali degenze, comprenderà il pericolo che l’idea rappresenta per un paese democratico; si farebbe strada la prospettiva di conculcare le libertà fondamentali di un’intera categoria di persone in ragione dell’età, in quanto potenzialmente più costose per lo Stato.

A queste considerazioni si aggiungono le preoccupazioni per il nostro lavoro che lo smart working non può eliminare, almeno per quanto riguarda l’assistenza nel processo. Per quelli che tra di noi svolgono anche attività accademica le limitazioni sarebbero ugualmente gravi perché la ricerca è essenziale e, come sa, è impossibile, o gravemente limitata a casa.
Non vogliamo trattamenti speciali, ma essere equiparati agli altri e destinatari degli identici eventuali provvedimenti limitativi.

Vista anche la Sua caratura di giurista, auspichiamo che resti fedele ai principi di libertà, uguaglianza e non discriminazione, rifuggendo dai consigli estremi di chi, verosimilmente condizionato dalla propria settoriale visione scientifica, non ha la Sua capacità di comprensione del significato profondo della Costituzione e la Sua consuetudine con quei valori che segnano il confine oltre il quale si affaccia il modello sinistro di uno Stato padrone delle vite, oggi in omaggio a presunte esigenze sanitarie, domani in applicazione, magari, di principi di eugenetica.
Con l’augurio di buon lavoro, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Ubaldo Perfetti - Giuseppe Bassu - Nicola Bianchi - Stefano Borsacchi - Aldo Bulgarelli - Luigi Cardone - Antonio De Giorgi - Antonio De Michele - Lucio Del Paggio - Gianni D’Innella - Agostino Equizzi - Fabio Florio - Corrado Lanzara - Aldo Morlino - Ugo Operamolla - Giorgio Orsoni - Marco Stefenelli - Pierluigi Tirale - Giovanni Vaccaro - Carlo Vermiglio

Caro Direttore, come possiamo immaginarci il nostro domani, se tutto è avvolto in una profonda nebbia? 
In libreria è uscito di recente un libro : «Affrontare e vincere le crisi», della Harvard Business Review composto da circa 20 saggi , che si avvale di contributi di Nitin Nohria a Condoleezza Rice,Yuval Noah Harari ,Andrea Granelli ed Emilio Rossi. Ma come ripartire, se non abbiamo ancora una minima idea di che cosa fare?? Oggi siamo bloccati in casa. E non abbiamo soldi. Banche sbarrate. I governi litigano, si scontrano. E domani, quale mondo troveremo, fuori ? 
Chi si salva, da questa immane catastrofe ? Nella nuova fase post Covid19 quali cambiamenti ci dobbiamo aspettare?

Quanti sono i portatori sani, non ancora identificati? 
Come cambieranno i modelli organizzativi e gestionali? Come produrre se siamo ancora esposti al coronavirus? Le nostre vecchie, sane abitudini sono state spazzate via definitivamente. La popolazione anziana è stata decimata. I nipotini sono soli, vuote le stanze, case abbandonate. Siamo tutti piu’ poveri. Siamo dipendenti dalle Banche: per 15.000 euro di credito ci vogliono 19 pratiche e 6 mesi di attesa, se va bene. Siamo in preda, ai bisogni, alla fame. Siamo in pericolo. Tutto quello che abbiamo costruito è da buttare.. E domani che facciamo? Come possiamo organizzarci, se molte nostre abitudini sono state messe “ fuori legge”? Come vivremo domani? 
Chi nasce oggi, che mondo troverà ?

Bisogna capire se facciamo sul serio o se stiamo scherzando. Cosa trovo domani, quando potro’ uscire di casa? Dove vado? Chi mi aiuta nella mia solitaria vecchiaia? Chi mi assiste nel deserto sociale ? Come saranno i modelli di organizzazione e funzionamento delle aziende, della scuola, della sanità, del trasporto. I governi dovranno dare tante risposte rapide. Ci vogliono molti investimenti. Senza soluzioni immediate, intere popolazioni potranno sparire in pochi mesi. Le nuove pandemie sono pronte a seminare nuova morte.

Quello sanitario, ora sotto accusa, dovrà essere completamente ridisegnato, ma dove trovare i soldi? Sarà vera la notizia secondo la quale, ma .ancora una volta brancoliamo nel buio, per un errore, il coronavirus sia uscito dal laboratorio epidemiologico P4 di Wuhan è il primo laboratorio cinese di massima sicurezza attrezzato per trattare virus ad alto rischio di contagio, come l’Ebola? C’è chi sa ma finge di non sapere.

Caro Bartolino, ti segnalo, se clicchi sul quotidiano "l'Arena di Verona" trovi un video  (scendendo con il mouse a sinistra, a metà giornale) che riguarda il Sindaco di Torri che ripete ossessivamente...«Non- si- può!».
Con queste tre parole, pronunciate e letteralmente scandite a ripetizione in queste settimane, quasi fosse un disco rotto, il sindaco di Torri, Stefano Nicotra, rischia di passare alla storia, almeno nel suo paese, per la sua inflessibilità, che diventa una fissazione, con cui contro il Coronavirus, ripete tutti i giorni questo «mantra» con tutti i divieti.

Torri magnifica cittadina sul lago di Garda sulla sponda Veronese. Il Sindaco che risponde al telefono ai suoi cittadini ":Non-si-può» 

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Dal Giornale di Vicenza: Maxi-multe per chi diffonde o scarica i pdf dei giornali

Alzi la mano a chi non è capitato di ricevere un messaggio su WhatsApp o Telegram con i Pdf di alcuni giornali, dai quotidiani, ai settimanali di moda, piuttosto che quelli sportivi. A me è accaduto anche sabato scorso. Il fatto quotidianoLiberoLa StampaIl manifestoil Sole24oreLa RepubblicaIl corriere della seraIl GiornaleLa gazzetta dello Sport e l’Osservatore Romano.

All’amico che me li aveva girati ho risposto: «Ciao, ti prego non mandare in giro questi file. Contribuisci a far perdere il lavoro a chi i giornali li realizza. Interrompi queste catene». Lui si è scusato, ma sono certa che la prossima volta girerà gli stessi file, lasciandomi fuori. Il problema vero è capire chi inizia la catena. Risalendo da un contatto all’altro.

Una cosa che può fare la polizia Postale, dopo una denuncia. «Non abbiamo mai ricevuto esposti da Verona», replica il dirigente della polizia Postale del Veneto, il vicequestore Sergio Russo.

In realtà erano state segnalate chat e gruppi Facebook e attraverso l’avvocato Luca Giacopuzzi erano state spedite diffide. Subito le catene s’erano interrotte.

«La prassi di condividere e di diffondere tramite i canali social e i sistemi di “instant messaging” i testi degli articoli di stampa è gravemente illegittima e fonte di responsabilità sia civile sia penale, per violazione del diritto di copyright», dice l’avvocato Giacopuzzi, esperto in information technology e diritto d’autore. Che aggiunge: «Solo all’editore, infatti, appartengono, in via esclusiva, i diritti di sfruttamento economico dell’opera e, in particolare, il diritto di moltiplicare la stessa in copie».

Ci sono responsabilità sia penali che civili per chi diffonde i Pdf. Sono previste multe oltre i 15mila euro se c’è il fine di lucro, oppure fino a 2.065 in caso contrario. E la reclusione fino a tre anni, se c’è fine di lucro». Proprio qualche giorno fa, la polizia Postale di Bergamo ha chiuso la prima parte di un’indagine che vede 10mila persone indagate che rischiano una multa da 24mila euro.

LA POSIZIONE DEGLI EDITORI. «La Federazione degli editori di giornali ha chiesto ad Agcom un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram, sulla base di un'analisi dell'incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto». Ad annunciarlo è il presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, che ricorda come di recente si sia pronunciato con preoccupazione anche il sottosegretario per l'editoria, Andrea Martella.

Dieci i canali monitorati, dedicati esclusivamente alla distribuzione illecita di giornali; 580mila gli utenti complessivi (46% di iscritti negli ultimi tre mesi) e un incremento dell'88% delle testate diffuse. L'analisi condotta dagli uffici della Fieg simula anche gli effetti di rimbalzo della copia pirata su piattaforme esterne a Telegram, sia relativamente al traffico dati e ai possibili rischi di rallentamento della rete, sia sulla quantificazione del danno. «La stima delle perdite subite dalle imprese editoriali è allarmante», avverte Riffeser. «In una ipotesi altamente conservativa, stimiamo 670mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all'anno: un dato di fronte al quale confido che l'Autorità di settore voglia intervenire con fermezza e tempestività». «Al rischio del consolidamento di una pratica illecita, quella di leggere gratuitamente i giornali diffusi illecitamente via chat, si aggiunge - conclude Riffeser Monti - quello di veder distrutti il lavoro e gli investimenti delle migliaia di persone che mantengono in vita la filiera produttiva della stampa: dagli editori ai giornalisti, dai poligrafici, ai distributori e agli edicolanti, tutti impegnati, tra molti sacrifici, a garantire la continuità di un bene primario, quale quello dell'informazione, che, mai come in questo momento, è chiamato ad assolvere la sua più alta funzione di diritto costituzionalmente garantito».

FIEG sta monitorando da circa due anni il fenomeno della illecita diffusione e distribuzione di contenuti editoriali attraverso Telegram: alla data del 1° aprile 2020, sono 10 i canali monitorati, con una media di oltre 57 mila utenti ciascuno (il canale Edicola Wapposa ha superato, in data 11 aprile 2020, i 200mila iscritti, festeggiando il traguardo con un "GRAZIE A TUTTI!", rivolto ai suoi iscritti).

Alessandra Vaccari - Angela Majoli

 

Caro Direttore, sono frastornato da tanta disinformazione, c’è chi va già al mare, prenota ferie e festini, mentre è incessante l’impressionante accumulo giornaliero di morti da Coronavirus.
Leggo dal Tuo Notiziario: “l’isolamento degli asintomatici, di tutti noi, è essenziale per riuscire a controllare la diffusione del virus e la gravità della malattia.

Quello che adesso è cruciale per tutti noi, nella battaglia contro il virus è “cercare di scovare le persone asintomatiche ma comunque già infettate perché nessuno le teme o le isola.” Wuhan, la città “simbolo” del coronavirus in Cina e nel mondo, sta tornando a vivere. In Cina hanno preso le misure più drastiche, che noi nemmeno immaginiamo.

Se non lo facciamo subito, con la stessa inflessibilità e determinazione di Wuhan l’impennata dei nostri morti non avrà fine. L’unica via da seguire, con tutti i mezzi, è andare casa per casa, individuo per individuo, da nord a sud, stanza per stanza, per sapere come stiamo, bloccare la diffusione, e non giocare con la pelle degli altri. Una cosa è essere guariti “ virologicamente” un’altra esserlo “ clinicamente”. Senza contare il pericolo di nuovi virus, e di “ ricadute”.

 

Caro direttore, 
impressionante , spaventoso avere improvvisamente l'acqua in casa. Che fare? Se scappi, anche le strade sprofondano. 
Si rompono i muri, ti cade sulla testa il resto. 
L’intero Paese è in pericolo. Lo sviluppo è compromesso. Le colate di cemento non hanno funzionato. Ignobilmente nessuno ripulisce i fiumi. 
Non avendo sicurezza ormai viviamo a rischio, il mare, senza protezioni, entra in camera da letto, fracassa i mobili, ci affoga, nel fango, in mezzo ai sedimenti e detriti che scendono lungo i torrenti impazziti. 
A Venezia hanno scavato chilometri per allargare i canali per far passare comodamente le " Grandi Navi".. La “ Royal Caribbean”, alta come la Torre Eiffel ( 324 mt), di oltre 170.000 tonnellate con 18 ponti, la capacità di ospitare 6780 passeggeri e 2100 membri dell’equipaggio. Ogni volta che entra in porto a Venezia dove va a finire l’acqua? Blocchiamo la pioggia per far passare le navi? La catastrofe è davanti ai nostri occhi: un enorme volume d'acqua e di veleni che fracassa ogni cosa, distruggendo , ponti, canali, case.. e l' immenso valore storico-artistico-architettonico-paesaggistico di Venezia. Viva il Turismo!
Hanno voluto il Mose ad oggi è costato 5,3 miliardi di soldi pubblici. Si stima arrivi a 7 miliardi. Per la manutenzione altri 90 milioni di euro l’anno. Venezia muore. Il Mose non la salva. 
Eccoci alla fine. L’Italia non ha mai protetto Venezia. La storica “ Serenissima di Venezia”, Regina dei Mari, Governo di Saggi. Nessun governo dall’Unità d’Italia ha saputo valorizzare la sua millenaria storia , ne ha curato il suo fragile ambiente, valorizzato , sviluppato il suo universale richiamo. Mani rapaci , di governi settari, l’hanno stuprata e violentata . Invecchiano antichi Palazzi nobiliari, di Dogi e Procuratori. Si dissolvono rare architetture, campi e campielli. Le acque salmastre corrodono le fondamenta . Fuggono via i giovani. . Alla fine anche i turisti se ne andranno via... Restano solo i vecchi. Una città che muore..
Penso ai tuoi fratelli e a chi vive e lavora nelle Eolie, anch’esse abbandonate senza ritorno a se stesse..
Siamo tutti a rischio. ….
”e mesto sibila per l’aria bruna l’ultimo gemito della laguna. (Arnaldo Fusinato)

Caro Direttore , 
Ci sono molte cose che non vanno nei nostri cimiteri. Anche nel giorno che ricorda i nostri cari defunti. Quello che scrive Massimo D’Auria è vero. Le amministrazioni non vogliono critiche. Odiano le denunce. Le amministrazioni sono solerte solo quando hanno torto. Si rischiano querele. Chi subisce un torto e lo rende noto è costretto a difendersi. Si rischiano denunce anche se si va al cimitero per portare un fiore fresco. E si beccano multe salate.

Roma, la “ Città Eterna” non offre che pessimi esempi. Leggo che i cimiteri di Roma sono “Terra di Nessuno”- Cimitero di Prima Porta,….” al cimitero manca l'acqua” : breve risposta del Sindaco Raggi:” portatevi una tanica su un furgone". Come dire, arrangiatevi, io non ho tempo da perdere. La stessa pessima situazione la leggo per i cimiteri di Parma, Galatina, Marsala, Bari , Brescia e Genova. Critiche e denunce. Tutto registrato. Le amministrazioni sono subissate da scandali. Una situazione a livello nazionale che non trova soluzioni. Cosi ai parenti dei defunti che si recano al cimitero dei loro cari, magari partono da lontano, si fanno centinaia di chilometri, treni, aerei, traghetti, alberghi, taxi, bus, poi si trovano davanti uno spettacolo indecente. Che fa tanto male. Acquistano dei fiori per offrirli ai loro cari, non trovano nemmeno l’acqua, e non possono nemmeno esprimere il loro disgusto..

Manca l’acqua. Le colpe ci sono, ma si perdono nei meandri della cattiva ministrazione. Alla fine nessuno risponde. Sembrano tutti scomparsi. Nessuno è il “Responsabile”? Tutti assolti, tranne il cittadino che risulta fregato. E la sicurezza? Chi risponde? Chi visita i propri cari defunti rischia di farsi male.. Come stiamo ad igiene? Nessuno pulisce, nessuno pota le piante, taglia l’erba, nessuno disinfetta, si cammina in mezzo ad insetti pericolosi. Le bellissime tombe dei nostri cari sono abbandonate a se stesse, e molte sono ormai coperte dalla vegetazione. I vialetti difficilmente percorribili, impossibili per gli anziani, con scalinate sbrecciate, luoghi malsani invasi da rifiuti di ogni tipo. E se si cade per terra chi risponde? Fregati due volte. Ovunque si trovano escrementi di uccelli, molti loculi sono danneggiati, cadono a pezzi, si inciampa in cavi elettrici lasciati scoperti. Perché nessuno interviene? Perché nessuno fa nulla?

Al contrario di Lipari, i bambini della parrocchia di San Matteo Apostolo di Borgo Velino (Rieti) hanno imparato ad aver cura non solo dei propri cari, rispettosamente, ma anche delle molte tombe abbandonate..
Tutti insieme, si prega per rispettare chi ci ha lasciato, per ricordarlo, con amore, responsabilmente , poi protetti e dotati, accompagnati dai ragazzi più grandi, dai catechisti, dai sacerdoti e dai genitori, si fa pulizia , si lava, si sistema, si riordina, ovunque, per lasciare ai nostri cari , e a chi non ha nessuno, un segno di partecipazione, di rispetto, di un semplice fiore. Ottimo insegnamento per chi è giovane, che dimostra maturità e senso civico. Non lo si fa per obbligo, tanto meno per un dovere o come lavoro: solo con spirito di devozione, per diventare un buon cittadino, che s’impegna socialmente, con un vero semplice atto di amore. Ci guadagna tutta la collettività. Con generosità e senso di responsabilità. Si prega e si lavora- Ora et labora.

Caro Direttore,
a proposito di Giorgio La Pira ( Pozzallo-Ragusa 9 gennaio 1904-Firenze 5 novembre 1977): " Atti del primo convegno internazionale per la civiltà e la pace cristiana – Firenze 2-6 ottobre 1955*. 
“Tutti gli uomini sono già degni di attenzione e di rispetto a prescindere dalla loro condizione temporanea, disoccupato, senza tetto, alcolizzato....ma questa consapevolezza si sviluppa solo uscendo da una visione "turistica" e dall'indifferenza reciproca.

"Siamo tutti dei “turisti”: si passa accanto alla disoccupazione e non si sa cosa sia la disoccupazione. Passi accanto a quello che è senza casa e tu non sai che cos'è la casa, non l'hai mai scoperto. Passi accanto alla città e non sai cos'è la città, non l'hai mai scoperta. Così io, ero passato accanto a tante cose, anche al lavoro, ma non l'avevo capito. L'ho capito quando fui sottosegretario al lavoro, allora capii che cos'è il valore di fondo del lavoro, e quindi della disoccupazione.

Allora, anche noi dobbiamo sforzarci di uscire "dalla bolla" del nostro piccolo mondo e cominciare a costruire ponti, abbattendo i muri della freddezza, del risentimento, della paura e del rancore. Sentimenti orrendi che ci portano a vivere male e a pensare di risolvere i conflitti costruendo altre bombe atomiche.”

*Tratto da Padre Ernesto Balducci “ Giorgio La Pira, pag.16- Tra le innumerevoli opere di Padre Ernesto Balducci, ricordiamo: “L'uomo planetario, Camunia, Milano 1985; Le tribù della terra, Edizioni Cultura della Pace, San Domenico di Fiesole 1991; La terra del tramonto, Edizioni Cultura della Pace, S. Domenico di Fiesole 1992-
Su Youtube si puo’ riascoltare l’ultimo discorso pubblico di Padre Balducci all’Arena di Verona- 1991- sul tema: Beati i costruttori di Pace.

Caro Direttore,
Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia: “ Un onorevole siciliano”. Un libro da leggere e meditare. Desidero ricordare come Andrea Camilleri racconta l’esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia in un bel libro edito da Passaggi Bombiani del 2009.

Si tratta di una rara raccolta delle interrogazioni parlamentari che lo scrittore di Recalmuto presento’, dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre del 1979 al 31 gennaio 1983. Camilleri, ci fa conoscere l’autentica passione politica di Leonardo Sciascia, il suo impegno, la lucidità, l’approccio mai ideologico, ma sempre ancorato ad una analisi dei fatti acuta e spietata, comunque sempre scomoda ed insofferente al potere.

Gli argomenti di queste interrogazioni sono tutti di estrema attualità. Sono coraggiose denunce che riguardano casi di cronaca, atti politici, che Sciascia ha voluto portare alla luce in Parlamento. Sono fatti molto gravi e, allora come oggi, restano dolorose ferite aperte. La brutalita’ della mafia, gli interessi di potere, l’immoralità, gli illeciti arricchimenti, l’uccisione del magistrato Ciaccio Montalto , il caso Pecorelli, il Belice, la vicenda dei petroli, l’uso improprio delle armi da parte delle forze dell’ordine, il caso Moro, la strage di via Fani.

Un libro assai scomodo. Dalla viva voce di Andrea Camilleri e dagli interventi di Sciascia emerge un ritratto impietoso di una classe dirigente italiana egoisticamente incapace di trarre coscienza dei propri profondi mali e colpevolmente sorda alle parole, ai richiami di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla.

Caro Direttore,
leggo con molto piacere che è attiva e combattiva la “ Aeolian Islands Preservation Fund", nell'ambito del progetto Èolio dell'associazione "Attiva Stromboli".

Leggo invece con apprensione che la “ Casa Rossa”, di Stromboli ….per qualche “ dollaro in piu”, si cerca di alienare, trovare un compratore, pur di venderla ad un qualsiasi spregiudicato palazzinaro.
Vergogna! Si vede che ancora una volta gli Amministratori, ottimi burocrati, non hanno cura, come poca memoria, rispetto per l’” immagine dei luoghi”, il Paesaggio culturale, per i quali sono stati eletti, tanto meno per la valorizzazione della memoria e la storia. Povera Stromboli!
Si profila un ennesimo furto alla cultura italiana ed internazionale.

Mi raccomando Direttore, evitiamo questo ennesimo danno alla cultura italiana ed internazionale. Chiediamo all’intera comunità , all’intero arcipelago, con tutti i suoi figli sparsi nel mondo in modo che facciano sentire la loro voce. Non orbiamo Stromboli della sua storia, del suo passato.. Difendiamo la “Casa Rossa”. Facciamo che la Casa Rossa sia dichiarata Monumento Nazionale.

La “ Casa Rossa “ tutto il mondo vuole vederla, visitarla, toccarla e sognare. E’ un bene storico, di enorme potenzialità economica, oggi sottovalutato, e ben poco cosciuto. La “ Casa Rossa”, rappresenta per tutti noi la nostra giovinezza, un mondo meraviglioso, unico, delle nostre speranze, il lascito per chi viene dopo.

Un valore storico-nazionale da tenersi ben stretto, dando vita ad una Fondazione “ Casa Rossa”. Come lo sono la casa di Elvis Presley a Memphis, Tennessee, “ Graceland”, stupenda in stile coloniale che Elvis comprò nel 1957 per 100mila dollari.

Incredibilmente oggi attira più di 600.000 visitatori ogni anno ed è una delle grandi attrazioni negli Stati Uniti meridionali, la seconda casa più visitata dopo la Casa Bianca di Washington. Non lo è da meno, a Verona, la casa di Giulietta , con il famoso balcone.

Recentemente l’amministrazione ha dovuto bloccare l’intero perimetro cittadino, tanto la massa di turisti da ogni dove premeva per vederla almeno una volta nella vita.

Caro Direttore,

Il governo Conte-Bis, fresco di nuova vernice, brutta copia di quello precedente, soffre per i “conti” in dis-ordine, non sa dove sbattere la testa, succhia il sangue ai poveri e lascia i ricchi a pascolare nelle ricche praterie della spaventosa, immensa evasione fiscale, poi con l’acqua alla gola, corre su e giu’ da Bruxelles, inventa e proclama, strizza le tasche ai meno abbienti, batte cassa, maltratta gli onesti, asciuga le tasche, lascia impuniti gli altri, dato che non se la cava con i bilanci, copia e incolla, toglie e aggiunge, taglia e cuce, mentre tutto peggiora, in un colabrodo di spaventosi debiti e di miseria crescenti. Di quale “ Bilancio dello Stato” vogliamo parlare?

Buono bebé? Buono famiglia? Soldi a chi fa figli? Ma quanto costa un figlio oggi? Ormai da novant’anni l’Italia è in fase di forte declino demografico. Declino della popolazione vuol dire sotto sviluppo, debiti e miseria.

La popolazione italiana nel 2018 è calata fino a 55 milioni 104 mila persone : 235 mila in meno rispetto all’anno precedente. Dal 2014 al 2018, siamo diminuiti di 677mila persone: una città grande come Palermo svuotata, persa. Spaventoso l’esodo di italiani, di giovani che se ne vanno, pari a 157mila, e le partenze continuano. Come si vive in Sicilia?

Dati recenti confermano che la popolazione residente della Sicilia si ridurrà già nel 2030 a 4.852.553 abitanti, dagli attuali 5.040.488. La composizione per età vedrà diminuire l’incidenza della popolazione 0-14 anni dal 13.9% al 12,6% (-85.536), mentre quella di età 15-64 anni si ridurrà dal 65,3% al 61,5% (-302.350).

Chi avrà piu’ di 65 anni sarà il 25,8% della popolazione (1 su 4), oggi sono il 20,8% (+203.961). Si assiste, senza ricambio, ad un forte invecchiamento, in una fascia molto debole, del tutto improduttiva, impoverita, abbandonata, massacrata da tasse, con enormi problemi di sopravvivenza, e di costi sanitari . L’età media aumenterà a 46,5 anni (oggi 43,7) e l’indice di dipendenza strutturale (IDS, rapporto fra la popolazione non in età di lavoro, 0-14 anni più 65 anni e oltre e quella in età di lavoro, 15-64 anni) passerà dall’attuale 53% aduno spaventoso 61%.

Praticamente si avranno sempre più poveri senza mezzi. Si va verso un mondo di miseria. Il problema è serissimo, per i giovani siciliani di oggi. Poveri, senza aiuto, poco considerati, con pochi mezzi, si troveranno economicamente molto peggio di noi. Di conseguenza: se oggi 53 siciliani su 100 sono a carico dello Stato, domani saranno 61 su 100...e dopodomani 70 su 100. E chi lavora in Sicilia? Chi paga le loro pensioni? La Regione è straricca, ha mezzi, ha capitali, ha rendite? Ha piani di sviluppo?

Non vedo come si possa formare una classe dirigente di buon livello, se non si studia molto. Moltissimo .Per una buona formazione ci vogliono tanti soldi. Ma chi può mantenere i figli a scuola? Chi lavora? Chi paga le tasse? Su tutti i giovani siciliani in età di lavoro, graverà l’intero costo per sopravvivere, se non ci saranno i loro anziani nonni ad aiutarli.

Non si può vivere in Italia. Non ci sono investimenti e strutture moderne. Tutto è fermo. Non si fa nulla. Di serio c’è assai poco. Si chiacchera, si scherza, si gioca, insultandosi, tra Matteo Salvini e Matteo Renzi. Indegno spettacolo. Deprimente. Farsa ipocrita, mentre decine di italiani muoiono di fame ogni ora. Nel 2050 si raggiungerà un enorme numero di anziani, poverissimi, i giovani di oggi avranno enormi problemi, redditi bassi, pensioni insufficienti, con uno Stato indebitato fino all’osso, mentre nel 2065 la popolazione siciliana sempre piu’ povera, senza mezzi, scenderà sotto i 4 milioni di abitanti.

 

 

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