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di Francesco Coscione

Stamattina ho visto questo pane nella spazzatura. Nessuno può e deve giudicare chi lo ha buttato, questo è ciò che servirebbe ai soliti noti per sfogare le proprie frustrazioni, il vero problema non è questo. Ogni italiano butta nella spazzatura circa 36 chili di cibo ogni anno, cento grammi ogni giorno, l'equivalente di un panino. I bimbi neri che muoiono di fame sono troppo lontani perchè ci facciano effetto. A loro, secondo molti, ci dovrebbe pensare il Papa con le ricchezze del Vaticano.

A Lipari si moltiplicano, grazie a Dio, le iniziative d'Amore (la parola caritas la confondiamo con fare la carità) e le borse di spesa hanno, purtroppo, molti pretendenti. C'è un problema locale di povertà, di persone che fanno una fatica enorme a coordinare pranzo e cena, di genitori che dovranno scegliere fra il pane e il regalo ai bimbi. Poi c'è anche la nauseante frase: "non hanno voglia di lavorare" di "riusciti" che hanno fatto tanti sacrifici nella vita, come se gli altri non ne facessero.

Abbiamo il giudizio e l'accusa in tasca e la usiamo come la pistola nel vecchio west. Il momento è drammatico e nessuno ha la sfera di cristallo per sapere se e quando finirà, adesso ciò che conta veramente è la solidarietà, la comprensione e il fare insieme. Ai credenti il Vangelo dice che l'elemosina copre una moltitudine di peccati, a tutti gli altri da sicuramente pace interiore. Il momento è molto difficile ma, per alcuni, lo è più che per altri, un Natale diverso vuol dire soprattutto questo.

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A integrazione della mia precedente lettera, allego la foto che spiega che l'isola pedonale è stata istituita per disciplinare il traffico e tutelare la quiete e l'incolumità dei cittadini, il mio video ne è dimostrazione, e che l'emergenza Covid, per la quale era stata sospesa, è terminata.
Grazie all'Amministrazione comunale per la cortese risposta e alla buona sorte che ha fatto terminare la pandemia (non voglio disturbare i santi). Ai gentili commercianti del corso auguro buon lavoro.

---Ieri sera alle 20:30, sono andato al corso. La realtà è quella che si vede nella foto e nel video allegati. Ho scambiato qualche parola con un paio di persone che hanno attività commerciali che fanno servizio da asporto. Considerando che dalle 18 i bar, le rosticcerie e le pasticcerie possono praticare solo la vendita da asporto o il servizio a domicilio, molti di noi, fra cui anche le attività suddette, vorremmo comprendere quali sono le motivazioni per la riattivazione dell'isola pedonale.

Chiedo anche a coloro che frequentano il corso nel pomeriggio se effettivamente questa iniziativa elimina il problema degli assembramenti. Ritengo che tali scelte debbano essere fatte, specialmente in un periodo critico come questo, per favorire il commercio e la vendita e non per permettere a sparute persone, di poter passeggiare nella strada invece che sul marciapiedi.

Penso che l'amministrazione abbia anche il dovere, come negli ultimi tempi ha ben fatto, di spiegare ai cittadini le motivazioni delle scelte che vengono fatte possibilmente evitando di scomodare Babbo Natale e il periodo delle feste perché, proprio per favorire gli acquisti, sarebbe opportuno consentire a tutti di arrivare in auto agli esercizi commerciali che nella nostra isola sono, per la maggior parte, ubicati al corso.

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Mi permetto un umile appello. Questa sarà la notte di capodanno ma, forse la voglia di festeggiare, non è uguale in tutti i cuori. C'è una famiglia che ha subito un gravissimo lutto per la perdita di ciò che di più caro esista nella vita.

Nessuno pretende nulla, l'umiltà e la dignità di queste persone è immensa ma, forse, potremmo evitare di strisciare carta vetrata su quello che dovrebbe essere il dolore di tutti. Una comunità solidale e comprensiva si vede anche in questi momenti.

Evitiamo fuochi artificiali, petardi, botti e quant'altro, almeno in prossimità della loro casa dove sono stretti in una sofferenza inimmaginabile attorno ad un amore volato in cielo.

Alla famiglia di Giuseppe un abbraccio di affetto immenso da parte di tutta la nostra famiglia. Grazie.

 

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