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di Michele Giacomantonio

Anche Pianoconte è stato un successo di partecipazione ed entusiasmo.

Sabato sera a Pianoconte si è chiuso alla grande questo primo ciclo di incontri definiti “presentazione proposta programmatica per le prossime elezioni amministrative nel Comune di Lipari”, sostitutivi delle primarie di difficile attuazione in tempo di pandemia, che ci condurranno alla costruzione di un Movimento che determinerà una lista ed una presenza che partecipi alle amministrative del prossimo anno convinti che si possa arrivare ad offrire alla gente delle Eolie un avvenire di speranza.

Nel salone del ristorante “I tre delfini”, poco dopo le 17, già tutte le sedie erano occupate ed alle 17 e 10, quando sono cominciati i lavori, si potevano contare almeno 120 persone.

Un pubblico variegato forse più delle altre sere con parecchi giovani e diverse donne che hanno fatto sentire la loro voce ed hanno dato il loro contributo al dibattito.

Non a caso l’attenzione si è concentrata molto sulle occasioni di sviluppo e di lavoro qualificato a cominciare dalla ripresa, con determinazione, del discorso delle Terme di San Calogero che in questi ultimi anni è stato molto trascurato tanto da fare credere a qualcuno di poterle anche usucapire.

Queste isole hanno grandi potenzialità, ha confermato Riccardo Gullo nel suo primo intervento, che ovunque ci invidiano, anche dall’estero ma, per esprimersi, ha bisogno di coraggio ed entusiasmo soprattutto dei giovani.

C’è bisogno che si apra una nuova stagione come quella della prima metà degli anni 90 quando si visse un sogno che si protrasse per alcuni anni e gli amministratori di queste isole furono alla testa dell’associazione delle isole minori italiane diventando interlocutori delle istituzioni a livello regionale e nazionale ed elaborando programmi che ancora oggi espletano la loro efficacia.

Fu allora che si cominciò a parlare di una legge speciale per le isole minori, di un fondo di finanziamento per le loro opere pubbliche a cominciare dai porti, dell’uso dell’informatica per vincere l’isolamento soprattutto in relazione alla scuola ed alla sanità.

Per riprendere il giusto cammino bisogna che rimettiamo ordine in casa nostra a cominciare dal funzionamento del Consiglio Comunale liberandolo dal condizionamento di gruppi e gruppetti e facendone una scuola di programmazione e di trasparenza impegnata a concretizzare quella “carta dei valori” che dobbiamo impegnarci a costruire in questi mesi di preparazione alle elezioni.

Una carta dei valori che sia una sorta di contratto con i cittadini e che abbia la capacità di dare dignità alle periferie e alle isole del Comune di Lipari chiamandole ad un loro protagonismo e liberandole dalla condanna di essere vagoni al traino di un treno che non controllano e che non sanno dove le porterà.

Questo vuol dire mettere anche mano alla modifica dello statuto comunale che crei nuove strutture di partecipazione, nuovi centri direzionali, nuovi poteri.

Carta dei valori e modifica dello statuto devono essere i terreni di dibattito e di verifica di un nuovo ciclo di incontri con l’attenzione a costruire coralmente un nuovo gruppo dirigente. Non un gruppo dirigente che cade dall’alto e si impone alla gente ma che emerge dalla gente che partecipa agli incontri e vuole esprimere il suo protagonismo.

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NOTIZIARIOEOLIE.IT

28 MAGGIO 2020

“IL SETTIMANALE DE IL NOTIZIARIO” di Gennaro Leone e Angelo Sidoti. In porto con Riccardo Gullo, il sindaco dei sindaci dei salinari

 

Quello di Quattropani è stato un appuntamento difficile, il più difficile fra quelli organizzati finora in questa sorta di primarie per la formazione di una lista che promuova un progetto amministrativo di rilancio di questo arcipelago.

E questo perché andiamo in casa di un probabile candidato alla sindacatura nelle prossime amministrative e che è oggi fra i maggiori dirigenti di questo Comune. Giocando in casa (anche non è detto che poi lo votino), si sa che vi sono molti che in situazioni come queste preferiscono rimanere dietro le quinte per non compromettersi.

Eppure il saloncino de “A mezza quartara” si riempie per intero e si contano più di una settantina di persone. Certo non sono i 150 di Lipari ed i 120 e più di Canneto ma sono un numero comunque apprezzabile.

A Quattropani Riccardo Gullo inizia la sua presentazione spiegando che cosa intende quando per la creazione della lista dice di non guardare a partiti ed associazioni ma direttamente ai cittadini. Non è certo per ostilità a queste strutture di partecipazione che hanno tante benemerenze nella vita politica e sociale ma perché la competizione elettorale col sistema maggioritario pretende un approccio diverso.

Esso tende a promuovere due liste: una di maggioranza con la responsabilità di promuovere un progetto amministrativo di governo ed una di minoranza col compito di fare l’opposizione e di controllare e verificare l’operato della maggioranza (cosa che, purtroppo, da anni non accade nel nostro Comune).

La compilazione delle liste prendendo come referenti partiti ed associazione rischia di costruire un Consiglio, come succede oggi al Comune di Lipari, non con due con ben otto gruppi composti in media da due consiglieri ciascuno. Per questo il nostro Comune non ha un progetto, non ha un programma ma va avanti con una concertazione continua, con maggioranze che si formano e si disfano e nessuna è stabile, e quindi manca una visione d’insieme del progetto amministrativo. Carenza di maggioranza, carenza di progetto, carenza di democrazia.

E questo spiega perché Lipari non ha un piano regolatore dei porti malgrado la portualità sia una esigenza imprescindibile in un comune che si articola in ben sei isole, ma chiarisce anche perché lo stesso piano regolatore del territorio zoppica molto poiché non c’è accordo sulla destinazione strategica di certe aree.

Si pensi alle ex aree pomicifere che naturalmente si palesano come aree destinate ad opere di archeologia industriale mentre improvvisamente si trovano con un vincolo etno-antropologico, imposto dalla Presidenza regionale. Con il rischio di lasciare questa ampia zona, inutilizzata per parecchi anni a venire.

L’incontro di Quattropani ha avuto un avvio impegnativo ed ha stimolato un dibattito altrettanto impegnato. E non a caso il primo intervento riguarda l’Ospedale come esempio che il problema non è solo la mancanza di iniziativa, come nella portualità e nell’area pomicifera, ma anche di smantellamento di ciò che esiste.

Certo l’Ospedale è l’esempio più significativo. Ancora 14 anni fa, alle amministrative del 2007, nel nostro programma mancava un riferimento ad esso perché le preoccupazioni di oggi non esistevano. Lipari aveva un ospedale che funzionava e si guar4cdava invece a migliorare la condizione delle isole minori realizzando in esse delle “Case della salute”; cioè un centro di coordinamento e collegamento di tutte le potenzialità sanitarie esistenti in una isola: un’idea che ha avuto successo ed oggi di questo tipo di strutture sanitarie, con riferimento non solo alle isole ma in genere a tutti i luoghi periferici ed isolati, come le montagne ad esempio, si parla in un progetto governativo.

Oggi invece il nostro Ospedale rischia lo smantellamento pezzo per pezzo: prima il centro nascite, poi i cardiologi, gli ortopedici, gli anestesisti…..ora la cucina che è notizia di questi giorni. E non è solo l’Ospedale sotto tiro ma da tempo anche il Tribunale, e poi il 31 ottobre scorso ha chiuso la sezione dell’Agenzia delle Entrate, ed altri uffici pubblici sono in predicato e i cittadini delle isole per ottenere un certificato, un servizio sono obbligati ad andare sulla terra ferma: a Milazzo, a Barcellona, persino a Messina. E quando un servizio viene chiuso difficilmente viene riaperto.

Ma la carenza di servizi strategici o peggio la loro cancellazione crea vari tipi di disagio: un disagio che riguarda tutte le isole, un disagio che riguarda l’isola maggiore e si riflette su tutto l’arcipelago, un disagio che riguarda una singola frazione. Come succede a Quattropani che chiuso l’Ufficio Postale la gente è costretta ad andare a Pianoconte.

Ma naturalmente il disagio maggiore si ha quando si è costretti a spostarsi dall’isola per ottenere un servizio. Le isole sono un territorio particolare perché non si è autonomi negli spostamenti come sulla terra-ferma dove ormai le automobili sono alla portata di quasi tutte le famiglie.

Da noi lasciare l’isola vuol dire, nella maggior parte dei casi, avere a che fare con le condizioni meteo-marine, servirsi di collegamenti marittimi che sappiamo non sono efficienti, di altri servizi pubblici e mettere in conto che per ottenere una prestazione qualche volta occorre più di una giornata con aggravio notevole dei costi.

Per questo da anni si parla di una legge speciale per le isole minori. Se ne parla da trent’anni ma malgrado gli sforzi fatti, il progetto, non vede ancora la luce. E? stato fatto solo qualche piccolo passo, come quello di togliere alle isole il massimale per il riconoscimento del medico condotto per cui è garantito anche a un’isola piccola come Alicudi.

Ma sono passi contraddittori. Infatti, nel dibattito di Quattropani si fa notare, che anche questa piccola importante norma ha un risvolto che ne riduce di molto la portata. Siccome grazie ad essa il lavoro nelle isole è meno pesante esso è ambìto in particolare dai medici anziani prossimi alla pensione mentre una persona giovane lo vive come una sorta di esilio e quindi spesso lo rifiuta.

Si aggiunga di più che un medico che va via ha diritto di portare con sé l’archivio che ha realizzato negli anni di servizio, per cui quello che viene si trova privato di importanti elementi per la conoscenza dei suoi pazienti che sarà difficile ricostruire nel poco tempo che spesso gli rimane alla fine della propria carriera.

Questo esempio fa capire perché la legge per le isole ha bisogno di molta ponderazione e soprattutto di una profonda conoscenza reale dei problemi delle isole.

E fa capire, altresì, come questi incontri sono importanti e fondamentali non solo per conoscere le persone e valutarne la competenza ma anche per delineare i problemi spesso sconosciuti dai più e che emergono proprio nelle comunità periferiche. La settimana prossima, per continuare nella direzione intraapresa, l’appuntamento è a Pianoconte sabato 13 Novembre alle 17, al ristorante “Tre Delfini”.

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Acquacalda oltre la delusione
Acquacalda, dopo Lipari e Canneto. Anche qui un successo di pubblico e di entusiasmo. Un inaspettato numero di persone, tante, a discutere del perché negli ultimi vent’anni i problemi di questo territorio sono rimasti sempre gli stessi, o comunque non sono migliorati. Qualche nuova costruzione di privati, una o due attività produttive, sempre di privati. La pubblica amministrazione, anche se ha operato, non ha risolto i problemi che rimangono soprattutto quelli di un litorale flagellato dalle onde del mare, onde da fare paura nei giorni di burrasca forte che non sono rari, e che mettono in pericolo l’abitato.

E non si fa fatica a capire perché in partenza bisogna fare i conti col dramma della delusione. Un museo della pomice che dovrebbe essere conseguenza del fatto che il territorio, nei decenni passati, è stato segnato e caratterizzato dall’archeologia industriale mentre il Presidente della Regione, su suggerimento di qualche liparese illuminato, ha pensato di apporvi un vincolo etnoantropologico. E così con ogni probabilità questo museo non sorgerà mai, come non è risorto l’approdo distrutto dai marosi con la funzione, come è stato nel passato, di combattere anche l’erosione della spiaggia.

In cambio la spiaggia è sparita sotto un cumolo di tetrapodi che anni fa si voleva eliminare sostituendoli da blocchi di roccia naturali e che invece sono rimasti lì e non si sa il perché. Ecco che cosa alimenta la depressione, il degrado del territorio; un degrado che va crescendo via via che da Lipari si viene verso la periferia.
Ma se depresso e deprimente era il clima di partenza che aleggiava nella sala parrocchiale, via via che il confronto si è andato sviluppando si è scoperto che nessuno voleva l’abbandono della frazione e che la volontà di reagire positivamente era invece nel cuore di tutti anche dei giovani che erano dovuti andare fuori a cercare lavoro ma che non hanno perso la speranza di ritornare.

Quello che occorre ha sostenuto Riccardo Gullo, citando don Ciotti, e che ci siano amministratori o aspiranti tali che confermino la fiducia nelle istituzioni. Gli amministratori insieme ai cittadini anzi prima dei cittadini, come suggeriscono don Ciotti e Gullo.
Ed è questo che la gente si aspetta di trovare in questi incontri, ed è qui la ragione del loro successo, trovare cioè il volto di chi ci ha deciso metterci la faccia in questa avventura e di potere misurare da come parla, da quello dice, dalle esperienze che presenta quanto sia affidabile e quindi in grado con la sua preparazione e con le sue competenze di trainare la speranza di chi combatte contro la delusione e la depressione.

Si, malgrado tutto, la speranza continua a vivere anche ad Acquacalda dopo tanti insuccessi e tanti fallimenti e sabato prossimo andremo a Quattropani per verificare le attese e i fermenti di un’altra frazione dell’arcipelago eoliano. Appuntamento dunque alle 16 al Ristorante “La mezza quartara” a Quattropani.

Dopo Lipari Canneto. Gli incontri per definire il progetto amministrativo con cui affrontare il prossimo anno le consultazioni comunali, continua a ritmo serrato. Ed anche a Canneto è stato un successo. Un successo di partecipazione, di confronto di idee, di entusiasmo condiviso. Canneto ha un grosso problema irrisolto da sempre. E’ la spiaggia più frequentata dell’isola ma manca di parcheggi e il traffico finisce coll’essere schiacciato sul lungomare.

E così anche se questi incontri preliminari dovrebbero servire a comprendere quali sono le forze in campo e la preparazione, la competenza e la disponibilità all’impegno amministrativo dei partecipanti, come giustamente è stato fatto notare durante il dibattito, si finisce col parlare soprattutto dei problemi legati alla spiaggia, al litorale, alla difesa dell’abitato, alle due vie che corrono parallele distanti pochi metri l’una dall’altra, da un capo all’altro della cittadina.

E così si torna a parlare di programmazione, come la grande ignorata da sempre, di traffico, degli spazi che mancano e vengono ritagliati dalla spiaggia che dovrebbe invece essere salvaguardata e incrementata perché è quella che alimenta la balneazione e attira i bagnanti ed il turismo. 

Comunque non manca la riflessione sulla esperienza delle persone a cominciare da Riccardo Gullo che fa una presentazione di sé. Non è di Lipari ma di Salina la seconda isola dell’arcipelago che non fa parte del Comune ma nel suo territorio ne ospita ben tre, frutto delle vicende della storia, di cui due, Santa Marina e Leni, fanno parte del suo impegno amministrativo. Piccoli comuni, per cui qualcuno, cercando di ridimensionare l’esperienza di Riccardo, ha parlato di condomini.

Ma condomini virtuosi che, pur nel loro piccolo hanno raggiunto vette di eccellenza programmando e realizzando le strutture portuali che mancano nelle altre isole. Inoltre a questi critici bisogna ricordare che anche nei piccoli comuni l’ordinamento degli Enti locali, la contabilità di Stato, la legge sugli appalti.

Sull’urbanistica, sull’ambiente, sull’energia, sulla trasparenza, ecc. è uguale a quella dei comuni piu’ grandi. Per non parlare dell’esperienza professionale acquisita quale dirigente regionale.

Questi risultati che sono lo specchio di competenze maturate negli studi e sul campo se ne dovranno aggiungere altre a cominciare da quelle di chi è intervenuto nelle discussioni di Lipari, Canneto e sabato prossimo di Acquacalda e via via di altri centri del Comune che si incontreranno nelle prossime settimane e mesi prima che cominci la fase dei comizi che ci porteranno alle urne.

 

In cammino per le nuove Eolie.

Non ha ancora un nome ma alcune ipotesi su cui si sta ragionando, non ha ancora un programma ma molte idee che si vanno organizzando, non ha ancora una struttura ma intanto ha promosso un incontro a cui anno preso parte, lo scorso sabato pomeriggio, circa 150 persone al Giardino sul mare che hanno rilasciato, per potere partecipare in tempo di pandemia calante: nome, cognome , indirizzo, email e green pass. È il movimento che si va formando intorno a Riccardo Gullo ed un gruppo di amici che dall’inverno scorso vanno discutendo e confrontarsi, per lo più on line in teleconferenze, come ridare un futuro alla Eolie e farle uscire da questa atmosfera di declino in cui sembrano essere precipitate.

Domenica 17 ottobre nella stupenda cornice della baia di Lipari con Vulcano sulla destra ed il Monte Rosa di fronte Riccardo si collega subito alla esperienza delle elezioni amministrative del 2007 ed alle linee ispiratrici del programma di quella competizione. In cima all’elenco quelle riguardanti partecipazione, programmazione, legalità, trasparenza e così via tutti temi che a 14 anni di distanza rimangono di grande attualità, a cominciare dalla programmazione sul cui significato Riccardo si è soffermato con particolare enfasi: senza programmazione non c’è democrazia perché vuol dire che si vuole baipassare la fase del confronto e della consultazione popolare prevista in tutti i procedimenti di programmazione. E di programmazione in questi anni si è visto molto poco ed i problemi sono ancora lì, ingigantiti e moltiplicati come il problema della sanità che è cresciuto in questi 14 anni togliendo alle isole Eolie una condizione di serenità e gettandole in un futuro senza certezze.

Sulle carenze del presente e l’incertezza del futuro è seguito un interessante dibattito dal quale è emersa la gratitudine nei confronti di Riccardo per avere organizzato questo incontro per discutere della futura amministrazione di Lipari e messo a disposizione la sua competenza maturata nella gestione del comune di Santa Marina, di Leni, del Museo, indicando alcune tematiche da approfondire a cominciare dal problema dell’acqua, una nuova strategia di turismo che valorizzi beni culturali e storia la locale, la difesa delle coste e il ripascimento delle spiagge, la portualità come necessità primaria di tutte le sei isole del Comune di Lipari, il coinvolgimento

degli immigrati nella vita amministrative locale, la realizzazione della Casa della salute nelle nostre isole minori riprendendo un progetto già in programma nel 2007 e divenuto oggi sempre più attuale rande attuali, e tutto questo senza dimenticare la riorganizzazione e riqualificazione degli Uffici e dei Servizi comunali, il risanamento del bilancio, l’avvio di un’ampia consultazione a largo raggio avviando una prassi che dovrà continuare a svilupparsi nell’attività amministrativa. Questa riflessione corale che si è avviata al Giardino sul mare continuerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane in tutte le frazioni e le isole a cominciare da Canneto dove l’appuntamento è per venerdì prossimo alle 17,30 presso il salone parrocchiale.

 

 

 

1) La crisi in cui è precipitato il cimitero di Lipari con l'acqua che manca improvvisamente, l'erbaccia che cresce indisturbata e i cestini che traboccano fiori marci è collegata alle traversie degli ex di pendenti Pumex, il loro nuovo inquadramento e i problemi di trasferimento delle risorse di loro competenza dalla Regione al Comune. E secondo il principio che ad un problema ci si comincia a pensare solo quando scoppia questa crisi è caduta sulle spalle degli abitanti di Lipari cogliendo di sorpresa il famoso assessore del nulla che ha impiegato tre giorni a scoprire come procedere al rifornimento idrico mentre sta ancora studiando, ardua impresa, come procedere allo svuotamento dei cestini.

In alcune città italiane compreso la povera Messina che ad Amministrazione non è proprio messa bene, vi hanno provveduto col reddito di cittadinanza . Il reddito di cittadinanza è quella paghetta che viene data ai disoccupati in cambio della loro disponibilità a fare lavori di pubblica utilità . Io capisco che per chi ha impiegato tre giorni per capire come attuare il rifornimento delle cisterne del cimitero sia una richiesta mostruosa quella di applicare a Lipari la normativa sul reddito.

A Lipari ci sono centinaia e centinaia di persone anche di età inferiore ai cinquant'anni che vivono di espedienti ed accattonaggio e non cercano nemmeno più un lavoro e se glielo offri ti guardano male. Questo è grave ma è drammatico scoprire che il tuo Comune sia connivente con questo andazzo.

2) Uno degli interrogativi più pressanti a Lipari è come mai la gente critica il disordine, l'abbandono, l'immobilismo e poi non si fa niente o troppo poco per cambiare in meglio la classe dirigente. Il fatto è che la gran parte di quelli che contano non vogliono che le cose veramente cambiano e combattono con ogni mezzo chi si impegna su grandi ed importanti progetti che potrebbero dare una svolta alle nostre isole : il ciclo dell'acqua acqua per creare una rete parallela alla potabile per utilizzare nell'agricoltura e l'allenamento del bestiame, un vero porto in cui sia possibile attraccare col maltempo, una qualificazione del nostro turismo in relazione alla storia di queste isole, ecc.

Quando si è tentato qualcosa del genere si è visto che cosa è successo. Le vicende della mia amministrazione sono un esempio su cui riflettere. La sfiducia è arrivata quando sono partite le grandi riforme: la società mista, il ciclo dell'acqua, il porto di Sottomonastero, la qualificazione del turismo con la creazione del Centro servizi, l'uso dell' informatica nelle scuole, negli ospedali, nei presidi sanitari,ecc. Perché ? Perché coloro che hanno in mano le leve hanno capito che si stava mettendo in moto un processo irreversibile e loro non avrebbero più determinato la vita delle persone perché sarebbero aumentate le opportunità di lavoro qualificato, sarebbe finito il clientelismo, ci sarebbe stata più democrazia e coscienza civile. Questa è la verità camuffata da mille menzogne e dal fatto che la gente ignorante pensa di potere vivere meglio ricorrendo al favore del potente che alla vera politica fatta di progetti concreti. Altro che problemi politici come si è detto per sfiduciare la mia amministrazione . Il vero problema politico era che non si voleva perdere il potere di controllo. È così è ancora oggi è così sarà fino a quando la gente di Lipari non crescerà in coscienza civile e politica.

3) È partita l'esperienza liparese della differenziata. Segnalo un problema che potrebbe generalizzarsi ed aggravarsi. Sono già due mattine ed entrambe le volte quando si esponeva la indifferenziata. Ma non è questo il problema, o almeno credo. Il problema è che ci viene chiesto di esporre il cesto prima delle 5.30 ma il prelievo avviene molto più tardi. Se avviene fra le 8 e le 8.30 tutto va regolarmente. Prelevato il rifiuto puoi rimettere dentro il contenitore. Ma se il prelievo arriva a tarda mattina si da tempo ai fannulloni ed ai buon tempo i di svegliarsi e di entrare in funzione mettendo i rifiuti nel primo cesto che trovano sulla loro strada. E va ancora bene se il rifiuto e quello previsto altrimenti succede che il netturbino lo lascia sul posto. E fino a quando sono uno o due casi pazienza ma se i casi si moltiplicano ecco che l'allarmismo della foto può diventare di attualità .

Che si può fare? Quello che in molte città già si fa : il prelievo notturno. Si dica che il rifiuto va depositato dalle 21 a mezzanotte e si organizzi il prelievo fra le 2 e le 5 del mattino. Oppure si proceda in modo più radicale con i contenitori a scomparsa che ormai non sono più solo un privilegio dei paesi e delle città più avanzate ma anche di molti paesi in via di sviluppo. L.'assessore Taranto, studi, si documenti e dimostri che la paghetta se la guadagna veramente non come qualche suo collega che si dimentica che i cimiteri ogni tanto vanno riforniti di acqua ed i rifiuti come i fiori appassiti vanno prelevati regolarmente altrimenti puzzano ( in italiano "fitianu").

L'INTERVENTO

di Luca Chiofalo

Sempre apprezzabile l’onestà civica di Giacomantonio che non smette di denunciare mancanze e motivi dello stallo (o del regresso) che soffriamo come comunità.
Quelli che contano, sostiene a ragione, non vogliono che le cose cambino. Ma come mai il grosso della popolazione (che non conta) non riesce ad affrancarsi da questo malato ed autolesionista rapporto col “potere”…?
Ci vengono in soccorso questi versi senza tempo:
“Il popolo è una bestia varia e grossa, ch’ignora le sue forze; e però stassi a pesi e botte di legni e di sassi, guidato da un fanciul che non ha possa, ch’egli potria disfar con una scossa: ma lo teme e lo serve a tutti spassi. Né sa quanto è temuto, ché i bombassi fanno un incanto, che i sensi gli ingrossa. Cosa stupenda! e’ s’appicca e imprigiona con le man proprie, e si dà morte e guerra per un carlin di quanti egli al re dona. Tutto è suo quanto sta fra cielo e terra, ma nol conosce; e, se qualche persona di ciò l’avvisa, e’ l’uccide ed atterra.“

(TOMMASO CAMPANELLA, XVII SECOLO)

 

Al Sindaco di Lipari, All’Assessore ai servizi cimiteriali, Al Dirigente III Settore arch. Mirko Ficarra, Al Dirigente Ambiente ed Ecologia Sig. Placido Sulfaro

Scrivo per informare che sono tre giorni consecutivi che al cimitero di Lipari, nella parte alta, non giunge più acqua alle fontanelle creando un grave disagio per per chi accudisce alle tombe dei propri morti. Ho cercato di incontrare qualcuno al cimitero stesso per comunicargli il fatto come accadeva il fatto.

Ma per tre giorni di fila (martedì, mercoledì e giovedì) la mattina dalle 8 alle 9 non ho trovato nessuno ciò vuol dire che chi apre alle 7.30 non rimane a svolgere i lavori abituali ed il cimitero è senza sorveglianza.
Spero che questa incresciosa situazione si risolva presto. Cordiali saluti.

 

Lipari, l'acqua torna al cimitero

di Max D'Auria*

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Buongiorno,

Acqua ripristinata e puntulalizziamo che è mancata solo nella parte alta. 

*Assessore 

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Stromboli, in volo sul cratere e la Regione si attiva per salvare il turismo. I servizi del tg3 Sicilia VIDEO

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Caro Direttore,
permetti che ti esprima il mio sconcerto di fronte al modo come i Sindaci delle isole della Sicilia si stanno comportando in questa crisi drammatica che ha investito il mondo intero ed in modo particolare l’economia del nostro Paese.

Nel periodo in cui sono stato Sindaco e Presidente nazionale dell’ANCIM (l’associazione che organizza le isole minori italiane), i comuni delle isole siciliane ed in particolare i quattro delle isole Eolie sono stati fondamentali per delineare per le piccole isole italiane un ruolo propulsivo che ha liberato le Amministrazioni locali dalle sudditanze partitiche e dalle congreghe particolari ridando loro dignità e incidenza politica culminata nel finanziamento del DUPIM che ha permesso la riqualificazione delle nostre comunità e delle nostre economie.

Sinceramente non capisco perchè ben sei amministrazioni siciliane abbiano scelto di andare avanti per conto loro cercando un rapporto diretto col Governo nazionale e configurando, almeno nella forma prima ancora che nei contenuti, una sorta di scissione dall’ANCIM lasciando soli i due giovani Sindaci di S. Marina Salina e di Leni a difendere quel ruolo propulsivo e identitario che ancora tiene le isole siciliane legate all'associazione che é l'unica capace di rappresentarle con un articolato programma.

Proprio per questo auspico che ci si rimetta intorno al tavolo, si superino le divisioni e si riprenda il cammino unitario. Non conosco le ragioni che hanno spinto sei comuni su otto a compiere questa rottura. So però, per esperienza, che tutte le forzature, oltre a conseguire risultati effimeri, rischiano di avvelenare il cammino futuro cosa che certo non si augura nessuno.

Ti ringrazio caro Direttore per l’ospitalità e ti porgo cordiali saluti.

 

A parziale correzione del comunicato a motivo delle disposizioni la via crucis si terrà nella Parrocchia di San Pietro alle ore 17,30.

La Via Crucis, nella sua accezione letterale, è il cammino percorso da Nostro Signore Gesù Cristo, il Venerdì Santo, quando, portando la croce, si recò dal Pretorio al Golgota. La trama è fornita dagli Evangelisti: Matteo 27, 22-61; Marco 15, 1-47; Luca 23, 1-56; Giovanni 19, 1-42.
L’esercizio della Via Crucis consiste dunque propriamente nel ripercorrere, fisicamente o idealmente, la stessa strada seguita da Cristo a Gerusalemme – dal luogo del suo arresto – il giardino del Getsemani - fino a quello della morte ignominiosa sul monte Calvario , partecipando in spirito alle sofferenze da lui patite nel corso di questo tragitto.
La devozione alla Via Crucis comprende 14 stazioni a cui, oggi, molti ne aggiungono una quindicesima dedicata alla Resurrezione. Essa costituisce l’ultimo anello di una lunga catena di pratiche e devozioni particolari in onore della passione, che si sono succedute e compenetrate nel corso dei secoli.

La devozione alla passione è antica quanto il cristianesimo, giacché è iniziata ai piedi della croce, nel cuore della madre, degli intimi e dei familiari di Gesù che partecipavano alle sue sofferenze e alla sua morte. E, da allora in poi, la passione e la morte di Cristo sono sempre state considerate come uno degli elementi essenziali della pietà cristiana e il centro di tutte le altre devozioni.
La Via Crucis che si pregherà nei venerdì della Quaresima – dal 6 al 20 marzo nella chiesetta del Pozzo alle ore 17.30 ed il 27 marzo e il 3 aprile nella Chiesa dell’Addolorata alle ore 17 – sarà una via Crucis biblica di 15 stazioni. E’ chiamata “biblica” per distinguerla da quella tradizionale, dove cioè alcune stazioni provenienti dalla tradizione o dai Vangeli apocrifi come, ad esempio, quella di Gesù che incontra la Veronica, sono state sostituite da altre ispirate direttamente ai Vangeli canonici.
Con lo sviluppo degli studi biblici anche presso i laici, la nascita di gruppi di riflessione, anche interconfessionali, e in particolare, a partire dal Concilio Vaticano II, l’esigenza di riportare questa devozione alle fonti evangeliche liberandola da tutte quelle incrostazioni provenienti dai vangeli apocrifi e da tradizioni spesso leggendarie si fa sempre più strada. E con essa l’esigenza di emendarla anche da quella spiritualità compassionevole che l’aveva caratterizzata fin dalle origini collegandola invece ad una meditazione rigorosa sul significato teologico degli eventi.

Questa Via Crucis ebbe il momento di suo massimo riconoscimento nel Venerdì Santo del 1991 quando Papa Giovanni Paolo II cominciò a praticarla. Esempio seguito poi anche dal suo successore Benedetto XV.
Praticare la via crucis biblica non vuol dire denigrare quella tradizionale. La via crucis cosiddetta compassionevole ha avuto un grande merito storico. In un tempo in cui imperava l’analfabetismo e anche la cultura religiosa era poco diffusa nel popolo questa ha avuto il grande compito di alimentare la fede e la pietà nella gente comune sollecitando il cuore più che la mente. Per questo grandi santi come Bernardo, Francesco e Bonaventura vi si sono dedicati con passione. Ma oggi che il Popolo di Dio è cresciuto nella cultura ha bisogno di una devozione più matura. Ed appunto per questo abbiamo proposto questa Via Crucis biblica.

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