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Molto spesso la vita ci mette di fronte a dure realtà, realtà che dovrebbero essere affrontate con serietà e con urgenza ma che invece avete trasformato in polemiche teatrali politichesi che danneggiano la vita, la salute e lo stato morale della popolazione. L'ospedale di Lipari dovrebbe essere il fiore all'occhiello della sanità, invece con gli anni viene ridotto quasi a un pronto soccorso nonostante abbia attrezzature all'avanguardia che potrebbe affrontare molti interventi direttamente sul posto, evitando il trasferimento e il disagio a molte persone costrette a recarsi sulla terraferma anche per banali controlli.

Molte persone si ritrovano a fare da autodidatta, come i malati di diabete perché il diabetologo manca da ben 9 mesi, malati di tumore che devono affrontare viaggi per chemio e radioterapie e altri addirittura non possono curarsi per problemi economici.
Pazienti trasportati in elicottero e portati nell'ospedale più vicino dove le famiglie si ritrovano con le spalle al muro ad affrontare grosse spese per aliscafo, albergo, taxi e molto altro, lasciate sole nelle loro difficoltà per stare vicino al proprio caro e per farlo rientrare sull'isola a proprie spese.

La popolazione eoliana è stanca, delusa e oppressa da un sistema burocratico e amministrativo che da anni pesa sulle spalle di ognuno di noi, ma nello stesso tempo ha trovato la forza e la determinazione di far valere i propri diritti chiedendo a gran voce un ospedale dove nascere, vivere e morire, con dignità.
Questi secondo noi dovevano essere i temi da affrontare in consiglio comunale, invece ci siamo ritrovati a dover assistere a un consiglio comunale vergognoso paragonato alle chiacchiere da bar che criticano l'unica parte di popolazione che ha trovato il coraggio di dire basta a questo sistema.

La protesta dopo, la morte di Lorenza, ha unito la maggior parte della popolazione in un solo coro, un coro di dolore, di rabbia, che si rende conto che si sarebbe dovuto muovere  prima ma che vuole che quanto accaduto, non avvenga mai più. Ognuno di noi poteva essere Lorenza, sbattuta come una pallina da ping pong da una parte all'altra fino alla morte.
Noi abbiamo  avuto l'occasione di parlare e confrontarci con centinaia di persone. Persone sensibili, educate, solidali, persone che con loro umiltà hanno parlato della loro salute e  delle loro problematiche. Nei loro occhi abbiamo letto molta delusione, sconforto ma anche tanta voglia di vivere e reagire a un sistema subdolo.
Persone che non si piangono addosso ma che lottano giorno per giorno  con i problemi di salute ma anche per far valere i propri diritti.

Persone che necessitano di un farmaco per il proprio figlio, si ritrovano sbattute a destra e sinistra mentre ognuno cerca di lavarsi le mani dalle proprie responsabilità. 
Persone che stanno male e ricorrono al pronto soccorso dove quest'ultimo le  manda alla guardia medica e la guardia medica le manda dal medico di famiglia. Realtà' che si possono conoscere solamente parlando con la popolazione. 

Lo vede caro Gesuele Fonti, di questo dovrebbe interessarsi, di ascoltare la popolazione, di immedesimarsi in ogni persona senza farla sentire sola o criticarla, comprendendo e sostenendo, come solo un padre di famiglia sa fare, il suo grido di dolore, portandolo al consiglio comunale invece di mettersi sul tetto di un palazzo, come ha fatto in questi giorni, come un cecchino, giudicando e sparando sulla croce rossa, giudicando persone che cercano di cambiare questo sistema dormiente e corrotto. Forse fa paura l'idea di esservi sentiti inutili rispetto alla popolazione? Non ci è chiaro il motivo di tanta rabbia verso chi sta cercando di fare solo il bene dell'isola.

Ci dispiace che una persona come lei, cristiana e con un dolore enorme che porta sulle spalle, abbia potuto fare certe affermazioni. Forse è abbagliato da una politica che in realtà negli anni si è rivelata un vero e proprio fallimento istituzionale. Si ricordi che quando il popolo scende in piazza vuol dire che la politica ha fallito! 
Vogliamo precisare che le persone sul porto  hanno messo la propria vita a disposizione per rivendicare diritti che da anni ci vengono negati e per dare un futuro migliore alle Eolie, le persone da lei criticate per noi sono gli eroi! 
Voi avete il dovere di proteggere e difendere con tutte le vostre forze la salute di tutti noi cittadini essendo pagati ed eletti da noi anche al costo di incatenarvi davanti alla regione Sicilia.
Invece avete polemizzato  per anni ogni singola cosa senza portare a compimento NIENTE per l'ospedale.

Un'isola che cade a pezzi, un ospedale ridotto all'osso e la disabilità dimenticata e abbandonata.
Ci è dispiaciuto molto sentire da una sua diretta Facebook  dichiarare che il popolo che si trovava sul porto degli aliscafi non rappresentava gli Eoliani. Caro Gesuele Fonti, noi invece siamo molto orgogliosi del popolo che era sul porto di Lipari e orgoglioso di quel popolo che voleva esserci e non è potuto venire. 
Orgoglioso di un popolo che guarda l'obiettivo stanco di sentire la stessa predica da 15 anni abbandonato in balia delle onde.
Lo sa Gesuele, glielo diciamo  con il cuore in mano e da cristiani, le sue dichiarazioni non hanno solo ferito e deluso la maggior parte degli isolani ma hanno  ferito una famiglia intera, la famiglia di Lorenza che sta vivendo un dolore atroce per la perdita della  propria figlia e si ritrova attaccata da lei, perché sugli aliscafi accanto a noi a gridare c'era anche il padre di Lorenza, perché a far nascere tutto questo non è stato nessun partito ma i famigliari e i cari di Lorenza.
Forse se lei avesse cercato di  parlare richiedendo un confronto avrebbe capito di più e non avrebbe attaccato questo popolo che unito a questa famiglia vuole cambiare le cose una volta per tutte.

Da persone eoliane e cristiane le chiediamo  di posare l'ascia di guerra e di unirsi a noi, di parlare realmente con i famigliari di Lorenza e col popolo come  ogni giorno lei fa nella parrocchia di Pianoconte. Le guerre fanno solo male a chi le vive e a chi le subisce. Come dice Totò, la vita è una livella.

Qua nessuno è più bravo degli altri, siamo tutti sulla stessa barca, tutti nella vita sbagliamo ma dobbiamo avere l'intelligenza e l'umiltà di rimediare, e noi le chiediamo  questo.
Noi da cittadini  abbiamo fatto pressione affinché le istituzioni regionali vi ascoltassero  e ci ascoltassero e non e' vero che le manifestazioni non servono perché si ricordi che quello che si ottiene con le manifestazioni non si ottiene con anni di polemiche. Dovrebbe essere il popolo a dare una sentenza a voi e invece ci ritroviamo chi viene eletto e pagato dai cittadini per rappresentarli a fare la predica a noi che abbiamo dovuto fare quello che avreste dovuto fare voi!! Almeno diciamo  grazie a chi di voi è sceso in piazza col popolo e ha avuto l'umiltà di restare in silenzio e ammettere le proprie mancanze! Le chiediamo di riflettere su quanto ha detto in consiglio guardando attentamente questo video e se possibile di chiedere scusa a tutti.

VIDEO

 

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