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di Michele Sequenzia

Caro direttore,

Condivido quanto scrive sul Notiziario un tuo affezionato lettore….” è la “triste” volontà di non assumersi responsabilità sugli esiti di scelte difficili quanto necessarie, provando a scaricare sempre e comunque l’onere e le conseguenze politiche (ricadute e consenso) sul governo centrale.”
Mi permetto di aggiungere: non solo sul governo , ma su tutti noi, cittadini.
Poi alla fine siamo noi che abbiamo deciso di “ far finta di nulla”. Ci siamo messi una bella maschera. Odiosi ipocriti. Facciamo finta. Siamo diventati tutti “ passivi”, come tanti “ zombi”, ci agitiamo, brancoliamo, senza capire il male che ci procuriamo. Passivi ed ignoranti. E abbiamo votato prima per “ Pinco” poi per “ Pallo”. Senza capire nulla. Entrambi non funzionano. Tanto sono ipocriti. Siamo noi che dobbiamo funzionare. Tutti noi insieme. Senza distinzioni. Ma con la volontà di fare il Bene comune.

“Il bene comune è il bene fondamentale che accomuna tutti i membri della nostra società: esso consiste nella nostra comune umanità, nel nostro essere e divenire persona. Il perno del bene comune è l’essere umano come persona e che, in quanto tale, si realizza nella relazione comunitaria con le altre persone. L’adesione al bene comune si fonda pertanto sull’adesione comune ad un Bene più grande: la persona umana”. (“Nell’educazione le ragioni e l’esperienza del bene comune”, Documento Finale del 3° Incontro nazionale del Tavolo interassociativo, Sassone, Roma, 8-10 maggio 2009.

“Con bene comune intendo, nella città dell’uomo, la condivisione di uno sforzo intenzionale e consapevole, da parte di persone libere ma fallibili, in direzione di un obiettivo comune a tutti, in quanto intersezione positiva di una pluralità di concezioni del bene, coerenti e compatibili con il futuro lontano della famiglia umana. Se non vi è intersezione non vi è comunità e nemmeno bene comune.
Esiste una pluralità di beni comuni incapsulati lungo le duplici coordinate del tempo e del livello di comunità, dalla famiglia alla nazione fino alla famiglia umana”. (Luigi Campiglio, docente di Politica economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore, “Torniamo alle radici del bene comune”, Vita e Pensiero, n. 1/2011).

Caro Direttore,
ti segnalo per i tuoi lettori la Tavola Rotonda per la tappa finale degli “Stati Generali delle Malattie Rare“, in programma domani, giovedì 5 novembre, dalle ore 10 alle 12.30, sulla piattaforma digitale KLive. Pazienti rari.

Nel corso di una tavola rotonda organizzata nell’ambito del Forum Sistema Salute 2020 “Reloaded“, l’inedito “contenitore” digitale dedicato ai cambiamenti della sanità ai tempi del Covid19, sarà discusso il documento incentrato su cura e assistenza dei “pazienti rari” scaturito dai confronti con gli stakeholder che si sono tenuti nelle giornate di lavoro dell’1 e 2 ottobre scorsi. Tale documento sarà poi presentato al Governo, alle Regioni ed al Parlamento.

Parteciperanno ai lavori, il vice Ministro Pierpaolo Sileri, ospite del tavolo moderato dalla dott.ssa Annalisa Scopinaro (responsabile scientifico), presidente di UNIAMO, la Federazione Italiana Malattie Rare che ha fortemente voluto questi “stati generali” ancor più significativi nella fase post lockdown, con le nuove, rigorose misure che si prospettano all’orizzonte a causa della pandemia da coronavirus, per sottolineare, una volta ancora, l’opportunità offerta dalla malattie rare di rappresentare il paradigma per un cambio in sanità, e di farlo come sempre con il contributo di tutti.

Con il vice ministro Sileri ospite al tavolo di UNIAMO anche Andrea Urbani (direttore generale Programmazione Sanitaria, Ministero della Salute), Giovanni Leonardi (direttore generale Ricerca e innovazione in Sanità, Ministero della Salute) e, per il commento politico: la sen. Paola Binetti (Integruppo parlamentare per le malattie rare), le deputate Fabiola Bologna e Lisa Noja (entrambe della XII Commissione Affari sociali della Camera).

 

Caro Bartolino, da giovani, non appena ci si affaccia al mondo del “ lavoro” ci si scontra con tutte le contraddizioni di un “Sistema Lavoro ” che esprime il peggior saggio di “progressiva inutilità”. Una pena infinita trovare “lavoro”. Per curiosità, iI tuoi Lettori possono informarsi leggendo il testo del NASpl, ( NASP = Indennità mensile di disoccupazione per lavoratori subordinati con rapporto di lavoro cessato involontariamente dal 1° maggio 2015). Cosa è NASpl? Si tratta di un robusto testo” giuridico” di chilometrica, fastidiosa, inutile, lettura che “ si illude di normare la galassia del mondo del “ Lavoro”.

Alcune considerazioni: In tutta buona fede , se fortunati, ci si illude di avere finalmente dopo tanto soffrire un lavoro, si tira il fiato. In realtà si cade nella trappola di una infinita miriade di norme, amarissime gocce di veleno. Ecco come si uccide il lavoro. Tanto la curva dei salari si riduce e tende a zero. Chi assume ha tutte le leve in mano.” Ti assumo alle mie condizioni”.” Ti pago come e quando voglio”. Subito la curva dei profitti esplode. “ Ti pago 5 euro/ ora, ma io ci guadagno 10 euro / ora. “ Se vai via , ne trovo a decine come te. Io non ci perdo nulla.” Sono ormai oltre 60 anni che chi cerca lavoro in Italia si trova immerso di un sistema che degenera, governo dopo governo, svilisce il “ lavoratore” lo mortifica e lo penalizza. Fuga all’estero. Ormai defunto il nostro vecchio sistema pensionistico!

Di chi ha potuto beneficiare in funzione del lavoro a tempo indeterminato – non meno di 35 anni di contributi versati - nel pubblico o in varie aziende. Il mondo del lavoro oggi è un “ mondo a parte”. Si entra con enorme fatica. Chinando la schiena attraverso la porta sempre piu’ stretta dei nuovi contratti “ atipici”.
Costruito sulle ceneri della “ legge Fornero”, ex governo Monti, il NASpl, ex governo Renzi, oggi spunta il Decreto “ Ristori”, nuovissimo parto del governo Conte. A che serve?
Tre leggi, tre interpretazioni, tre sistemi, tre contraddizioni. Chi oggi lavora si trova pesce impigliato in tre diversi “ legislatori”. Tre leggi sullo stesso argomento, che cozzano l’una con l’altra. Oggi è uscito un nuovo testo che si sovrappone con sfacciata autorità, in totale disaccordo, a precedenti “ decreti” di altri governi.

Non basta la Costituzione? Il pesantissimo “ lockdown” della gran parte delle attività economiche, commerciali e non, imposte dal Coronavirus ha peggiorato la situazione di milioni di lavoratori. Chi lavora non ha nessuna garanzia. Triste futuro. Invece di combattere il brutale profitto del fitto sottobosco di ingiustizie che frammentano la galassia del “mondo del lavoro”, di enormi dislivelli retributivi, c’ è chi si nutre del sangue del prossimo, dei tanti flussi di immigrati da territori di guerra, dei tanti profughi baraccati , di trafficanti di carne umana, che alimenta le nuove schiavitu’.Dove in posizione dominante ingrassa il “ caporalato “ , perversa “ Agenzia di collocamento”, che governa con la sua ferrea legge. Tutto pur di negare i bisogni essenziali e plurilingue di una umanità impoverita, sfruttata, mal nutrita, di esseri umani che tentano disperatamente di sopravvivere.
Circondato da crescente povertà il mondo del lavoro diventa la piu’grande fabbrica dei conflitti sociali.

 

Grazie Direttore.
Ecco una bella, saggia , onesta positiva iniziativa che fa bene a tutto il Mondo degli amanti della Cultura. Ben vengano le nostre oneste critiche che smuovono l’indifferenza di chi gestisce la vera ricchezza Nazionale, un immenso arcipelago ricchissimo di Storia.

Diamoci subito da fare. Leggo dal tuo Notiziario delle Isole Eolie: “ Per consentire a tutti di manifestare concretamente amore e passione, senso di appartenenza all'arcipelago eoliano, fare davvero tutti la propria parte concretamente, piuttosto che esprimere giudizi superficiali o poco realistici, il personale del Museo intende avviare incontri con le organizzazioni di categoria eoliane di commercianti, professionisti, imprenditori, albergatori per proporre loro di partecipare alle attività ed ai progetti del Museo in modo concreto, utilizzando le opportunità di risparmio fiscale offerte dalla normativa statale e regionale attraverso la sponsorizzazione in danaro, in lavori, in beni e in servizi, così come l'Art Bonus ed altre forme di mecenatismo.”

L’Art Bonus, collocato, anche dal punto di vista sistematico, come forza motrice di un “pacchetto” di disposizioni volte alla tutela del patrimonio culturale e al rilancio del turismo [88], ha dato uno slancio fondamentale per colmare il gap esistente tra la cronica necessità di risorse per sviluppare politiche culturali adeguate all’immenso patrimonio italiano, ed un apparato di misure finanziarie e fiscali funzionale allo scopo. Ha riportato, infatti, l’Italia al passo delle altre importanti esperienze europee ed internazionali, attraverso uno stru¬mento che, sebbene migliorabile, si candida ad essere menzionato tra le best practice del settore, anche in virtù di una prassi applicativa esplicita nel dilatare il più possibile l’ambito applicativo dell’istituto anche oltre l’appartenenza pubblica formalmente intesa.

Oltre alla conclamata efficacia, l’Art Bonus ha dimostrato la consapevolezza della centralità, in primo luogo, della “questione risorse”, senza la quale nessuna seria politica culturale può essere intrapresa; in secondo luogo, della più evoluta dimensione multilaterale del sistema dei beni culturali, emancipato dalla dicotomia Stato/privato per guardare anche a utenti e mecenati [89]. Tale apertura si è accompagnata ad un mutamento del linguaggio, abbandonando il tipico esoterismo di quello fiscale, per accogliere strategie comunicative moderne e consone alla “filosofia” dell’istituto, icasticamente riassunta nello slogan “siamo tutti mecenati”. Si è, per tale via, tentato di rimuovere una doppia sacralità, quella della cultura, e quella della fiscalità, entrambe avviluppate in una dimensione elitaria.

La misura, volendo stilare un giudizio conclusivo, merita certamente non solo di essere salvaguardata in un complessivo scenario di marginalizzazione della fiscalità funzionale, ma di essere corroborata, superando i “nodi” da sciogliere, tratteggiati nella seconda parte del presente lavoro. Si potrà replicare che l’obiettivo legislativo non sia stato raggiunto con la stessa efficacia in tutto il Paese, e persistano taluni profili di criticità, e, ancora, che la campagna informativa non superi uno dei problemi di fondo del capillare patrimonio italiano, ossia portare i [continua ..]
Personalmente sono disponibile 24 ore su 24. Possiamo avere il piacere di avere una prima rapida lettura del calendario dei lavori di cui si parla?

 

Caro Direttore,
ma quale sarebbe il “ Ristoro Italia”?!
In questa fantastica Italia, dove possiamo trovare un “bagno” in ordine, pulito, moderno, illuminato, efficiente, igienico, protetto? Impera ovunque la schifezza, il tanfo e la sporcizia. In tutta la Svizzera tedesca non esiste un bagno sporco. Potrete entrare ed uscire da qualsiasi Hotel a Cinque Stelle, stazione ferroviaria, locanda , pompa carburante, caffe, libreria, museo.. e troverete sempre la vostra toilette pulita , tenuta in perfetto ordine, completa di ogni servizio, con tanto di controllo ora per ora. L’Organo federale Svizzero, in ogni bagno, notifica i prodotti chimici impiegati e gestisce i biocidi omologati e attivi per il controllo dei virus dell’influenza e dei coronavirus, per l’igiene di mani e delle superfici .

Ti senti di essere in un Paese pulito. Nessuno-se hai bisogno- ti impone il pagamento obbligatorio del “ bagno”. Sei come a casa tua. L’articolo 187 del testo unico delle Leggi Pubblica Sicurezza Italia ne impone l’uso gratuito dei servizi igienici per la clientela degli esercizi pubblici. Il semplice "passante" che nulla acquista o consuma, invece, non potrà rivendicare alcun "diritto al bagno".
Ma quale idiozia! Ma almeno pulisci i bagni! Che schifo sono i bagni! Dove i virus sono di casa. Leggo un esaltante reportage dal tuo Notiziario: “ I bagni per i visitatori , accanto alla biglietteria, erano ( e rimangono) sporchi, mancavano le maniglie per chiudere le porte dall'interno (solo rudimentali chiavistelli), c'era un unico dispenser di sapone liquido (finito peraltro), mentre dei dispenser a muro che dovevano esserci una volta, restavano solo i ganci. Non c'era carta igienica, nessuna possibilità per “ ripulirsi”… né ci si poteva asciugare nemmeno le mani. .
Il pavimento, presentava macchie d'acqua e di urina….era scricchiolante, scivoloso, ricoperto di melma. Che schifo viaggiare in Italia. Quanto pericoloso! E danno la multa se non hai la mascherina?

Andate in un bagno, potrete osservare come nasce e si sviluppa il Coronavirus. I bagni sono regni preferiti di armate di coronavirus. Laboratori di coltura virus in piena vista. In piena pandemia, nessuno controlla i bagni. Con migliaia di nuove infezioni, di tanti ammalati, di tamponi.. di blocchi, di quarantene.. di tanta gente che soffre….che muore. i bagni italiani rimangono sporchi, indecenti. Un orrore. Che bella accoglienza per i “ Turisti”. Dove andranno a “ farla”? …” A mare”!!!?

 

Caro direttore,

Segnalo questa notizia:

Dal Piccolo di Trieste:

“Sto qui sdraiata e prego che arrivi presto l'infermiera a portarmi le gocce perché solo se crollo riesco a calmarmi. I miei polmoni non funzionano più, li sento pieni d'acqua. Vorrei strapparmi dalla faccia questo bavaglio, ma se lo faccio crepo, perché da sola non ci riesco più a respirare". Sono le parole di Clotilde Armellini, 37 anni, dalla terapia intensiva dell'ospedale di Alessandria: racconta dei sintomi, terribili, della malattia e di tutto quello che l'essere un paziente Covid comporta.

"Non vedo mio marito da giorni, sta male anche lui, barricato dentro casa con i nostri  due figli, anche loro positivi - dice - Vi auguro di non sapere mai cos'è la fame d’aria: è quando apri la bocca e inspiri ma non entra niente. Ti senti i polmoni chiusi come due sacchi rotti e boccheggi come  un pesce rosso saltato sul pavimento".

A cura di Carlotta Rocci

 

Caro Bartolino,
gela il sangue leggere la disperazione di molti tuoi lettori che dal tuo Notiziario chiedono giustizia, chiedono risposte precise che non arrivano. Il 24 ottobre il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare le nuove misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica della nuova ondata di ammalati da Covid-19. Come reagiscono le Autorità sanitarie? Chi risponde dei tanti “ disservizi” ? Il Coronavirus sta mietendo ogni giorno nuove vittime. Stanno ovunque aumentando gravi patologie. Molti ammalati sono in attesa di cure. Gli Ospedali non fanno esami, manca il personale, le liste di attesa sono raddoppiate. “ State a casa”. Praticamente l’intero sistema sanitario è in difficoltà : gli Ospedali sono al limite. Se devi operarti, hai urgente bisogno, nessuno ti salva. Quante sono le vite che dal febbraio scorso potevano essere salvate? Oggi le attese si misurano in semestri, se non in anni in alcune regioni.

Aumentano i casi di mancato intervento. Peggiorano le condizioni di chi è ammalato. Chi si assume le proprie responsabilità? Chi indaga sulle cause della morte di tante vite umane? Spesso per cause diverse, non da coronavirus? Con ipocrisia di tante concause la verità fa fatica ad emergere. Come far luce? Perché non s’indaga a fondo?
Devi farti degli esami.? A chi ti rivolgi? Sicuramente non mancano gli esempi di medici che si sono spesi fino all’ultimo per salvare vite umane. Esempi di alta professionalità. Come gli infermieri , spesso abbandonati, che non hanno mai mollato, sempre in prima linea, a mani nude. Quante vittime innocenti. E chi li ricorda oggi? La mia è una storia come tante altre. Anch’io sono reduce da due importanti interventi chirurgici. Urgenti, improrogabili. Ho avuto fortuna perché gli Ospedali in Germania mi hanno salvato la vita. Mi hanno operato di doppio aneurisma e di trombosi.

Oggi ho 7 nuovi tubi (stents) nelle arterie iliache e femorali Sono rinato. Sono tornato in vita. In Italia, le Asl non hanno nemmeno preso in considerazione la gravità della mia malattia. Come operarmi se gli Ospedali erano tutti chiusi per Coronavirus?
Oggi ci sono 13 milioni le visite specialistiche sospese, 300mila i ricoveri non effettuati, 500mila gli interventi chirurgici e ben 4 milioni di screening oncologici rimandati". Il governo Conte decreta, rassicura, promette, ci informa che sono in arrivo milioni di euro. Non arriva nulla. Dove sono finiti i 500 milioni di euro del Decreto agosto 2020 ? Gli ospedali si stanno riempiendo di precari, di impreparati, di neo medici senza esperienza, raccattati ovunque, assunti senza controlli, spesso senza esperienza. Chi si fida di medici inesperti?

 

Caro Direttore, leggo con interesse dal tuo Notiziario che la dottoressa Giusi Lorizio si è laureata in “ Management delle organizzazioni sanitarie” all'Università di Roma discutendo la tesi su "Quarant’anni dall’istituzione del SSN: evoluzioni, pianificazione strategica e criticità nella realtà sanitaria Eoliana”. Un lavoro eccellente. Molto impegnativo. .
Con il Coronavirus tutto il mondo della “ sanità” sta vivendo “ ore disperate”. L’intera fabbrica dei Sogni, di un “ Continuo Benessere”…Crescita infinita… si è frantumata. Il Sistema sanitario , sta male, ha la febbre, respira a fatica, e tutte le organizzazioni, l’intera struttura Pubblica, la “ società civile”, fabbriche e scuole, sono in allarme. Come uscirne?

Tutti sanno che lo Stato determina i Livelli essenziali di assistenza (LEA).Mi chiedo cosa sono i Livelli essenziali? Cosa vuol dire “ livello”? Esiste una classifica delle malattie? Ti curo solo fino all’influenza di stagione? Se hai un aneurisma alle arterie non ho mezzi? Non posso curare le malattie rare? Perché tanto egoismo? E chi ne soffre a chi si rivolge? Leggo che le Regioni hanno competenza esclusiva nella regolamentazione e organizzazione dei servizi sanitari nel finanziamento delle Aziende Sanitarie. Ma cosa vuol dire essere “ competenti” se non hai mezzi, e sei senza soldi?
Vogliamo parlare dei molti cittadini che hanno versato milioni di contributi e oggi non hanno alcuna assistenza? Vogliamo parlare di “una delle malattie più devastanti della terra, l’indifferenza “!

Vogliamo far capire a chi legge che si brancola tra i “ Decreti attuativi”, di rinvio in rinvio, che tutto gira nel vuoto assoluto, senza la minima logica? Si spera nel “ Recovery fund”. Si battaglia per il “ Mes”. Non si capisce nulla. Intere aree geografiche e le loro popolazioni sono praticamente abbandonate. Cosa vuol dire “ Salva Italia”? Interi comparti economici sono al collasso. Perché non si dice forte e chiaro che non ci sono mezzi economici? Che i governi hanno devastato ogni nostro bene! Lo si legge ogni giorno. Molti ammalati sono abbandonati a se stessi.

Chi ha lavorato tutta la vita, oggi non ottiene alcuna assistenza. Ogni giorno Stato e Regioni litigano, da una parte si decreta e dall’altra si fa opposizione. I Ministri si danno la colpa l’un l’altro. La gente è stanca. Chi ci rimette è il cittadino che non sa a chi rivolgersi. .
Non basta piu’ la buona volontà dei Nostri Padri. Oggi occorrono dirigenti preparati, nuove , iniziative, sistemi educativi .. Nuovi Progetti. Nuova edilizia. Nuovi macchinari. Maggiore Responsabilità politica. Ci vuole maggiore comunicazione, rapidità degli interventi. Sicurezza. Onestà. Occorrono bravi medici e chirurghi. Il Sistema sanitario come è oggi, va rivisto dalla base. I governi attuali sono incapaci di trovare soluzioni. Il peggio che ci possa capitare è di mantenere inalterato il sistema di finanziamento con risorse pubbliche. Si spreme il cittadino, lo si massacra, con ogni balzello, cui non corrisponde un servizio sanitario adeguato. Non si danno risposte adeguate. Ognuno cerca la via di uscita, per salvarsi.

I Ministri si contendono le briciole di finanziamenti, insufficienti. Mancano i medici. Bisogna aprire le Scuole. Ma i servizi di trasporto sono una movida continua. Da una parte si chiude e dall’altra si apre. Un disastro politico. Crescono solo debiti. Senza riuscire a creare futuro. I nostri Ospedali, sono vecchi. Mancano arre per la mobilità. Mancano di servizi per la viabilità. Le nostre strutture non sono adeguate. Con il Coronavirus non c’è spazio per l’improvvisazione. Bisogna cambiare la nostra classe dirigente. Occorre formare una nuova classe di medici preparati. Di tecnici preparati. Di tanti nuovi servizi. Tutto il Sistema va completamente rinnovato. Occorre investire nelle scuole di Alta specializzazione. La popolazione soffre di crescenti malattie. Non c’è solo il “ Coronavirus”. Occorre aprire moderni Ospedali che curano e salvano la vita. Le vecchie visioni nazionalistiche sono tramontate. L’Italia è ricca di giovani talenti, come la dottoressa Giusi Lorizio. Fateli crescere, date loro nuove prospettive.

 

Caro Direttore,

Nel più completo silenzio della “Amministrazione sanitaria” mi sono trovato, da marzo scorso, senza medico della mutua. In piena epidemia da coronavirus, con tutti i rischi, in completa solitudine. Ho 84 anni e sono reduce da due interventi chirurgici... Se sto male a chi telefono?

Vita dura se devi trovarti un medico. Non ci sono medici. Oggi tutto è “on line”. Grazie ad un amico professionista, iscritto all’Albo, che ha la chiave di accesso alla Asl territoriale, ha inviato, per me, una e mail. Lui è fornito di moderne tecnologie. E noi anziani? Se non hai la chiave di accesso, chi ti aiuta? Dicono che continuano a fare i tamponi? Imperversa la seconda ondata. Vogliono abolire la “movida”. Oggi 19 ottobre ho ricevuto la conferma che sono registrato alla Asl, ed ho il mio nuovo medico della Mutua. Sono trascorsi dalla richiesta per via elettronica solo 19 giorni. Quale sarebbe la produttività delle ASL?

Mi metto alla Tv, apro Il Tg RAI Tre delle ore 19, una notizia che ti riporto: sta parlando un illustre medico ...” I nostri Ospedali, hanno sopportato da febbraio scorso una ondata di ammalati molto pesante. Troppi. Praticamente impossibile curarli tutti. Se i morti da coronavirus sono stati oltre 60.000, la metà erano anziani. Questi anziani hanno occupato i nostri letti per troppi giorni, non avevamo letti per chi invece stava meglio, e si poteva curare. Invece abbiamo perso tempo. Gli anziani erano troppi. Le loro condizioni erano gravi. Cosa potevamo fare? Noi non potevamo curarli tutti. Era necessario fare una scelta. Si sarebbe dovuto scegliere chi curare. E oggi è lo stesso. Abbandonare chi sta male e cercare di aiutare chi sta meglio. Inutile curare chi è vecchio ed indebolito”.

Rabbrividisco. Mi sento condannato a morte, sono “anziano”, ammalato e debole. Spero nella Magistratura. Mi domando : nella “sanità” ci sono controlli, con protocolli incrociati per la verifica periodica dello stato di salute mentale del personale medico nei reparti di Coronavirus?

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