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Categoria: Opinioni

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di Agostino Cassarà

Sulle nostre strade eoliane, BASTA alla logica dell’intervento episodico o emergenziale !

Occorre “saper leggere i caratteri impressi sulla struttura stradale”,  occorre                    “ saper conoscere gli  eventi che su questa, o al suo contorno, si verificano ”  !

Ed adesso, vedendo le ultime foto denuncio “Attenzione a questa strada di Bagnamare, adesso è diventata veramente pericolosa ! “

►   PREMESSA ED INTRODUZIONE.

Premetto che tutto ciò che scriverò in seguito, è frutto esclusivo delle mie esperienze professionali maturate in circa 25 anni di attività, condotte nella direzione tecnica di cantieri stradali e non, in tutta Italia.  

Il mio unico obiettivo è quello di mettere a disposizione le mie competenze tecniche al fine di   contribuire a migliorare il livello di vita della comunità eoliana a cui appartengo anche io,  e per l’amore profondo che riservo per le mie isole . Non ho altri fini. ne’ politici , né economici.

Nella giornata di ieri, ho letto sul Notiziario delle Isole Eolie l’ennesima chiusura della suddetta strada. Ormai purtroppo le chiusure e gli interventi “provvisionali” su questa strada non si contano piu’!  

La notizia con tutta franchezza, NON mi ha per niente sorpreso!  Anzi,  avevo già denunciato nella mia intervista pubblicata sul Notiziario delle Isole Eolie (giorno 09.10.2020 alla presenza del dott. Gennaro Leone, e del dott. Angelo Sidoti) , nonché in miei precedenti articoli tecnici, la situazione disastrosa in cui si presenta attualmente la strada di Bagnamare, analizzando ogni qual volta, anche se sinteticamente,  le cause che generano i problemi attualmente presenti su questa strada.

La situazione,  nonostante i  miei interventi /appelli , continua purtroppo ad essere sottovalutata, e spero vivamente che con questo ulteriore articolo,  le Amministrazioni locali , e gli Enti Proprietari della strada,  incomincino tempestivamente ad intervenire,  prima che accada qualcosa di veramente grave.

Vi anticipo che quello che ho visto , dalle due foto pubblicate nella giornata del 19.10.2020 dal Notiziario, non è nulla di buono,  anzi !  Ma andiamo con ordine….

I problemi della strada di Bagnamare non riguardano solo i dissesti “superficiali”, come qualcuno suppone, ma riguardano palesemente problemi di natura “strutturale”.

La sovrastruttura stradale della strada di Bagnamare, cosi come si presenta oggi, non è adatta a garantire la transitabilità del traffico veicolare in condizioni di comfort e sicurezza.

Nel corso del tempo, la stessa strada, a causa di diversi fattori di seguito indicati (elenco sintetico non esaustivo) :

ha subito un progressivo degrado primariamente delle caratteristiche superficiali (aderenza e regolarità)  e, successivamente, delle caratteristiche strutturali (portanza).

La “Strada di Bagnamare”, continuo a ripeterlo, non soddisfa né requisiti strutturali,  né requisiti funzionali, ed è diventata veramente pericolosa.

Per eseguire una corretta pianificazione della manutenzione, (potendo proiettare nel tempo l’evoluzione del degrado al fine di individuare priorità di intervento e soluzioni tecniche adeguate ) ,   è necessaria prima di tutto,  una conoscenza dettagliata dello stato attuale delle pavimentazioni, e delle tipologie  e scenari  di dissesto che possono presentarsi.

Su questa strada non viene eseguita una corretta manutenzione, e questo per quello che vedo, e per tutto quello che hanno visto, e che vedono quotidianamente gli eoliani !

Si tende ancora ad ignorare che il problema non riguarda solo il manto di usura, che incide comunque pesantemente sull’interazione pneumatico-pavimentazione, ma il problema è insito e radicato negli strati più profondi, e che riguardano l’intera sovrastruttura, determinando un degrado complessivo della pavimentazione, non più in grado di assorbire adeguatamente i carichi di traffico.  il degrado strutturale incide pertanto negativamente sulle caratteristiche superficiali, in particolare sulla regolarità del piano viabile.

La strada di Bagnamare presenta i dissesti   “tipici”  delle pavimentazioni stradali  flessibili e/o semirigide, ossia   


Analizzo adesso dettagliatamente le foto pubblicate sul notiziario.

Nella foto 1.

►   LE FESSURE.  Sono visibili una serie di fessure longitudinali prevalentemente concentrate nelle zone di passaggio delle ruote dei veicoli. Tali fessure tendono successivamente ad ampliarsi e a interconnettersi tra loro, fino a formare una struttura unica, con distacchi e disgregazioni del manto stradale. Ebbene le cause delle fessure longitudinali che si vedono in foto, sono essenzialmente riconducibili a fenomeni di fatica causati dal transito del traffico veicolare, ma non solo…..

Le fessure superficiali , presenti sulla strada di Bagnamare,  nelle quali  l’acqua continua a penetrare entrando all’interno della pavimentazione fino al sottofondo,  disgregano il conglomerato bituminoso e riducono  la portanza degli strati non legati. La bassa permeabilità all'acqua è una delle caratteristiche fondamentali di una struttura stradale !  In mancanza di impermeabilità a causa delle fessure superficiali, il degrado della pavimentazione è in continua e rapida evoluzione fino alla formazione di distorsioni e avvallamenti , evidenti e visibili sulla sede stradale.

Il problema delle fessurazioni non si risolve con l’aggiunta di uno strato superficiale di asfalto sopra la vecchia pavimentazione. in realtà quando una vecchia fessura viene coperta da un nuovo strato di asfalto,  tende a risalire in superficie, e si creano cosi nuove fessurazioni chiamate in ambito tecnico “fessurazioni riflesse”.

►   LE BUCHE.

Su questa strada viene eseguito (come risulta evidente sulla stessa foto)  il continuo riempimento di buche, che vengono colmate con materiale sabbioso, intervento questo che per l’ennesima volta risulterà certamente non risolutivo.

Per stabilire l’intervento corretto e duraturo, occorre conoscere l’origine della formazione dei dissesti. E’ purtroppo dimostrano i risultati ottenuti in questi decenni, non sembra essere stato eseguito alcun studio sull’ origine e natura dei dissesti di questa strada. La formazione delle buche è dovuta principalmente all’evoluzione di altri dissesti a seguito dell’azione del traffico e dell’acqua. L’acqua penetra nel corpo stradale compromettendo l’adesione bitume-aggregato e la portanza degli strati più profondi

►   LA CRITICITA’ FONDAZIONALE.

Le criticità della strada di Bagnamare , soprattutto in alcuni tratti  sono legate  alle  fondazioni e le sottofondazioni della “struttura stradale”  in quanto i materiali di cui sono costituite non hanno più’ idonee caratteristiche di “portanza” atte  a sottostare a certe condizioni di carico .  E’ risaputo dai tecnici esperti nel settore, che questi materiali, sono particolarmente sensibili alla presenza di  umidità o peggio perdite di acqua dalle tubazioni, che causano una disastrosa diminuzione della capacità portante della pavimentazione stradale.

Il problema della Strada di Bagnamare sta nel suo sottofondo , ed è risaputo che nel progetto del pacchetto strutturale le caratteristiche del sottofondo rivestono un ruolo essenziale. In generale, si può assumere che a parità di traffico, maggiore è la portanza del sottofondo, minore può essere il numero e lo spessore degli strati sovrastanti.                             Il sottofondo rappresenta lo strato più profondo della sovrastruttura stradale. Ha il compito di assorbire e distribuire i carichi, evitandone la concentrazione in un unico punto, causa primaria di potenziali cedimenti locali e fessurazioni. La disponibilità di un buon sottofondo costituisce un aspetto strutturale sostanziale per la buona resa della pavimentazione sovrastante e per la preservazione della sua integrità nel tempo. 

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Nella foto 2 -   DEGRADO DEL MURO DI CONTENIMENTO STRADALE

E’ visibile dalla foto il muro  di contenimento della sede stradale .Il continuo impatto del mare sul muro ha provocato, come già denunciato in un precedente articolo sul Notiziaio, alcuni mesi fa,  dei danni seri al piede dello stesso . L’azione del mare ha già divelto da tempo , le pietre che costituiscono difatti  la superficie protettiva del muro E’ possibile che in questo tratto di strada, il mare con la sua azione continua , chimicamente aggressiva e devastante , penetri all’interno e creando instabilità allo stesso muro. Inoltre la stessa azione impattante del mare contro il piede del muro potrebbe contribuire a degradare il fondo più profondo della stessa sede stradale.

Occorre pertanto intervenire tempestivamente,  sia per la stabilità dello stesso muro (  che contiene difatti , alle quote più alte,  lo stesso pacchetto stradale),  sia per la stabilità della strada superiormente posta. E non è detto che i due problemi non possano essere correlati tra di loro.

►   PARTICOLARE SITUAZIONE DA MONITORARE ED ATTENZIONARE ! ATTENZIONE A QUEL MURO ED ALLA STRADA SOVRASTANTE !

Le fessure longitudinali , presenti nella foto 1 , e parallele al sistema di ritenuta laterale, potrebbero  indicare anche una “  criticità di una porzione laterale della piattaforma stradale”  .  Occorre monitorare pertanto, dopo l’apposizione sulle strutture ( sia sul muretto laterale della strada, sia sul muro di contenimento)   dei “target”  e con l’uso di strumenti topografici, eventuale spostamento delle strutture, registrandone gli eventuali spostamenti. Questo per evitare che l’azione degradante e distruttiva da parte del mare alla base del muro , non ne pregiudichi la sua stabilità , che ci andrebbe a ripercuotere sulla strada sovrastante ! Inoltre suggerisco di monitorare, prima degli interventi radicali, che ripeto devono essere eseguiti in tempi rapidi,  tutto il tratto con rapporti tecnici dettagliati,(secondo standard ISO 9001)  allegando delle foto identificate per progressiva chilometrica.

►  BASTA AI RAPPEZZI  !

Le famose “rappezzature” che si eseguono sulla strada in casi di emergenza non

risolveranno mai problemi di questa Strada  ! 

Anzi costituiscono un punto preferenziale per l’innesco di ulteriori dissesti (distorsioni, fessurazioni). 

L’esecuzione dei rappezzi,  è da considerarsi/intendersi come un’azione manutentiva di tipo ordinario che serve solo per arginare e risolvere temporaneamente i difetti localizzati della pavimentazione , e viene eseguita  in attesa di successivi interventi di risanamento più estesi e duraturi.  Non è certamente un intervento di tipo risolutivo,  né straordinario,  come appare invece inteso, e come è scritto chiaramente nei riferimenti normativi tecnici attualmente cogenti.

►  COME OCCORRE INTERVENIRE SULLA PIATTAFORMA STRADALE?

Per esperienza personale “ sul campo “ , posso affermare,  che gli ammaloramenti, sia superficiali che strutturali, possono essere, in prima istanza,  identificati  attraverso una valutazione visiva dello stato della pavimentazione.  Questo richiede ovviamente una certa esperienza tecnica.   E’ da precisare che il rilievo visivo è efficace solo quando il livello di degrado è piuttosto avanzato.   

Per un’analisi preventiva occorre invece eseguire rilievi strumentali, che permettono anche di prevedere eventuali degradi non ancora manifesti. Una volta identificato il problema, ai fini della scelta dell’intervento manutentivo più appropriato ed efficace, è comunque sempre opportuno eseguire una valutazione dettagliata del dissesto, attraverso carotaggi nella pavimentazione e prelievi di materiale (per valutare la profondità delle fessure, lo spessore degli strati, la densità, i vuoti, la percentuale di bitume) nonché prove strumentali in sito per la valutazione della portanza.

Alcuni ammaloramenti presenti sulla sede stradale di Bagnamare derivano dall’evoluzione di dissesti minori di tipo superficiale, che purtroppo non sono stati correttamente “curati per tempo ”. Quando la capacità portante del sottofondo non risulta soddisfacente, per caratteristiche intrinseche o per successivi riempimenti,  si dovranno adottare accorgimenti specifici per migliorarne le caratteristiche in modo che possa supportare la sovrastruttura in modo permanente e stabile (sostituzione del materiale, compattazione e/o stabilizzazione). Risulterebbe inutile solo rifare il binder o il tappeto d’usura !   Il sottofondo rimane sempre ed indiscutibilmente l’elemento fondamentale della progettazione. 

Infatti è stato dimostrato che, anche qualora si utilizzino spessori importanti di materiali bituminosi ,aventi caratteristiche ottimali che determinano un’adeguata attenuazione fino al sottofondo delle sollecitazioni indotte dal traffico, ma il sottofondo risulti di scarsa qualità (e quindi  bassa portanza),  si registra ugualmente un rapido deterioramento della pavimentazione sovrastante e un drastico abbattimento della vita utile.

Risulta basilare avere una buona portanza del sottofondo: in caso contrario qualsiasi sia la sovrastruttura essa andrà inevitabilmente in crisi a causa dei carichi che dovrà assorbire senza poterli condividere con il sottofondo stesso.

In estrema sintesi qualora il sottofondo presenti scarse caratteristiche meccaniche, seppure la sovrastruttura sovrastante sia ottimale in termini di spessore e proprietà dei materiali costituenti, sarà inevitabilmente soggetta a significativi e prematuri ammaloramenti con una riduzione complessiva della vita utile della pavimentazione.

Occorre quindi predisporre tutte le misure atte a valutare la qualità del sottofondo e a realizzare uno strato di adeguata rigidezza in grado di sopportare efficacemente i carichi trasmessi dagli strati sovrastanti.

Particolare attenzione deve essere posta nei casi in cui il sottofondo sia costituito da terreni limo-argillosi (terre fini con scarse caratteristiche meccaniche) sensibili all’infiltrazione dell’acqua. Qualora a contatto con acqua, essi raggiungono difficilmente adeguati livelli di portanza, determinando un rapido deterioramento della sovrastruttura stradale (i.e. avvallamenti, deformazioni, fessurazioni diffuse che coinvolgono tutti gli strati della pavimentazione).

Se la valutazione delle caratteristiche del sottofondo dovesse far emergere la presenza di materiale inadatto, si deve intervenire o prevedendo la posa di geogriglie e geotessuti, o tramite sostituzione del materiale scadente,  con materiale idoneo o migliorandone le caratteristiche tramite”  tecniche di stabilizzazione” a calce e/o cemento.

La stabilizzazione può coinvolgere sia il sottofondo che lo strato di fondazione sovrastante, agendo direttamente sul materiale esistente.

 

►   POLITICA D’INTERVENTO DA CAMBIARE ! VALUTAZIONI STRATEGICO/ECONOMICHE DA ATTUARE !

Il risultato di manutenzioni non programmate, ed attuate solo per “ emergenze”  porta ad un bilancio complessivo negativo sia in termini prestazionali che in termini economici . Le condizioni della pavimentazione evolvono rapidamente verso un livello di servizio non più accettabile e gli interventi per risanare gli ammaloramenti profondi sono più costosi e più impegnativi da eseguire rispetto a quelli superficiali.

Per la strada in questione gli interventi di manutenzione non solo non vengono pianificati, ma non sono certamente progettati.

In realtà gli interventi di manutenzione devono essere sia pianificati e progettati ,  perché  occorre individuare il tipo di dissesto e la causa che lo ha generato, arginando tempestivamente quelle situazioni di ammaloramento che ancora magari sono in fase embrionale.

 

►   DIAMO UN NUOVO VOLTO ALLE NOSTRE ISOLE EOLIE !  INCREMENTIAMO IL TURISMO ! ANALIZZIAMO CORRETTAMENTE LE PRIORITA’ D’INTERVENTO DA ATTUARE !  CONCLUSIONI.

L’attività manutentiva delle Eolie è da decenni orientata a fronteggiare le emergenze, piuttosto che ad intervenire più radicalmente, ma come dimostrano oggettivamente studi e valutazioni tecniche/economiche a livello internazionale, solo quest’ultime tipologie di intervento garantiscono un soddisfacente e duraturo livello funzionale della struttura stradale. Tutto il resto sono soldi buttati al vento !

Solo una buona progettazione e gestione degli interventi manutentivi può assicurare un rilevante risparmio in termini economici con una razionalizzazione oculata dei costi di intervento parallelamente ad un netto incremento della vita utile delle opere realizzate.  Occorre promuovere un approccio preventivo orientato alla programmazione degli interventi e non all’intervento per urgenze !

Questa politica di intervento emergenziale NON paga !   Basti pensare che  i  materiali impiegati nella pavimentazione più superficiale, sono generalmente quelli molto più  costosi,  di quelli impiegati per il sottofondo !

Per migliorare lo sviluppo economico-sociale e la qualità del territorio eoliano dobbiamo partire dall’efficienza della viabilità stradale.  Viabilità alternative alle Eolie di cui sento parlare spesso, potranno pensarsi/realizzarsi eventualmente solo in futuro ( mi riferisco alla viabilità aerea) , ossia solo una volta rese efficaci le viabilità stradali.

Ma le alternative di viabilità devono essere calibrate e valutate attentamente non solo da un punto di vista economico , ma soprattutto da un punti di vista ambientale

Quando si propongo soluzioni per le nostre isole occorre connettere il cervello ! Perché le scelte di oggi,  condizioneranno inevitabilmente  il futuro del popolo eoliano !  Qualcuno che ha pensato a queste viabilità alternative, ha mai pensato/valutato i danni derivanti dalle “  famose scie chimiche lasciate dagli aerei ? “. 

………… E dopo aver messo a posto le nostre strade, dobbiamo pensare alle piste pedonali e  ciclabili,   e poi alle auto elettriche che percorreranno le nostre strade!

Solo un progetto ecosostenibile, darà vita di qualità ai nostri figli, ed un futuro sereno alle nostre Isole Eolie !  

RIFERIMENTI TECNICI PER  EVENTUALI APPROFONDIMENTI.

In letteratura sono presenti diversi documenti tecnici in merito. Suggerisco di  visionare il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia- 1° Supplemento Straordinario – Deliberazione Giunta Regionale n. 25 Gennaio 2006 -  n.8 /1790 - “Standard prestazionali e criteri di manutenzione delle Strade” ed il “Catalogo dei Dissesti delle pavimentazioni Stradali – allegato B.

 

PROF. ING. AGOSTINO CASSARA’

PONZANO VENETO  (CON IL CUORE LIPARI)  20.10.2020 

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Ing. A. CASSARA’ - Al centro (maglietta arancione) 

Nostra intervista all'ing Agostino Cassarà 

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