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di Luca Chiofalo

Non ci siamo.
Sembra non sia ancora entrato in testa a molti che per evitare rischi di contagio diffuso (per la nostra piccola realtà sarebbe un dramma) non si può derogare al rispetto delle prescrizioni: i comportamenti devono essere, quanto più possibile, in linea con queste ultime!
In troppi luoghi pubblici o aperti al pubblico di Lipari si continua ad assistere ad assembramenti e mancato rispetto delle più elementari disposizioni in materia di contenimento del contagio, nonostante il rischio altissimo che la difficilissima situazione regionale e di città vicine come Messina dovrebbe rendere chiaro a chiunque.

La Sicilia rischia di finire in “zona rossa” (Messina lo è già), vedere ancora persone assembrate senza distanze e mascherina in luoghi di ritrovo e spazi pubblici è un insulto al buonsenso ed a coloro che rispettano responsabilmente le regole.
Rifletterei sul fatto che, oltre al rischio sanitario ed alla libertà di movimento già fortemente compromessa, se nei prossimi 2/3 mesi non pieghiamo la circolazione del virus ed il rischio di contagio (con comportamenti adeguati e vaccino), è in gioco anche la prossima stagione turistica.

Davvero siamo tanto irresponsabili e autolesionisti da non accettare una temporanea e necessaria rinuncia alle solite abitudini?
Tornerà il tempo in cui saremo liberi di incontrarci e chiacchierare alitandosi in faccia, di assembrarsi, di fare feste, aperitivi, pranzi e cene di gruppo spensieratamente…
Tornerà presto, ma non è oggi quel tempo.

Assorbiti pressoché in maniera completa dall’emergenza causata dal covid-19, il dibattito politico e pubblico langue. 

Non è chiaro, visti i distinguo e la difficoltà di riunire il consiglio comunale (non solo per motivi legati alla pandemia), se esista ancora una maggioranza, ma è certo che gli spazi di confronto politico e la possibilità di controllo sull’attività amministrativa sono ridotti al lumicino.

Forse inevitabile, visto il momento, che l’attività politica sia in stand-by, ma

le prossime amministrative non sono lontane -si svolgeranno (salvo sorprese) nella primavera del 2022- e le “grandi manovre” per prepararle dovranno, inevitabilmente, partire a breve.

Spero sia, finalmente, comune consapevolezza la necessità di evitare le aggregazioni-accozzaglia con finalità esclusivamente elettorale, le quali (magari) vincono le elezioni ma poi producono poco o nulla di significativo, lacerate da divisioni dovute a opposte visioni su troppi temi e da ambizioni e ‘necessità’ personali che travolgono quel poco che si era condiviso in sede programmatica.

Vincere le elezioni e non riuscire a muovere nulla, cosa a cui sembriamo rassegnati, vuol dire condannare le Eolie al declino.

Questa volta, si abbia la lungimiranza ed il buonsenso di partire da premesse diverse: il progetto, chiaro, coraggioso e comune, prima degli interessi particolari;

la qualità di idee e uomini prima del mero calcolo elettorale e dei “potentati” da garantire.

Perché il tempo è scaduto e non possiamo più rimandare scelte necessarie rivolte al progresso socio-economico dell’arcipelago.

C’è da decidere, per dare sostanza e concretezza agli sbandierati (ma sterili) propositi di riqualificazione dell’offerta turistica e ad un posizionamento di mercato più consono al pregio delle isole, quali strumenti di tutela ambientale e valorizzazione territoriale adottare;

vanno rimesse in sesto le disastrate casse comunali e tutti i servizi al cittadino, divenuti in ogni settore disservizi, a cui si lega la premessa di restituire dignità e capacità operativa ai pubblici uffici, prostrati da carenze di personale e impotenza oggettiva (e deprimente per i dipendenti) di gestire e controllare efficacemente il territorio.

È necessario, soprattutto, ricostruire il senso (perduto) di comunità, stimolare una partecipazione collettiva al raggiungimento degli obiettivi e ridare fiducia e possibilità alle migliori energie umane di queste isole, troppo spesso messe in un angolo e umiliate dal mercimonio squallido che sembra aver pervaso ogni ambito della vita pubblica.

Servono costruttori di futuro, la palude di “comparanze e convenienze” in cui siamo impantanati va bonificata.  

La politica Eoliana torni ad accendere sane passioni: i problemi delle isole (reali e pesanti) vedranno più facilmente soluzione.  

 

Covid, Giunta valuta misure restrittive 
La Giunta regionale è ancora riunita per assumere decisioni in merito alle conclusioni del Comitato tecnico scientifico sull'attuale situazione pandemica in Sicilia.
 
Al vaglio del governo Musumeci, in particolare, ci sono misure restrittive che si rendono necessarie in considerazione dell'andamento del contagio da Coronavirus sul territorio siciliano.
 
Pertanto, domani venerdì 8 gennaio rimarranno in vigore le disposizioni previste dal governo nazionale relative alla didattica, salvo in quei Comuni dove sono state già assunte iniziative diverse.


video su decisioni Presidente Musumeci 

https://www.facebook.com/watch/?v=317230062953257

 

La presunzione spensierata (e irresponsabile) che ci voleva immuni da rischi connessi ad un massiccio contagio da covid è sparita nei modi e nelle parole di molti.
Spiace che, per troppi, la consapevolezza dei rischi sia arrivata solo dopo che si è materializzato un numero significativo di contagi e drammatiche conseguenze per qualche sfortunato isolano.
Si tenta, peraltro, di sorvolare su un’estate in cui tutto è stato consentito in ossequio alla “saggezza da bar” di molti concittadini e connazionali, ma i pareri degli esperti in materia di virus e dinamiche dei contagi ed un’inchiesta per epidemia colposa promossa contro il governatore della Sardegna, che riaprendo le discoteche in agosto contro un parere (non vincolante) del CTS avrebbe favorito la diffusione del Covid, prima nell'isola e poi in varie regioni italiane, ci riporta alla crudezza dei fatti.
Era necessaria maggiore prudenza.

La preoccupazione per la tenuta del sistema produttivo ha condizionato le scelte, è chiaro e comprensibile, ma si poteva e doveva ripartire senza concedersi (noi come altri) eccessi irresponsabili tipo feste danzanti, assembramenti da movida, ’leggerezza’ negli atteggiamenti e lassismo sul rispetto delle prescrizioni. Adesso, come se la lezione non servisse mai (e nonostante una circolazione del virus molto più alta che in estate), si assiste ad un triste rimontare di proteste che vorrebbero aperte le stazioni sciistiche e liberi gli spostamenti e le riunioni per cenoni e veglione di capodanno, a cui seguirebbero, quasi certamente, una nuova ondata di contagi e conseguenti ri-chiusure.

Spero che il governo non ceda e che l’alleggerimento delle restrizioni sia dettato da considerazioni scientifiche e dal buonsenso, in attesa dell’imminente campagna vaccinale e di un ritorno alla normalità graduale e con meno rischi per la salute collettiva.
Guardando avanti ed evitando l’inutile caccia ai ‘colpevoli ed agli untori’, c’è solo da augurarsi che tutti, finalmente, siano assennati nei comportamenti. Almeno per qualche tempo…
Ne verremo fuori, è una certezza che deve confortare e aiutarci a resistere a questa condizione di sofferta asocialità, ma è richiesta responsabilità ad ogni singolo;
perché, in questa emergenza, non esiste norma o precetto che raggiunga il risultato voluto senza ampia collaborazione della popolazione.

In ultimo, un doloroso appunto sul fatto che, dopo le ‘feste’ estive (e autunnali…) ed aver, oltre il ragionevole, soprasseduto su evidenti e diffuse violazioni delle prescrizioni minime per contenere il contagio, ci siamo trovati costretti (noi e pochi altri in Europa) a chiudere le scuole: se qualche rischio si doveva correre, bisognava farlo, senza dubbio, per tenere aperte quest’ultime.
Mediocre e certamente non lungimirante il modello ‘culturale’ che ispira simili percorsi.
Tutto torna…

 

Vista la penuria di notizie ufficiali, per non affidarsi alle infide ‘verità’ dei pettegolezzi e delle indiscrezioni che già circolano vorticosamente per il paese, credo sia il caso di portare a conoscenza della popolazione la reale situazione (rispettando, ovviamente, la privacy) su contagi e ricoveri da Covid-19 che riguardano Lipari.

Assolutamente necessario rassicurare la cittadinanza che la situazione sia sotto controllo, che non solo i positivi ma anche i loro contatti ‘ravvicinati’ e recenti siano nelle condizioni di non nuocere ad altri e che i protocolli per il contenimento del contagio siano attivati e rigorosamente rispettati.

Evitiamoci la solita, farraginosa e lacunosa, gestione delle cose: in questa emergenza non ce la possiamo permettere!

Nell’attesa dei chiarimenti, teniamo la calma, la distanza e la mascherina ben messa...

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