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Categoria: Opinioni

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di Daniele Sequenzia

Caro Direttore,
si fa critica la situazione debitoria italiana: l'Italia a giugno 2022 registra il secondo debito pubblico più elevato della zona euro, con un aumento di +3,5 miliardi di euro rispetto al mese precedente, per un totale di 2.758,9 miliardi di euro. Un debito pesantissimo.

La BCE ha recentemente aumentato i tassi d’ interesse del denaro. Una famiglia di Palermo che oggi chiede un mutuo da 100mila euro a tasso fisso finirà col pagare fino a 17mila euro in più rispetto a quanto avrebbe pagato all’inizio dell’anno, con un aumento della spesa di 588 euro all’anno e una rata mensile che cresce di 50 euro.

Al contrario la BNS- Banca nazionale svizzera –malgrado le pesanti difficoltà- agevola il credito agli operatori. La sana politica monetaria dà i suoi frutti. In Italia aumenta la povertà. Mancano gli investimenti, cresce il costo della vita.
Nella Confederazione Elvetica, al contrario, viene agevolato l’investimento produttivo, gli interessi bancari in Svizzera sono negativi, il costo del franco scende da – 0,75% al -0,25%. Ne gode l’intera collettività, e l’economia dei Cantoni. Ne beneficiano: il salario, il lavoro, la crescita economica, i trasporti ,il commercio, il turismo, la scuola e la sanità.

Caro Direttore,
con le alte, anomali temperature si temono pericolosi nuovi incendi e roghi. Ovunque manca l’acqua. I fiumi sono in secca. Il Po è asciutto. Molti comuni veronesi e lombardi mirano all’acqua del lago di Garda, che a sua volta rischia di essere messo a secco.

Con la siccità si riacutizza la guerra del grano ucraino. Da Odessa il 90% dell’export passa attraverso i Dardanelli ed il Bosforo, via nave verso il Mediterraneo, l’Egitto, il primo importatore al mondo di grano, la Libia con oltre il 90% del fabbisogno nazionale. Ne hanno bisogno il Libano, Siria, Yemen, Somalia e la Repubblica democratica del Congo, tutti dipendono da Mosca e Kiev per oltre la metà delle importazioni di grano.

Il conflitto in corso in Ucraina ha fatto salire del 36% i prezzi del grano che nei Paesi “poveri “ sta provocando disordini, conflitti e un forte aumento della povertà. Preoccupa molto la spesa alimentare, il prezzo dei carburanti, il costo delle utenze come luce e gas, esposti alla forte speculazione del mercato.

 

Caro Direttore,
per un turismo di élite, le Isole Tremiti aprono le porte a facoltosi turisti grazie ad una partnership con G. Rent (marchio Gabetti Short Rent) , offrono delle vacanze di lusso nelle proprietà del famoso cantautore Lucio Dalla .

In particolare si tratta di due splendide residenze : Villa “Luna Matana”, che conserva gli arredi personali, originali e numerosi oggetti appartenuti a Dalla, tutti opportunamente catalogati e inventariati e “Le Rondini”. Il prezzo dell’affitto non è stato ancora reso noto.

 

Caro Direttore,
quasi nel silenzio stampa la storica sede del Partito Comunista Italiano , nota come “ Via delle Botteghe Oscure” a Roma, è stata venduta. Al suo posto sorgerà un lussuoso, super confortevole albergo tra il Colosseo e Piazza Navona.
Anticamente preesisteva, in epoca dell’imperatore Diocleziano, del III secolo a. c., il Tempio delle Ninfe sull’Area Sacra di Largo Argentina, i cui resti sono visibili lungo la Via delle Botteghe Oscure proprio di fronte all’ingresso della Crypta Balbi, tempio distrutto anch’esso durante l’incendio dell’80 dopo Cristo..

Si salveranno solo il busto di Antonio Gramsci incastonato nel marmo e la Bandiera della Comune di Parigi del 18 marzo 1871. Gran parte della storia e della nascita dei movimenti operai italiani e della costituzione della Repubblica Italiana andranno persi. Dimenticati.
Il PCI, fondato nel gennaio 1921, è diventato con la caduta del fascismo nel 1943, uno dei pilastri che hanno dato vita alla Repubblica italiana nel 1946.


Presidium del potere assoluto di Stalin in Italia, la storica sede romana di ” Via delle Botteghe Oscure” , organizzata e finanziata dal potere moscovita, cessa di esistere nel 1991,insieme all'Unione Sovietica. Milioni di italiani hanno votato PCI , migliaia sono stati suoi militanti da Umberto Terracini, Togliatti, Longo, Berlinguer, Iotti, tutti in lotta contro il fascismo, per una Italia libera e democratica. Con l’obiettivo di trasformare la società Italiana e le nelle nuove classi dirigenti del Paese in una Repubblica fondata sui valori dell’uguaglianza, della pace, della democrazia e della libertà.

 

Caro Direttore,
dobbiamo allo scienziato francese Haroun Tazieff la prima intervista video girata sul vulcano Stromboli nel 1963. Tazieff nasce a Varsavia nel 1914 allora sotto la Russia di Nicola II Romanov da padre tartaro, dottore in medicina e da una madre russa, chimica e dottoressa in scienze politiche. Durante le sue innumerevoli esplorazioni girò numerosi documentari scientifici. Molto interessanti furono le pellicole sui crateri siciliani nel 1949: Stromboli, Réveil de l’Etna (Risveglio dell’Etna), Grêle de feu (Grandine di fuoco).

Nel 1961, insieme allo svizzero Alfred Rittmann, ideatore della vulcanologia moderna in Europa, fondò e fu presidente dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania, destinato alla sorveglianza dei crateri siciliani e dei movimenti sismici dello Stretto di Messina. Era particolarmente affezionato allo Stromboli e all’Etna.

Presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto di vulcanologia di Roma, e di quello di Pisa. Nel 1957, Eaux souterraines (Acque sotterranee) vinse il primo premio del Festival di Venezia che lo rese famoso. Nel 1966, Le Volcan interdit (Il Vulcano proibito) gli valse il Grande Premio del cinema per la gioventù. A lui dobbiamo molti libri e documentari di vulcanologia, tra cui citiamo: Cratères en feu (Crateri in fuoco), Histoire des volcans (Storia dei vulcani), L’Eau et le Feu (L’Acqua ed il Fuoco), Rendez-vous avec le diable (Incontri con il diavolo), Quand la terre tremble (Quando la terra trema), Les volcans (I vulcani), ecc. Collaborò con Jacques-Yves Cousteau, come geologo e vulcanologo sul battello Calypso nelle varie ricerche oceanografiche dagli anni 50 in poi. Nel 1967, divenne direttore della ricerca scientifica del CNRS (Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica).

Nel 1971 ottiene la cittadinanza francese e due anni dopo fu fondato per lui l’Institut de Physique du Globe de Paris. Nel 1981 il presidente François Mitterrand lo nominò commissario allo studio e alla prevenzione dei rischi maggiori e infine, nel 1984, divenne segretario di Stato per la prevenzione dei rischi naturali.

 

Caro Direttore,
in estate andando in vacanza bisogna stare attenti ai ragni, il Ragno violino è tra i ragni più velenosi e durante il periodo estivo è molto attivo e pericoloso. Ha un corpo a forma di violino, dal colore marrone-giallino.

Se si viene punti , la pelle si arrossa, brucia, emergono subito delle bollicine che , se non trattate , si avviano ad un processo necrotizzante dei tessuti colpiti. Si perde l’appetito, ti gira la testa, il veleno ti debilita, sudi, soffochi, mentre si espandono ovunque delle macchie nere assai dolorose.
In America Centrale e Meridionale vivono ragni molto pericolosi tra cui il “ Ragno errante” , il suo morso provoca paralisi cardio-respiratoria e negli uomini provoca una lunga e dolorosa infezione.

In Florida, nei terreni paludosi, sono attive le famose Vedova nera e Vedova rossa , potenzialmente letali. Come letale è il ragno Cheiracanto , diffuso in tutto il mondo, anche da noi.

Leggo che in Sicilia esiste il Centro di Riferimento Regionale in Tossicologia Clinica c/o U.O. Complesso di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Buccheri La Ferla – Fatebenefratelli Via Messina Marine, 197 a Palermo
( Tel 091-479499, Fax 091-6216240 lanza@unipa.it; amedeo@pc3buccheri.unipa.it)
e il Centro Rianimazione "Antonella Caruso" - Ospedale Garibaldi - Dipartimento di Emergenza, Piazza S.M. Gesù a Catania
( Tel 095-7594032, 800410989 N.verde, Fax 095-325686; serpi@rianimazione.org)

 

Caro Bartolino,
La legge in Italia è uguale per tutti? Ne dubito! Da verde in Sicilia diventa rosso a Torino.
Leggo che il tribunale di Barcellona (Sicilia) ha assolto un imprenditore : “Dopo gli accertamenti fatti anche dai tecnici comunali, cui era seguita ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, era stata accertata in località Caolino, la realizzazione di un terrazzo con due gradoni con occupazione parziale della strada comunale, regimentazione artificiale formata da canali di scolo in cemento, griglie e canali di convogliamento che scaricano nei fondi sottostanti al terreno livellato, un nuovo pozzo nero disperdente all'esterno dell'immobile, sbancamento e livellamento finalizzato alla formazione di un parcheggio privato, con recinzione, cancello in ferro e rampe in calcestruzzo in un'area vincolata per l'interesse naturalistico e paesaggistico".

Tutto all’opposto di quanto mi è successo recentemente a Torino. L’Avvocato, cui mi sono rivolto per poter avere legali precisazioni “di diritto condominiale” al fine di sanare una semplice questione “di un sottotetto in cattivo stato di manutenzione” con allegata perizia di geometra del Tribunale di Torino, report fotografico, documentazione catastale etc., in un primo momento mi ha dato buone speranze, prevedeva una buona soluzione. Avevo diritto di ottenere giustizia. Per darmi, offrimi un miglior “ servizio” è subentrato un secondo avvocato, di migliore qualità. Il secondo avvocato, sconfessando il primo, ha precisato che per l’ordinamento giuridico italiano, sono colpevole sia civilmente che penalmente.

Conclusione: ho casa mia, ma non ho diritti. Il danno condominiale al sottotetto condominiale è causato dal mio cattivo comportamento. Non ho alcun diritto civile. Anzi sono penalmente colpevole dei danni. Sono pertanto perseguibile , in quanto pericoloso “ abusivo”. La perizia non ha alcun valore giuridico, non dimostra nulla (costo a mio carico di 750 euro). Solo l’amministratore può dare un giudizio “ giuridico”. Solo l’amministratore può rilevare i danni. Praticamente sono un criminale. Non esisto nemmeno come condomino. Pagato costo avvocato di aggiuntivi 500 euro. Beffato e cornuto.

 

Caro Direttore,
siamo in piena campagna elettorale, come la mettiamo con i conti pubblici? Nel solo 2020 il debito pubblico italiano è aumentato di 105 miliardi di euro. Ci sono entrate finanziarie sufficienti, per tanti nuovi investimenti ? I debiti del Comune di Roma ammontano a oltre 9 miliardi di euro, Palermo e Napoli ed altre grandi città italiane, come Torino rischiano il fallimento.

Dai dati finanziari del 2019, emerge che Firenze è il comune con il maggior volume di entrate e di uscite, circa 5mila euro pro capite. Il capoluogo toscano è seguito da Napoli, con circa 4mila euro pro capite , poi da Torino 3.500 euro pro capite, seguito da Venezia. In termini assoluti, invece, è Roma la città che registra il maggior volume di uscite ed entrate per cassa, pari a circa 5.800 euro, pro capite. Quale è la posizione di entrate ed uscite al 2022 del Comune di Lipari, pro capite ?

 

Caro Direttore,
ancora una volta il nuovo sistema “ on line” per rendere snello il ricevimento delle dichiarazioni fiscali dei contribuenti italiani non ha funzionato.
Era stato preannunciato che “dal 31 maggio 2022 si può inviare la dichiarazione dei redditi precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate.”

Siamo stati da tempo informati che “ Il modello 730, la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche, redatti sulla base dei dati e delle informazioni già disponibili al fisco, potranno essere accettati e trasmessi così come predisposti oppure integrati e modificati dal contribuente”.

Da quest’anno è possibile anche far inviare la dichiarazione da una propria persona di fiducia.
Mi risulta che per tutto il giorno milioni di contribuenti e i loro commercialisti sono stati ostaggio per ore , in snervante attesa , del portale della Agenzia delle entrate che era inagibile, bloccato, non funzionante, ovviamente non perfettamente adeguato.

 

Caro Direttore,

Evangelos Odysseas Papathanassiou , in arte Vangelis, mancato a Parigi lo scorso 17 maggio, è stato un eclettico compositore che ha sempre cercato di spingersi verso strade inesplorate.
Vangelis è il classico rappresentante del mondo musicale greco. La sua scomparsa ci priva di un raro amico, un compagno dei nostri sogni, un grande artista che ha saputo aiutarci a crearli, a farci comprendere come la musica sia il ponte verso un mondo migliore, dove gli uomini tutti si comprendono in un unico abbraccio fraterno.

Autodidatta e genio precocissimo, talento fenomenale, ecclettico, istintivo, tanto da ignorare la scrittura e la lettura delle note. Da magnifico artista, ha poi rispettato quella promessa. Suonando molti strumenti, fondando gruppi di ogni genere, realizzando album da primati di vendite.

Autore di musiche che fanno parte della colonna sonora della migliore produzione cinematografica come: Blade Runner, Momenti di gloria, Alexander .

 

Caro Direttore,

nel silenzio generale aumentano le indennità degli amministratori locali quasi del doppio, + 47, 14% , la crescita media delle indennità percepite dai sindaci di oltre 6.500 comuni di regioni a statuto ordinario.
Dopo anni di tagli, con la legge di bilancio per il 2022, il parlamento è intervenuto in senso opposto aumentando le indennità dei componenti delle giunte comunali. Si tratta di un aumento considerevole che in vari casi raddoppia gli importi precedentemente ricevuti dagli amministratori locali.

Sono molte le ragioni alla base di un provvedimento di questo tipo. Indennità eccessivamente basse, infatti, rappresentano un disincentivo alla partecipazione politica a tempo pieno. Inoltre i sindaci, a maggior ragione dei comuni più grandi, sono figure con responsabilità molto importanti che al contempo non dispongono delle tutele giuridiche previste invece per i parlamentari e i membri del governo.

Dopo anni di “ vacche magre”, di accese discussioni sulla necessità di “ riduzione del costo della politica” , lascia perplessi che un provvedimento che interviene su questa materia in modo così significativo sia passato praticamente inosservato.

Al contrario non si è voluto affrontare pubblicamente il tema. Mentre il popolo reclama giustizia, questa sarebbe potuta essere l’occasione per iniziare una più ampia discussione sia sui costi “ reali” della politica, di quanto si spreca. Poco o nulla si è fatto sulla capacità dei vari livelli amministrativi di rispondere ai bisogni dei cittadini. Ne soffrono le popolazioni delle periferie, sempre piu’ abbandonate, emarginate. Questo assai discutibile provvedimento è stato adottato silenziosamente in questo particolare momento, quando la legislatura si avvia verso la sua conclusione e dopo le prossime elezioni saranno molti di meno i seggi disponibili in parlamento.

 

Caro Direttore,
la XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si è aperta con la lectio inaugurale dello scrittore indiano Amitav Ghosh.
Segnalo per i tuoi lettori del Notiziario due importanti novità, già in libreria.
La sicilianissima, Simonetta Agnello Hornby, ha presentato il suo nuovo libro “ La Contintizza”. Nata a Palermo, ha vissuto molti anni a Londra. Avvocato con la passione per la scrittura ha pubblicato “ La Mennulara”, “ Boccamurata “e Caffè amaro” , best seller internazionali. Nel suo libro ”Piano Nobile” , edito da Feltrinelli, ambientato a Palermo , viene raccontata una vicenda familiare, specchio della società degli anni '40.

Con il suo libro ” Nessuno puo’ volare” ha affrontato il delicato tema della disabilità. Un racconto che si sviluppa dalla Sicilia e arriva fino a Londra , attraverso l’arte, l’architettura, la letteratura, la poesia. La scrittrice siciliana è nota per il suo costante impegno per sostenere le cause dei minori, le vittime di violenze domestiche, le sofferenze degli emarginati, degli sfruttati.
Tra i moltissimi scrittori presenti a Torino, Il Salone del Libro, ospita Tahar Ben Jelloun, scrittore di fama internazionale, nato a Fès, in Marocco, nel 1944; dal 1971 vive a Parigi. A Torino ha presentato il suo nuovo libro: “ Il miele e l’amarezza”.

Ben Jelloun, poeta, romanziere e giornalista, ha vinto il premio Goncourt nel 1987. Tra i suoi numerosi libri, molto interessanti, “Creatura di sabbia” (1987), “Notte fatale “(1988), “ L’estrema solitudine”, (1999),” L’Islam spiegato ai nostri figli” (2001), “Amori stregati” (2003), “L’ultimo amico” (2004), “La fatalità della bellezza”, “ Notte senza fine. Amore, tradimento, incesto” con Amin Maalouf e Hanif Kureishi (2004), “Non capisco il mondo arabo” (2006), “Partire “(2007), “ L’uomo che amava troppo le donne “(2010), “Fuoco” (2012), “ L’ablazione” (2014), “È questo l’Islam che fa paura “(2015), “Racconti coranici “ (2015).

Presso La nave di Teseo sono usciti “ Il matrimonio di piacere “(2016), “Il terrorismo spiegato ai nostri figli” (2017), la nuova edizione ampliata di “ Il razzismo spiegato a mia figlia “(2018), “La punizione” (2018), “ L’insonnia” (2019). E’ in corso di pubblicazione tutta la sua opera narrativa.

 

Caro Direttore,
si è spenta a Madrid all’età di 89 anni il grande mezzosoprano Teresa Berganza.
Una voce tra le più raffinate del panorama lirico internazionale del ‘900. Con Claudio Abbado diede vita alla rinascita rossiniana.
Lo annuncia la famiglia con un post su Facebook : “’’Addio’ di Rossini, ‘Addio’ di Teresa. Voglio andarmene senza fare rumore. Non voglio annunci pubblici, nessuna veglia, niente. Sono venuta al mondo e nessuno se n’è accorto, quindi desidero lo stesso quando me ne andrò’.

Tutta la famiglia rispetta la sua volontà. Il nostro omaggio sarà ricordarla in tutta la sua pienezza e continuare a goderne attraverso le sue interpretazioni per ricordarla sempre”.
Tra le sue interpretazioni spiccano quelle di Monteverdi, Haendel, Mozart e Cherubini. Un’intelligenza vocale e un rigore nella scelta del repertorio che consentirono alla Berganza di cantare per quasi mezzo secolo con tecnica immutata.
È stata diretta da direttori d’orchestra del calibro di Herbert von Karajan, Claudio Abbado, Rafael Kubelik e Carlo Maria Giulini. Nel 1994 è divenuta la prima donna eletta nell’Accademia Reale delle Arti di Spagna.

In un’intervista rilasciata in occasione del suo settantacinquesimo compleanno la Berganza disse: “Se mi fossi lasciata trasportare da quello che volevano le case discografiche, non sarei durata nemmeno due anni. I dischi non mi entusiasmano… Anche se ne ho registrati quasi 200. Il disco può essere la perfezione, ma il teatro è emozione. Quello che mi piace è fare l’amore con il pubblico”.

 

Caro Direttore,
Poste Italiane intende chiudere entro l’estate 2022 i libretti postali fermi da oltre dieci anni, si tratta di “libretti dormienti”, che presentano un deposito di almeno 100 euro.

Un costo che le Poste non hanno più intenzione di sostenere, dopo aver mandato avvisi e comunicazioni ai loro proprietari.

 

Caro Direttore,
nel 2019 su 59.816.673 cittadini residenti in Italia, i contribuenti dichiaranti sono 41.525.982, i contribuenti versanti, cioè quelli che versano almeno 1 euro di IRPEF, sono 31.160.957. Solo 31,161 milioni di cittadini su 59,817 milioni di abitanti hanno presentato per il 2019 una dichiarazione dei redditi positiva.

Significa che il 48% degli italiani non ha redditi e i vive a carico di qualcuno.
Recentemente, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate informava che il debito degli italiani verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione ammontava a oltre 955 miliardi di euro, un valore finanziario di 20 manovre finanziarie da 50 miliardi l’una.
Dei 955 miliardi accumulati nel corso di venti anni, il 40% appare di difficile riscossione, circa 153 miliardi riguardano soggetti falliti, 119 miliardi sono relativi a soggetti deceduti o imprese cessate e circa 109 miliardi a nullatenenti.

 

Caro Direttore,
il tenore Jonas Kaufmann ama l’Italia. Voce e passione, carisma scenico, il suo è un raro repertorio di altissima qualità, eccellente interprete, spazia da Monteverdi e Mozart fino a Verdi, Wagner e Puccini. A Napoli l’artista tedesco naturalizzato svizzero, nato a Monaco di Baviera nel 1969, ha ricevuto l’ambito Premio appena istituito dalla Casa Museo Enrico Caruso (Napoli 1873-1921).

Tutta Napoli si è stretta attorno a Kaufmann, che è stato accolto da calorosissimi applausi e festeggiato con un brindisi speciale, fra i cimeli di una rara, storica collezione di vinili, oggetti, fotografie, lettere e caricature autografe.
“A Jonas Kaufmann tenore che come pochi al mondo – recita la motivazione del Premio – coniuga nell’unicità della sua cifra interpretativa un’alta nobiltà di stile. I suoi ruoli vivono sul palcoscenico e arrivano con naturalezza al cuore degli spettatori”.
La gioia di Jonas Kaufmann, nella affollata chiesa dove da bambino cantò Caruso, è palpabile. Sorride e a caldo commenta: «Non sono in grado di fare un paragone fra me e il grande tenore napoletano celebre nel mondo. Ma penso di sentirmi un numero uno per l’onore di essere a Napoli.”

Eccolo felice e, quasi senza parole, sul palcoscenico lo stesso di Enrico Caruso, qual è stato per tutti noi l’artista, che ha innovato la nascente industria discografica, che ha cambiato il modo di cantare l’opera, per primo ha saputo cavalcare i nuovi canali della nascente pubblicità, facendo amare oltreoceano, in tutti i teatri del mondo, l’arte della Canzone italiana e napoletana.

 

Caro Direttore,
la vita condominiale a Torino è peggiorata. La pandemia, le frustrazioni, il malessere, la cattiveria , la guerra, la crisi e le cattive abitudini condizionano la nostra vita. Si vive male. Le nostre case un tempo curate, sono invecchiate, le belle abitazioni di una volta, oggi sono tristi. E con esse anche chi ci abita. Le liti condominiali sono in crescita.
Chi rispetta i codici? Cortili occupati, anche di rifiuti. Il Comune vi parcheggia cassonetti. C’è chi fa il comodo suo: monta intercapedini in cemento armato sulla proprietà altrui. Ultimamente un gruppo di condomini ha deciso di boicottarmi e di bloccare la mia porta di casa.

Conflitti mai sanati tra i vari diritti? Da tempo manca l’educazione. Il buon vicinato. Mentre impera ovunque l’ignoranza delle semplici regole civili. Peggio è per chi ha bisogno di aiuto. Persone che non possono andare a fare la spesa. Gli ammalati, i deboli sono abbandonati. Peso inutile. Barriere architettoniche? “Noi non paghiamo per modificare il vostro transito dalle scale. Arrangiati.”

Chi controlla il condominio? Nessuno. Si affitta a settimana. I miei vicini oggi sono cinesi di Hong Kong. L’anno scorso erano indiani. Chi mi vende la verdura è marocchino. Il mio barbiere è una ragazza e viene dall’Ecuador. Una volta era obbligatorio il “ rispetto”. Eravamo educati . Chi era anziano era aiutato, ascoltato e protetto. Il vicino di casa era l’amico che telefona quando stai male. Le pulizie erano fatte bene. Si conosceva chi abitava. Nome e cognome. Ci salutavamo e parlavamo di tante cose. Eravamo felici di incontrarci. Era una gioia comune. Oggi il condominio è come il cimitero. Se ti incontrano cercano di non vederti. Non riconosco casa mia, tanto è cambiata, in peggio.

Gli anziani restano in casa. Chi li cura? Sparito l’intero mondo del “ lavoro italiano”. Falciato via l’intero mondo degli Artigiani. Tutto fatto in fabbrica. E tutto costa tre volte di più di prima. Trovi con difficoltà chi ti ripara il tetto. Siamo circondati da gente da ogni parte del mondo. Sono i nostri nuovi padroni. Le nostre case sono amministrate sempre peggio. Intanto crollano lentamente per cattiva manutenzione. Agli amministratori basta ottenere il voto favorevole dalla “maggioranza “ dei condomini. In tal modo vengono eletti a vita.

Tu che non sei maggioranza sei di assai poco conto. Anzi tu sei un ostacolo. L’amministratore fa il bello e cattivo tempo. Tu arrangiati. Noi comandiamo e tu sei “ sottomesso”. Non dormi di notte. Vai dall’avvocato . Gli studi di avvocato sono strapieni di condomini . Cosa può fare l’avvocato? Ci si arrabatta alla meno peggio.
L’amministratore di condominio non risponde nemmeno al tuo avvocato. Anche le perizie del Tribunale vengono se non cestinate, accantonate. Per cambiare amministratore ci vuole una sentenza del giudice, ma non sempre funziona. Il costo ricade sulla testa dei condomini.

 

Caro Direttore,
” L’ Inno alla Gioia” esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà di tutti gli uomini ed è stato adottato come "Inno europeo" dal Consiglio d'Europa nel 1972. Dal 1986 è simbolo di pace e fratellanza di tutti i popoli dell'Unione Europea. Ludwig van Beethoven lo presentò per la prima volta a Vienna il 7 maggio 1824.

“Gioia, gioia, abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.”

Con “La nona sinfonia “, Beethoven volle formulare un vigoroso invito alla pace universale. Basta guerre tra i popoli. L’Europa, dal Congresso di Vienna dell’ottobre 1814, usciva distrutta dopo 25 anni di guerre. Proprio per rendere tale messaggio il più chiaro possibile, egli decise di far cantare nel finale il testo del poeta tedesco a lui contemporaneo, Friedrich von Schiller.

Non ci sono parole per esprimere quanto è potente e penetrante il suo messaggio di pace e di amore. Ancora una volta , oggi davanti all’ orribile conflitto tra Russia e Ucraina, noi tutti ci stringiamo attorno a Beethoven e al suo messaggio di pace in una splendida rappresentazione musicale.
Ci guidi verso un mondo migliore di tolleranza “l’Inno alla Gioia”. Un coro che penetra nei nostri cuori con sempre maggiore intensità insieme alle note che fluiscono sempre più vibranti nel loro immortale messaggio, una divina benedizione per tutti noi.

 

Caro Direttore,
aliscafo urta il pontile durante manovra di attracco: sospesa la corsa Milazzo-Salina. Pericoloso - a colpo d’occhio - il “ nuovo attracco per il traghetto“ a ponente di Vulcano. La foto del Notiziario rivela l’esistenza di plurime “ crepe ”, causa lavori affrettati, non conclusi, i bordi che delimitano la struttura sono assai mal rifiniti. Lavori superficiali? L’uso di un cemento di scarsa presa mal si adatta alla protezione di una “ griglia ” marittima, già ben oltre la “ ruggine ”. Esiste una relazione tecnica certificata? Come stanno a “ ruggine gli altri pontili ” che mettono in pericolo la vita dei locali clienti/ turisti? Altri pontili in che stato sono? Sicuri? Tema, ritengo, possa interessare il Consiglio comunale di Lipari ?

Riporto per i gentili lettori il “REGOLAMENTO DI SICUREZZA E DEI SERVIZI MARITTIMI DEL COMPRENSORIO PORTUALE - PORTO DI SAVONA – VADO LIGURE:
- Art.4 -Sinistri, danni, responsabilità.
L’unità navale che, in porto ovvero in rada, arrechi danno alle attrezzature, ad infrastrutture portuali o ad altre navi, ovvero che riporti avarie che la costringano a fermarsi o che ne limitino la pronta manovrabilità, o che registri a bordo qualsiasi evento di rilievo coinvolgente l’unità, il carico o le persone presenti a bordo, oltre a quanto previsto dall’art. 304 del Codice della navigazione, deve darne immediato avviso, via radio VHF/FM canale 16 (156,800 Mhz) o attraverso altro sistema di comunicazione idoneo, alla Sala Operativa dell’Autorità Marittima, rimanendo in costante contatto per attenersi a tutte le disposizioni che possono essere impartite dalla medesima Autorità.
Esiste una traccia di simile Regolamento per Lipari e le altre Isole?

 

Caro Direttore,
preoccupante è l’indifferenza del governo di Palermo. La Sicilia possiede beni culturali unici al mondo, patrimonio di altissimo valore storico, per niente valorizzati, assai poco curati, praticamente abbandonati al loro destino.

Leggo che “ Italia Nostra Isole Eolie, da sempre attenta alla Tutela del territorio, ritiene di dover conoscere quali azioni sono state intraprese dalla Regione Siciliana nell'interesse storico-culturale e ambientale dell'area delle cave di pomice nell’ isola di Lipari. “
Tra le battaglie più significative di Italia Nostra ricordiamo quelle in Sicilia per la salvaguardia della Valle dei Templi di Agrigento, sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia. inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell’Umanità. Italia Nostra è presente a

Paestum a salvaguardia del teatro di Velia e nel Parco Archeologico di Paestum, come nelle Ville Venete e dei Colli Euganei, della Costa Smeralda, delle Pinete di Migliarino, del Parco del Delta del Po, aree tra cui sono comprese anche le Valli di Comacchio. Importantissima è la città di Ravenna che, a partire dagli inizi del V secolo d.C. fu per ben tre volte capitale imperiale : nelle ultime fasi dell'Impero Romano d'Occidente (402-403), durante il regno dei Goti sotto Teodorico (493-526) e infine, sotto il dominio bizantino (553 - 751).

A testimonianza di questo straordinario periodo di grandezza rimangono i preziosi mosaici custoditi nelle antiche basiliche e monumenti ravennati. La tomba di Dante Alighieri è nella Basilica di San Francesco nel centro di Ravenna. Beni storici unici al mondo.
Il movimento di opinione che si riconosce in Italia Nostra ha partecipato alle campagne di protesta contro iniziative ritenute dannose per l'ambiente e il patrimonio storico; fra queste ricordiamo le lotte contro il ricorso alla produzione di energia nucleare, contro l'Expo a Venezia e contro le Olimpiadi a Roma. Nel corso del Giubileo 2000 Italia Nostra è riuscita a sventare un pericoloso progetto che avrebbe compromesso la stabilità di Castel Sant'Angelo.

Sin dagli anni Settanta Italia Nostra ha promosso nelle scuole la ricerca nei campi della didattica e della formazione per valorizzare l'Educazione Ambientale e ha intessuto rapporti internazionali con la fondazione di "Europa Nostra" - federazione di 220 associazioni europee - e la partecipazione al BEE (Bureau Europeen de l'Environnement). Italia Nostra pubblica un mensile e opere di saggistica. Trasformata in ONLUS, Italia Nostra vuole impegnarsi, con i soci, in attività di servizio, non solo stimolando la "memoria" e la tutela, ma promuovendo, anche attraverso i nuovi strumenti della comunicazione, la conoscenza e la fruizione dei beni culturali.

 

Caro Direttore,
un buon ” catasto “ aggiornato assicura al governo buone entrate fiscali.
Uno dei primi “catasti” è quello mesopotamico, che venne imposto da Re Assurnasirpal II. Siamo in Mesopotamia, tra il 884 –859 a. C. Il censimento dei beni posseduti mirava al controllo delle enormi ricchezze delle risorse agricole possedute.

Severe le pene per i trasgressori, come riporta il catasto del regno sumero. Altrettanto avveniva in Egitto. I Faraoni imponevano il pagamento su ogni patrimonio immobiliare. Anche i Romani usarono il catasto per ottenere gettito fiscale. Enormi erano i possedimenti romani. Bisognava riordinarli e catalogarli. Con la riforma fiscale e catastale di Aurelio Valerio Diocleziano, monarca assoluto di Roma dal 284 al 305 d. C. , l’imperatore stabiliva l’obiettivo di garantire delle entrate fisse alle casse dello Stato. Enormi le spese militari. La riforma fiscale consisteva nella introduzione di due tipi di imposte: la capitatio, che si applicava sul reddito di ogni individuo e la jugatio, che colpiva i terreni in base alla loro estensione. Per applicare tale imposta si ricorse ad un catasto, ovvero una sorta di elenco delle proprietà possedute da ogni famiglia. Tale elenco veniva aggiornato ogni 5 o 10 anni.

Sono gli Arabi che introducono in Sicilia il catasto, intorno al X secolo. Era un sistema di classificazione riportato su particolari registri, detti ” defetari”, che i Normanni avrebbero sviluppato nel Catalogus Baronum (Catalogo dei Baroni), una lista di tutti i loro vassalli e dei relativi possedimenti.

Con il Regio Decreto del 28 marzo 1929, governo Mussolini, viene istituito il Catasto del Regno d’Italia.
Oggi il governo Draghi mira ad un “ catasto” moderno, allineato al mercato, in grado di dare reddito alle casse dello Stato. Il governo Draghi mira a far tornare in attivo la contabilità statale. Di cosa si tratta? Siamo molto arretrati. Da tempo le rendite catastali non sono adeguate ai reali valori di mercato. Altissima l’evasione fiscale, scarsi i controlli.
Secondo l’Istat, mediamente nel 2020 ci sono state 20 “costruzioni abusive” su ogni 100 autorizzate. La situazione è ancora peggiore in molte regioni del sud. Anche la Commissione Europea ha raccomandato di attualizzare il nostro catasto con nuovi livelli di gettito. Il Parlamento vota contro, il governo si salva per un solo voto.

 

Caro Direttore,
apprendiamo con tristezza la morte di Ettore Longi, sempre presente sul Notiziario. Puntuale. Un gentiluomo d’altri tempi. Attento difensore del Paesaggio, del Territorio, della vita del mare. Della sua isola. Lo leggevamo con interesse. I suoi interventi erano stimolanti, preziose fotografie, precise testimonianze. Ettore era una voce amica, sensibile, sincera. Noi tutti lettori del Notiziario oggi siamo piu’ poveri. Ettore, un cittadino coraggioso. Un osservatore, sempre attento.

Chi difenderà oggi Vulcano? Una voce solitaria, quella di Ettore Longi , e “ L’isola che non c’è”. Le sue erano precise denunce. Ettore scriveva : “ Vulcano muore, l’ultima terribile notizia, per la fine dell’isola di Vulcano, è la “chiusura” dei fanghi ad opera della magistratura, sconosco quale sia il reato. Le entrate risultano chiuse dai carabinieri, già Vulcano e in una situazione tragica per mancanza di strutture adeguate ed la chiusura dei fanghi.

Forse darà il colpo di grazia.
Danno la colpa, ai lavori in corso per il ripristino delle condotte, ma passando dal sito, si vedono mezzi e operai che lavorano, a rilento, forse sono stanchi. Mi ricordo, il vecchio responsabile della condotta di Vulcano, che lavorava anche la notte, e l’acqua non mancava quasi mai, ma con questi abbandoni. Come si può pretendere…il turismo, solo con i cittadini armati di bastone, che si recano a Lipari, per far valere i propri diritti….Che iddio c’è la mandi buona..”

 

Caro Direttore,
desidero segnalare ai tuoi lettori che al Museo Egizio di Torino si celebrano i 150 anni dell’”Aida” di Giuseppe Verdi, con una mostra storica che si inaugura il 17 marzo e sarà visitabile fino al prossimo 5 giugno.
Interessante conoscere la genesi, come il contesto storico e le relazioni internazionali, che hanno accompagnato la realizzazione dell’opera verdiana, frutto del dialogo fra due mondi, l’Italia e l’ Egitto. Ancora una volta la musica è importante legame culturale fra le due sponde opposte del Mediterraneo.

“Aida” è un'opera di Giuseppe Verdi suddivisa in 4 atti. Fu commissionata dal viceré d'Egitto Isma'il Pascià, come inno per celebrare l'apertura del Canale di Suez (1868).
In un primo momento Verdi rifiuto’ l’incarico. Successivamente grazie ai buoni rapporti con l’archeologo Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo, Verdi accettò la proposta. Lo scetticismo iniziale di Verdi fu vinto dalla lettura del soggetto originale approntato dallo stesso Mariette.

Ancora oggi “Aida” continua ad essere una delle opere liriche più rappresentate al mondo.
Caso unico nella storia della lirica, l’opera è stata celebrata da due “prime”: al Cairo il 24 dicembre 1871 e a Milano l’8 febbraio 1872 al Teatro alla Scala.
Grazie al debutto milanese, “Aida” fu richiesta dai maggiori teatri italiani ed europei per esservi rappresentata: fu l'inizio di una serie di allestimenti che consacrarono “Aida” tra gli assoluti capolavori della lirica di ogni tempo.

 

Caro Direttore,
si fa sempre piu’ duro lo scontro tra i vecchi ed i nuovi “oligarchi“ russi. Le sanzioni sono pesanti. Paralizzate le enormi giacenze di denaro e titoli in tutte le banche. Chi ci va di mezzo sono le popolazioni, la gente comune. La crisi si fa feroce. L’enorme patrimonio degli oligarchi, prima amici del Cremlino, oggi praticamente “ insolventi”, sta mettendo i mercati internazionali in subbuglio. Non si vende e non si compra. Il rublo vale poco o nulla.
Come scrive Giulietto Chiesa:

“la proprietà dello Stato sovietico venne consegnata, per una cifra irrisoria, interamente nelle mani di una classe criminale, senza scrupoli, incapace di intrepretare un ruolo imprenditoriale (che per altro non poteva conoscere). Una classe che, essendo strutturalmente criminale, non poteva che agire come un gruppo parassitario, incapace di produrre ricchezza, e dedito soltanto al consumo di una ricchezza, che era stata ricevuta in regalo dalla sorte, al più dalla destrezza. E, come conseguenza, si creò una barriera insormontabile alla formazione di un ceto medio imprenditoriale diffuso, unica possibilità per una rinascita economica.

 

Caro Vittorio,
tante parole, ma pochi fatti. Errore non curare i giovani talenti. Siamo sempre allo stesso punto. Il futuro è a rischio ! Tra pandemia e guerra in Ucraina. Dove trovare lavoro? E soprattutto chi “ lavora”?

Perché tante discriminazioni? Continuano a mancare adeguati incentivi, sicurezza. Mentre c’è tanto bisogno d’ innovazione, cultura e creatività. Sembra che chi abbia un titolo di studio non sia “ valido”. Meglio uno senza titolo?

Quando avremo una moderna amministrazione che faccia bene il lavoro? Ora, bisogna cercare altrove. Vita difficile per giovani capaci , preparati, onesti . Un danno per tutti.

 

Caro Direttore,
«Un mondo che dialoga è più sicuro e guarda al futuro con maggiore serenità. L’Europa non può pensare di conservare il suo patrimonio di cultura, benessere e democrazia senza mettere tutto ciò a disposizione degli altri».

A pronunciare queste parole fu David Sassoli nel novembre 2019, quando, a poche settimane dal suo insediamento quale presidente dell'Europarlamento, fu ospite a Brescia del Festival della Pace, in occasione dell'inaugurazione dell'edizione di quell'anno.

“Credo in un progetto basato sull'equità, giustizia, libertà, e in una democrazia costruita sul principio che siamo creati tutti uguali e abbiamo dei valori inalienabili. Ci può essere più pace, più cooperazione in nome di un bene comune. Ma per questo, dovremo lavorare di più, e con più determinazione ed intelligenza».

 

Caro Direttore,
desidero segnalare ai tuoi lettori, che amano la buona musica, un nuovo libro del noto compositore e musicologo Giovanni Bietti: “Ascoltare Verdi” edito recentemente da Laterza.
Conosciuto in tutto il mondo, Giuseppe Verdi , nato a Roncole di Busseto, a pochi chilometri da Parma, il 10 ottobre 1813, morto a Milano il 27 gennaio 1901, è uno dei massimi operisti di ogni tempo, autore di straordinarie pagine musicali e di indimenticabili melodrammi. Tutta la musica di Verdi si sviluppa lungo la storia risorgimentale del popolo italiano. La sua musica diventa la colonna sonora di un’epoca assai travagliata. Un drammatico periodo attraversato da tre sanguinose guerre per l’indipendenza.

Il Risorgimento e Verdi. Sono patrimonio di tutti gli Italiani. Verdi ne interpreta tutte le sofferenze, le speranze. La sua musica fa parte della storia d’Italia. La sua arte si può considerare popolare, perché il suo è un linguaggio semplice, diretto, coglie i grandi ideali popolari . Gli italiani vogliono essere un popolo libero. Verdi incoraggia tutti gli italiani. ” Pianse e amò per tutti”.

“Ascoltare Verdi” ci accompagna nella conoscenza delle opere del grande compositore: dal “ Nabucco” al “Falstaff”, ogni capitolo del libro è dedicato a una sua composizione, della quale si raccontano la trama, la genesi e il contesto e si approfondisce la sostanza musicale e drammatica.
Il lettore, risalendo cronologicamente l'evoluzione del pensiero drammatico di Verdi, lo sviluppo della sua poetica, la costante volontà di guardare il mondo attraverso le note, ha modo di scoprire la sua parte segreta, la sua visione allo stesso tempo artistica, morale e politica , ne puo’ cogliere tutta la ricchezza musicale.
Verdi ha contribuito alla formazione della nostra coscienza nazionale, dando vita alle aspirazioni dopo tanti secoli di illibertà, per fare dell'Italia una nazione unita nella pace e nella concordia.

 

Caro Direttore,
per tutti gli innamorati e gli amanti della musica lirica a San Valentino riapre il Teatro Regio di Torino con la “Bohème” di Giacomo Puccini, l’opera, che già vide al Regio la sua prima rappresentazione il 1° febbraio del 1896 con Arturo Toscanini direttore d’orchestra.

Dopo il commissariamento per il buco di bilancio da oltre 2 milioni di euro, i tagli, i mesi di chiusura forzata per la pandemia e per i grandi lavori di restauro da oltre 8 milioni di euro, si rivive il racconto di una ragazza, Mimì, del suo amore per Rodolfo e della sua malattia che alla fine le costerà la vita.

Costumi e scenografia sono gli stessi della prima di 126 anni fa. Recuperati i bozzetti dell’epoca e a muoverli sul palcoscenico saranno macchinari e comandi elettronici di alta ingegneria: un interessante connubio tra antico e moderno.

 

Caro Direttore,
perché le nostre tariffe del gas e della bolletta elettrica continuano ad aumentare del +30 % ? Le armate russe minacciano di invadere l’Ucraina, si lanciano missili per il possesso di un pozzo petrolifero nello Yemen. Hanno chiuso il gas e noi siamo al freddo.
In mancanza di un vero “ Piano energetico”, i prezzi di mercato sono in costante ascesa, i governi sono con le spalle al muro. I grandi produttori fanno solo i loro interessi. Costa molto muoversi, mangiare e scaldarsi. Cresce il costo di una pizza, di una doccia calda. Si risparmia , si spegne la luce. Basta con il tostapane. Siamo a secco.

Interessante rileggere quanto scrive Piero Angela* “ …tutti i settori della società moderna producono ma assorbono energia, sia diretta che indiretta. Costa la produzione di un singolo libro di scuola. E la carta? Bisogna abbattere magnifici alberi, trasportarli tramite camion, navi, treni, aerei alle cartiere, poi trasformarli in carta alle tipografie, che richiedono l’uso di inchiostri, colori e colle, eccetera, senza contare il combustibile per il trasporto , fabbriche per costruire containers, elettricità per la stampa, officine per fabbricare macchine stampanti, cibo, scorte ed energie di supporto per chi ci lavora, chi viaggia, chi dirige. Ogni singolo processo ha dietro di sé una lunga catena energetica. Ma tutto cio’ ha un costo, che diventa crescendo molto pesante.

Nei secoli scorsi esistevano molti mestieri ed attività di ogni tipo, organizzate da vere e proprie “ corporazioni” di maestri ed allievi, oggi sono scomparse, distrutte dalle moderne macchine super tecnologiche industriali. Abbiamo livellato i cervelli, la creatività, la bellezza. Ci siamo tutti “ globalizzati”. Oggi tutto il sistema “ moderno” gira grazie alle “ nuove impressionanti macchine tecnologiche”, che lavorano giorno e notte, senza le quali non si produce nulla. Perché le macchine-energia hanno centuplicato la capacità di produrre molto piu’ rapidamente ogni tipo di alimento, nuovi materiali ed oggetti. Tutto avviene alla massima velocità, con le stesse fabbriche, dal Tibet alla Terra del Fuoco .

Nel passato, non tanto lontano, all'incirca due persone su tre erano costrette a zappare la terra, a mani nude, con pochi mezzi, e mungere le mucche per mancanza di macchine che facessero automaticamente tutto il lavoro.
Lo sviluppo tecnologico dovuto all'abile sfruttamento di fonti energetiche ha reso superfluo l'impiego di tante persone non solo nell'agricoltura, ma anche nell'industria .
Oggi, due persone fanno il lavoro che ieri era svolto da almeno 20 persone. Molti non trovano lavoro. Tutto questo ha aumentato il grado di vulnerabilità dei lavoratori, logorati dai bisogni, costretti da un salario da fame, in continua “ mobilità ”, ovunque in cerca di un pezzo di pane.

Oggi l’umanità è sempre piu’ condizionata, persa ogni autonoma, sempre più dipendente da chi possiede la catena energetica mondiale. «Se si riflette sul ruolo determinante di questa rete di tecnologie ed energie che fa da supporto ad una società avanzata, ci si rende conto che in mancanza di un nostro “Piano energetico strategico” , è impossibile produrre per proprio conto. Oggi siamo tutti ridotti in schiavitu’”.

(*Piero Angela - Il ruolo invisibile dell'energia)

 

Caro Direttore,
l’ arcipelago di Tonga, dopo la recente spaventosa eruzione di un vulcano sottomarino , è stato ricoperto da un denso strato di cenere. Un’ enorme nube tossica, alta parecchi chilometri, avvolge tutto l'arcipelago. Dopo l'eruzione l’intera attività umana è bloccata. Non funziona internet , tutte le comunicazioni sono interrotte, strade e porti sono inagibili, non si possono raggiungere gli aeroporti. Non si può bere l’acqua, i veleni delle ceneri ammorbano l'aria, non si respira, siamo di fronte ad una nuova emergenza umanitaria.

La capitale , Nuku'alofa, sull'isola di Tongatapu, ha subito i danni maggiori. Due navi neozelandesi sono salpate cariche di aiuti umanitari, anche l'Australia sta inviando navi con generi di prima necessità.
Nel 1845, un guerriero il cui nome era Tāufaʻāhau, si fece battezzare e si auto dichiarò Re col nome di George Tupou I. Da allora Tonga ha mantenuto la sua autonomia, prima sotto il protettorato britannico, e poi dal 1970 in maniera totalmente indipendente. L’amministrazione di Tonga ed i suoi oltre 100.000 abitanti ancora oggi difendono la loro storia, restano fedeli alla loro cultura e alle tradizioni dei nativi, lontane dall’esasperazione del turismo di massa delle Fiji, di Samoa, e di Tahiti.

Il Regno di Tonga, oggi con Re Tupou VI, non è mai stato afflitto dal triste fenomeno della colonizzazione .
E’ costituito da un arcipelago formato da 169 isole, di cui 36 abitate. Il turismo di massa e di puro consumismo, che tanti danni sta provocando al nostro patrimonio paesaggistico tradizionale, a Tonga non esiste. Ancora oggi è l’ultimo antico regno della Polinesia, è conosciuto nel mondo come “Le isole degli Amici” (Friendly Islands), come le defini il grande esploratore inglese James Cook, un luogo unico, magico dove la gente vive serena e tranquilla ed accoglie chiunque con grande e raro calore umano.

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Caro Direttore,
Sir Sidney Poitier (Miami 1927-Los Angeles 2022) di umili origini, con la sua rara, sofferta, audace interpretazione, in molti ruoli ed in difficili circostanze, ha scardinato i nostri pregiudizi razziali. Ha illuminato le nostre coscienze di viva luce. Ha difeso la “ dignità dell’uomo “ contro ogni preconcetto.

In “Uomo bianco tu vivrai “(1950), diretto da Joseph L. Mankiewicz, è il dottore ingiustamente accusato di non avere salvato con le sue cure un criminale bianco, tanto da agitare una numerosa folla contro gli abitanti del quartiere dove vive il medico, popolato dalla comunità afroamericana.

Nella “Parete di fango” (1958) di Stanley Kramer, è il detenuto nero in fuga con uno bianco (Tony Curtis): uniti da una catena, nonostante l’ astio reciproco, devono stabilire un piano di sopravvivenza senza potersi fidare di nessuno, se non l’uno dell’altro.
“I gigli del campo” (1963) diretto da Ralph Nelson esalta i temi della fede, la provvidenza, la generosità disinteressata verso il prossimo.
“La calda notte dell’ispettore Tibbs” (1967) di Norman Jewison è uno spaccato del profondo sud americano con il suo odio razziale e la sua intolleranza mai superati (con la magnifica interpretazione di Rod Steiger).

In “Indovina chi viene a cena?” (1967) diretto da Stanley Kramer, l’ amore che supera ogni confine sarà più forte delle convinzioni perbeniste della società.
C’è tanta strada ancora da percorrere prima di raggiungere una vera eguaglianza, si deve continuare a progredire, combattere ovunque la discriminazione, mai regredire.

 

Caro Direttore,
Francesco Forte (Busto Arsizio 11 febbraio 1929-Torino 1° gennaio 2022) è stato uno dei più autorevoli economisti, successore di Luigi Einaudi alla cattedra di Scienza delle Finanze di Torino, e Ministro delle Finanze nel Governo di Amintore Fanfani (1908-1999).
Pier Paolo Pasolini (1922-1975) scelse Francesco Forte come modello per il personaggio di Carlo, il protagonista di “Petrolio”, il volume rimasto incompiuto e pubblicato postumo da Einaudi nel 1992.
“ Petrolio” sviscera le fitte trame del potere politico, che permea tutta la società e corrompe il tessuto economico.

Dall’alleanza tra potere politico-industriale, fascismo, massoneria deviata e criminalità organizzata nasce un potere multinazionale, che si invischia negli affari di Stato, corrompe classi dirigenti, miete vittime e devasta l’ambiente.

«L’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese speciale nel vivere alla grande.. che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale». (Pier Paolo Pasolini, Scritti Corsari, Garzanti, 1975).

 

Caro Direttore,
Desmond Tutu (1931 - 2021) è stato uno dei più strenui difensori dei diritti umani nella Repubblica Sudafricana, vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 1984 per il suo impegno nel risolvere e porre fine all’apartheid.
È diventato il primo arcivescovo anglicano nero di Città del Capo e di Johannesburg. Attraverso le sue conferenze e scritti di critica all’apartheid, era conosciuto come la “voce” dei sudafricani neri che non avevano voce. Dopo la rivolta degli studenti a Soweto sfociata in tumulti, Tutu ha sostenuto il boicottaggio economico del suo paese, mentre costantemente incoraggiava la riconciliazione tra le varie fazioni associate all’apartheid.

Quando si sono svolte le prime elezioni multirazziali nella Repubblica nel 1994, che hanno eletto Nelson Mandela (1918 – 2013) come primo presidente nero della nazione, Mandela lo ha nominato presidente della Commissione Verità e Riconciliazione (TRC).
Nel suo lavoro sui diritti umani, Tutu ha formulato il suo obiettivo come “una società giusta e democratica, senza divisioni razziali”, e ha stabilito da lì in poi il minimo richiesto per la sua realizzazione, inclusi i diritti civili uguali per tutti, un sistema comune di istruzione e la cessazione della deportazione forzata.

Oltre al Premio Nobel, a Tutu sono stati conferiti numerosi riconoscimenti, tra cui la Pacem in Terris Award, il Vescovo John T. Walker Distinguished Humanitarian Service Award, il Premio Lincoln e il Premio Leadership Gandhi Peace.

 

Caro Direttore,
come ogni fine anno il Parlamento si affanna ad approvare la Legge di bilancio entro il 31 dicembre, sommerso da un mare di emendamenti, che si modificano di ora in ora. Con l’ansia e all’ultimo momento, come sempre è stato.

Intanto, Covid-19 e omicron permettendo, la pandemia sta aggredendo con maggior vigore, tutto dipende dalle vaccinazioni, che ancora sono in alto mare. Mario Draghi insiste nel far meglio che può, ma si continua a navigare a vista su tutto il programma di Governo. Siamo sicuri delle tanto attese riforme strutturali promesse dal Piano nazionale di ripresa e resilienza?
La riforma delle pensioni è stata rimandata, come quella del reddito di cittadinanza. Che fine hanno fatto le riforme del fisco e del lavoro? Tutto ha un costo. Sono ben 23 miliardi di euro di ulteriore indebitamento.

 

Caro Direttore,
come stiamo a “ strade sicure” a Lipari e oltre? Leggo che::
“È necessario che si provveda ad intervenire in forma tempestiva e risoluta a stabilizzare la strada, per evitare che le acque piovane che si convogliano sulla stessa, si infiltrino ulteriormente dilavando i terreni sottostanti formando pericolose cavità…… L’ Ente proprietario della viabilità e soggetto attuatore, si occuperà dell’individuazione e della priorità assegnata agli interventi proposti.”

Mi sono informato : basta guardare. Le nostre strade sono in uno stato “ preagonico”, risulta che su 29.000 km circa di strade asfaltate , la maggior parte sono “ insicure”…mal fatte, poco affidabili, causa la poca manutenzione. Leggo che sull’intera rete autostradale ci sono solo 4 mezzi dotati di laser –scanner di moderna costruzione per registrare il reale stato costruttivo della “ consistenza” limite dell’asfalto? Nessun problema alla “ pavimentazione” ? Da anni si circola evitando di cadere nelle buche mai riparate..

Ponti e viadotti sono transitabili? In centro a Roma, nei pressi del Pantheon, improvvisamente si sono aperte voragini, facendo riemergere la pavimentazione dell’epoca imperiale. Tutto bloccato. Ti puoi ammazzare, ne hai piena libertà. Chi ne risponde? Nel biennio 2019-20 sono stati destinati 2,7 miliardi di euro per la manutenzione delle strade. Sono stati spesi solo 200 milioni di euro. Praticamente in abbandono molti ponti e cavalcavia. Si parla di 14.500 tra ponti e viadotti, piu’ o meno sicuri, che oggi non hanno proprietà. Ergo: chi li attraversa rischia la vita.
Oltre 2023 sono i ponti gestiti dall’ANAS che attraversano le nostre autostrade. Risultano essere senza o di assai scarsa manutenzione, nessuno controlla, nessuno è responsabile.
Si puo’ morire e nessuno risponde della tua morte. Inizialmente un gran rumore. Un bordello di Autorità, un pienone di Carabinieri con Generali in Alta Uniforme. Poi il silenzio. Tutto rimane avvolto dall’oblio. Sempre in alto mare la sentenza sul crollo del “ Ponte Morandi” di Genova, dall’agosto 2018.

Leggo che il Comitato genovese "Per non dimenticare le vittime del Ponte Morandi" è stato escluso dalle parti civili nel corso dell'udienza preliminare nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del viadotto, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone. Questa la decisione dei giudici chiamati a decidere quali fra i 500 soggetti che hanno chiesto di costituirsi parte civili saranno ammessi nel processo. Perché discriminare? Perché si tenta di cancellare anche la memoria dei nostri morti : lo sentenzia il giudice: “non risulta formulata alcuna valutazione sulla responsabilità dei ricorrenti in relazione agli specifici fatti relativi al crollo del ponte Morandi.
Mi risulta che negli ultimi quattro anni sono crollati 5 ponti, come se tutto fosse dovuto alla “normale manutenzione” . Assoluzione perché il “ fatto non sussiste”!

 

Caro Direttore,
come stiamo a “ Transizione ecologica degli edifici”? Mi risulta che per anni abbiamo costruito male, cementificando spiagge, torrenti e fiumi,” speculando e palazzinando”, contro ogni regola, abusivamente, senza la minima cura per l’ambiente, per il verde, per l’aria, ignorando ogni progetto di sana economia dei materiali, ignorando i terremoti, i vulcani e i tornados, fregandosene dei “consumi energetici”.

A Torino, ogni autunno / primavera con 28 gradi di temperatura esterna, nei giorni piu’ caldi, siamo stati costretti ad aprire le finestre mentre bollivano i nostri termosifoni. Anno per anno abbiamo buttato al vento milioni di euro. Nessun Amministratore, pur pressato continuamente, si è mai preoccupato di “ regolamentare , razionalizzare, “ la temperatura esterna con quella del nostro appartamento. Torino, capitale dell’Auto, per decenni è stata ricoperta di nero fumo, abbiamo respirato aria tossica. I casi di tumore sempre in crescita, nessun giornalista osava scrivere le pessime condizioni “ ambientali” e le gravissime malattie degli operai in fabbrica.

Mi chiedo, oggi a che serve inventare la “ classe energetica” se le nostre case, costruite male ed in fretta, con infiniti difetti di “ progettazione”, sono tutte da rifare, dal tetto alle fondamenta..
Cosa vuol dire, di grazia, “ green economia” se la mia bolletta della luce sta aumentando? L’obiettivo, ipocrita quanto impossibile, è di imporre entro il 2050 a tutti gli edifici dell’ Unione europea il raggiungimento dello standard di “emissioni zero”!

Si tratta di applicare la classificazione standard della sostenibilità energetica di tutti gli edifici, pubblici e privati, Palazzo del Quirinale compreso. Edifici che sono definiti “ ecologici” grazie ad una scala di valori energetici che va da G, il gradino più basso, che ha un consumo annuo di 165 kWh/mq, fino ad arrivare alla classe A, la più alta, che ha un consumo annuo inferiore ai 30 kWh/mq. Ma chi stabilisce il nesso?

 

Caro Direttore,
nel lontano febbraio 1956 da Partinico, Danilo Dolci scriveva: “ un paese di altissima disoccupazione, diffusissimo l’analfabetismo, ove prospera la violenza mafiosa che sottilmente e prepotentemente rende invivibile il vivere civile». E ancora Danilo Dolci : “ Partinico attraversato da un vallone centrale che serve da fognatura scoperta. I bambini di Trappeto, nel liquame delle acque sporche, ci sguazzano dentro ».

Un gruppo di braccianti disoccupati guidati da Danilo Dolci iniziò, per protesta, per fame, per sete di giustizia, a lavorare lungo una strada lasciata all’incuria. Come osavano farlo? Chi glielo aveva permesso? Le Autorità inorridite da tanto delitto, violento atto di ribellione, intervennero immediatamente con la forza pubblica. Diritto al lavoro? Chi vi ha permesso di “ lavorare”? Siamo noi che vi diciamo dove e cosa fare. Noi siamo l’Autorità. Subito furono arrestati. Messi sotto processo. Puniti. Gente umile, che cercava un pezzo di pane. Non furono ascoltati. Trattati come criminali. A Danilo Dolci costò un processo penale per occupazione abusiva di suolo pubblico e la detenzione nel carcere dell‘ Ucciardone.

Ma, caro Direttore, cosa è cambiato dal 1956 ad oggi? Quanta fatica trovare lavoro in Italia! Siamo nel 2022 e chi ha trovato una occupazione fa fatica a mantenerla. Si rischia ogni giorno di essere buttati fuori. Nessuno ti protegge. I tribunali sono affogati da cause del “ lavoro”. Imperversa l’egoismo. I partiti ci speculano da sempre. Orribile vivere in Italia. Oggi si licenzia con una “ e mail”. Come se tu fossi un cane. Sei cacciato via. Licenziamenti abusivi soffocano il futuro dei giovani. Si lucra su ogni centesimo investito nel lavoro. Sembra una maledizione . Si disinveste, ogni occasione è buona. Con il Covid si sono persi 400.000 posti di lavoro. Chiudono stabilimenti ed alberghi, bar, negozi, ristoranti . Tutti a casa. A Torino molte strade sono deserte.

A chi interessa la dura preparazione universitaria, anni di duro tirocinio, e tanta buona volontà? Bisogna sperare nei buoni “ agganci”? Bisogna dotarsi di “ protettori? Come a Partinico? Si continua perdere il lavoro. Si disinveste. Aumenta il divario tra chi guadagna e chi fa fatica a campare. Non si contano i disoccupati. Che non producono un euro , solo un enorme costo per gli altri.

Solo 3 giovani italiani su 10 trova lavoro, ma spesso fuori Italia. Bisogna emigrare come nel ‘900. Siamo un paese di vecchi. Le nostre case sono piene di gente anziana. Molti sono abbandonati, non trovano nessun aiuto. L’Italia è il secondo paese in Europa con l’indice di vecchiaia più elevato (184, 1 % ) , con il calo delle nascite, che deriva dall’ insicurezza del futuro, in assenza di investimenti, cresce il “debito demografico” nei confronti delle generazioni future. S’impenna il debito finanziario con l’Europa , il nostro portafoglio è vuoto, indebitati nella previdenza come nel sistema socio-sanitario. Un buco di miliardi di euro. Non si trovano medici. Il Covid imperversa. Se non hai il Covid in ospedale non c’è posto per te!

 

Caro Direttore,
come sono apparse le prime forme di vita sulla terra? Come si sono evolute? Perché molte specie sono scomparse? Evoluzione o creazione? Quanti animali sono scomparsi e quanti stanno scomparendo a causa della presenza dell’uomo? Perché non ascoltiamo il respiro della terra? Quanto tempo ci rimane, se non cambiamo le nostre abitudini? Leggo che un milione di specie sono a rischio di estinzione, malgrado gli sforzi e i successi per conservare la biodiversità, soprattutto di molti insetti.

Presso la Galleria Sabauda di Torino si è inaugurata una interessante mostra che stimola molte riflessioni: “Animali dalla A alla Z” visitabile fino al 3 aprile prossimo. Si tratta di una quarantina di rare opere storiche : dipinti, disegni, incisioni, reperti archeologici e magnifici oggetti d’arte decorativa, tutte accomunate dalla
rappresentazione di animali..

Si potranno ammirare capolavori come la "Sacra Famiglia “ di Pier Francesco Mazzucchelli , il "Toro in bronzo" dall’ antica città romana di Industria , oggi Monteu da Po del I secolo d.C., il monumentale arazzo
"La zebra” della Manifattura di Gobelins" (Etienne Claude Le Blond, Jacques Neilson e François Desportes) e la "Caccia alla balena nel Mar Glaciale Artico" di Abraham Storck.
Un interessante percorso “ naturalistico” che ripropone alla nostra attenzione l’importanza dell’immensa bellezza e ricchezza della variegata complessità della vita sulla Terra, delle sue infinite specie di animali, di chi vive e si riproduce nei mari, chi tra i monti, come tra i ghiacci ed i deserti. Tutto è vita, tutto è da riscoprire e da salvaguardare.
Per informazioni :
Musei Reali di Torino -Piazzetta Reale n. 1,
www.museireali.beniculturali.it

 

Caro Direttore,
TIM è il gruppo leader in Italia e in Brasile nel settore ICT, sviluppa infrastrutture fisse, mobili, cloud e data center e offre servizi e prodotti per le comunicazioni e l’intrattenimento, ponendosi all’avanguardia delle tecnologie digitali.
Il gruppo si avvale di factory specializzate che offrono soluzioni digitali integrate: Noovle è la cloud company di TIM, Olivetti è il polo digitale con focus sullo sviluppo di soluzioni Internet of

things, Telsy opera nel settore della cybersecurity e Sparkle realizza e mette a disposizione infrastrutture e servizi internazionali. In Brasile, TIM Brasil è uno dei principali player nel mercato sudamericano delle comunicazioni e leader nella copertura 4G.
Tim  vale 10 miliardi di euro. Quelli del fondo americano Kkr se ne accorgono. Pensano di fagocitarla, farle riprendere quota in Borsa e poi rivenderla a pezzi guadagnandoci un botto: hanno sempre fatto questo.

Lanciano l’offerta amichevole: sarebbero disposti a comprare soltanto la parte dell’azienda che eroga i servizi e non quella che corrisponde con la rete sia in rame che a banda larga in Italia che serve ancora oltre il 60% delle utenze fisse, sia quella di fibra ottica internazionale, 39mila chilometri su cui viaggiano i dati degli italiani e di tutta Europa.

Offrono 50 centesimi di euro per azione, meno di un caffè al bar. Vivendi la fa da padrona, fa sbattere fuori l’amministratore delegato e detta le condizioni: a questo prezzo la sua quota, che “pesa” per il 24%, non la vende. Il Governo italiano, che attraverso la Cassa depositi e prestiti ha il 10% di Tim, tace. Sta valutando il da farsi.
Un’azienda di Stato come tante svenduta con le liberalizzazioni degli anni Novanta e poi rovinata dalla cattiva gestione dei suoi azionisti , e relativi Governi. L ‘ennesimo autogol.

 

Caro Direttore,
per i pensionati italiani il Natale 2021 si preannuncia triste: regna sovrana l’incertezza sul reale aumento delle pensioni, che dovrebbe scattare dal prossimo anno. L’inflazione ha ripreso a correre. Ma quanto arriverà di più nelle tasche dei pensionati?
L’invecchiamento della popolazione galoppa, ci sono 60 pensionati ogni 100 lavoratori, il sistema è sempre meno sostenibile.
Si stima che occorrano 4 miliardi di euro per adeguare le pensioni al costo della vita. Come trovare le coperture?

Se verrà approvata la Legge di Bilancio 2022, gli importi delle pensioni potrebbero essere rivisti al rialzo, ma tutto è nelle mani del Parlamento.
Nel prossimo 2022, i pensionati italiani sperano di migliorare i loro incassi. Circa l’argomento del taglio delle tasse, confermato in Legge di Bilancio 2022, il fondo è pari a 8 miliardi di euro. La riforma fiscale 2022 è impostata con il sì del Governo, con la riduzione dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) ed il taglio dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive, ossia l’ IRAP.

Nel dettaglio, bisognerà attendere il completamento della riforma fiscale, che dovrebbe interessare anche i pensionati e la tanto attesa rivalutazione delle pensioni a partire da Capodanno 2022.
Per quanto riguarda la maggiore flessibilità e revisione dell’attuale sistema contributivo, se ne riparlerà nel 2023, dopo che il Premier Draghi e i sindacati avranno trovato un nuovo accordo sulla riforma.

 

Caro Direttore,
una recente ricerca dell’Istat lancia l’allarme. I posti di lavoro vacanti sono in aumento. Il fenomeno si è accentuato dall’anno scorso con la pandemia Covid-19.
Da un lato, la difficoltà a trovare personale è strutturale. Progressivamente si è abbassato il livello medio delle competenze nel mercato del lavoro.

Il sistema formativo è al passo con il mondo del lavoro? Si è adeguato all’evoluzione della tecnologia? I docenti sono preparati? E come la mettiamo con il Recovery Plan?
Sapremo meritarci i 191,5 miliardi di euro del Recovery Plan? Siamo in ritardo su tutti i fronti, a partire dalla trasformazione digitale e ambientale.
L’Italia è il Paese europeo con meno laureati nelle discipline scientifiche che vanno dalla tecnologia all’ingegneria. Mentre la Germania sforna 1 milione di diplomati all’anno, l’Italia si ferma ad appena diecimila.

 

Caro Direttore,

per decenni, ci siamo illusi di stare bene, ci sentivamo felicemente ricchi, abbiamo ridotto gli investimenti per la " Sanità", invece di potenziarla, l'abbiamo " disossata", c'è stato il " godi godi", sprecato miliardi, non abbiamo fatto nulla, abbiamo allontanato i nostri migliori talenti, abbiamo bloccato la crescita, lo sviluppo dei nuovi medici, li abbiamo fatti emigrare, ci siamo illusi di essere una potenza industriale tra le più forti del mondo, invece abbiamo scoperto di essere completamente vulnerabili, tanti sono ancora i morti per Covid, si sta lottando e non è finita. Il futuro è nero, se non si investe nella sanità.

Oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo problema. Uno dei più terrificanti effetti del Covid 19 è l' esplosione delle varie " malattie mentali" . Mai visti tanti pazienti. Sono patologie, invisibili, che producono gravissimi danni e che hanno bisogno per essere curate bene di ottimi specialisti.
Cosa fa il Ministro della Sanità? Il Covid non molla. Ancora una volta siamo in crisi. Ancora una volta ci troviamo impreparati.

Le conseguenze del Covid sulla nostra salute mentale, per chi ne soffre, stanno creando seri problemi sul lavoro, in famiglia , nella comunità. Ne soffrono giovani e vecchi. Le liste di attesa " scoppiano" per una prima visita, si aspetta molto. Anche mesi. Sono problemi seri. Si stima avranno – se non curati- effetti pesanti a lungo termine durante la vita della persona. Un danno enorme per la collettività. Ma come curare bene e subito chi ha bisogno, chi non vive, non lavora, non sa che fare, pena giorno e notte, tormentato da dubbi, se siamo in forte deficit di medici, strutture, centri, programmazione, investimenti e personale specializzato?

 

Caro Direttore,
vorrei segnalare ai tuoi lettori che nel cantiere turco Sefine di Yalova è iniziata la produzione della nuova nave traghetto ordinata lo scorso febbraio dalla Caronte & Tourist.

È stato previsto un investimento di circa 40 milioni di euro: la nave avrà una lunghezza di 110 metri, una stazza lorda di 8.300 tonnellate e una capacità di 800 passeggeri e 420 metri lineari in garage e sarà impiegata sulla rotta che collega il porto di Milazzo con l’arcipelago delle isole Eolie.
La sua consegna è prevista nel 2023.

La flotta della compagnia Siremar, controllata di Caronte & Tourist Isole Minori e attiva nei collegamenti con le isole minori siciliane, si arricchirà nei prossimi anni di due unità, che saranno impiegate nei collegamenti Trapani – Pantelleria e sulla Porto Empedocle – Lampedusa.

La Caronte & Tourist nasce il 19 giugno 1965, giorno in cui la nave “Marina di Scilla”, della società “Caronte”, effettua il primo viaggio sullo Stretto di Messina da Messina a Reggio. Dal 1968 con Tourist Ferry Boat collega Messina con Villa San Giovanni, ove oggi ha un sostanziale monopolio. Nel 2001 collegano anche Messina con Salerno. Nel 2003 le due società si fondono in Caronte & Tourist S.p.A.

 

Caro Direttore,
L’Italia è la culla del melodramma. Nacque nel 1600 a Firenze dove un gruppo di letterati e musicisti, la cosiddetta Camerata de’ Bardi, creò uno spettacolo in cui parole e musica davano voce a storie mitologiche, a vicende eroiche e drammatiche. Per rendere più comprensibili le parole del testo inventarono uno stile vocale che era a mezza via tra il canto e la recitazione: il recitar cantando.
Ne possediamo un patrimonio invidiabile, di cui spesso non si parla. Ma che cosa significa “ melodramma”? Lo spiega bene Alberto Mattioli, appassionato melomane, esperto d’opera, con il suo recente libro “ Pazzo per l’opera, istruzioni per l’abuso del melodramma” edito da Garzanti.

Alberto Mattioli descrive quanto sia importante la musica.. L'opera lirica mantiene intatto il suo misterioso potere emozionale, la sua capacità di parlare al cuore e al cervello degli spettatori . Sono certo possa giovare ai tuoi giovani lettori, ai tanti amanti della buona musica. Una lettura assai piacevole. Stimolante.
Più che una passione una “malattia” .Quasi un’autobiografia basata rivivendo le sensazioni di quasi duemila spettacoli melodrammatici a cui ha partecipato. Un invito al teatro. Il melodramma ci permette di non dimenticare il nostro passato. Un patrimonio storico-culturale che molti ci invidiano

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La metteranno una lampadina nuova?

Mancano 10 giorni a una scadenza importante: entro il 15 settembre infatti, i comuni italiani beneficiari dei contributi previsti dalla c.d. norma Fraccaro (è stata ribattezzata in questo modo dai miei colleghi parlamentari per ricordarne la provenienza) saranno tenuti ad iniziare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche volte all'efficientamento energetico e allo sviluppo territoriale sostenibile.
Grazie alla norma che porta il mio nome anche quest'anno ogni comune italiano avrà a disposizione una cifra che va da 250 mila a 500 mila euro, per un totale di 1 miliardo di euro distribuiti a tutti i comuni italiani. Il contributo è suddiviso in base al numero di abitanti residenti nel comune: dai 100 mila euro per i comuni con meno di 5 mila abitanti fino ai 500 mila euro per i comuni con una popolazione superiore ai 250 mila abitanti.

Ogni sindaco ha solo due vincoli: i lavori devono iniziare in tempi brevi e il contributo deve essere utilizzato per interventi su opere pubbliche che abbiano come obiettivo l'efficientamento energetico, quali interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e uno sviluppo territoriale sostenibile, quali interventi per la mobilità, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il nostro è un Paese di Comuni: il Comune è l'ente pubblico più importante perché quello più vicino al cittadino, quello che conosce meglio le esigenze della comunità, che può garantire la migliore qualità di vita e una società sostenibile. Il Comune è anche la più importante stazione appaltante per le nostre piccole e medie imprese. Ho sempre creduto che lo sviluppo del Paese debba essere sostenibile e diffuso su tutto il territorio e per questo, una volta arrivato al governo, ho concentrato i miei sforzi per dare sostegno ai comuni italiani senza distinzioni.
Il Governo italiano, grazie a questa norma, quest'anno ha dato 1 miliardo di euro perché i Comuni possano rendere più sostenibili la nostra economia e la nostra società, 1 miliardo di euro che contribuisce al dinamismo della nostra economia, 1 miliardo di euro che farà lavorare le piccole e medie imprese in tutto il territorio nazionale.

Spesso, nel corso della mia esperienza politica, ho sentito dire che il nostro Paese non è in grado di spendere i fondi per gli investimenti, e soprattutto non è in grado di spenderli in maniera efficiente. Ho sempre trovato questa affermazione ingiusta e disfattista, per questo mi sono impegnato per dimostrare il contrario con soluzioni come il Superbonus 110% e la norma Fraccaro a sostegno delle nostre città. Sono sicuro che il 15 settembre tutti i comuni italiani dimostreranno che un'Italia efficiente, sostenibile ed equa è già al lavoro. #RigeneraItalia

 

Caro Direttore,

praticamente un cittadino su due si reca ogni giorno in farmacia per acquistare dei medicinali. Il mercato, anche per gli effetti Covid 19, è in crescita esponenziale. Grosso modo ogni anno vengono acquistate in Italia non meno di 2,9 miliardi di confezioni di vari medicinali per un controvalore di quasi 28,7 miliardi di euro.
Poco o nulla si sa su chi li produce. Quasi il 60% delle varie confezioni sono prodotte da paesi extraeuropei quali India, Cina, Brasile, Argentina, dato che i vari produttori sostengono che devono rifornirsi dove il costo dei componenti è più basso in modo da “garantire i farmaci ai meno abbienti”!

Un sistema che in nome del massimo profitto e del minimo costo di produzione mette a rischio la nostra sicurezza sanitaria.
In parallelo si intensificano, per nostra fortuna, i controlli. Aumentano sequestri dei farmaci illegali, contenenti principi attivi contaminati, insicuri, a rischio, scadenti, illegali, anche potenzialmente cancerogeni.

Quello che sappiamo è che l’EMA, l’ Agenzia Europea dei Medicinali, che per legge dovrebbe garantirne la sicurezza, è in realtà finanziata all’80 per cento dall’industria farmaceutica stessa.
Accade che le ispezioni dell’EMA sono comunicate in anticipo alle aziende. Risulta che ci sono impianti di lavorazione “ fuori norma”, anche per scarse condizioni igieniche .

Accanto alle “ fabbriche”, che producono farmaci distribuiti in tutto il mondo, ci sono “ baraccopoli” in cui vivono migliaia di lavoratori, sottopagati, in condizioni igieniche precarie. Spesso non esistono i sistemi di depurazione delle acque. Inutile dire che gli scarti delle lavorazioni finiscono nei vari fiumi, laghi o vengono poi commercializzati dalle mafie locali.

 

Caro Direttore,
ma che fine ha fatto Luca Palamara?
1- Ieri , l ‘ ex magistrato è stato radiato dalla magistratura, caso unico nella storia , ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex presidente dell' Associazione Magistrati ad essere rimosso dall'ordine giudiziario. L’ Avvocatura generale dello Stato lo accusa di avere danneggiato l’immagine della magistratura con il libro” Il Sistema” scritto con il giornalista Alessandro Sallusti.
2- Oggi, Palamara si candida “…per raccontare com’è oggi la magistratura e per cominciare un percorso di cambiamento”.

L’opinione pubblica è assai confusa, disorientata. Aumenta la sfiducia nelle istituzioni. Da decenni la giustizia italiana sembra evitare di far luce, molto resta nel buio, quanti processi, quante stragi non hanno ancora colpevoli? Chi ha torto e chi ha ragione ? Perché negli ultimi 15 anni il piano pandemico-antinfluenzale italiano non è mai stato aggiornato, nonostante la "decisione 1082 del Parlamento Ue" del 2013 che ha imposto ai Governi di dotarsi di un piano ad hoc e i "quattro richiami" fatti dall'Oms nel 2018. Perché non è stato fatto nulla? Chi ha provocato la pandemia del Covid 19? Perché il nostro ricercatore Zambon, che aveva dato subito l’allarme, è stato messo a tacere?
I cittadini non hanno il diritto di conoscere la verità?

 

Caro Gennaro,
molto interessante la tua recente video-intervista con Eros Salonia , giovanissimo , promettente artista messinese.
Affascinante il suo spettacolo attualmente in tour in Sicilia “Telemaco prigioniero”: come si può “liberare” l’uomo moderno da una società ammalata per recuperare i suoi valori più profondi? Attraverso la memoria del passato, che il cantastorie fa rivivere.
Eros sa dove andare, ha cercato e ha trovato. Oggi è un giovanotto di carattere, solido, diretto. Non gli è bastata la “ Ville Lumière”. Vuole piu’ spazio. La poesia ha bisogno di voce, di luce. Come si diventa artista? Bisogna avere grande coraggio, credere nelle proprie idee anche folli, non si deve temere di sognare e di raccontare il sogno: bisogna essere liberi di avere una visione e saperla raccontare. Ecco un vero cantastorie. Il “cuntu” nasce spontaneo in Sicilia. Terra di magia. Eros conosce bene il delicato rapporto tra oralità e scrittura. Da vero artista Eros si caratterizza, specialità tutta siciliana, non solo per l’intonazione , ma per il modo particolare di declamare il testo.

Gli italiani cantano ovunque. I contastorie e i cantastorie sono gente del popolo, che amano la loro terra. La Sicilia è ancora oggi immersa nella cultura greca. I «cunti» originavano da testi scritti, poi ritrasformati e modificati e così tramandati di generazione in generazione.
Gli Aedi e Rapsodi recitavano i versi a memoria, servendosi, nella narrazione, di un metro regolare chiamato «esametro dattilico» o « esametro epico» che in Sicilia è rimasto intatto. Viva Omero e l’ immortale racconto di straordinarie avventure di Nettuno, Vulcano, Calipso, Polifemo, dei Feaci, nostri antenati, scontri di civiltà, migrazioni di interi popoli, magma storico, stratificazioni di antiche lingue, che ancora oggi affascinano piccoli e grandi.
Amiamo e difendiamo le Eolie. Simbolo di antiche civiltà. Patrimonio unico al mondo. Miracolo assoluto. Allontanate chi le saccheggia. Cacciate via i Proci.

Caro Direttore,

Kabul è solo il primo passo. Non si fermano i talebani. Il terrorismo islamico mira alla distruzione della nostra vita, della nostra civiltà. Siamo a rischio. Sono oltre novemila terroristi liberati dalle carceri di Kabul.
Pronti ad uccidere.

In Italia gira la favola dei 'talebani- buoni', acculturati, di tanta buona volontà, quasi-tolleranti, democratici, bravi ragazzi, lo ha detto convinto il nostro ex premier Conte!!! Ma è tutta una enorme bufala.

Apriamo bene gli occhi: “Non ci sarà alcun sistema democratico, perché da noi non ha alcuna base.
L’unico sistema è quello della “Sharia”! Lo ha ripetuto forte e chiaro , il comandante Waheedullah Hashimi . Orribile la fine di tutti gli oppositori.
Continuano i rapimenti di ragazzine non appena dodicenni strappate alle famiglie, che debbono accoppiarsi con i talebani. Distrutte tutte le radio e televisioni libere. Perseguitate tutte le donne, che non si piegano alla “ Sharia”. Impera il terrore.

L’intero Afghanistan è un campo di sterminio. Tutti i soldati arresisi sono stati sgozzati. Messi in prigione dura tutti gli altri. La guerra dei talebani continuerà “fino a quando la legge del Corano dominerà il resto del mondo”.

Caro Bartolino,

ti segnalo –se non ti fosse già noto- che la rivista internazionale  “Vanity Fair” con un numero speciale  e   ampio reportage segnala  che  “ le 7 sorelle delle Eolie” sono al top dell’attenzione turistica  internazionale non solo  per l’offerta turistica ma anche per la varietà dell’eccellenza gastronomica. Tutto “ al massimo”: mare cristallino ,  servizi ed ottima cucina. Ottima pubblicità: “Vanity Fair”  le Isole Eolie e  i migliori , piu’ suggestivi , tipici locali. Buon viaggio!

«Negli ultimi anni, ai tanti punti di forza, le Eolie hanno aggiunto un salto di qualità gastronomico – si legge sulla rivista - introducendo  innovative  soluzioni  alla migliore cucina tipica delle sue antiche  tradizioni , nazionali , contadine e marinare. Quindi tanto pesce, che si accompagna ai migliori prodotti dell’orto quali il cappero eoliano, i caratteristici pomodorini «a pennula» nonché le straordinarie erbe aromatiche quali rosmarino, origano, basilico, aglio, menta. Molte le stelle Michelin».

Ecco i migliori ristoranti e le osterie eoliane  secondo “ Vanity Fair”.

LIPARI
Filippino. «È uno dei Locali Storici d’Italia, con oltre 110 anni di attività, nato come trattoria di pesce e diventato un luogo celebre anche fuori dall’isola, frequentato da turisti e vippame. La famiglia Bernardi, quella del fondatore, continua a fare il suo dovere con un menu tradizionale, affiancato da una signora cantina».

E Pulera.

 Specializzata in cucina di pesce. «Le pulera sono un elemento architettonico delle case eoliane: posizionate nel terrazzo attorno all’abitazione, hanno lo scopo di sostenere un pergolato di uva tardiva.
Danno nome a un’insegna, gestita sempre dai Bernardi».

VULCANO
Tenerumi al Therasia Resort si trova nel resort di Vulcanello e propone esclusivamente cucina vegetariana «in uno spazio bellissimo, tra le piante. In regia, il napoletano Davide Guidara , sempre alla ricerca di nuove soluzioni gastronomiche.”

Il Cappero al Therasia Resort
Capitanato da Beppe Biuso tornato in Sicilia dopo importanti esperienze «tiene saldamente la stella Michelin.”

SALINA
Signum
La miglior tavola di Salina si trova all’interno dell’Hotel in cucina c’è Martina Caruso che ha conquistato nel 2016 la stella Michelin.

Capofaro Locanda & Malvasia

Nello splendido resort, il siciliano Gabriele Camiolo interpreta la passione dei Tasca d’Almerita per la buona cucina e i saperi contadini degli antichi feudi siciliani, arrivando fino ai giorni nostri. Un percorso di gusto e di etica con un sistema di orti che fornisce il 70 per cento degli ingredienti usati in cucina.

STROMBOLI
Il Canneto

La trattoria della famiglia Caiazzone è da oltre 40 anni un punto di riferimento: una dozzina di piatti tutti incentrati sul pesce e la tradizione eoliana. Sapori puliti e precisi: la frittura di cicirella (pesce azzurro), il tonno con la cipollata, gli involtini di pesce spada. Buoni i dolci della casa, i cannoli e la cassata.

PANAREA
Hycesia
Il locale si ispira all’antico nome dell’isola già cantata da Omero. E’ un posto bellissimo: un casolare ristrutturato con grande classe, in stile eoliano. E anche la cucina punta in alto, essenziale e gustosa, a partire dalle “delizie dell’arcipelago” (percorso di crudité) e dal pescato in giorno.

FILICUDI
La Sirena è lo storico ristorante di Pecorini Mare, in uno dei pochissimi alberghi dell’isola.
La specialità è la pasta alle mandorle, oltre ai raffinati piatti con il pescato del giorno.

ALICUDI –
Ericusa è “uno dei pochissimi riferimenti gastronomici è la veranda dell’Hotel Ericusa, praticamente nel mare. I piatti migliori? Quelli a base di aragosta, scorfano e totani freschissimi. Dolci e gelati.”

 

Caro Direttore,

terrificanti immagini di violenze che arrivano da Kabul, si smobilita, l’aeroporto nel caos. L’Afghanistan è da oggi un Emirato arabo, sono state soppresse tutte le libertà faticosamente conquistate in venti anni. Fatta terra bruciata di ogni diritto democratico. Viene imposta obbligatoriamente la “ Sharia” , legge canonica islamica ovunque e comunque che regola rigidamente la vita religiosa , politica, sociale, e individuale. L’unica cultura ammessa è quella stabilita dai talebani. Ogni deviazione viene punita con la morte. Il potere religioso è alleato con il potere militare Il potere oggi è in mano ai comandanti talebani islamisti che impongono la loro legge con la forza.

Le donne afghane sono le prime vittime sottoposte ad atroci violenze.
I Talebani evidentemente godono di finanziamenti e protezioni che noi non conosciamo. Vantano una struttura militare poderosa, efficiente, simile a quelli degli eserciti moderni. Sono armati fino ai denti. Operano secondo una rigida gerarchia , addestrati all’utilizzo di tattiche di guerra e di attrezzature militari all’avanguardia. Hanno nuclei di forze speciali sia militari che terroristiche. Mezzo milione di persone sono in fuga verso i Paesi confinanti: Pakistan e Iran ne hanno già accolti oltre 3,5 milioni, in parte anche il Tagikistan. Molti cercano rifugio in Europa. In arrivo crescenti ondate di profughi.

A Kabul e in altre città, cresce la preoccupazione per le migliaia di minori che furono costretti a combattere per i talebani. Sono stati traditi ed abbandonati. Non hanno più parenti e nemmeno un futuro.

 

Caro Direttore,
In piena estate con temperature oltre i 38 gradi, manca l’acqua. Il servizio erogato ai cittadini è insufficiente. Nel Sud e nelle Isole, come nelle Eolie, il problema diventa serio. Non si sa chi è responsabile. Forse a causa dell’ elevato grado di frammentazione gestionale? Troppe” mani sull’acqua”? Non si sa a chi rivolgersi. E chi si lava se manca l’acqua? Nemmeno le mani? Ne soffre pesantemente l’intera collettività. Si vive male. E chi si cura della acqua?

Le reti sono vecchie. Si registrano perdite d’acqua potabile oltre al 42 per cento, mentre il 60 per cento delle infrastrutture è stato realizzato oltre 30 anni fa , il 25 per cento di queste supera i 50 anni. Una famiglia siciliana su cinque è insoddisfatta del servizio. I piccoli gestori al sud, come a Lipari, sono in regime di “ economia”. Gravissimo il problema delle perdite idriche che superano sovente il 50% dell’acqua immessa nelle reti, mentre la depurazione è addirittura assente in vaste aree in Sicilia.

Osservo che , mentre nel Recovery Plan è previsto che gli investimenti nel settore idrico debbano andare a supporto delle grandi società industriali già in essere, che operano nel Centro- Nord, nel Mezzogiorno la gestione resta affidata in prevalenza ai Comuni: per questo motivo il Sud potrà accedere di conseguenza marginalmente ai fondi del Recovery Plan destinati al servizio idrico. Non cambia nulla.

Perché ancora odiose discriminazioni che si ripercuotono sull’intero sistema produttivo e dei servizi ?
Perché le aziende pubbliche, che gestiscono il servizio in ampie zone del territorio nazionale dovrebbero essere escluse nel Sud?
Si cerca di capire perché tanta inerzia e pessima amministrazione. . Gli investimenti sulla rete idrica sono insufficienti nel Mezzogiorno e nelle Isole: solo 26 euro/ abitante , dove il fabbisogno d’acqua potabile oggi è superiore al sud del 50% rispetto al nord, dove si sono investiti ben 44 euro/ abitante.

 

Caro Direttore,
sempre piu’ gli attacchi informatici si moltiplicano, perché non siamo protetti. Senza la rete internet non esistiamo. La pandemia ha messo in luce le gravi carenze del nostro sistema di difesa. Siamo ben lontani da un’ efficiente rete di collegamento telematico su tutto il territorio nazionale. Sempre piu’ è necessaria una accelerazione verso la transizione della “ next generation” al digitale. Con la pandemia, ancora presente in molte regioni del mondo, oggi il rischio è maggiore.

Il recente attacco al sistema informativo della Regione Lazio ha messo in luce il ritardo tecnologico dell’intero sistema di difesa italiano dagli “ hackers”, fermo al 2008. Mai aggiornato. Un danno che ha colpito l’intera popolazione improvvisamente senza servizi essenziali. In affanno il sistema sanitario della Regione Lazio. In fretta e furia il governo Draghi ha istituito l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale con nuovi investimenti e un organico di 800 dipendenti a pieno regime altamente qualificati.

I rischi di paralisi sono evidenti. Se non ci si aggiorna con tecniche sofisticate e nuovi moderni sistemi, si rimane esposti a danni immensi. Sempre piu’ gli organi di controllo hanno il compito di sovrintendere al corretto utilizzo della rete, che per sua natura tende ad essere sempre piu’ “ bucata”. Tutti noi usiamo Internet.

Tutti gli uffici ed i reparti di qualsiasi azienda civile e militare, ovunque tu operi, sono collegati ad Internet. Non viviamo piu’ senza la rete delle reti, che collega i calcolatori di tutto il mondo fra di loro. Sono il nostro cuore, le nostre arterie. Non si muove nulla senza internet: scuole, amministrazioni, ospedali, servizi, traffico, affari, enti e persone, banche , aeroporti, navi e treni.
Ma quanto ci costa questa nuova “’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale”? Saranno sufficienti i 620 milioni di euro del Recovery Plan per la transizione digitale promessa dal 2015 e sempre rinviata?

 

Caro Direttore,

dalla mezzanotte del 3 agosto inizia il “semestre bianco” per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
come prevede l’art. 88 della Costituzione cio’ significa che non può sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate negli ultimi sei mesi del suo mandato.
Il Parlamento è diviso su tutto, compresa la “ Giustizia”. Abbiamo in ballo una marea di “ Riforme”! Tutto è fermo.
Il Governo fa fatica con i partiti perennemente litigiosi tra loro.
L’unica speranza che abbiamo sta nelle capacità del “ Generalissimo “ Mario Draghi, il solo che ci possa traghettare, ancora vivi, verso qualche porto sicuro.

 

Caro Direttore,
un mio caro compagno di università di Santu Lussurgiu mi scrive un accorato messaggio che ti trasmetto: “Siamo senza riposo, non abbiamo piu’ nulla. Siamo in lutto. Con il fuoco sono andati distrutti centinaia di anni di storia italiana. Siamo senza lacrime. In fumo uno degli alberi monumentali più importanti, patrimonio dell’Umanità. 1000 anni di storia bruciati dalla furia delle fiamme, e dalla pessima gestione del territorio. Siamo soli, abbandonati: l’olivastro millenario

“Sa Tanca Manna” simbolo di Cuglieri , raro ed unico “ simbolo” di archeologia botanica, alto 16 metri, è stato distrutto dalle fiamme. Per noi era tutto. Siamo addolorati e stanchi, abbiamo perso tutto. Siamo fuggiti da casa. Durante la campagna di abbattimento delle foreste per la costruzione delle ferrovie venne salvato grazie ad alcuni contadini, operai che si opposero al taglio di questo magnifico albero, di quello che era già considerato un monumento storico, di immensa bellezza, più di cent'anni orsono. In pericolo anche l’antico pino a Caprera che Giuseppe Garibaldi piantò in occasione della nascita della figlia Clelia

“Santu Lussurgiu”: Macchia di formazioni cespugliose di corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, mirto, fillirea, erica, ginestra, rosmarino, viburno, euforbia si identificano con la “macchia mediterranea”. Un tesoro che molti popoli ci invidiano. Difendiamolo con tutte le nostre forze.

Scura dimora di mondi mai visti
Madre di piccola vita stupenda
FUOCO LA PRENDA
Bosco di sughere, castagni, lecci
Padre di foglie, fatto d’intrecci
Nero di ombre, fitto di luci
FUOCO LO BRUCI
Terra di rocce ruggine e argento
Madre d’incendi figli del vento
Non serve a niente che canti e che piangi
FUOCO LA MANGI
Mano segreta che spargi quel fuoco
Bruci il tuo mondo per così poco

D’ora in avanti prima che accenda
GIUSTIZIA TI PRENDA *

“Per gli incendi della Sardegna” da RIME RAMINGHE, Salani* * * I versi citano quattro improperi comuni della lingua sarda: FOGU DU PÌGHIRI, fuoco lo prenda FOGU D’ABBRÙXIRI, fuoco lo bruci FOGU DU PÀPPIRI, fuoco lo mangi ‘STIZIA DU PÌGHIRI, giustizia lo prenda .Storicamente la “giustizia” degli italiani-piemontesi è stata intesa come un malanno fatale, come il fuoco. Quel fuoco doloso che ancora oggi non si riesce a fermare.

 

POMERIGGI CULTURALI DEL CENTRO STUDI EOLIANO 

Venerdì 30 luglio 2021- ore 19,00 Giardini Centro Studi - Lipari Presentazione del volume: “IL RESPIRO DEGLI ANGELI” Di Emanuela Fontana Mondadori Interviene con l’autrice: Prof. Renato CANDIA

 

Caro Direttore,
a Londra all’età di 67 anni è mancato il noto regista di teatro lirico Sir Graham Vick.
Nato a Birkenhead nel 1953, Vick si era formato nelle maggiori istituzioni teatrali britanniche, alla Scottish Opera e al Festival di Glyndebourne. “Una delle figure più significative della regia contemporanea, un maestro capace di rivelare la forza delle partiture che metteva in scena e riscoprire la loro capacità di interrogare e commuovere il pubblico” ..
La culla della sua creatività artistica è stata la Birmingham Opera Company.
“Non c’è bisogno di essere istruiti per essere toccati, commossi ed eccitati dall’opera”: in questa frase, detta ritirando un premio della Royal Philharmonic Society nel 2016, c’è tutta l’essenza del lavoro di

Graham Vick. Un lavoro di pioniere e sperimentatore il suo, realizzato per dimostrare che l’opera parla a tutti “basta sperimentarla direttamente di prima mano, senza filtri”. “ Il pubblico assiste all’opera in piedi, muovendosi liberamente all’interno dello spazio del Teatro Farnese, determinando così il proprio punto di vista e di ascolto dell’opera". "Il pubblico è pertanto invitato a indossare calzature confortevoli. Posti a sedere, in numero limitato saranno previsti per persone a mobilità ridotta".

Innumerevoli le sue produzioni operistiche realizzate nei maggiori teatri lirici del mondo spaziando da
Monteverdi a Mozart, da Verdi a Wagner, da Puccini a Berio.
Molto profondo è stato il suo legame con il Rossini Opera Festival, che dedica alla sua memoria l’edizione 2021.

Colgo l’occasione per ringraziare Pietro Lo Cascio, per averci ricordato l’importanza della nostra partecipazione nel mondo della Cultura. Ne abbiamo molto bisogno tutti. Ringraziando tutti i lettori e commentatori del Notiziario, mi sento anch’io, come precisa Pietro Lo Cascio, “ di ringraziare chiunque si sia speso e abbia speso per portare uno spiffero di conoscenza, un momento di riflessione o di approfondimento, uno stimolo al confronto.
Di solito in queste disfide non vince nessuno, ma perdiamo tutti.”

Caro Direttore,
entro la fine di questo mese, il governo Draghi si era impegnato a presentare in Parlamento una importante legge delega sulla riforma fiscale. Da più parti si sollecita una innovativa , incisiva riforma fiscale. Tre sono le priorità : riduzione della tassazione sul lavoro, semplificazione del sistema, innovazione e lotta contro l'evasione fiscale. Grazie all’Accordo di partenariato 2021-27 in ambito Ue, che il Governo puntava a chiudere a inizio del 2021, l’Italia avrebbe avuto a disposizione circa 43 miliardi di euro di fondi europei a cui si aggiungono 39 miliardi di cofinanziamento nazionale.

Ad oggi non è successo nulla per l’incapacità di “ fare squadra” dei partiti sempre piu’ litigiosi verso una unica soluzione di una “ giusta”, equilibrata, condivisa fiscalità che possa dare, dopo tanta attesa, sviluppo e crescita. Stiamo perdendo tempo. Non abbiamo combinato nulla. La riduzione delle imposte volutamente spropositate, se non “ cervellotiche”, del tutto demagogiche, rischierebbero di portare al collasso finanziario l’intero sistema statale, con la distruzione dell’attuale stato sociale.

La ricerca di popolarità e “ consenso” a tutti i costi dei partiti politici in perenne lotta suicida impedisce di risolvere tutte le questioni fiscali assai delicate e utili al Paese. Si rischia, opinione pubblica assente, spesso assai poco informata, di perdere i finanziamenti tanto attesi, senza aver risolto nulla.

Caro Direttore,
faticosamente, dopo decenni di “ limbo fiscale”, a Venezia 20 maggiori Paesi industrializzati hanno raggiunto un primo accordo per introdurre la “minimum global tax” sui profitti - mai prima toccati dal fisco - dalle attività delle principali multinazionali.
È evidente la modestia delle cifre incassate dal fisco, rispetto all’evasione e all’elusione colossali durante oltre mezzo secolo, da quando il capitalismo è digitale.

Alcune osservazioni:
1- Si stima che almeno il 40% dei profitti dei grandi gruppi societari sia al sicuro nei paradisi fiscali , sottraendo decine e decine di miliardi di euro ai singoli sistemi fiscali nazionali.
2- Irlanda, Estonia e Ungheria sono contrari a tale proposta.
3- Il meccanismo di applicazione si sta rivelando alquanto complesso: dalla definizione di base imponibile alla diversità dei sistemi fiscali dei vari Stati coinvolti, dal regime delle perdite, all’ individuazione dei Paesi dove vengono realizzati concretamente i profitti.
4- Secondo uno studio della European Network for Economic and Fiscal Policy Research la tassa globale minima interesserà solo 78 delle 500 aziende più grandi del mondo e permetterà di ottenere complessivamente 87 miliardi di dollari. Quasi il 45% di questo totale ( 39 miliardi di dollari) sarà

versato dalle aziende tecnologiche statunitensi. I Big tech come Amazon, Apple, Microsoft, Alphabet, Intel o Facebook da soli pagheranno circa 28 miliardi di dollari.
5- La “minimum global tax”, se tutto va bene, entrerà in vigore non prima del 2023.

 

Caro Direttore,
mentre anche gli USA e la Germania stanno ritirando le loro forze militari dall’ Afghanistan, con il “Decreto Missioni”, l’Italia conferma il finanziamento alla Guardia costiera libica. Tutto cio’ per rafforzare la presenza militare italiana nel Sahel, in cui transitano la maggioranza dei migranti diretti verso l’Italia.
In realtà i flussi migratori maggiori non interessano le coste libiche. Chi fugge via sono per la maggior parte dall’ Afghanistan, Iran, e in minima percentuale dai Paesi dell’Africa subsahariana occidentale.

Assai piu’ complessa è la lunga storia dei rapporti tra Libia e Italia. Sembra un paradosso , ma ci sono ancora oggi molti interrogativi da chiarire. l’Italia è ancora in guerra contro questo Paese. Il governo italiano ha aderito alla risoluzione ONU che condannava la repressione dei civili voluta da Gheddafi e si trova come cent’anni fa in guerra. I nostri diplomatici dovrebbero conoscere meglio la Libia, attraverso gli studi e le illuminanti ricerche di Angelo Del Boca.: ” Gli italiani in Africa Orientale, 1976-84”, e “Gli italiani in Libia” 1986-88, in sei volumi tutti editi da Laterza. Altrettanto istruttiva: “L'azione internazionale di Gheddafi fra ideologia e politica” a cura di Giampaolo Calchi Novati.

 

Caro Direttore,
Giorgio Gaberscik, in arte “Gaber”, (Milano, 25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore, 1º gennaio 2003), è stato un raffinato cantautore, chitarrista, attore, impegnato commediografo, ha collaborato con vari artisti del calibro di Mina, Dario Fo, Enzo Jannacci, Luigi Tenco.
Gaber ancora oggi, per tutti noi giovani, è un simbolo di libertà, di anticonformismo, geniale precursore del “teatro-canzone “, che tanto arricchisce. : «La scoperta del teatro, di un mezzo che mi consentiva di dire quello che pensavo è stata di enorme importanza».

Gaber non puo’ essere disgiunto dal suo impegno civile, cocciutamente in opposizione con tutto cio’ che s’intende per“ normalità”. Il suo vasto percorso artistico lo ha condotto a sviluppare temi non sempre “ orecchiabili” del vasto pubblico. Temi tutti originali, che ha saputo trasmettere con uno stile suo, poco adattabile, sempre attento, generoso, pungente, allergico ai canoni . Ancora oggi i suoi brani suonano profetici e raggelanti, commoventi e indistruttibili. Gaber, cabarettista, colto e provocatore, continua a essere un riferimento ideale per i tantissimi giovani che lo amano.

La fine degli anni Sessanta è stato un periodo di importanti mutamenti in tutta Europa. Tutta l’Italia è attraversata da forti tensioni sociali. Ovunque si avvertiva l’ansia di rinnovamento. Si fa duro lo scontro tra capitalismo e movimento operaio. Giorgio Gaber l’ho intuisce. Il Paese tenta di cambiare . Gaber ne coglie tutte le contraddizioni. Con geniale sarcasmo, entra in collisione con il poderoso “ sistema” dei potenti. Gaber viene etichettato. Bloccato. Gaber un artista ancora oggi “ scomodo”.

“Io se fossi Dio “ , nasce in un momento storico assai difficile. Il testo è una precisa accusa. La censura ne aveva immediatamente proibita la sua pubblicazione. Il testo è pericoloso, non deve circolare.
Ci vollero diversi anni per ottenere il via libera. L’Italia tutta è sconvolta dall’assassinio di Aldo Moro, da parte delle Brigate Rosse. Ancora oggi ci sono tanti punti oscuri, non è stata fatta completa luce.
Giorgio Gaber : “Guardo molto dentro me stesso. Non è rabbia: è autoanalisi. Serve a farmi capire gli altri, ma serve anche a me per resistere all’omologazione imperante”.

Io se fossi Dio
maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti
che certamente non son brave persone
e dove cogli cogli sempre bene
compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete
ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere
e di fotografare immagini geniali e interessanti
di presidenti solidali e di mamme piangenti.

E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi voi che vi buttate
senza tremare un momento
cannibali necrofili deamicisiani e astuti
e si direbbe proprio compiaciuti
voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano
sì vabbè lo ammetto la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia.

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli”.

 

 

Caro Direttore,
in un recente rapporto sulla risposta alla pandemia Covid-19 dei leader mondiali e della Organizzazione Mondiale della Sanità, negare di essere in presenza di un terribile virus, volutamente negarne la pericolosità, fingere di intervenire e in modo inadeguato , in assenza di ogni precauzione, invece di dare l’allarme hanno fatto precipitare il mondo intero in una spaventosa pandemia .

Già duemila anni fa Luciano di Samosata (Samsat, Turchia, 120 d. C. – Atene, tra il 180 e il 192 d. C.) avvertiva la pericolosità dall’ignoranza, intesa come non conoscenza della realtà e incompetenza, altrettanti “virus” che rendono gli uomini ciechi ed ignoranti.
Oggi Zambon è la vittima di un sistema che ha inizialmente negato l’esistenza della pandemia. Zambon ha dovuto subire ogni angheria, processato e costretto alle dimissioni dall’Oms, reo di avere pubblicato un rapporto che rivelava la totale impreparazione del sistema sanitario italiano ad affrontare la pandemia.

Ridotto in silenzio anche dal Ministro della Salute Speranza, il quale non ha mai chiarito nulla sul " Piano Pandemico italiano " non aggiornato, e nulla circa l'eliminazione del rapporto Zambon che conteneva osservazioni precise, molto allarmanti, nei confronti dell’Italia, completamente impreparata ed indifesa. Una denuncia serrata sulle gravi inefficienze della sanità italiana, tuttora presenti in molte realtà, come ha denunciato recentemente il Notiziario , assai critico di fronte a gravi mancanze della Pubblica Amministrazione, per la mancanza di ogni valido presidio medico, non solo per Lipari, ma dell’intero arcipelago.
Zambon ricorda bene l’angoscia delle prime settimane quando – come per la peste manzoniana – non si poteva nemmeno parlare di “pandemia”. Tabu’ parlarne, come un insulto alla classe medica e dei virologi, chiusi nel loro cinico egoismo di “ Casta”.

Viene ora dimostrato come le forti ingerenze cinesi all’ interno dell’Oms abbiano volutamente nascosto le responsabilità di Pechino. Zambon, per avere per primo dato l’allarme, si è trovato dall’oggi al domani senza liquidazione, senza lavoro e senza casa. Ancora oggi siamo in piena pandemia.
Ricordo ai lettori del Notiziario delle Isole Eolie il recente volume, molto interessante per sapere la verità, “Il pesce piccolo, una storia di virus e di segreti”, edito da Feltrinelli e scritto da Francesco Zambon, ricercatore per 13 anni della Organizzazione Mondiale della Sanità.

 
 

Caro Direttore,
in quale mondo viviamo? Continua la guerra tra ”poveri” che si sobbarcano il peso di tante inefficienze : solo il 40% della popolazione italiana, non puo’ sfuggire al Fisco, versa oltre il 90% del monte tasse, locali e nazionali, mentre il 60% non solo non le paga, ma è anche totalmente a carico della collettività.

L’economia “ non osservata” si stima sia di almeno 108 miliardi di euro, ci sono ma non si vedono. Dove sono? Per quanto riguarda le omesse dichiarazioni, è sempre piu’ buio, l’evasione è costante, manca la giustizia fiscale, pagano sempre i soliti, gli altri godono di ogni esenzione. Sfuggono al Fisco oltre 80 miliardi di euro/ anno .
Ecco che ancora oggi la stragrande maggioranza del carico fiscale pesa sulle spalle dei “povericristi”. Di chi sgobba da mattina a sera per poter sopravvivere. Di coloro che non possono sfuggire al Fisco. C’è chi propone il taglio delle tasse, o : meno tasse per tutti, a volte, addirittura: tasse uguali per tutti . Allucinante.
Che non è altro che una ulteriore penalizzazione per chi oggi è soffocato dal Fisco. Oltre alla spesa sociale, pesano anche i debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per 450 miliardi di euro. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, sembra voler cancellare come minimo 800 leggi tributarie.

La riforma fiscale oggi è materia strategica, di capitale importanza, per creare le basi di una equa distribuzione del reddito e dare impulso e nuovo slancio all’economia. Senza una strategica , moderna, efficiente riforma fiscale che è parte integrante della ripresa e sviluppo, non si va da nessuna parte.
Entro il 31 luglio 2021 dovrà essere approvata la legge delega anche per la riforma della giustizia tributaria, ormai attesa da molti decenni da tutti i contribuenti e professionisti.

 

 

Caro Direttore,
Alessio Pracanica , che ringrazio per il suo eccellente intervento, acutamente mette il dito sulla piaga. Siamo ignoranti. Da tempo, apaticamente, diamo il voto a persone spesso senza istruzione , non valutiamo nulla, non si analizza il loro curriculum , ci si affida al caso, svogliatamente, e poi ci lamentiamo! Che non sanno fare. E andiamo in cerca di altri, simili incapaci.
Ci siamo assuefatti ad un linguaggio politicamente astruso, tortuoso, oscuro, indigeribile.
Personalmente ho forti dubbi. A chi dare il mio voto?
Ormai chi vince e dirige è spesso un somaro. Se sbaglia, continua a sbagliare. I Partiti conoscono bene i loro candidati? Meglio non fare esempi. Torino e Roma bastano?

Secondo l’autorevole linguista De Mauro, meno di un terzo della popolazione italiana avrebbe i livelli di comprensione della scrittura e del senso politico dei partiti. Come stanno a cultura i giovani? Poco o nulla per orientarsi nella scelta di chi votare. Quante bestie al pascolo! Economisti come Luigi Spaventa e Tito Boeri ritengono che il grave analfabetismo strumentale, funzionale e politico, nella scelta di chi ci amministra, incide negativamente sulle capacità produttive del paese. Chi viene dopo Draghi? Viviamo nel vuoto cosmico e siamo ancora in piena pandemia.
Preoccupa l’educazione politica delle nuove generazioni.

 

 

Caro Direttore,
chiudono antiche edicole e librerie! In atto un processo di “ disertificazione culturale”: Cresce ovunque spaventosamente l’ignoranza!
Trasmetto per i tuoi lettori cosa scrive Maria Laterza** : “librerie chiuse e per i libri scatta la consegna a domicilio.
Questa spaventosa pandemia sta causando danni enormi. Dal gennaio 2020 si è aperto con un lungo bollettino di guerra, una guerra persa, purtroppo, da decine e decine di librerie italiane costrette ad annunciare la loro chiusura. Fra queste, librerie storiche come la Paravia di Torino, la seconda libreria più antica d’Italia e la più antica di Torino. Chiudono librerie storiche come la Lattes, Paravia e Zanaboni ma anche storiche librerie di città come Milano, Roma. Il dato complessivo è quello di duemilatrecento librerie chiusi in cinque anni.
La crisi, certo, non è di oggi. Nel 1985 in un catalogo pubblicato in occasione dei cento anni della Laterza, intitolato Laterza un secolo di libri, già si denunciava la contrazione del mercato e il calo delle vendite. Del resto il numero dei lettori in Italia non cresce in maniera significativa da molti anni e si pone agli ultimi posti in Europa.

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Ma senza inutili infingimenti una causa determinante del declino è stato l’avvento di Amazon, che ha ridotto nell’ultimo decennio di circa dieci punti in percentuale la fetta di mercato consistente in acquisti di libri in libreria.
Amazon e le grandi piattaforme online offrono un’ampiezza di catalogo e una rapidità di consegna che nessuna libreria fisica potrà mai garantire. Per questo motivo gli esercizi per sopravvivere si sono in gran parte trasformati: sono diventati caffè letterari, luoghi di presentazioni e di eventi di formazione, si sono specializzati in determinati settori (uno su tutti quello dell’infanzia, ma anche le fumetterie o l’usato) o in luoghi caratterizzati per lo stretto rapporto con il territorio (le librerie di quartiere).
Su questo sistema, fragilissimo quanto un castello di carte, pronto a cedere al minimo colpo di vento, si è abbattuto lo tsunami coronavirus. Un dramma che ha colpito il nostro Paese con un carico di malattia e morte inaspettato. Un evento che rapidamente ha sconvolto le nostre vite. Gran parte dell’economia italiana ne è stata travolta. L’interrogativo a questo punto è chi riuscirà a resistere e cosa rimarrà dopo tutto questo. Le librerie, in particolare le indipendenti, corrono forti rischi. La tragica ironia della sorte ha voluto che questa pandemia sia arrivata quando finalmente, dopo anni di lotte da parte dei librai, il Parlamento ha approvato una legge destinata a ridare fiato al settore (L. n. 15 del 13 febbraio 2020 recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”). È un provvedimento importantissimo perché contiene decisive misure di promozione della lettura (il vero obbiettivo è far crescere il numero di lettori) e stabilisce finalmente una regola sugli sconti da praticare sui libri unica e uguale per le librerie e per l’e-commerce. Uno strumento preziosissimo per i librai che non erano assolutamente più in grado di competere con gli sconti praticati sulla rete. La Legge è stata pubblicata il 10 marzo sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 25 quando le librerie italiane saranno ancora chiuse.
Già con il decreto del Governo del 4 marzo si era prodotto un primo momento di grande difficoltà con il blocco di tutte le iniziative promozionali: presentazioni, letture, incontri di formazione. Tutte attività ormai vitali, le sole in grado di competere, grazie alla passione e all’impegno profuso, con il grande mercato della Rete.
Ma noi librai non ci siamo scoraggiati. Una speranza ce l’hanno data i nostri clienti che hanno cominciato a venire a fare scorte di libri. Fra i primi i genitori più attenti, alla ricerca di volumi per far trascorrere il tempo ai bambini ormai a casa. Dal canto nostro abbiamo allestito angoli in libreria e in vetrina con la proposta di testi che potessero aiutare a riflettere sull’attuale momento. In una libreria come la Laterza c’è un settore molto fornito di classici: Cecità di Saramago, La peste di Camus, I promessi sposi sono titoli che sono andati subito esauriti. A questo punto è nata un’idea che si è presto diffusa tra i librai di tutta Italia: se la gente ha voglia di comprare libri ma nello stesso tempo deve uscire il meno possibile di casa i volumi li consegniamo noi.
Il testo da leggere portato a domicilio dal libraio: un‘alternativa calda e affettuosa all’algido servizio di Amazon. L’idea ha avuto un successo immediato e sopra le aspettative. Il fervore di iniziative per mantenere vive le nostre attività, nonostante i limiti di legge, ha avuto breve durata. Il decreto dell’11 marzo ha stabilito la chiusura su tutto il territorio nazionale di una quota consistente di esercizi commerciali, fra cui le librerie.
Sono rimasti aperti come è ovvio alimentari e farmacie. Ma anche giornalai, tabaccai, profumerie, lavanderie, articoli di telefonia sono stati autorizzati a proseguire la loro attività. I libri non sono stati considerati beni di prima necessità. Ma non si era sempre detto che essi sono medicine dell’anima, elementi importanti di riflessione ed equilibrio delle persone? Non solo i librai ma anche scrittori e tanti lettori si sono fatti questa domanda.È stato un sacrificio enorme che abbiamo accettato con l’amaro in bocca perché nel frattempo, a fronte delle nostra chiusura, c’è chi ha continuato a vendere e consegnare gli stessi beni con grande profitto. Come dichiara Filippo Guglielmone, responsabile commerciale di Mondadori, a Simonetta Fiori di “Repubblica”, le vendite on line sono aumentate del 50%, mentre Luca Domeniconi di IBS parla di aumento di ordini del 100%. È notizia di ieri che Amazon ha annunciato che fino al 5 aprile darà la priorità alla consegna di beni di particolare utilità, fra cui i libri.
Per quanto riguarda l’iniziativa della consegna a domicilio che pareva non essere possibile alla luce del decreto 11 marzo, l’Ali (Associazione librai italiani) l’ha sostenuta inviando richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri .
Le librerie restane chiuse per il Coronavirus ma il Governo ha autorizzato ieri la consegna a domicilio dei libri, che prima era riservata solo ad Amazon: è un primo passo avanti in attesa della riapertura generale
Oggi 18 marzo in una lettera agli associati il presidente Paolo Ambrosini comunica che “È grazie al lavoro dell’associazione se a Belluno il Comune ha consentito con ordinanza del sindaco le consegne a domicilio da parte delle librerie e se nella serata di ieri finalmente ci è arrivata la comunicazione che le librerie possono svolgere attività di consegna a domicilio o in modalità drop presso gli esercizi commerciali aperti”. Nel raccomandare ovviamente tutte le cautele, il Presidente invita a valutare il contesto sanitario in cui si opera “Oggi l’obiettivo principale anche per noi è che la crisi sanitaria passi quanto prima e molto dipende dai nostri comportamenti”.
Dunque la consegna a domicilio è autorizzata e noi accogliamo questa autorizzazione come frutto di una nostra mobilitazione e di un’attenzione confortante da parte del Governo.
Sulle modalità dell’iniziativa ovviamente si deciderà a seconda dei contesti e anche qui la creatività e, nello stesso tempo, l’attenzione alla tutela della salute pubblica da parte dei librai sarà determinante. L’importante è che questi sacrifici pesanti per il nostro fragile sistema ci facciano tornare alla normalità. E a questo punto l’invito è ai lettori. Continuiamo a tenerci in contatto attraverso social, mail e tutti i mezzi a disposizione E quando riapriremo tornate numerosi in libreria perché abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno.
**Maria Laterza : L’autrice è titolare della Libreria Laterza di Bari

 

Caro Direttore,
la cultura è in lutto: a Udine è morto lo scrittore Paolo Maurensig.
Nato a Gorizia nel 1943, la sua scrittura nasceva dalle sue passioni.
Una di esse il gioco degli scacchi.
“La variante di Luneburg” (Adelphi), pubblicata nel 1993, è stato il romanzo che lo ha lanciato. Due maestri del gioco, uno ebreo l’altro ufficiale nazista, opposti in tutto, attraversano gli anni della Seconda Guerra Mondiale, e dopo la guerra il destino farà incontrare il secondo con un giovane allievo del primo.

Il romanzo è stato tradotto in tutto il mondo. Un successo calcato anche sui principali teatri italiani, grazie alla voce di Milva.
La musica, un’altra delle sue grandi passioni che ispirò il successo di “Canone Inverso” (Mondadori, 1996) , da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Ricky Tognazzi. Anche in quest’opera si ripercorrono alcuni elementi che avevano già decretato il successo della ‘Variante’: l’ambientazione mitteleuropea, il tema del viaggio, il gioco del destino che provoca incontri solo apparentemente casuali, il fascino tragico del talento coltivato con passione esasperata. Ma «non c’è niente di autobiografico – aveva spiegato l’autore – se non l’amore per la musica».

Tra gli altri suoi libri ricordiamo pubblicati da Mondadori: Venere lesa (1998), L’uomo scarlatto (2001), Il guardiano dei sogni (2003), Vukovlad. Il signore dei lupi (2006), Gli amanti fiamminghi (2008), L’Arcangelo degli scacchi (2013).
Per Morganti editori La tempesta, il mistero di Giorgione (2010) e i più recenti Teoria delle ombre (Adelphi 2016), Il diavolo nel cassetto (2018), Il gioco degli dèi (2019) e Pimpernel. Una storia d’amore (2020) pubblicati con Einaudi.

Artista pluripremiato, "Il quartetto Razumovsky" è il titolo del suo ultimo romanzo, che sarà pubblicato postumo da Einaudi, in cui torna ad occuparsi di musica ispirandosi in particolare a uno dei quartetti per archi op. 59 composti da Ludwig van Beethoven nel 1805-1806 su commissione del conte Andrej Kirillovič Razumovskij, ambasciatore russo a Vienna.
Fu direttore del Mittelfest, festival internazionale di cultura della Mitteleuropa e dell'Europa orientale di Cividale del Friuli, e assessore alla cultura nel Comune di Udine. Talvolta è apparso con un cameo nei film tratti dai suoi libri. Sempre in punta di piedi, riservato, come gli piaceva essere.

 

Caro Direttore,

Il Covid 19 è “manna” per chi froda :

  1. Il giro d'affari delle organizzazioni criminali è in aumento: 'ndrangheta circa 60 miliardi di euro/anno; la Camorra tra i 20 e i 35 miliardi.
  2. A centodieci miliardi di euro, è la cifra accertata ( per difetto) dell'evasione fiscale in Italia. Quanti sono i disonesti che continuano a rubare? Tutto pesa sulle spalle dei cittadini che le tasse le pagano. Quasi la metà degli italiani, 29 milioni 204 mila pari al 48,38 per cento, risulta senza reddito e campa sulle spalle di qualcuno altro.
  3. Cosa fa l'amministrazione finanziaria? Si chiudono gli occhi su chi è “ disonesto” , grazie a quali complicità politiche? Perché non si puniscono i comportamenti illeciti? Nel 2020 la povertà in Italia è cresciuta: sono oltre 2 milioni le famiglie in povertà assoluta (il 7,7% del totale contro il 6,4% del 2019,) con un aumento di 335 mila famiglie. Complessivamente le persone in povertà assoluta in Italia, sono un milione in più rispetto all’anno precedente.

Parassiti: un libro denuncia su uno dei più grandi scandali della Repubblica. Che mina la coesione democratica e che continua a sottrarre alle casse pubbliche risorse vitali per finanziare stato sociale e debito pubblico. Un cancro che succhia il sangue degli onesti. Con una infinita carrellata su tutti i regali dai vari governi della Repubblica fatti agli evasori con condoni, scudi fiscali e rottamazioni varie.

Segnalo per i lettori: PARASSITI
Ladri e complici: così gli italiani evadono (da sempre) il fisco 
di Primo Di Nicola, Antonio Pitoni e Ilaria Proietti edito da PaperFirst.

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