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Categoria: Opinioni

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di Daniele Sequenzia

Caro Direttore,
TIM è il gruppo leader in Italia e in Brasile nel settore ICT, sviluppa infrastrutture fisse, mobili, cloud e data center e offre servizi e prodotti per le comunicazioni e l’intrattenimento, ponendosi all’avanguardia delle tecnologie digitali.
Il gruppo si avvale di factory specializzate che offrono soluzioni digitali integrate: Noovle è la cloud company di TIM, Olivetti è il polo digitale con focus sullo sviluppo di soluzioni Internet of

things, Telsy opera nel settore della cybersecurity e Sparkle realizza e mette a disposizione infrastrutture e servizi internazionali. In Brasile, TIM Brasil è uno dei principali player nel mercato sudamericano delle comunicazioni e leader nella copertura 4G.
Tim  vale 10 miliardi di euro. Quelli del fondo americano Kkr se ne accorgono. Pensano di fagocitarla, farle riprendere quota in Borsa e poi rivenderla a pezzi guadagnandoci un botto: hanno sempre fatto questo.

Lanciano l’offerta amichevole: sarebbero disposti a comprare soltanto la parte dell’azienda che eroga i servizi e non quella che corrisponde con la rete sia in rame che a banda larga in Italia che serve ancora oltre il 60% delle utenze fisse, sia quella di fibra ottica internazionale, 39mila chilometri su cui viaggiano i dati degli italiani e di tutta Europa.

Offrono 50 centesimi di euro per azione, meno di un caffè al bar. Vivendi la fa da padrona, fa sbattere fuori l’amministratore delegato e detta le condizioni: a questo prezzo la sua quota, che “pesa” per il 24%, non la vende. Il Governo italiano, che attraverso la Cassa depositi e prestiti ha il 10% di Tim, tace. Sta valutando il da farsi.
Un’azienda di Stato come tante svenduta con le liberalizzazioni degli anni Novanta e poi rovinata dalla cattiva gestione dei suoi azionisti , e relativi Governi. L ‘ennesimo autogol.

Caro Direttore,
per i pensionati italiani il Natale 2021 si preannuncia triste: regna sovrana l’incertezza sul reale aumento delle pensioni, che dovrebbe scattare dal prossimo anno. L’inflazione ha ripreso a correre. Ma quanto arriverà di più nelle tasche dei pensionati?
L’invecchiamento della popolazione galoppa, ci sono 60 pensionati ogni 100 lavoratori, il sistema è sempre meno sostenibile.
Si stima che occorrano 4 miliardi di euro per adeguare le pensioni al costo della vita. Come trovare le coperture?

Se verrà approvata la Legge di Bilancio 2022, gli importi delle pensioni potrebbero essere rivisti al rialzo, ma tutto è nelle mani del Parlamento.
Nel prossimo 2022, i pensionati italiani sperano di migliorare i loro incassi. Circa l’argomento del taglio delle tasse, confermato in Legge di Bilancio 2022, il fondo è pari a 8 miliardi di euro. La riforma fiscale 2022 è impostata con il sì del Governo, con la riduzione dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) ed il taglio dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive, ossia l’ IRAP.

Nel dettaglio, bisognerà attendere il completamento della riforma fiscale, che dovrebbe interessare anche i pensionati e la tanto attesa rivalutazione delle pensioni a partire da Capodanno 2022.
Per quanto riguarda la maggiore flessibilità e revisione dell’attuale sistema contributivo, se ne riparlerà nel 2023, dopo che il Premier Draghi e i sindacati avranno trovato un nuovo accordo sulla riforma.

 

Caro Direttore,
una recente ricerca dell’Istat lancia l’allarme. I posti di lavoro vacanti sono in aumento. Il fenomeno si è accentuato dall’anno scorso con la pandemia Covid-19.
Da un lato, la difficoltà a trovare personale è strutturale. Progressivamente si è abbassato il livello medio delle competenze nel mercato del lavoro.

Il sistema formativo è al passo con il mondo del lavoro? Si è adeguato all’evoluzione della tecnologia? I docenti sono preparati? E come la mettiamo con il Recovery Plan?
Sapremo meritarci i 191,5 miliardi di euro del Recovery Plan? Siamo in ritardo su tutti i fronti, a partire dalla trasformazione digitale e ambientale.
L’Italia è il Paese europeo con meno laureati nelle discipline scientifiche che vanno dalla tecnologia all’ingegneria. Mentre la Germania sforna 1 milione di diplomati all’anno, l’Italia si ferma ad appena diecimila.

 

Caro Direttore,

per decenni, ci siamo illusi di stare bene, ci sentivamo felicemente ricchi, abbiamo ridotto gli investimenti per la " Sanità", invece di potenziarla, l'abbiamo " disossata", c'è stato il " godi godi", sprecato miliardi, non abbiamo fatto nulla, abbiamo allontanato i nostri migliori talenti, abbiamo bloccato la crescita, lo sviluppo dei nuovi medici, li abbiamo fatti emigrare, ci siamo illusi di essere una potenza industriale tra le più forti del mondo, invece abbiamo scoperto di essere completamente vulnerabili, tanti sono ancora i morti per Covid, si sta lottando e non è finita. Il futuro è nero, se non si investe nella sanità.

Oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo problema. Uno dei più terrificanti effetti del Covid 19 è l' esplosione delle varie " malattie mentali" . Mai visti tanti pazienti. Sono patologie, invisibili, che producono gravissimi danni e che hanno bisogno per essere curate bene di ottimi specialisti.
Cosa fa il Ministro della Sanità? Il Covid non molla. Ancora una volta siamo in crisi. Ancora una volta ci troviamo impreparati.

Le conseguenze del Covid sulla nostra salute mentale, per chi ne soffre, stanno creando seri problemi sul lavoro, in famiglia , nella comunità. Ne soffrono giovani e vecchi. Le liste di attesa " scoppiano" per una prima visita, si aspetta molto. Anche mesi. Sono problemi seri. Si stima avranno – se non curati- effetti pesanti a lungo termine durante la vita della persona. Un danno enorme per la collettività. Ma come curare bene e subito chi ha bisogno, chi non vive, non lavora, non sa che fare, pena giorno e notte, tormentato da dubbi, se siamo in forte deficit di medici, strutture, centri, programmazione, investimenti e personale specializzato?

 

Caro Direttore,
vorrei segnalare ai tuoi lettori che nel cantiere turco Sefine di Yalova è iniziata la produzione della nuova nave traghetto ordinata lo scorso febbraio dalla Caronte & Tourist.

È stato previsto un investimento di circa 40 milioni di euro: la nave avrà una lunghezza di 110 metri, una stazza lorda di 8.300 tonnellate e una capacità di 800 passeggeri e 420 metri lineari in garage e sarà impiegata sulla rotta che collega il porto di Milazzo con l’arcipelago delle isole Eolie.
La sua consegna è prevista nel 2023.

La flotta della compagnia Siremar, controllata di Caronte & Tourist Isole Minori e attiva nei collegamenti con le isole minori siciliane, si arricchirà nei prossimi anni di due unità, che saranno impiegate nei collegamenti Trapani – Pantelleria e sulla Porto Empedocle – Lampedusa.

La Caronte & Tourist nasce il 19 giugno 1965, giorno in cui la nave “Marina di Scilla”, della società “Caronte”, effettua il primo viaggio sullo Stretto di Messina da Messina a Reggio. Dal 1968 con Tourist Ferry Boat collega Messina con Villa San Giovanni, ove oggi ha un sostanziale monopolio. Nel 2001 collegano anche Messina con Salerno. Nel 2003 le due società si fondono in Caronte & Tourist S.p.A.

 

Caro Direttore,
L’Italia è la culla del melodramma. Nacque nel 1600 a Firenze dove un gruppo di letterati e musicisti, la cosiddetta Camerata de’ Bardi, creò uno spettacolo in cui parole e musica davano voce a storie mitologiche, a vicende eroiche e drammatiche. Per rendere più comprensibili le parole del testo inventarono uno stile vocale che era a mezza via tra il canto e la recitazione: il recitar cantando.
Ne possediamo un patrimonio invidiabile, di cui spesso non si parla. Ma che cosa significa “ melodramma”? Lo spiega bene Alberto Mattioli, appassionato melomane, esperto d’opera, con il suo recente libro “ Pazzo per l’opera, istruzioni per l’abuso del melodramma” edito da Garzanti.

Alberto Mattioli descrive quanto sia importante la musica.. L'opera lirica mantiene intatto il suo misterioso potere emozionale, la sua capacità di parlare al cuore e al cervello degli spettatori . Sono certo possa giovare ai tuoi giovani lettori, ai tanti amanti della buona musica. Una lettura assai piacevole. Stimolante.
Più che una passione una “malattia” .Quasi un’autobiografia basata rivivendo le sensazioni di quasi duemila spettacoli melodrammatici a cui ha partecipato. Un invito al teatro. Il melodramma ci permette di non dimenticare il nostro passato. Un patrimonio storico-culturale che molti ci invidiano

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La metteranno una lampadina nuova?

Mancano 10 giorni a una scadenza importante: entro il 15 settembre infatti, i comuni italiani beneficiari dei contributi previsti dalla c.d. norma Fraccaro (è stata ribattezzata in questo modo dai miei colleghi parlamentari per ricordarne la provenienza) saranno tenuti ad iniziare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche volte all'efficientamento energetico e allo sviluppo territoriale sostenibile.
Grazie alla norma che porta il mio nome anche quest'anno ogni comune italiano avrà a disposizione una cifra che va da 250 mila a 500 mila euro, per un totale di 1 miliardo di euro distribuiti a tutti i comuni italiani. Il contributo è suddiviso in base al numero di abitanti residenti nel comune: dai 100 mila euro per i comuni con meno di 5 mila abitanti fino ai 500 mila euro per i comuni con una popolazione superiore ai 250 mila abitanti.

Ogni sindaco ha solo due vincoli: i lavori devono iniziare in tempi brevi e il contributo deve essere utilizzato per interventi su opere pubbliche che abbiano come obiettivo l'efficientamento energetico, quali interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e uno sviluppo territoriale sostenibile, quali interventi per la mobilità, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il nostro è un Paese di Comuni: il Comune è l'ente pubblico più importante perché quello più vicino al cittadino, quello che conosce meglio le esigenze della comunità, che può garantire la migliore qualità di vita e una società sostenibile. Il Comune è anche la più importante stazione appaltante per le nostre piccole e medie imprese. Ho sempre creduto che lo sviluppo del Paese debba essere sostenibile e diffuso su tutto il territorio e per questo, una volta arrivato al governo, ho concentrato i miei sforzi per dare sostegno ai comuni italiani senza distinzioni.
Il Governo italiano, grazie a questa norma, quest'anno ha dato 1 miliardo di euro perché i Comuni possano rendere più sostenibili la nostra economia e la nostra società, 1 miliardo di euro che contribuisce al dinamismo della nostra economia, 1 miliardo di euro che farà lavorare le piccole e medie imprese in tutto il territorio nazionale.

Spesso, nel corso della mia esperienza politica, ho sentito dire che il nostro Paese non è in grado di spendere i fondi per gli investimenti, e soprattutto non è in grado di spenderli in maniera efficiente. Ho sempre trovato questa affermazione ingiusta e disfattista, per questo mi sono impegnato per dimostrare il contrario con soluzioni come il Superbonus 110% e la norma Fraccaro a sostegno delle nostre città. Sono sicuro che il 15 settembre tutti i comuni italiani dimostreranno che un'Italia efficiente, sostenibile ed equa è già al lavoro. #RigeneraItalia

 

Caro Direttore,

praticamente un cittadino su due si reca ogni giorno in farmacia per acquistare dei medicinali. Il mercato, anche per gli effetti Covid 19, è in crescita esponenziale. Grosso modo ogni anno vengono acquistate in Italia non meno di 2,9 miliardi di confezioni di vari medicinali per un controvalore di quasi 28,7 miliardi di euro.
Poco o nulla si sa su chi li produce. Quasi il 60% delle varie confezioni sono prodotte da paesi extraeuropei quali India, Cina, Brasile, Argentina, dato che i vari produttori sostengono che devono rifornirsi dove il costo dei componenti è più basso in modo da “garantire i farmaci ai meno abbienti”!

Un sistema che in nome del massimo profitto e del minimo costo di produzione mette a rischio la nostra sicurezza sanitaria.
In parallelo si intensificano, per nostra fortuna, i controlli. Aumentano sequestri dei farmaci illegali, contenenti principi attivi contaminati, insicuri, a rischio, scadenti, illegali, anche potenzialmente cancerogeni.

Quello che sappiamo è che l’EMA, l’ Agenzia Europea dei Medicinali, che per legge dovrebbe garantirne la sicurezza, è in realtà finanziata all’80 per cento dall’industria farmaceutica stessa.
Accade che le ispezioni dell’EMA sono comunicate in anticipo alle aziende. Risulta che ci sono impianti di lavorazione “ fuori norma”, anche per scarse condizioni igieniche .

Accanto alle “ fabbriche”, che producono farmaci distribuiti in tutto il mondo, ci sono “ baraccopoli” in cui vivono migliaia di lavoratori, sottopagati, in condizioni igieniche precarie. Spesso non esistono i sistemi di depurazione delle acque. Inutile dire che gli scarti delle lavorazioni finiscono nei vari fiumi, laghi o vengono poi commercializzati dalle mafie locali.

 

Caro Direttore,
ma che fine ha fatto Luca Palamara?
1- Ieri , l ‘ ex magistrato è stato radiato dalla magistratura, caso unico nella storia , ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex presidente dell' Associazione Magistrati ad essere rimosso dall'ordine giudiziario. L’ Avvocatura generale dello Stato lo accusa di avere danneggiato l’immagine della magistratura con il libro” Il Sistema” scritto con il giornalista Alessandro Sallusti.
2- Oggi, Palamara si candida “…per raccontare com’è oggi la magistratura e per cominciare un percorso di cambiamento”.

L’opinione pubblica è assai confusa, disorientata. Aumenta la sfiducia nelle istituzioni. Da decenni la giustizia italiana sembra evitare di far luce, molto resta nel buio, quanti processi, quante stragi non hanno ancora colpevoli? Chi ha torto e chi ha ragione ? Perché negli ultimi 15 anni il piano pandemico-antinfluenzale italiano non è mai stato aggiornato, nonostante la "decisione 1082 del Parlamento Ue" del 2013 che ha imposto ai Governi di dotarsi di un piano ad hoc e i "quattro richiami" fatti dall'Oms nel 2018. Perché non è stato fatto nulla? Chi ha provocato la pandemia del Covid 19? Perché il nostro ricercatore Zambon, che aveva dato subito l’allarme, è stato messo a tacere?
I cittadini non hanno il diritto di conoscere la verità?

 

Caro Gennaro,
molto interessante la tua recente video-intervista con Eros Salonia , giovanissimo , promettente artista messinese.
Affascinante il suo spettacolo attualmente in tour in Sicilia “Telemaco prigioniero”: come si può “liberare” l’uomo moderno da una società ammalata per recuperare i suoi valori più profondi? Attraverso la memoria del passato, che il cantastorie fa rivivere.
Eros sa dove andare, ha cercato e ha trovato. Oggi è un giovanotto di carattere, solido, diretto. Non gli è bastata la “ Ville Lumière”. Vuole piu’ spazio. La poesia ha bisogno di voce, di luce. Come si diventa artista? Bisogna avere grande coraggio, credere nelle proprie idee anche folli, non si deve temere di sognare e di raccontare il sogno: bisogna essere liberi di avere una visione e saperla raccontare. Ecco un vero cantastorie. Il “cuntu” nasce spontaneo in Sicilia. Terra di magia. Eros conosce bene il delicato rapporto tra oralità e scrittura. Da vero artista Eros si caratterizza, specialità tutta siciliana, non solo per l’intonazione , ma per il modo particolare di declamare il testo.

Gli italiani cantano ovunque. I contastorie e i cantastorie sono gente del popolo, che amano la loro terra. La Sicilia è ancora oggi immersa nella cultura greca. I «cunti» originavano da testi scritti, poi ritrasformati e modificati e così tramandati di generazione in generazione.
Gli Aedi e Rapsodi recitavano i versi a memoria, servendosi, nella narrazione, di un metro regolare chiamato «esametro dattilico» o « esametro epico» che in Sicilia è rimasto intatto. Viva Omero e l’ immortale racconto di straordinarie avventure di Nettuno, Vulcano, Calipso, Polifemo, dei Feaci, nostri antenati, scontri di civiltà, migrazioni di interi popoli, magma storico, stratificazioni di antiche lingue, che ancora oggi affascinano piccoli e grandi.
Amiamo e difendiamo le Eolie. Simbolo di antiche civiltà. Patrimonio unico al mondo. Miracolo assoluto. Allontanate chi le saccheggia. Cacciate via i Proci.

Caro Direttore,

Kabul è solo il primo passo. Non si fermano i talebani. Il terrorismo islamico mira alla distruzione della nostra vita, della nostra civiltà. Siamo a rischio. Sono oltre novemila terroristi liberati dalle carceri di Kabul.
Pronti ad uccidere.

In Italia gira la favola dei 'talebani- buoni', acculturati, di tanta buona volontà, quasi-tolleranti, democratici, bravi ragazzi, lo ha detto convinto il nostro ex premier Conte!!! Ma è tutta una enorme bufala.

Apriamo bene gli occhi: “Non ci sarà alcun sistema democratico, perché da noi non ha alcuna base.
L’unico sistema è quello della “Sharia”! Lo ha ripetuto forte e chiaro , il comandante Waheedullah Hashimi . Orribile la fine di tutti gli oppositori.
Continuano i rapimenti di ragazzine non appena dodicenni strappate alle famiglie, che debbono accoppiarsi con i talebani. Distrutte tutte le radio e televisioni libere. Perseguitate tutte le donne, che non si piegano alla “ Sharia”. Impera il terrore.

L’intero Afghanistan è un campo di sterminio. Tutti i soldati arresisi sono stati sgozzati. Messi in prigione dura tutti gli altri. La guerra dei talebani continuerà “fino a quando la legge del Corano dominerà il resto del mondo”.

Caro Bartolino,

ti segnalo –se non ti fosse già noto- che la rivista internazionale  “Vanity Fair” con un numero speciale  e   ampio reportage segnala  che  “ le 7 sorelle delle Eolie” sono al top dell’attenzione turistica  internazionale non solo  per l’offerta turistica ma anche per la varietà dell’eccellenza gastronomica. Tutto “ al massimo”: mare cristallino ,  servizi ed ottima cucina. Ottima pubblicità: “Vanity Fair”  le Isole Eolie e  i migliori , piu’ suggestivi , tipici locali. Buon viaggio!

«Negli ultimi anni, ai tanti punti di forza, le Eolie hanno aggiunto un salto di qualità gastronomico – si legge sulla rivista - introducendo  innovative  soluzioni  alla migliore cucina tipica delle sue antiche  tradizioni , nazionali , contadine e marinare. Quindi tanto pesce, che si accompagna ai migliori prodotti dell’orto quali il cappero eoliano, i caratteristici pomodorini «a pennula» nonché le straordinarie erbe aromatiche quali rosmarino, origano, basilico, aglio, menta. Molte le stelle Michelin».

Ecco i migliori ristoranti e le osterie eoliane  secondo “ Vanity Fair”.

LIPARI
Filippino. «È uno dei Locali Storici d’Italia, con oltre 110 anni di attività, nato come trattoria di pesce e diventato un luogo celebre anche fuori dall’isola, frequentato da turisti e vippame. La famiglia Bernardi, quella del fondatore, continua a fare il suo dovere con un menu tradizionale, affiancato da una signora cantina».

E Pulera.

 Specializzata in cucina di pesce. «Le pulera sono un elemento architettonico delle case eoliane: posizionate nel terrazzo attorno all’abitazione, hanno lo scopo di sostenere un pergolato di uva tardiva.
Danno nome a un’insegna, gestita sempre dai Bernardi».

VULCANO
Tenerumi al Therasia Resort si trova nel resort di Vulcanello e propone esclusivamente cucina vegetariana «in uno spazio bellissimo, tra le piante. In regia, il napoletano Davide Guidara , sempre alla ricerca di nuove soluzioni gastronomiche.”

Il Cappero al Therasia Resort
Capitanato da Beppe Biuso tornato in Sicilia dopo importanti esperienze «tiene saldamente la stella Michelin.”

SALINA
Signum
La miglior tavola di Salina si trova all’interno dell’Hotel in cucina c’è Martina Caruso che ha conquistato nel 2016 la stella Michelin.

Capofaro Locanda & Malvasia

Nello splendido resort, il siciliano Gabriele Camiolo interpreta la passione dei Tasca d’Almerita per la buona cucina e i saperi contadini degli antichi feudi siciliani, arrivando fino ai giorni nostri. Un percorso di gusto e di etica con un sistema di orti che fornisce il 70 per cento degli ingredienti usati in cucina.

STROMBOLI
Il Canneto

La trattoria della famiglia Caiazzone è da oltre 40 anni un punto di riferimento: una dozzina di piatti tutti incentrati sul pesce e la tradizione eoliana. Sapori puliti e precisi: la frittura di cicirella (pesce azzurro), il tonno con la cipollata, gli involtini di pesce spada. Buoni i dolci della casa, i cannoli e la cassata.

PANAREA
Hycesia
Il locale si ispira all’antico nome dell’isola già cantata da Omero. E’ un posto bellissimo: un casolare ristrutturato con grande classe, in stile eoliano. E anche la cucina punta in alto, essenziale e gustosa, a partire dalle “delizie dell’arcipelago” (percorso di crudité) e dal pescato in giorno.

FILICUDI
La Sirena è lo storico ristorante di Pecorini Mare, in uno dei pochissimi alberghi dell’isola.
La specialità è la pasta alle mandorle, oltre ai raffinati piatti con il pescato del giorno.

ALICUDI –
Ericusa è “uno dei pochissimi riferimenti gastronomici è la veranda dell’Hotel Ericusa, praticamente nel mare. I piatti migliori? Quelli a base di aragosta, scorfano e totani freschissimi. Dolci e gelati.”

 

Caro Direttore,

terrificanti immagini di violenze che arrivano da Kabul, si smobilita, l’aeroporto nel caos. L’Afghanistan è da oggi un Emirato arabo, sono state soppresse tutte le libertà faticosamente conquistate in venti anni. Fatta terra bruciata di ogni diritto democratico. Viene imposta obbligatoriamente la “ Sharia” , legge canonica islamica ovunque e comunque che regola rigidamente la vita religiosa , politica, sociale, e individuale. L’unica cultura ammessa è quella stabilita dai talebani. Ogni deviazione viene punita con la morte. Il potere religioso è alleato con il potere militare Il potere oggi è in mano ai comandanti talebani islamisti che impongono la loro legge con la forza.

Le donne afghane sono le prime vittime sottoposte ad atroci violenze.
I Talebani evidentemente godono di finanziamenti e protezioni che noi non conosciamo. Vantano una struttura militare poderosa, efficiente, simile a quelli degli eserciti moderni. Sono armati fino ai denti. Operano secondo una rigida gerarchia , addestrati all’utilizzo di tattiche di guerra e di attrezzature militari all’avanguardia. Hanno nuclei di forze speciali sia militari che terroristiche. Mezzo milione di persone sono in fuga verso i Paesi confinanti: Pakistan e Iran ne hanno già accolti oltre 3,5 milioni, in parte anche il Tagikistan. Molti cercano rifugio in Europa. In arrivo crescenti ondate di profughi.

A Kabul e in altre città, cresce la preoccupazione per le migliaia di minori che furono costretti a combattere per i talebani. Sono stati traditi ed abbandonati. Non hanno più parenti e nemmeno un futuro.

 

Caro Direttore,
In piena estate con temperature oltre i 38 gradi, manca l’acqua. Il servizio erogato ai cittadini è insufficiente. Nel Sud e nelle Isole, come nelle Eolie, il problema diventa serio. Non si sa chi è responsabile. Forse a causa dell’ elevato grado di frammentazione gestionale? Troppe” mani sull’acqua”? Non si sa a chi rivolgersi. E chi si lava se manca l’acqua? Nemmeno le mani? Ne soffre pesantemente l’intera collettività. Si vive male. E chi si cura della acqua?

Le reti sono vecchie. Si registrano perdite d’acqua potabile oltre al 42 per cento, mentre il 60 per cento delle infrastrutture è stato realizzato oltre 30 anni fa , il 25 per cento di queste supera i 50 anni. Una famiglia siciliana su cinque è insoddisfatta del servizio. I piccoli gestori al sud, come a Lipari, sono in regime di “ economia”. Gravissimo il problema delle perdite idriche che superano sovente il 50% dell’acqua immessa nelle reti, mentre la depurazione è addirittura assente in vaste aree in Sicilia.

Osservo che , mentre nel Recovery Plan è previsto che gli investimenti nel settore idrico debbano andare a supporto delle grandi società industriali già in essere, che operano nel Centro- Nord, nel Mezzogiorno la gestione resta affidata in prevalenza ai Comuni: per questo motivo il Sud potrà accedere di conseguenza marginalmente ai fondi del Recovery Plan destinati al servizio idrico. Non cambia nulla.

Perché ancora odiose discriminazioni che si ripercuotono sull’intero sistema produttivo e dei servizi ?
Perché le aziende pubbliche, che gestiscono il servizio in ampie zone del territorio nazionale dovrebbero essere escluse nel Sud?
Si cerca di capire perché tanta inerzia e pessima amministrazione. . Gli investimenti sulla rete idrica sono insufficienti nel Mezzogiorno e nelle Isole: solo 26 euro/ abitante , dove il fabbisogno d’acqua potabile oggi è superiore al sud del 50% rispetto al nord, dove si sono investiti ben 44 euro/ abitante.

 

Caro Direttore,
sempre piu’ gli attacchi informatici si moltiplicano, perché non siamo protetti. Senza la rete internet non esistiamo. La pandemia ha messo in luce le gravi carenze del nostro sistema di difesa. Siamo ben lontani da un’ efficiente rete di collegamento telematico su tutto il territorio nazionale. Sempre piu’ è necessaria una accelerazione verso la transizione della “ next generation” al digitale. Con la pandemia, ancora presente in molte regioni del mondo, oggi il rischio è maggiore.

Il recente attacco al sistema informativo della Regione Lazio ha messo in luce il ritardo tecnologico dell’intero sistema di difesa italiano dagli “ hackers”, fermo al 2008. Mai aggiornato. Un danno che ha colpito l’intera popolazione improvvisamente senza servizi essenziali. In affanno il sistema sanitario della Regione Lazio. In fretta e furia il governo Draghi ha istituito l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale con nuovi investimenti e un organico di 800 dipendenti a pieno regime altamente qualificati.

I rischi di paralisi sono evidenti. Se non ci si aggiorna con tecniche sofisticate e nuovi moderni sistemi, si rimane esposti a danni immensi. Sempre piu’ gli organi di controllo hanno il compito di sovrintendere al corretto utilizzo della rete, che per sua natura tende ad essere sempre piu’ “ bucata”. Tutti noi usiamo Internet.

Tutti gli uffici ed i reparti di qualsiasi azienda civile e militare, ovunque tu operi, sono collegati ad Internet. Non viviamo piu’ senza la rete delle reti, che collega i calcolatori di tutto il mondo fra di loro. Sono il nostro cuore, le nostre arterie. Non si muove nulla senza internet: scuole, amministrazioni, ospedali, servizi, traffico, affari, enti e persone, banche , aeroporti, navi e treni.
Ma quanto ci costa questa nuova “’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale”? Saranno sufficienti i 620 milioni di euro del Recovery Plan per la transizione digitale promessa dal 2015 e sempre rinviata?

 

Caro Direttore,

dalla mezzanotte del 3 agosto inizia il “semestre bianco” per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
come prevede l’art. 88 della Costituzione cio’ significa che non può sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate negli ultimi sei mesi del suo mandato.
Il Parlamento è diviso su tutto, compresa la “ Giustizia”. Abbiamo in ballo una marea di “ Riforme”! Tutto è fermo.
Il Governo fa fatica con i partiti perennemente litigiosi tra loro.
L’unica speranza che abbiamo sta nelle capacità del “ Generalissimo “ Mario Draghi, il solo che ci possa traghettare, ancora vivi, verso qualche porto sicuro.

 

Caro Direttore,
un mio caro compagno di università di Santu Lussurgiu mi scrive un accorato messaggio che ti trasmetto: “Siamo senza riposo, non abbiamo piu’ nulla. Siamo in lutto. Con il fuoco sono andati distrutti centinaia di anni di storia italiana. Siamo senza lacrime. In fumo uno degli alberi monumentali più importanti, patrimonio dell’Umanità. 1000 anni di storia bruciati dalla furia delle fiamme, e dalla pessima gestione del territorio. Siamo soli, abbandonati: l’olivastro millenario

“Sa Tanca Manna” simbolo di Cuglieri , raro ed unico “ simbolo” di archeologia botanica, alto 16 metri, è stato distrutto dalle fiamme. Per noi era tutto. Siamo addolorati e stanchi, abbiamo perso tutto. Siamo fuggiti da casa. Durante la campagna di abbattimento delle foreste per la costruzione delle ferrovie venne salvato grazie ad alcuni contadini, operai che si opposero al taglio di questo magnifico albero, di quello che era già considerato un monumento storico, di immensa bellezza, più di cent'anni orsono. In pericolo anche l’antico pino a Caprera che Giuseppe Garibaldi piantò in occasione della nascita della figlia Clelia

“Santu Lussurgiu”: Macchia di formazioni cespugliose di corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, mirto, fillirea, erica, ginestra, rosmarino, viburno, euforbia si identificano con la “macchia mediterranea”. Un tesoro che molti popoli ci invidiano. Difendiamolo con tutte le nostre forze.

Scura dimora di mondi mai visti
Madre di piccola vita stupenda
FUOCO LA PRENDA
Bosco di sughere, castagni, lecci
Padre di foglie, fatto d’intrecci
Nero di ombre, fitto di luci
FUOCO LO BRUCI
Terra di rocce ruggine e argento
Madre d’incendi figli del vento
Non serve a niente che canti e che piangi
FUOCO LA MANGI
Mano segreta che spargi quel fuoco
Bruci il tuo mondo per così poco

D’ora in avanti prima che accenda
GIUSTIZIA TI PRENDA *

“Per gli incendi della Sardegna” da RIME RAMINGHE, Salani* * * I versi citano quattro improperi comuni della lingua sarda: FOGU DU PÌGHIRI, fuoco lo prenda FOGU D’ABBRÙXIRI, fuoco lo bruci FOGU DU PÀPPIRI, fuoco lo mangi ‘STIZIA DU PÌGHIRI, giustizia lo prenda .Storicamente la “giustizia” degli italiani-piemontesi è stata intesa come un malanno fatale, come il fuoco. Quel fuoco doloso che ancora oggi non si riesce a fermare.

 

POMERIGGI CULTURALI DEL CENTRO STUDI EOLIANO 

Venerdì 30 luglio 2021- ore 19,00 Giardini Centro Studi - Lipari Presentazione del volume: “IL RESPIRO DEGLI ANGELI” Di Emanuela Fontana Mondadori Interviene con l’autrice: Prof. Renato CANDIA

 

Caro Direttore,
a Londra all’età di 67 anni è mancato il noto regista di teatro lirico Sir Graham Vick.
Nato a Birkenhead nel 1953, Vick si era formato nelle maggiori istituzioni teatrali britanniche, alla Scottish Opera e al Festival di Glyndebourne. “Una delle figure più significative della regia contemporanea, un maestro capace di rivelare la forza delle partiture che metteva in scena e riscoprire la loro capacità di interrogare e commuovere il pubblico” ..
La culla della sua creatività artistica è stata la Birmingham Opera Company.
“Non c’è bisogno di essere istruiti per essere toccati, commossi ed eccitati dall’opera”: in questa frase, detta ritirando un premio della Royal Philharmonic Society nel 2016, c’è tutta l’essenza del lavoro di

Graham Vick. Un lavoro di pioniere e sperimentatore il suo, realizzato per dimostrare che l’opera parla a tutti “basta sperimentarla direttamente di prima mano, senza filtri”. “ Il pubblico assiste all’opera in piedi, muovendosi liberamente all’interno dello spazio del Teatro Farnese, determinando così il proprio punto di vista e di ascolto dell’opera". "Il pubblico è pertanto invitato a indossare calzature confortevoli. Posti a sedere, in numero limitato saranno previsti per persone a mobilità ridotta".

Innumerevoli le sue produzioni operistiche realizzate nei maggiori teatri lirici del mondo spaziando da
Monteverdi a Mozart, da Verdi a Wagner, da Puccini a Berio.
Molto profondo è stato il suo legame con il Rossini Opera Festival, che dedica alla sua memoria l’edizione 2021.

Colgo l’occasione per ringraziare Pietro Lo Cascio, per averci ricordato l’importanza della nostra partecipazione nel mondo della Cultura. Ne abbiamo molto bisogno tutti. Ringraziando tutti i lettori e commentatori del Notiziario, mi sento anch’io, come precisa Pietro Lo Cascio, “ di ringraziare chiunque si sia speso e abbia speso per portare uno spiffero di conoscenza, un momento di riflessione o di approfondimento, uno stimolo al confronto.
Di solito in queste disfide non vince nessuno, ma perdiamo tutti.”

Caro Direttore,
entro la fine di questo mese, il governo Draghi si era impegnato a presentare in Parlamento una importante legge delega sulla riforma fiscale. Da più parti si sollecita una innovativa , incisiva riforma fiscale. Tre sono le priorità : riduzione della tassazione sul lavoro, semplificazione del sistema, innovazione e lotta contro l'evasione fiscale. Grazie all’Accordo di partenariato 2021-27 in ambito Ue, che il Governo puntava a chiudere a inizio del 2021, l’Italia avrebbe avuto a disposizione circa 43 miliardi di euro di fondi europei a cui si aggiungono 39 miliardi di cofinanziamento nazionale.

Ad oggi non è successo nulla per l’incapacità di “ fare squadra” dei partiti sempre piu’ litigiosi verso una unica soluzione di una “ giusta”, equilibrata, condivisa fiscalità che possa dare, dopo tanta attesa, sviluppo e crescita. Stiamo perdendo tempo. Non abbiamo combinato nulla. La riduzione delle imposte volutamente spropositate, se non “ cervellotiche”, del tutto demagogiche, rischierebbero di portare al collasso finanziario l’intero sistema statale, con la distruzione dell’attuale stato sociale.

La ricerca di popolarità e “ consenso” a tutti i costi dei partiti politici in perenne lotta suicida impedisce di risolvere tutte le questioni fiscali assai delicate e utili al Paese. Si rischia, opinione pubblica assente, spesso assai poco informata, di perdere i finanziamenti tanto attesi, senza aver risolto nulla.

Caro Direttore,
faticosamente, dopo decenni di “ limbo fiscale”, a Venezia 20 maggiori Paesi industrializzati hanno raggiunto un primo accordo per introdurre la “minimum global tax” sui profitti - mai prima toccati dal fisco - dalle attività delle principali multinazionali.
È evidente la modestia delle cifre incassate dal fisco, rispetto all’evasione e all’elusione colossali durante oltre mezzo secolo, da quando il capitalismo è digitale.

Alcune osservazioni:
1- Si stima che almeno il 40% dei profitti dei grandi gruppi societari sia al sicuro nei paradisi fiscali , sottraendo decine e decine di miliardi di euro ai singoli sistemi fiscali nazionali.
2- Irlanda, Estonia e Ungheria sono contrari a tale proposta.
3- Il meccanismo di applicazione si sta rivelando alquanto complesso: dalla definizione di base imponibile alla diversità dei sistemi fiscali dei vari Stati coinvolti, dal regime delle perdite, all’ individuazione dei Paesi dove vengono realizzati concretamente i profitti.
4- Secondo uno studio della European Network for Economic and Fiscal Policy Research la tassa globale minima interesserà solo 78 delle 500 aziende più grandi del mondo e permetterà di ottenere complessivamente 87 miliardi di dollari. Quasi il 45% di questo totale ( 39 miliardi di dollari) sarà

versato dalle aziende tecnologiche statunitensi. I Big tech come Amazon, Apple, Microsoft, Alphabet, Intel o Facebook da soli pagheranno circa 28 miliardi di dollari.
5- La “minimum global tax”, se tutto va bene, entrerà in vigore non prima del 2023.

 

Caro Direttore,
mentre anche gli USA e la Germania stanno ritirando le loro forze militari dall’ Afghanistan, con il “Decreto Missioni”, l’Italia conferma il finanziamento alla Guardia costiera libica. Tutto cio’ per rafforzare la presenza militare italiana nel Sahel, in cui transitano la maggioranza dei migranti diretti verso l’Italia.
In realtà i flussi migratori maggiori non interessano le coste libiche. Chi fugge via sono per la maggior parte dall’ Afghanistan, Iran, e in minima percentuale dai Paesi dell’Africa subsahariana occidentale.

Assai piu’ complessa è la lunga storia dei rapporti tra Libia e Italia. Sembra un paradosso , ma ci sono ancora oggi molti interrogativi da chiarire. l’Italia è ancora in guerra contro questo Paese. Il governo italiano ha aderito alla risoluzione ONU che condannava la repressione dei civili voluta da Gheddafi e si trova come cent’anni fa in guerra. I nostri diplomatici dovrebbero conoscere meglio la Libia, attraverso gli studi e le illuminanti ricerche di Angelo Del Boca.: ” Gli italiani in Africa Orientale, 1976-84”, e “Gli italiani in Libia” 1986-88, in sei volumi tutti editi da Laterza. Altrettanto istruttiva: “L'azione internazionale di Gheddafi fra ideologia e politica” a cura di Giampaolo Calchi Novati.

 

Caro Direttore,
Giorgio Gaberscik, in arte “Gaber”, (Milano, 25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore, 1º gennaio 2003), è stato un raffinato cantautore, chitarrista, attore, impegnato commediografo, ha collaborato con vari artisti del calibro di Mina, Dario Fo, Enzo Jannacci, Luigi Tenco.
Gaber ancora oggi, per tutti noi giovani, è un simbolo di libertà, di anticonformismo, geniale precursore del “teatro-canzone “, che tanto arricchisce. : «La scoperta del teatro, di un mezzo che mi consentiva di dire quello che pensavo è stata di enorme importanza».

Gaber non puo’ essere disgiunto dal suo impegno civile, cocciutamente in opposizione con tutto cio’ che s’intende per“ normalità”. Il suo vasto percorso artistico lo ha condotto a sviluppare temi non sempre “ orecchiabili” del vasto pubblico. Temi tutti originali, che ha saputo trasmettere con uno stile suo, poco adattabile, sempre attento, generoso, pungente, allergico ai canoni . Ancora oggi i suoi brani suonano profetici e raggelanti, commoventi e indistruttibili. Gaber, cabarettista, colto e provocatore, continua a essere un riferimento ideale per i tantissimi giovani che lo amano.

La fine degli anni Sessanta è stato un periodo di importanti mutamenti in tutta Europa. Tutta l’Italia è attraversata da forti tensioni sociali. Ovunque si avvertiva l’ansia di rinnovamento. Si fa duro lo scontro tra capitalismo e movimento operaio. Giorgio Gaber l’ho intuisce. Il Paese tenta di cambiare . Gaber ne coglie tutte le contraddizioni. Con geniale sarcasmo, entra in collisione con il poderoso “ sistema” dei potenti. Gaber viene etichettato. Bloccato. Gaber un artista ancora oggi “ scomodo”.

“Io se fossi Dio “ , nasce in un momento storico assai difficile. Il testo è una precisa accusa. La censura ne aveva immediatamente proibita la sua pubblicazione. Il testo è pericoloso, non deve circolare.
Ci vollero diversi anni per ottenere il via libera. L’Italia tutta è sconvolta dall’assassinio di Aldo Moro, da parte delle Brigate Rosse. Ancora oggi ci sono tanti punti oscuri, non è stata fatta completa luce.
Giorgio Gaber : “Guardo molto dentro me stesso. Non è rabbia: è autoanalisi. Serve a farmi capire gli altri, ma serve anche a me per resistere all’omologazione imperante”.

Io se fossi Dio
maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti
che certamente non son brave persone
e dove cogli cogli sempre bene
compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete
ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere
e di fotografare immagini geniali e interessanti
di presidenti solidali e di mamme piangenti.

E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi voi che vi buttate
senza tremare un momento
cannibali necrofili deamicisiani e astuti
e si direbbe proprio compiaciuti
voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano
sì vabbè lo ammetto la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia.

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli”.

 

 

Caro Direttore,
in un recente rapporto sulla risposta alla pandemia Covid-19 dei leader mondiali e della Organizzazione Mondiale della Sanità, negare di essere in presenza di un terribile virus, volutamente negarne la pericolosità, fingere di intervenire e in modo inadeguato , in assenza di ogni precauzione, invece di dare l’allarme hanno fatto precipitare il mondo intero in una spaventosa pandemia .

Già duemila anni fa Luciano di Samosata (Samsat, Turchia, 120 d. C. – Atene, tra il 180 e il 192 d. C.) avvertiva la pericolosità dall’ignoranza, intesa come non conoscenza della realtà e incompetenza, altrettanti “virus” che rendono gli uomini ciechi ed ignoranti.
Oggi Zambon è la vittima di un sistema che ha inizialmente negato l’esistenza della pandemia. Zambon ha dovuto subire ogni angheria, processato e costretto alle dimissioni dall’Oms, reo di avere pubblicato un rapporto che rivelava la totale impreparazione del sistema sanitario italiano ad affrontare la pandemia.

Ridotto in silenzio anche dal Ministro della Salute Speranza, il quale non ha mai chiarito nulla sul " Piano Pandemico italiano " non aggiornato, e nulla circa l'eliminazione del rapporto Zambon che conteneva osservazioni precise, molto allarmanti, nei confronti dell’Italia, completamente impreparata ed indifesa. Una denuncia serrata sulle gravi inefficienze della sanità italiana, tuttora presenti in molte realtà, come ha denunciato recentemente il Notiziario , assai critico di fronte a gravi mancanze della Pubblica Amministrazione, per la mancanza di ogni valido presidio medico, non solo per Lipari, ma dell’intero arcipelago.
Zambon ricorda bene l’angoscia delle prime settimane quando – come per la peste manzoniana – non si poteva nemmeno parlare di “pandemia”. Tabu’ parlarne, come un insulto alla classe medica e dei virologi, chiusi nel loro cinico egoismo di “ Casta”.

Viene ora dimostrato come le forti ingerenze cinesi all’ interno dell’Oms abbiano volutamente nascosto le responsabilità di Pechino. Zambon, per avere per primo dato l’allarme, si è trovato dall’oggi al domani senza liquidazione, senza lavoro e senza casa. Ancora oggi siamo in piena pandemia.
Ricordo ai lettori del Notiziario delle Isole Eolie il recente volume, molto interessante per sapere la verità, “Il pesce piccolo, una storia di virus e di segreti”, edito da Feltrinelli e scritto da Francesco Zambon, ricercatore per 13 anni della Organizzazione Mondiale della Sanità.

 
 

Caro Direttore,
in quale mondo viviamo? Continua la guerra tra ”poveri” che si sobbarcano il peso di tante inefficienze : solo il 40% della popolazione italiana, non puo’ sfuggire al Fisco, versa oltre il 90% del monte tasse, locali e nazionali, mentre il 60% non solo non le paga, ma è anche totalmente a carico della collettività.

L’economia “ non osservata” si stima sia di almeno 108 miliardi di euro, ci sono ma non si vedono. Dove sono? Per quanto riguarda le omesse dichiarazioni, è sempre piu’ buio, l’evasione è costante, manca la giustizia fiscale, pagano sempre i soliti, gli altri godono di ogni esenzione. Sfuggono al Fisco oltre 80 miliardi di euro/ anno .
Ecco che ancora oggi la stragrande maggioranza del carico fiscale pesa sulle spalle dei “povericristi”. Di chi sgobba da mattina a sera per poter sopravvivere. Di coloro che non possono sfuggire al Fisco. C’è chi propone il taglio delle tasse, o : meno tasse per tutti, a volte, addirittura: tasse uguali per tutti . Allucinante.
Che non è altro che una ulteriore penalizzazione per chi oggi è soffocato dal Fisco. Oltre alla spesa sociale, pesano anche i debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per 450 miliardi di euro. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, sembra voler cancellare come minimo 800 leggi tributarie.

La riforma fiscale oggi è materia strategica, di capitale importanza, per creare le basi di una equa distribuzione del reddito e dare impulso e nuovo slancio all’economia. Senza una strategica , moderna, efficiente riforma fiscale che è parte integrante della ripresa e sviluppo, non si va da nessuna parte.
Entro il 31 luglio 2021 dovrà essere approvata la legge delega anche per la riforma della giustizia tributaria, ormai attesa da molti decenni da tutti i contribuenti e professionisti.

 

 

Caro Direttore,
Alessio Pracanica , che ringrazio per il suo eccellente intervento, acutamente mette il dito sulla piaga. Siamo ignoranti. Da tempo, apaticamente, diamo il voto a persone spesso senza istruzione , non valutiamo nulla, non si analizza il loro curriculum , ci si affida al caso, svogliatamente, e poi ci lamentiamo! Che non sanno fare. E andiamo in cerca di altri, simili incapaci.
Ci siamo assuefatti ad un linguaggio politicamente astruso, tortuoso, oscuro, indigeribile.
Personalmente ho forti dubbi. A chi dare il mio voto?
Ormai chi vince e dirige è spesso un somaro. Se sbaglia, continua a sbagliare. I Partiti conoscono bene i loro candidati? Meglio non fare esempi. Torino e Roma bastano?

Secondo l’autorevole linguista De Mauro, meno di un terzo della popolazione italiana avrebbe i livelli di comprensione della scrittura e del senso politico dei partiti. Come stanno a cultura i giovani? Poco o nulla per orientarsi nella scelta di chi votare. Quante bestie al pascolo! Economisti come Luigi Spaventa e Tito Boeri ritengono che il grave analfabetismo strumentale, funzionale e politico, nella scelta di chi ci amministra, incide negativamente sulle capacità produttive del paese. Chi viene dopo Draghi? Viviamo nel vuoto cosmico e siamo ancora in piena pandemia.
Preoccupa l’educazione politica delle nuove generazioni.

 

 

Caro Direttore,
chiudono antiche edicole e librerie! In atto un processo di “ disertificazione culturale”: Cresce ovunque spaventosamente l’ignoranza!
Trasmetto per i tuoi lettori cosa scrive Maria Laterza** : “librerie chiuse e per i libri scatta la consegna a domicilio.
Questa spaventosa pandemia sta causando danni enormi. Dal gennaio 2020 si è aperto con un lungo bollettino di guerra, una guerra persa, purtroppo, da decine e decine di librerie italiane costrette ad annunciare la loro chiusura. Fra queste, librerie storiche come la Paravia di Torino, la seconda libreria più antica d’Italia e la più antica di Torino. Chiudono librerie storiche come la Lattes, Paravia e Zanaboni ma anche storiche librerie di città come Milano, Roma. Il dato complessivo è quello di duemilatrecento librerie chiusi in cinque anni.
La crisi, certo, non è di oggi. Nel 1985 in un catalogo pubblicato in occasione dei cento anni della Laterza, intitolato Laterza un secolo di libri, già si denunciava la contrazione del mercato e il calo delle vendite. Del resto il numero dei lettori in Italia non cresce in maniera significativa da molti anni e si pone agli ultimi posti in Europa.

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Ma senza inutili infingimenti una causa determinante del declino è stato l’avvento di Amazon, che ha ridotto nell’ultimo decennio di circa dieci punti in percentuale la fetta di mercato consistente in acquisti di libri in libreria.
Amazon e le grandi piattaforme online offrono un’ampiezza di catalogo e una rapidità di consegna che nessuna libreria fisica potrà mai garantire. Per questo motivo gli esercizi per sopravvivere si sono in gran parte trasformati: sono diventati caffè letterari, luoghi di presentazioni e di eventi di formazione, si sono specializzati in determinati settori (uno su tutti quello dell’infanzia, ma anche le fumetterie o l’usato) o in luoghi caratterizzati per lo stretto rapporto con il territorio (le librerie di quartiere).
Su questo sistema, fragilissimo quanto un castello di carte, pronto a cedere al minimo colpo di vento, si è abbattuto lo tsunami coronavirus. Un dramma che ha colpito il nostro Paese con un carico di malattia e morte inaspettato. Un evento che rapidamente ha sconvolto le nostre vite. Gran parte dell’economia italiana ne è stata travolta. L’interrogativo a questo punto è chi riuscirà a resistere e cosa rimarrà dopo tutto questo. Le librerie, in particolare le indipendenti, corrono forti rischi. La tragica ironia della sorte ha voluto che questa pandemia sia arrivata quando finalmente, dopo anni di lotte da parte dei librai, il Parlamento ha approvato una legge destinata a ridare fiato al settore (L. n. 15 del 13 febbraio 2020 recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”). È un provvedimento importantissimo perché contiene decisive misure di promozione della lettura (il vero obbiettivo è far crescere il numero di lettori) e stabilisce finalmente una regola sugli sconti da praticare sui libri unica e uguale per le librerie e per l’e-commerce. Uno strumento preziosissimo per i librai che non erano assolutamente più in grado di competere con gli sconti praticati sulla rete. La Legge è stata pubblicata il 10 marzo sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 25 quando le librerie italiane saranno ancora chiuse.
Già con il decreto del Governo del 4 marzo si era prodotto un primo momento di grande difficoltà con il blocco di tutte le iniziative promozionali: presentazioni, letture, incontri di formazione. Tutte attività ormai vitali, le sole in grado di competere, grazie alla passione e all’impegno profuso, con il grande mercato della Rete.
Ma noi librai non ci siamo scoraggiati. Una speranza ce l’hanno data i nostri clienti che hanno cominciato a venire a fare scorte di libri. Fra i primi i genitori più attenti, alla ricerca di volumi per far trascorrere il tempo ai bambini ormai a casa. Dal canto nostro abbiamo allestito angoli in libreria e in vetrina con la proposta di testi che potessero aiutare a riflettere sull’attuale momento. In una libreria come la Laterza c’è un settore molto fornito di classici: Cecità di Saramago, La peste di Camus, I promessi sposi sono titoli che sono andati subito esauriti. A questo punto è nata un’idea che si è presto diffusa tra i librai di tutta Italia: se la gente ha voglia di comprare libri ma nello stesso tempo deve uscire il meno possibile di casa i volumi li consegniamo noi.
Il testo da leggere portato a domicilio dal libraio: un‘alternativa calda e affettuosa all’algido servizio di Amazon. L’idea ha avuto un successo immediato e sopra le aspettative. Il fervore di iniziative per mantenere vive le nostre attività, nonostante i limiti di legge, ha avuto breve durata. Il decreto dell’11 marzo ha stabilito la chiusura su tutto il territorio nazionale di una quota consistente di esercizi commerciali, fra cui le librerie.
Sono rimasti aperti come è ovvio alimentari e farmacie. Ma anche giornalai, tabaccai, profumerie, lavanderie, articoli di telefonia sono stati autorizzati a proseguire la loro attività. I libri non sono stati considerati beni di prima necessità. Ma non si era sempre detto che essi sono medicine dell’anima, elementi importanti di riflessione ed equilibrio delle persone? Non solo i librai ma anche scrittori e tanti lettori si sono fatti questa domanda.È stato un sacrificio enorme che abbiamo accettato con l’amaro in bocca perché nel frattempo, a fronte delle nostra chiusura, c’è chi ha continuato a vendere e consegnare gli stessi beni con grande profitto. Come dichiara Filippo Guglielmone, responsabile commerciale di Mondadori, a Simonetta Fiori di “Repubblica”, le vendite on line sono aumentate del 50%, mentre Luca Domeniconi di IBS parla di aumento di ordini del 100%. È notizia di ieri che Amazon ha annunciato che fino al 5 aprile darà la priorità alla consegna di beni di particolare utilità, fra cui i libri.
Per quanto riguarda l’iniziativa della consegna a domicilio che pareva non essere possibile alla luce del decreto 11 marzo, l’Ali (Associazione librai italiani) l’ha sostenuta inviando richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri .
Le librerie restane chiuse per il Coronavirus ma il Governo ha autorizzato ieri la consegna a domicilio dei libri, che prima era riservata solo ad Amazon: è un primo passo avanti in attesa della riapertura generale
Oggi 18 marzo in una lettera agli associati il presidente Paolo Ambrosini comunica che “È grazie al lavoro dell’associazione se a Belluno il Comune ha consentito con ordinanza del sindaco le consegne a domicilio da parte delle librerie e se nella serata di ieri finalmente ci è arrivata la comunicazione che le librerie possono svolgere attività di consegna a domicilio o in modalità drop presso gli esercizi commerciali aperti”. Nel raccomandare ovviamente tutte le cautele, il Presidente invita a valutare il contesto sanitario in cui si opera “Oggi l’obiettivo principale anche per noi è che la crisi sanitaria passi quanto prima e molto dipende dai nostri comportamenti”.
Dunque la consegna a domicilio è autorizzata e noi accogliamo questa autorizzazione come frutto di una nostra mobilitazione e di un’attenzione confortante da parte del Governo.
Sulle modalità dell’iniziativa ovviamente si deciderà a seconda dei contesti e anche qui la creatività e, nello stesso tempo, l’attenzione alla tutela della salute pubblica da parte dei librai sarà determinante. L’importante è che questi sacrifici pesanti per il nostro fragile sistema ci facciano tornare alla normalità. E a questo punto l’invito è ai lettori. Continuiamo a tenerci in contatto attraverso social, mail e tutti i mezzi a disposizione E quando riapriremo tornate numerosi in libreria perché abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno.
**Maria Laterza : L’autrice è titolare della Libreria Laterza di Bari

 

Caro Direttore,
la cultura è in lutto: a Udine è morto lo scrittore Paolo Maurensig.
Nato a Gorizia nel 1943, la sua scrittura nasceva dalle sue passioni.
Una di esse il gioco degli scacchi.
“La variante di Luneburg” (Adelphi), pubblicata nel 1993, è stato il romanzo che lo ha lanciato. Due maestri del gioco, uno ebreo l’altro ufficiale nazista, opposti in tutto, attraversano gli anni della Seconda Guerra Mondiale, e dopo la guerra il destino farà incontrare il secondo con un giovane allievo del primo.

Il romanzo è stato tradotto in tutto il mondo. Un successo calcato anche sui principali teatri italiani, grazie alla voce di Milva.
La musica, un’altra delle sue grandi passioni che ispirò il successo di “Canone Inverso” (Mondadori, 1996) , da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Ricky Tognazzi. Anche in quest’opera si ripercorrono alcuni elementi che avevano già decretato il successo della ‘Variante’: l’ambientazione mitteleuropea, il tema del viaggio, il gioco del destino che provoca incontri solo apparentemente casuali, il fascino tragico del talento coltivato con passione esasperata. Ma «non c’è niente di autobiografico – aveva spiegato l’autore – se non l’amore per la musica».

Tra gli altri suoi libri ricordiamo pubblicati da Mondadori: Venere lesa (1998), L’uomo scarlatto (2001), Il guardiano dei sogni (2003), Vukovlad. Il signore dei lupi (2006), Gli amanti fiamminghi (2008), L’Arcangelo degli scacchi (2013).
Per Morganti editori La tempesta, il mistero di Giorgione (2010) e i più recenti Teoria delle ombre (Adelphi 2016), Il diavolo nel cassetto (2018), Il gioco degli dèi (2019) e Pimpernel. Una storia d’amore (2020) pubblicati con Einaudi.

Artista pluripremiato, "Il quartetto Razumovsky" è il titolo del suo ultimo romanzo, che sarà pubblicato postumo da Einaudi, in cui torna ad occuparsi di musica ispirandosi in particolare a uno dei quartetti per archi op. 59 composti da Ludwig van Beethoven nel 1805-1806 su commissione del conte Andrej Kirillovič Razumovskij, ambasciatore russo a Vienna.
Fu direttore del Mittelfest, festival internazionale di cultura della Mitteleuropa e dell'Europa orientale di Cividale del Friuli, e assessore alla cultura nel Comune di Udine. Talvolta è apparso con un cameo nei film tratti dai suoi libri. Sempre in punta di piedi, riservato, come gli piaceva essere.

 

Caro Direttore,

Il Covid 19 è “manna” per chi froda :

  1. Il giro d'affari delle organizzazioni criminali è in aumento: 'ndrangheta circa 60 miliardi di euro/anno; la Camorra tra i 20 e i 35 miliardi.
  2. A centodieci miliardi di euro, è la cifra accertata ( per difetto) dell'evasione fiscale in Italia. Quanti sono i disonesti che continuano a rubare? Tutto pesa sulle spalle dei cittadini che le tasse le pagano. Quasi la metà degli italiani, 29 milioni 204 mila pari al 48,38 per cento, risulta senza reddito e campa sulle spalle di qualcuno altro.
  3. Cosa fa l'amministrazione finanziaria? Si chiudono gli occhi su chi è “ disonesto” , grazie a quali complicità politiche? Perché non si puniscono i comportamenti illeciti? Nel 2020 la povertà in Italia è cresciuta: sono oltre 2 milioni le famiglie in povertà assoluta (il 7,7% del totale contro il 6,4% del 2019,) con un aumento di 335 mila famiglie. Complessivamente le persone in povertà assoluta in Italia, sono un milione in più rispetto all’anno precedente.

Parassiti: un libro denuncia su uno dei più grandi scandali della Repubblica. Che mina la coesione democratica e che continua a sottrarre alle casse pubbliche risorse vitali per finanziare stato sociale e debito pubblico. Un cancro che succhia il sangue degli onesti. Con una infinita carrellata su tutti i regali dai vari governi della Repubblica fatti agli evasori con condoni, scudi fiscali e rottamazioni varie.

Segnalo per i lettori: PARASSITI
Ladri e complici: così gli italiani evadono (da sempre) il fisco 
di Primo Di Nicola, Antonio Pitoni e Ilaria Proietti edito da PaperFirst.

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