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di Gianni Iacolino

In questi giorni di ripresa della pandemia, molto più contagiosa di prima ma meno letale, le richieste di rassicurazioni si susseguono insistenti soprattutto da parte di chi è costretto ad affrontare situazioni difficili per patologie pregresse o perché in corso di chemioterapia.

È giusto pertanto fare il punto della situazione e rassicurare chi ritiene ancora che col vaccino si iniettino veleni o sostanze simili.

Sapere che ancora oggi tante persone vengano convinte a non vaccinarsi perché in terapia antiblastica con chemiofarmaci, o perché allergici allarmati dalla paura di crisi anafilattiche, o con varici convinti di chissà quale rischio trombotico, tutto questo fa rabbrividire.

Purtroppo le false credenze, le vociferazioni da bar amplificano i danni causati dal virus. Ed allora é giusto e doveroso rassicurare chi è ancora vittima di queste paure, ricordando loro che le crisi anafilattiche, in un anno di vaccinazioni in tutti i continenti, si contano sulle dita di una mano e tutte perfettamente risolte in poche ore.

I fatti trombo arteriosi, dopo vaccinazione con AstraZeneca, si sono verificati quasi esclusivamente su pochissime donne in età compresa fra i 19 ed i 50 anni su centinaia di milioni di dosi iniettate.

Nessuna donna, in quella fascia di età, fa più vaccini che non siano ad mRNA. Le persone in terapia con chemiofarmaci sono particolarmente fragili in questa fase della loro vita in quanto più vulnerabili ad ogni tipo di infezioni.

Conseguenza , questa, della leucopenia (abbassamento del numero di globuli bianchi ) dovuta alla chemio, il che facilita a virus e batteri la colonizzazione dell'ospite.

Quindi chi si trova in questa situazione deve stare alla larga non dal vaccino, ma dai microorganismi e dal virus in questione. Potrà e dovrá fare tranquillamente la vaccinazione nella fase di risalita dei globuli bianchi. Poi valgono sempre le stesse accortezze.

Quindi nessun timore o tentennamento alla vaccinazione. Un'accortezza in più : stare alla larga da chi diffonde falsità. " La stupidità di costoro consiste nel conoscere la verità , vedere la verità ma credere ancora alle bugie. Ed e’ più contagiosa di ogni altra malattia.” ( Erik Solhelm ) 

NOTIZIARIOEOLIE.IT

Lipari - Isolano con covid trasferito con elisoccorso 

Alicudi non è piu’ un’isola Covid Free. C’è un contagiato. E’ stato accertato dalla guardia medica. Un villeggiante si è sottoposto al tampone ed è risultato positivo.

Nell’isola dove ha casa adesso è in quarantena. Ad Alicudi attualmente vi sono una settantina di abitanti E adesso scatterà l’indagine per eventuali contatti. Gli isolani hanno richiesto la presenza di medici dell'Usca. Le uniche isole delle Eolie Covid Free rimangono Stromboli con Ginostra e Filicudi. 

Eolie&Covid, l sindaco Marco Giorgianni dichiara "sono 130 i positivi al covid con 180 in isolamento. Il dato è destinato a lievitare. Per l'apertura delle scuole prevista per il 10 gennaio si consulterà con l'Asp e subito dopo comunicherà le novità".  

Covid: Alicudi non più isola virus free, un turista positivo
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Alicudi, l'isola meno abitata dell'arcipelago delle Eolie, non è piu’ Covid Free. Un turista si è sottoposto al tampone presso la Guardia Medica ed è risultato positivo. Le persone che sono state in contatto con lui sono già state sottoposte al tampone. Ad Alicudi attualmente vi sono una settantina di residenti che hanno chiesto l'intervento dei medici dell'Usca.

Intanto nelle altre isole delle Eolie continua a salire il numero dei contagi.Un isolano è stato trasferito in elisoccorso a Messina, dove si trova ricoverato presso il policlinico;

Il sindaco di Lipari Marco Giorgianni manifesta preoccupazione: "sono 130 le persone positive - spiega - e 180 sono in isolamento fiduciario. Il dato ritengo che sia destinato ad aumentare".

Le uniche isole delle Eolie ancora Covid Free rimangono Stromboli, con la piccola frazione di Ginostra, e Filicudi. 

SERVIZIO DEL TG3 SICILIA

Era dal 1789, dalla presa della Bastiglia e dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino che si sentiva il bisogno in Italia e perché no anche a Lipari, di far prendere ,ad un popolo oppresso, coscienza dei suoi diritti calpestati da tiranni e cialtroni al soldo di massoni, ebrei e poteri forti un tanto al chilo. 

In quei lontani anni di oltre due secoli fa, la Dichiarazione mostrava a tutti i francesi che non dovevano considerarsi semplici vassalli di un monarca, ma CITTADINI con diritti inalienabili.
Il tentativo di riforma si era trasformato in qualcosa di molto diverso: una vera e propria rivoluzione. 

La Rivoluzione Francese fu uno straordinario esperimento politico, un tentativo di fare tabula rasa del passato e di creare un nuovo regime che mettesse in pratica gli ideali più avanzati della filosofia del xvIII secolo. 

Preambolo necessario,questo, alle considerazioni che nascono spontanee, appena appresa stamani la straordinaria notizia, tanto attesa , della nascita di un comitato eoliano per la tutela dei diritti fondamentali , di cui si sentiva veramente la mancanza.

Sappiamo tutti che Lipari fu, durante il triste ventennio, fucina di idee , di aspirazione di diritti e di libertà, grazie all'impegno ed al sacrificio pagato a caro prezzo dai confinati politici, veri eroi del libero pensiero. Dall'assenza di democrazia e di libertà sono nati sempre i grandi Cittadini, eroi capaci di cambiare il corso degli eventi, promuovendo i diritti fondamentali di libertà, di pari passo sempre con la consapevolezza dei doveri. 

Oggi, protetti dalle leggi liberali sulla libertà di pensiero e di parola, in molti ,ardimentosi, si pronunciano su tutto lo scibile ed usano i vaccini ed il greenpass come pretesti per ergersi ad eroi in un mondo di conformisti e schiavi ( i vaccinati). 
In questi ultimi due anni abbiamo dovuto ricorrere necessariamente alla tracciabilità dei nostri movimenti per ottemperare ad esigenze di facile comprensione.

Ma, mentre nei regimi dittatoriali la tracciabilità è funzionale alla persecuzione e, se necessario, alla soppressione, quella attuale è al servizio della vita.
Si tratta di misure di prudenza e di protezione. 

Il grido di Libertà, Libertà , nobile parola svilita in queste recenti dimostrazioni di piazza, si rivela come un'idea elitaria che vorrebbe escludere il legame sociale.
Le strampalate idee anarcoidipseudorivoluzionarie vorrebbero dettare legge alla stragrande maggioranza della popolazione.

Il pensiero contorto ed i cortei che sfidano lo stato fingono di non accorgersi che oggi la tracciabilità, a differenza che nei regimi totalitari, non è al servizio della dittatura ma della libertà, che il greenpass non mette limitazioni alla nostra vita, ma rappresenta un mezzo fondamentale per recuperarla come sta avvenendo , oggi, contro un virus molto più contagioso di quello di un anno fa. 

Parlare di diritti e di libertà negati, prendendo come spunto l'obbligo del greenpass, non fa altro che foraggiare una protesta inutile, anzi dannosa, proprio in un momento in cui dovrebbe prevalere la solidarietà a tutto campo.
Già Mazzini, che, per affermare i principi di libertà, trascorse quasi tutta la sua vita al confino ,scriveva: " Non esistono nè uguaglianza nè libertà senza una profonda coscienza dei doveri cui tutti siamo chiamati.....trovare un principio educatore superiore .....e questo principio è il DOVERE.

Bisogna convincere gli uomini che ognuno d'essi non vive per sè, ma anche per gli altri." Appare evidente come la cultura dei diritti, scevra da quella dei doveri, crea quel malsano scontro voluto e creato ad arte cui assistiamo da troppi mesi a questa parte.

Di diritti di ogni tipo negati ce ne sono anche sotto i governi più progressisti e liberali immaginabili, ma iniziare una 'si nobile attività garantista a Lipari, a difesa dei Diritti, prendendo spunto ,in piena pandemia mondiale, dal greenpass e dai vaccino svilisce sin dal nascere una coraggiosa iniziativa che , di bersagli da colpire , ne avrebbe a iosa.

Lisciare, invece, il pelo a quella minoranza variegata di nolaqualunque che per motivi più disperati intende trasgredire norme elementari di igiene sanitaria si richiama al più becero e squalificato populismo. 

Quando poi si odono tribuni che, con la scusa di tutelare i nostri diritti, predicano disobbedienza civile o trasgressione a norme sanitarie e di buon senso, è opportuno diffidare dalle loro proposte. A macchia di leopardo nascono comitati, associazioni improntati sulla fantomatica dittatura sanitaria.

Fra qualche giorno , l'otto dicembre ne parlerà a Torino l'associazione che porta il nome, suo malgrado, del compianto Stefano Rodotà.
"L'obiettivo è quello di tutelare la libertà ed i diritti umani nell'ambito delle leggi internazionali". Nientemeno !!!.

La comparsa del nome di Rodotà ha fatto irritare la figlia del grande giurista: " Non solo è una vigliaccata. Mio padre era un meridionale illuminista assai; si sarebbe stravaccinato, ascoltava certamente i pirla, ma non li amava. " Sante parole.

LA NOTA

 

di Luca Chiofalo

Quesito del giorno…
Gli appassionati “no green pass” sono quasi sempre identificabili con gli sconfitti (visti i numeri di adesione alla campagna e quelli sull’efficacia dei vaccini) ma non rassegnati “no vax”…?

 

 

Ma l'assegnazione dei premi Nobel in campo medico avviene a casaccio fra le varie discipline, oppure anche in base all'originalità ed all'attinenza storica di una determinata branca? Mi son posto questa domanda, osservando come il fiorire di certi studi , in campo medico , abbia caratterizzato certi momenti in cui era più sentita la necessità di porre fine o quantomeno un argine a quelle patologie che maggiormente affliggevano l'umanità.

Ed osservando una evidente correlazione fra esigenze di salute pubblica e linee di ricerca, salta subito all'occhio come l'Immunologia l'abbia fatta da padrona in questo oceano di studi, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo sino ai giorni nostri.
In questo campo Elie Metchnikoff, scienziato russo, scoprì il fenomeno della fagocitosi studiando le stelle marine in un laboratorio di biologia marina a Messina, intuendo come la fagocitosi rappresentasse una delle prime linee di difesa contro le infezioni.
Aveva così scoperto una delle tante funzioni dei globuli bianchi, i monociti ed i neutrofili, cellule capaci di inglobare e digerire i microrganismi invasori. Questi studi rappresentarono una rivoluzione concettuale, suggerendo come fosse questa la prima linea di difesa contro le infezioni .

L'emozione nel vedere per la prima volta cellule capaci di circondare , ingerire e digerire germi invasori fu vissuta proprio a due passi da casa nostra : “A Messina si compì una svolta nella mia vita scientifica. Fino ad allora ero uno zoologo, mi trasformai improvvisamente in un patologo. Avevo imboccato una nuova strada che divenne la principale direttiva della mia attività seguente.”
Erano anni in cui le malattie infettive, molte delle quali oggi scomparse o controllate grazie ai vaccini, mietevano milioni di vittime.
In quegli stessi periodi Von Behring e Kitasato scoprono che l'immunità nei confronti della difterite e del tetano era dovuta agli anticorpi, sconosciuti sino ad allora, ed Ehrlich mise in luce per la prima volta la reazione antigene - anticorpo.
Nel 1901 Von Behring riceve il premio Nobel per la Medicina e Fisiologia anche per aver fornito un'arma vittoriosa contro la difterite, malattia mortale per quei tempi, terrore di ogni genitore.
Metchinikoff riceverà il Nobel qualche anno dopo , nel 1908. Passeranno altri undici anni e , nel 1919, mentre mezza Europa si scannava in una carneficina senza fine, Bordet ,che aveva già lavorato con Metchnicoff, riceveva il Nobel per la scoperta del Complemento ( elemento essenziale dell'immunità innata ) e dell'agente infettivo della pertosse. È importante sottolineare come moltissime di queste ricerche che hanno contribuito molto all'aumento dell'età media dell'uomo si siano avvalse di ricerche su molluschi, insetti e moscerini.

Fondamentale la scoperta dei recettori Toll-like condivisi da molti microrganismi e dalle cellule danneggiate, studiati nei moscerini della frutta. La scoperta di questi recettori valse il Nobel nel 1995 per C. Nusslein-Volhard e per J. Hoffman nel 2011. Tutte ricerche e scoperte di grande spessore nel campo dell'immunologia, alimentate e sostenute dalla fame di conoscenza , ma anche dalle necessità sanitarie che si presentano continuamente all'attenzione della ricerca.
Tutti conosciamo, almeno per sentito dire, il problema sempre più preoccupante della resistenza agli antibiotici, tanto che l'OMS così si pronunciava appena quattro anni fa, nel 2017: " Il mondo sta esaurendo gli antibiotici. La resistenza antimicrobica è un'emergenza sanitaria globale che metterà seriamente in pericolo il progresso della medicina moderna " .

Non sto qui ad elencare i ceppi di batteri più resistenti. Mi interessa solo mettere in risalto i progressi nel campo dell'immunologia perché è questa la branca che la medicina ci mette a disposizione per le sfide future. Se non si riuscirà in breve tempo a trovare nuovi antibiotici, l'unica alternativa è quella di produrre nuovi vaccini per combattere i superbatteri resistenti, sfruttando , ancora una volta, le potenzialità del sistema immunitario.
Ma cos'è questo sistema immunitario di cui tanto si parla? Purtroppo spesso se ne parla a sproposito , per cui è necessario ricordare a brevi linee di cosa si tratta. È un sistema molto complesso dalla plasticità adattativa enorme che non finisce mai di stupire, tanto che è recentissimo, del 2020, il Nobel per la scoperta del sistema CRISPR, tecnica innovativa dell'ingegneria genetica. Il sistema immunitario è costituito da vari tipi di cellule ed organi che fanno giuoco di squadra , diffuso in tutto l'organismo, evoluto nel corso dei millenni con sensori capaci di captare e di reagire agli stimoli, che si avvale , con risultati straordinari, della capacità di ricordare delle passate esperienze, facendone buon uso.

Questa memoria ,che si chiama Immunità adattativa, ci ha aiutato a sconfiggere le malattie già incontrate ed a restare indifferenti nei confronti di quelle contro cui siamo già vaccinati. Senza questa capacità di reazione saremmo in continuo pericolo come purtroppo avviene nei soggetti immunodepressi.
La medicina si avvale molto di questi meccanismi di difesa mettendoli in pratica nella ricerca di nuove terapie.
I livelli raggiunti oggi dalla biologia molecolare ci offrono grandi prospettive. Con queste tecniche ,ad esempio, si è già, da tanti anni , prodotto il vaccino contro l'epatite B.
Il vaccino contro l'epatite B oggi in commercio è costituito da materiale genetico ricombinante del virus dell'epatite B.
Si è ottenuto grazie a particolari ceppi del comune lievito da fornaio, geneticamente modificati per produrre il DNA virale. È sicuro ed efficace non avendo dato, dopo centinaia di milioni di dosi praticate, alcun effetto collaterale grave ed avendo offerto protezione adeguata in oltre il 90% dei soggetti vaccinati.

Perché ho iniziato questo scritto sottolineando i progressi e le eccellenze nella ricerca nel campo della immunologia ? Per fare un monotono elenco di Nobel? Certamente no. Ho solo cercato di far riflettere il lettore sulla qualità ed eccellenza della ricerca scientifica , alla luce della false informazioni che stanno ingolfando tutte le discussioni in questi ultimi mesi.
Nei bar, in casa, in tutti i programmi radiotelevisivi non si fa altro che disquisire , quasi mai con competenza, sui vaccini figli di complotti di ogni tipo, rischiosi , inutili, mettendo in discussione quanto studiato e consolidato dal protozoo sino ai giorni nostri.
E, finché queste chiacchiere rimbombano al bar sport o in piazza a Trieste, si sopportano con fastidio , punto e basta.

Ma ,vedendo in tv dibattiti in cui si confrontano incompetenti carichi di arroganza con scienziati e ricercatori, mi sembra di assistere a un confronto surreale fra astrologi ed astronomi; come se fosse normale invitare ad un confronto sul trasporto aereo anche i sostenitori dei tappeti volanti. Questi ultimi anche se rumorosi e molesti, pur se con la testa fra le nuvole, non riusciranno mai a volare alto.

 

C'è posta per il Notiziario. Da Lipari si parte e da Milazzo...  partono le proteste"

 

di Rosy Alessi

Direttore buonasera,

mi trovo a Milazzo, sono rimasta qui bloccata, non parte niente, ma navi e aliscafi, arrivano da Lipari, vorrei capire quale il problema, qui c'è tanta gente che doveva rientrare ma se ne fregano

Il tempo non è bello, ma so che doveva partire alle 12.15 e non lo hanno fatto partire penso che sia una vergogna tutto questo...

 

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