escalisi.jpg
 
di Enza Scalisi
 
Mi emozionano l’inno nazionale, le cerimonie istituzionali, le frecce tricolore, sullo sfondo eterno di Roma. Mi danno senso di appartenenza, identità, sicurezza. L'impeccabile regia della parata ai Fori Imperiali del 2 giugno 2022 fonde, in modo mirabile, apparati istituzionali e società, rendendo la speranza di rinascita, dopo due anni di pandemia. In prima fila i “camici bianchi” medici, infermieri, gli eroi del covid.
 
Quindi i sindaci, i più vicini rappresentanti delle istituzioni, i politici, i militari e, in chiusura, l’ultimo modello di carrarmato, lì inoffensivo. Le divise impeccabili, l’amor patrio espresso dalla postura e dall’espressione ispirata dal ruolo e dalla memoria dei caduti, che si sperava non si replicassero, rimuovono gli effetti in termini di sangue, distruzione, morte di quando “scendono in campo ” e che inesorabilmente accomunano chi si difende e chi attacca.
 
La tragica realtà di una guerra vicina e di altre più lontane non ci permette di accarezzare il sogno di un mondo in cui le divise siano elegante mostra cerimoniale, di un mondo che “non ha bisogno di eroi”.
 
FRAMMENTI DI LIPARI IN UNA DOMENICA D’INVERNO
L’aria tiepida invita ad una passeggiata notturna: strade deserte, negozi chiusi, luci natalizie occhieggiano in vani richiami.
Per raggiungere la piazza percorro vicoli bui, appena rischiarati dalla vita che si proietta all’esterno: profumi di cena, suoni e immagini dei televisori accesi, calore di vita familiare, appena velata dalla trasparenza delle tende. Affretto il passo per non sentirmi ladra di intimità.
Quindi si apre lo scenario di Marina dilatata nella solitudine: il ponticello sulla risacca delle onde, la scalinata che conduce alla chiesa, la mole incombente del Castello, la chiesetta del Purgatorio illuminata che si staglia sull’oscurità dell’orizzonte, il dondolio di qualche barca ormeggiata.
 
I gazebo dei bar ospitano macchine parcheggiate al posto dei tavolini prima affollati, la paninoteca “Gilberto e Vera” serrata, solo bottiglie di vini si affacciano nella bacheca esterna.
Mi sovviene la metamorfosi dell’estate, la folla che si espande come magma occupando tutti gli spazi, debordando in vicoli e anfratti; luci e musica assordante sul brusio di sottofondo di ostentata allegria.
Apprezzo la solitudine e il silenzio magico del momento, sottolineato dal borbottio lontano di una barca a motore e dal suono del mare.
Il virus acquattato aspetta tempi migliori.
 
 

La coraggiosa, felice scelta di “Orlando” per la regia di Sally Potter, tratto dal romanzo di Virginia Woolf, ha concluso coerentemente il circuito cinematografico “Racconti d’Estate”, organizzato dall’infaticabile Sara Basile insieme ai ragazzi del “Magazzino di Mutuo Soccorso”.
La competente introduzione di Tilde Paino ha sottolineato la grandiosità scenica del film, colto e raffinato, analizzandone l’autonomia narrativa e formale rispetto al romanzo.

Lo svolgimento ha leggerezza e stupore della fiaba, l’incanto dei colori e delle dissolvenze, gli anacronismi spazio-temporali. Ma come le favole reca un messaggio subliminale: il superamento della grigia “normalità” e delle convenzioni, la rottura degli schemi. Quello temporale: lo svolgimento non ha una successione lineare, ma si riavvolge a spirale, perde ogni coerenza cronologica, non consuma l’istante precedente, ma lo integra in una crescita interiore, in un flusso ricco di vita. “Death-Birth” non sono poli opposti, la morte non è fine, ma rinascita, reinvenzione in un ciclo eterno.

Si dissolve lo schema dell’identità: uomo-donna sono scissioni imposte dalle consuetudini sociali, come la separazione in due metà operata dalla divinità invidiosa del mito platonico degli Androgeni, esseri ricchi e completi, autosufficienti e quindi in grado di sfidare gli dei.
Domina una visione organica tra uomo e natura: “Natura, natura prendimi, io sarò la tua sposa”, in un’armonia panica, in cui naufragano le differenze, s’infrangono le convenzioni nella leggerezza che rasserena e appaga.

Un sentito ringraziamento ai ragazzi del ”Magazzino”, che con le loro attività contribuiscono a rinvigorire il tessuto sociale e culturale del territorio.

 

Lipari, informazione di servizio per tutti coloro che avessero bisogno del rinnovo urgente della carta d'identità, viste le difficoltà per il rilascio al Comune di Lipari.

Le carte d'identità possono essere rilasciate da qualsiasi Comune, cosi' come previsto per legge dunque anche nei Comuni piu' vicini Leni e Santa Marina Salina dove da pochi giorni ha preso servizio il dottor Giacomo Biviano, come responsabile del settore amministrativo, attuale presidente del consiglio comunale di Lipari.

Lipari, è deceduto Giovanni Casilli

downloadcand.jpg

Lipari - E' deceduto Giovanni Casilli
 
Aveva 79 anni
 
Ai familiari le condoglianze del Notiziario

VACCINATA MA RISULTO NO VAX

Dopo snervanti tentativi di scaricare il mio certificato verde, innumerevoli mail senza esito, collegamenti con tutti i siti suggeriti, finalmente, dopo doverosa interminabile attesa, riesco a interloquire col 1500. Racconto la mia storia: vaccinata con la prima dose a marzo, mi presento con zelo per la seconda dose nella data prevista, con un esame di laboratorio che attesta un importante “carica anticorpale”.

Quasi presagendo complicazioni burocratiche, chiedo comunque la seconda vaccinazione, nonostante il parere opposto di medici e virologi consultati. Il medico vaccinatore, analizzato l’esito di laboratorio ritiene di non dover fare l’inoculazione, secondo “scienza e coscienza”, rilasciando una certificazione di esonero, in quanto “guarita dal virus”.

Questa procedura viene contestata in quanto erronea dal medico referente del servizio sanitario, a cui chiedo soluzioni: nessuna! Dunque dovrò fare il tampone ogni qualvolta deciderò di prendere un aereo e andare al cinema…come i no vax.

Non è contradittorio tutto ciò con la campagna pro vaccinazione se poi chi ha rispettato le regole viene equiparato a chi le contesta?

 
 
Lo spazio mitico del Castello di Lipari, ha fatto da sfondo coerente alla proiezione del film di Emma Dante, “Le sorelle Macaluso”, intrecciandosi, quasi fondendosi con le immagini, nella comune distensione verso l’alto.
 
Spazio e tempo mi sembrano gli elementi portanti del film: uno spazio dalle nette connotazioni di sicilianità, ma di una Sicilia “come metafora”, che si dilata in un non luogo universale.
 
Un tempo che si snoda nello svolgimento inesorabile, attestato dalle fasi della vita delle protagoniste e che si riavvolge, si ripiega su se stesso, in una circolarità che sa di eterno. “Luce e lutto” di “una Sicilia iperbolica, doppiamente gonfia di vita e di morte” (G. Bufalino), sono i poli di un processo dialettico che rimanda ad una sorta di sopravvivenza non solo degli umani, ma anche delle cose, che, come i ricordi, lasciano tracce indelebili.
 
E mentre scorrevano i titoli di coda, mi è sembrato di sentire il frullio d’ali dello stormo di colombi, costante presenza del film, che dai tetti di Lipari si dileguava, in dissolvenza, verso il cielo.
 
 
Emozionante la visione del film “Porte Aperte”, incontro di due geni, Leonardo Sciascia e Gianni Amelio, complice lo scenario del Castello, sui “tetti di Lipari”.
Perfetta l’organizzazione “Cinema in piazza” della preziosa Sara Basile, importante l’introduzione di Sergio Barone.
 
Il film, degli anni ’90, splendida rielaborazione dell’omonimo romanzo
di Sciascia, propone, come tutti i classici, temi universali ed eterni: il rapporto tra legge e giustizia, tra Codice e interpretazione, tra parvenza e verità, tra norma positiva, strumentale al potere e legge di natura. Emerge l’accorata condanna della pena di morte, della sua crudele inutilità, nella agghiacciante citazione di Dostoevskij. Sullo sfondo Cesare Beccaria.
Il riferimento alla società fascista, alla “pancia” dell’opinione pubblica, demagogicamente adulata dal tema della sicurezza, oggi caro ad una certa Destra, suggerisce la contrapposizione tra la simulata corruzione delle alte sfere e il male conclamato e ostentato che sfida la pena e l’ipocrisia.
 
Capovolgendo l’enunciato fascista delle “porte aperte”, sinonimo di una sicurezza imposta con la repressione e l’eliminazione del reo, ieri era “aperta” la porta alla bellezza, alla cultura, alla socialità, perché si pensa meglio insieme.

Lipari, isolani con infarto trasferito con elisoccorso al "Papardo. E' dovuto anche intervenire un elicottero piu' capiente da Palermo

x5301290_1955_5233506_1825_elisoccorso.jpg.pagespeed.ic.tqIKSkAn5v.jpg

Lipari - Due isolani con infarto al pronto soccorso. Per il primo è avvenuto il trasferimento con l'elisoccorso al Papardo. Per il secondo cittadino si è dovuto richiedere un elicottero piu' capiente che è arrivato da Palermo e con il velivolo del 118 è stato trasportato a Messina e ricoverato nella struttura sanitaria del dg Mario Paino.

Qualche ora dopo altro intervento dell'elisoccorso per un turista che si è infortunato cadendo e trasferito al Papardo e ricoverato in ortopedia

Da Treviso in linea Agostino Cassarà "Lipari, gli isolani devono essere di Serie

FOTO A.CASSARA' 2.jpg
 
di Agostino Cassarà*
 
Buongiorno a tutti cari amici e cari compaesani eoliani. La nostra associazione come anticipato dalla Dott.ssa Giuffre' sta continuando a lavorare su diversi progetti i cui stati di avanzamento saranno comunicati di volta in volta alla comunità eoliana nel rispetto di principi di massima chiarezza e trasparenza che l'associazione si è autoimposta. In merito alla S.P.181 di Bagnamare ho avuto nella giornata di oggi personalmente una telefonata con il Vice Sindaco Avv. Orto con il quale mi incontrerò i primi giorni di Luglio in occasione di una mia breve visita sulle isole . In questo incontro avro' modo di accertarmi ,comprendere, e confrontarmi su come l' amministrazione comunale stia affrontando e monitorando la delicata questione della S.P. 181 di Bagnamare. Comprendere lo stato di avanzamento ed i livelli di esecutività" del Progetto ed i probabili tempi di approvazione dello stesso, nonche' le potenziali e concrete possibilità di finanziamento dell'opera. Nonostante nostre lettere formali non abbiamo purtroppo ricevuto formali riscontro ne ' dal Comune né dalla Provincia né dal Prefetto. Ma noi non molleremo e continueremo su questo argomento. In merito ai rifiuti pericolosi carcasse mi spiace
 
oggettivamente constatare che alcune associazioni eoliane coinvolte e presenti attivamente sul territorio, non hanno purtroppo dimostrato per questo importante progetto ambientale un reale interessamento a darci una mano, in merito all' operatività e realizzazione dell' inventario. L' attività di coordinamento e di rapporto con gli enti sarebbe stato comunque a nostro carico richiedendo maggior impegno e probabilmente competenze professionali diverse. Spero che per le stesse associazioni ci sia una futura possibilità di riscatto. La nostra associazione continuerà naturalmente a perseguire tenacemente l' obiettivo della rimozione di carcasse auto e motorini dalle nostre strade eoliane che rappresentano un grosso deturpamento per le nostre bellezze riconosciute a livello mondiale UNESCO. Il sottoscritto personalmente si renderà disponibile ad eseguire questo lavoro di inventario e geolocalizzazione.
 
Si ,....mi rendo operativo .e sono pronto a sporcarmi le mani..perché chi mi conosce bene, sa che farò qualsiasi cosa al fine di riuscire ad ottenere i risultati che mi prefiggo...che ci prefiggiamo. Chiedo di essere contattato dagli Eoliani di buona volonta' che si rendano disponibili a contribuire in qualche modo in questo progetto. Ovviamente saranno informati e formati su come procedere sul loco dal sottoscritto. Grosso ed importante contributo su questo progetto sarà dato dalla Dott.essa Giuffrè che conosce direi benissimo la normativa in questione e che coinvolgerà tutti gli Enti interessati alla risoluzione della questione, essendo esperta del settore specifico..Infine sulla cartellonistica turistica UNESCO mi sentirò domani con l' assessore Tiziana De Luca che oggi mi ha confermato sua disponibilità in merito , in modo da comprendere da un punto di vista tecnico quali siano i problemi che impediscano l' installazione dei cartelli segnaletici UNESCO che sembrerebbero già disponibili presso i magazzini comunali.
 
Aspettiamo fiduciosi vostro contributo che potrà essere anche somministrato attraverso foto che mettano in evidenza la zona di abbandono di auto e moto. Cinzia Barresi sta ricostruendo con grande impegno e grande amore per le nostre isole un grosso ed articolato mosaico sui percorsi mitologici delle nostre Isole. Infine un ringraziamento particolare ai nostri soci e professionisti di ogni settore che con dedizione e dietro le quinte seguono altrettanti importanti progetti che avremo modo di presentarvi.! Un cordiale saluto a tutti gli Eoliani ai quali chiedo di gridare e rivendicare ogni sacrosanto giorno il loro diritto di essere cittadini di serie A , perché lo meritiamo, perché siamo cittadini Eoliani terra ricca ed unica nel mondo nel suo genere di storia e di cultura eoliana!
 
*Prof Ing Vice Presidente FuturEolie 

Lipari, è deceduto Giuseppe Barca

205468099_282021360380511_5673282140256929937_n.jpg
Ai familiari le condoglianze del Notiziario
 
 
Per una libera informazione

Oggi ho compiuto la mia buona azione civile quotidiana: ho dato il mio piccolo contributo ad una grande causa: il mantenimento di Radio Radicale. Scade oggi, infatti, nel silenzio quasi totale dei media, la convenzione stipulata con il Governo nel 1994, per trasmettere le sedute integrali del Parlamento e molte altri eventi di pubblico interesse come congressi di partiti, udienze, manifestazioni…archivio imponente, patrimonio esclusivo di informazione, cultura, civiltà.

Nei tempi bui che stiamo vivendo, una voce libera, plurale, democratica per un’informazione diretta, senza intermediari e manipolazioni, rappresenta una risorsa da tutelare.

Chi volesse dare il proprio contributo può effettuare una donazione o una semplice firma su change.org.

filippino.jpg
 
Sul metodo dello studio della storia
 

Dal passato al presente e dal presente al passato: di questa circolarità si sostanzia lo studio della storia. La sua “contemporaneità”, anche riguardo a fatti lontani, secondo B. Croce, deriva dall’urgenza di un problema in cui ci imbattiamo, la cui risoluzione si trova nell’indagine di cause remote, nell’individuazione di errori da evitare, di soluzioni sperimentate. Il tutto sull’analisi rigorosa di documentazioni.

Così lo studio si affranca dalla mera cronaca, dall’arida elencazione di battaglie, da asettica cronologia o, peggio, dalla propaganda.

Solo così il passato rivive, oltre ogni mummificazione e ci aiuta a capire il presente e a progettare il futuro.

E’ questo il metodo che mi ha guidato nel mio lavoro. E se è lo stesso della collega espulsa, il cui obiettivo dichiarato è quello di formare teste pensanti, mi considero colpevole anch’io. 

IL VALORE DELLA DISOBBEDIENZA
Lo strappo del sindaco Orlando nei confronti del decreto sicurezza è coerente con l’operato di chi ha sostenuto e difeso i diritti umani e sociali.
Chi governa una città come Palermo, crogiolo di razze, di lingue, di religioni, che deve la sua identità polimorfa ad invasioni, dominazioni, stratificazioni di culture, diversamente di chi si richiama a ridicole ampolle, non può che dare al concetto di accoglienza la sua autentica accezione: di connessione alla vita reale, di apertura, di relazione con l’altro.
In un luogo dove la povertà dei nativi non si contrappone a quella dei sopraggiunti nella paura e nell’odio, si creano sinergie di iniziative e di progettualità, di laboratori culturali ed operativi, di contaminazioni, che aprono al futuro.
“A Palermo difendiamo l’unica razza: quella umana...chi vive a Palermo è palermitano"

IL VALORE DELLA SICUREZZA
Il discorso del Presidente ha dato al concetto di sicurezza l’accezione più alta, comune denominatore dei valori di una comunità: non più dolorosamente contrapposta nell’alternativa alla libertà, ma intesa come unità, connettivo di cittadinanza, piena realizzazione dei diritti-doveri della Costituzione.
Non sta nell’aggiungere serrature alle nostre abitazioni, ma nei buoni rapporti col vicinato, nella condivisione di regole. Non nelle ruspe, ma nella lotta al degrado, non nel diritto all’autodifesa ma nella valorizzazione del ruolo istituzionale delle forze dell’ordine, la cui funzione non può essere “snaturata in compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione.”
Auguri Presidente, se non nella realizzazione di "Felicizia", nel considerarla obiettivo normativo. Auguri a noi.

Un mondo rottamato

L’abusato termine “rottamazione” ben riflette il mito di una società all’insegna del ricambio, della velocità, dell’efficienza, del giovanilismo.

rottLa rottamazione non è solo dismissione di qualcosa di cui può permanere la memoria, l’affezione, la nostalgia per ciò che è stato.

E’ cancellazione, rimozione, annullamento di ciò che precede, inutile zavorra, ingombrante residuo, in una linea netta tra ciò che è passato e “le magnifiche sorti e progressive”.

Il termine preso a prestito dal mercato delle auto, ha fatto il suo ingresso trionfale nel mondo politico: si rottamano partiti, ideologie, ma anche persone, sentimenti, speranze.

Di conseguenza il mondo della rottamazione pervade il campo degli spot pubblicitari, interpreti del gusto e del sentire comune, divinità di fronte a cui, inchinandosi, tacciono i più accesi dibattiti, si interrompono le più profonde riflessioni, le più avvincenti sequenze di una storia, il momento cruciale di un poliziesco.

Così una famigliola felice, rivisitando una canzone di Pappalardo, intona l’inno alla rottamazione, di fronte alla carcassa di una macchina, che ad ogni acuto perde un pezzo, malinconica e patetica nel suo miserevole degrado.

Ma si sa, nella società giovane non c’è posto per il vecchio. Lo ribadisce Oscar Farinettti nello spot di un operatore telefonico: “Ecco perché mi piace dimenticarmi del passato e ricordare solo il futuro”.

Non oso immaginare quale futuro, in un mondo senza memoria, senza radici.

 

filippino2 copia.jpg